Fase di espansione economica olandese nel 500 600
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Fase di espansione economica olandese nel ‘500-‘600. Paesi Bassi cuore economico dell’impero di Carlo V, ruolo di Anversa

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Fase di espansione economica olandese nel 500 600

Fase di espansione economica olandese nel ‘500-‘600

  • Paesi Bassi cuore economico dell’impero di Carlo V, ruolo di Anversa

  • Legami commerciali tra Spagna e Paesi Bassi: grano e materiali da costruzioni navali baltici importati in Spagna via Anversa e Amsterdam; in cambio, argento ispano-americano importato nei Paesi Bassi

  • Conseguenze della distruzione e riconquista di Anversa (1585): Amsterdam ne assume il ruolo, fino a diventare nel sec. XVII il maggiore centro finanziario e commerciale europeo

Storia moderna 2004-2005


Ascesa della navigazione e del commercio olandesi

Ascesa della navigazione e del commercio olandesi

L’Olanda diviene il primo trasportatore e riesportatore d’Europa, dal Baltico al Mediterraneo

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L egemonia olandese nell economia mondo wallerstein

L’egemonia olandese nell’economia- mondo (Wallerstein)

“Il centro dell’economia-mondo europea nel 1600 si trovava nell’Europa nordoccidentale, cioè in Olanda e Zelanda, a Londra, le home counties, l’East Anglia; e nella Francia settentrionale e occidentale [...] Il problema dell'egemonia, come vedremo, è che essa è passeggera. Non appena uno Stato diventa davvero egemone, comincia a declinare; infatti uno Stato cessa di essere egemone non perché perde forza (almeno non fino a che non è trascorso un lungo periodo di tempo), ma perché altri crescono. Essere al vertice significa essere certi che il futuro non sarà nostro, per quanto lo sia il presente; ma è tuttavia dolce. Il modello dell'egemonia sembra straordinariamente semplice [...]

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Segue wallerstein

Segue Wallerstein

“ [...] Una netta superiorità nell'efficienza produttiva agricolo-industriale conduce al predominio nelle sfere della distribuzione commerciale del commercio mondiale, con i conseguenti vantaggi determinati sia dall'essere il deposito di gran parte del commercio mondiale sia dal controllo degli elementi « invisibili »: trasporti, comunicazioni e assicurazioni. Il primato commerciale determina a sua volta il controllo dei settori finanziari dell'attività bancaria (cambio, deposito, credito) e degli investimenti (diretto e partecipazioni)Queste superiorità sono successive, ma si sovrappongono nel tempo. Analogamente la perdita del vantaggio sembra avvenire nello stesso ordine (dal produttivo al commerciale al finanziario) e anche in buona parte consecutivamente. Ne consegue che vi è probabilmente soltanto un breve momento nel quale una data potenza centrale può manifestare simultaneamente la sua superiorità produttiva, commerciale e finanziaria su tutte le altre potenze centrali. Questo apice momentaneo è quella che noi definiamo egemonia. Nel caso dell'Olanda, o Province Unite, tale momento cadde probabilmente tra il 1625 ed il 1675 [...]

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Segue wallerstein1

Segue Wallerstein

“ L'efficienza produttiva olandese fu conseguita dapprima nella forma storicamente più vecchia della produzione alimentare, quella della raccolta, in questo caso della raccolta di pesce, in particolare (ma non solamente) dell'aringa salata, la «miniera d'oro olandese» [...] le aringhe non spiegano tutto. Gli Olandesi mostrarono una superiorità uguale in agricoltura, l'impresa produttiva piú importante dell'epoca; e si trattò di una conquista prodigiosa, sia per l'ampiezza delle conseguenze sia per la profondità dello sforzo, perché i Paesi Bassi non erano affatto adatti geograficamente per la coltivazione dei cereali né per molti altri tipi di coltivazione [...]

