AGGRESSIVITA’ E BULLISMO
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AGGRESSIVITA’ E BULLISMO. Dott.ssa ANNA LISA PALERMITI Università della Calabria. Bullismo Possibili interventi Cyberbullying. Di cosa parleremo…. E’ BULLISMO??? F. ruba tutti i giorni la merenda di T. L. è convinta di essere molto bella e guarda tutti dall’alto in basso

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AGGRESSIVITA’ E BULLISMO

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Presentation Transcript


Bullismo possibili interventi cyberbullying

AGGRESSIVITA’ E BULLISMO

Dott.ssa ANNA LISA PALERMITI

Università della Calabria


Bullismo possibili interventi cyberbullying

Bullismo

Possibili interventi

Cyberbullying

Di cosa parleremo…


Bullismo possibili interventi cyberbullying

E’ BULLISMO???

F. ruba tutti i giorni la merenda di T.

L. è convinta di essere molto bella e guarda tutti dall’alto in basso

Quando O. litiga con qualcuno non è capace di spiegarsi a parole e passa subito alle mani

A. viene dalla Tunisia. C’è un compagno che lo prende sempre in giro

M. vuole sempre avere ragione. Quando qualcuno non è d’accordo con lui, M. lo minaccia e gli dice di tacere

S. tutti i giorni viene picchiato da T. e P. in bagno

Durante la ricreazione L. e C. fanno la lotta

P. ha un handicap lieve e C. la prende in giro perché parla molto lentamente

All’intervallo R. non ha mai voglia di andare alle macchinette, allora chiede al suo compagno di banco di portargli la merenda

In palestra E. vorrebbe giocare insieme agli altri, ma nessuno lo vuole mai nella squadra


L aggressivit

L’aggressività

La maggior parte degli studiosi definiscono l’aggressività come l’insieme di azioni dirette a colpire uno o più individui tale da provocare loro sofferenze di natura fisica e/o morale.


Aggressivit come comportamento guidato da istinti e pulsioni

Aggressività come comportamento guidato da istinti e pulsioni.

  • Connaturato alla natura umana e quindi inevitabile (psicanalisi: Freud; etologia: Lorenz)


Bullismo possibili interventi cyberbullying

Aggressività come apprendimentosociale.

  • Comportamento aggressivo acquisito attraverso l’esperienza individuale come qualsiasi altro comportamento

    (Bandura, 1973)


Bullismo possibili interventi cyberbullying

IL BULLISMO


Il bullismo una definizione

Il bullismo: una definizione

  • "Uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni" (Olweus 1996).


Caratteristiche

Caratteristiche

La prepotenza, quindi, è un particolare tipo di aggressività caratterizzato da:

Intenzionalità

Sistematicità

Disequilibrio


Tipi di prepotenza

Tipi di prepotenza

Aggressione fisica: “Mi hanno colpito fisicamente”,

“Hanno rubato le mie cose”

Aggressione verbale: “Mi hanno offeso con brutti

nomi sulla mia razza o per altre ragioni”, “Sono

stato minacciato”

Aggressione indiretta: “Nessuno mi rivolge

la parola”, “Sono stato escluso dai giochi”


Gli studi

Gli studi

Vari sono gli studi condotti sul fenomeno delle prepotenze

Svezia/Norvegia–studi di Olweus

Inghilterra – Smith

Europa– molti paesi sono stati coinvolti in studi;

TMR research network, 1997-2001

Jappone 1980

Canada, Australia, Nuova Zelanda, USA 1990


Fenomeno multifattoriale

Fenomeno multifattoriale

Individuali: temperamento, deficit di attenzione e iperattività.

Famiglia: qualità del clima familiare: carenza di affetto e comprensione, conflittualità relazionale, iper-protettivo.

Il gruppo dei pari: il bullismo costituisce anche un fenomeno di gruppo.

Stile docente: eccessi di permissivismo ed eccessi di autoritarismo.


