1 / 41

Il paradosso della pena di morte in Italia …

Il paradosso della pena di morte in Italia …. … storia, geografia, letteratura, religione, realtà…. DI. PENA. MORTE. COS’È.

Download Presentation

Il paradosso della pena di morte in Italia …

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Il paradosso della pena di morte in Italia … … storia, geografia, letteratura, religione, realtà…

  2. DI PENA MORTE

  3. COS’È La pena di morte, chiamata anche pena capitale, è l'uccisione di un individuo a seguito di una sentenza di condanna ordinata da un tribunale. Ci sono paesi dove è prevista la pena di morte per reati considerati gravi, come omicidio ed alto tradimento; altri, invece, dove si ritiene possibile la pena capitale non solo per gli omicidi, ma anche per altri crimini violenti, come la rapina e/o lo stupro, fino a reati di opinione quali l‘apostasia. APOSTASIA: Abbandono della propria religione

  4. STORIA DELLA PENA DI MORTE LA NASCITA La pena di morte, inizialmente un prolungamento della guerra, era presente in tutti gli ordinamenti antichi. Il diritto romano, ad esempio, prevedeva la pena di morte, ma per i cittadini romani concedeva una speciale garanzia: una condanna a morte emanata in base all'imperium del magistrato, non poteva essere eseguita senza concedere al condannato la facoltà di fare appello ai comizi centuriati tramite l'istituto della provocatio ad populum.

  5. Cicerone che, da console, in occasione della Congiura di Catilina aveva fatto eseguire condanne a morte senza concedere la “provocatio ad populum”, fu condannato all'esilio a seguito della Lex Clodia.

  6. PROVOCATIO AD POPULUM • La provocatio ad populum è un istituto del diritto pubblico romano, introdotto dalla Lex Valeria de provocatione del 509 a.C. (rogata dal console Publio Valerio Publicola) ed applicato in particolare nel periodo repubblicano. • La norma prevedeva la possibilità che ad un condannato a morte potesse essere trasformata la pena capitale in altra pena se così stabilito da un giudizio popolare. LEX CLODIA • La Lex Clodia de capite civis Romani (in lingua latina Legge Clodia sulla condanna a morte di un cittadino romano) fu una legge fatta approvare da Publio Clodio Pulcro, avversario politico di Marco Tullio Cicerone, che stabiliva la pena dell'esilio per chi avesse deliberato una condanna a morte senza concedere la provocatio ad populum.

  7. IL PRIMO STATO AD ABOLIRLA Il primo stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte per tutti i reati fu il Granducato di Toscana il 30 novembre 1786 con l'emanazione del nuovo codice penale toscano (Riforma criminale toscana o Leopoldina) firmato dal granduca Pietro Leopoldo (divenuto poi Leopoldo II del Sacro Romano Impero), influenzato dalle idee di pensatori come Cesare Beccaria; tale giornata è festa regionale in Toscana. Tuttavia Leopoldo nel 1790 reinserì la pena di morte per i cosiddetti crimini eccezionali.

  8. GLI ABOLIZIONISTI DE FACTO .. …E LE PRIMA LIMITAZIONI Una forte limitazione avvenne in Russia già nel 1753, (vale a dire 33 anni prima dell’abolizione avvenuta nel Granducato di Toscana), per opera della zarinaElisabetta I. Se si considera l'abolizione "di fatto" lo stato abolizionista più antico è invece la Repubblica di San Marino, tuttora esistente: l'ultima esecuzione ufficiale risale al 1468, mentre l'abolizione definitiva fu sancita per legge nel 1865.

  9. Il Regno Unito l'abolì negli anni Sessanta … ...mentre la Francia nel 1981.

  10. LA PENA DI MORTE IN ITALIA E … La pena di morte in Italia, tranne che per il regicidio, l'alto tradimento e delitti commessi in tempo di guerra, fu abolita la prima volta durante il Regno d'Italia, nel 1889, nel codice penale opera del ministro liberale Giuseppe Zanardelli. Fu reintrodotta dal regime fascista con il codice Rocco nel 1930, poi abolita nel 1944 e ripristinata l'anno seguente; con l'avvento della Repubblica (1946) è stata espressamente vietata dalla costituzione del 1948, tranne i casi previsti da leggi di guerra.