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Segue wallerstein2

Segue Wallerstein

“ Le Province Unite non erano solamente il produttore agricolo leader di quel tempo; erano anche, al tempo stesso, il principale produttore di beni industriali. E’ stato versato tanto inchiostro per spiegare perché l’Olanda non si industrializzò che noi tendiamo a trascurare il fatto che invece lo fece. Va a merito di Charles Wilson la sua insistenza su questo punto in tutto il suo ampio corpo di opere sui Paesi Bassi . Il progresso industriale si osserva in primo luogo nel settore tessile, quello tradizionalmente trainante [...] La seconda grande industria dei primi tempi moderni era la ingegneria navale, ed anche in questo campo la supremazia delle Province Unite è cosa nota. Meno noto ma fondamentale per un’analisi chiara è il fatto che l'industria navale olandese era «di dimensioni moderne, fortemente tendente a metodi standardizzati, ripetitivi». Era altamente meccanizzata ed usava molti espedienti pratici - segherie a vento, alimentatori per seghe, carrucole e taglie, grandi gru per spostare il legname - tutti strumenti che accrescevano la produttività. E’ sorprendente il legame con un complesso industriale-commerciale [...]

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Segue wallerstein3

Segue Wallerstein

“ [...] La tessile e la navale non erano le uniche industrie di rilievo. L’Olanda era un centro importante di raffinazione dello zucchero, almeno fino al 1660 ". Si ebbe un «notevole boom» delle distillerie a partire dal 1600 circa e che durò tutto il secolo. Altre industrie presenti erano quelle della carta; le segherie; la produzione di libri; l'industria dei materiali per costruire case, che si espandette intorno al 1500 ed era ancora « ragionevolmente prospera » nel XVIII secolo; terracotte; fabbriche di tabacco; grandi concerie che lavoravano, per l'esportazione, soprattutto nel XVII secolo; fabbriche di birra, che ebbero il loro momento migliore all'inizio del XVII secolo; produzione di olio e sapone, che fu particolarmente prospera a metà del XVII secolo; naturalmente un’industria chimica, la cui funzione principale era di fornire materie coloranti ; e non bisogna dimenticare l'industria delle munizioni. Stimolata dalla Guerra dei Trent'Anni, l'importazione di materiali bellici fu incoraggiata dal governo e l'industria si espandette costantemente. Dalla fine del XVI secolo esisteva un notevole commercio di esportazione; nel 1600, la struttura della produzione era passata dalle gilde artigianali alla manifattura e ad un sistema produttivo [...] “

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Fase di espansione economica olandese nel 500 600

“ [...] nel tardo XVI secolo l’Olanda settentrionale era decisamente avviata sulla strada di un'efficienza produttiva che le permise intorno al 1600 di diventare il principale (anche se naturalmente non il solo) centro di produzione dell'economia-mondo europea. Nel settore agricolo si specializzò in prodotti che richiedevano una grande capacità e rendevano alti profitti; nel settore industriale l’Olanda assunse il ruolo di guida nel settore tessile e navale, le due più importanti industrie del tempo ed ebbe un ruolo di rilievo, talvolta dominante, anche in altre industrie. E’ su questa base di efficienza produttiva che le Province Unite seppero costruire una rete commerciale e porsi come il «magazzino del mondo». Ed ora ci occuperemo di questo aspetto in qualche modo più familiare. La flotta olandese dominò il trasporto mondiale di merci nel XVII secolo. Essa crebbe di dieci volte dal 1500 al 1700. Nel 1670, gli Olandesi trasportavano un tonnellaggio tre volte superiore a quello inglese, e più del tonnellaggio di Inghilterra, Francia, Portogallo, Spagna e Germania insieme. La percentuale delle navi costruite dagli Olandesi è ancora maggiore. La marina olandese raggiunse di fatto il suo apogeo soltanto nella seconda metà del XVII secolo; gli Olandesi sfruttarono la guerra civile in Inghilterra per stabilire «una superiorità indiscussa nel trasporto mondiale delle merci»”