Fattori individuali

Fattori individuali

• La componente cognitiva

• La componente motivazionale

• La componente emotiva

• La componente morale


Fattori familiari

Fattori familiari

Relazione tra bullismo e

stili educativi genitoriali

legami di attaccamento

sistema di valori nella famiglia


La componente emotiva il problema dell empatia

La componente emotiva: Il problemadell’empatia

Alcuni studi (Björkqvist et al., 2000; Endresen e Olweus, 2001; Gini, Albiero, Benelli, Altoé, 2007) indicano che:

esiste una relazione negativa tra empatia e bullismo agito

i bulli farebbero più fatica a cogliere la sofferenza della vittima e a considerare le conseguenze negative del proprio comportamento


L empatia pu inibire o ridurre il comportamento aggressivo dell individuo mediante due meccanismi

L’empatia può inibire o ridurre il comportamentoaggressivo dell’individuo mediante due meccanismi

Una persona è capace

di assumere il punto di

vista degli altri più riesce a

comprendere e tollerare la

loro posizione anche

quando differisce dalla

propria (componente

cognitiva dell’empatia)

Una persona che

percepisce la sofferenza

della vittima è portata ad

inibire l’aggressione per

evitare tale sofferenza o lo

stress personale da essa

causato (componente

affettiva dell’empatia)


Disimpegno morale

Disimpegno morale

Processo che mira a dissociare l’azione dalla propria valutazione morale rendendo così possibili e giustificati comportamenti che normalmente una persona non considera accettabili.

Secondo questo processo, individuo, comportamento ed ambiente sono reciprocamente dipendenti. Maggiore è il disimpegno morale, minore è il senso di colpa e il bisogno di riparare al male causato dalla condotta lesiva.

.


Meccanismi di disimpegno morale

Ridefinizione della

condotta riprovevole

Ridefinizione della

responsabilità personale

Ridefinizione delle

Conseguenze dell’azione

riprovevole

Meccanismi di disimpegnomorale

Ridefinizione del ruolo

di vittima


Il disimpegno morale

Il disimpegno morale

giustificazione morale: una condotta

inaccettabile assume un significato diverso se

presentata al servizio di principi e valori morali

superiori (es. la difesa del gruppo di amici)

etichettamento eufemistico: il linguaggio può

deformare il significato concettuale e morale di

una condotta (“Pacche o spinte sono solo giochi

un po’ agitati”)

confronto vantaggioso: un’azione deplorevole

viene confrontata con altre più crudeli che ne

attenuano il giudizio di immoralità


Bullismo possibili interventi cyberbullying

Dislocamento di responsabilità:

la propria responsabilità viene rimandata ad altri riducendo il peso del proprio coinvolgimento (ad esempio dare la colpa alla famiglia o alla società)

Diffusione di responsabilità: la responsabilità del singolo viene dissolta nella responsabilità del gruppo

Distorsione delle conseguenze: se la sofferenza della vittima viene minimizzata, distorta o negata è più facile non avere sensi di colpa (“non è grave dire piccole bugie dal momento che non fanno male a nessuno”)


Bullismo possibili interventi cyberbullying

deumanizzazione: la vittima viene rappresentata come “meno umana”, priva di

sentimenti, di sensibilità, di dignità (“è bene

maltrattare chi si comporta come un essere

schifoso”)

attribuzione di colpa: la vittima è

considerata meritevole delle prepotenze che

subisce a causa del suo comportamento


Le conseguenze del bullismo per le vittime

Le conseguenze del bullismo per le vittime

alti livelli di ansia, difficoltà a concentrarsi

bassa autostima e autoefficacia in diverse aree

aspetto fisico, capacità atletiche, abilità sociali,

alti livelli di depressione, solitudine

paura di andare a scuola, abbandono scolastico

maggiore frequenza di ideazione suicidaria, tentativi

di suicidio, suicidio


Le conseguenze del bullismo per i bulli

Le conseguenze del bullismo per i bulli

presenza di alcuni sintomi somatici (ma < che nelle

vittime)

