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L’orso marsicano - PowerPoint PPT Presentation


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Presentation Transcript
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Mi presento: sono l'Orso Bruno Marsicano e faccio parte dei  Mammiferi   e rientro nella Fauna protetta italiana    .Vivo nell'Appennino Centrale, in particolare nelle Montagne d'Abruzzo  siamo circa 50-80 rappresentanti della sottospecie Ursus arctos marsicanus. Come noi non c'è nessuno in tutto il mondo. In particolare noi   Orsi Bruni viviamo nel Parco Nazionale d'Abruzzo , nei Monti della Majella, nel Monte Velino, nel Monte Sirente, Monte Genzana, sul Gran Sasso e Monti della Laga, e inoltre nell'Alto Molise e sugli Ernici-Simbruini. Ma alcuni di noi, più "vagabondi", si muovono verso i monti del reatino sui Monti Sibillini (Marche-Umbria) e sulle Montagne della Duchessa (Lazio).
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L’Orso bruno marsicano costituisce uno straordinario simbolo di quanto ancora resta integro degli ambienti appenninici centrali e non è un caso che il WWF, che tanti sforzi ha dedicato a questa specie sin dalla sua fondazione, lo abbia individuato come una “specie bandiera”
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Come nasce: L'orso bruno conduce una vita solitaria e gli unici legami sono quelli che si instaurano fra la madre ed il piccolo e fra adulti di sesso opposto, durante il periodo degli accoppiamenti.L’accoppiamento avviene all’inizio dell’estate e dopo una gestazione di circa 8 mesi nascono generalmente uno o due cuccioli che la femmina partorisce in gennaio, durante il letargo.Alla nascita il piccolo pesa appena 500 grammi ed è del tutto inetto ma il suo sviluppo è veloce e presto è in grado di seguire la madre e resta con lei per circa due anni, il periodo necessario per divenire autosufficiente.
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Quando esce dal letargo spesso non trova ancora disponibili le specie vegetali appetibili e continua a perdere peso. In questo periodo la dieta è composta principalmente da piante erbacee, radici, germogli ma anche dalle carcasse degli animali morti durante l'inverno.
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Durante l'estate e l'autunno, quando deve costituire le scorte di grasso che gli consentiranno di superare l'inverno, passa gran parte del tempo ad alimentarsi (fase di iperfagia); in questo periodo l'incremento di peso giornaliero può arrivare a circa mezzo kg. In questa fase gli insetti (soprattutto formiche), la frutta (mirtilli, lamponi, mele, pere, frutti della rosa canina, noci, ecc.), nonché semi, e radici diventano importanti componenti alimentari.
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Nonostante l'orso abbia evoluto, rispetto agli altri carnivori, un apparato gastrointestinale più lungo che gli consente di estrarre maggiori energie dai vegetali, è comunque meno efficiente degli erbivori. Ne consegue che, per far fronte alle sue esigenze energetiche e nutrizionali, è costretto ad ingerire grandi quantità di cibo: fino a 15 kg di alimento al giorno. Tutto questo comporta un notevole impiego di tempo nella ricerca degli alimenti. Anche le coltivazioni dell'uomo possono contribuire all'alimentazione dell'orso. In Trentino le piantagioni di mele vengono per esempio regolarmente frequentate dagli orsi in autunno. Generalmente i plantigradi trovano molta frutta priva di valore al suolo e quindi solitamente non producono eccessivi danni. Gli orsi sono altresì attratti dalle coltivazioni di prugne, mais, avena e uva.
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Durante l'estate e l'autunno, quando deve costituire le scorte di grasso che gli consentiranno di superare l'inverno, passa gran parte del tempo ad alimentarsi (fase di iperfagia); in questo periodo l'incremento di peso giornaliero può arrivare a circa mezzo kg. In questa fase gli insetti (soprattutto formiche), la frutta (mirtilli, lamponi, mele, pere, frutti della rosa canina, noci, ecc.), nonché semi, e radici diventano importanti componenti alimentari.