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Acqua - PowerPoint PPT Presentation


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Ipertesto realizzato da: Giorgia Aprea Andrea Benecchi Rea Cirjak Francesca Cossa Loris Fiore Amine Laghlid Paolo Lamattina Lorenzo Lippolis John Pincay Bravo Jessica Regazzoli Daniele Saldigloria Francesca Sologni Barbalonga Fiorenzo Tozzo Chiara Viglione Consulenza didattica

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Presentation Transcript
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Ipertesto realizzato da:

Giorgia Aprea

Andrea Benecchi

Rea Cirjak

Francesca Cossa

Loris Fiore

Amine Laghlid

Paolo Lamattina

Lorenzo Lippolis

John Pincay Bravo

Jessica Regazzoli

Daniele Saldigloria

Francesca Sologni Barbalonga

Fiorenzo Tozzo

Chiara Viglione

Consulenza didattica

Prof.Mariarosaria Pianese

Prof.Elisa Paradisi

Wasser

Water

Eau

H2O

Acqua

Acua

Acqua

slide2

è vita

Caratteristiche

Esperimenti

Indice

Come usare

l’ ipertesto

Bibliografia

slide3

Per muoverti nell’ ipertesto è sufficiente fare attenzione alla forma del cursore mouse ed ai simboli utilizzati

J

Quando la freccia del mouse si trasforma in mano puoi cliccare e navigare nell’ argomento selezionato.

Clicca qui se vuoi andare alla pagina successiva…………... o qui per ritornare alla precedente.

Quando incontri questo simbolo puoi ritornare alla copertina per selezionare un nuovo argomento.

Sei stanco e vuoi conclu-dere le visita? Clicca qui.

Copertina

Fine

Buon divertimento !

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Questo ipertesto è stato realizzato dalla classe 3a sez. B della Scuola Media IX di via Monte Amiata

Istituto Comprensivo Completo Monte Bisbino - Monza (MI).

“ Progettare e realizzare un ipertesto stimola nell’ alunno il desiderio di ricerca e di comunicazione; l’ obiettivo dichiarato del lavoro è quello di essere visionato da un pubblico che non è necessariamente l’ insegnante o la classe, come potrebbe accadere per una ricerca, ma una collettività più ampia di utenti a volte sconosciuti. Il prodotto finale dovrà avere quindi un valore non solo per chi lo ha fatto ma dovrà anche essere compreso ed apprezzato da più persone e quindi avrà caratteristiche oggettivamente comunicative: chiarezza sinteticità ed organicità.”

Le Docenti

Prof. Pianese e Prof. Paradisi

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La maggior parte delle proprietà dell’acqua dipendono dalla particolare struttura della sua MOLECOLA.

L’acqua è una sostanza composta costituita da due atomi di idrogeno (H) e da un atomo di ossigeno(O) La formula chimica dell’acqua per tanto è H2O.

Nelle molecole dell’acqua, ciascuno degli atomi di idrogeno è legato all’atomo di O2 per mezzo di un forte legame chimico.

I molti milioni di molecole contenuti in una goccia d’acqua sono poi legati tra di loro da FORZE DI ATTRAZIONE di tipo elettrico. Anche se queste forze sono piuttosto deboli costituiscono un certo impedimento per l’evaporazione dell’acqua. Per tanto, se esse non esercitassero la loro azione sulla Terra non esisterebbe acqua allo stato liquido e non ci sarebbe vita.

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L’acqua è presente sul nostro pianeta nei tre stati di aggregazione della materia.

Essa si presenta allo stato liquido ma in condizioni particolari di temperatura e di pressione può passare da uno stato fisico ad un altro in particolare:

L’acqua passa dallo stato liquido allo stato solido,

si trasforma cioè in ghiaccio.

Si ha la SOLIDIFICAZIONE;

Il passaggio inverso è detto FUSIONE

All’ aumentare della temperatura ambiente l’ acqua evapora trasformandosi in vapore acqueo.

Si ha l’ EVAPORAZIONE;

Il passaggio inverso è detto CONDENSAZIONE

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Gli atomi di idrogeno e di ossigeno rendono la molecola dell’ acqua un po’ speciale dal punto di vista chimico . Gli atomi di ossigeno attirano elettroni e quindi risultano elettricamente negativi, mentre gli atomi di idrogeno sono elettricamente positivi ,ragione per cui si legano tra loro creando una specie di reticolo con dei legami, detti legami idrogeno, da questi legami derivano alcune propietà dell’ acqua:

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L’ ACQUA, ALLO STATO LIQUIDO

Ha un volume proprio e quindi non è comprimibile;

Assume la forma del recipiente che la contiene;

Presenta deboli forze di coesione fra le molecole.

  • HA UN ELEVATO CALORE SPECIFICO E UN’ ALTA CAPACITÁ TERMICA:

Si scalda e si raffredda lentamente, proprio per la presenza dei legami idrogeno che influiscono anche sui cambiamenti di stato.

Per portare l’ acqua ad ebollizione è necessario rompere questi legami, e quindi bisogna fornire un’elvata quantità di calore.

  • HA UN COMPORTAMENTO ANOMALO QUANDO SOLIDIFICA:

Tutte le sostanze sottoposte a riscaldamento subiscono il fenomeno della dilatazione cubica ( aumento volume).Osserviamo che per l’acqua è vero il contrario: quando ghiaccia il suo volume aumenta.

  • L’ACQUA HA UN SUO PESO ED ESERCITA QUINDI ANCH’ESSA UNA PRESSIONE, LA PRESSIONE IDROSTATICA:

È un fenomeno importante se pensiamo alle pressioni che l’ acqua può esercitare negli abissi oceanici. Un uomo resiste a questa pressione fino a qualche decina di metri di profondità. Per profondità maggiori sono necessari sottomarini estremamente robusti.

  • COME UN QUALSIASI LIQUIDIO, ANCHE L’ ACQUA, SE Ĕ IN RIPOSO, MANTIENE LA SUA SUPERFICIE LIBERA SEMPRE PIANA ED ORIZZONTALE:

Basti pensare alla superficie piana e orizzontale di un lago o del mare calmo.

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Principio dei vasi comunicanti: un liquido versato in uno dei vasi si distribuisce anche negli altri raggiungendo in tutti lo stesso livello.

Se in una vaschetta piena di acqua immergiamo tubi di vetro con diverso diametro ci accorgiamo che nei tubi più sottili l’acqua raggiunge un’ altezza maggiore e l’ altezza raggiunta è tanto maggiore quanto più il diametro del tubo è minore . Si tratta di un’ eccezione al principio dei vasi comunicanti ed è detto fenomeno della capillarità.

Un esempio e quello del rubinetto : spesso le gocce d’ acqua sembrano restare attaccate al rubinetto stesso. Questo accade perché c’ e una forza che fa in modo che, le molecole dell’ acqua e quelle della superficie con cui l’ acqua è a contatto, si attraggono.

