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A.A. 2011 Antropologia catechetica. MODULO 1 Introduzione analisi dei fondamenti antropologici della catechesi. Modulo A tesi 1-10. 1-8: Fondamenti epistemologici e compiti della disciplina 9-10: Inquadramento storico delle teorie antropologico-catechetiche. Temi delle lezioni.

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A.A. 2011 Antropologia catechetica


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    Presentation Transcript
    1. A.A. 2011 Antropologia catechetica MODULO 1 Introduzione analisi dei fondamenti antropologici della catechesi

    2. Modulo A tesi 1-10 • 1-8: Fondamenti epistemologici e compiti della disciplina • 9-10: Inquadramento storico delle teorie antropologico-catechetiche

    3. Temi delle lezioni • Introduzione generale: • Introduzione al problema dell’A.C.: Gev. 5-27 • Approfondimento versante teologico: • Antropologia teologica: Bramb 72-108 • Ecclesiol tra sociologia e antropologia teologica: Dianich 19-54

    4. Temi delle lezioni • Approfondimento versante Scienze umane (educazione e cultura): • Educazione e formazione: Nanni 79-83 • Cultura: Crespi 3-22; Griswold 7-33; Anolli 15-45.

    5. Costituzione dell’Antropologia catechetica

    6. Opzioni epistemologiche • Antropologia catechetica: identità interdisciplinare tra teologia, scienze umane (formazione, comunicazione) • Ambito di sintesi: processi performativi di fede della cultura e della sua produzione • Campo di osservazione: interazione tra processi culturali e processi formativo-catechistici

    7. Scopo e finalità • Metodo: integrazione dei metodi analitici e sperimentali • Ottica di investigazione: nuove sintesi tra teologia della catechesi e pedagogia religiosa • Scopo della disciplina: individuare il campo di investigazione, porre le questioni sotto la ragione catechetica

    8. Autore di riferimento: GEVAERT (dispensa fotocopiata) capitolo 1. La catechesi e i grandi problemi dell’uomo

    9. Introduzione al problema dell’antropologia catechetica • L’attenzione all’antropologico nella catechesi della seconda metà del XX secolo • Dal 1950 inizia un nuovo interesse all’interno degli studi di catechetica per le questioni antropologiche

    10. Tempo di transizioni • Già dagli anni ‘30 si assiste al graduale disinteresse degli alunni delle scuole del catechismo per la materia da studiare • Cambio di prospettive nella teologia dagli anni ‘50 in poi • Pontificato di Pio XII ed apertura alle grandi questioni socio-culturali

    11. Dimensione antropologica della catechesi • Dagli anni ‘50 in poi si pone la centralità del SOGGETTO piuttosto che sui TESTI DOTTRINALI • Progressiva autocoscienza della chiesa di larghe fasce di popolazioni non ancora evangelizzate • Necessità del primo annuncio • Questione del cambio culturale e del linguaggio religioso • Anni ‘60: anni del boom economico

    12. Distinzioni disciplinari • Antropologia culturale (scienze umane) • Antropologia cristiana, a. teologica, a. pastorale • “invasione” di tematiche umane nell’insegnamento della religione

    13. Corso di antropologia cristiana • Corso istituzionale all’ISTPC di Paris • Duplice funzione del trattato: • A) nei confronti delle scienze antropologiche svolge funzione di FILTRO CRITICO (vaglia ipotesi, valuta quadro ideologico e misura questioni euristiche e metodologiche) • B) nei confronti della catechesi e della catechetica: svolge funzione di FINALITA’

    14. Altri contributi: André Liégé • Articolo di Liégé 1960: passaggio radicale da catechismo a catechesi; • in Germania GOLDBRUNNER (linea dell’incarnazione) • Connessioni: catechesi-conversione; • Cambiamenti nell’ambito delle finalità insegnamento/apprendimento: centralità del soggetto; stili di apprendimento

