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letteratura il settecento n.
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Letteratura Il Settecento

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  1. 1) Breve ripasso di ciò che precede: l’eredità del Seicento (con il declino della Spagna e della Chiesa fa terminare il pesante effetto culturale della Controriforma; lascia in eredità il metodo scientifico di Galilei) 2) I Paesi coinvolti (Francia, Inghilterra e Italia) e i luoghi della cultura (le corti, la redazione dell’enciclopedia, le riviste): pensiero internazionale e collettivo 3) Contesto storico-culturale: Livelli di alfabetizzazione (52% dei maschi in Francia, il 65% in Inghilterra) e ruolo dei mass media (giornale locale e teatro cittadino) Il ruolo dell’intellettuale nel secolo (consigliere politico, divulgatore con traduzioni e opere enciclopediche, informatore con riviste): l’intellettuale si mette a servizio della collettività Il profilo del lettore del secolo (borghesia manifatturiera e mercantile che cerca di sostituirsi alla vecchia classe dirigente): il lettore ha finalità molto pratiche 7) Conoscere la poetica degli autori attraverso i temi che hanno scelto di trattare (solo in Italia) Beccaria «Dei delitti e delle pene» contro pena di morte Goldoni «Le smanie per la villeggiatura» contro commedia dell’arte Parini «Il giorno» contro nobiltà … quindi la letteratura come strumento polemico per agire sulla realtà LetteraturaIl Settecento 5) I generi letterari e la loro evoluzione (in Italia) 6) L’evoluzione della lingua (in Italia) Saggio di Alessandro Verri «Rinuncia al Vocabolario della Crusca» edito ne «Il caffè» 4) I principali movimenti culturali: l’Illuminismo europeo (le definizioni dei contemporanei e l’analisi degli esiti degli studiosi di letteratura)

  2. Una definizione di Illuminismo Conoscere il movimento culturale attraverso gli scritti degli autori dell’epoca:Antonio Genovesi nell’opera «Il vero fine delle scienze e delle lettere» (1753)sostiene questi pensieri-chiave: l’Illuminismo è… Movimento culturale che si prometteva di ‟illuminare” cioè spiegare il mondo con la forza della ragione. La metafora della ‟luce” indica il ruolo della conoscenza: il sapere permette di fare chiarezza come una luce rende facile trovare ciò che non si può cercare al buio. • Fiducia nelle potenzialità dell’uomo grazie all’uso della ragione (il pensiero contro superstizioni popolari e dogmatismi dei pensatori tradizionalisti limitati dal concetto di autorità culturale) • Proposta di una cultura laica (superamento del pensiero religioso perché ritenuto irrazionale) • Eliminazione della gerarchia tra le scienze e le attività tecniche (nascita del sapere enciclopedico cioè di un modo di conoscere che mette in relazione le informazioni di diverse discipline per realizzare l’unico fine meritevole di ogni attività di studio: l’utile per l’umanità) • Ampiamento del confronto tra scienziati e pensatori a livello europeo (cosmopolitismo cioè desiderio di appartenere al dibattito culturale internazionalearricchito dall’apporto di tutti i pensatori dell’epoca).

  3. L’Illuminismo: in Europa Esercizio: leggi il seguente testo e trasformalo in una mappa concettuale che spieghi come mai l’Enciclopedia deve essere ritenuta il principale testo “programmatico” dell’Illuminismo europeo. L’Illuminismo manifestò una notevole attività di progettazione sociale da parte dei gruppi intellettuali. La rappresentazione esemplare, riassuntiva della cultura illuminista è nata in Francia con l’opera intitolata «Enciclopedia o dizionario ragionato delle scienze delle arti* e dei mestieri». Si tratta di una sintesi organizzata dello scibile umano. Il metodo che organizza l’opera è una dichiarazione programmatica di cosa si intende con la parola «sapere» secondo l’Illuminismo. L’Enciclopedia dimostra una volontà di rottura rispetto al passato: la cultura va selezionata, trasmessa, utilizzata, come spiega il «Prospetto» scritto dai due direttori dell’opera: Denis Diderote Jean-Baptiste D’Alembert. L’intento dei redattori non è di limitarsi a copiare le conoscenze del passato, ma di organizzare ciò che risulta vero e utile con un orientamento selettivo. Gli enciclopedisti hanno fiducia nel metodo sperimentale (= conoscere attraverso esperimenti). Il criterio di ricerca cui si ispirano è l’empirismo (= orientamento di pensiero che riconduce la conoscenza all'esperienza), la modalità di lavoro da loro scelta consiste nella collaborazione collegiale (lo scambio di idee crea dubbi, ma alimenta la crescita del pensiero coltivando la tolleranza intesa come capacità di vedere nelle divergenze di opinione una risorsa). L’opera, pubblicata tra il 1751 e il 1765, consta di 28 volumi di cui 11 di tavole illustrate. La scelta di dare ampio spazio ai disegni rivela l’intenzione di rivolgersi a un pubblico sempre più vasto (anche agli analfabeti). I contenuti comprendono le arti liberali e meccaniche* (ancora organizzate in manifatture

