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Corso per comandanti e ufficiali della polizia municipale Facoltà di Giurisprudenza, 2005. La contraffazione: cos’è, quanto è diffusa, quali sono le strategie di contrasto. Andrea Di Nicola Ricercatore in criminologia nella Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento

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Corso per comandanti e ufficiali della polizia municipale

Facoltà di Giurisprudenza, 2005

La contraffazione: cos’è, quanto è diffusa, quali sono le strategie di contrasto

Andrea Di Nicola

Ricercatore in criminologia nella Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento

Coordinatore della sede di Trento di Transcrime, Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale, Università di Trento/Università Cattolica di Milano

Trento, 22 giugno 2005

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Parte I

Di quale contraffazione parliamo

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Definizione di contraffazione

Di quale contraffazione parliamo

Insieme complesso di violazioni a leggi, norme, regolamenti e vincoli contrattuali che regolano i diritti di proprietà intellettuale e di sfruttamento commerciale di prodotti di ogni genere.

  • Si manifesta con l’introduzione in commercio di:
  • merci contraffatte
  • merci usurpative
  • sovrapproduzioni
  • produzioni destinate a determinate aree geografiche
  • prodotti che imitano l’aspetto di altri di marca al fine di trarre in inganno l’acquirente.

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Il fenomeno/1

Di quale contraffazione parliamo

  • dal 7% al 9% è la quota di vendita di merci contraffatte dell’intero commercio mondiale
  • Italiaal 1° posto in Europa e al 3° posto nelmondo (dopo Sud Corea e Taiwan) per produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti
  • la contraffazione interessa sia la criminalità diffusa che quella organizzata transnazionale
  • carente scambio di informazioni tra produttore e consumatore
  • ambigua posizione del consumatore.

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Il fenomeno/2

Di quale contraffazione parliamo

Il mercato dei falsi interessa anche beni di largo consumo in quanto favorito da:

  • alti guadagni con bassi costi
  • sviluppo delle tecnologie informatiche e digitali
  • globalizzazione del commercio
  • avvento dell’e-commerce.

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Le tipologie di contraffazione

Di quale contraffazione parliamo

  • La contraffazione interessa due grandi filoni:
  • audio/video/musicale (non solo produzione illegale di edizioni fonografiche ed audiovisive ma anche quella del software in genere);
  • merci (pezzi di ricambio, componentistica elettrica, elettronica e industriale, giocattoli, etc.) e prodotti (alimenti, farmaci, cosmetici, tabacchi lavorati, etc.).

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Un caso di prodotti contraffatti: la pirateria

musicale

Di quale contraffazione parliamo

  • Riproduzione non autorizzata di opere musicali in violazione dei diritti esclusivi degli autori, interpreti e produttori discografici.
  • Si distingue:
  • riproduzione non autorizzata;
  • contraffazione.
  • Rappresenta il 25% del mercato della contraffazione.
  • Copre il 90% del mercato dei prodotti audiovisivi.
  • Forte espansione della “masterizzazione in proprio”.
  • Tecnologie MP3 da Internet.

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Un caso di prodotti contraffatti: i prodotti

alimentari

Di quale contraffazione parliamo

  • Il fenomeno si presenta sotto forma di:
    • adulterazione;
    • sofisticazione;
    • contraffazione vera e propria.
  • Costituisce concreto pericolo per la salute a causa di:
    • utilizzo di materie scadenti;
    • mancato rispetto delle norme igieniche per assenza di controlli;
    • ricorso ad additivi chimici a basso costo.
  • Prodotti con date di scadenza contraffatte.

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Un caso di prodotti contraffatti:

i farmaci/1

Di quale contraffazione parliamo

  • Stime OMS: il 7% di tutti i farmaci venduti nel mondo è contraffatto, con punte del 30% in Brasile e del 60% in alcuni Stati africani
  • Il valore di questo commercio illegale è stato stimato intorno ai 10 miliardi di Euro
  • Nel periodo che va dal 1982 al 1997 l’OMS ha identificato e documentato circa 750 casi di contraffazione di farmaci. Più del 50% di queste segnalazioni riguarda gli anni successivi al 1993, a testimonianza del fatto che si tratta di un fenomeno in espansione
  • Gli antibiotici costituiscono la categoria di farmaci maggiormente soggetta a contraffazione, rappresentando circa il 45% di tutti i casi segnalati nel mondo

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Un caso di prodotti contraffatti:

i farmaci/2

Di quale contraffazione parliamo

  • Tra i casi di contraffazione scoperti dall’OMS:
  • il 51% dei prodotti non conteneva alcun ingrediente attivo
  • il 17% conteneva un principio attivo diverso da quello indicato in etichetta
  • l’11% una diversa quantità
  • solo nel 4%dei casi i farmaci contraffatti contenevano il principio attivo della medesima qualità e nello stesso dosaggio del farmaco originale.