Questa forza è chiamata forza di adesione .

la forza di adesione
LA FORZA DI ADESIONE
  • Possiamo verificare la forza di adesione con un’ altra semplice osservazione.
  • Riempi di acqua colorata un tubo trasparente e osserva con una lente di ingrandimento. L’ acqua , come vedi, si dispone nel tubo con un livello incurvato e più alto vicino alle pareti dove, appunto, aderisce di più per la forza di adesione delle sue molecole alle pareti del tubo. Questa incurvatura del livello dell’ acqua si chiama menisco concavo e si verifica per tutti i liquidi che, come l’acqua,bagnano il recipiente.
  • Si osserva un menisco diverso, menisco convesso , con le sostanze che non bagnano le pareti, ad esempio il mercurio . La forza di adesione ti spiega perché svuotando un bicchiere, vedrai che alcune gocce rimarranno attaccate al vetro.
  • Allo stesso modo, questo fenomeno ti spiega perché quando esci dall’ acqua dopo una bella nuotata , sul tuo corpo rimangono tante gocce d’ acqua.
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La pressione viene definita matematicamente come rapporto fra la forza esercitata perpendicolarmente e uniformemente su una superficie e la superficie stessa.

Essa può essere calcolata applicando la formula: p = f / s

P= pressione F= intensità della forza tot. sulla S S= superficie

I liquidi, come i solidi, hanno un loro peso e perciò esercitano una pressione sia sulle pareti dei contenitori in cui sono posti, sia sui corpi in essi immersi. La pressione esercitata dall’acqua in quiete si chiama pressione idrostatica.

Nell’acqua la pressione aumenta con la profondità.

Se vogliamo conoscere esattamente il valore della pressione esercitata da un liquido a una determinata profondità, ci viene in soccorso una legge fisica nota come legge di Stevin, dal nome del matematico belga che la formulò alla fine del 1500: la pressione idrostatica in un liquido, a una data profondità, è direttamente proporzionale alla profondità stessa e al peso specifico del liquido. p = ps • h

P= pressione da calcolare Ps= peso specifico del liquido H= profondità

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Nei liquidi la pressione si trasmette in tutte le direzioni .

La sfera di Pascal è una boccia di metallo dotata di numerosi forellini posti in diverse posizioni. Sulla boccia è innestato uno stantuffo nel quale può scorrere un pistone. Se riempiamo la sfera d’acqua e premiamo il pistone, possiamo vedere l’acqua uscire da tutti i fori uniformemente e con una velocità tanto maggiore tanto è alta la pressione esercitata sul pistone. Quindi la pressione esercitata dal pistone si trasmette uniformemente in tutti i punti del liquido e sulle pareti del recipiente, come si dice nel principio di Pascal : la pressione che si esercita in un punto di un liquido si trasmette con uguale intensità in tutte le direzioni..

il principio di archimede e il galleggiamento
Il principio di Archimede e il galleggiamento

I corpi immersi nell’acqua vengono spinti verso l’alto da una forza. Questa spinta, esercitata dall’acqua, si chiama spinta idrostatica.

Il principio di Archimede dice: un corpo immerso in un liquido riceve da questo una spinta verso l’alto pari al peso del liquido spostato.

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Inoltre se un corpo galleggia, la sola parte immersa sposta un volume d’acqua il cui peso è uguale al peso dell’intero corpo. In questo modo la spinta idrostatica uguaglia il peso del corpo.

Il principio di Archimede vale anche per i corpi che si trovano nell’aria: i palloni sonda, utilizzati per le osservazioni meteorologiche, sono pieni di elio, un gas che ha un peso specifico minore di quello dell’aria in cui essi sono immersi. Poiché il peso complessivo del pallone è inferiore a quello dell’aria spostata, esso riceve una spinta verso l’alto superiore al suo peso e perciò s’innalza.

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L’acqua per essere consumata dall’ uomo deve essere potabile cioè non deve contenere microrganismi e parassiti o altre sostanze in quantità o concentrazioni tali da mettere in pericolo la salute umana e non deve superare determinati valori massimi di sostanze nocive sempre per essa.

La legge impone una valutazione rimessa alle autorità sanitarie(ASL).

l acqua nell alimentazione
L’acqua nell’alimentazione

Noi, ogni giorno, consumiamo litri e litri d’acqua per recuperare la parte di essa che perdiamo dal nostro corpo.

Di essa ce ne sono molti tipi(potabilie non):

- l’acqua di rubinetto

- l’acqua imbottigliata

- l’acqua di sorgente

- l’acqua minerale naturale

l acqua di rubinetto
L’acqua di rubinetto

L’acqua potabile che esce dai rubinetti può essere prelevata anche da un lago, fiume o qualsiasi altro bacino a patto che venga potabilizzata, ovvero resa bevibile attraverso il trattamento di depurazione(aggiunta di composti di cloro che impediscono la proliferazione dei microbi).

L’acqua imbottigliata

Il contenitore massimo permesso dalla legge era di 2L. Dal 1998 si può commercializzare in bottiglie di qualsiasi capacità, con o senza trattamento. Se l’acqua non è trattata viene venduta con la denominazione di “naturale” altrimenti se subisce aggiunte di anidride carbonica è detta “frizzante”. Per poter stabilire le proprietà dell’ acqua è necessario leggere le etichette dove sono riportate le seguenti informazioni:

Anidride carbonica: più il valore è alto e più l’ acqua è frizzante.

pH:è un parametro che misura l’acidità dell’ acqua (>7:acqua alcalina;<7:acqua acidula; 7:acqua neutra)

Residuo fisso: È il peso di tutti i minerali presenti nell’acqua.

Risultati analitici : È l’elenco dei minerali espressi in ioni(dettaglio del residuo fisso).

Durezza: Indicazione non obbligatoria, essa è il valore del calcare sciolto nell’acqua espresso in “gradi francesi”, più è alto più l’acqua è calcarea.

Conducibilità elettrica : (o conduttività) è una controprova del residuo fisso.

acqua minerale e salute
Acqua minerale e salute

Dalla quantità e dal tipo dei minerali presenti, scritti sull’etichetta con autorizzazione del M.d.Salute, essa può avere:

  • Effetti diuretici;
  • Effetti lassativi;
  • Essere utile nell’alimentazione dei neonati;
  • Stimolare la digestione(o simili);
  • Altri vantaggi(purché non dicano di guarire

una malattia umana).

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Ogni minerale ha una funzione ben precisa nell’ organismo:

Calcio: Serve per la formazione delle ossa e dei denti, per la coagulazione del sangue e per il buon funzionamento del cuore. Se il calcio supera i 150ml per litro si dice che è un acqua calcica.

Magnesio: Aiuta a prevenire l’arteriosclerosi e favorisce un funzionamento corretto del sistema nervoso. Se il magnesio supera i 50ml per litro si dice che è un acqua magnesiaca.

Zolfo: Le acque solfate sono lievemente lassative e indicate per chi soffre di colite spastica.

