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Gli strumenti della valutazione

Gli strumenti della valutazione. Torri, 27 febbraio 2009 Valerio Natoli. Il concetto di valutazione.

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Gli strumenti della valutazione

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Presentation Transcript


  1. Gli strumenti della valutazione Torri, 27 febbraio 2009 Valerio Natoli

  2. Il concetto di valutazione • “L’atto del valutare può considerarsi come una vera e propria operazione di attribuzione di «valore» a fatti, eventi, oggetti e simili (non a persone), in relazione agli «scopi» che colui che valuta intende perseguire.” • G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Bari, Laterza, 1993

  3. Non sono sempre e solo i docenti a valutare • “Come è andato il primo incontro del corso di aggiornamento?” • Potrei dire qualcosa se avessi delle “prove”. Voi potete attribuire un «valore» a quell’incontro, in relazione agli «scopi» che intendevate perseguire. • Probabilmente, arrivereste a valutare differentemente, in base al

  4. Il sistema di discriminazione • “Un evento ritenuto positivo in rapporto a certi scopi e in determinati contesti, può infatti rivelarsi negativo in relazione ad altri scopi e in altre situazioni: il giudizio di positività o negatività può essere formulato solo in forza del sistema di discriminazione elaborato e scelto”. • G. Domenici, Manuale della valutazione scolastica, Bari, Laterza, 1993

  5. Questioni fondamentali • Quali “fatti, eventi, oggetti…” devono essere oggetto di valutazione • Quali aspetti di questi “fatti, eventi..” vanno presi in considerazione • Quando (in che periodi) acquisire informazioni su di essi • Come acquisirle (con quali tempi, con quali strumenti)

  6. Gli strumenti della valutazione • Osservazione sistematica • Prove di apprendimento di tipo tradizionale • Prove di apprendimento a carattere oggettivo: • Strutturate • Semistrutturate

  7. Prima di proseguire, una premessa: • stiamo ragionando in questi termini, su determinate tematiche perché siamo convinti che gli apprendimenti raggiunti o meno dagli alunni dipendono in buona parte dalla qualità del processo di insegnamento. • Sentiamo il bisogno di cercare e di trovare metodologie, strategie educative in grado di far raggiungere al più ampio numero di allievi possibile, i traguardi (cognitivi e non) più alti.

  8. Gli alunni hanno il piacere di imparare, ma molti hanno bisogno di attenzioni particolari, di metodologie diverse, di tempi adeguati.. ma soprattutto TUTTI devono SENTIRE che l’insegnante è prima di tutto una persona che ha a cuore il “destino” di ognuno di loro, che non si erge a GIUDICE ma che si adopera al massimo, e con piacere/affetto, per farli entrare nel mondo della propria, bella-interessante-utile, disciplina, ognuno in relazione alle proprie peculiarità, che vengono rispettate.

  9. Il presupposto • Gli alunni (bambini e preadolescenti) chiedono, fondamentalmente, di essere rispettati come persone, di poter dire liberamente di NON AVER CAPITO, di AVERE SBAGLIATO, di ESSERSI DIMENTICATI DI QUALCOSA…

  10. L’INSEGNANTE DEVE AVERE UN POSITIVO RAPPORTO CON OGNI ALUNNO A PRESCINDERE DAGLI ESITI NELLA DISCIPLINA. • SOLO IN QUESTO CASO ESISTE LA POSSIBILITA’ DI (RI)COSTRUIRE UN PERCORSO COGNITIVO.

  11. L’osservazione sistematica 1. • E’ la sistematicità dell’osservazione (e non l’occasionalità) che può fornire informazioni utili al docente. Il singolo episodio, se non collocato all’interno di un contesto di osservazione, non può essere utilizzato ai fini della comprensione di una determinata situazione cognitiva e/o affettivo-relazionale.