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Un caso di prodotti contraffatti:

i farmaci/3

Di quale contraffazione parliamo

  • Il 65% dei casi di contraffazione di medicinali riguarda i Paesi in via di sviluppo a causa della scarsità di regolamentazione e controllo sull’importazione, produzione e commercializzazione dei farmaci
  • La contraffazione non è comunque un problema che riguarda solo i paesi in via di sviluppo. In Europa e Nord America ci sono segnali insistenti che il fenomeno è in forte aumento
  • In Europa la distribuzione dei farmaci falsi è stata segnalata in tutti gli stati dell’UE; molti di questi, tra cui l’Italia, sono coinvolti anche nella produzione di medicinali contraffatti e nella loro importazione da paesi extracomunitari
  • Negli ultimi anni lo sviluppo dell’e-commerce, cioè la vendita diretta tramite Internet, ha creato un nuovo possibile canale di commercializzazione di farmaci contraffatti

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Parte II

Di quanta contraffazione parliamo

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Quantificare è difficile

  • Contraffazione e pirateria sono fenomeni difficili da quantificare:
  • La natura clandestina dell’attività non rende possibile la realizzazione di statistiche esatte
  • Variazioni, anche notevoli, nei comparti disaggregati sono dovute a diverse metodologie di valorizzazione e a dati di partenza basati su indicatori diversi (sequestri operati, numero di addetti all’economia sommersa, merce circolante/merce prodotta o importata ufficialmente, ecc.)
  • Ancora più difficili da valutare sono i danni della contraffazione: la sottrazione alle vendite legittime da parte delle vendite contraffatte non sempre e non necessariamente è in rapporto di 1:1, ad esse vanno comunque aggiunti eventuali danni di immagine, i mancati introiti fiscali e i costi sociali.

Di quanta contraffazione parliamo

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Alcuni dati

  • Qualunque stima risulta incerta e si può basare solo sui quantitativi di merci sequestrate.
  • Alcuni dati significativi:
  • incremento del 1700% nel decennio 1993/2003
  • perdita di circa 250mila posti di lavoro
  • la Cina e il Sud-Est asiatico producono il 70% di beni contraffatti, destinati per il 60% all’Europa
  • nel 2004, in Italia sono stati sequestrati prodotti contraffatti per oltre 20 milioni di euro.

Di quanta contraffazione parliamo

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La contraffazione a livello europeo/1

Numero di casi di merce contraffatta sequestrata alle dogane UE

Distinzione per categoria merceologica. Anni 2001-2003

Di quanta contraffazione parliamo

* Dati riferiti al primo semestre 2003

Fonte: Commissione Europea

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La contraffazione a livello europeo/2

Numero di articoli di merce contraffatta sequestrati alle dogane europee.

Distinzione per categoria merceologica. Anni 2000-2003

Di quanta contraffazione parliamo

* Dati riferiti al primo semestre 2003

Fonte: Commissione Europea

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La contraffazione in Italia/1

Numero di casi di merce contraffatta sequestrata alle dogane italiane

Distinzione per categoria merceologica. Anni 2000-2003

Di quanta contraffazione parliamo

* Dati riferiti al primo semestre 2003

Fonte: Commissione Europea

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La contraffazione in Italia/2

Numero di articoli di merce contraffatta sequestrati alle dogane italiane

Distinzione per categoria merceologica. Anni 2000-2003

Di quanta contraffazione parliamo

* Dati riferiti al primo semestre 2003

Fonte: Commissione Europea

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La contraffazione in Italia/3

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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La contraffazione in Italia/4

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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La contraffazione in Italia/5

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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La contraffazione in Italia/6

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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La contraffazione in Italia/7

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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La contraffazione in Italia/8

Di quanta contraffazione parliamo

* Fonte: Servizio Analisi Criminali – Ministero dell’Interno

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Parte III

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Difficile individuare la provenienza

  • Sempre più difficile è individuare la reale provenienza dei prodotti contraffatti:
  • la contraffazione e la pirateria sono ormai gestite da organizzazioni che fanno il possibile per mascherare la vera origine dei prodotti;
  • le merci imitate prendono le rotte più diverse, passano per molti Paesi attraverso itinerari secondari, prima di giungere nei luoghi di distribuzione.

