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Docente A. Colli

SILSIS UNIVERSITA’ di PAVIA LABORATORIO DIDATTICO DELLE SCIENZE SPERIMENTALI A0 60 I anno I semestre PRIMO INCONTRO Materiale di lavoro ad uso interno dei tirocinanti SILSIS Alcune parti potrebbero provenire da fonti non citate. Docente A. Colli. PERCHE’ INSEGNARE? ESISTE L’INSEGNANTE IDEALE?

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Presentation Transcript


  1. SILSIS UNIVERSITA’ di PAVIALABORATORIO DIDATTICO DELLE SCIENZE SPERIMENTALIA0 60 I anno I semestrePRIMO INCONTROMateriale di lavoro ad uso interno dei tirocinanti SILSISAlcune parti potrebbero provenire da fonti non citate Docente A. Colli

  2. PERCHE’ INSEGNARE? ESISTE L’INSEGNANTE IDEALE? Scrivere Cinque doti dell’insegnante ideale Cinque difetti Raccolta risposte Confronto con risposte insegnanti e studenti

  3. Le Scienze • In Italia • La comparazione internazionale proposta da • PI S A • La comparazione internazionale proposta da PI S A per l’area scientifica non prevedeva, come nelle precedenti ricerche un esame • dei curricoli nazionali alla ricerca di un ‘comune • denominatore’ in genere livellato verso il basso, ma metteva invece al centro dell’indagine quella che è stata definita • una ‘Literacy scientifica’, una ‘competenza scientifica f u n z i o n a l e’ di base, intesa come «capacità di utilizzare conoscenze scientifiche, di identificare domande e di trarre conclusioni basate su prove, per capire e per aiutare a prendere decisioni circa il mondo della natura e i cambiamenti ad esso apportati dall’attività umana. • .Una competenza che non è quindi riservata a chi continuerà gli studi scientifici ma • che dovrebbe essere comune a tutti i cittadini del pianeta, che dovrebbe essere funzionale alla riflessione critica e all’assunzione di decisioni consapevoli rispetto allo sviluppo scientifico e tecnologico caratteristico della nostra epoca. • Il PI S A riconosce nella ‘Literacy scientifica’, tre dimensioni principali: • concetti scientificinecessari per comprendere i fenomeni naturali e i cambiamenti apportati dalle attività umane; • processi scientifici: la capacità cioè di usare le conoscenze scientifiche per acquisire informazioni, interpretarle e per proporre azioni fondate; ‘le situazioni e • le aree di applicazione’ delle competenze

  4. PISA è l’acronimo di Programme for International Student Assessment. Facendo seguito a PISA 2000, PISA 2003 è il secondo ciclo del programma di rilevazioni delle conoscenze e delle abilità dei quindicenni scolarizzati avviato dall’OCSE nel 1997, al quale l’Italia ha attivamente partecipato fin dalla fase di progettazione PISA è un’indagine internazionale con periodicità triennale che valuta conoscenze e abilità dei quindicenni scolarizzati. L’indagine mira a verificare in che misura i giovani prossimi all’uscita dalla scuola dell’obbligo abbiano acquisito alcune competenze giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole e attivo nella società e per continuare ad apprendere per tutta la vita. PISA mira a valutare non tanto la padronanza di parti del curricolo scolastico, ma la capacità di utilizzare conoscenze e abilità apprese anche e soprattutto a scuola per affrontare problemi e compiti analoghi a quelli che si possono incontrare nella vita reale. P.I.S.A. 2003 OCSE http://www.lsgalilei.tn.it/Genitori/ocse/profilo_sintetico_ocse.htm http://www.treccani.it/site/Scuola/Osservatorio/pisa/siniscalco.htm http://archivio.invalsi.it/ri2003/pisa2003/index.htm

  5. principali obiettivi di PISA sono: • mettere a punto indicatori delle prestazioni degli studenti quindicenni comparabili a livello internazionale; • individuare gli elementi che caratterizzano i Paesi che hanno ottenuto i risultati migliori; • fornire dati sui risultati del sistema di istruzione in modo regolare e programmato. • Ambiti di valutazione • La valutazione riguarda i tre ambiti della lettura, della matematica e delle scienze e alcune competenze trasversali costituite, nel 2003, dalle competenze di problem solving.In ogni ciclo di PISA si valutano i tre ambiti della lettura, della matematica e delle scienze, ma se ne approfondisce uno a rotazione (la lettura in PISA 2000, la matematica in PISA 2003 e le scienze in PISA 2006) in modo da avere un quadro dettagliato dei risultati degli studenti in ciascun ambito di competenza ogni nove anni, con aggiornamenti intermedi ogni tre anni.

