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Comunicazione Fondamenti della Musicale a.a. 2010-11 - LGCaprioli Tempo e scrittura

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Comunicazione Fondamenti della Musicale a.a. 2010-11 - LGCaprioli Tempo e scrittura Lo sviluppo storico si è mosso nel senso d’una chiarificazione strutturale musicale e semiografica del metro (frattura ante e post il periodo XVII-XIX secc. di storia della musica).

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Presentation Transcript
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Comunicazione Fondamenti della Musicalea.a. 2010-11 - LGCaprioli

Tempo e scrittura

  • Lo sviluppo storico si è mosso nel senso d’una chiarificazione strutturale musicale e semiografica del metro (frattura ante e post il periodo XVII-XIX secc. di storia della musica).
  • Importanza della scrittura musicale che intende rappresentare, attraverso la forma delle note, la dimensione temporale.

Le figure musicali non hanno valore assoluto, ma indicano durate di tipo relativo.

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Tommaso da Celano (1200-1270), Messa da Requiem, Dies Irae, Giovanni Vlanini, Schola mediolanensis

http://www.youtube.com/watch?v=aReIFdkvC8A

Dies iraeDies irae, dies illa Giorno d'ira, quel giorno solvet saeclum in favilla, distruggerà il mondo nel fuoco, teste David cum Sybilla. come affermano Davide e la Sibilla.Quantus tremor est futurus, Quanto terrore ci sarà,quando judex est venturus, quando verrà il giudice,cuncta stricte discussurus. per giudicare tutti severamente.

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Notazione mensurale (XIII-XVI)
  • La notazione mensurale si sviluppò nel corso del XIII secolo quando, con l‘espandersi della musica polifonica, divenne necessario indicare nel dettaglio le durate.
  • Francone Ars Cantus Mensurabilis (1290)

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La battuta, o misura, è l’unità all’interno della quale si replica un medesimo modulo evidenziato dall’accento forte.
    • Graficamente la battuta è delimitata da due stanghette (espediente visivo di distribuzione grafica).
  • Nella notazione occidentale la misura della battuta musicale implica la struttura dell'accentazione delle note, ove alcune sono più accentate di altre.
    • Al cambio di tempo cambia dunque anche il modo in cui le note sono accentate.

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L’armatura in chiave, per quanto riguarda l’indicazione di tempo, rimanda a una struttura accentuativa (metro) che determina la pulsazione continua ed articola lo scorrere del tempo secondo ‘unità’ che si succedono e che sono determinate da una frazione numerica.
    • Al denominatore è riportato il valore dell’unità di figura
    • Al numeratore è indicata la quantità di figure necessarie a completare la misura.
      • 4/4 (C) : quattro note da ¼ ciascuna (semiminime)

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L’indicazione di tempo ne stabilisce la velocità (Andante, Adagio, Con moto etc.) sulla base d’una quantificazione della pulsazione isocrona di base (tactus) che marca il trascorrere del tempo.
  • Sulla base del battito, è possibile dispiegare le note secondo valori diversi a completamento della misura, spostando eventualmente l’accento tonico:
    • gli effetti ottenuti sono di tensione, riposo, eccitamento.
  • L'accento può essere ottenuto introducendo una modifica significativa nei parametri del suono, in modo tale da evidenziare una nota rispetto le altre.

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Dal punto di vista dell’ascolto:

Leonard B. Meyer (The rythmic structure of music, 1963) afferma che la percepibilità del ritmo deriva dalla differenziazione accentuativa che consente l’individuazione di raggruppamenti consimili.

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Modelli binari e ternari semplici (cioè a suddivisione binaria):
    • 4/4
    • 2/4
    • 2,/2
    • 3/4
    • 3/2 etc.

N.B.: L’indicazione in armatura di chiave fornisce al numeratore il numero di figure (il cui valore è indicato dal denominatore) necessarie a completare la misura.

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Modelli binari e ternari composti (cioè a suddivisione ternaria):
    • 6/8
    • 9/8
    • 12/8 etc.

N.B.: L’indicazione in armatura di chiave fornisce al numeratore il numero complessivo di figure (il cui valore è indicato dal denominatore) necessarie a completare la misura in raggruppamenti di tre figure per unità di tactus (impulso).

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Guillame de Machaut (ca. 1300-1377), Messe de Notre Dame, Kirye Eleison, Ensemble Binchois

http://www.youtube.com/watch?v=DALBMRwsfxo

Jacques Offenbach (1819-1880), Barcarolle dall’atto III di Les contes d’Hoffmann (1881), Anna Netrebko, Elina Garanca

http://www.youtube.com/watch?v=0u0M4CMq7uI

Belle nuit, ô nuit d'amour,Souris à nos ivresses,Nuit plus douce que le jour,Ô belle nuit d'amour!

Nicola Piovani, Beautiful that way (1997), Noa, Miguel Bosé

http://www.youtube.com/watch?v=u960MdSASJA

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M. AGAMENNONE / S. FACCI / F. GIANNATASIO / G. GIURIATI, Grammatica della musica etnica, Bulzoni 1991

D. ARNOLD, The New Oxford Companion to Music, Oxford Un. Press 1983 (v. A. Whittall)

L. AZZARONI, Canone infinito, lineamenti di teoria della musica, CLUEB, Bologna 1997

B.B.R. BARRY, Musical Time. The Sense of Order, Pendragon Press, Stuyvesant 1990

Th. CLIFTON, Music as Heard, a Study in Applied Phenomenology, Yale Univ. Press, New Haven-London 1983

J. D. KRAMER, The Time of Music. New Meanings, new Temporalities, new Listening Strategies, N.Y., Schirmer Books, 1988

L. B. MEYER, The rythmic structure of music, 1963

J.-J. NATTIEZ (a cura di), Enciclopedia della musica, Il sapere della musica , vol. II, Einaudi 2002 (vv. K. Agawu, J. Kramer)

J.-J. NATTIEZ, Il discorso musicale (per una semiologia della musica), Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, 1977

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