Ferro: Serve per trasportare l’ossigeno nei tessuti.

Potassio: È necessario per il buon funzionamento delle cellule.

Iodio: Permette il buon funzionamento della tiroide ed il normale accrescimento corporeo.

Manganese: Protegge le cellule dall’ invecchiamento ed aiuta le difese immunitarie

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Il ciclo dell’ acqua:

è il percorso che le molecole dell’ acqua compiono tra la superficie terreste e l’atmosfera.

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Prima fase: L’evaporazione.
  • L’ acqua presente allo stato liquido nei fiumi, nei laghi, negli oceani e nel suolo, per effetto dell’ energia termica del sole subisce costantemente un primo cambiamento di stato: l’ evaporazione.
  • Quindi, parte dell’ acqua viene continuamente trasformata in vapor acqueo che va a mescolarsi con l’ area formando l’ umidità atmosferica.
  • Questo continuo cambiamento di stato dell’acqua liquida in vapore acqueo, e quindi questa formazione di umidità atmosferica, dipende da alcuni fattori quali: la temperatura, l’umidità, la superficie di evaporazione, il vento.

Seconda fase: la condensazione.

  • Il vapore acqueo è destinato a subire un altro cambiamento: formatosi per evaporazione, esso umidifica e riscalda l’aria circostante che tende a salire e ad espandersi; ma, espandendosi, il vapore acqueo si raffredda e subisce quindi il fenomeno della condensazione trasformandosi nuovamente in acqua. Così si formano le nuvole che, in base all’altezza in cui si formano, hanno colore, forma e nomi diversi ( i due gruppi fondamentali sono nubi stratiformi e nubi cumuliformi).

Terza fase: le precipitazioni.

  • Il ciclo dell’acqua, che a questo punto troviamo in forma liquida nell’atmosfera (pioggia, neve e grandine) riportano l’acqua dalle nuvole sulla superficie terrestre.
  • Ecco, quindi, che la quantità d’acqua sottratta alla superficie terrestre per evaporazione, vi ritorna in continuazione, mentre altra acqua evapora e il ciclo continua senza fine.

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Esiste una grande quantità di acqua che non vediamo:l’acqua sotterranea.

Una parte dell’acqua piovana che viene assorbita dal terreno filtra attraverso i suoi strati permeabili fino a raggiungere,degli strati di roccia impermeabili sui quali forma ampi depositi, le falde acquifere o falde freatiche; esse sono costituite da un deposito sotterraneo d’acqua.

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Nei punti in cui il terreno forma degli avvallamenti, l’acqua sgorga liberamente formando una sorgente naturale.

Per raggiungere la falda acquifera basta perforare con una trivella lo strato roccioso sovrastante; questi pozzi vengono chiamati pozzi artesiani.

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Le nubi

Le nubi si formano quando le particelle presenti nell’aria formano tanti nuclei di condensazione di varie forme e a varie altezze.

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La pioggia

La pioggia si forma quando la quantità di vapore acqueo nell’aria è elevata e la temperatura continua a diminuire. Le minuscole goccioline che costituiscono le nuvole si ingrandiscono e, divenute più pesanti, per effetto della forza di gravità, cadono a terra sotto forma di pioggia.

La neve

Quando, per ulteriore abbassamento di temperatura, la nuvola diventa molto fredda, le goccioline d’acqua solidificano formando cristalli e precipitano sulla Terra sotto forma di neve.

La grandine

La formazione della grandine è dovuta ai colpi di vento che, durante i temporali, spingono verso l’alto le gocce d’acqua di una nube. Esse, venendosi a trovare a temperature inferiori a 0°C, solidificano, formando una prima sferetta di ghiaccio. Questa cadendo all’interno della nuvola stessa, si unisce ad altre gocce d’acqua e, poi, è di nuovo trasportata in alto da forti correnti verticali; qui subisce un ulteriore raffreddamento e, di conseguenza, solidifica, formando un guscio di ghiaccio concentrico alla sferetta preesistente e così via, finché il “chicco”, a causa del peso raggiunto, cade definitivamente al suolo.

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La nebbia

La nebbia è un insieme di minutissime goccioline d’acqua che restano sospese a poca distanza dal suolo.

La brina

La brina è un insieme di cristalli di ghiaccio che ricopre i corpi e si forma nelle stagiono fredde, quando la temperatura scende al di sotto di 0°C e, pertanto, il vapore acqueo atmosferico passa direttamente allo stato solido.

La rugiada

La rugiada si forma se il vapore acqueo condensa vicino al suolo, per contatto con superfici fredde (sassi, erba, rami), nelle notti serene primaverili e autunnali.

l origine di mari e oceani
L’origine di mari e oceani

In origine la terra era una nuvola di polvere e gas incandescenti. Quando cominciò a raffreddarsi la sua superficie, circondata da nuvole di vapore acqueo si solidificò. Il vapore si condensò e iniziò a piovere: nelle conche della crosta terrestre si formano così mari e oceani. Entrambi sono distese d’acqua salata. Gli oceani separano i continenti, e i mari sono spesso uniti a loro o fra se stessi.

il fondo dei mari e oceani
Il fondo dei mari e oceani

Il fondo di oceani e mari è costituito di catene montuose, vulcani, valli e abissi. La crosta continentale è collegata a quella oceanica da una piattaforma: una fascia di roccia che circonda tutti i continenti. Il fondo marino compie poi un gran salto con la scarpata continentale, molto profonda: qui comincia la piana abissale dove si trovano i vulcani, le fosse e le dorsali oceaniche, lunghe catene montuose da cui fuoriesce il magma.

Ogni dorsale oceanica corrisponde ai bordi di due placche tettoniche.

il moto ondoso
Il moto ondoso

Le onde sono provocate dal vento che soffia su mari e oceani: più il vento è intenso, più le onde sono alte .

L’acqua immagazzina l’energia del vento e la trasmette all’area circostante propagando il movimento ondoso, anche senza vento. L’ altezza di un onda si misura dal suo punto più elevato alla superficie alla superficie del mare. Più le onde si allontano dalla loro origine più la loro altezza diminuisce.

Sotto i 200 m dalla superficie il moto ondoso non si avverte più.

le maree
Le maree

Sono movimenti periodici del livello del mare che si susseguono con ritmi piuttosto regolari e si regola con i cicli lunari.

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I fiumi sono acque correnti che hanno la loro origine da sorgenti sotterranee, da ghiacciai o da laghi. La quantità d’acqua trasportata, che viene definita portata del fiume, dipende da tipo di origine, dall’abbondanza e dalla regolarità delle precipitazioni, dalla quantità di torrenti e di altri fiumi che vi confluiscono.
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I laghi sono bacini chiusi colmi di acqua dolce che proviene da sorgenti sotterranee o da depositi acqua piovana o, più frequentemente, da un fiume chiamato immissario (in molti casi esiste anche un fiume che esce dal lago, l’emissario).
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I ghiacciai si formano oltre il limite delle nevi perenni , dove la neve, che cade al suolo nei mesi invernali e si scioglie solo in parte durante l’estate.

