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Bari 27 novembre 2009. Aspetti psicologici dell’obesità. Alessandro Catucci Responsabile Day Hospital dei DCA UO Psichiatria - Policlinico di Bari. Obesità come problema psicologico. Ipotesi del passato di scuola psicanalitica o altre correnti psicologiche:

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Presentation Transcript
slide1

Bari 27 novembre 2009

Aspetti

psicologici

dell’obesità

Alessandro Catucci

Responsabile Day Hospital dei DCA

UO Psichiatria - Policlinico di Bari

slide2

Obesità come problema psicologico

Ipotesi del passato di scuola psicanalitica

o altre correnti psicologiche:

l’individuo obeso come una persona nevrotica

fissata alla fase orale

( Alexander, 1934; Bychowsky, 1950)

slide3

Obesità come problema psicologico

La maggior parte delle revisionei della letteratura, effettuate su popolazioni nord americane: “Non esistono differenze significative tra soggetti obesi e non obesi nel funzionamento psicologico”

(O’Neil e Jarrel, 1992; Striegel-Moore e Rodin, 1986; Wadden e Stunkard, 1985)

slide4

Obesità come problema psicologico

Le problematiche psicologiche osservate nei soggetti obesi,

come ad es. la bassa autostima

o l’immagine corporea negativa non sarebbero tanto

la causa dell’obesità, ma piuttosto la conseguenza

di un ambiente sociale avverso, che esercita una profonda

discriminazione nei confronti di chi ha un corpo

di dimensioni superiori alla media ( Stunkard e Wadden, 1992)

slide5

L’obesità può favorire lo sviluppo di disturbi psichiatrici?

Benché non siano state evidenziate correlazioni specifiche

( obesità come fattore di rischio per lo sviluppo

della depressione), i risultati di una ricerca mostrano

un’associazione significativa

tra queste due condizioni e mette in discussione

la cosiddetta jolly fat hypothesis

( l’obesità riduce il rischio di depressione)

elaborata da Crisp e McGuiness ne 1976.

( Roberts et al., 2000)

slide6

L’obesità può favorire lo sviluppo di disturbi psichiatrici?

L’obesità personale e familiare

sono fattori di rischio specifici

per lo sviluppo di bulimia nervosa

e di disturbo da alimentazione incontrollata

( Fairburn et al., 1998; 1999)

slide7

Psicopatologia ed obesità

Psicopatologia ed obesità

  • I pazienti obesi che cercano un trattamento per l’obesità
  • riportano una maggior prevalenza di disturbi emotivi
  • rispetto alle persone obese e alle persone
  • non obese di controllo( Faith e Allison, 1996)
  • Le persone che richiedono un trattamento
  • per la loro condizione, rispetto a quelle obese
  • che non lo richiedono, presentano con maggiore
  • frequenza sintomi di disturbo borderline di personalità,
  • abbuffate e depressione
  • ( Fitzgibbon et al, 1993; Prather e Williamson, 1988).
  • Numerosi fattori influenzano la risposta emozionale,
  • tra cui l’insorgenza di obesità nell’infanzia, rispetto
  • all’età adulta ( i soggetti con un’insorgenza
  • in età infantile sembrano più vulnerabili)
  • ( NHI, 1998)
slide9

Obesità come problema psicologico

Esiste un sottogruppo di persone obese

affette da disturbo da alimentazione incontrollata

con problemi psicologici associati all’obesità

non necessariamente

conseguenti a un ambiente sociale avverso

slide10

Obesità conseguenza di esperienze avverse?

  • In soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata
  • si ha una prevalenza maggiore di:
  • Abuso sessuale riferito( Felitti, 1993)
  • Tendenze ossessivo –compulsive( Hart, 1991 )
  • Depressione( Prather e Williamson, 1988
  • Abbandono nell’infanzia( Lissau e Sorensen, 1994)
criterio a
Criterio A

Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi:

1) mangiare, in un periodo definito di tempo (per es., entro un periodo di 2 ore), un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili

2) sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l’episodio (per es., la sensazione di non riuscire a fermarsi, oppure a controllare che cosa e quanto si sta mangiando).

criteri b e c
Criteri B e C

B. Gli episodi di alimentazione incontrollata sono associati con tre (o più) dei seguenti sintomi:

1) mangiare molto più rapidamente del normale

2) mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni

3) mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati

4) mangiare da soli a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando

5) sentirsi disgustato verso sé stesso, depresso, o molto in colpa dopo le abbuffate.

