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LEGGERE L’ALFABETO DEI BULLI

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LEGGERE L’ALFABETO DEI BULLI. Genitori e Scuola, insieme. Modera Alessandro Vacchiotti Presidente A.Ge Media Val Susa. Apertura : Saluto pres regionale AGe Gian Carlo Clara . Qualche immagine da cui partire. Dirigente Scolastico Prof.ssa Susanna Tittonel “Perché parlare del

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LEGGERE L’ALFABETO DEI BULLI


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    Presentation Transcript
    1. LEGGERE L’ALFABETO DEI BULLI Genitori e Scuola, insieme

    2. Modera Alessandro Vacchiotti Presidente A.Ge Media Val Susa

    3. Apertura : Saluto pres regionale AGe Gian Carlo Clara

    4. Qualche immagine da cui partire

    5. Dirigente Scolastico Prof.ssa Susanna Tittonel “Perché parlare del bullismo a scuola, perché parlarne insieme, genitori e scuola

    6. storie che si ripetono... in classe di mio figlio c'era un ripetente che dettava legge.mio figlio non era mai d'accordo con lui e cosi è finito x essere il suo bersaglio.ogni giorno in classe sotto gli occhi del proff(che si era stancato d'intervenire)faceva cadere dal banco di mio figlio tutto l'occorrente scolastico che poteva avere.mio figlio puntualmente si ritrovava a dover raccogliere tutto e sempre solo.al che io mi sono stancata e sono andata a parlare con la preside.lei mi disse che era a conoscenza di tutto ciò ma che non poteva fare niente.questo ragazzo ogni volta che i dirigenti scolastici mandavano a chiamare i genitori,veniva picchiato dal padre e difeso puntualmente dalla madre.io non trovando nessuna via d'uscita x la serenità di mio figlio,(d'accordo con lui)l'ho trasferito d'istituto..quello che mi chiedo è che ragazzo diventerà da grande questo piccolo bulletto?

    7. Perché spesso è un problema che non deve essere sottovalutato Perché gli adulti devono indicare modelli positivi ai bambini ed ai ragazzi Perché parlare del bullismo a scuola, perché parlarne insieme, genitori e scuola Perché vogliamo condividere veramente la responsabilità della formazione ed educazione Perché la scuola è luogo di apprendimento della cittadinanza Ricordate il libretto delle regole Nella scuola dell’infanzia?...

    8. Siamo partiti da qui… Il questionario perchè come A chi? Gli esiti

    9. prendere in giro

    10. offendere

    11. mancanza di rispetto

    12. impedire di...

    13. fare del male...

    14. pretendere delle cose...

    15. pretendere soldi

    16. dire falsità su...

    17. ragazze dire falsità su...

    18. maschi picchiare prendere in giro

    19. Che fare?

    20. - l’Osservatorio Regionale Conoscere il fenomeno: bullismo, definizione di un concetto - I segnali da non sottovalutare … Marco Margrita membro dell’Osservatorio segretario regionale AGe

    21. bulli e bulle: una cosa non solo da “maschi” …. psicologa Laura Lucchini Balbo

    22. dalle azioni di contrasto al supporto pedagogico ispettore Tecnico USR Piemonte – dott. Luigi Favro

    23. “ WE CARE ” ... dal contrasto al supporto pedagogico… S. Antonino di Susa 16.03.2012 Isp. Luigi FAVRO

    24. IL “BULLISMO” CONOSCERLO PREVENIRLO FARLO EMERGERE VINCERLO

    25. DAL CONTRASTO…ALLAPREVENZIONE…AL SUPPORTO • SCUOLA (Soggetti istruzione formale) • FAMIGLIA • TERRITORIO/SOCIETA’ (Soggetti istruzione non formale • ed informale) • - ISTITUZIONI: Comuni, ASL, Servizi socio-assistenziali • Tribunale dei minori / Questura • Forze dell’ordine (Carabinieri, • Polizia,VV.UU) • -ISTITUZIONI RELIGIOSE: Parrocchie, Oratori… • - ASSOCIAZIONISMO e VOLONTARIATO: • culturale (es. Biblioteca), sportivo, socio-assistenziale, • tempo libero (es. Pro Loco)…

    26. ISTITUTO PROFESSIONALE • PER I SERVIZI PUBBLICITARI • “A. Steiner” di Torino • ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE • “ Sommeiller ” di Torino • SCUOLA MEDIA STATALE • di VINOVO (To)

    27. PAROLE-CHIAVE per PREVENZIONE e SUPPORTO * ACCORGERSI * LEGGERE * ASCOLTARE * OSSERVARE * METTERSI IN DISCUSSIONE Non . negare . nascondersi . in difesa . minimizzare o sminuire . ridicolizzare…

    28. una SINFONIA ANTI - BULLISMO o meglio: PRO - RISPETTO PRO - LEGALITA’ DOV ’ E’ IL DIRETTORE ?