  6. StrumentiLa rilevazione avviene attraverso prove scritte strutturate che impegnano due per ogni studente. Le prove sono costituite da domande a scelta multipla, domande aperte a risposta univoca e domande aperte a risposta articolata. Gli studenti e i dirigenti scolastici rispondono anche, rispettivamente, a un Questionario Studente e a un Questionario Scuola che raccolgono informazioni su una serie di variabili di sfondo. Paesi partecipantiA PISA 2003 hanno partecipato 41 Paesi, tra i quali 30 Paesi dell’OCSE. Popolazione e campioneLa popolazione di riferimento è costituita dai quindicenni scolarizzati, dal momento che nella quasi totalità dei Paesi dell’OCSE tale età precede o coincide con il termine dell’obbligo scolastico. In PISA 2003 hanno preso parte alla valutazione oltre 275.000 studenti nei 41 Paesi partecipanti. Il campione italiano è costituito da 407 scuole, per un totale di oltre 11.000 studenti a rappresentare una popolazione di circa 500.000 quindicenni scolarizzati. Presentazione dei risultatiCon l’insieme delle domande di ciascun ambito di literacy valutato sono state costituite “scale di competenza”, che sono state suddivise in livelli di difficoltà crescente delle domande che corrispondono a livelli crescenti di capacità da parte degli studenti. Tali scale consentono di avere un quadro più dettagliato della distribuzione degli studenti e di descrivere quello che sanno e non sanno fare gli studenti che si collocano a ciascun livello.

  7. Competenza scientifica: La capacità di utilizzare conoscenze scientifiche, di identificare domande alle quali si può dare una risposta attraverso un procedimento scientifico e di trarre conclusioni basate sui fatti per comprendere il mondo della natura e i cambiamenti ad esso apportati dall’attività umana e per aiutare a prendere decisioni al riguardo” GRANDI TEMI CONSUMO ENERGETICO BIODIVERSITA’ SALUTE Applicare conoscenze Descrivere e spiegare fenomeni Interpretare dati ESEMPIO DI DOMANDE

  8. Gli studenti italiani, in percentuale significativamente maggiore delle medie internazionali, • scelgono di non rispondere alle domande nelle quali si chiede di argomentare, confrontare e discutere dati e opinioni. Non si tratta neanche di semplice carenza di informazioni ma di difficoltà ad applicare le conoscenze scientifiche a situazioni concrete, • unite a una mancanza di abitudine a esprimere e argomentare la propria opinione utilizzando concetti e processi scientifici. • Gli studenti italiani rispondono bene alle domande ‘facili’, nozionistiche, corrispondenti • al primo livello della scala proposta da PI S A; rispondono male o scelgono di non rispondere alle domande che richiedono di utilizzare competenze più complesse (solo il 25% dei nostri studenti raggiunge i 550 punti, indice per PI S A di buona competenza, e quasi nessuno raggiunge l’ottimo, fissato a 690). • Le cause possibili: • scarsa presenza delle scienze sperimentali nei curricoli della scuola secondaria • italiana – a differenza di molti altri paesi –sia in termini di status sia in termini di ore; • una visione ancora nozionistica delle scienze , con poco tempo dedicato a momenti • d’indagine autonoma e ancora meno a riflessioni sui limiti del procedere scientifico • e sulla sua utilizzazione per comprendere la tecnologia e i problemi di ogni giorno; • formazione universitaria anch’essa spesso nozionistica e che solo recentemente sta affrontando il problema specifico della formazione degli insegnanti; • un’org a n i z z a z i o n e delle cattedre e dei curricoli che esalta un approccio quasi esclusivamente teorico e separa spesso l’insegnamento ‘teorico’ dalla ‘ pratica ’di laboratorio.