  4. preindustriali) e le scienze. L’integrazione fra le materie non vuole costruire una gerarchia tra discipline: dato che il principio regolatore dell’opera è l’utile, non ci sono materie gregarie e argomenti principali. Più che della costruzione di un sapere unitario, gli enciclopedisti si preoccupano di mostrare che le branche di studio sono tra loro come i rami di un albero: le une a servizio e integrazione delle altre. Da questo principio teorico deriva la scelta di disporre il contenuto in ordine alfabetico: è il lettore, in base alle sue esigenze, a creare connessioni tra le singole voci costruendo un percorso personale nel sapere. L’opera fu ostacolata da molti, dal papa Clemente XIII; dopo un attentato a Luigi XV l’opera venne accusata di diffondere l’ateismo per minare il regno. Il termine «enciclopedia» viene dal greco antico enkykliospaideiacioè definisce circolare (= di tutte scienze) l’educazione da fornire ai bambini. Il Piano dell'opera (Prospectus) del 1750 ottenne un migliaio di sottoscrizioni e le condizioni di acquisto, dettagliate nell'ultima pagina, prevedevano: per dieci volumi in folio dei quali 2 di tavole: 60 lire d'acconto, 36 lire alla consegna del primo volume, prevista per il giugno 1751, 24 lire alla consegna dei successivi, scaglionati di sei mesi in sei mesi, 40 lire alla consegna dell'ottavo volume e dei due tomi di tavole. In tutto, 372 lire. L'opera, per i tempi di enorme portata, occupò circa mille operai nell'arco di 24 anni. Ci furono 2.250 sottoscrittori per una tiratura di 4.250 copie (numero risibile oggi, ma durante il XVIII secolo, una tiratura «normale» non andava oltre i 1.500 esemplari). Visto l'elevato prezzo d'acquisto, si può supporre che il lettore tipico dell'opera facesse parte della classe borghese, dell'esercito, dell'amministrazione statale o della Chiesa. Dal momento che i salotti di lettura si moltiplicavano, è possibile ipotizzare l'opera sia stata consultata da un pubblico significativamente più esteso di quello costituito dai diretti acquirenti. La prima edizione in italiano dell‘Enciclopedia fu data alle stampe nella Repubblica di Lucca a partire dal 1758. Note: * Arti meccaniche = attività manuali che misurano il loro sviluppo in base al crescere delle conoscenze tecnologiche dell’uomo. Il loro ruolo culturale è cambiato nei secoli da una concezione antica e medievale dello studio (il conoscere era ricerca della verità) alla concezione moderna dell’apprendimento (il conoscere migliora la vita dell’uomo).