    29. Il comportamento “bullistico” deriva da molteplici fattori (“multifattorialità”): individuali -cognitivi,motivazionali, emotivi, morali- , familiari, socio-ambientali, scolastici,… le risposte e gli interventi non possono che essere “al plurale” * LA COMUNITA’ * LA FAMIGLIA * LA SCUOLA / LA CLASSE / LA FORMAZIONE OPERATORI SCOLASTICI * IL GRUPPO DEI PARI – Modelli di “peersupport” * L’ALUNNO VITTIMA * IL “ BULLO “

    30. 1. LA COMUNITA’ • Il successo degli interventi dipende dai livelli di coinvolgimento della comunità locale nel progetto scolastico • informarefamiglie e cittadinanza • sollecitare la partecipazionedi genitori e cittadini • collaborare:condividere la responsabilità nel • progetto • . coinvolgere il personale ATA nell’organizzare attività • strutturate per gli alunni nell’intervallo e nella pausa • pranzo,invitare alunni e adulti ad inventare materiale • (poesie, slogan, loghi) per aumentare la consapevolezza sul • problema e pubblicizzare il progetto, incoraggiare i media • locali a diffondere informazionisul progetto della scuola

    31. . creare collegamenti tra le attività della scuola e quelle del • territorio (culturali, sportive, ricreative) • . creare collaborazioni con altre scuole (scuole in rete) • . attivare nella scuola un progetto di peersupport • partnership:stabilire rapporti di collaborazione • .con risorse esterne alla scuola es. forze • dell’ordine (vigili, polizia, carabinieri) per un • progetto di prevenzione della violenza, del • crimine e per la sicurezza a scuola • .con servizi socio-sanitari (consultorio, spazio di • ascolto) • . istituzioni locali, aziende del servizio di • trasporto alunni e scuolabus, ecc.)

    32. 2. LA FAMIGLIA *correlazionifra bullismo e . stili educativi genitoriali . sistema valoriale della famiglia *fattori di rischio . violenza domestica . uso della forza fisica nella gestione della disciplina . alti livelli di conflittualità tra i genitori . mancanza di coesione familiare . mancanza di una disciplina chiara e coerente . assenza di calore affettivo . inadeguata supervisione da parte dei genitori . atteggiamenti positivi verso l’uso della forza o della violenza . abuso di sostanze e comportamenti criminali nei genitori

    33. INTERVENTI con le famiglie • Coinvolgimento delle famiglie - nella conoscenza del fenomeno in generale e locale - nella progettazione degli interventi • Percorsi di formazione per gruppi di genitori • Sportello di ascolto per genitori

    34. 3. LA SCUOLA • … anche il contesto scolastico può influenzare i comportamenti devianti ed aggressivi • clima scolastico (insieme di norme morali e • comportamentali percepite dagli studenti) • atteggiamenti e comportamenti degli adulti • senso di comunità • organizzazione della scuola (democratica o • autoritaria) • sistema disciplinare, senso di giustizia percepito

    35. (scuola) … per una politica scolastica antibullismo "una dichiarazione di intenti che guidi l'azione e l'organizzazione all'interno della scuola e l'esplicitazione di una serie di obiettivi concordati che diano agli alunni, al personale e ai genitori un'indicazione pratica e concreta da parte della scuola ad impegnarsi contro i comportamenti bullistici" . consultaretutte le componenti della scuola . elaborare una definizione chiara e condivisa di ciò che si intende per comportamento prepotente (bullismo)

    36. . elaborare le linee guida per la prevenzione e l'intervento tenendo conto dei diversi soggetti a cui si rivolge (alunni, insegnanti, altro personale scolastico, genitori…) . rompere il muro di omertà, creare cioè un clima in cui gli alunni si sentano sicuri di poter parlare delle prepotenze (es. promuovere occasioni di ascolto e di supporto individuale, predisporre discussioni di classe…) . scegliere modalità efficaci di comunicazione della politica antibullismo adottata dalla scuola a tutte le particoinvolte . monitorare e via via revisionare le strategie di intervento

    37. INTERVENTI con la classe * attività di alfabetizzazione emotiva -sviluppare la capacità di riconoscimento, discriminazione e denominazione delle emozioni - sviluppare la capacità di assumere la prospettiva dell’altro - sviluppare la responsività empatica - preparare la classe alle altre attività curricolari rinforzando le competenze acquisite durante le attività scolastiche ordinarie *nelle attività curricolari disciplinari - acquisire conoscenze sul bullismo - sviluppare la consapevolezza delle possibilimotivazioni e conseguenze * condivisione di regole per la convivenza in classe: poche, chiare, conosciute (pubblicizzate),concrete, espresse in positivo, discusse e condivise