C. È presente marcato disagio a riguardo del mangiare incontrollato.

criterio d
Criterio D

Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta, mediamente, almeno per 2 giorni alla settimana in un periodo di 6 mesi.

Nota Il metodo per determinare la frequenza è diverso da quello usato per la Bulimia Nervosa; la ricerca futura dovrebbe indicare se il metodo preferibile per individuare una frequenza-soglia sia quello di contare il numero di giorni in cui si verificano le abbuffate, oppure quello di contare il numero di episodi di alimentazione incontrollata.

criterio e
Criterio E

L’alimentazione incontrollata non risulta associata con l’utilizzazione sistematica di comportamenti compensatori inappropriati (per es., uso di purganti, digiuno, eccessivo esercizio fisico), e non si verifica esclusivamente in corso di Anoressia Nervosa o di Bulimia Nervosa.

slide16

Dist. Alimentazione Incontrollata 3,0%

Bulimia 1,6%

Ripienezza Spiacevole

Mangiare rapidamente

Mangiare anche se non affamati

Mangiare da soli

Depressione, colpa post-abbuffata

Condotta eliminatoria NO

Anoressia 0,4%

Condotta eliminatoria Si

Abbuffata

Obesità 5.0%

Diniego-Negazione

Età 20-30

Età > 30

Amenorrea

Peso =

Peso >

Restrizione

Età 12-18

Peso <

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Gli individui affetti da BED non presentano mai un peso normale.

Il BED è presente nell'1-4% dei soggetti obesi.

Tra i pazienti obesi che richiedono un trattamento specialistico per la obesità, il BED è presente nel 20-30% degli obesi negli USA e nel 12% in Italia.

La probabilità di soffrire di BED sembra aumentare con l'aumentare del grado di obesità dell'individuo

Binge Eating Disorder

slide18

Solitamente è seguito un regime dietetico regolare “ai pasti” o un’alimentazione ipocalorica. Ma è negli intervalli tra i pasti che si manifesta l’assunzione di cibo reiterata: le abbuffate “incontrollabili”.

In molte pazienti si ripetono quotidianamente e vengono protratte per un paio d’ore e più, la quantità di cibo ingerito è in genere sottostimata. Solitamente il senso di pienezza frena ulteriore assunzione di cibo.

Dapprima le abbuffate iniziano in maniera saltuaria e se il problema si aggrava aumentano di frequenza. Questo determina un apporto calorico continuativo e non controllabile con ripercussioni sul piano metabolico e con rafforzamenti fisiologici del disturbo; ne consegue un aumento ponderale a volte consistente (dai 20 ai 30 kg in sei mesi), alterazioni gastroenteriche e vari problemi connessi alla patologia dell’obesità.

Binge

Eating

Disorder

slide19

Ipotesi di tipo organico

giunge da studi condotti negli Stati Uniti

e sostiene che la fame nervosa

sia come una tossicodipendenza.

Un gruppo di ricercatori del

Brookhaven National Laboratory di New York

ha dimostrato che

i circuiti nervosi da cui nasce il desiderio di mangiare oltre misura,

sono gli stessi che innescano anche

la spinta ad abusare di sostanze stupefacenti.

E’ stato scoperto che l’ippocampo,

fortemente legato ai ricordi emotivi,

che nei tossicodipendenti stimola il desiderio rievocando

ricordi legati a precedenti esperienze con la droga,

è interessato quasi allo stesso modo

nella comparsa del desiderio di cibo( Tidone, 2000)

slide20

Secondo la teoria della “gratificazione a cascata”, il sistema mesolimbocorticale, costituito da neuroni dopaminergici i cui corpi sono localizzati nell’area ventrale del tegmento e che proiettano i propri assoni nel nucleo accumbens, nel sistema dell’amigdala e nella corteccia prefrontale, è il substrato neuronale più direttamente coinvolto nelle sensazioni piacevoli.

slide21

Corteccia

prefrontale

Talamo

Amigdala/

Ippocampo

Nucleo

accumbens

Area

Tegmentale

ventrale

slide22

Talesistema,detto “a ricompensa”,(reward sistem),viene attivato fisiologicamente da stimoli “ piacevoli”( come il cibo, il sonno, l’attività sessuale, la riuscita di una prestazione intellettuale,il successo atletico, l’ascolto di una sinfonia). Lo stesso sistema è stimolato anche da comportamenti ad alta carica emotiva( es: il gioco d’azzardo) o dall’assunzione di sostanze psicoattive

sistema dopaminergico mesocortico limbico
SISTEMA DOPAMINERGICO MESOCORTICO-LIMBICO