  11. ..L’ABOLIZIONE DEFINITIVA Solo nel 1994 e precisamente il 25 ottobre è stata abolita completamente anche nel Codice Penale Militare di Guerra e sostituita dalla pena massima prevista dall'ordinamento, ovvero, l'ergastolo. L'ultima esecuzione è avvenuta a Torino nel 1947; in essa vennero fucilati tre uomini colpevoli della strage di Villarbasse. Nel 2007 è stata completamente espunta dalla Costituzione anche con riferimento alle leggi militari di guerra. LA NUOVA STAMPA (21 Novembre 1945)

  12. L’ULTIMA CONDANNA

  13. Basta!

  14. « Nessuno Tocchi Caino vuol dire giustizia senza vendetta » (Motto dell'associazione) Il 15 novembre 2007 la Terza commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con 99 voti favorevoli, 52 contrari e 33 astenuti una risoluzione, fortemente sostenuta dall'Italia, che chiede la moratoria universale della pena di morte. L'Assemblea Generale ha votato la risoluzione il 18 dicembre 2007 con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti. La moratoria è stata approvata con 5 voti in più rispetto alla votazione della Terza commissione il 17 novembre 2007. Quindi dopo una campagna ventennale portata avanti dall'associazione Nessuno Tocchi Caino e dal Partito Radicale Transnazionale, da Amnesty International e dalla Comunità di Sant'Egidio, l'Onu approva una storica risoluzione su iniziativa italiana per la moratoria universale della pena di morte, ossia per una sospensione internazionale delle pene capitali.

  15. Il 18 Dicembre 2007 viene votata la moratoria universale della pena di morte approvata con 104 voti a favore, 54 contrari e 29 astenuti. Paesi favorevoli Paesi contrari Paesi astenuti

  16. LA PENA DI MORTE NEL MONDO Abolita per tutti i crimini   Abolita eccetto per crimini commessi in circostanze eccezionali (es: in tempo di guerra)   Abolita in pratica   Pena legale

  17. Amnesty international riporta che: • STATI CHE NON APPLICANO LA PENA DI MORTE (di diritto o fatto) • 139 Stati non la applicano, di diritto o di fatto. • Tra questi: • 95 l’hanno abolita per tutti i tipi di reati • 9 l'hanno abolita per reati comuni (mantenendone la previsione solo per reati particolari, come quelli commessi in tempo di guerra • 35, pur mantenendo la norma giuridica, non la applicano da oltre 10 anni (abolizionisti de facto). • STATI CHE APPLICANO LA PENA DI MORTE • 58 Stati continuano ad applicare la pena di morte nei loro ordinamenti

  18. U.S.A. • Stati in cui è stata abolita la pena di morte • Stati in cui la pena di morte non è più applicata dal 1976. (N.Y., pena di morte dichiarata incostituzionale). • Stato in cui non è più in uso la sedia elettrica.

  19. Pena morte/ Usa, prima esecuzione del 2011 in Oklahoma. Billy Don Alversson ucciso da anestetico per eutanasia animali Esteri – Washington, 7 gen. (TMNews) – Un afroamericano di 39 anni è stato giustiziato ieri in Oklahoma, nel sud degli Stati Uniti, con il pentobarbital, un anestetico solitamente utilizzato per l’eutanasia degli animali. Lo ha annunciato il penitenziario di Stato: si tratta della prima esecuzione del 2011 negli Stati Uniti. Billy Don Alverson era stato condannato a morte per l’omicidio del trentenne Richard Yost nel 1995, con una mazza da baseball. La vittima fu aggredita da quattro giovani afroamericani: solo tre di loro furono condannati a morte, poiché all’epoca dei fatti il quarto giovane era ancora minorenne. Alverson è il secondo del gruppo ad essere giustiziato, dopo Darwin Brown nel gennaio 2009. L’Oklahoma aveva già utilizzato il 16 dicembre il pentobarbital per giustiziare un altro condannato, John Duty. Jerry Massie, portavoce dei servizi penitenziari dell’Oklahoma ha dichiarato che il decesso del condannato è stato constatato alle 06.10 locali (l’1.10 in Italia), cioè sei minuti dopo l’inizio dell’iniezione fatale. Gli Stati Uniti hanno giustiziato 45 uomini e una donna nel 2010, il 12% in meno rispetto all’anno precedente. (fonte Afp)

  20. La Cina in testa alla black list.Cala il numero dei condannati a morte: dai 5.851 nel 2007, ai 5.727 l'anno successivo. Ma resta una piaga in Cina: 5.000 esecuzioni capitali in un anno, un numero impressionante che da solo copre il 90% del totale mondiale di esecuzioni, eppure è inferiore a quello registrato dodici mesi fa quando alla pena di morte furono condannate 782 persone in più. Capita perché, dal primo gennaio 2007, è entrata ogni condanna a morte deve essere rivista dalla Corte suprema, la quale ha già annullato il 15% delle condanne.

