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Raimondo Sgrò I.I.S. Marconi Galletti Via Oliva 15, 28845 Domodossola VB

LA ROBOTICA NEGLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI: TRA MOTIVAZIONE GIOVANILE, INNOVAZIONE E REALTA’ TERRITORIALE. Raimondo Sgrò I.I.S. Marconi Galletti Via Oliva 15, 28845 Domodossola VB raimondo.sgro@istruzione.it. Convegno Roboscuola 15 Aprile 2010 - Vicenza. IL PUNTO DI PARTENZA.

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Raimondo Sgrò I.I.S. Marconi Galletti Via Oliva 15, 28845 Domodossola VB

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  1. LA ROBOTICA NEGLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI: TRA MOTIVAZIONE GIOVANILE, INNOVAZIONE E REALTA’ TERRITORIALE. Raimondo Sgrò I.I.S. Marconi Galletti Via Oliva 15, 28845 Domodossola VB raimondo.sgro@istruzione.it Convegno Roboscuola 15 Aprile 2010 - Vicenza

  2. IL PUNTO DI PARTENZA • Obiettivi fissati dall’UE: rilancio ed innovazione, incentivazione delle materie tecnico-scientifiche. • Problema giovanile del calo motivazionale.

  3. UN PUNTO DI INCONTRO • L’uso didattico della robotica da una parte, risponde ad una diminuzione sempre crescente delle motivazioni nelle nuove generazioni, dall’altra va incontro ad un bisogno di innovazione e rilancio tecnologico del nostro paese.

  4. LA REALTÀ TERRITORIALE • Le attività formative dovrebbero fondarsi anche sul miglioramento del legame scuola – territorio. • L’automazione industriale può fornire un riferimento. • In generale la caratteristica principale di un progetto di robotica è il problem solving.

  5. L’ELETTRONICA COME VEICOLO DI INNOVAZIONE • Siamo di fronte ad un forte mutamento nella struttura del settore con delocalizzazione della produzione e predominio delle produzioni di massa. • E’ necessario quindi tenere vivo questo settore ed un modo è senz’altro quello di mantenerne una presenza scolastica importante.

  6. Gli assetti produttivi mondiali sono cambiati molto in questi ultimi 20 anni.

  7. GLI STUDENTI E LE MOTIVAZIONI • E’ evidente un diffuso calo motivazionale nelle nuove generazioni. • Le aspirazioni sono spostate verso un mondo mediatico. • Il problema non è come si può pensare limitato al settore educativo: “lo studente demotivato diventerà lavoratore demotivato”.

  8. Bisogna considerare la motivazione come elemento didattico, come parte del percorso formativo ed educativo, non come elemento a sé, stabile nel tempo, ma come fattore da stimolare e monitorare. • L’uso didattico della robotica è un ottimo strumento motivazionale.

  9. La motivazione è il primo passo verso il circolo virtuoso: Motivazione Risultato positivo Impegno

  10. Progetto Di Un Robot Un Istituto Tecnico • Il progetto di un robot non equivale solo allo sviluppo del software. • Inserire la robotica in un Istituto tecnico, ad indirizzo elettronico o affine, offre la possibilità di operare in un contesto di profondità tecnico scientifica, consentendo l’applicazione di molti concetti studiati da un punto di vista teorico.

  11. Sensori Controllo Attuatori Ambiente Elementi che caratterizzano un robot: • sensori • attuatori • programma il robot è un sistema retroazionato, ovvero, forma un anello chiuso con l’ambiente.

  12. Unità di apprendimento correlate ad un progetto di robotica: • UA1: trasduttori • UA2. azionamenti • UA3: amplificatori operazionali • UA4: microprocessori o microcontrollori • UA6: linguaggi di programmazione ad alto livello • UA7: conversione A/D – D/A • UA8: strumenti CAD per i circuiti stampati

  13. Materie di riferimento(vecchio ordinamento)

  14. Discipline di riferimento nel nuovo ordinamento: • Sistemi automatici • Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici • Elettrotecnica ed elettronica

  15. Altra caratteristica forte della robotica: il raccordo interdisciplinare. • In pratica si può essere di fronte alla seguente situazione: un gruppo di studenti che lavora coordinato da un gruppo di insegnanti. • Ecco che emerge anche la metodologia del lavoro d’equipe.

  16. La scelta del microcontrollore ed il linguaggio di programmazione • il microcontrollore rappresenta una scelta tecnologicamente adeguata e didatticamente efficiente, in quanto permette l’esplorazione di tutte quelle problematiche legate ai sistemi a microprocessore avendo già risolto a monte, tutti i problemi di interfacciamento con memoria e buona parte delle periferiche.

  17. la scelta del linguaggio di programmazione avviene in dipendenza dalle finalità didattiche che si vogliono raggiungere. In particolare si hanno di fronte tre possibilità: un linguaggio grafico, un linguaggio testuale ad alto livello, il linguaggio assembly del microcontrollore impiegato.La terza soluzione è quella che prevede il maggiore approfondimento della struttura del microcontrollore

  18. Esempio di progetto didattico: automa inseguitore di luce • L’idea di base è quella di usare un sistema differenziale, ovvero, dati due sensori di luminosità S1 ed S2 alloggiati sui lati del robot, si esegue attraverso il programma di controllo, la differenza dei segnali provenienti da tali sensori: VD = V2 – V1.

  19. Schema a blocchi

  20. Diagramma di flusso

  21. CONCLUSIONI • L’uso didattico della robotica si colloca così in uno snodo cruciale tra innovazione, realtà territoriale e motivazioni giovanili. • E’ in grado di rispondere a due bisogni apparentemente distinti: - rilancio ed innovazione tecnologica - motivazione delle nuove generazioni

  22. Inserire la robotica in un contesto di competizione, come la Robocup Junior, crea senz’altro dinamismo ed aggiunge elementi di motivazione. Una competizione infatti prevede scadenze inderogabili e specifiche tecniche inflessibili, oltre a prevedere ovviamente il confronto con altri.

  23. Ringraziamenti • Dirigente Scolastico Prof. Carmelo Arcoraci • Tutti i colleghi, in particolare Flavio Poletti e Claudio Borniquez

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