  12. L’osservazione sistematica 2. • L’osservazione può essere efficace se è ben definito l’oggetto della nostra attenzione. • La registrazione dell’osservazione in tempo reale consente di non perdere o di non inquinare il dato rilevato. Si possono utilizzare delle semplici griglie appositamente studiate. • Questo strumento, se adottato in forma collegiale, permetterebbe di comunicare tra di loro su qualcosa di più solido e consentirebbe azioni collegiali.

  13. Quale prova per quale obiettivo • Per indicare un “obiettivo” didattico occorre far riferimento a verbi come: • riconoscere • distinguere • imitare • ricordare • produrre • identificare • comparare • elaborare • ……………

  14. B. Vertecchi (Manuale della valutazione) • “Disporre di una tavola di obiettivi ben organizzata concorre a rendere sistematica la valutazione, a non trascurare aspetti importanti dell’apprendimento”. • “La tassononia di Bloom va da abilità inferiori ad abilità superiori e ciò agevola l’analisi dell’apprendimento conseguito dagli allievi: chi non è in grado di effettuare generalizzazioni, è improbabile che riesca a risolvere un problema”.

  15. “Se la valutazione procede sulla base di un’attenta definizione degli obiettivi, si può cogliere non solo il successo degli allievi che hanno ottenuto risultati positivi, ma anche gli elementi nodali dell’insuccesso di quanti hanno fornito, in tutto o in parte, prestazioni negative”.

  16. Gli obiettivi cognitivi secondo la tassonomia di B.S. Bloom • Conoscenza (di termini, criteri, metodologie, teorie..) • Comprensione (traduzione, interpretazione, estrapolazione) • Applicazione • Analisi (di elementi, di relazioni, di principi organizzativi) • Sintesi • Valutazione

  17. Validità delle prove di apprendimento • Attraverso la definizione degli obiettivi (obiettivo = manifestazione dell’attività di apprendimento) viene stabilito con esattezza che cosa si vuole sottoporre a verifica. • La prova è VALIDA se è in grado di sollecitare prestazioni direttamente connesse agli obiettivi di apprendimento.

  18. Attendibilità delle prove di apprendimento • La prova è ATTENDIBILE quando le informazioni che si ottengono non sono ambigue e possono essere rilevate in modo uniforme da diversi osservatori e per diversi allievi, secondo criteri stabili nel tempo e seguendo modalità accuratamente definite.

  19. Le prove tradizionali: stimolo aperto – risposta aperta • Interrogazioni • Temi • Relazioni su esperienze • Redazione di verbali • Redazione di articoli, lettere

  20. Le prove tradizionali: stimolo aperto – risposta chiusa • L‘insegnante propone una questione, la sviluppa e si accontenta che l’allievo completi di tanto in tanto il suo pensiero, oppure approvi con convinzione quanto egli afferma. La risposta è apparente o consiste solo in una adesione affettiva.

  21. Pregi delle prove tradizionali stimolo aperto – risposta aperta • Sollecitano le capacità verbali • Dialettiche • Argomentative

  22. Limiti delle prove tradizionali • Soggettività, da parte dell’alunno, di interpretare lo stimolo aperto • Soggettività, da parte del docente, nella valutazione • Disparità nella prova (interrogazioni) • Impossibilità (stimolo aperto) di verificare obiettivi precisi • Impossibilità di comparazioni e di percorsi di continuità.

  23. G. Domenici (Manuale della valutazione) • “Le prove di accertamento delle conoscenze che abbiamo definito tradizionali hanno il grave limite di costringere sia l’allievo sia il docente a compiere una mediazione troppo soggettiva che talvolta può diventare persino arbitraria, nella interpretazione, rispettivamente delle domande e delle risposte.

  24. Con la conseguenza che una certa prestazione, oltre a non rispecchiare necessariamente le reali abilità possedute da chi l’ha offerta o quelle che si volevano rilevare, può venire giudicata favorevolmente o negativamente non solo da più docenti ma persino dallo stesso docente in momenti diversi”.