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Produzione mondiale di merci contraffatte e destinazione

  • il 70% circadella produzione mondiale di contraffazioni provienedal Sud-Est asiatico. La destinazione è per il 60% l'Unione Europea, per il 40% il resto del mondo
  • La Cina è di gran lunga al primo posto, seguita da Corea, Taiwan e altri paesi dell'area
  • Attivi sono anche i contraffattori del Centro e Sud America
  • Il 30% circa della produzione mondiale di contraffazioni proviene dal bacino mediterraneo, con destinazione l'Unione Europea, gli Stati Uniti, l'Africa, l'Est Europeo. I paesi leader sono l'Italia, la Spagna, la Turchia, il Marocco
  • In Italia le aree maggiormente interessate alla produzione di merci contraffatte sono il napoletano, l’interland milanese e la provincia di Prato, dove è presente una radicata comunità cinese

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Un caso eclatante: “China Export” vs “Comunità Europea”

Molte categorie di prodotti destinati al mercato comunitario sono contrassegnate dal Marchio recante le lettere “C. E.”

I produttori cinesi hanno coniato un marchio “C.E.” (China Export) in tutto e per tutto simile al più famoso marchio UE.

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Paesi di provenienza dei prodotti contraffatti intercettati alle frontiere esterne dell’UE

  • Secondo il Rapporto dell’Ufficio Imposte e Unione Doganale della Commissione Europea,
  • nel 2003 i prodotti contraffatti intercettati alle frontiere esterne dell’UE provenivano:
  • per il 36,76%% dalla Tailandia
  • per il 15,21% dalla Cina
  • per il 7,37% dalla Malesia
  • per il 5,37% da Hong Kong
  • per il 4,36% dalla Turchia
  • per il 3,71% dal Pakistan
  • per il 2,28% dal Belgio

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

andrea.dinicola@transcrime.unitn.it

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Paesi di provenienza dei prodotti contraffatti intercettati alle frontiere esterne dell’UE

Casi di sequestri alle dogane UE di merce contraffatta (mercato dei 15).

Distinzione per paese di provenienza. Primo semestre 2003. Valori percentuali

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

Fonte: elaborazione TRANSCRIME su dati Commissione Europea

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Paesi di provenienza dei prodotti sequestrati alle dogane italiane

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Alcuni dati sui sequestri effettuati nel porto di Gioia Tauro

Paesi di provenienza e di destinazione delle spedizioni di merci contraffatte sequestrate nel porto di Gioia Tauro. Anno 2003 - Valori percentuali

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Alcuni dati sui sequestri effettuati nel porto di Gioia Tauro

Paesi di provenienza e di destinazione delle spedizioni di merci contraffatte sequestrate nel porto di Gioia Tauro. Primi 9 mesi del 2004 - Valori percentuali

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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I canali di commercializzazione dei prodotti contraffatti

  • La fase finale di vendita al pubblico avviene attraverso tre canali commerciali:
  • fuori dai canali di distribuzione regolare (bancarelle, mercatini e spiagge), soprattutto ad opera di immigrati clandestini
  • per corrispondenza e tramite l’utilizzo della rete Internet (fenomeno in espansione)
  • il terzo canale è quello che utilizza i regolari canali della distribuzione, ove i prodotti falsificati affiancano, nell’offerta al pubblico, quelli originali

Da dove vengono e dove vanno le merci contraffatte

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Parte IV

Il ruolo dell’Italia

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Mercati e prodotti più vulnerabili: confronto tra Italia e paesi europei/1

Nel 2002 il Cebr (Centre for Economics and Business Research) ha presentato alla Commissione europea un rapporto teso a definire un metodo per raccogliere, analizzare e comparare i dati sulla contraffazione e la pirateria nel Mercato Unico.