    15. Temi generatori e necessità di una disciplina “ad hoc” • 1. la “frattura” tra il vangelo e la cultura contemporanea • Tragica consapevolezza dei cristiani • Cause “probabili” della frattura • Analisi delle “colpe” (?) • La secolarizzazione = causa principale (?) • Visione storicista dell’uomo (?) • Orientamento di GaudiumetSpes

    16. Orientamento di GS • Principio pastorale di GS: ASCOLTO dell’uomo di oggi • Approfondire speranza cristologica • Schema: • LA CONDIZIONE DELL'UOMO NEL MONDO CONTEMPORANEO • PARTE I. LA CHIESA E LA VOCAZIONE DELL'UOMO • PARTE II. ALCUNI PROBLEMI PIÙ URGENTI • CAPITOLO II. LA PROMOZIONE DELLA CULTURA (53-62)

    17. Temi: mutazione • 5. Profonde mutazioni • 6. Mutamenti nell'ordine sociale • 7. Mutamenti psicologici, morali e religiosi • 8. Squilibri nel mondo contemporaneo • 9. Le aspirazioni sempre più universali dell'umanità • 10. Gli interrogativi più profondi del genere umano

    18. LA MISSIONE DELLA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO • 40. Mutua relazione tra Chiesa e mondo. • Tutto quello che abbiamo detto a proposito della dignità della persona umana, della comunità degli uomini, del significato profondo della attività umana, costituisce il fondamento del rapporto tra Chiesa e mondo, come pure la base del dialogo fra loro

    19. GS 40 • Perciò la Chiesa, che è insieme « società visibile e comunità spirituale » cammina insieme con l'umanità tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena; essa è come il fermento e quasi l'anima della società umana, destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio. • Tale compenetrazione di città terrena e città celeste non può certo essere percepita se non con la fede; resta, anzi, il mistero della storia umana, che è turbata dal peccato fino alla piena manifestazione dello splendore dei figli di Dio.

    20. 44. L'aiuto che la Chiesa riceve dal mondo contemporaneo • Come è importante per il mondo che esso riconosca la Chiesa quale realtà sociale della storia e suo fermento, così pure la Chiesa non ignora quanto essa abbia ricevuto dalla storia e dall'evoluzione del genere umano. L'esperienza dei secoli passati, il progresso della scienza, i tesori nascosti nelle varie forme di cultura umana, attraverso cui si svela più appieno la natura stessa dell'uomo e si aprono nuove vie verso la verità, tutto ciò è di vantaggio anche per la Chiesa.

    21. LA PROMOZIONE DELLA CULTURA • Con il termine generico di « cultura » si vogliono indicare tutti quei mezzi con i quali l'uomo affina e sviluppa le molteplici capacità della sua anima e del suo corpo; procura di ridurre in suo potere il cosmo stesso con la conoscenza e il lavoro; rende più umana la vita sociale, sia nella famiglia che in tutta la società civile, mediante il progresso del costume e delle istituzioni; infine, con l'andar del tempo, esprime, comunica e conserva nelle sue opere le grandi esperienze e aspirazioni spirituali, affinché possano servire al progresso di molti, anzi di tutto il genere umano. • 53

    22. Sezione 1: La situazione della cultura nel mondo odierno • 54. Nuovi stili di vita • 55. L'uomo artefice della cultura • 56. Difficoltà e compiti

    23. Sezione 2: Alcuni principi riguardanti la retta promozione della cultura • 57. Fede e cultura • 58. I molteplici rapporti fra il Vangelo di Cristo e la cultura • 59. Armonizzazione dei diversi aspetti della cultura

    24. Sezione 3: Alcuni doveri più urgenti per i cristiani circa la cultura • 60. Il riconoscimento del diritto di ciascuno alla cultura e sua attuazione • 61. L'educazione ad una cultura integrale • 62. Accordo fra cultura umana e insegnamento cristiano

    25. Temi generatori… • La perdita del LEGAME con la tradizione cristiana (?) • Precaria situazione dell’esperienza cristiana nella famiglia • La mancanza di appartenenza vitale a una comunità di fede • L’invadente pluralismo ideologico e religioso nella scuola e nella società • Conseguenza = una catechesi senza legame con la vita • Un inedito contesto missionario

