MateSta
Uploaded by
77 SLIDES
897 VIEWS
770LIKES

Limiti

DESCRIPTION

sdfardgdfgdf fgbfgns

1 / 77

Download Presentation

Limiti

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. I LIMITI

  2. TOPOLOGIA DI R FINALITÀ Introdurre nozioni che consentano di definire la posizione relativa di un elemento di R* rispetto ad un insieme a cui l’elemento può appartenere o non Sia dato l’insieme:       0 1/2 1 2 3 • 3A ma la distanza dal primo vicino (l’elemento 2), punto dell’insieme A, è pari a 1  si può dire che 3 è «LONTANO» dagli altri punti di A • 2A ed è «VICINO» ad altri punti di A • 0A ma ci si può avvicinare a piacere stando in A •  il punto 0 è «VICINO»

  3. INTORNO Si definisce il concetto di vicinanza introducendo la nozione di intorno di un punto xo di R* DEFINIZIONE Dato xo R , si dice INTORNO di xo un qualsiasi intervallo del tipo con   0 detto raggio dell’intorno Dal punto di vista insiemistico: I(x0) = xR : x  x0    intorno destro I (x0) = xR : x0  x  x0   intorno sinistro I (x0) = xR : x0   x  x0  intorno di  I (x0) = xR : x   M  intorno di  I (x0) = xR : x   M 

  4. PUNTO DI ACCUMULAZIONE x0 è PUNTO DI ACCUMULAZIONE per A se: in ogni intorno di x0 esistono punti di A diversi da x0 La condizione x  x0vuole evitare che x0 sia punto isolato Se x0 è punto di accumulazione per A  in ogni suo intorno ci sono infiniti punti di A       0 1/2 1 2 3

  5. PUNTO DI ACCUMULAZIONE Se A = (a, b)  R (intervallo aperto ) Se A = [a, b]  R (intervallo chiuso)  tutti i punti di accumulazione per A sono in [a, b]

  6. PUNTO DI ACCUMULAZIONE •  In R ogni elemento è un punto di accumulazione per l’insieme stesso • In N o in Z non vi sono punti di accumulazione: nell’intervallo | n -  |, si possono costruire diversi intorni I(n) che contengono altri numeri naturali • - ad esempio, preso n=4 e  = 1,5 • ma anche altrettanti intorni I(4) che non contengono alcun altro numero naturale oltre a n = 4, • - ad esempio, n=4 e  = 0,5

  7. PUNTO INTERNO • Si dice che x0 A  R è PUNTO INTERNO a A se: • ossia spostandosi di poco da x0 sia a sinistra sia a destra si è certi di rimanere nell’insieme A •  Ogni punto interno ad A  R è anche punto di accumulazione • Un insieme in cui tutti i punti sono interni si dice APERTOin R • Un insieme il cui complementare in R è aperto si dice CHIUSOin R • es: ogni intervallo del tipo: •  (a, b) con   a < b   è un insieme aperto •  [a, b] è un insieme chiuso •  (, b] o [a,  ) sono insiemi chiusi

  8. PUNTO ISOLATO x0 A è PUNTO ISOLATO se: ()) ) ()     ()  x0 = 0 è punto di accumulazione per A  tutti gli altri punti sono isolati 0 1/2 1 2

  9. ESERCIZIO Determinare: - punti di accumulazione per E - estremo sup e inf - massimo e minimo è una successione decrescente  presi due elementi di E qualunque e distinti, tra di essi non sono compresi altri elementi dell’insieme E  per ogni punto en si può sempre trovare un intorno al quale non appartengono altri punti di E diversi da en  nessun elemento dell’insieme è punto di accumulazione per E  en=5 comunque si scelga  come raggio dell’intorno di centro 5  esiste sempre un valore di n abbastanza grande per cui si abbia 1/n    en=5 è di accumulazione per E inf(E) = 5  max(E)= sup(E) = 6

  10. LIMITE DI FUNZIONI Consente di determinare il comportamento di una funzione f(x) quando la variabile indipendente x : - si muove vicino ad un dato punto appartenente o non al dominio della f(x) - diventa molto grande o molto piccola ( |x|   ) TERMINOLOGIA

  11. TEOREMA DI UNICITÀ DEL LIMITE Se per x tendente a x0 esiste il limite tale limite l è UNICO

  12. LIMITE FINITO AL FINITO LIMITE DESTRO Sia f una funzione definita in un intorno di x0 ∈ R tranne eventualmente in x0, cioè x0è punto di accumulazione per Dom(f ), Quando la variabile x assume valori “vicini” ad x0 (sempre MAGGIORIdi x0), i corrispondenti valori di f(x) si avvicinano sempre più al valore L scelta di scelta di  y y y =f(x) y = f(x) L +  L L -  L +  L L -  O x0xO x0+  x0x   0  >0 : x x0  x (x0 , x0 )  | f (x)  L | 