Il Cebr ha sviluppato un modello per stimare – seppur in modo approssimativo - l’incidenza del problema della contraffazione in un particolare settore o paese nel caso in cui non esistano dati statistici robusti

Dal confronto con gli originari stati membri della Unione Europea, si evidenzia una costante maggiore vulnerabilità alla contraffazione e alla pirateria del mercato italiano.

In particolare libri, film, DvD, software, seguiti da occhiali, orologi, piante e semi sono tra le categorie merceologiche più a rischio di essere contraffatte nel mercato italiano, in particolare nel confronto con gli altri mercati europei

Il ruolo dell’Italia

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Mercati e prodotti più vulnerabili: confronto tra Italia e paesi europei/2

Vulnerabilità dei mercati nazionali (Europa dei 15) alla contraffazione e alla pirateria. Distinzione per categorie merceologiche

Il ruolo dell’Italia

Fonte: CEBR 2002

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Mercati e prodotti più vulnerabili: confronto tra Italia e paesi europei/3

Vulnerabilità dei mercati nazionali (Europa dei 15) alla contraffazione e alla pirateria. Distinzione per categorie merceologiche

(segue)

Il ruolo dell’Italia

Fonte: CEBR 2002

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La contraffazione in Italia/1

Numero di articoli di merce contraffatta sequestrati alle dogane italiane. Distinzione per categoria merceologica. Anni 2000 – 2003. Valori percentuali

Fonte: elaborazione TRANSCRIME su dati Commissione Europea

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Parte V

Il chi è dei contraffattori

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Contraffazione e criminalità organizzata

  • Secondo l’Interpol, le organizzazioni criminali sono sempre più coinvolte nel mercato della contraffazione, per diverse ragioni
  • rischi molto limitati dovuti alla scarso interesse da pare delle forze dell’ordine che lo ritengono ancora un reato senza vittime;
  • le leggi tendono a prevedere pene lievi, soprattutto se paragonate a quelle previste per il traffico di stupefacenti;
  • traffico di merci contraffatte è un’attività relativamente semplice perché non implica necessariamente impegnarsi nella produzione di merci;
  • è un’attività altamente remunerativa. Si pensi infatti che un kg di CD vale euro 3000 mentre un kg di cannabis ne vale invece solo 1000;
  • mancano esperti nel settore tra gli operatori delle forze dell’ordine

Il chi è dei contraffattori

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Contraffazione e terrorismo

  • Il mercato della contraffazione sembra costituire uno dei canali di finanziamento privilegiato da molti gruppi terroristici.
  • La contraffazione coinvolge diverse attività: produzione, trasporto, stoccaggio e vendita, ma spesso le organizzazioni terroristichesono coinvolte solo in alcune fasi del processo
  • Due le forme di coinvolgimento:
  • DIRETTO, quando il gruppo è coinvolto nella produzione, trasporto, stoccaggio o vendita delle merci contraffatte e destina gran parte del ricavato al finanziamento delle proprie attività. In questo caso, l’organizzazione terroristica ha caratteristiche molto simili alla tradizionale criminalità organizzata;
  • INDIRETTO, quando simpatizzanti o militanti del gruppo sono impegnati nell’attività di contraffazione e, tramite terzi, destinano parte del ricavato al finanziamento di gruppi terroristici

Il chi è dei contraffattori

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Parte VI

Il chi è delle vittime

Il chi è delle vittime

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1. Le imprese e le loro responsabilità

  • Le imprese soffrono danni molto elevati dovuti a:
  • perdite dirette (mancata vendita di beni causata dalle differenze di prezzo tra prodotti originali e contraffatti)
  • perdite indirette (quando il consumatore acquista un bene contraffatto credendolo originale).
  • svalutazione del marchio e dell’immagine ( significato simbolico di marchi famosi)
  • perdite a lungo termine (i danni alla produttività risultanti dalle mancate vendite possono avere ripercussioni negative sul mercato del lavoro – es. numero dei posti di lavoro offerti)
  • perdita degli investimenti in ricerca e sviluppo