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“ [...] La storia del commercio con le Indie orientali è naturalmente la storia della Vereenigde Oost-Indische Compagnie, (VOC) la Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Fu un modello di compagnia commerciale capitalistica, in parte impresa speculativa, in parte investimento a lungo termine, in parte colonizzazione. Aveva direttori ad Amsterdam, De Heeren Zeventien, i diciassette gentiluomini, e governatori difficilmente controllabili a Batavia, primo tra tutti Jan Pieterszoon Coen. In un certo senso gli Olandesi tornarono al commercio nelle Indie orientali. Quando Anversa si arrese agli Spagnoli nel 1585, il mercato europeo delle spezie si spostò ad Amsterdam. Ma poiché la Spagna si era annessa il Portogallo nel 1580 e Lisbona era il porto europeo di arrivo delle spezie, gli Olandesi cercarono di evitare gli Spagnoli. Così nel 1592 Cornelís de Houtman fu mandato in missione nelle Indie, la prima flotta commerciale salpò nel, 1598 e nel 1602 fu istituita la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, in parte per contenere una concorrenza rovinosa tra gli Olandesi, in parte per fornire uno sbocco sicuro ai piccoli investimenti, in parte per creare un'arma economica e politica diretta contro la Spagna, ed in parte semplicemente per avere piú spezie di quante fossero allora disponibili in Europa [...] “

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Fase di espansione economica olandese nel 500 600

“ [...] Era in effetti un buon momento per entrare nel commercio marittimo delle spezie; gli ostacoli piú gravi al commercio via terra attraverso il Levante si verificarono non come spesso si dice tra il 1450 ed il 1500, ma piuttosto tra il 1590 ed il 1630. L'opportunità era dunque grande e gli Olandesi la colsero. Le rotte marittime principali dell'Oceano Indiano si spostarono dalla metà settentrionale (Mar Rosso e Golfo Persico) a quella meridionale (la rotta del Capo). Gli Olandesi seppero sfruttare quest'opportunità perché avevano la tecnologia per farlo. Come afferma Parry, «la vela quadrata trionfò su quella latina, gli alisei sui monsoni»; ma non appena gli Olandesi entrarono in questo commercio, incontrarono il problema cruciale del commercio con un'arena esterna. Poiché era un commercio di beni di lusso, i profitti erano alti e la concorrenza acuta; ma poiché era un commercio di beni di lusso e non di prima necessità, il mercato era intrinsecamente ristretto e la saturazione del mercato era una possibilità reale: Scilla e Cariddi. Vi erano soltanto due vie per risolvere il problema [...]

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“ [...] O si trasformava la natura del commercio incorporando le Indie come zona periferica dell'economia-mondo capitalistica, o si doveva ricorrere al commercio «amministrato» nel modo tradizionale del commercio a lunga distanza tra imperi-mondo. Quale fosse la strada da seguire fu in effetti l'argomento del dibattito tra Coen e De Heeren Zeventien. Coen, «il partigiano delle maniere forti in Asia», spingeva per la prima soluzione; i suoi superiori ad Amsterdam per la seconda [...] Si trattava di risolvere il problema di cosa fosse preferibile per gli imprenditori capitalistici a breve termine: i profitti dello sfruttamento o i profitti della speculazione. A breve termine, prevalsero coloro che erano favorevoli alla speculazione ; ma a lungo termine, come abbiamo detto altrove , i profitti dello sfruttamento produttivo sono l'unica base solida su cui costruire un vantaggio nell'economia-mondo capitalistica. Le potenze centrali (non soltanto l'Olanda ma anche l'Inghilterra e la Francia) iniziarono nel XVIII secolo la periferizzazione dell'arena dell'Oceano Indiano, che in effetti avvenne dopo il 1750 [...] “

