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S.Clemente - Attinomiceti

S.Clemente - Attinomiceti. Cripta di Anagni - patina costituita da micelio bianco. Ingrandimento. Micelio fungino su muratura - S.Eligio degli Orefici. Cripta di Anagni – macchie scure dovute a funghi del gruppo delle Dematiaceae.

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S.Clemente - Attinomiceti

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Presentation Transcript


  1. S.Clemente - Attinomiceti

  2. Cripta di Anagni - patina costituita da micelio bianco Ingrandimento

  3. Micelio fungino su muratura - S.Eligio degli Orefici

  4. Cripta di Anagni – macchie scure dovute a funghi del gruppo delle Dematiaceae

  5. Basilica di Porta Maggiore- sottili patine bianche e macchie brune dovute a differenti specie di microfunghi

  6. Domus Aurea - Aree di affresco interessate da colonizzazioni rosa-violacee

  7. Esempio di alterazioni cromatiche della pietra prodotte dalla crescita di funghi Deposito Comune di Roma Via Bova

  8. Danno chimico Danno chimico • Rilascio di acidi organici • Rilascio di pigmenti • Processi di respirazione • Rilascio di acidi organici (ac. ossalico - ac. Salicilico, ac. lecanoico) • Processi di respirazione Cianobatteri Alghe • Patine e pellicole di vario colore e consistenza (anche nere) • Strati gelatinosi Danno fisico • Penetrazione delle cellule nella pietra (alghe e cianobatteri con crescita endolitica) • Ritenzione di acqua nelle guaine cellulari Licheni • Incrostazioni • Pitting (licheni endolitici) Danno fisico • Penetrazione dei talli lichenici • Espansione dei talli per assorbimento di acqua

  9. Su manufatti esposti all’aperto con forte irraggiamento solare prevalgono patine sottili grigio-nere costituite prevalentemente da cianobatteri con guaine pigmentate (che proteggono dalle radiazioni UV) Spesso presenti anche funghi in lichenizzazione

  10. Patine di alghe e cianobatteri sul pavimento e nella parte bassa delle murature interessata dalla risalita capillare dell’acqua

  11. Colombario Villa degli Scipioni

  12. Patine mucillagginose

  13. Microflora casmoendolitica Alghe e cianobatteri a crescita endolitica (casmoendolitica)

  14. Danno fisico-chimico 100 x Sezione verticale della pietra penetrazione di alghe: 60÷70 m

  15. vivono sulla superficie del materiale formando patine variamente estese e sono le più diffuse EPILITICHE 200 micron Colonizzazione del substrato In relazione al rapporto che alghe e cianobatteri sviluppano con il substrato (del modo con cui crescono sul substrato) possono essere distinti in • CASMOLITICHE e CRIPTOENDOLITICHE • Vivono all’interno di cavità già esistenti della pietra (condizioni microambientali più favorevoli) • Sotto scaglie di pietra o sollevamenti di intonaco • oppure in cavità strutturali della pietra • Possono formare strati paralleli alla superficie ENDOLITICHE - Penetrano attivamente nel substrato, dissolvendo la componente carbonatica. Sono più rare delle forme epilitiche

  16. Danno chimico Danno fisico Muschi • Tappeti e cuscinetti grigio-verdi • Incrostazioni calcaree (su manufatti interessati da fenomeni di nebulizzazione dell’acqua) Favoriscono le crescita di vegetali superiori Producono incrostazioni calcaree (fontane) Vegetali superiori (erbe, arbusti, specie legnose) • Producono: fratture, collassi delle strutture , distacco di materiale • Acidità degli apici radicali (ass. cationi) • rilascio di essudati ad azione complessante • Penetrazione degli apparati radicali

  17. Esempio di licheni su dipinti murali La rimozione del lichene comporta la perdita dello strato pittorico Crescita preferenziale di licheni sui materiali più porosi

  18. Alterazione a pitting prodotta da lichini endolitici

  19. la presenza dei muschi crea un ambiente umido e ricco di sostanza organica che consente lo sviluppo anche di microrganismi eterotrofi (funghi e batteri eterotrofi) e la crescita di piante superiori

  20. Formazione di incrostazioni calcaree La Fontana dei Draghi a Villa d’Este, Tivoli. Imuschi incrostanti hanno prodotto incrostazioni dello spessore di 20-40 cm. Tali spessori impedivano la leggibilità dell’opera.

  21. Eucladium verticillatum Più diffusa specie di muschio incrostante

  22. Studio della bioerosione di manufatti lapidei sommersi L’ISCR sta conducendo da alcuni anni studi sul degrado e la conservazione di reperti e strutture archeologiche lapidee sommerse, in particolare nel Parco Archeologico Sommerso di Baia (Na), situato nell’omonima Area Marina Protetta, e nella Grotta Azzurra di Capri. Manifestazioni del degrado biologico

  23. Gli organismi ed i microrganismi acquatici, animali e vegetali, determinano un processo di degrado detto Bioerosione che può portare alla totale distruzione del materiale lapideo colonizzato. Bioerosione mosaici Bioerosione statue

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