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VI MODULO . LA RELAZIONE TRA FRATELLI. VI modulo: la relazione tra fratelli.

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vi modulo

VI MODULO

LA RELAZIONE TRA FRATELLI

vi modulo la relazione tra fratelli
VI modulo: la relazione tra fratelli

Or, dopo un certo tempo, Caino offrì dei frutti del suolo in sacrificio al Signore; e anche Abele offrì dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso. Il Signore riguardò Abele e la sua offerta, ma non riguardò Caino e l’offerta di lui. Perciò Caino ne fu molto irritato e il suo viso fu abbattuto.

(Genesi, 4, 3-6)

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VI modulo: la relazione tra fratelli

Attenzione per la relazione tra fratelli, nella cultura

  • nei miti delle origini
  • nella tradizione giudaico-cristiana
  • nelle fiabe e nella letteratura per l’infanzia
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VI modulo: la relazione tra fratelli

ATTENZIONE PER LA RELAZIONE TRA FRATELLI NELLA PSICOLOGIA

Passaggio dallo studio dei fattori comuni allo studio dei fattori non condivisi:

  • Fattori comuni: i fratelli (in particolare i gemelli) condividono parte del patrimonio genetico e crescono nello stesso ambiente, quindi possiedono tratti di somiglianza psicologica (paradigma di ricerca)
  • Fattori non condivisi: alcuni aspetti non condivisi (peculiarità del bambino, relazione con il genitore, percezione di tale relazione) differenziano l’esperienza che ogni fratello ha della propria famiglia, e ciò agisce come fattore di differenziazione (Dunn e Plomin, 1990).
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VI modulo: la relazione tra fratelli

ATTENZIONE PER LA RELAZIONE TRA FRATELLI NELLA PSICOLOGIA

Passaggio dallo studio delle variabili individuali allo studio di quelle relazionali e contestuali:

Variabili individuali:

Variabili di status: differenze di genere, differenza di età, ordine di genitura (tra fratelli) influenzano la personalità e lo sviluppo psicologico dell’individuo?

Tratti individuali: i tratti dei singoli fratelli (temperamento, intelligenza,..) influenzano la qualità della relazione fraterna?

Se si considerano singolarmente le variabili individuali, i risultati delle ricerche non sono coerenti

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VI modulo: la relazione tra fratelli

ATTENZIONE PER LA RELAZIONE TRA FRATELLI NELLA PSICOLOGIA

Passaggio dallo studio delle variabili individuali allo studio di quelle relazionali e contestuali:

Variabili relazionali e contestuali:

  • La relazione di ogni fratello con il genitore
  • La percezione di essa (SIDE, Daniels e Plomin, 1985)
  • La percezione della relazione tra genitori e altri fratelli
  • Condizioni particolari

La qualità della relazione fraterna (in termini di rivalità, conflittualità, coesione, intimità, affetto) è la risultante dell’intreccio tra variabili individuali e relazionali-contestuali (Furman e Buhrmester, 1985). Perciò occorre rifuggire dalle generalizzazioni.

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VI modulo: la relazione tra fratelli

Sibling Inventory of Differential Experience (SIDE)

(Daniels e Plomin, 1985)

E’ uno strumento che valuta il ruolo di alcune esperienze “non condivise”:

  • Affetto e controllo percepiti nella relazione (propria e del fratello) con il padre e con la madre
  • Intimità, antagonismo,cura , gelosia percepiti nella relazione con il fratello
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VI modulo: la relazione tra fratelli

ATTENZIONE PER LA RELAZIONE TRA FRATELLI NELLA PSICOLOGIA

Passaggio dallo studio delle dimensioni emotivo-affettive (Freud, Winnicott, Brunori, Kaes,..) a quelle socio-relazionali (Dunn, Bank e Kahn, Sulloway,…):

  • Dimensioni emotivo-affettive: rivalità, gelosia, odio, ambivalenza, attaccamento, intimità,..
  • Dimensioni socio-relazionali: conflitto/negoziazione, condivisione, comunicazione, sottosistema dei fratelli, caratteristiche della relazione, costellazioni familiari,...
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Oggilarelazione tra fratelli è indagata dalla Psicologia dello Sviluppo come contesto e veicolo di socializzazione, e l’attenzione è rivolta sia agli aspetti emotivo-affettivi, sia socio-relazionali.