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Esclusione degli olandesi dal commercio ispano lusitano dal 1580

Esclusione degli Olandesi dal commercio ispano-lusitano dal 1580

  • Tentativi di stabilire contatti diretti: opera di Linschoten, già residente in India, come informatore sulle possibilità di commerci a Giava alternativi a quelli controllati dai Portoghesi

  • Primi viaggi a Giava (Bantam): Houtman 1595-1597; van Neck 1598-99

  • 14 flotte (65 navi) partono per le Indie orientali nel solo 1601

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Fasi iniziali delle imprese olandesi

Fasi iniziali delle imprese olandesi

  • Viaggi nelle Molucche,1595-1600: diverse società in concorrenza tra di loro

  • Alti prezzi di acquisto come effetto della concorrenza tra acquirenti olandesi

  • 1602: formazione di una compagnia unita promossa dagli Stati Generali, la VOC, con concessione di monopolio per 21 anni del commercio tra Capo di Buona Speranza e stretto di Magellano

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Privilegi e ruolo della voc

Privilegi e ruolo della VOC

  • Monopolio commerciale per 21 anni a est del Capo di Buona Speranza

  • Diritto di condurre guerre difensive, fare contratti e alleanze, impossessarsi di territori, erigere fortificazioni;

  • Possibilità di arruolare personale civile e militare tenuto a un giuramento di fedeltà alla VOC e agli Stati Generali

  • “virtually a State within a State” (Boxer)

  • La VOC si inserisce nella politica antiberica della repubblica olandese

  • dichiarato scopo di espellere i Portoghesi dalle Indie (alleanza immediata con lo Zamorin di Calicut, 1604)

  • Nel 1605 lo schermo della “guerra difensiva” cade e la VOC passa all’offensiva (cattura di Amboina, 1605)

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Curtin

Curtin

  • La VOC punta ad impadronirsi del sistema commerciale portoghese in Asia con un assalto frontale

    “Questa politica è in parte spiegata dalla struttura della stessa VOC, una società suddivisa tra le varie province olandesi e costituita in maniera tale da dare ai capitalisti la possibilità di investire e di esercitare una certa influenza sulla sua politica, lasciando però le decisioni finali allo Stato”

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Segue curtin

Segue Curtin:

“Per questo la VOC cominciò la sua attività dando alla forza militare più importanza che ai beni da commerciare e diventando quindi non un’impresa commerciale capitalista, ma un sindacato per la pirateria diretto contro la potenza portoghese in Asia e dominato dagli interessi governativi, e che però raccoglieva i propri fondi dagli investitori piuttosto che dai contribuenti”

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Wallerstein

Wallerstein:

“Ancora piú importante fu la creazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, che era soprattutto una risposta all'anarchia del libero mercato mondiale delle merci coloniali e al dumping conseguente. Stols [The Southern Netherlands and the Foundation of the Dutch East and West India Companies, in “Acta Historica Neederlandicae”, 1976] sostiene che l'elemento decisivo fu “l'intervento dello Stato nel commercio e nelle economie” e che la creazione delle due Compagnie «potrebbe quasi essere definita una nazionalizzazione ante litteram», un modo di raccogliere un commercio in precedenza internazionale sotto un monopolio nazionale. Lo Stato olandese difendeva gli interessi dei suoi imprenditori e si preoccupava poco della coerenza ideologica nel farlo. L'ideologia dell'egemonia olandese era il mare liberum, espressa con forza da Grotius nel suo libro pubblicato nel 1609, l'anno della Tregua. Tuttavia, come scrisse Sir George Downing a Lord Clarendon il 20 novembre 1663, «E’ mare liberum nei mari inglesi ma mare clausum sulla costa africana e nelle Indie orientali». In tutto ciò non vi è nulla di sorprendente. Le Province Unite dominavano, e “il liberalismo si confà alle economie dominanti; ma ogni qual volta il liberalismo si scontra con la possibilità di continuare a dominare ha un avvenire molto incerto”.