La quantificazione esatta dell’ammontare di questi danni è problematica, poiché si tratta di attività illegali la cui estensione è difficilmente valutabile e che sono sempre più organizzate ed efficienti, spesso in mano alla criminalità organizzata

Il chi è delle vittime/1

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Stime a livello internazionale

L’industria della contraffazione negli ultimi dieci anni è cresciuta del 1.600%, arrivando a fatturare circa 600 miliardi di dollari l’anno

quasi la metà del PIL italiano

Le aziende italiane vittime del fenomeno perdono ogni anno tra i quattro e i sei miliardi di euro di fatturato

Lo Stato “brucia” un miliardo e mezzo in termini di evasione dell’IVA

Il chi è delle vittime/1

* Fonte: Kpmg

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Settori toccati dalla contraffazione

  • Settore audiovisivi. Il mercato di Cd e Dvd è enorme, i “pirati” sono le grandi organizzazioni mafiose o anche il piccolo negoziante che copia i film a noleggio e li piazza ai clienti. Il canale maggiore è internet. Si calcola che quotidianamente il numero di film scambiati si aggiri tra le 400mila e le 600mila;
  • Settore musicale. Nel 2002 sono stati masterizzati illegalmente 12 milioni di cd. Oltre 11 milioni di italiani ne possiedono almeno uno, 4,7 milioni ne acquistano regolarmente, al prezzo medio di 6 euro, a fronte di un costo di produzione di 0,5 euro. Un cd su quattro in circolazione non è originale;
  • Settore editoriale. Con le fotocopie a basso costo, crolla la domanda di libri. Il danno per le aziende è calcolato in 106 milioni di euro e lo Stato perde 60 milioni di Iva;
  • Settore software. Il mercato italiano vale 1,16 miliardi di euro, il tasso di pirateria è del 45%. Solo tra i videogiochi la contraffazione arriva al 74% su un totale di 12,5 milioni di pezzi venduti l’anno;

Il chi è delle vittime

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Settori toccati dalla contraffazione (segue)

  • Settore moda. Il fatturato delle griffe si aggira vicino ai 54 miliardi di euro, quello dei falsi sfiora i 3 miliardi. Tra le marche più colpite le case sportive: il 31% delle patacche sono finte Adidas, segue Nike con un tasso di contraffazione del 28%;
  • Settore orologi. Ne circolano 40 milioni di esemplari finti, per un giro d’affari di un miliardo di dollari. Il prediletto ei falsari è il Rolex (41% del mercato illegale), seguito da Calvin Klein (11%) e Breitling (4%);
  • Settore giocattoli. Nei primi 4 mesi del 2003 sono stati sequestrati oltre 12 milioni di pezzi contraffatti, costano il 70% in meno degli originali. Le aziende più colpite sono la Disney, Mattel, Warner Bros

Il chi è delle vittime/1

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Stime in Italia

  • A subire i danni derivanti dalla contraffazione sono principalmente le piccole imprese e l’artigianato
  • danni economici derivanti dalla mancata vendita del prodotto;
  • una frode legata all’etichettatura falsata del Made in Italy. In questo modo si ha una concorrenza sleale che si abbatte sul Sistema Moda che rappresenta il 10-25% del valore aggiunto incorporato nelle esportazioni

Il chi è delle vittime/1

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Giro d’affari di prodotti contraffatti in Italia

  • Nei settori abbigliamento, tessile, accessori e pelletteria ha raggiunto i 15 miliardi di euro, così distribuiti:
  • abbigliamento con 5,25 miliardi di euro;
  • pelletteria con 3,75 miliardi di euro;
  • calzature con 3 miliardi;
  • accessori moda con 1,5 miliardi;
  • abbigliamento sportivo con 750 milioni di euro;
  • tessile per la casa con 750 milioni di euro

Il chi è delle vittime/1

* Fonte: Federabbigliamento

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La responsabilità delle imprese italiane

  • mancato sfruttamento delle opportunità di investimento in Cina da parte delle imprese italiane
  • scelte sbagliate sui beni da esportare
  • scarsa innovazione e ricerca
  • mancata registrazione del marchio italiano in Cina