    38. ALTRI (possibili) INTERVENTI di scuola o di classe • riorganizzazione degli ambienti • circoli di qualità • uso di tecniche di apprendimento cooperativo • attività positive che creino “senso di comunità” • attivazione di uno sportello di ascolto

    39. FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO .accrescere la consapevolezza su presenza ed effetti negativi del bullismo . accrescere le conoscenze sulle caratteristiche del bullismo e sulla capacità di riconoscere le diverse forme di comportamento aggressivo . incrementare le abilità di gestione dei conflitti . migliorare le modalità di gestione della classe e favorire la supervisione . fornire strumenti specifici per la prevenzione del bullismo e la promozione dei comportamenti prosociali e di aiuto

    40. 4. IL GRUPPO DEI PARI nella preadolescenza e l’adolescenza numerosi comportamenti di trasgressione e prevaricazione sono in modo significativo influenzati dal gruppo dei pari, mediante diversi meccanismi psicosociali (omofilia, norme di gruppo, identità sociale, ecc.): * fumo, alcol, sostanze stupefacenti * comportamenti sessuali a rischio, guida pericolosa * comportamenti aggressivi, bullismo, violenza * vandalismo, microcriminalità

    41. MODELLI DI“ peersupport“ • -“supporto tra pari”- • trattasi di modelli basati sulle competenze sociali, • la responsabilità personale, la cooperazione e • l’aiuto • ciascun modello prevede un primo momento • di formazione mirata (training) per i ragazzi che • svolgeranno l’attività di : • - “operatore amico” • - “mediatori dei conflitti” • - “consulente dei pari”

    42. Ad es. l’ “Operatore Amico” è un alunno formato a svolgere un ruolo di sostegno ai compagni e produrre un'influenza positiva sul clima emotivo della scuola - favorendo l’inserimento dei alunni nuovi arrivati nella scuola - coinvolgendo i compagni in giochi e attività durante la pausa pranzo o l’intervallo - affiancando i compagni che sono rifiutati o isolati dagli altri ragazzi della scuola - aiutando i compagni nella soluzione di possibili conflitti

    43. 5. INTERVENTI individuali • con ALUNNI VITTIMA • ASCOLTO e SUPPORTO psicologico • POTENZIAMENTO delle capacità personali: • - Training di assertività • - Acquisizione di strategie di coping adattive • (es. ricerca di supporto sociale, strategie di • problemsolving) • - Attività migliorative dell’autostima e del senso • di autoefficacia

    44. 6. INTERVENTI individuali • con “il bullo” • ogni episodio di comportamento bullistico deve • trovare una condannaferma, tempestiva, chiara, • onesta, diretta ed educativamente coerente da • parte del mondo degli adulti • sempre però evitando il ricorso all’umiliazione, • al sarcasmo, all’aggressione o alla manipolazione • Scuola: .con colloqui individuali • . coinvolgimento della famiglia • . utilizzando metodi specifici: dell’ • * approccio senza accusa (no blameapproach) • * dell’interesse condiviso (sharedconcern)

    45. GRAZIE PER L’ATTENZIONE

    46. avv. Alessandro BellandoVice Presidente A.Ge Media Val Susa - le responsabilità della scuola e dei genitori

    47. Cyber bullismo – Bullismo Elettronico Da un’indagine Eurispes e Telefono Azzurro[1], emerge che il 92.5% dei bambini (dai 7 ai 14 anni circa) possiede un computer in casa propria. La maggior parte lo hanno collocato nella loro stanza. Il 42% di essi utilizza internet, la maggior parte da casa, mentre le percentuali sono più esigue per quanto riguarda coloro che se ne servono a scuola, a casa di amici, e in internet point. Tra questi, il 33% (quindi un bambino su 3) si connette alla Rete da solo, in assenza totale di controlli, per cui in piena libertà, con la mancanza di ispezioni e sostegno da parte degli adulti.

    48. Qualche consiglioda portare a casa

    49. attenzione a certi indizi... Alcuni indizi sono: • lividi, graffi o tagli che il bambino non riesce effettivamente a spiegare; • indumenti strappati o danneggiati; • oggetti personali smarriti o danneggiati; • mal di capo, mal di stomaco ed altri malesseri che il bambino non riesce a spiegare; • lacrime senza motivo o depressione; • accessi di ira insoliti; • non voler andare a scuola; • non voler giocare con i compagni; • voler cambiare il modo in cui va o torna da scuola • peggioramento del rendimento scolastico; e • chiedere soldi extra senza un motivo plausibile.