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Antropologia - Lezione 14^

Antropologia - Lezione 14^. Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata.

brittany
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Antropologia - Lezione 14^

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Presentation Transcript


  1. Antropologia - Lezione 14^ Momento sistematico 1 Le strutture della libertà creata

  2. Tua madre è un prodigio: il Signore è entrato in lei e si è fatto servo; egli è entrato che sapeva parlare e in lei si è fatto muto; è entrato in lei tuonante e la sua voce si è fatta silenzio. Il seno di tua madre ha stravolto l’ordine delle cose: il Creatore di tutte le cose è entrato ricco, ed è uscito povero; è entrato in lei grande, ed è uscito umile; è entrato in lei splendente, e si è ricoperto di un vile colore ed è uscito. È entrato come colui che nutre ogni cosa, e ha fatto sua la fame; è entrato come colui che dà da bere a ogni cosa, e ha fatto sua la sete; nudo e scoperto uscì, colui che veste ogni cosa (S. Efrem)

  3. Dove siamo?  l’attuarsi della Predestinazione Eternità Storia • L’uomo libertà creata / partner di Dio • imago Dei – costituito in corpo-anima

  4.  sviluppo del tema dell’uomo imago Dei

  5. SOMIGLIANZA tensione: vita spirituale  sinergia: Spirito + libertà IMMAGINE

  6. “Dov’è” l’imago Dei nell’uomo? Gli orientamenti fondamentali: 1) la tricotomia antropologica di Ireneo 2) la scuola alessandrina 3) la scuola antiochena 4) il modello agostiniano 5) la dicotomia antropologica della modernità

  7.  Ireneo a confronto con la gnosi Cosa è a immagine di Dio nell’uomo? Cosa è spirituale nell’uomo?

  8. L’antropologia tricotomica Dato biblico di partenza: Prima lettera ai Tessalonicesi 5,23 Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

  9. S. Lyonnet dice che la struttura tricotomica è l’aspetto peculiare dell’antropologia di Paolo. • Lo spirito (= pneuma) può essere identificato direttamente con il principio della vita nuova in Cristo, dunque lo Spirito Santo dimorante nel cuore dei credenti (cfr. Rm 5,5) • oppure potrebbe indicare la parte più elevata dell’uomo, anch’essa costitutivamente aperta all’influsso dello Spirito (cfr. Rm 1,9). Cfr. l’esauriente studio storico di H. De Lubac, «Antropologia tripartita», in Mistica e Mistero, Jaca Book, Miano 1975, 59-117.

  10. Per mezzo del Figlio e dello Spirito, tuttol’uomo, non una sua parte, diventa simile a Dio. L’anima é una parte dell’uomo, non tutto l’uomo: l’uomo perfetto è composizione e unione dell’anima che riceve lo Spirito del Padre ed è unita alla carne modellata a immagine di Dio. Ireneo di Lione

  11. L’uomo perfetto è composto di tre elementi: la carne, l’anima e lo Spirito; quello che salva e dà forma è lo Spirito Ireneo di Lione tricotomia Tutto quello che è vostro, Spirito, anima e corpo si conservi per la venuta del Signore (1Ts 5,23) SPIRITO corpo anima

  12. Cosa nell’uomo riceve lo Spirito? Sotto il nome di “perfetti”, san Paolo designa coloro che hanno ricevuto lo Spirito di Dio, li chiama anche “spirituali”; spirituali lo sono per una partecipazione dello Spirito, ma non grazie alla privazione e all’eliminazione della carne. Ireneo di Lione

  13. Il grande contributo di Ireneo è stato quello di aver eliminato il concetto di “spirituale per natura” = l’anima è spirituale • dove “spirituale” è da intendersi come “immateriale”.