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L olanda il mercantilismo i diritti di navigazione

L’Olanda, il mercantilismo, i diritti di navigazione

“L'impero coloniale olandese, costruito nella prima metà del XVII secolo, cominciò con il principio del mare libero. Non appena il mare fu ripulito, tuttavia - cioè non appena il potere navale spagnolo non costituì piú un pericolo reale per gli Olandesi - questi ultimi persero interesse per gli alti principi espressi dai loro migliori filosofi e senza riluttanza accettarono la tesi iberica di un mare clausum [in rapporto agli Inglesi]” (Goslinga, The Dutch in the Caribbean, 1971, p. 14)

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L olanda il mercantilismo i diritti di navigazione1

L’Olanda, il mercantilismo, i diritti di navigazione

Schmoller: « La lotta eroica degli Olandesi per la libertà religiosa e per la libertà contro il giogo spagnolo si rivela, quando viene considerata spassionatamente, come una guerra secolare per la conquista delle colonie delle Indie Orientali ed un attacco corsaro della medesima durata alle flotte che portavano l'argento del commercio spagnolo ed ispano-americano. Questi Olandesi, tanto elogiati dal libero-scambista dei giorni nostri a causa dei bassi diritti doganali dei loro primi giorni furono fin dall'inizio i piú duri e bellicosi tra i monopolisti, nella maniera piú decisa che il mondo abbia mai visto” (The Mercantile System and Its Historical Significance, New York, Macmillan, 1897, 65).

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Struttura della voc

Struttura della VOC

  • Organizzazione federalistica

  • Sei camere (Kammers) con sede a Amsterdam, Middleburg, Delft, Rotterdam, Hoorn e Enckuizen

  • L’unica fuori dall’Olanda è Middleburg (Zeeland)

  • Ogni camera è responsabile dell’equipaggiamento delle rispettive navi, ma le operazioni sono decise da un’assemblea generale composta dai direttori delle Camere, in numero diverso a seconda del peso delle camere

  • Preponderanza di Amsterdam nel capitale iniziale

  • Investimenti liberi da parte dei privati nelle spedizioni; presenza di investitori stranieri; i privati partecipano agli utili, ma non tutti alle decisioni

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Struttura della voc1

Struttura della VOC

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Struttura della VOC

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Capitale iniziale della voc

Capitale iniziale della VOC

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Funzionamento della voc

Funzionamento della VOC

  • Investimenti privati

  • Presenza di stranieri

  • Distinzione tra Hooftparticipanten

    (soci principali = > 6000 fiorini) e participanten (soci comuni)

  • Struttura oligarchica: i 60 governanti, che eleggono i 17 Heeren (direttori generali), esercitano un diritto di prelazione sui beni importati; percepiscono un interesse dell’ 1% sulle spese di equipaggiamento delle navi e sul carico in arrivo

  • Distribuzione di dividendi e non aumento della capitalizzazione, dunque, cronico indebitamento

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Evoluzione organizzativa della voc

Evoluzione organizzativa della VOC

  • Da compagnie regolate (Vorkompanien: attività individuali in base a regole comuni) a compagnia per azioni (joint stock company: capitale comune), benché con privilegio statale

  • Scarsi dividendi iniziali: guerra contro i Portoghesi

  • Dissensi sui metodi: fare preda o rinunciare alla forza ? Grozio: il diritto di preda marittimo

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Strategia della voc all inizio del 600

Strategia della VOC all’inizio del ‘600:

  • Difficoltà di far sloggiare i Portoghesi

  • Rinuncia all’attacco frontale e decisione di creare un sistema parallelo

  • Batavia corrispettivo funzionale di Malacca

  • Tentativo di conquista di Taiwan per farne il corrispettivo di Macao (per il mercato cinese)

