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Il cibo nel cinema

Il cibo nel cinema.

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Presentation Transcript


  1. Il cibo nel cinema

  2. "La durata e la qualità della vita dipendono in gran parte dall’ingestione e dall’utilizzazione dei nutrienti. La nutrizione è la scienza che collega l'alimentazione alla salute dell'uomo.Il fenotipo umano è il prodotto dell'espressione del suo patrimonio genetico in rapporto alle sollecitazioni dell'ambiente.In questa interdipendenza, durata e qualità della vita dipendono da ingestione e utilizzazione di nutrienti, come momento primario dell'azione dell'ambiente sul genotipo. Rispetto alla nutrizione, le malattie e le terapie sono fenomeni accidentali".

  3. Il cibo è uno degli aspetti più importanti e radicati nelle varie culture mondiali: è il segno distintivo che diversifica ogni nazione, ogni regione, ogni città ed identifica una diversa storia, una diversa cultura ed un differente modo di intendere l’esperienza culinaria.Si può affermare, senza avere timore di dire un’eresia, che il cibo è lo specchio di un popolo.Non c’è da stupirsi, quindi, che il cinema, massima rappresentazione di vizi e virtù, tradizioni ed innovazioni, si sia servito anche del cibo per raccontare le sue storie.

  4. Il cibo è lo specchio delle nostre emozioni, è piacere, salute e tradizione gastronomica. Il cibo è famiglia, è la tavola della terra di nascita. Il cibo non è solo calorie, non è solo un nutrimento per il corpo. Non soddisfa soltanto i nostri fabbisogni energetici e metabolici. Stuzzica, rilassa, rasserena. Si sceglie un cibo, un piatto anziché un altro più sulla base degli stimoli sensoriali, tradizione, piacere e gastronomia che su considerazioni nutrizionali e dietetiche. Con il cibo si nascondono paura, insicurezza, mancanza di affetti e di amore. Quando si vuole stare con una persona amata, la si invita a tavola.

  5. Nazione: USA Anno: 2005 Genere: Commedia Regia: Tim Burton Charlie Bucket, proviene da una famiglia povera, e spende la maggior parte del suo tempo a sognare la cioccolata che adora ma che di rado può permettersi. La sua vita cambia quando Willy Wonka, proprietario di una famosissima fabbrica di cioccolato, mette in palio cinque biglietti, nascosti in cinque barrette di cioccolato. I bambini che troveranno uno di questi biglietti potranno fare un tour nella fantastica fabbrica di cioccolato. Charlie trova miracolosamente un biglietto vincente...

  6. Riflettendo… Il cioccolato è metafora potente di dolcezza, bontà, calore, allegria, condivisione, dono. Il cioccolato ci restituisce immediatamente il significato della Bontà che scorre a fiumi, morbida, avvolgente, profumata. E’ il respiro stesso della famiglia, il sentimento che la anima (o che dovrebbe animarla) e la muove. E proprio la famiglia dovrebbe essere il luogo in cui il cioccolato (il Bene) viene prodotto. E’ la famiglia la vera fabbrica di cioccolato. Se l’amore alimenta la famiglia, la famiglia produce amore e viceversa, in un circolo straordinariamente virtuoso. E’ questa la fabbrica popolata da uomini, la prima fabbrica Wonka, in cui gli operai (i membri della famiglia) lavorano insieme per creare il cioccolato.

  7. Nazione: Italia Anno: 2007 Genere: Commedia Regia: Claudio Cupellini Mattia è un geometra che vuole farsi strada ad ogni costo; refrattario agli impegni emotivi e lavorativi, si adagia su comportamenti professionali e sentimentali ben poco profondi. Kamal, il manovale egiziano che lavora in nero per il giovane imprenditore, subisce un incidente sul lavoro, e una sola cosa può evitare la sua denuncia: Mattia deve intraprendere un corso per aspiranti cioccolatieri in un’importante azienda dolciaria, spacciandosi per Kamal.Temendo le minacce del suo ex dipendente, Mattia accetta ed entra nella classe di gourmet, dove conoscerà la bella Cecilia e dove imparerà l'arte cioccolatiera... Nazione: Anno: Genere: Regia:

  8. Riflettendo … L’oro nero per il palato rappresenta l’occasione per una redenzione. E’ quella di Mattia, che ricattato da Kamal (caduto malamente da un tetto e rimasto paralizzato), si ritrova a sostituirlo sotto mentite spoglie in un corso per diventare cioccolatiere per evitare la denuncia e finire in galera. Inoltre il film esalta molto il tema della cioccolata decantandone le lodi e i suoi poteri taumaturgici.