  14. Dunque anche la ‘carne’ è spirituale? Nessuna anima può in alcun modo conseguire la salvezza, se non ha accolto la fede nel tempo che la vede unita alla carne: a tal punto la carne è il cardine della salvezza! (Tertulliano, De resurrectione mortuorum, VIII, 2-3)

  15. Spas Nerukotvornyj Scuola di Novgorod – XII secolo

  16. La scuola alessandrina: imago è l’anima  Il confronto col platonismo, qui è più forte del pensiero biblico! Filone: l’immagine è in una delle facoltà spirituali dell’uomo (poi Clemente Alessan-drino e Origene) riduzione dell’imagoad una singola parte dell’uomo più precisamente, a qualcosa di “spirituale” (= immateriale!).

  17. Ragionamento: - se il prototipo dell’uomo è il Verbo preesistente, il Logos invisibile - la copia di esso è l’anima, altrettanto invisibile e spirituale - la somiglianzaal Logos invisibile si manifesta, cioè, nelle potenze spirituali = l’intelligenza e la volontà • Il corpo è considerato solo marginalmente • riduzione dell’imago solo ad un aspetto della persona, non alla sua totalità – come è invece nella prospettiva biblica • identificato con qualcosa di immateriale, a discapito della corporeità

  18. Origene: «La parte dell’anima che è la più preziosa di tutte, e che alcuni chiamano l’apice del cuore (il noûs), altri senso spirituale, o sostanza intelligente, o che, in qualunque modo la si chiami, è in noi quella parte di noi stessi mediante la quale possiamo essere capaci di Dio».

  19.  La scuola antiochena La linea asiatica e africana (Clemente Romano e Giustino, Ireno e Tertulliano) • anche l’ispirazione aristotelica • recupera il valore della corporeità: - se il prototipo è il Verbo incarnato • la copia è l’uomo intero, nella sua unità di corpo e anima, materia e spirito • l’archetipo è Gesù Cristo, cioè una realtà storica e non un’entità celeste e mitica, e la copia è l’uomo

  20. Nei tempi passati (AT) si diceva bensì che l’uomo è stato fatto a immagine di Dio, ma non appariva tale, perché era ancora invisibile il Verbo, a immagine del quale era stato fatto: appunto per questo perse facilmente la somiglianza. Ma quando il Verbo di Dio si fece carne, confermò l’una e l’altra cosa: mostrò veramente l’immagine, divenendo egli stesso ciò che era la sua immagine, e ristabilì saldamente la somiglianza, rendendo l’uomo simile al Padre invisibile attraverso il Verbo che si vede (Ireneo)

  21. In più:  L’imago perfettanon è il Figlio incarnato, ma la sua carne gloriosa, l’umanità divinizzata di Gesù nella sua risurrezione questa linea non fu di fatto seguita nella riflessione successiva

  22. Agostino identifica l’immagine nelle potenze spirituali dell’uomo • l’originale a cui si ispira l’immagine, non è ricondotto a Cristo, bensì all’intera Trinità • una rilettura che condiziona fino ad oggi • se il prototipo è la Trinità, nell’unità della natura e nella trinità delle persone • la copia è l’uomo nell’unitàdella sua natura e nella trinità delle sue potenze spirituali. Agostino trova questa immagine solo nell’uomo interiore, cioè nella triade di:

  23. mens voluntas amor oppure memoria intelligentia voluntas

  24. Agostino: fissazione autorevole • con accentuazioni particolari: • una riduzione dell’idea di immagine dal riferimento all’uomo intero, alla identificazione con una parte di essa, una singola e specifica qualità • in linea con la cultura ambiente ellenistica se ne impone progressivamente una lettura “spiritualizzata”, poiché si identifica l’imago nell’anima dell’uomo, di fronte ad una svalutazione del corpo.