  • Basi a Ceylon come corrispettivo di Goa o Calicut

  • Colonia del Capo come corrispettivo di Mozambico

  • Punti d’appoggio in attesa di poter levare di mezzo i Portoghesi

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Innovazioni nella navigazione e nel controllo commerciale

Innovazioni nella navigazione e nel controllo commerciale

  • Ricorso a rotte più meridionali nell’Oceano indiano

  • Adozione della prassi portoghese dei lasciapassare per la navigazione

  • Tentativo di estromettere anche i mercanti asiatici (che cercano rotte alternative, es: dal Gujarat a Manila, anziché a Giava)

  • Tentativi non solo di eliminare il contrabbando, ma anche di controllare direttamente la produzione (offerta di spezie alla fonte)

  • Tra 1640/50 e 1680/90la VOC realizza profitti di monopolio

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Carta gli olandesi nell oceano indiano

Carta: gli Olandesi nell’Oceano Indiano

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Carta islamizzazione dell insulindia

Carta: islamizzazione dell’Insulindia

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Carta l arcipelago indonesiano

Carta: l’arcipelago indonesiano

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Carta la penetrazione olandese a giava 1800 1830

Carta: la penetrazione olandese a Giava: 1800-1830

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Fase di espansione economica olandese nel 500 600

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Posizioni acquisite nel primo 600

Posizioni acquisite nel primo ‘600:

  • Amboina, 1605

  • Banda, 1605

  • Tidore, 1606

  • Ternate, 1607

  • Hirado, 1609-10

  • Costa orientale dell’India: Masulipatam, Nizampatam, Pulicat e Teganapatam, 1605

  • Polemiche sul diritto di navigazione: Grozio e il Mare liberum, 1608, una perorazione contro il monopolio portoghese (e inglese sui mari nordici) poi fondamento del mare clausum olandese

  • Fondazione di Batavia, 1619 e ruolo di Jan Pieterzoon Coen (l’Albuquerque olandese)

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Programma di jan pieterzoon coen governatore generale 1619 23

Programma di Jan Pieterzoon Coen, governatore generale 1619-23:

  • Monopolio del commercio delle spezie

  • Esclusione dei rivali dal country trade

  • Costruzione di grandi flotte e colonie olandesi

  • Controllo della navigazione con pattuglie nel mar della Sonda

  • Politica di incentivi alla formazione di insediamenti: libero commercio asiatico con eccezione delle spezie

  • Politica religiosa calvinista a favore di marinai e coloni

  • Programma di conquiste militari: Malacca, Macao e Manila

  • Contrasti con gli Inglesi e “massacro” di Amboina, 1623

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Anton van diemen 1633 1645

Anton van Diemen (1633-1645)

  • Eliminazione del potere portoghese:

  • Conquista di Malacca, 1641, espulsione da Ceylon e controllo della costa cingalese, 1654, occupazione di Cochin, 1660, e delle basi portoghesi nel Malabar, Coromandel e Bengala, consolidamento a Giava

  • Monopolio delle spezie

  • Guerra vittoriosa contro le isole Banda (1621), dominio delle Molucche (1662) e guerra contro il sultano di Makassar, 1660-69, per il controllo monopolistico di noce moscata e garofano

  • Commercio cinese e giapponese

  • Conquista di Formosa, 1624-1661, base per il commercio con la Cina; commercio di Hirado e Deshima

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Caratteri dell impero olandese

Caratteri dell’impero olandese

  • Dominio essenzialmente commerciale e navale nei primi decenni; limitata importanza del controllo territoriale (parte di Giava, Molucche, Celebes, la costa di Ceylon)

  • La VOC resta una società commerciale

  • Centro a Batavia: governatore generale con consiglio (direttore commerciale, direttore per gli affari militari e navali, ispettore per le succursali, governatori di Banda, Ceylon, Amboina e Molucche)

  • Direttori delle basi locali (dal Capo a Mokka e Deshima)

