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Gli strumenti di ricerca e gli standard di descrizione

C. Salmini, Strumenti e standard. 2. Strumenti di ricerca. Strumenti di corredo sono stati redatti anche nel passato, come elemento per verificare l'esistenza della documentazione, o per reperirla pi? agevolmente (memoria autodocumentazione) ? strumenti coevi (memoria fonte) ? strumenti di ric

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Gli strumenti di ricerca e gli standard di descrizione

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Presentation Transcript


    1. Gli strumenti di ricerca e gli standard di descrizione

    2. C. Salmini, Strumenti e standard 2 Strumenti di ricerca Strumenti di corredo sono stati redatti anche nel passato, come elemento per verificare l’esistenza della documentazione, o per reperirla piů agevolmente (memoria autodocumentazione) ? strumenti coevi (memoria fonte) ? strumenti di ricerca

    3. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 3 Strumenti per la ricerca La prima esigenza che si pone nel lavoro č quella di definire con precisione qual č l’oggetto della descrizione archivistica: tutti i fondi? solo i fondi relativi a un’epoca o a un’area di competenza? un unico fondo? una serie soltanto? singole unitŕ documentarie? (per esempio, disegni, pergamene, lettere…)

    4. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 4 ICA / CDS, Guidelines Linee guida per l’elaborazione e la presentazione di strumenti di ricerca Schema delle relazioni tra i livelli di descrizione e le tipologie degli strumenti di ricerca

    5. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 5 Strumenti per la ricerca Una volta chiarito qual č l’oggetto del lavoro, va stabilito il tipo di strumento che ci si propone di realizzare: procedendo dal generale al particolare, e immaginando di scendere i gradini di una scala, il ventaglio di possibilitŕ aperte al lavoro dell’archivista č molto ampio. Le variabili dipendono da una molteplicitŕ di fattori, che difficilmente possono essere tutte preventivate in anticipo: Condizioni materiali in cui si trova la documentazione; Disponibilitŕ di risorse (umane, finanziarie, di spazi, di tempo); Condizionamenti esterni (imminenza di trasloco, scadenza di finanziamenti, esigenze di sicurezza, ecc.)

    6. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 6 Censimento Il censimento č uno strumento di lavoro preparatorio ad altri interventi: se approfondito, e corredato da approfondimenti di carattere storico archivistico, si puň trasformare alternativamente in una guida o in un inventario. Si sceglie di fare un censimento quando c’č bisogno di una ricognizione sul campo, prima di avviare interventi piů impegnativi o approfonditi, o al posto di questi, in assenza di risorse. Il censimento č generalmente affidato a un gruppo di persone, non a singoli, e pertanto deve prevedere una struttura organizzativa che imposti e coordini il lavoro per garantire la maggiore coerenza e uniformitŕ nell’acquisizione dei dati e nella redazione delle schede.

    7. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 7 La descrizione archivistica Strumenti primari Guida Inventario Elenco

    8. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 8 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    9. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 9 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    10. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 10 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    11. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 11 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    12. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 12 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    13. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 13 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    14. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 14 Tipologia della documentazione Strumento di ricerca corrispondente

    15. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 15 Indici

    16. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 16 In area italiana, nei decenni centrali del Novecento, il rapporto tra la storia dell'istituzione che ha prodotto la documentazione e l'elenco delle singole unitŕ che la compongono č stato sottolineato con particolare enfasi. Questa attenzione ha sicuramente promosso un approfondimento sul versante della storia delle istituzioni, ma in taluni casi puň aver causato una sorta di 'impoverimento' nel versante della descrizione archivistica. Taluni inventari prodotti sulla scorta di questa impostazione metodologica si presentano dunque articolati in due parti: l'introduzione, vero e proprio saggio di carattere storico – archivistico – istituzionale, e la descrizione delle singole unitŕ, elencate in forma essenziale e sintetica, poiché la spiegazione di anomalie, caratteristiche peculiari

    17. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 17 L'inventario I manuali di Archivistica dedicano un'attenzione particolare alla funzione degli inventari. Elio Lodolini: “Descrive, o dovrebbe descrivere, l'archivio sulla base della storia delle istituzioni che hanno prodotto la documentazione; l'inventario, analitico o sommario, descrive il materiale documentario del fondo secondo l'ordine che ad esso č stato dato dal riordinatore”. Lodolini enfatizza – sulla scia della concezione di Giorgio Cencetti – il rapporto molto stretto tra inventario e storia del soggetto produttore del fondo: “il vero 'inventario' č la storia dell'istituzione che ha prodotto l'archivio”