  25. 3) perdita dell’originario riferimento cristologico dell’imago: non solo a Cristo quale archetipo della creazione (Col 1), ma persino al Logos eterno. Perché? A motivo della controversia ariana, per evitare la tendenza a subordinare il ruolo di Cristo al Padre (fino a non riconoscerlo come Dio: il subordinazionismo), si mette da parte che l’uomo è stato creato solamente a immagine del Figlio e si identifica l’anima o la mentecon l’immagine della Trinità

  26. La storia successiva all’epoca patristica Con Agostino = l’immagine sta nell’anima (= le potenze spirituali dell’anima) Schleiermacher = l’immagine divina è la vita personale religioso-morale dell’uomo I moderni = l’elemento religioso è nella libera volontà, nell’intelligenza, nell’autocoscienza, nella personalità  Ma tra Agostino e i moderni per ANIMA s’intendono cose diverse!

  27. L’influsso della cultura filosoficamodernarinascimentale nella comprensione dicotomica dell’antropologia Se l’uomo è composto di corpo-anima dove è l’elemento spirituale in questo composto?

  28. UMANESIMO - RINASCIMENTO:L’uomo è completo in sé, senza relazione a DioDio è estraneo all’uomo e dannoso per la sua autonomiaIl soprannaturale è stato visto come un’alienazione, una coercizione per la natura umana, una pressione esterna corpoapparatosensoriale sentimenti-affetti mente: razionalità e volontà anima

  29. Dalla tricotomia alla… SPIRITO corpo anima

  30. alladicotomia: DIO: SPIRITO OGGETTO ESTERNO Anima: qui lo spirituale nell’uomo corpo (animale) antropocentrismo

  31. Lo spirituale si misura con la sferapsicologica (anima: psiche) CRISTO: insegnamenti esempio etico ? anima:raziocinio volontà ?

  32. E LE ALTRE SFERE DELLA PERSONA? RESTANOesteriori allo spirituale la forza fisica i sensi l’estetica e la salute le abilità professionali ilpatrimonio le relazioni sociali ? ? ANIMA

  33. Molti soggetti si fermano alle zone intermedie: Vivono ad un livello fisico ed esteriore. Si misurano con: la loro forza fisica le attività produttive l’eccitazione dei sensi l’estetica e la salute le abilità professionali ? corpo ?

  34. Altri invece si misurano di più con il loro livello psicologico: i pensieri (la cultura) i sentimenti le emozioni le sensazioni le gratificazioni relazionali la creatività la memoria l’inconscio ? ? anima

  35. Esito: unacultura antropocentrica - a-religiosa lo spirituale è chiuso nel mondo psichico: • spirituale è = l’immateriale, non palpabile, non terrestre, etereo(l’aureola dei santi) • essere spirituali: * non pensare e non volere cose materiali * avere pensieri elevati e astratti su Dio * sforzarsi di fuggire il mondo e le passioni * dualismi = anima contro corpo riemerge l’eresia più dannosa per il cristianesimo, cioè lo gnosticismo

  36. L’anima non pensa - vuolenello Spirito, ma riflette su Dio come oggetto esterno a sé Fede: avere idee alte su Dio = sistemi dottrinali astratti dalla vita ( razionalismo) Dottrina è ideale etico = sforzo ascetico per conquistare gli ideali etici (volontarismo) Virtù= osservare regole/precetti (legalismo) Devozione = recupera i sentimenti religiosi FEDE= una elaborata costruzione su Dio, ma progettata dall’uomo all’interno del suo io, anche se con tanti richiami al mondo divino (che però rimane esteriore all’uomo)

  37. Reazione allo sviluppo “interiorista” dell’imago Dei H. Günkel ha cercato l’immagine nell’aspetto esteriore dell’uomo Alcuni autori che lo seguono arrivano a giustificare l’immagine divina dell’uomo nella sua forma eretta (L. Köhler).

  38. Quattro tentativi di correzione:  Th. C. Vriezen  vede l’immagine non in qualcosa che c’è nell’uomo, bensì nella sua totalità  non è però in grado di identificare la realtà dell’immagine se non in un elemento invisibile.