    26. In breve… Gevaert p. 18 • Una rilevante causa della frattura tra il vangelo e l’uomo d’oggi è l’affievolirsi del legame vitale di appartenenza e di partecipazione a una comunità di fede, o a un gruppo di credenti, dove si entra a contatto con giovani e adulti che prendono la fede molto sul serio e nello stesso tempo sono modelli di vita umana riuscita, positiva, fiduciosa nonostante le difficoltà e le grandi prove della vita.

    27. Quale IPOTESI DI LAVORO? Tre dati per un primo e solido orientamento • Intere generazioni di cristiani hanno vissuto un forte legame con il Vangelo • Il Vangelo non è frutto di ricerca umana • Dio stesso ha scelto la via dell’umanità di Cristo

    28. Antropologia catechetica pp. 22-24 • Senso di un “titolo” • Antropologia catechetica non fa parte delle scienze umane ma delle scienze ecclesiastiche • (evita di fatto l’inserimento dell’AC in Scienze teologiche?)

    29. Definizione: “Visto in questo contesto ecclesiale, il termine “antropologia catechetica” indica, molto in generale, che i grandi ed eterni problemi dell’uomo sono rilevanti per l’incontro con il Vangelo e la trasmissione della fede nella catechesi, cioè nel quadro di quelle attività organizzate dalla Chiesa per coloro che intendono diventare cristiani”

    30. L’ambito in negativo • Distinzione delle funzioni dell’AC a partire dal contesto di collocazione • “Non ha un settore proprio di ricerca, se si intende un settore, una modalità del comportamento umano da esplorare con metodi appropriati, con lo scopo di aumentare le conoscenze scientifiche di questo settore o modalità umana”

    31. Ambito • l’AC si situa nell’ordine della trasmissione della fede cristiana, nell’ordine dell’istruzione e formazione di nuovi cristiani • Si tratta quindi di USO APPLICATO a servizio della catechesi per raggiungere le sue finalità genuine

    32. Ambito in positivo • Ambito “limitato” alle strutture e impostazione fondamentali della catechesi.

    33. compiti • 1. STABILIRE quali problemi fondamentali dell’uomo sono rilevanti per incontrare il Vangelo • 2. MODO DI STABILIRE il MINISTERO dei grandi problemi umani e paradossi all’interno della catechesi • 3. STABILIRE metodi didattici della catechesi • Quale funzione hanno i problemi all’interno della catechesi

    34. Impostazione di base (visione di fondo imprescindibile!!!) • La Rivelazione cristiana è INIZIATIVA DI DIO • Punto fondamentale di partenza dell’AC è il DATO FONDAMENTALE DELLA FEDE = INCARNAZIONE • Attenzione alla PROPOSTA DEL VANGELO

    35. Ulteriore proposta • Antropologia profana e antropologia cristiana • Diverso orizzonte di lettura • L’antropologia filosofica come criterio di lettura? • L’essere dell’uomo definito a partire dalla sua prassi

    36. Sguardo sulle ANTROPOLOGIE Antropologia teologica Antropologia ed ecclesiologia Antropologia pedagogica Antropologia sociale e culturale Altre proposte

    37. Mons. Franco Giulio BRAMBILLA Vescovo ausiliare di Milano Preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale

    38. BRAMBILLA Franco Giulio, Antropologia teologica. Chi è l’uomo perché te ne curi?, Queriniana, Brescia 2005,

    39. Nuove stimolazioni. • I. Il Vaticano II e l’antropologia teologica • II. la teologia e la nascita dell’antropologia nella cultura moderna • III. La storia dei trattati • IV. Cristologia e antropologia • V. Conclusione: la funzione sistemica dei due ordini: persistenza e superamento