Nei ghiacciai si possono riconoscere due parti principali: il bacino collettore e il bacino di ablazione.

Il bacino collettore è una conca circolare con il fondo leggermente inclinato, dove si accumula la neve delle precipitazioni e quella proveniente sotto forma di valanga. Il bacino collettore si estende di sotto al di sotto del limite delle nevi perenni nel bacino ablatore: i ghiacci, per effetto della forza di gravità, tendono a scivolare verso valle in forma di lingue che terminano con un fronte da cui fuoriescono le acque di fusione.

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La vita dell’ uomo e del suo ambiente sono legati all’ acqua: ognuno di noi può collaborare a mantenere questo bene prezioso non facendone spreco, perché è vero che la superficie terreste è 3/ 4 composta d’ acqua, ma quella potabile (disponibile) è l’1% di tutta.Il risparmio si può fare controllando le perdite delle tubature, e non lasciare scorre l’acqua inutilmente. La quantità di acqua è ulteriormente ridotta perché una parte di essa è inquinata(ovvero contiene sostanze che ne impediscono l’uso alimentare, agricolo,industriale).
i tre tipi di inquinamento
I tre tipi di inquinamento

Esistono tre tipi di inquinamento idrico: quello civile, quello industriale e quello agricolo.

Il primo è la modificazione delle acque dopo il passaggio dalle nostre case, bar, negozi o uffici. Infatti sono molte le sostanze che si aggiungono all’acqua potabile in questo breve tragitto!

L’inquinamento industriale nasce appunto dalle industrie dove l’acqua viene usata per la lavorazione dei prodotti e restituita all’ambiente con l’aggiunta di alcune sostanze che dipendono dal prodotto fabbricato.

L’inquinamento agricolo, infine, è il più dannoso di tutti. Infatti sostanze come concimi, diserbanti, disinfestanti e feci animali vengono oggi usati abbondantemente nell’agricoltura, inquinando così corsi d’acqua e sorgenti sotterranee.

inquinamento da petrolio
Inquinamento da petrolio

L’inquinamento da petrolio, causato da incidenti di navi petroliere, è forse la forma di inquinamento più dannosa, sia per gli uomini, che per gli animali, ma soprattutto per i fondali marini. Il petrolio fuoriuscito dalle navi va a inquinare le spiagge e a invischiarsi nelle piuma degli uccelli marini che , per questa causa, muoiono in migliaia ogni anno. Purtroppo questi incidenti sono in continuo aumento e spesso le relative conseguenze sono spesso incontrollabili. E’ meglio prevenire che curare.

Uccello vittima dell’ inquinamento da petrolio

inquinamento da piogge acide
Inquinamento da piogge acide

Le piogge contaminate da diversi composti inquinanti ,per esempio i gas di scarico delle auto, diventano acide, cioè presentano una maggiore quantità di idrogeno disciolto. Queste inquinano il terreno, i mari e i fiumi uccidendo piante e animali. Ognuno di noi partecipa all’ inquinamento con comportamenti e scelte di vita.

Foresta della Cecoslovacchia annientata dalle piogge acide

l eutrofizzazione
L’eutrofizzazione

Forma di inquinamento delle acque, che minaccia la salute dei fiumi, laghi e mari.

Esso consiste in un enorme sviluppo di microscopiche alghe(fioritura algale).

È provocato dalla presenza di Sali (nitrati: azoto; fosfati: fosforo) provenienti da scarichi urbani, industriali e agricoli.

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Esperimento n° 1: aumento di volume nell’ acqua che solidifica

  • Versa dell’acqua nel contenitore e, senza riempirlo troppo, segna con un pennarello il livello che essa raggiunge nel recipiente.
  • Poni il contenitore nel freezer e aspetta che ghiacci.
  • Quando tutta l’acqua è completamente solidificata, estrai il contenitore dal freezer e segna il livello raggiunto dal ghiaccio: verificherai che il volume del ghiaccio è superiore a quello dell’ acqua allo stato liquido.
  • Ripeti questo esperimento con dell’olio: verificherai che l’olio congelato non aumenta di volume.
esperimento n 2 presenza di pressione atmosferica

Esperimento n° 2: presenza di pressione atmosferica

Cosa Serve:

Una bottiglia di plastica con relativo tappo

Una bacinella

Acqua

Un chiodo

Come si procede:

Praticare sul fondo della bottiglia una decina di fori e appoggiarla nella bacinella riempita per 5-6 cm d’acqua. Tenendo la bottiglia ben dritta potremo osservare che l’acqua salirà anche nella bottiglia attraverso i fori;

Riempire la bottiglia d’acqua fino all’orlo e tapparla sempre tenendola appoggiata sul fondo della bacinella;

Sollevare la bottiglia e tenerla sospesa: l’acqua non esce dai fori perché sulla bottiglia viene esercitata la pressione atmosferica che impedisce la fuoriuscita dell’acqua;

Togliere il tappo alla bottiglia: ora l’acqua esce e la bottiglia si svuota lentamente. A questo punto l’aria può entrare dall’imboccatura e sostituire l’acqua, che esce mantenendo bilanciata la pressione esterna alla bottiglia con quella interna.

esperimento n 3 l acqua come solvente
Esperimento n°3: l’ acqua come solvente
  • Materiali: 4 provette, olio, aceto, sale, tintura di iodio, bastoncino di vetro
  • Svolgimento: si riempiono le 4 provette d’acqua(anche da rubinetto), poi si inseriscono in ogni provetta un ingrediente, infine si mescola con la bacchetta.
  • Risultato:nella provetta con lo iodio l’acqua si colorerà di rosso; nella provetta con l’aceto il contenuto diventerà giallastro; nella provetta contenente l’acqua e l’olio, l’olio si disporrà sopra l’acqua; in quella del sale diventerà dapprima bianco, dopo(colatosi con l’acqua) apparirà di nuovo trasparente.
  • Perché:ci sono elementi che si combinano perfettamente con l’acqua(dando al composto il proprio colore), e altri(olio) che, per colpa della loro composizione molecolare, non si combinano.
  • Per il sale il colore rimane solo per il tempo in cui non si è completamente mescolato.
esperimento n 4 naftalina ballerina

Esperimento n°4: naftalina ballerina

Metti alcune palline di naftalina in un bicchiere d’acqua. Andranno a fondo.

Aggiungi due cucchiai da tavola di aceto e due di bicarbonato di sodio.

Mescola bene il contenuto de bicchiere fino a sciogliere il bicarbonato. Adesso aggiungi qualche palline di naftalina: andranno ancora a fondo. Se però lasci passare un’ora, le palline rimbalzeranno su e giù nel bicchiere fino a consumarsi.