  39.  Gli studiosi di storia delle religioni compa-rate(J. Hehn, H. Schmidt e H. Wildberger) nella concezione dei testi egiziani e mesopotamici l’immagine è:  il re viene chiamato immagine di Dio = bisognaattribuire al termine di immagine il senso di mandatario  l’uomo è il rappresentante di Dio sulla terra: a) domina sulle creature e imita il creatore b) oppure rappresenta Dio in quanto è una comunione (maschio e femmina).

  40. In questa linea si collocano anche gli studi esegetici (Wolff, G. Von Rad) come interpretareGen 1,26 = “E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine (tselem), secondo la nostra somiglianza (demuth)”  “somiglianza” attenua il senso di immagine, escludendo la parità tra Dio e uomo • c’è l’affermazione del dominioe dellasignoria dell’uomo sul mondo, a partire da Dio: • Dio colloca l’uomo nel mondo quale segno della sua stessa grandezza, per garantire e affermare il suo diritto di sovranità

  41. Genesi1,26 = descrive l’opera che l’uomo è chiamato a compiere nell’universo: la sua missione di rappresentanza di Dio, il suo compito di luogotenente di Dio • il significato dell’essere creato a immagine di Dio va cercato non nella sua costituzione spirituale, ma nel suo ruolo particolare di rappresentante di Dio sulla terra

  42. Westermann ha proposto una rilettura di Gen 1,26 che va oltre la possibilità di identi-ficare l’immagine in una qualità dell’uomo: • nel testo non ci viene detto primariamente qualcosa sull’uomo, ma sull’operare di Dio • Dio crea l’uomo affinché esista di fronte a Lui, perché sia in relazione con Lui • La relazionenon è un’aggiunta all’essere dell’uomo, ma costituisce ciò che è più caratteristico dell’essere umano • la relazionalità non è caratteristica del singolo uomo ma del genere umano: nel suo insieme è il partner di Dio

  43. «Ciò che Dio decide di creare deve avere una relazione con Lui. La creazione dell’uomo a immagine di Dio ha di mira un evento tra Dio e l’uomo. Il Creatore crea una creatura che gli è conforme, alla quale possa parlare e che lo possa ascoltare. Si noti quindi che l’“uomo” in questo racconto della creazione è un termine collettivo; nella creazione a immagine di Dio si pensa innanzitutto non a un individuo esistente per sé, bensì all’umanità, al genere umano. Di esso viene detto che è creato affinché accada qualcosa tra Dio e uomo: l’umanità è creata come partner (Gegenüber) di Dio» (Westermann)

  44. Conclusione di Westermann Gen 1,26 non esprime una qualche dimensione dell’essere dell’uomo, ma la sua dimensione fondamentale • senza negare il tema del dominio dell’uomo sul mondo in rappresentanza di Dio • occorre invece insistere sulla relazione con Dio stesso • Dio ha creato un«tu» che potesse rispondere a lui, una creatura libera che fosse il suo interlocutore

  45. L’immagine di Dio non può ridursi a un aspetto parziale presente nell’uomo, non è solo una qualità della libertà creata • tutte le interpretazioni “parziali” che la sto-ria ha proposto devono essere ricuperate all’interno della dimensione totale e totalizzante dell’immagine. • Cifra sintetica dell’immagine = la relazionalità «Tutti gli uomini, in quanto immagine di Dio, sono Gegenüber di Dio, una pura relazionalità a Dio» (Westermann)

  46. La relazionalità: • qui si fonda ultimamente la dignità umana • e da ciò deriva l’apertura cristologica: in tutta la sua vicenda personale/storica/sociale, Cristo, che è l’immagine del Dio invisibile, è il partner del Padre • per questo l’uomo è immagine in quanto è pen-sato nella sua totalità come partner di Dio, a immagine del Figlio • l’uomo è loghikos in quanto in ciascuna sua facoltà riflette l’Immagine (conoscenza, amore, creazione, socialità, corporeità)

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