  21. E la chiesa? ... e la Chiesa?

  22. Il catechismo della chiesa cattolica …

  23. Il CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA (1997) parla della pena di morte all'interno della trattazione sul quinto comandamento, "Non uccidere", e più specificamente nel sottotitolo che tratta della legittima difesa. In questo contesto dice (n. 2266-2267): « 2266: Corrisponde ad un'esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell'uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto. La pena ha innanzi tutto lo scopo di riparare il disordine introdotto dalla colpa. Quando è volontariamente accettata dal colpevole, essa assume valore di espiazione. La pena poi, oltre che a difendere l'ordine pubblico e a tutelare la sicurezza delle persone, mira ad uno scopo medicinale: nella misura del possibile, essa deve contribuire alla correzione del colpevole.» « 2267: L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani. Se invece i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall'aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l'autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana. Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l'ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo “sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti” [Evangelium vitae, n. 56]. »

  24. Anche nella Bibbia di parla di pena di morte in riferimento a: Nell'Antico Testamento è scritto: « Colui che colpisce un uomo causandone la morte, sarà messo a morte. »   (Esodo 21,12) Passi in cui Dio condanna la vendetta umana, minacciando punizioni peggiori «sette volte» e «settanta volte sette» per chi avesse ucciso Caino e Lamech. Diversi passi, in prevalenza dell'Antico Testamento, affermano la legittimità della pena di morte quando è violata la legge di Mosè. A questi si aggiungono gli episodi di guerra e della storia del popolo eletto, dove i nemici periscono per volontà divina. -Riguardo alla violazione della legge ebraica, nella Lettera agli Ebrei 10,28: «Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni». -In Levitico 24,16 viene messo a morte «Chi bestemmia il nome del Signore», in Levitico 20,10 chi commette adulterio, in 27,29 «Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte», e in Levitico 24,17 «Chi percuote a morte un uomo». - In Esodo 21,17 viene messo a morte chi maledice il padre o la madre.

  25. Nel Nuovo TestamentoGesù richiama più volte al perdono e condanna l'episodio della lapidazione della donna adultera: « Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei. »   (Giovanni 8,7)

  26. MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLA PENA DI MORTE Damnatio ad bestias: pena di morte riservata nell'antica Roma ai criminali, condannati a essere divorati vivi dalle belve nelle arene. Crocifissione: usata, ad esempio, in alcuni casi dagli antichi romani. Dalì (Crocifisso) Trafittura con frecce: usata in alcuni casi dagli antichi e da alcuni popoli primitivi. Pittore caravaggesco francese (cerchia di Nicolas Régnier), San Sebastiano trafitto dalle frecce

  27. Schiacciamento veniva eseguito in diversi modi; ai tempi di Marco Polo, il popolo mongolo usava eseguire la condanna a morte delle persone rispettabili coprendole con un telo e schiacciandole con i cavalli. Impiccagione comune nel Medioevo ma ancora oggi utilizzata. Ghigliottina usata in Francia a partire dalla rivoluzione francese e adottata poi in altri Paesi europei.

  28. Garrota usata in Spagna dal medioevo fino alla fine della dittatura di Francisco Franco. Fucilazione (in Italia era la forma più comune). Camera a gas utilizzo di acido cianidrico (HCN) tristemente noto come Zyklon B nei campi di sterminio nazisti, introdotto poi nel secondo dopoguerra nel diritto penale dello stato della California poi abolito.

  29. Rogo consisteva nel legare il condannato ad un palo sopra una catasta di legna per poi appiccare il fuoco. Applicato in Europa dal Medioevo e nelle Americhe fino al Secolo XVII. Famose le condanne ai danni di eretici e presunte streghe.

  30. Supplizio della ruota diffuso nel medioevo, consiste nel legare per i polsi e le caviglie il condannato ad una ruota, e con una mazza gli venivano rotte le ossa fino alla morte. MA NON È TUTTO …

  31. …. INFATTI Colpo di pistola alla nuca: usato a tutt'oggi in Cina. Iniezione letale: usata a tutt'oggi negli Stati Uniti. Lapidazione: usata ampiamente nell'antichità, è ancora presente in alcuni stati islamici prevalentemente ai danni di donne adultere. Sedia elettrica: inventata a fine Ottocento da Thomas Alva Edison, noto inventore del fonografo e della lampada ad incandescenza, applicata in molti stati americani fino agli anni settanta, sostituita poi con iniezione letale. Squartamento: citato nel poema medievale della Chanson de Roland, utilizzato nei paesi arabi nell'età moderna. Vi sono testimonianze filmate di squartamenti di prigionieri durante la guerra Iran-Iraq negli anni Ottanta, utilizzando automezzi invece che cavalli. Impalamento: molto usato nel Medioriente medievale. Si narra che il famoso voivoda romeno del secolo XV Vlad Tepes, ispiratore del mito di Dracula, ne avesse appreso il metodo dai Turchi invasori. Decapitazione: molto diffusa nel mondo antico e medievale, sostituita alla fine del secolo XVIII dalla ghigliottina in Francia. Usata tutt'oggi in Arabia Saudita con l'utilizzo di una spada. Schiacciamento da elefante: diffusa nel sud e sudest asiatico, particolarmente in India, durante quasi 4.000 anni. Caduta dall'alto: il condannato veniva fatto precipitare da una grande altezza, per esempio da una rupe. Bastonatura e fustigazione a morte: erano usate a volte presso alcuni popoli antichi. Annegamento: era usato a volte nell'antico Egitto: il condannato veniva chiuso dentro un sacco e gettato nel Nilo.