Le palline di naftalina sono più pesanti dell’acqua perciò vanno a fondo. Il bicarbonato e l’aceto producono anidride carbonica.

Osserva le bollicine di questo gas lungo le pareti del bicchiere. Parecchie di esse si attaccano alla ruvida superficie delle palline di naftalina e si comportano come piccoli salvagente sollevandole.

Quando raggiungono la superficie alcune bollicine si staccano e le palline affondano nuovamente. Durante la discesa, però, le palline raccolgono altre bollicine, che le fanno risalire.

esperimento n 5 le soluzioni sature e la temperatura
Esperimento n.5: le soluzioni sature e la temperatura
  • versa nel contenitori un decilitro di acqua.
  • preleva un cucchiaino di zucchero e versalo nell’acqua mescola la soluzione fino a quando tutto lo zucchero si sarà sciolto.
  • continua ad aggiungere zucchero alla soluzione,sempre mescolando,fino a quando lo zucchero inizierà a depositare sul fondo del recipiente di vetro:a questo punto la soluzione è satura.
  • poni il contenitore sul fornello:vedrai che,quando la soluzione si scalda,lo zucchero depositato sul fondo si scioglie a questo punto il contenitore dal fornello.
  • puoi continuare l’esperimento aggiungendo altro zucchero fino a saturare nuovamente la soluzione
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Barzellette

Curiosità

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Perché entri in mare con la radio?

Cosi posso prendere più onde!

Se profuma ….

non è pura.

Se è colorata …

è inquinata.

Se non ha sapore …

allora è buona.

Se manca è un guaio,

se è troppa anche peggio!

Un turista arriva in una

località di mare dove l’

acqua è molto sporca ed

esclama: “ma questo è

il mar…. ciume !”

Il colmo per un fiume?

Andare al mare………

Tanto per seguire la corrente!

Soluzione: L’ acqua

i numeri della sete
I numeri della sete

La questione è molto seria. Oggi nel mondo un miliardo e mezzo di persone non ha a disposizione acqua potabile, due miliardi non possono usufruire di sistemi igienici e sanitari, tre miliardi non beneficiano di alcun sistema di fognature. Le conseguenze sono molto gravi: ogni giorno muoiono 6000 Bambini, la mancanza d’acqua è all’origine dell’85 per cento delle malattie nei paesi impoveriti di Africa, Asia e America Latina. E le prospettive non sembrano molto rosee: nel 2020, quando le popolazione mondiale sarà di circa 8 miliardi di esseri umani, il numero delle persone senza accesso all’acqua potrà superare i tre miliardi.

Un altro problema che toglierà più di un bicchiere alla gente è quello delle privatizzazioni. Una parola che va di moda ma che rischia di far pagare a caro prezzo, o di rendere meno buona, l’acqua dei nostri rubinetti. L’esperienza è stata fatta anche in Italia, in Toscana ad esempio, dove secondo i consumatori le bollette con la privatizzazione sono triplicate e il servizio è rimasto lo stesso, quando non è addirittura peggiorato.

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FIUMI CONDIVISI E CONTESI

La chiamano anche “oro blu” e in molti ritengono che potrebbe accendere più conflitti dell’ oro nero, il petrolio. Guardando alla geografia mondiale, si scopre che quasi il 40 per cento della popolazione dipende da sistemi fluviali comuni a due o più paesi.

IN AFRICA:

Niger Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Guinea,

Costa d’Avorio, Mali, Niger, Nigeria

Nilo Burundi, R. D. Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia,

Kenya, Randa, Sudan, Tanzania,Uganda

Orange Botswana, Lesotho, Namibia, Sudafrica

Zaire Angola, Burundi, Camerun, Centrafrica, R. D.

Congo, Randa, Tanzania, Zambia

Zambesi Angola, Botswana, Malati, Mozambico,

Tanzania, Zambia, Zimbabwe

IN ASIA:

Amu Darya Afghanistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan

Brahmaputra Bangladesh, Bhutan, India, Nepal

Eufrate Iraq, Siria, Turchia

Gange Bangladesh, Bhutan, India, Nepal

Indo India, Pakistan

Giordano Israele, Giordania, Libano, Siria

Mekong Myanmar, Cambogia, Cina, Laos, Thailandia,

Vietnam

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IN EUROPA:

Danubio Austria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, R. Ceca

Germania, Ungheria, Polonia, Romania, Serbia-

Montenegro, R.Slovacca, Slovenia, Ucraina

Dnepr Bielorussia, Russia, Ucraina

Don Russia, Ucraina

Duero Portogallo, Spagna

Elba Austria, R. Ceca, Germania, Polonia

Oder R.Ceca, Germania, Polonia

Reno Austria, Belgio, Francia; Germania, Lussemburgo

Svizzera, Olanda

Rodano Francia, Svizzera

Vistola Bielorussia, Polonia, R. Slovacca, Ucraina

IN AMERICA:

Colorado Messico, USA

Rio Grande Messico, USA

Rio delle Amazzoni Bolivia, Brasile, Perù, Colombia, Ecuador,

Guyana, Suriname, Venezuela

Orinoco Colombia, Venezuela

Paranà Argentina, Brasile, Paraguay

Rio de la Plata Uruguay, Argentina, Brasile, Paraguay

c ome respirano i mammiferi marini

Come respirano i mammiferi marini

Balene e delfini hanno un sistema respiratorio simile a quello degli mammiferi:sono dotati di polmoni e devono dunque assumere ossigeno dall’ aria. Per questo motivo escono dall’acqua con le narici poste sulla sommità del capo.

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IL POLPO
  • Il polpo ha 8 tentacoli.
  • Il polpo comune pesa 3Kg, ma i più grandi arrivano a 10Kg.
  • L’apertura tentacolare va da 2 a 3 m circa.
  • Depone da 100mila a 500mila uova.
  • Alla nascita misura solo 3mm.

LA SALAMANDRA

  • La grande salamandra cinese pesa 65Kg ed è lunga 1,8m.

IL ROSPO

  • Il rospo depone anche 600mila uova, raccolte in un cordone gelatinoso(fino a 4m).
  • Solo il 20% dei rospi raggiunge i 5 anni di vita.
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Quiz

Quale tra questi pesci vive nei fiumi?

trota - sogliola - triglia

Quale vive nei laghi?

merluzzo – orata - pesce persico

Quale produce scosse elettriche?

torpedine - murena - anguilla

Quale nuota in posizione retta?

Pesce pagliaccio - pesce pilota - cavalluccio marino

1)Trota

2)Pesce persico

3)Torpedine

4)Cavalluccio marino

in pillole
In pillole……….

TITANIC

l più grande piroscafo al mondo, il Titanic, ha urtato contro un iceberg durante la sua prima traversata. Esso giace a 4.000m. Di profondità.

I DELFINI

Si racconta che talvolta i delfini abbiano riportato a galla i naufraghi per farli respirare e li abbiano accompagnati a riva.