Gli Autori di riferimento sono Judy Dunn, Abramovitch, Kendrick, Plomin, Winnicott, Brunori, Kaes, Bank e Khan, Toman, Sulloway,.. (dagli anni ‘70- ’80 in poi)

La relazione tra fratelli si costruisce e si esplica in ambito familiare, ma costituisce un modello e un prototipo per altre relazioni di tipo extrafamiliare: con i pari e con il partner.

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VI modulo: la relazione tra fratelli

Relazione tra fratelli/ relazione coi genitori:

  • aspetti comuni: alto livello di coinvolgimento affettivo, intimità fisica e psicologica, “verticalità”
  • differenze: gioco reciprocamente attivo, focalizzazione biunivoca,…
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Relazione tra fratelli/relazione tra pari:

  • aspetti comuni: “orizzontalità”, reciprocità, conflitto, negoziazione,..
  • differenze: non c’è il genitore sullo sfondo, meno conflitti e più negoziazione (tra coetanei).
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Gli studi sulla relazione tra fratelli possono essere collocati all’interno di tre differenti prospettive di studio:

  • la prospettiva psicodinamica (sottolinea la dimensione emotiva della relazione fraterna)
  • la prospettiva interazionista (si focalizza sulla competenza sociale)
  • la prospettiva sistemica (si focalizza sulla famiglia e sul tipo di relazione)
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VI modulo: la relazione tra fratelli

PROSPETTIVA PSICODINAMICA

La consapevolezza dell’odio (Winnicott, 1945) richiede al bambino di:

  • ridare significato ai legami affettivi già costruiti
  • rivedere la propria posizione rispetto alla coppia genitoriale
  • regolare e socializzare le emozioni

Il complesso fraterno (rivisitazione del complesso edipico) (Freud, 1921; Kaes, 2003) è un’organizzazione inconscia di tipo triangolare dilegami, rappresentazioni e investimenti affettivi, che coinvolge consanguinei su un piano orizzontale (rispetto al fratello) e verticale (rispetto ai genitori). I legami sono triangolari poiché all’interno di essi l’individuo si percepisce rispetto ad una diade (coppia genitoriale, genitore/fratello), talvolta accolto, talvolta escluso.

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VI modulo: la relazione tra fratelli

PROSPETTIVA PSICODINAMICA

Dal complesso fraterno deriva una condizione generale di ambivalenza affettiva: ostilità, gelosia, rivalità, amore/odio, senso di appartenenza/esclusione, senso di colpa (Freud, 1917, 1921).

Essa si esprime anche attraverso la dimensione del “corpo” (Adler, 1928: Algini, 2003) e il “complesso di intrusione” (Lacan, 1938).

Il complesso fraterno si supera attuando un sodalizio intragenerazionale, una sorta di “cessate il fuoco” mosso da una “identificazione con l’aggressore”: ciò favorisce il processo di separazione/individuazione (Kaes, 2003), la nascita della “fratellanza” (Freud, 1917) e la formazione di un codice fraterno (Fornari, 1981)

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VI modulo: la relazione tra fratelli

PROSPETTIVA INTERAZIONISTA

  • studi di Judy Dunn, Abramovitch, Kendrick, Plomin, Lecce,..
  • gamma molto varia di relazioni
  • percentuali elevate di conflitto e complicità
  • legame di attaccamento tra fratelli
  • relazione tra fratelli come contesto di apprendimento delle competenze sociali
  • fattori non condivisi dello sviluppo
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Ricerca longitudinale di Dunn (1982, 1988)

Obiettivo: individuare nell’esperienza fraterna un’occasione di sviluppo della competenza sociale.

Partecipanti: triadi (madre/primo/secondogenito) nel periodo compreso tra qualche settimana prima della nascita del secondogenito e circa 4 anni dopo.

Metodo: osservazione partecipante e intervista

Oggetto di studio:

  • le relazioni (comunicazione e interazione) tra la madre e il primogenito prima e dopo la nascita del secondogenito;
  • le relazioni (comunicazione e interazione) tra il primogenito e il secondogenito
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Dati emersi:

1) RELAZIONETRA LA MADRE E IL PRIMOGENITO

Conversazioni

  • Prima della nascita (del secondogenito) : centrate sul primo
  • Dopo la nascita: centrate sul secondo

Questo passaggio favorisce la capacità di decentrarsi, la comprensione dell’altro come persona, e l’instaurarsi di una relazione col fratello.