  5. Generi e forme letterarie più diffuse nel Settecento Cos’è il romanzo? La parola, nella sua origine storica, indica l’opera scritta in volgare rispetto all’opera scritta in lingua latina classica, ma poi nei secoli è venuta a indicare le narrazioni ampie. Il termine posto in copertina costruisce tra autore e lettore il “patto narrativo” cioè l’accordo convenzionale che nel testo ci sia almeno una minima parte d’invenzione (non si tratta di rappresentazione di realtà, ma di verosimiglianza. L’unica eccezione è la forma fantastica, ma anch’essa è sottomessa a un preciso limite: la coerenza interna). Si tratta di un genere con precise caratteristiche: • È in prosa (unica eccezione i più antichi romanzi cavallereschi francesi in versi) • È un testo ampio (differenza da racconto e novella) perché tratta le vicende di molti personaggi che tendono a evolversi nel corso della vicenda in modo non manicheo (differenza da fiaba e favola) • La storia narrata (trama) ha una struttura precisa: inizio, complicazione, sviluppo, finale con alternanza di ritmo e di suspence • Può ospitare al suo interno diverse tipologie testuali (es lettera che un personaggio invia all’altro, poesia, ecc.) come se fosse una forma-contenitore in cui inserire ogni aspetto della realtà • In base ai contenuti si individuano diversi sottogeneri: romanzo di formazione (racconto dell’evoluzione del giovane personaggio dalla giovinezza all’età adulta), rosa (amoroso), giallo (indagine poliziesca), nero (creare atmosfere cupe), horror (destare terrore), avventuroso (basato su continui cambi di situazione), di spionaggio (vicende di agenti segreti), fantastico (possiede elementi non realistici/soprannaturali. Si divide in: romanzo fantasy, se gli elementi fantastici/soprannaturali non sono spiegati in modo scientifico o pseudo-scientifico; romanzo fantascientifico, se gli elementi fantastici/soprannaturali sono spiegati in modo scientifico o pseudo-scientifico; romanzo horror se gli elementi fantastici/soprannaturali sono atti a spaventare il lettore, indipendentemente dalla spiegazione; filosofico (esprime il pensiero dell’autore attraverso all’agito dei personaggi), comico (che desta riso), psicologico ( che presenta la vita interiore dei personaggi), sociale (che mette in scena le caratteristiche di un gruppo sociale), storico (che racconta con opportuni adattamenti narrativi, vicende realmente accadute nel passato), autobiografico (che presenta la vita di chi scrive unendo realtà e invenzione narrativa). • In base alle modalità di diffusione si presenta come romanzo d’appendice (edito a puntate su una rivista) o come opera completa e in sé compiuta o come episodio di una saga (ogni romanzo è come una parte della vita di un personaggio comune) • Pur presentandosi come testo d’invenzione, accanto alla finalità ludica (svago) il romanzo veicola messaggi che possono coinvolgere il lettore alla ricerca di interpretazioni e commenti di quanto legge (un caso estremo è il romanzo didascalico con finalità pedagogiche) • Linguisticamente, per l’impegno alla costruzione di una verosimiglianza, il romanzo può aver bisogno di un lessico pseudoscientifico (fantascienza) o imitativo della quotidianità (romanzo sociale sulle classi umili). Tutto è orientato sul tipo di narratore e personaggi che si desidera rappresentare.

  6. Evoluzione linguistica. Dal latino alle lingue romanze Fu nel I secolo a.C., con l'estensione della cittadinanza romana agli Italici e i cambiamenti sociali che ne derivarono, che a Roma sorse la preoccupazione per la purezza della linguae la conseguente formazione del latino classico. Il latino arcaico veniva già parlata nel Lazio almeno dagli inizi del I millennio a.C. Latino arcaico Latino classico Lingue volgari Latino volgare L’evoluzione dell’uso (lingua parlata) porta al latino volgare. Le fonti disponibili per questa lingua sono: iscrizioni private, in cui lo scalpellino può essere incappato in qualche forma di volgarismo (es: graffiti pompeiani) e le grammatiche normative degli studiosi della lingua per criticare gli errori ormai diffusi rispetto al latino classico (es: l'AppendixProbi è una lista di 227 parole latine con relativa forma scorretta ma ormai diffusa come «speculum non speclum»). Le lingue volgari nascono con la perdita di importanza politica di Roma dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente. I documenti di riferimento sono: 843 Giuramento di Strasburgo per francese e tedesco 960 Placito capuano per l’italiano. Si tratta di testi d’uso. Per i testi letterari bisogna attendere di più, in Italia fino al ‘200.

  7. http://www.liberliber.it/mediateca/libri/s/swift/i_viaggi_di_gulliver/pdf/i_viag_p.pdfhttp://www.liberliber.it/mediateca/libri/s/swift/i_viaggi_di_gulliver/pdf/i_viag_p.pdf «I viaggi di Gulliver» Sezione da leggere