LE SIRENE

Le sirene attiravano i marinai cantando. Ma quando questi abbandonavano le loro imbarcazioni per raggiungerle, esse li divoravano.

IL MOSTRO

Uno scrittore svedese ha narrato una storia della Scandinavia descrivendo un mostro che assomigliava a un Kraken(polipo gigantesco).

MOBY DICK

Il capitano Achab ha trascorso la vita alla ricerca di Moby Dick, il grande capodoglio che gli ha strappato una gamba durante una lotta.

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……….dal Giappone……….

Quella di Taro Urashima è una famosa favola giapponese nella quale un pescatore, Taro Urashima appunto, risparmia un pesce bellissimo rimasto intrappolato nelle sue reti.

Nonostante il disappunto dei vecchi genitori, il cui figlio era l’unico sostegno, il giovane non poteva togliersi dalla mente l’immagine di quell’animale.

Il giorno successivo ,mentre si trovava al largo, gli sembrò che qualcuno lo chiamasse, ma non essendoci nessun’altro oltre a lui, non gli fece caso.

In quel mentre si accorse che nelle reti era rimasto impigliato qualcosa. Si trattava di una grossa tartaruga, che gli chiese di liberarla e di seguirla in fondo al mare.

La tartaruga rivelò essere un messaggero del sovrano del mare, il quale voleva ricompensarlo per aver salvato la vita di sua figlia il giorno precedente.

Nonostante l’iniziale stupore Urashima decide di seguire la tartaruga, giungendo al palazzo marino del sovrano del mare. Qui è accolto dalla principessa, che lo invita a fermarsi a mangiare con loro.

Dopo il pranzo, la principessa portò il giovane pescatore a cospetto del re, avvertendolo che, data la sua capacità di assumere qualsiasi sembianza, poteva incontrarlo sottoforma di dragone.

Il sovrano ringraziò Urashima e gli propose di restare con loro tutto il tempo che avesse voluto. Il giovane rifiutò però l’offerta, temendo per la salute dei propri genitori. Il sovrano gli diede allora un’anfora, rivelandogli che questa poteva esaudire qualsiasi desiderio, a patto che non venisse mai scoperta.

Seppure a malincuore, il giovane lasciò il mondo marino e la principessa, quando tornò sulla terraferma si rese conto che niente era rimasta come lui lo ricordava, né riconosceva nessuno degli abitanti del paesino sulla costa.

Giunse alla conclusione che nel mondo marino il tempo era trascorso in maniera diversa, si adoperò perciò a riottenere ciò che aveva perso: chiese all’anfora una modesta capanna e una barca per pescare.

I paesani però, insospettiti dallo strano racconto dello straniero, decisero di mandare dei controllori alla sua capanna: questi vollero a tutti i costi aprire l’anfora.

L’oggetto al suo interno era vuoto, ma all’improvviso ne uscì un fumo nero che avvolse Urashima, la capanna e la barca facendoli scomparire immediatamente.

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………..dalle Isole Fiji……….

Sull' isola di Kadavu, una delle più grandi isole di un arcipelago delle Fiji a circa cinquanta miglia di mare dalla città-capitale di Suva, c'è un villaggio chiamato Namuana.

Namuana si trova protetto in una meravigliosa baia adiacente alla stazione governativa del porto di Vunisea.

Dietro il villaggio c'è una collina dalla quale si può dominare un vasto di tratto di mare sia a Sud che a Nord, mentre la spiaggia era usata un tempo dai guerrieri di Kadavu come punto di partenza per le loro canoe per esplorare le terre poste ad Est ed ad Ovest dell'isola.

Le donne del villaggio di Namuana conservano ancora un rituale molto sconosciuto, quello di chiamare le tartarughe dal mare.

Se visitate il villaggio di Namuana e volete vedere le tartarughe che vengono chiamate, dovete ancorare la vostra barca a destra della baia sotto le scogliere di un promontorio roccioso.

Oppure potete sbarcare sulla spiaggia e sedervi vicino le rocce a picco oppure ancora arrampicarvi sopra un tratto roccioso in un punto a circa 50-60 metri dal mare.

Da questa visuale avrete davanti un paesaggio splendido e potrete vedere le fanciulle del villaggio di Namuana che intonano un canto sconosciuto.

Mentre cantano, se osservate con attenzione nell‘ acqua della baia, vedrete le tartarughe giganti venire in superficie sempre più numerose per ascoltare la musica.

Non è una fiaba ma è ciò che realmente avviene ! Infatti in questa zona è proibita la pesca delle tartarughe.

Un altro mistero sconcertante: se si dovesse avvicinare un qualunque membro del vicino villaggio di Nabukelevu, le tartarughe non saliranno in superficie ed allora sarà inutile chiamarle con il canto: non verranno !.

Come tutte le cerimonie e le abitudini delle Fiji, anche chiamare le tartarughe è un rito antico che si tramanda verbalmente da padre in figlio.

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……….. dalla Scozia ……….

Nel 1889, due fratelli, che pescavano nel lago di Lochness, affermarono di aver visto un mostro di dimensioni gigantesche; ebbe inizio la caccia a quella che poteva essere la scoperta più importante del secolo.

Nel 1933 la notizia dell’avvistamenti di Nessie si diffonde in tutto il mondo.

Molte persone affermavanono di aver visto il mostro, ma bisognava avere più prove. Così nel 1944 venne alla luce la prima foto del mostro, ma la foto più nitida fu scattata nel 1977 da Anthony Shels, che ne diede una piccola descrizione: “Era di colore tra il verde e il marrone, con la pancia più chiara. La pelle era liscia e lucida, teneva il collo eretto ed è apparso per pochi secondi”.

Tuttavia, la caccia al mostro era partita già da un pezzo, quando una nave equipaggiata di sonar, percepì qualcosa sott’acqua, lungo almeno 170 metri …. poteva essere un tronco o una roccia, si vociferò; ma la cosa strana è che il giorno dopo nello stesso punto la cosa enorme era scomparsa.

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Così ebbero inizio altre spedizioni, a volte finanziate da proprietari di circhi e di zoo, che volevano a tutti costi il mostro. Nessuna di queste spedizioni ebbe esito positivo, così si pensò che il mostro non fosse nient’altro che strategia di mercato.

Il mostro fu abbandonato per un bel po’ , quando nel 1990, un ingegnere lo filmò per la prima volta. Il filmato fu definito autentico dal Centro dell’Aeronautica militare britannica (che riesce a percepire qualsiasi fotomontaggio sui filmati) e fu trasmesso in Tv. Da allora il mistero è sempre più vivo, l’ultimo avvistamento risale al 1996.

Sull’origine non ci sono molte ipotesi al momento, quattro ne vengono vociferate:

1-Il mostro era un dinosauro che riuscì a salvarsi dall’estinzione grazie alle proprietà del lago.

2-Il mostro non nient’altro che qualche trasformazione o evoluzione di qualche rettili.