abbandono scolastico

abuso di sostanze (alcol, droghe),

comportamenti criminali in adolescenza

disturbi psichiatrici

coinvolti in mobbing sul lavoro, partner aggressivi

nelle relazioni sentimentali, genitori aggressivi


Profili di bullo e di vittima

Profili di bullo e di vittima

1- BULLO DOMINANTE

2- BULLO GREGARIO

1- VITTIMA PASSIVA

2- VITTIMA PROVOCATRICE

Bullo - Vittima


Ipotesi il bullismo un fenomeno sociale

Ipotesi: Il bullismo è:un fenomeno sociale

Indifferente

Rinforzo

Difensore

GRUPPO

BULLO

VITTIMA

INSEGNANTE


Con che ottica si interviene

Con che ottica si interviene

La probabilità di successo di un approccio sistemico e

di comunità dipende dal coinvolgimento attivo di tutte

le componenti coinvolte: alunni, personale docente e

non docente, famiglie, istituzioni, agenzie esterne

inoltre dipende da quanto potere e responsabilità

(empowerment) ciascuna di queste componenti sente

di avere nella sua partecipazione nello sviluppo e

nell’implementazione del progetto

Uno scarso senso di coinvolgimento nel progetto

produce facilmente resistenze


L intervento e

L’INTERVENTO E’

  • PREVENTIVO E FORMATIVO

  • -SI RIVOLGE AD ALUNNI, INSEGNANTI GENITORI

  • -DURATA TRIENNALE


Interventi

INTERVENTI

POLITICA SCOLASTICA

CURRICULARE

LIVELLO INDIVIDUALE


Formazione insegnanti

FORMAZIONE INSEGNANTI

CARATTERISTICHE DEL FENOMENO

COMUNICAZIONE

EFFICACE

ASCOLTO ATTIVO

STRUMENTI DI

VALUTAZIONE

GESTIONE

DEL CONFLITTO


Percorso

PERCORSO

Formazione insegnanti

Analisi del contesto e delle dinamiche dei gruppi

Incontri sistematici di supervisione con esperti

Attività con i ragazzi

Valutazione del percorso


Livelli di intervento

LIVELLI DI INTERVENTO

POLITICA SCOLASTICA

GRUPPO – CLASSE

INDIVIDUALE


Politica antibullismo

POLITICA ANTIBULLISMO

PER “POLITICA” ANTIBULLISMO SI INTENDE UNA LINEA

DI PROPOSITI CHE GUIDI L’AZIONE O L’ORGANIZZAZIONE

ALL’INTERNO DI UNA SCUOLA, E L’APPLICAZIONE DI UNA SERIE DI OBIETTIVI

CONCORDATI DA ALUNNI, PESONALE E GENITORI


Schema politica antibullismo

SCHEMA POLITICA ANTIBULLISMO


Interventi in classe

INTERVENTI IN CLASSE

PREVENZIONE SCUOLA BASE

MODELLO ECOLOGICO

(USA LE RISORSE ALL’INTERNO DELLA SCUOLA)

ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA

STIMOLI LETTERARI

DRAMMATIZZAZIONE, ROLE-PLAY

CIRCOLO DI QUALITA’


Circolo di qualita

CIRCOLO DI QUALITA’

ANALISI DEL

PROBLEMA

PREVISIONE

ATTUAZIONE

SVILUPPO

SOLUZIONI

IDENTIFICAZIONE

DI UN PROBLEMA

PRESENTAZIONE

SOLUZIONE


Diagramma 1 perche

DIAGRAMMA 1: PERCHE’


Diagramma 2 come

DIAGRAMMA 2: COME


Peer support supporto alla pari

PEER SUPPORTSUPPORTO ALLA PARI

PROGRAMMI DI SUPPORTO TRA COETANEI

·       OBIETTIVO È FAVORIRE UNA CULTURA DI SOLIDARIETÀ ED AIUTO NELLA COMUNITÀ SOCIALE A PARTIRE DAL GRUPPO DI PARI

·       SI BASA SULL’AIUTO RECIPROCO TRA STESSI COMPAGNI

IL PRINCIPIO È “CURARE ED ESSERE CURATO”