Il chi è delle vittime/1

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2. I consumatori

  • Il consumatore quando acquista prodotti contraffatti o pirata al di fuori dei legittimi canali commerciali:
  • non beneficia né di una garanzia, né di un servizio post-vendita, né di difese efficaci in caso di danni;
  • i prodotti contraffatti (medicinali, alcolici, giocattoli, parti di automobili) possono costituire un reale pericolo per la salute e la sicurezza del consumatore.
  • Acquistando un prodotto originale, i consumatori hanno il diritto:
  • di usufruire di un prodotto sicuro che non crei loro danni alla salute e non metta a rischio la propria incolumità;
  • di avere garantita la qualità del prodotto;
  • di reclamare se il prodotto non funziona/si rompe

Il chi è delle vittime/2

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3. Lo Stato

  • I danni per lo Stato e la collettività:
  • un danno economico diretto (perdita di gettito per lo Stato o per la Comunità);
  • costi sociali (lavoro clandestino; assenza di sicurezza sul lavoro);
  • costi di ordine pubblico;
  • costi di immagine per il Sistema Italia.

Il chi è delle vittime/3

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4. Altre vittime

  • I Paesi dove la contraffazione ha luogo
  • Perdita di investimenti da parte di paesi stranieri e perdita di know-how
  • Perdita di posti di lavoro e di scambi con l’estero
  • Freno alla creatività degli imprenditori e disincentivazione agli investimenti a causa dell’assenza di un sistema legale che garantisca protezione agli imprenditori e dia impulso alla concorrenza
  • Diminuzione delle entrate erariali dovute al mancato pagamento delle tasse da parte dei produttori di beni contraffatti che vendono la loro merce attraverso canali clandestini

Il chi è delle vittime/4

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4. Altre vittime (segue)

  • I Paesi vittime della contraffazione
  • diminuzione di posti di lavoro;
  • perdita di opportunità di vendita;
  • diminuzione delle entrate erariali;
  • diminuzione degli investimenti in ricerca e sviluppo;
  • aumento delle spese per la protezione dei diritti di proprietà intellettuale (forze dell’ordine e giustizia)

Il chi è delle vittime/4

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Parte VII

Chi compra

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I consumatori che acquistano

  • La contraffazione in Italia continua a non essere avvertito come socialmente o economicamente dannoso:
  • acquisto inconsapevole: medicinali, componenti di veicoli o materiale elettronico, piuttosto che abbigliamento o altri beni di lusso;
  • acquisto consapevole: si può agire per divertimento o per gioco, perché impossibilitati economicamente a comprare l’originale, per questioni di principio.

Chi compra

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Le motivazioni che spingono i compratori

  • Le motivazioni all’acquisto:
  • gratificazione per aver fatto un “affare”;
  • i prodotti “autentici” costano;
  • componente ludica;
  • aiuto al “venditore da strada” (motivazioni sociali);
  • forma di protesta sociale.

Chi compra

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Alcuni dati

  • il 93% di chi acquista è consapevole di comprare un prodotto non "vero"
  • di questi il 46 per cento compra a scopo ludico
  • normalmente le persone che comprano per divertimento sono donne, di un’età compresa tra i 25 e i 45 anni, di classe medio-alta, che abitano nel Centro-Nord o nelle grandi città
  • poi c’è chi compra perché non ha la possibilità di avere un originale o perché trova che la qualità del prodotto contraffatto sia buona
  • il 9% acquista un falso per dichiarare "guerra" alle grandi marche.

Chi compra

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Parte VIII

Possibili strategie di contrasto

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Le strategie di contrasto - I

  • L’abusivismo commerciale interessa l’intero territorio nazionale.
  • E’ foriero di altre più gravi espressioni criminali.
  • Si rende necessaria l’adozione di misure compensative per ristabilire le regole della lecita concorrenza ed il rispetto delle norme.
  • Gli interventi sono di carattere:
  • preventivo;
  • investigativo.

Possibili strategie

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Le strategie di contrasto - II

Interventi preventivi:

Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, allargato alle Autorità comunali, alle Capitanerie di Porto, alla S.I.A.E., alle Camere di Commercio e alle Associazioni di categoria.

Interventi investigativi:

Orientati dai risultati della prevenzione e finalizzati all’individuazione dell’intera filiera produzione-distribuzione nonché dei gruppi criminali di riferimento.