3-Il mostro è un alieno; non si è affermato come sia finito nel lago, ma si dice che sia un alieno.

4-Il mostro è una bufala, una strategia di mercato, e le varie foto sono solo tronchi che prendono forma.

avvistamenti
AVVISTAMENTI

Data Presenti Credibilità

  • 2 pescatori abbastanza
  • Alex Campbell e altri pochissima
  • Hugh Gray abbastanza
  • Kenneth Wilson molta
  • Varie persone poca

1955-60 Varie persone poca

  • Varie persone poca
  • Anthony Shiels moltissima
  • Operazione Deepscan abbastanza
  • Tim Dinsdale sicura

1996 Bill Kinder e altre persone abbastanza

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……..gli Aztechi……….

Secondo la leggenda gli Atzechi provenivano da un'isola meravigliosa chiamata Aztlan (Atl= acqua, an=presso); dal nome della loro madrepatria viene il nome di questo popolo. Il portatore della civiltà fu un certo Quetzacoatl (Serpente Piumato), un saggio uomo dalla barba lunga e bianco, che da Aztlan portò la cultura e la civiltà nell'America centrale. Aztlan è rappresentato nelle antiche iscrizioni da un segno geroglifico che nell'antico idioma azteco significa ... Pare che il regno sia tramontato nel secolo IX o X d.C. ; quelli che sopravvissero emigrarono ed esercitarono un certo influsso sul nuovo regno dei Maya, che si era costituito nel frattempo nel Nord dello Yucatan. Di sicuro le civiltà dei popoli aztechi e maya sono strettamente connesse tra di loro. Che si trattasse di colonizzatori atlantidei ? Gli Aztechi erano una popolazione guerriera che costruì il proprio regno sui ruderi del popolo tolteco, il quale non era riuscito a sopravvivere all'impeto degli invasori, e di cui ereditò anche le credenze religiose. Anche i Maya avevano il ricordo della meravigliosa Aztlan, un'isola da cui venne il loro dio portatore della civiltà Kukulkan(Serpente Piumato). Nello Yucatan i Maya sarebbero giunti, secondo l'archeologia, fra il 3000 a.C. e il 1000 a.C., al termine di lenti spostamenti attraverso il territorio messicano, stanziandosi in un'area che gli Aztechi chiamarono Tamonanchàn. Quivi si sarebbero incontrati con gli Olmechi, dai quali avrebbero appreso la scrittura e il sistema di datazione. Una delle più importanti divinità maya è Tlaloc, il Signore della pioggia, “colui che interviene quando la siccità inaridisce i campi, quando il calore dell’estate diventa troppo intenso, quando i fiumi e i torrenti rischiano di andare in secca.” Una leggenda narra che il giovane figlio di una coppia non più giovane era cresciuto viziato e prepotente. Un giorno questi incontrò un vecchio al quale chiese di essere ospitato dal momento che non aveva intenzione di tornare a casa. Nonostante il tono arrogante e la mancanza di rispetto il vecchio acconsentì a patto però che il giovane non aprisse una porticina nascosta dietro un angolo. Il ragazzo, naturalmente, non appena il vecchio si allontanò, corse a controllare cosa il vecchio nascondesse in quel vano ma trovò solo delle giare. Incuriosito le aprì e subito uscirono delle nubi nere che salirono ad oscurare il cielo e il sole. Il giovane afferrò un mantello rosso che si trovava lì e se lo mise: non appena lo fece un tuono colpì la casa e mentre fuori si scatenava una violenta tempesta. Il vecchio giunse appena in tempo per placare i venti e la pioggia, salvando il ragazzo da una morte certa. Di fronte allo stupore del giovane, il vecchio rivelò d’essere il dio Tlaloc sperò che il giovane avesse finalmente imparato la lezione .

i tamburi d acqua

I TAMBURI D’ACQUA

Presso molti gruppi dell’Africa centrale, dove i corsi d’ acqua sono numerosi, si assiste ad una pratica musicale molto curiosa: i Tamburi d’ acqua .In Congo sono le donne e le giovani ragazze a suonare l’acqua nei piccoli fiumi o in ampie pozze.

La tecnica consiste nel battere l’acqua con le mani leggermente piegate a forma di cucchiaio. In questo modo si producono differenti suoni che ricordano quelli prodotti dai tamburi veri e propri.

Di solito, prima di iniziare la musica con l’acqua, le giovani ragazze intonano un canto per introdurre agli spettatori il tema della loro musica.

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Nell’età del bronzo,lo sviluppo delle città nelle grandi valli fluviali dell’Egitto e della Mesopotamia fu reso possibile dall’aumento della produzione agricola nelle campagne circostanti, ora in grado di mantenere non soltanto i contadini ma anche gli artigiani e gli amministratori della città, la casta sacerdotale e il re.

Per giungere a questo risultato era stato necessario realizzare grandi opere di canalizzazione delle acque. Le pianure alluvionali dei grandi fiumi, arricchite dopo le periodiche inondazione da un fertilissimo concime naturale (il limo), erano infatti poco utilizzabili dagli agricoltori: la violenza delle acque distruggeva ogni cosa e si esauriva su una superficie limitata. Le popolazioni della Mesopotamia e gli Egizi costruirono argini lungo i fiumi e un sistema di canali che consentiva di trasportare lontano le acque alluvionali, allagando i campi, che dopo venivano arati e seminati.

Spesso era necessario sollevare l’m acqua dai pozzi e dai canali. Fù inventata una macchina, lo SHADUF, costituita da un palo sul quale era issato un bilanciere che recava ad una estremità il secchio ed all’ altra un contrappeso di argilla . Grazie ad esso la fatica era tanto ridotta che un solo uomo riusciva a sollevare in una giornata 2700 litri di acqua.

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I greci chiamarono Mesopotamia, cioè regione in mezzo ai due fiumi , il territorio compreso fra i fiumi Tigri ed Eufrate, dove sorsero le antiche civiltà dei Sumeri e degli Assiro-Babilonesi.

Fu proprio la presenza dei due corsi d’ acqua che scorrono per lungo tratto paralleli e si uniscono prima di sfociare nel Golfo Persico, che creò le condizioni naturali indispensabili per lo sviluppo della vita.

Nel corso dei millenni infatti il fango ed i detriti, trascinati dalla corrente, avevano formato una pianura alluvionale fertilissima, che continuando ad avanzare, respingeva sempre più a sud il mare che prima lo occupava.

I due fiumi, alimentati dal disgelo dei monti dell’ Armenia, non hanno un corso tranquillo, ma sono soggetti a piene improvvise e violente e questo costrinse gli antichi abitanti della Mesopotamia ad una imponente opera di canalizzazione delle acque ed alla costruzione di argini e di dighe.

Per fare questo le tribù sparse che vivevano lungo il fiume dovettero imparare a collaborare tra loro, associandosi ed impegnandosi a rispettare norme comuni: nacque cosi lo stato.

Era l’ anno 4800 a.C.