    40. Identità dell’AT (pp. 15-18) • L’antropologia teologica ha come oggetto la visione cristiana dell’uomo. Essa cerca di rendere ragione, in modo critico ed argomentato, degli asserti della fede dinanzi alle comprensioni dell’uomo proprie dell’antropologia culturale e religiosa. • Trattazione teologica sulla persona umana. AT fa riferimento ai pronunciamenti della fede cristiana sul rapporto dell’uomo con se stesso, con gli altri uomini, con il mondo e con Dio

    41. Il Vaticano II e l’AT • Un passaggio incompiuto (?) • Critica alla GS • In sintesi (77), l’AT postconciliare è dunque il frutto ad un tempo della riconsiderazione critica della propria tradizione, dell’introduzione in teologia della SVOLTA ANTROPOLOGICA e della successiva contaminazione con le conseguenti prosecuzioni di quella svolta.

    42. Tesi critiche sul Vat. II • Piste del Vat II e obiettiva situazione interlocutoria: • Superamento dell’impostazione manualistica dell’AT • Vicenda della svolta antropologica in teologia e suoi effetti sull’AT • Analisi critica delle proposte che rinnovano l’antropologia a partire dalle scienze umane • Recensione dei nuovi progetti di AT nei manuali di AT postconciliari • Ritardo dell’AT nel confronto con il moderno

    43. Divorzio annunziato tra teologia e antropologia MODERNA • La genesi dell’antropologia nella cultura contemporanea • Le radici del processo: umanesimo, rinascimento, metodo scientifico (manuali di C. WOLFF): Kant intende l’antropologia come scienza dell’esperienza, dell’osservazione delle caratteristiche umane… non dalla metafisica ma dall’esperimento scientifico. Svolta verso la SOGGETTIVITA’ • La svolta antropologica dopo Hegel

    44. L’estraneità della teologia all’evoluzione dell’antropologia moderna • La sistematizzazione di Wolff e la nascita della manualistica (Philosophia prima sive ontologia 1729-1730): la teologia manualistica bloccata sull’essenza dell’uomo • Teologia controversitica e dogmatica • Assestamento apologetico con la teologia del duplice ordine: Vaticano I

    45. La storia dei trattati • Il De Gratia e l’evanescenza del soprannaturale • La controversia sulla GIUSTIFICAZIONE • Posttridentino: la grazia come AUXILIUM • Ricupero della patristica greca: la grazia come DIVINIZZAZIONE

    46. La storia del Deo creante et elevante e la “natura pura” • Filosofizzazione del tema della creazione • La natura pura: Baio e la controversia postbaiana • L’inesorabile influsso dello schema apologetico: due fenomeni derivati • Dibattito con la teologia protestante • Dialogo con la cultura “moderna” (prime avvisaglie della questione contemporanea)

    47. Questione della libertà p. 94 • Importanza del tema della libertà come argomento di base dell’AC • Trapasso della teologia “moderna” proprio sul terreno dell’AUTONOMIA E DELLA LIBERTA’ (discorso culturale, scienze umane) • Sgretolamento di un traguardo rassicurante e transito alla Rivelazione (Bibbia): nascita di una “Nouvelle Théologie”

    48. CRISTOLOGIA E ANTROPOLOGIA • Il principio della strutturazione CRISTOCENTRICA dell’antropologia • La cristologia PRINCIPIO E FORMA dell’AT • Precisazioni sul CRISTOCENTRISMO • Nuove articolazioni dell’AT (diverse prospettive) • Emergenza dello specifico cristologico e l’universale antropologico

    49. Istanza essenziale: il confronto con la prospettiva culturale • Frammentarietà e parzialità delle antropologie moderne e postmoderne: emerge esigenza di pensare il rapporto tra l’umano singolare di Gesù (la cristologia) e le forme storiche con cui l’uomo sceglie e realizza il proprio destino

    50. Pannemberg • L’opera di Pannemberg si pone come una vasta incursione nel campo dell’antropologia contemporanea, nel tentativo di leggerla in prospettiva teologica. Manca il movimento inverso che legga l’antropologia cristiana in prospettiva culturale