  9. Nazione: USA Anno: 2007 Genere: Animazione Regia: Brad Bird e Jan Pinkava La storia è quella di Remy, un ratto che vive in campagna, insieme al padre, al fratello Emil e a tutta la loro colonia, ma che, come il gabbiano Jonathan Livingston, non si accontenta di quello che ha, né di quello che è, vorrebbe di più. Lui non vuole mangiare spazzatura, né avanzi, vuole mangiare bene e per questo impara a cucinare.La fortuna o la sfortuna lo faranno arrivare in uno dei migliori ristoranti di Parigi, dove riesce a far diventare chef, Linguini, un semplice sguattero che di cucina non capisce nulla.

  10. Riflettendo … E’ chiaro da subito l’enorme importanza che ricopre in questo film la sana alimentazione ed il cibo in generale. Molti hanno letto in questo cartone animato, un chiaro messaggio verso i più piccoli e il loro innato rifiuto per i cibi ‘che fanno bene’. Un film quindi che non solo fa divertire ma che si pone come obiettivo quello di insegnare delle sane abitudini alimentari. La parola Ratatouille ha origine dal termine francese touiller, che significa rimestare. Come specialità gastronomica inizialmente era un piatto estivo preparato con verdure fresche dai contadini poveri della zona dell'attuale Nizza.La contrapposizione tra il topo, animale in genere disgustoso e poco attraente, e la cucina di un famoso ristorante: linda, pulita e ricca di cibi prelibati, porta lo spettatore ad una percezione narrativa originale e mai banale. Cosa c’è di più miserabile di un topo e di in una topaia per parlare della buona cucina? Ma i semplici comportamenti del protagonista si trasformano nei grandi valori che regolano l’esistenza: verità, onestà, audacia, fermezza, competizione.

  11. Nazione: Francia Anno: 2007 Genere: Drammatico Regia: Abdel Kechiche Beij, un arabo sessantenne, vive vicino Marsiglia, e lavora nel cantiere navale del porto ma alla sua età non regge più la fatica di un lavoro così pesante. Deve però resistere perché, anche se ha divorziato da parecchi anni, vuole rimanere vicino alla sua ex moglie e ai figli, nonostante le tensioni passate. Le difficoltà finanziarie lo fanno sentire inutile, e per allontanare la sensazione di fallimento che sente, si rifugia in un sogno che potrebbe trasformarsi in realtà. Vorrebbe aprire un ristorante a conduzione familiare per dedicarsi a un'attività meno faticosa della sua e più redditizia per tutti. Anche i suoi parenti pian piano si fanno coinvolgere e uniscono le loro forze per un progetto che dà a tutti la speranza in una vita diversa.

  12. Riflettendo … In questo film il cibo, anzi meglio l’apertura del ristorante, è una chance per dare una svolta e cambiare vita, per cercare di migliorare la condizione sociale e per riunire la famiglia che si è allontanata. Il cous cous è in fondo la rappresentazione di un’identità, qualcosa che le persone possano condividere; c’è anche un’idea di solidarietà, di qualcosa che unisce piuttosto che dividere. Il momento in cui si condivide il cous cous è un momento che unisce, nonostante i conflitti e le delusioni all’interno della famiglia.

  13. - Prof. Giuseppe Rotilio, Ricerca & Futuro -6/1996 - http://filmup.leonardo.it/sc_ratatouille.htm - http://it.wikipedia.org/wiki/La_fabbrica_di_cioccolato_(film) - http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49628 Bibliografia - http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49569

  14. Grazie a tutti per l’attenzione Barbara Iorio “Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana”

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