  25. Le prove oggettive • “Si definiscono oggettive le prove che consentono di predeterminare, rispetto al momento della loro somministrazione, e senza dar adito alla pur minima ambiguità interpretativa, l’esattezza delle risposte. Inoltre, a tutti i soggetti cui la prova viene somministrata si richiede l’esecuzione delle stesse prestazioni nello stesso tempo.”

  26. Le prove oggettive a carattere strutturato (stimolo chiuso – risposta chiusa) • Vero/Falso • Completamenti • Corrispondenze • Scelte multiple

  27. Le prove oggettive a carattere semistrutturato (stimolo chiuso – risposta aperta) • Domande strutturate • Saggi brevi • Rapporti di ricerca • Riassunti • Colloquio strutturato • Colloquio semistrutturato • Riflessione parlata (G. Domenici, Manuale della valutazione, 1993)

  28. Esempio di prova strutturata e semistrutturata • Prova semistrutturata • Indica i nomi dei vasi, a seconda del sangue trasportato: • ………. (Arterie) • ………. (Vene) Prova strutturata Il nome del vaso che trasporta il sangue ricco di ossigeno è • vena. • arteria. • muscolo. • legamento.

  29. Tempi e funzioni della valutazione • Valutazione iniziale (o d’ingresso o dei prerequisiti) • Valutazione intermedia (formativa) • Valutazione finale (sommativa) • Valutazione predittiva

  30. Limiti e pregiudizi delle prove oggettive • Si limita l’espressione degli studenti e il dialogo con gli insegnanti • Occorre troppo tempo per la costruzione • Casualità nelle risposte • Misurazione solo di alcuni aspetti dell’apprendimento • Misurazione del prodotto e non del processo (G. Benvenuto, Mettere i voti a scuola, Carocci, 2003)

  31. Pregi delle prove oggettive • Oggettività • Risparmio di tempo per la valutazione • Simultaneità delle misurazioni • Recupero individualizzato • Riferimento a vaste aree di contenuti • Stimolo, per il docente, ad uno studio continuo

  32. (G. Domenici, Manuale della valutazione) • “I quesiti rappresentano un’adeguata campionatura delle conoscenze relative a uno o più ambiti disciplinari e a un livello di complessità determinato, in modo da permettere la collocazione delle diverse prestazioni su una identica scala di misura”.

  33. Le prove oggettive, meglio se costruite autonomamente, ci guidano • nella definizione degli obiettivi didattici relativi al processo di insegnamento/apprendimento; • nella ricerca della strutturazione di uno strumento di verifica valido, attendibile.

  34. Le prove oggettive, ai fini della continuità, ci consentono di • ragionare con i colleghi, in orizzontale e in verticale, in merito al nostro modo di procedere; • evitare le ambiguità del linguaggio pedagogico; • costruire insieme un percorso; • formare gruppi omogenei di apprendimento; • avvalerci di informazioni precise, utili ad una valutazione meno approssimativa.

  35. Uscire dalla genericità per entrare nello specifico della realtà: la comprensione di un testo scritto • Il brano scelto (tipologia, lunghezza, caratteri di stampa, contenuto…) • Le abilità oggetto di verifica, item per item (padronanza lessicale, comprensione globale; comprensione locale, riconoscere una parafrasi, individuare connessioni..) • Le modalità di richiesta (prove strutturate, semistrutturate) • I tempi accordati • Il giudizio valutativo espresso in relazione alla misurazione effettuata.

  36. L’importanza dell’item analysis Attraverso l’Item analysis si può gradualmente affinare la prova fino a renderla valida, affidabile. L’Item analysis sottopone ogni quesito (con le relativi possibili risposte) ad un controllo per verificare il livello di facilità e quello di discriminatività (quanto ogni domanda è in grado di discriminare gli alunni con più conoscenze da quelli che ne hanno meno) E’ possibile quindi, con il tempo e con numeri alti, giungere ad un archivio didattico, con un sensibile risparmio di tempo e di energie e con la possibilità di comparare i dati nel corso degli anni.

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