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“…………………………………….….…..

le barche salgono e scendono la corrente

perché ogni via si apre al tuo sorgere

i pesci del Fiume guizzano verso di Te,

i Tuoi raggi arrivano in fondo al mare

…………………………..………………”

Il testo qui sopra riportato fa parte di una lunga antica preghiera, “L’ inno ad Aton”, Composta dal Faraone Amenofi IV. Il fiume di cui si parla è il Nilo, apportatore di fertilità e di benessere lungo tutto il suo lunghissimo corso.Oggi, come migliaia di anni fa, il grande fiume è solcato da tipiche imbarcazioni a vela: come allora il fiume è fonte di vita per molti popoli, anche se oggi la vita degli uomini non è solo e rigidamente regolata, come in questo antico passato, dal flusso delle acque del Nilo.

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L’ affresco della “Flottiglia” conservato in un palazzo dell’ isola di Thera (Santorini), rappresenta una nave che lascia il porto.

Le popolazioni delle isole cicladi, di cui fa parte Thera, si dedicavano infatti principalmente al commer-cio marittimo.

Tucidide, antico storico greco, dice: “Minosse, re dell’ isola di Creta, fu il più antico re di cui è giunta notizia, colui che si procurò una flotta e dominò sulla maggior parte del mare che si chiama greco: estese il suo potere sulle isole Cicladi e le colonizzò”.

L’ impero economico cretese, che comprendeva quasi tutto il Mediterraneo, venne poi abbattuto dagli invasori Achei.

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L’ abilità degli ingegneri romani nell’ incanalare l’ acqua e trasportarla a grandi distanze fu universalmente riconosciuta e rimase insuperata per circa 1500 anni dopo il declino dell’ impero.

Alla fine del I sec. d.C. ricoprì in Roma la carica di curator aquarum, ossia sovrintendente all’ ap-proviggionamento idrico, Sesto Giulio Frontino che espose la sua esperienza in questo incarico nel libro De aquis urbis Romae.

La perfezione delle tecniche ingegneristiche portò alla realizzazione di ponti-acquedotti come quello sul Gard in Francia. Gli acquedotti romani sfruttavano il principio dei vasi comunicanti che permetteva all’ acqua che scendeva dall’ alto delle montagne verso le pianure, di risalire i dislivelli più forti. Altri dislivelli del terreno erano eliminati con terrapieni o con la costruzione di viadotti ad arcate come quello sul fiume Gard, la cui arcata inferiore costituisce il ponte.

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Chiare, fresche, e dolci acque,

ove le belle membra

pose colei che sola a me par donna.

Tratto da “Chiare, fresche e dolci acque” di F. Petrarca

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Ora i minuti sono eguali e fissi

come i giri di ruota della pompa.

Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.

Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

Tratto da “Una casa sul mare” di E. Montale

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...

Stamani mi sono disteso

in un’urna d’acqua

e come una reliquia

ho riposato

Tratto da “I fiumi” di G. Ungaretti

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...

quest’acqua onde tu appena i piedi arrossi

nudi a una lavandaia,

Tratto da “Il torrente” di U. Saba

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L’aqua ch’la bagna e ch’la fa léus i còpp

la casca te curtéil dréinta e’ tinazz;

Un’acqua che bagna e fa luccicare i coppi

casca nel cortile dentro il tino;

Tratto da “E piòv” di T. Guerra

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L’aqua te bicir

l’aqua te foss

l’aqua te fiom

e pu una volta a i ò tuchè sal spali

l’aqua de mer.

L’acqua nel bicchiere

l’acqua nel fosso

l’acquanel fiume

e poi una volta ho anche toccato sulla spalla

l’acqua del mare.

“L’aqua” di T. Guerra

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Io guardo entusiasta tal mare:

immobile mare uguale.

Io guardo estasiato tal mare

Ma quale fu l’acqua ad empirlo?

Dai monti ruinò?

Sgorgò dalla terra?

Dal cielo vi cadde?

O cadde piuttosto dagli occhi del mondo?

Tratto da “Mar Grigio” di A. Palazzeschi

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Che acque affaticate contro la fioca riva,

che flutti grigi contro i pali . Ed isole

Più oltre e banchi ove un affanno incerto

si separa dal giorno che va via.

Tratto da “Marina” di M. Luzi

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Tratto da: Acqua azzurra, acqua chiara

Acqua azzurra,

acqua chiara,

con le mani posso finalmente bere.

Nei tuoi occhi, innocenti,

posso ancora ritrovare

il profumo di un amore puro,

puro come il tuo amor.

Lucio Battisti

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Tratto da: “La canzone del sole”

Oh mare nero,

oh mare nero,

oh mare nero.

Tu eri chiaro e trasparente come me.

Lucio Battisti

proverbi
Proverbi

L’aqua piuvona

la var cume la mona.

Quand a la sira Quando la sera

el sô el se volta indree, il sole si volta indietro,

a la mattinna se gh’ha alla mattina si ha

l’acqua ai pee. l’acqua ai piedi.

L’acqua piovana

vale come la manna.

In trent’ ann e trenta mes In trent’anni e trenta mesi

torna l’acqua ai sò paes. torna l’acqua ai suoi paesi.

Acqua a balon, acqua a monton.

Acqua a palloni, acqua a mucchi.

Acqua cheta rompe i ponti

Acqua passata non macina più

Il mulino non macina senz’ acqua

La prima acqua è quella che bagna

L’ acqua corre al mare

A goccia a goccia si scava la roccia

Il sangue non è acqua

Sotto la neve pane, sotto l’ acqua fame

bibliografia
Bibliografia
  • A.V., 5000 giorni per salvare il pianeta, Zanichelli.
  • A.V., Scienze, il grande libro-domande e risposte, Giunti Junior.
  • A. Bargellini, Scienze in azione, Carlo Signorelli.
  • A.V., La materia e i fenomeni, Garzanti Scuola.
  • A.V.,Natura ,1,2,3,4 speciale, Einaudi.
  • A.V., Tutto storia, Petrini.
  • A.V., Osservo e indago A, De Agostini.
  • L. Ponzoni, Il ciclo dell’acqua, dalla natura alla depurazione, Consorzio di bonifica dello alto lambro.
  • A.V.,Terra sat, corriere della sera.
  • Mensile PM, 1 gennaio 2003.
  • A.V., ECOGEO 2000, Archimede.
  • A.V., Il tuo primo libro del mare,Laurus.
  • A.V., Il grande libro dei perché, De Agostini ragazzi.
  • A.V:;Atlante geografico illustrato, De agostini.
  • Ginlieron-Martin, L’acqua e vita, Marsilio.
  • A.V., Poeti italiani del 900, I Meridiani Mondadori.
  • Mensile PM, 1 marzo 2003.
  • Disney Il magico mondo degli animali, De Agostini Junior
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Ci auguriamo di aver soddisfatto ogni vostra curiosità sull’ acqua!

Arrivederci alla prossima!

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