1.  OPERATORE AMICO:

- SOSTEGNO A RAGAZZI IN DIFFICOLTA'

OBIETTIVI

PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE DI CHI ASSUME IL RUOLO DI OPERATORE:   

AIUTARE I DESTINATARI IN DIFFICOLTA'

ESERCITARE UN'INFLUENZA POSITIVA SUL CLIMA DELLA SCUOLA

SELEZIONE - SOLLECITAZIONE DA PARTE DI INSEGNANTI, NOMINA COMPAGNI,

FORMAZIONE-SUPERVISIONE


Consulenza alla pari sportello amico

CONSULENZA ALLA PARI (SPORTELLO AMICO)

-ASCOLTO IN GRUPPO

-ATTIVAZIONE DI LINEA TELEFONICA GESTITA DA RAGAZZI

-CREAZIONE DI UNO SPAZIO DOVE SIA POSSIBILE ACCOGLIERE LA RICHIESTA DI AIUTO DEGLI ALTRI

OBIETTIVI:

-AUMENTARE I SERVIZI DI SUPPORTO NELLA COMUNITÀ SCOLASTICA

-FORNIRE AI RAGAZZI ABILITÀ PER FRONTEGGIARE I PROBLEMI DEI COETANEI E PERSONALI

-CREARE UN CONTESTO SOCIALE POSITIVO


Individuale approccio senza accusa maines e robinson 1992

Individuale: Approccio senza accusa (Maines e Robinson 1992)

7 passi:

1. colloquio con la vittima per individuare i suoi sentimenti

2. incontro bulli e spettatori

3. comunicare sentimenti della vittima

4. favorire l’assunzione di responsabilità da parte del gruppo

5. richiedere suggerimenti su come la vittima possa essere sostenuta

6.rimandare il problema al gruppo

7.incontri individuali


Metodo dell interesse condiviso

METODO DELL’INTERESSE CONDIVISO

Colloquio con il bullo che si deve concludere con un accordo e un successivo appuntamento

Colloquio con la vittima “Come sono andate le cose”

Preparazione incontro congiunto tra bullo/i e vittima

Incontro congiunto


Cyberbullying caratteristiche

Cyberbullying- caratteristiche

Non esiste un posto dove nascondersi

Non si può guardare l’altro in faccia

Anonimato

Rapida diffusione delle informazioni

Attivo 24 ore su 24

Elevata disinibizione


Cyberbullying definizione

Cyberbullying - definizione

Il Cyberbullying è una nuova forma di bullismo che prevede l’utilizzo di e-mail, messaggi di testo (SMS), chat, siti web, telefoni cellulari o altre forme di informazione tecnologica allo scopo di tormentare, minacciare o intimidire qualcuno.

Il Cyberbullying può includere alcune azioni come minacce, insulti sulla razza e ripetuta vittimizzazione di qualcuno tramite supporto elettronico.


Strumenti

Strumenti

SMS

MSN

E

FOTO

MAIL

CHAT

VIDEO


Cyberbullying tipologie

Cyberbullying- tipologie

Flaming (battaglie verbali online)

Online harassment (molestia)

Cyberstalking (persecuzione)

Denigration (diffamazione)

Impersonation (si danneggia la reputazione altrui facendosi passare per altri)

Outing (diffusione di confidenze o informazioni personali)

Trickery (condivisione online di informazioni imbarazzanti)

Cyberbashing o Happy slapping (si votano e commentano online i video e le foto di atti accaduti nella realtà)

Exclusion (eliminare qualcuno dalla lista di amici, “bannare”)


Fattore et

Fattore età

Preadolescenti e adolescenti

Studi non concordi:

1- il fenomeno aumenta con l’aumentare dell’età (Bartolo e Palermiti, 2007; Kowalaski e Limber, 2007; Smith et al., 2008).