    18. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 18 L'inventario A partire dalla fine degli anni '60, si mette in discussione questa concezione rigida e astratta dell'inventario. Augusto Antoniella propone di fatto un modello diverso: definisce l'inventario “l'elencazione e la descrizione sistematica delle singole unitŕ che compongono l'archivio”, e aggiunge che esso deve “essere anche integrato dalle necessarie notizie introduttive, atte a facilitarne la consultazione” attenzione particolare va rivolta ai criteri seguiti nell'ordinamento; nelle 'notizie introduttive' vanno inseriti i dati essenziali per comprendere la natura dei documenti descritti.

    19. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 19 Esigenze di uniformitŕ e criteri di normalizzazione: in era pre-informatica, in Italia la circolare 39 del 1966 Uniformitŕ redazionale dei lavori archivistici destinati alla pubblicazione Punto di riferimento costante, nei circa trent’anni che precedono la nascita degli standard descrittivi internazionali, e ancora oggi. Il testo č pubblicato in: P. Carucci, Le fonti archivistiche. Ordinamento e inventariazione, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1983 e successive edizioni, poi: Roma, Carocci, 2006 e segg. ed č disponibile in rete all’indirizzo: http://www.icar.beniculturali.it/norma_new/ricerca.aspx da qui si accede alla banca dati “Normativa unitaria”, si compilano i campi Tipologia numero Anno.

    20. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 20 La circolare del 1966 “Nelle ultime sedute del Comitato per le pubblicazioni del Consiglio Superiore degli Archivi sono stati presentati, per la pubblicazione, lavori troppo difformi tra loro circa i criteri cui si ispirano o redatti in modo eccessivamente dissimile. Alcuni di essi apparivano inoltre manchevoli di dati essenziali per giustificarne la pubblicazione, o erano soltanto il rifacimento di vecchi lavori non destinati originariamente alla stampa. […] Va al riguardo tenuto presente che strumenti di corredo, ottimi per il servizio di sala di studio e per le altre necessitŕ di istituto, non sempre sono del livello scientifico indispensabile per procedere alla pubblicazione. Si mettono al corrente comunque fin d'ora gli archivisti che intendono far pubblicare i loro lavori di alcune regole redazionali prevalse nel giudizio del Comitato per le pubblicazioni e tali che loro osservanza puň costituire un primo avvio a quella omogeneitŕ nella impostazione e nel rigore, che indispensabile perché possa parlarsi di "Collane" e non di riunioni di occasionali lavori. Tali regole, da tenersi presenti quale che sia la sede della pubblicazione, non risolvono naturalmente tutti i particolari problemi in inerenti all'inventariazione di ogni singolo archivio, che l'archivista dovrŕ porsi volta a volta. […]”

    21. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 21 Circolare del 1966 - Uniformitŕ redazionale dei lavori archivistici destinati alla pubblicazione 1. Periodizzazione 2. Ordine di distribuzione della materia II INTRODUZIONE AGLI INVENTARI 1. Inquadramento storico 2. Descrizione dell'archivio 3. Avvertenze particolari 4. Bibliografia III INVENTARI 1. Grado di analiticitŕ 2. Uniformitŕ della scala adottata 3. Descrizioni delle singole voci 4. Osservazioni 5. Segnatura archivistica 6. Consistenza delle unitŕ inventariate 7. Datazione 8. Allegati 9. Collocazione degli elementi nel dattiloscritto 10. Indice dei nomi 11. Specimen IV CASI PARTICOLARI 12. Pergamene 13. Statuti 14. Epistolari I CRITERI DI MASSIMA PER L'ORDINAMENTO

    22. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 22 Esigenze di uniformitŕ e criteri di normalizzazione. La risposta nell’attuale normativa L’ICAR (Istituto Centrale per gli Archivi) č stato istituito formalmente con il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n.368 con compiti di: "definizione degli standard per l'inventariazione e la formazione degli archivi, di ricerca e studio, di applicazione di nuove tecnologie." Tali funzioni sono state riconfermate dal Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attivitŕ Culturali" (Decreto del Presidente della Repubblica n. 173, del 10 giugno 2004). In realtŕ č un’istituzione recente, che non ha ancora espresso pienamente il ruolo affidatole. Indirizzo per accedere ai testi degli standard, compresa traduzione italiana (con versioni non sempre aggiornate): http://www.icar.beniculturali.it/index.php?it/102/standard-e-linee-guida Si suggerisce di scaricare i documenti aggiornati, utilizzare il sito dell’ANAI, a sua volta linkato dal CIA /ICA: http://www.anai.org/attivita/gruppi.htm