ANIMALI ALCOOL

PREFERENTI

Livelli più bassi di DA

Farmaci dopaminomimetici e antagonisti

< numero di recettori D1 e D2

Compensano tale deficit con

> assunzione di alcool

Alterano il consumo volontario di alcool

dipendenza
DIPENDENZA
  • La dipendenza psicologica è caratterizzata dal “craving”(desiderio, incontrollabile con la sola volontà, di assumere cibo o sostanze)
il craving
IL CRAVING
  • Bramosia irrefrenabile per una sostanza(“drug seeking behaviour”)
  • Un intenso stato motivazionale in cui il soggetto dipendente ricerca solamente l’assunzione di droga, con esclusione di tutte le altre attività.
slide29

“Craving”

Attribuzione

Valore Incentivante

Stimolo

Incentivato

- Attrazione

- Ricerca

“Desiderio”

Assunzione

Stimoli Ambientali

Apprendimento Associativo

Piacere

soggettivo

Droga

Integrazione Stimolo Piacevole

Stimolo

Piacevole

“Piacere”

Influenza

su Sfera

emotiva

l organizzazione tipo dap
L’ORGANIZZAZIONE TIPO DAP
  • INVISCHIAMENTO FAMILIARE
  • EVITAMENTO DEL CONFLITTO
  • IPERPROTETTIVITA’
  • RIGIDITA’

A causa di uno stile familiare di attaccamento

ambiguo e indefinito il bambino può raggiungere

una percezione di sé solo attraverso un rapporto invischiante

con una figura di attaccamento

Strutturarsi di modelli specifici di controllo decentralizzato: la figura principale di attaccamento diventa elemento di decodifica dei propri stati interni con la eccezione delle sensazioni corporee di base( fame, sete, motricità) discriminabili per la loro componente biologica

ADOLESCENZA: emergere del pensiero astratto logico-formale

con revisione radicale del modo di percepire le figure di attaccamento

( relativizzazione dell’immagine di un genitore

percepita fino ad allora come assoluta)

tre pattern di ttaccamento ainsworth
TRE PATTERN DI TTACCAMENTO( AINSWORTH)

ATTACCAMENTO SICURO

ATTACCAMENTO ANSIOSO E RESISTENTE O AMBIVALENTE

ATTACCAMENTO ANSIOSO EVITANTE

sistema di attaccamento
SISTEMA DI ATTACCAMENTO

La minaccia

di perdere una figura di attaccamento importante

E minacce frequenti di perdite

Possono predisporre allo sviluppo di disturbi emotivi,

compresi i disturbi dell’alimentazione nell’infanzia,

nell’adolescenza e nell’età adulta

BOWLBY: “Una persona è più felice, efficace e competente

se è fiduciosa di avere una persona disponibile

ad aiutarla nei momenti di difficoltà”

slide33

Comportamento

genitoriale

di accudimento

incerto e confuso

Comunicazione

vaga,

non esplicitata,

indiretta,

frammentaria,

elusiva, imprecisa,

contraddittoria

Relazione

coniugale

genitoriale

insoddisfacente,

senza amore,

con mutuo disprezzo

slide34

Mancanza di reale

contatto

comunicativo

genitori-figli,

possibili

costruzioni

antitetiche

degli stessi eventi

RELAZIONE

GENITORIALE

Tendenza

a presentarsi

come

genitori

completamente

dediti

alla cura dei figli

Tendenza

a presentare

il partner

in luce critica

e negativa, ma

contempo-

raneamente

a mascherare

l’insoddisfazione

e non manifestare

opinioni

ed emozioni

definite.

Scarsità

di contatti fisici

e assenza

di manifestazioni

affettive

slide35

Comportamenti

intrusivi

e mancanti

di sintonia

Ridefinizione

delle emozioni

in coerenza

con i pattern

familiari formali

ai quali è richiesto,

implicitamente

o meno,

di adeguarsi.

Esteriormente,

socialmente

e formalmente

presentazione

di una coppia

stabile e felice

slide36

Attenzione

alle apparenze

sociali.