2- il fenomeno decresce con il passaggio dalla scuola media alla scuola superiore (Dehue, Bolman e Völlink, 2008).

3- il fenomeno è differente per i bulli la cui percentuale è più elevata tra ragazzi più grandi e le vittime la cui percentuale è più elevata per ragazzi più piccoli (Ortega, Calmaestra, Merchan, 2008).


Fattore genere

Fattore genere

Maschi e femmine

Studi non concordi:

1- non esistono differenze di genere nel cyberbullying (Hinduja, Patchin, 2008; Smith et al., 2008; Williams e Guerra, 2007).

2- le ragazze sono più coinvolte in entrambi i ruoli di bullo e vittima (Kowalaski, Limber, 2008).

3- i ragazzi sono maggiormente coinvolti nel ruolo di bullo e le ragazze nel ruolo di vittima (Dehue, Bolman e Völlink, 2008 ).


L influenza dei media

L’influenza dei Media

I bambini più piccoli tendono a rispondere con azioni aggressive alla visione della violenza.

Non differenziano gli atti violenti e quindi sono incapaci di distinguere tra realtà e finzione.

Sono spesso stimolati all’uso di giochi elettronici estremamente violenti con immagini crude.

Nel soggetto esposto a scene di violenza si accresce lo stato di eccitazione, e si ritiene autorizzato ad usare violenza.


Bullismo possibili interventi cyberbullying

Gli effetti dell’aggressività dei media sul comportamento dei bambini possono incidere:

- su aspetti fisici (danni alla vista, alla postura, rischio di obesità);

- sulla mente (diminuzione della capacità di concentrazione, impoverimento del linguaggio verbale);

- sulla vita sociale (isolamento, diminuzione delle capacità comunicative);

- sull’apprendimento (contenuti di bassa qualità, esposizione a violenza e sessualità).


Bibliografia

Bibliografia

Costabile A. (a cura di), (2008). Insieme contro il bullismo. Percorso educativo da attivare nelle scuole. Falco Editore, Cosenza.

Fonzi A. (a cura di) (1997). Il bullismo in Italia. Giunti, Firenze.

Fonzi A., Smorti A., Ciucci E. (1997), L'atteggiamento verso la prepotenza dalla preadolescenza alla adolescenza. In: S. M. G. Adamo e P. Valerio (ed.): Fattori di rischio psicosociale nell'adolescenza. Napoli: La città del Sole, 125-146.

Fonzi A., Genta M.L., Menesini E., Bacchini D., Bonino S., Costabile A. (1999), Italy in P.K. Smith, Y. Morita, J. Junger-Tas, D. Olweus, R. Catalano, P. Slee, The nature of school bullying. A cross national perspective. Routledge, London.

Genta M.L., Menesini E., Fonzi A., Costabile A. (1996). Le prepotenze tra bambini a scuola. Età evolutiva, vol. 53, pp. 73-80.

Genta M.L. (a cura di) (2002). Il Bullismo. Carocci, Roma.

Genta M.L., Brighi A., Guarini A. (a cura di) (2009). Bullismo elettronico. Fattori di rischio connessi alle nuove tecnologie. Carocci, Roma.

Lo Feudo G., Palermiti A.L., Costabile A. (2003). Riconoscimento e definizione verbale dei comportamenti inerenti al bullying, Età Evolutiva, 74, pp. 60-67.

Menesini E.(2000). Bullismo che fare? Prevenzione e strategie d’intervento nella scuola. Giunti, Firenze.

Sharp S., Smith P.K. (1995). Bulli e prepotenti nella scuola. Erickson, Trento.

Smith P. K., Tippett N., Carvalho M., Russell S., Mahdavi J. (2007). Aspects of Cyberbullying in the UK: Quantitative and Qualitative Data. Paper Symposium. European Developmental Psychology Conference. Jena, Germany.

Ybarra M. L., Mitchell K. J. (2004). Youth engaging in on-line harassment: Associations with caregiver-child relationships, internet use, and personal characteristics. Journal of Adolescence, 27, 319-336.


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