  32. Tuttavia l’immaginazione è andata oltre … Franz Kafka descrive nel racconto Nella colonia penale (1919) i tentativi che un ufficiale fa per convincere un esploratore a difendere l'esemplare procedura di esecuzione in uso nella colonia. Il vecchio comandante aveva inventato e realizzato una macchina che prima di finire il reo gli scriveva nella schiena con il suo proprio sangue la sentenza di condanna. Accortosi che tale procedura suscitava orrore sia all'esploratore sia al nuovo comandante della colonia, decide egli stesso di sottoporvisi. La macchina si guasterà e con l'ufficiale, ultimo suo sostenitore, moriranno l'antica procedura e il suo strumento.

  33. Vergine di ferro nota anche come Vergine di Norimberga, è una macchina di tortura e morte immaginaria, inventata da scrittori del XIX secolo ed attribuita al periodo rinascimentale. Il condannato viene fatto entrare in un sarcofago con dei chiodi verso l'interno e quindi chiuso. Il condannato muore per dissanguamento dopo un'estrema sofferenza.

  34. PARERI PRO Motivazioni favorevoli Chi sostiene la pena di morte indica i seguenti elementi: 1. La pena di morte sarebbe un efficace deterrente e un definitivo impedimento al reiterarsi di omicidi (serial killer). 2. La necessità di punizioni esemplari per i delitti più efferati. 3. Il non-funzionamento del sistema carcerario. 4. Le spese eccessive per il mantenimento dei detenuti. 5. Carceri troppo affollate.

  35. PARERI CONTRO Motivazioni Sfavorevoli Chi non sostiene la pena di morte indica i seguenti elementi: 1. Come sostiene Cesare Beccaria «La pena di morte, rendendo meno sacro e intoccabile il valore della vita, incoraggerebbe, più che inibire, gli istinti omicidi». 2. L'inumanità della procedura. 3. La possibilità dell'errore (cioè l'impossibilità di ridare la vita nel caso in cui un uomo, condannato alla morte, fosse ritenuto innocente in seguito ad un successivo processo). 4.Il non-funzionamento della pena di morte come deterrente per i delitti più efferati. Piuttosto, si pensa che la sua introduzione potrebbe avere un effetto contrario.

  36. 5.La possibilità che bisogna dare al reo di redimersi e di rendersi in qualche modo utile alla comunità cui ha arrecato danno. 6. L'esecuzione di una sentenza di morte può avvenire dopo anche decenni dal giudizio. Nel frattempo vengono celebrate numerosissime sedute di appello e di riesame con un coinvolgimento di uomini e mezzi che comportano anch'essi costi eccessivi. 7. Al momento dell'esecuzione pochissimi possono ricordarsi del condannato e del crimine commesso, ad eccezione delle persone legate alla vittima. La condanna diviene un deterrente inefficace e si riduce da pena d'esempio alla collettività ad una pura vendetta in favore dei congiunti delle vittime. 8. La mancanza di diritto da parte dello Stato di decidere per la vita umana, che non gli appartiene. Il controverso filosofo francese Marchese De Sade considerava ipocrita tale diritto quando lo Stato stesso condanna a morte l'omicidio da parte dei cittadini. 9. Lo Stato, avendo tolto la vita al colpevole, commette di per sé un omicidio.

  37. L'uomo non posside la vita, la riceve. E nel momento in cui cessa di trasmettere vita, in quel preciso momento la vita in lui si dissecca. La vita si alimenta di vita donata. (Ermes Maria Ronchi) «L'uso peggiore che si possa fare di un uomo è quello di impiccarlo». No, non ho alcun rispetto per la pena di morte. Si tratta di un'azione sporca, che non degrada solo i cani da forca pagati per compierla ma anche la comunità sociale che la tollera, la sostiene col voto e paga tasse specifiche per farla mettere in atto. La pena di morte è un atto stupido, idiota, orribilmente privo di scientificità: «... ad essere impiccato per la gola finché morte non sopravvenga» recita il famoso frasario della società... (Jack London)

  38. Ci sarà pace quando la vita dell'uomo sarà rispettata, accolta, amata sempre, dal concepimento alla morte, sempre con il medesimo amore, e in ogni parte del mondo. (Ernesto Olivero) http://www.youtube.com/watch?v=VoVFNBCzgb4

  39. FINE

  40. Lavoro realizzato da Moira Di Paolo classe 5A Liceo scientifico a.s. 2011-2012 Prof.ssa Assunta Gasparri

More Related