  9. IL CONTESTO DOVE ANDREMO A INSEGNARE? LA SCUOLA ITALIANA E LA RIFORMA UNA STORIA “INFINITA” La Riforma Gentile Scuola di massa o di elite? Siamo “analfabeti?” Diversi tentativi: Falliti? Brocca? La Riforma Moratti Ed i Licei? DOCUMENTO UFFICIALE

  10. I nuovi programmi [introdotti da Gentile] stabilivano una gerarchia delle materie, che attribuiva una posizione di preminenza all’italiano e al latino davanti a storia e filosofia, mentre le discipline scientifiche, simili a “valletti”, dovevano accontentarsi dell’ultimo posto anche nel liceo scientifico. […] L’incapacità o il rifiuto di Gentile di riconoscere l’importanza della formazione scientifica per lo sviluppo della società industriale portò a una delle più fatali debolezze nella concezione didattica dell’opera di riforma, destinata a perpetuarsi anche dopo la fine del regime. [...] L’ordinamento scolastico di Gentile era articolato in funzione delle esigenze di un’élite borghese, del reclutamento di un’aristocrazia del sapere, il cui status andava difeso per mezzo di un sistema di selezione e di qualificazione che fungeva da barriera sociale.La riforma, cercando di frenare, se non bloccare la mobilità sociale dei ceti medio bassi attraverso la scuola, colpiva al contempo le aspirazioni di coloro ai quali il fascismo doveva la sua ascesa [...] [da J. Charnitzky, Fascismo e scuola, La Nuova Italia, Firenze 1996]

  11. Qual è il contesto attuale, sotto l’aspetto socio-culturale, politico-economico, scientifico , tecnologico? In una parola, in che tipo di società viviamo nell’attuale momento storico? E come si configura la scuola? In quale rapporto si pone la scuola con la società? Come e quale tipo di studenti e futuri lavoratori devono essere formati dalla scuola? Quali sono le caratteristiche dei sistemi scolastici? Si tratta di interrogativi molto ampi, sui quali proponiamo spunti di riflessione a partire da quanto espresso dal Consiglio europeo di Lisbona nel marzo 2000. In tale occasione, constatando che l’Unione europea si trovava dinanzi a «una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e dalle sfide presentate da una nuova economia basata sulla conoscenza», il Consiglio si è dotato di un obiettivo strategico forte: entro il 2010 l’Unione deve «diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale». Ha ribadito che tali cambiamenti richiedevano non solo « una trasformazione radicale dell’economia europea» ma anche «un programma ambizioso per modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d’istruzione». Mai in precedenza il Consiglio europeo aveva riconosciuto con tanta forza il ruolo svolto dai sistemi d’istruzione e di formazione nella strategia economica e sociale e per il futuro dell’Unione. 

  12. Il Consiglio europeo di Lisbona nel marzo 2000 si trovava dinanzi a «una svolta epocale risultante dalla globalizzazione e dalle sfide presentate da una nuova economia basata sulla conoscenza», il Consiglio si è dotato di un obiettivo strategico forte: entro il 2010 l’Unione deve «diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale». Ha ribadito che tali cambiamenti richiedevano non solo « una trasformazione radicale dell’economia europea» ma anche «un programma ambizioso per modernizzare i sistemi di previdenza sociale e d’istruzione». la sfida posta dalla società è tale da imporre un approccio del tutto nuovo all’istruzione e alla formazione. Le prestazioni dei sistemi scolastici non sembrano infatti essere all'altezza delle trasformazioni socio-culturali ed economiche prodotte dall'evoluzione della società postmoderna. Tutte le persone dovrebbero acquisire uno zoccolo minimo di competenze per poter apprendere, lavorare e raggiungere lo sviluppo personale nella società e nell'economia basata sulla conoscenza: i risultati del PISA(quasi il 20% dei giovani non acquisisce le competenze chiave) costringono a riflettere sulla funzionalità della scuola, sul senso che essa ha nelle nostre società; occorre anche prendere in considerazione il problema relativo alla la formazione dei docenti e alle loro competenze professionali N. Bottani, Educazione e scuola http://ospitiweb.indire.it/adi/Treccani/TreccaniB_intro.htm

  13. NOVITA’ SULLA RIFORMA • 18.01.2005 - Comunicato della Moratti: l'attuazione della riforma per il II ciclo sarà trasparentePer garantire la massima trasparenza e partecipazione, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca rende disponibile da oggi sul sito www.istruzione.it la bozza di decreto legislativo per la riforma del II ciclo di istruzione e formazione, già consegnata alle istituzioni interessate, alle forze politiche, alle Regioni, alle parti sociali, alle associazioni disciplinari, dei docenti, degli studenti e dei genitori, agli ordini professionali.13.01.2005 - Divulgati dal MIUR i quadri orari per i licei. La Chimica  e le Scienze penalizzateIl 13 gennaio u.s. il Ministro dell'Istruzione ha presentato alle Parti Sociali lo schema di decreto legislativo per la riforma delle superiori. Dall'esame dei quadri orari risulta evidente come la Chimica, come disciplina autonoma, sia presente solo nel liceo tecnologico. Le Scienze nel complesso diminuiscono come peso orario, soprattutto nel primo biennio • Decreto legislativo 17 ottobre 2005   Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle    prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e    formazione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n.53 • http://www.istruzione.it/riforma/secondociclo.shtm • http://www.unipv.it/webbio/labweb/primantr/news/biolicei.htm • I PROGRAMMI DI SCIENZE/BIOLOGIA DEI NUOVI LICEI