    23. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 23 Esigenze di uniformitŕ e criteri di normalizzazione: era pre-informatica, in Italia la Guida generale degli Archivi di Stato italiani (voll. I – IV), 1981-1994; Qualche riferimento bibliografico: …prima C. Pavone, Ma č poi tanto pacifico che l'archivio rispecchi l'istituto?, in «Rassegna degli archivi di Stato», 1970, 1, pp. 145-149. e dopo: P. Carucci, L'esperienza della “Guida generale degli archivi di Stato” nell'evoluzione dei criteri di normalizzazione in Italia, in «Archivi e computer», 1991/1, pp. 26-28. S. Vitali, Innovazione tecnologica e progetto culturale: la Guida generale, il progetto “Anagrafe” e le (possibili) prospettive future, in «Rassegna degli archivi di Stato», 1996, pp. 342-365, che insieme a un’ampia raccolta di contributi č disponibile nel sito stesso della Guida generale on line

    24. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 24 Tradizione e progettualitŕ culturale: l’attivitŕ editoriale archivistica in Italia Il progetto culturale della Guida generale degli Archivi di Stato italiani, illustrato da Claudio Pavone e Piero d’Angiolini nell’Introduzione all’opera, č tuttora un fondamentale punto di riferimento per il metodo, la rete di complesse implicazioni di carattere archivistico, storico e istituzionale. Le scelte redazionali sistematiche e rigorose sono evidenziate alla fine dell’Introduzione, e costituiscono tuttora una irrinunciabile fonte per comprendere e utilizzare nelle sue potenzialitŕ anche la versione digitale on-line dei quattro volumi, in Rete dal 2000. http://www.maas.ccr.it/h3/h3.exe/aguida/findex_guida

    25. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 25 La giornata di studio sulla Guida generale nel 1996, a 30 anni dall’inizio del progetto “Se fosse possibile applicare a un fatto importante, ma non di immenso rilievo (non dobbiamo montarci la testa), una formula come quella coniata per indicare l'atteggiamento dei socialisti di fronte alla prima guerra mondiale «né aderire né sabotare», potremmo dire che soprattutto nei primi anni una certa parte degli archivisti e della stessa amministrazione centrale si sono comportati nei riguardi della Guida in analogo modo. Sabotare, proprio no, perché fra l'altro c'era stato il Consiglio superiore degli archivi che aveva definito la Guida un impegno prioritario (anche se la formula nella vicenda pubblica italiana non sempre ha portato fortuna alle imprese considerate prioritarie); ma neanche con la convinta adesione che comporta un largo impiego di mezzi materiali e di energie umane. Ad un archivista che lavorava alla Guida non giungevano segnali che, cosě operando, egli giovava non solo alla scienza, ma anche (non c'č nessuna ragione di nascondere questo tipo di motivazioni) alla propria posizione, diciamo pure alla propria carriera negli Archivi. Sembrava, in qualche momento č sembrato, che un gruppetto di persone un po' fissate che sedevano nell'odiata Roma (ma che non contavano quanto i veri detentori del potere) volessero imporre al grande e complesso mondo degli archivi una loro visione troppo pedagogica e presuntuosa, troppo autoritaria. Non si teneva conto che, come č stato giŕ accennato, una impresa di quella portata si puň fare soltanto se ci si crede davvero e si tiene un po' in pugno la situazione”. Claudio Pavone, Origini, natura, realizzazione A questo indirizzo si trova questo e gli altri contributi relativi alla storia della Guida: http://www.maas.ccr.it/h3/h3.exe/aguida/findex_st Il testo č frutto dell’intervento alla giornata di studio: “La Guida generale degli Archivi di Stato italiani e la ricerca storica”, Roma, Archivio Centrale dello Stato, 25 gennaio 1996, insieme a tutti gli altri interventi (in parte pubblicati insieme nella Rete) in «Rassegna degli Archivi di Stato», LVI (1996), p. 324-328