  13. LIMITE FINITO AL FINITO LIMITE SINISTRO Quando la variabile x assume valori “vicini” ad x0 (sempre MINORI di x0), i corrispondenti valori di f(x) si avvicinano sempre più al valore L y y y =f(x) y = f(x) L +  L L -  L +  L L -  x0- x0 x O x0O  > 0  >0 : x x0  x (x0, x0)  | f (x)  L | < 

  14. LIMITE FINITO AL FINITO Se la funzione :  possiede sia il limite destro sia il limite sinistro nel punto x0  questi due limiti coincidono  la f (x) ha limite in x0 e vale L L +ε L f(x) L -ε x0 x 2   0  0 : x x0  x (x0, x0 )  | f (x)  L | 

  15. LIMITE FINITO AL FINITO Esistono limite destro e limite sinistro ma non esiste il limite completo

  16. LIMITE FINITO ALL’INFINITO f definita in D illimitato    > 0  K>0 : | x | > k  | f (x) – l | <  l R l+ε f(x) l l-ε K -K x ASINTOTO ORIZZONTALE y =l per x 

  17. LIMITE INFINITO ALL’INFINITO f definita in D illimitato   M > 0  K > 0 : | x | > k  | f (x) | > M f(x) M -K K x -M la funzione potrebbe avere un ASINTOTO OBLIQUO

  18. LIMITE INFINITO ALL’INFINITO Nelle condizioni della precedente definizione, si possono considerare i seguenti casi particolari: se per ogni risulta allora grafico x > K f(x) > M x > K f(x) < - M x < - K f(x) > M x < -K f(x) < -M

  19. LIMITE INFINITO ALL’INFINITO ASINTOTO OBLIQUO La funzione ammette un asintoto obliquo y=mx+q (m0) se ovvero:  esiste ed è finito  esiste ed è finito

  20. LIMITE INFINITO ALL’INFINITO ASINTOTO OBLIQUO ESEMPIO la f(x) non ha un asintoto obliquo

  21. LIMITE INFINITO ALL’INFINITO ASINTOTO OBLIQUO ESEMPIO

  22. LIMITE INFINITO AL FINITO f definita in D illimitato   M > 0  >0 : x x0  | x- x0 |<   f(x) > M f(x) M x0 x  Quando la variabile x assume valori “vicini” ad x0 (diversi da x0), i corrispondenti valori di |f (x)| crescono arbitrariamente x = x0 è un ASINTOTO VERTICALE

  23. IL LIMITE NON ESISTE come si comporta g(x) = sin(2πx) quando x → +∞ ? Per x → +∞ g(x) non tende ad alcun valore ma continua ad oscillare  il limite NON ESISTE

  24. LIMITE IN UN PUNTO ISOLATO ? f(x) = sin(x) x0= π/2 è punto isolatoper A Ha senso chiedersi cosa succede alla funzione quando x → π/2 ? NO perché f non è definita in un intorno di x0 = π/2 CONCLUSIONE: ha senso studiare il comportamento di f (x) per x → x0 solo se x0è un punto di accumulazione per il dom(f)

  25. LIMITE DI FUNZIONI ELEMNTARI Ricordando i grafici delle funzioni elementari si ha: x →  x → 

  26. LIMITE DI FUNZIONI ELEMENTARI Ricordando i grafici delle funzioni trascendenti si ha:

  27. TEOREMA DELLA PERMANENZA DEL SEGNO Esiste un intorno di x0 in cui f ha lo stesso segno del limite Analogo risultato per L<0: f(x)<0 in un intorno I(x0) Se L=0 nulla si può dire sul segno della funzione in un intorno di x0 L=0 x0 x0 x0

  28. TEOREMA DEL CONFRONTO Siano f, g, h funzioni definite in I(x0) \ x0 e tali che  f(x)  g(x)  h(x)  x I(x0) \ x0  L R e | L | <  h g L f x0 Il teorema  consente di stabilire l’esistenza del limite di g  suggerisce che il suo calcolo si può fare ricorrendo a due funzioni opportunamente scelte e per le quali il calcolo del limite sia agevole

  29. TEOREMA DEL CONFRONTO ESEMPIO si osserva che poiché |x|0 per x  0 segue che

  30. COROLLARI DEL TEOREMA DEL CONFRONTO f, g : D  R R e tali che  |f(x)|  k  x I(x0)  D x  x0   2 f, g : D  R R e tali che  f(x)  k  x I(x0)  D x  x0   3 f, g : D  R R e tali che  |f(x)|  k  x I(x0)  D x  x0  

  31. ALGEBRA DEI LIMITI Se per x  x0 f(x)  L e g(x)  G con L, G  R si ha per x  x0 1. f(x)  g(x)  L  G 2. f(x)  g(x)  L G 3. f(x)  g(x)  L  G sse G0 e G(x) 0 per x  x0 4.k  f(x)  k  L k  R