Interazioni

  • Aumenta la frequenza di scontri verbali e fisici
  • Diminuisce il tempo dedicato al gioco comune
  • Aumentano gli scambi (anche positivi) durante l’accudimento del piccolo

Questo quadro testimonia la complessità, dal punto di vista emotivo, di questo intreccio di rapporti.

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VI modulo: la relazione tra fratelli

2) RELAZIONE TRA IL PRIMOGENITO E IL SECONDOGENITO

Interazione

  • Molte differenze tra le diadi di fratelli (le peculiarità di ognuna sono costanti negli anni)
  • Salienza reciproca dei comportamenti
  • Legame di attaccamento
  • Frequenza elevata di conflitti, ma anche di comportamenti reciproci (azioni condivise, altruismo, imitazioni)

Comunicazione

  • Presenza consistente di comunicazione non verbale
  • Capacità da parte dei primogeniti di adeguare lo stile linguistico alla situazione (ad es. baby-talk in situazioni di controllo, stile materno in situazioni di conforto)

I fratelli condividono molte esperienze “sociali”.Già precocemente (3-4 anni) i fratelli sono osservatori acuti e sensibili delle differenze individuali, e ciò favorisce il decentramento, e la categorizzazione di sé e degli altri.

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VI modulo: la relazione tra fratelli

PROSPETTIVA SISTEMICA

  • fratelli come sottosistema della famiglia, gruppo a sé con la propria storia, le proprie regole e funzioni (Bank e Kahn, 1975)
  • ogni figlio (fratello) ristruttura la famiglia (Hoopes e Harper, 1987)
  • mediazione rispetto ai genitori e all’esterno (Bank e Kahn, 1982; Lamb, 1982)
  • risorsa terapeutica della famiglia (Minuchin e Fishman, 1981; Eno, 1985;Valtolina, 2004)
  • tipologie della relazione (Bank e Kahn, 1982, 1995)
  • Miti e costellazioni familiari (Perlmutter, 1986; Toman, 1993; Sulloway, 1997)
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VI modulo: la relazione tra fratelli

PROSPETTIVA SISTEMICA

Secondo Bank e Kahn (1975) i fratelli costituiscono un sottosistema della famiglia, gruppo a sé con la propria storia e le proprie regole, che svolge alcune importanti funzioni:

  • Sostegno nel processo di separazione/individuazione
  • Aiuto diretto
  • Controllo reciproco (in senso normativo ed emozionale)
  • Mediazione (sia rispetto ai genitori, sia all’esterno)
  • Risorsa in situazioni critiche
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VI modulo: la relazione tra fratelli

TIPI DI RELAZIONE FRATERNA

Bank e Khan hanno descritto tipi diversi di relazione fraterna, in base alla seguente dimensione continua:

“vicinanza/somiglianza distanza/differenza”

A seconda del grado di percezione che i fratelli hanno della propria somiglianza psicologica e vicinanza affettiva, la quale attiva meccanismi di identificazione più o meno forti, più o meno “sani” psicologicamente, sono possibili diversi tipi di relazione, :

  • Identificazione stretta: sottolinea la somiglianza e nega la differenza
  • Identificazione parziale: accetta entrambe
  • Identificazione remota: nega la somiglianza e sottolinea la differenza

La stessa relazione fraterna può variare in questo senso nel corso della vita

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VI modulo: la relazione tra fratelli

FUNZIONI DELLA RELAZIONE FRATERNA

  • Sviluppo della competenza sociale
  • Regolazione e socializzazione delle emozioni (scoprire l’odio e rielaborarlo)
  • Sostegno (attraverso l’attaccamento, l’accudimento, l’aiuto in situazioni particolari)
  • Sviluppo della personalità e dell’identità (processi di identificazione, di imitazione, di modellamento,..)
  • Sperimentazione di complicità, di intimità fisica, di affettività tra pari
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VI modulo: la relazione tra fratelli

Possibili domande d’esame

  • Funzioni della relazione fraterna
  • Fattori comuni e fattori non condivisi tra fratelli
  • Tappe salienti nello studio della relazione tra fratelli
  • Relazioni tra fratelli, tra pari e bambino/adulto a confronto
  • Prospettive di studio della relazione tra fratelli
  • La prospettiva psicoanalitica nello studio dei fratelli
  • La prospettiva interazionista nello studio dei fratelli
  • La prospettiva sistemica nello studio dei fratelli
  • La ricerca di Judy Dunn sui fratelli
  • Il modello di Bank e Khan sulla relazione tra fratelli
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