Possibili strategie

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Le strategie di contrasto - III

Rappresentanti di categoria

A.N.C.I. - Polizie Municipali

TAVOLO COMUNE

Enti e Associazioni

Forze di Polizia

S.I.A.E.

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Le strategie di contrasto

Organi centrali

Obiettivo strategico 2004 del Ministero Interno:

… potenziare le misure di contrasto … dell’abusivismo commerciale.

Vademecum sulla contraffazione.

Nuovo sistema di rilevamento dei dati relativi alla contraffazione e al commercio di prodotti contraffatti.

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Sistema di rilevamento fino al 2004

  • Il SAC riceveva da organi territoriali ogni:
  • mese monitoraggio su abusivismo commerciale;
  • quadrimestremonitoraggio su contraffazione;
  • semestre monitoraggio su pirateria audio – video.
  • Dati di difficile comparazione perché provenienti da rilevamenti diversi.

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Sistema di rilevamento dal 2005

  • Il SAC riceve mensilmente dagli organi territoriali (comprese le Polizie Municipali), tramite le Prefetture, i dati sulla contraffazionee sull’abusivismo commerciale riguardanti:
    • numero delle operazioni positive;
    • violazioni commesse e arresti operati;
    • oggetti sequestrati e loro valore stimato.

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Tecnologie anti-contraffazione e crime proofing dei prodotti

  • Si tratta di mettere in atto tecniche di sicurezza che funzionino come un efficiente sistema di tracciabilità totale, il cui effetto sia:
  • - rendere più difficoltosa la perpetrazione di abusi;
  • - facilitare la loro individuazione quando essi siano compiuti;
  • minimizzare gli eventuali danni da essi causati.
  • Nel settore del falso, il crime proofing si propone di identificare e misurare i fattori di rischio presenti nei prodotti e di fornire alle imprese strumenti e meccanismi di prevenzione che, incidendo proprio su questi fattori di rischio, aiutino a progettare e realizzare beni a prova di contraffazione. Nel farlo si dovrebbe rispondere ad alcune domande: quali sono i fattori che rendono “attraente” la contraffazione di un bene per il criminale? Quali correttivi possono controbilanciare il rischio derivante da ciascun fattore? I correttivi, se introdotti, rendono realmente più sicuro il prodotto?

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Il ruolo della polizia locale

  • Lotta alla contraffazione: una partnership tra pubblico e privato
  • Competizione delle imprese nella legalità
  • Produttori e consumatori all’interno delle regole
  • Rafforzata collaborazione tra pubblico (dogane, polizia, carabinieri e guardia di finanza) e privato ⇒ le imprese devono fornire informazioni per permettere una conoscenza più approfondita della contraffazione, dei flussi e dei mercati
  • In questo contesto ⇒ un ruolo particolare della polizia locale ⇒ interfaccia tra il controllo sociale e la realtà del territorio
  • Competenze della polizia locale nel contrasto/controllo della contraffazione
  • Questo controllo può essere esercitato rivitalizzando il ruolo della polizia locale, in termini di formazione degli addetti e di strumenti di controllo
  • Deve essere ribadito che la polizia locale, proprio perché locale, conosce meglio di ogni altro organismo i movimenti nel territorio e proprio attraverso tale conoscenza può aiutare a ricostruire la catena che va dal “vu cumprà” della spiaggia, al deposito dell’importatore, fino allo stesso produttore

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Conclusioni

  • Il comune denominatore delle motivazioni che inducono all’acquisto di beni contraffatti è la sottovalutazione dei rischi e dei costi sociali che una tale pratica comporta.
  • Una lotta efficace alla contraffazione è possibile con:
  • maggiore informazione per sensibilizzare il

consumatore;

  • oculata attività di sorveglianza;
  • ricorso a dispositivi tecnici;
  • sanzioni e strumenti legislativi idonei in ambito UE;
  • cooperazione e sinergie tra organismi competenti.

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Corso per comandanti e ufficiali della polizia municipale

Facoltà di Giurisprudenza, 2005

La contraffazione: cos’è, quanto è diffusa, quali sono le strategie di contrasto

Andrea Di Nicola

Ricercatore in criminologia nella Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento

Coordinatore della sede di Trento di Transcrime, Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale, Università di Trento/Università Cattolica di Milano

Trento, 22 giugno 2005

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