    26. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 26 Tradizione e progettualitŕ culturale: l’attivitŕ editoriale archivistica in Italia Le esperienze di cura editoriale delle centinaia di pubblicazioni degli Archivi di Stato, elencate singolarmente all’interno della rispettiva collana: Pubblicazioni degli Archivi di Stato (PAS) poi Strumenti Fonti e sussidi poi Fonti e Sussidi Saggi Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato (QRas) Alcune indicazioni redazionali sono contenute anche nelle “Norme per I collaboratori” pubblicate nel 1992, e ora disponibili nella Rete all’indirizzo: http://www.archivi.beniculturali.it/servizioIII/pub/documenti/NormeColl.pdf

    27. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 27 La tradizione editoriale archivistica in Italia esperienze di cura editoriale che in parte sono giŕ disponibili nella Rete a partire dall’indirizzo: http://www.archivi.beniculturali.it/ o selezionando: Pubblicazioni scaricabili gratuitamente in formato PDF http://www.archivi.beniculturali.it/pubblicazioni-free.html

    28. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 28 La tradizione editoriale archivistica in Italia. Gli archivi privati Una ricerca bibliografica tra le fonti a stampa, e tra quelle disponibili on-line in formato digitale, consente giŕ di focalizzare come l’Amministrazione archivistica si sia occupata degli archivi privati; all’interno di questa categoria, in particolare di quelli familiari, ma anche di persone. - Indici della rivista «Rassegna degli Archivi di Stato»; (nella parte dedicata alle ‘cose notevoli’ sono segnalati gli ‘Archivi privati’); Nella collana “Saggi” http://www.archivi.beniculturali.it/DGA-free/saggi.html 86. Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di  Claudio Pavone, vol. I: Elementi strutturali, Roma 2006, pp. 580. (dimensione file 3,5 Mb) 87. Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di  Claudio Pavone, vol. II: Istituti, musei e monumenti, bibliografia e periodici, associazioni, finanziamenti per la ricerca, Roma 2006, pp. 590. (dimensione file 2,2 Mb) 88. Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione in Italia, Storia d’Italia nel secolo ventesimo. Strumenti e fonti, a cura di  Claudio Pavone, vol. III: Le fonti documentarie, Roma 2006, pp. 890. (dimensione file 3,4 Mb)

    29. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 29 Prima degli standard, in Italia I progetti di informatizzazione condotti in Italia tra la metŕ degli anni ’80 e i primi ’90 in contesti e su fondi archivistici diversi contribuiscono a diffondere la consapevolezza e l’esigenza di superare le differenze nelle tradizioni descrittive. In questa fase ‘pre-standard’ si sviluppano numerose iniziative sulla normalizzazione (in particolare seminari interregionali e nazionali): ci si rivolge alle esperienze individuate generalmente come esempi di particolare valore scientifico: la Guida generale degli Archivi di Stato e la circolare del 1966 dell’Ufficio studi e pubblicazioni; esempi di inventari pubblicati a stampa, che uniscono un rigoroso impianto metodologico ad una soluzione grafico redazionale particolarmente efficace e altrettanto rigorosa.

    30. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 30 Prima degli standard, in Italia In quello stesso decennio, si consolidano alcuni principi di base, in relazione ai software archivistici sviluppati: plurilivellaritŕ dei fondi archivistici; difficoltŕ nel garantire il collegamento di ciascuna scheda al contesto di appartenenza; esigenza di esprimere le descrizioni con maggiore controllo

    31. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 31 Prima degli standard, in Italia La diffusione del personal computer e la nascita di software distribuito per la descrizione di archivi storici aumentano la spinta verso criteri descrittivi condivisi: struttura dei fondi e numero dei livelli l’entrata dei dati: standard redazionali l’uscita dei dati: stampe e ricerca

    32. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 32 La descrizione archivistica tra informatica e standard La diffusione dell’uso di software e la possibilitŕ di ricerca nella rete hanno reso piů pressante la ricerca di soluzioni metodologiche, e piů urgente la definizione di soluzioni comuni. Il contesto informatizzato di lavoro non č certo estraneo alla elaborazione dei medesimi, ma: gli standard descrittivi archivistici internazionali non appartengono all’ambito informatico, anche se servono a produrre descrizioni destinate sempre di piů ad essere communicate in un ambiente digitale questi standard descrittivi rappresentano un supporto essenziale per diffondere ed elevare la migliore metodologia di lavoro tra gli archivisti di tutto il mondo.