  32. ARITMETIZZAZIONE PARZIALE DI  L  R 1. L      5. L     sse L  0 2.        6. L / 0   sse L  0 3.      7. L /   0 4.     

  33. FORME INDETERMINATE Nessuna regola può essere stabilita a priori per determinare il risultato 1.    5. 1  2. 0   6. (  ) 0 3.  /  7. 0 0 4. 0 / 0

  34. FORME INDETERMINATE ESEMPI

  35. FORME INDETERMINATE     ESEMPI

  36. FORME INDETERMINATE ESEMPI

  37. FORME INDETERMINATE ESEMPI

  38. TEOREMA DELL’ESISTENZA DEL LIMITE PER UNA FUNZIONE MONOTONA Analogamente se f è una funziona monotona decrescente: L=0 L=0 sup Im(f ) sup Im(f ) inf Im(f ) inf Im(f ) a b a b

  39. CONTINUITÀ DEFINIZIONE Sia f: I  R  R , x0  I e punto di accumulazione per la funzione f si dice che la funzione f è continua in x0 se: • cioè seil valore che f assume in x0 coincide con il limite per x  x0 • formalmente, secondo la definizione topologica di limite: •   > 0   > 0 : |x  x0|<   |f(x) – f(x0)|<  • ossia, se x è vicino a x0  f(x) è vicina a f(x0) l’operazione di limite può essere portata “all’interno” della funzione e il calcolo eseguito sostituendo, al posto della variabile x, il valore x0 a cui essa tende Graficamente, la continuità in un punto x0 consiste nel fatto che punti vicini a x0 vengono trasformati tramite f in punti vicini a f(x0)

  40. CONTINUITÀ Una funzione f(x) è CONTINUA IN UN INTERVALLO A  D se è continua in tutti i punti dell’intervallo A y h(x) o o  o x1 x3 x2 x O La funzione h(x) è continua nell’insieme (x1, x2)  (x2, x3), ma non è continua né in x2 né in x3

  41. DISCONTINUITÀ Se una funzione non è continua in un punto x0 del suo dominio  la funzione si dice discontinua in x0  PUNTO DI DISCONTINUITÀ DI PRIMA SPECIE o DISCONTINUITÀ A SALTO il limite destro e sinistro esistono, sono finiti entrambi ma diversi Il salto della funzione è dato dalla differenza tra i limiti |L1-L2| Anche se si ridefinisce f(x0) non è possibile rendere f(x) una funzione continua in quel punto y O O x0 x

  42. DISCONTINUITÀ  PUNTO DI DISCONTINUITÀ DI PRIMA SPECIE o DISCONTINUITÀ A SALTO ESEMPIO f(0) non può essere calcolato

  43. DISCONTINUITÀ  PUNTO DI DISCONTINUITÀ DI SECONDA SPECIE quando almeno uno dei limiti è infinito o non esiste y x0 x non definita y y   O x0 x0 x x ALTRI ESEMPI : x0 x0 diverge non  lim

  44. DISCONTINUITÀ  PUNTO DI DISCONTINUITÀ DI TERZA SPECIE o ELIMINABILE quando almeno uno dei limiti è infinito o non esiste O g(x) y  x0 x

  45. TEOREMA DEGLI ZERI Data una funzione reale f, si chiama zeroo radicedi f ogni punto x0 ∈ dom(f) in cui f si annulla: f(x0)= 0 Sia 1. f continua in [a, b] 2. f(a)  f(b)  0   c (a, b) : f(c) = 0  Se inoltre: 3. f è strettamente monotona  lo zero è unico f(a) Se non fossero soddisfatte le ipotesi: f(b)  a cb a b a b  f NON È CONTINUA IN I IL DOMINIO NON È UN INTERVALLO

  46. TEOREMA DEI VALORI INTERMEDI Sia f una funzione continua nell’intervallo chiuso e limitato [a, b] Allora f assume tutti i valori compresi tra f (a) e f (b)

  47. TEOREMA DEI VALORI INTERMEDI COROLLARIO Sia f una funzione  continua  in un intervallo A Allora l’immagine f (A) dell’intervallo A tramite f è ancora un intervallo

  48. TEOREMA DI WEIERSTRASS Ogni funzione  continua e definita in un intervallo  chiuso e  limitato ha sempre almeno un punto di minimo e almeno un punto di massimo o o o o f non è continua in [a, b] [a, b] non è chiuso Se non valesse una delle ipotesi:   [a, b] non è limitato

  49. TEOREMA DI DARBOUX Sia f una funzione continua su un intervallo chiuso e limitato [a, b] Allora f assume tutti i valori compresi tra y2 M M a b a b y1 m m Il teorema è una conseguenza del teorema di Weierstrass e del teorema dei valori intermedi

  50. TEOREMA DI DARBOUX M a b • FORMALMENTE • Sia f : [a, b]  R, continua in [a, b] • detti m=minfe M = maxfpunto di min e maxper f: Im[a, b] = [m, M] •    [m, M]  x0  [a, b] : f(x0) = m

More Related