  • Batavia come centro del commercio verso l’Europa

  • Difficoltà di formazione di una classe olandese di coloni agiati formata da liberi cittadini (divieti di commercio)

  • Prevalenza di soldati, marinai e funzionari della VOC

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Un primo bilancio delle attivit olandesi

Un primo bilancio delle attività olandesi

  • Conseguimento di condizioni di monopolio in alcune zone: Indonesia orientale, costa del Malabar, Ceylon

  • Concessione di diritti di riscossione di tributi e dazi da parte delle autorità moghul: i privilegi sono un mezzo per attirare l’argento europeo

  • Altrove: permane la concorrenza asiatica

  • I costi della coercizione superano i profitti

  • Problema di adattamento al riequilibrio delle esportazioni verso l’Europa a favore dei tessuti (55% nel 1700) e a sfavore delle spezie (1639: 75%; 1670: 33%; 1700: 23%)

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I profitti dell impero olandese

I profitti dell’impero olandese

  • Grandi guadagni da parte di azionisti maggiori e direttori

  • Guadagni privati legati al libero trasporto nei viaggi di ritorno

  • Utili crescenti nel corso del ‘600: fase di massima ascesa tra il 1687 e il 1736, seguita da una graduale caduta

  • Pagamento di dividendi medi del 16,5 % e mantenimento di alto livello di indebitamento

  • Mutamento della struttura della domanda di beni orientali a favore di merci non controllate monopolisticamente dalla VOC

  • Perdite crescenti nel corso del ‘700

  • Problemi legati alla corruzione e alle spese per il controllo della rete commerciale e navale

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Wallerstein1

Wallerstein:

“Le scelte della Compagnia Olandese delle Indie Orientali nel XVII secolo furono "miopi" come afferma Masselman? Non lo credo, perché bisogna considerare le alternative. Esisteva altrove la possibilità di maggiori profitti provenienti dallo sfruttamento, in particolare in un periodo di relativa stagnazione globale dell'economia mondiale? La risposta è certamente positiva - verso oriente, nella stessa Europa nordoccidentale, nelle Americhe, tutte piú a portata di mano. Perché allora impelagarsi nelle Indie orientali? Ci si domanda se la bilancia complessivamente negativa, sul periodo di un secolo, della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, non mascherò un processo gigantesco di trasferimento interno del reddito e di concentrazione del capitale all'interno delle Province Unite, dai piccoli ai grandi investitori.

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Segue wallerstein4

Segue Wallerstein

“ [...] Se è cosi, si può dire che la Compagnia funzionò come una specie di borsa valori, molto utile per coloro con un maggiore accesso all'informazione, come gli stessi Heeren Zeventien; ma allora la sua storia, almeno fino all'inizio del XVIII secolo, appartiene per diritto al settore finanziario della storia piú che a quello commerciale e distributivo [...] Il commercio delle Indie orientali può essere stato l'aspetto piú drammatico e persino spettacolare dell'espansione commerciale olandese nel XVII secolo, ma non è il piú importante, né spiega l'egemonia olandese. Al tempo in cui i commercianti olandesi apparvero nell'Oceano Indiano, avevano già cominciato a navigare il Mediterraneo”

Braudel: “ [...] sia l’Olanda sia l’Inghilterra avevano trovato nel ricco mare interno una miniera che seppero sfruttare e che, più delle loro attività nell’Atlantico, diede slancio al loro primo sviluppo” (I tempi del mondo, p. 200)

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Fase finale della voc

Fase finale della VOC

  • Debito in accrescimento catastrofico alla fine del ‘700

  • Crisi politica olandese: l’oligarchia al potere contestata dai “patrioti”

  • VOC come baluardo dell’oligarchia viene travolta dalla rivoluzione democratica

  • La Repubblica Batava nel dicembre 1799 assorbe la VOC e i possedimenti asiatici diventano colonie dello Stato olandese

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