    33. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 33 Le strutture internazionali deputate all’elaborazione degli standard (Firenze 1997)

    34. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 34 Standard archivistici internazionali http://www.ica.org/ ISAD(G), General International Standard Archival Description Seconda edizione, Stoccolma 1999 – Congresso ICA Siviglia 2000 (Committee on Descriptive Standards - CDS) ISAAR (CPF), International Standard Archival Authority Records for Corporate Bodies, Persons and Families Seconda edizione, Camberra 2003 – Congresso ICA Vienna 2004 (Ad Hoc Commission on Descriptive Standards - CDS) Guidelines (Sub-committee on Finding Aids, Guidelines for the Preparation and Presentation of Finding Aids), 2001 ISDF, International Standard for Describing Functions First Edition, Dresden 2-4 may 2007 (Committee on Best Practices and Standards) ISDIAH, International Standard for describing Institutions with Archival Holdings, London, 10-11 march 2008 (Committee on Best Practices and Standards) – Congresso ICA Kuala Lampur agosto 2008

    35. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 35 Una distinzione tra gli standard Ormai tutti i settori dell’attivitŕ umana sono coinvolti o regolati da convenzioni o norme riconducibili a criteri comuni, o standard. E’ opportuno stabilire una distinzione tra standard di natura diversa, come: - standard di rappresentazione (Data Structure Standard) o di struttura dell’informazione; es.formato MARC, o EAD; - standard di descrizione (Data Content Standard) sintassi, grammatica e organizzazione dell’informazione Nazionali o internazionali; (per es. RICA, AACR2, MAD) - standard di contenuto (Data Value Standard) determinano coerenza e uniformitŕ nel vocabolario (per es. liste d’autoritŕ, vocabolario controllato, thesauri) Questa suddivisione si basa su scelte di traduzione condivise con: Stefano Vitali, Maurizio Savoja, Michele Gianni, Laura Corti. Tale interpretazione non trova d’accordo Giovanni Michetti e Monica Grossi, e il paragrafo curato da quest’ultima nel volume di Mariella Guercio, Archivistica informatica, propone termini diversi.

    36. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 36 Standard archivistici internazionali Standard di rappresentazione (Data structure standard) In campo archivistico sono sempre piů usati specifici formati, anche se non pubblicati ufficialmente come standard: EAD, Encoded Archival Description), e EAC (Encoded Context Description) Standard di descrizione (Data contents standards) ISAD(G) International Standard Archival Description ISAAR(CPF) International Standard Authority Record for Corporate Bodies, Persons and families Standard di contenuto (Data value standards) Si sta lavorando su Denominazioni dei fondi Intestazioni d’autoritŕ dei soggetti produttori

    37. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 37 ISAD(G) – ISAAR (CPF) ISAAR (CPF) International Standard Archival Authority Record for Corporate bodies, Persons and Families 1993 - Stoccolma Costituzione di un sottogruppo e prima bozza 1994 - L’Aja, bozza discussa e ampliata, poi diffusa per commenti 1996 - La Commissione ad hoc si trasforma in Comitato permanente 1995 - Parigi, documento approvato poi dal CIA/ICA 2000 - Siviglia avvio revisione 2004 – Pubblicato congr Vienna

    38. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 38 ISAD Regole generali 1.2 Lo scopo della descrizione archivistica č di identificare e illustrare il contesto e il contenuto della documentazione archivistica per promuoverne l’accessibilitŕ. Ciň si consegue creando accurate e appropriate rappresentazioni e organizzandole secondo modelli prestabiliti. Attivitŕ connesse all’elaborazione di descrizioni archivistiche possono cominciare fin dal momento della formazione dei documenti, o anche in precedenza, e proseguire nel corso della vita dei documenti stessi. Tali attivitŕ rendono possibile stabilire quel controllo intellettuale necessario per far sě che documenti descrittivi affidabili, autentici e significativi siano tramandati nel tempo.

    39. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 39 ISAD Regole generali 1.5 Questo insieme di regole generali per la descrizione archivistica č parte di un processo che si propone: a) di assicurare l’elaborazione di descrizioni coerenti, appropriate ed autoesplicative; b) di facilitare il recupero e lo scambio di informazioni sulla documentazione archivistica; c) di permettere la condivisione di informazioni d’autoritŕ; e d) di rendere possibile l’integrazione di descrizioni provenienti da differenti istituzioni archivistiche in un sistema informativo unificato.

