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Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico

Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico. - Norme di riferimento - UNI EN ISO 12543-2 (Norma Europea che definisce i criteri costruttivi del vetro stratificato per edilizia) Vetro per edilizia Vetro stratificato e vetro stratificato di sicurezza RESISTENZA ALL’IMPATTO

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Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico

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  1. Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico • - Norme di riferimento - • UNI EN ISO 12543-2 • (Norma Europea che definisce i criteri costruttivi del vetro stratificato per edilizia) • Vetro per edilizia • Vetro stratificato e vetro stratificato di sicurezza • RESISTENZA ALL’IMPATTO • “Il vetro stratificato di sicurezza si distingue dal vetro stratificato per la prova del pendolo ed i suoi requisiti. Quando viene sottoposto a prova in conformità con il EN 12600, deve raggiungere come minimo la classe 3B.” • Commento: • In passato la UNI 7172, ora sostituita dalla UNI EN ISO 12543, non faceva alcuna distinzione tra i vetri stratificati perché tutto il vetro stratificato doveva anche essere di sicurezza e quindi superare la prova del pendolo almeno per il livello più basso. Ora la distinzione è molto chiara e quindi un qualsiasi vetro stratificato senza certificazione EN 12600:2002 (attuale prova del pendolo) non è più un vetro di sicurezza, indipendentemente dalla composizione o dallo spessore totale; con tutte le implicazioni che ne derivano per gli aspetti antinfortunistici.

  2. Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico • - Norme di riferimento - • EN 12600 • (Norma Europea che definisce i criteri costruttivi del vetro stratificato per edilizia) • (alla data in cui scriviamo manca pochissimo all’attesa pubblicazione in lingua italiana che finalmente trasforma la sigla prEN in EN…)  • Vetro per edilizia: • Prova del pendolo • Descrizione e scopo • Questa Norma Europea costituisce il metodo per classificare i diversi tipi di vetro piano usati in edilizia a seconda dell’energia d’impatto e del tipo di rottura, con lo scopo di ridurre le ferite e le lesioni alla persona. Vengono identificate tre classi, corrispondenti a differenti valori di energia trasmessi dall’impatto di una persona. • Commento: • Finalmente viene classificato anche il caso del vetro normale con pellicola adesiva applicata su un lato. Questa definizione toglie ogni dubbio interpretativo in questo settore.La classe 1 è la più severa fra le tre e viene applicata quando c’è anche il rischio di caduta nel vuoto in conseguenza alla rottura della lastra. Sono previste tre tipologie di rottura delle lastre: A,B,C. Il tipo A è quello del vetro normale con fratture diffuse e molti pezzi separati con bordi taglienti. Il tipo B è quello del vetro laminato ( stratificato o con pellicola anche su un solo lato) con fratture diffuse ma pezzi tenuti insieme e non staccati. Il tipo C è quello del vetro temperato con disintegrazione della lastra in molti piccoli pezzi relativamente poco pericolosi.

  3. Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico - Norme di riferimento - UNI 7697:2002 (Norma Italiana che definisce i criteri di scelta delle vetrazioni per edilizia per garantire la sicurezza dell’utenza) Descrizione e scopo Stabilisce una guida molto dettagliata per scegliere il tipo di vetro in relazione al luogo e all’entità del rischio conseguente alla rottura. Il rischio può essere costituito dalla rottura accidentale del vetro, con potenziali ferite alla persona. In questo caso parliamo di antinfortunio. Diversamente il rischio può riguardare rotture dei vetri non accidentali. In questo caso parliamo di antivandalismo. Nel presente documento si troveranno dettagli e riferimenti solamente per i vetri che comportano rischi antinfortunistici. La presente normativa prevede al punto 8 una dettagliata tabella con specifiche minime correlate alla posizione/dimensione dei vetri, con riferimento alla classificazione stabilita dalla EN 12600. In tal senso suggeriamo la consultazione specifica. Commento: Citiamo qualche caso tra i più frequenti. I vetri interni per asili, scuole ed ospedali devono rispondere come minimo alla classe B2 secondo la EN 12600. Vetri in ambienti aperti al pubblico adibiti ad attività sportive o ricreative ed/o frequentate da giovani, indipendentemente dall’altezza del piano di calpestio, devono rispondere come minimo alla classe B1 secondo la EN 12600.

  4. Vetrazioni in edilizia e relativo rischio antinfortunistico • Altre Norme di riferimento – • UNI EN 356: • Atti vandalici o tentativi di effrazione. • UNI EN 1063: • Urti di proiettili. • UNI EN 13541: • Esplosioni. • UNI EN 357: • Incendi

  5. Come capire se i vetri esistenti sono a norma di sicurezza o vanno adeguati? - Classificazione del vetro secondo la sua posizione e il conseguente rischio - • Fasi di approccio e analisi per risolvere la conformità dei vetri: • Focalizzare il vetro in questione; • Rilevare se esistono rischi per le persone; • Stabilire il tipo di rischio e la conseguente classe di resistenza che dovrà avere il vetro; • Verificare il vetro esistente e la sua conformità alla classe di riferimento appena stabilita nella fase 3; • Intervenire per rendere conforme il vetro qualora mancassero i requisiti (stabiliti nella fase 3). ?

  6. Guida pratica per capire se i vetri esistentisono corretti o vanno adeguati: - Classificazione del vetro secondo la sua posizione e il conseguente rischio - Figura esplicativa per le casistiche 1, 2, 3 del vetro in caso di rottura con rischio di caduta nel vuoto: Classe 3 Classe 2 3.2. • Situazione con rischio di caduta nel vuoto – • Casistica semplificata: • 1 vetro fino a 100 cm. da pavimento • 2 vetro oltre i 100 cm. da pavimento • 3. 1 vetro interamente oltre i 100 cm da pavimento ma ancora in posizione • di eventuale contatto diretto con la persona • 3.2 come sopra ma fuori dall’eventuale contatto diretto con la persona 3.1 Classe 1 2 1 100cm Caduta nel vuoto Classe 1

  7. Guida pratica per capire se i vetri esistentisono corretti o vanno adeguati: - Classificazione del vetro secondo la sua posizione e il conseguente rischio - Figura esplicativa per le casistiche 1, 2, 3 del vetro in caso di rottura ma senza caduta nel vuoto: Classe 3 • Situazione senza rischio di caduta nel vuoto – • 1 vetro fino a 100 cm. da pavimento • 2 vetro oltre i 100 cm. da pavimento • 3.1 vetro interamente oltre i 100 cm da pavimento ma ancora in posizione di eventuale contatto diretto con la persona • 3.2 come sopra ma fuori dall’eventuale contatto diretto con la persona Classe 2 3.2. 2 Classe 2 2 100cm 1 Classe 2

  8. Opzioni possibili quando un vetro non è di sicurezza 1. Cambio il vetro Oppure.. 2. Applico una pellicola di sicurezza (casistica prevista dalla EN12600, quindi pienamente entro il quadro normativo vigente) Cosa comporta il cambio del vetro esistente con uno stratificato di sicurezza: ·Aumento di spessore ·Aumento di peso ·Movimentazione di vetri con relativo ingombro / rischi Cosa comporta l’applicazione di una pellicola di sicurezza sul vetro esistente: ·Nessun cambiamento del vetro esistente; ·Posa relativamente veloce; ·Operazioni non “ingombranti” e nessun pericolo.

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