Tendenza

a definire

costantente-

mente

i bisogni primari

( fame-sazietà,

caldo-freddo,

ecc..)

e non primari

del figlio

e le sue emozioni,

indipenden-

temente

dai segnali

che invia

e dai suoi

reali bisogni

slide37

Caratteristiche

figura paterna

Usualmente percepito

come figura forte,

significativa

e di riferimento

nell’infanzia,

diviene,

nell’adolescenza,

fonte di delusione per:

Caratteristiche

figura materna

Figura genitoriale

dominante

controllante

in generale

ed in particolare

il comportamento

alimentare.

Attribuisce

grande valore

all’aspetto fisico.

slide38

Caratteristiche

figura materna

Frequentemente

assume atteggiamenti

adolescenziali

ponendosi

in competizione

con la figlia

  • Caratteristiche
  • figura paterna
  • fonte di delusioneper:
  • Rifiuto
  • di contatti fisici con la figlia,
  • per paure sessuali.
  • Trasformazione dell’immagine
  • ( riconoscimento sua debolezza)
  • Alleanza con la figura materna
  • Abbandono della famiglia
  • Ecc..
slide39

Difficoltà

a costruire

se stessi

ed il mondo.

Senso

personale di

incapacità

nel

decodificare

i propri

stati interni,

sensazioni ed

emozioni.

Immagine del sé

corporeo come

obeso.

Percezione

irrealistica dei

cambiamenti

di peso,

tendenza

a percepirsi

sempre in eccesso

ponderale

( manovra

dello specchio).

Incapacità di

riconoscere

i segnali di fame-

sazietà.

Tendenza ad

interpretare i segnali

emozionali( ansia,

insoddisfazione, noia

ecc..) come indizi di

fame.

slide40

Difficoltà a costruire

i comportamenti

ed i sentimenti altrui

( costruzioni vaghe e

fantastiche)

Difficoltà a comprendere

il perché delle cose,

le relazioni causa-

effetto.

slide41

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

Minore enfasi sulle lamentele

fisiche; elaborazioni

descritte

di difficoltà psicologiche

( sintomi e/o problemi

interpersonali)

LAMENTELE INIZIALI

Descrizione senza fine di

sintomi fisici, a volte

non connessi ad una

sottostante malattia medica

slide42

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

Angoscia descritta

con fantasia e pensieri

più che con sensazioni fisiche;

depressione

descritta con sentimenti

di indegnità, colpa,

insonnia, ecc.

ALTRE LAMENTELE

Tensione, irritabilità,

frustrazione, dolore, noia,

vuoto, irrequietezza,

agitazione, nervosismo.

slide43

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

CONTENUTO

DEL PENSIERO

LINGUAGGIO

PIANTO

Sorprendente assenza

di fantasie e descrizione

elaborata di particolari

ambientali banali

( pensée opératoire)

Netta difficoltà a trovare

le parole appropriate

per descrivere i sentimenti

Raro; a volte copioso

ma privo di connessione

con un sentimento

appropriato, come tristezza

o rabbia

Ricca vita fantastica; marcata

capacità di descrivere

verbalmente i sentimenti

Parole appropriate

per descrivere i sentimenti

Appropriato a uno specifico

sentimento

slide44

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

ATTIVITA’ ONIRICA

AFFETTIVITA’

ATTIVITA’

Rara

Inappropriata

Tendenza ad agire in modo

impulsivo; l’azione sembra

essere una modalità

prevalente di vita.

Frequente

Appropriata

L’azione è appropriata

alla situazione

slide45

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

Conflitti specifici con persone,

ma generalmente

buone relazioni interpersonali

Flessibile

Flessibile

RELAZIONI

INTERPERSONALI

STRUTTURA

DI PERSONALITA’

POSTURA

Generalmente scarse con

tendenza verso una marcata

dipendenza o preferenza

per la solitudine

o l’evitamento delle persone

Narcisistica, chiusa,

passivo-aggressiva

o passivo-dipendente,

psicopatica.

Rigida

slide46

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI

ALESSITIMICI E NEVROTICI

ALESSITIMICI

NEVROTICI

Comunicazione facile

con il paziente che è sentito

“interessante”.

Considerevole

CONTROTRANSFERT

RELAZIONE

CON IL CONTESTO

SOCIALE,

EDUCATIVO,

ECONOMICO

O CULTURALE

L’intervistatore

o il terapeuta

è generalmente annoiato

dal paziente,

che è terribilmente

“monotono”.

Nessuna