    40. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 40 ISAD: regole generali 1. Descrizione in piů livelli 2. Regole della descrizione in piů livelli 2.1. Descrizione dal generale al particolare 2.2 Informazioni pertinenti al livello di descrizione 2.3. Collegamento tra le descrizioni 2.4. Non ripetizione delle informazioni I primi due punti costituiscono la premessa generale e metodologica necessaria per impostare correttamente nei suoi singoli aspetti la descrizione, articolata nel punto: 3. Elementi di descrizione

    41. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 41 ISAD Le 7 aree Le regole sono organizzate in sette aree di informazione descrittive: 3.1. Area dell’identificazione 3.2. Area delle informazioni sul contesto 3.3. Area delle informazioni relative al contenuto e alla struttura 3.4. Area delle informazioni relative alle condizioni di accesso ed utilizzazione 3.5. Area delle informazioni relative a documentazione collegata 3.6. Area delle note 3.7. Area di controllo della descrizione

    42. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 42 ISAD: i 26 elementi, di cui 6 obbligatori Tutti i ventisei elementi compresi nelle regole generali possono essere utilizzati, ma solo una parte di essi č indispensabile in ogni descrizione. Per lo scambio di informazioni a livello internazionale č da considerarsi essenziale solo un ridotto numero di elementi: 3.1. Area dell’identificazione 3.1.1 Segnatura/e o codice/i identificativo/i; 3.1.2 Denominazione o titolo; 3.1.3 Data/e 3.1.4 Livello di descrizione 3.1.5 Consistenza e supporto dell’unitŕ di descrizione (quantitŕ, volume, dimensione fisica) 3.2.1 Denominazione del/dei soggetto/i produttore/i

    43. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 43 Gli elementi costitutivi dell'inventario, nell’articolazione delle ISAD denominazione (fondo, serie) intitolazione (unitŕ archiv. / documentaria) datazione consistenza informazioni sul contesto descrizione del soggetto produttore correlato storia archivistica modalitŕ di acquisizione o versamento dispersioni e scarti accertati criteri di ordinamento condizioni di accesso stato di conservazione

    44. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 44 ISAD(G) – Schema gerarchico

    45. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 45 ICA / CDS, Guidelines Linee guida per l’elaborazione e la presentazione di strumenti di ricerca Schema delle relazioni tra i livelli di descrizione e le tipologie degli strumenti di ricerca

    46. C. Salmini, Strumenti di ricerca e standard 46 Ultimi suggerimenti bibliografici Gli strumenti della ricerca, a cura di Diana Toccafondi, [Archivio di Stato di Firenze – Scuola di Archivistica Paleografia e Diplomatica, 6], Firenze, Edfir, 1997 Guida operativa alla descrizione archivistica. La descrizione inventariale. Roberto Grassi, Paolo Pozzi, Maurizio Savoja. - San Miniato, Archilab, 2001. - 142 p. ; 24 cm. [esaurito] Guida operativa alla descrizione archivistica. Censimenti e guide a cura di Roberto Grassi e Paolo Pozzi, Archilab – Regione Lombardia, Edizione provvisoria, 2002. Scaricabile all’indirizzo: http://www.lombardiabeniculturali.it/docs/archivi/censimenti.pdf La Regione Lombardia ha pubblicato il primo manuale in assoluto redatto per accompagnare nella pratica il lavoro dell’archivista: Guida operativa per l’ordinamento e l’inventariazione degli archivi storici di enti locali, nata ad opera di un gruppo di archivisti ed informatici nell’ambito del Progetto Sesamo della Regione Lombardia, 1992. Glossario (Plain): R. Grassi, M. Messina, M. Savoja http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/glossario/ Glossari cui fare riferimento sono quelli presenti negli Standard internazionali Inoltre i testi classici relativi al tema: P. Carucci, Fonti archivistiche: ordinamento e conservazione, Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1983, pp. 132-237 (incluso il glossario e la circolare del 1966 sulla pubblicazione degli inventari). A. Romiti, I mezzi di corredo archivistici e problemi di accesso, in «Archivi per la storia», 1990, 2, pp. 217-246, ora in Temi di archivistica, Maria Pacini Fazzi editore, [Lucca] 1996, pp. 67-126; e per un quadro aggiornato si rinvia a: P. Carucci, M. Guercio, Manuale di archivistica, Roma, Carocci, 2008.

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