  14. CONOSCENZE ABILITA’ CAPACITA’ COMPETENZE DALLE CAPACITA’ Ciò che possiamo essere Espresse e potenzialità Es: capacità logica ALLE COMPETENZE Capacità portate a compimento Attraverso le CONOSCENZE (dichiarative e tecnico-procedurali) e le ABILITA’

  15. Capacità Competenze Conoscenze Abilità Conoscenza: è l’insieme dei contenuti (concetti, regole, teorie, procedure, metodi, ecc..) di una disciplina. Solitamente, il possesso di tali conoscenze viene denominato sapere. Competenza: è l’applicazione concreta delle conoscenze nella risoluzione di problemi e per eseguire compiti. Di solito, il possesso di competenze viene indicato come saper fare. Capacità: implica il possesso del pensiero critico e il controllo intelligente di ciò che si conosce e si sa fare, anche in contesti non scolastici. Di solito, il possesso delle capacità, denominate anche abilità di pensiero, viene indicato come saper essere. PROGETTO: CONOSCENZE, COMPETENZE E CAPACITA’ IN CHIMICA Giuseppe Valitutti Ispettore Tecnico Sovrintendenza Scolastica di Ancona giuvalitut@libero.it

  16. Capacità ESSERE Competenze necessitano TEORIA utilizzano PRATICA Conoscenze Abilità AVERE per RISOLUZIONE PROBLEMI in SITUAZIONI REALI

  17. Nelle indicazioni e nelle raccomandazioni per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria si utilizzano questi termini: a) con il termine capacità si indicano le competenze che il bambino può acquisire, quindi le sue competenze potenziali; b) col termine obiettivi formativi si indicano invece le mete dei processi di insegnamento e apprendimento (unità di apprendimento); c) con il termine competenze si indicano i risultati dei processi formativi, quindi le abilità e le capacità (saper fare), gli atteggiamenti (saper essere) e le conoscenze (sapere) in quanto già acquisiti dagli alunni. http://www.rivistadidattica.com/capacita%E2%80%99_obiettivi_formativi_competenze_%C2%A0di_umberto_tenuta_%C2%A0.htm E ancora

  18. OSA OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

  19. Distribuzione dell’insegnamento delle scienze • Scienze Naturali=Chimica,Biologia, Scienze della Terra • **Scienze Intergrate=Fisica, Chimica,Biologia, Scienze della Terra Nel lavoro da consegnare inserire qualche considerazione sulla riforma e tener conto del quadro orario della riforma

  20. Per i programmi ministeriali relativi alla scuola secondaria superiore (biennio Brocca) vai all'indirizzo http://www.annalipubblicaistruzione.it/icons/Sdapi/SDAPI/5656.pdf Per i programmi ministeriali relativi alla scuola secondaria superiore (triennio Brocca) vai all'indirizzo http://www.annalipubblicaistruzione.it/icons/Sdapi/SDAPI/5961.pdf Per i programmi ministeriali relativi alla scuola secondaria superiore (IGEA) vai all'indirizzo http://www.edscuola.com/archivio/norme/di122_96.pdf Per i programmi ministeriali relativi alla scuola secondaria superiore (ITIS) vai all'indirizzo http://www.edscuola.com/archivio/norme/di9394.pdf Per i programmi ministeriali relativi alla scuola media vai all'indirizzo http://www.edscuola.com/archivio/norme/dm9279.html http://www.gildains.it/riforma/riforma.htm

  21. LA SITUAZIONE: Esaminiamo insieme Diversi “programmi” ufficiali, “possibili” nuovi programmi e programmazioni di alcune scuole, confrontiamole e valutiamoli criticamente LAVORO IN GRUPPO TEMPO 1 ora Consegna: produrre un lucido con caratteristiche collocazione (tempo, luogo) programmi esaminati, caratteristiche, confronto, valutazione critica, opinioni personali, eventuali programmi sperimentati (da chi già insegna)

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