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Libri e web. Internet Bookshop (recensioni) ‘potere del passaparola’ Internet ha rilanciato la discussione letteraria sottraendola ai media tradizionali Blog http://www.nazioneindiana.com : Roberto Saviano ha postato i primi stralci di quello che sarebbe diventato Gomorra. Libri e web.

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Presentation Transcript


  1. Libri e web • Internet Bookshop (recensioni) • ‘potere del passaparola’ • Internet ha rilanciato la discussione letteraria sottraendola ai media tradizionali • Blog http://www.nazioneindiana.com : Roberto Saviano ha postato i primi stralci di quello che sarebbe diventato Gomorra

  2. Libri e web http://www.carmillaonline.com : sul New Italian Epic http://www.ilprimoamore.com : segnala con regolarità scrittori e poeti giovani e giovanissimi

  3. Libri e web • http://www.anobii.com : libreria virtuale Nasce nel 2005 a Hong Kong per iniziativa di Greg Sung, prende il nome dal tarlo della carta (Anobium punctatum) e si basa sul principio dei social network

  4. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Nei primi trent’anni di vita la televisione italiana ha privilegiato un rapporto didattico-pedagogico con il pubblico • La televisione, come prolungamento delle istituzioni, perseguiva il triplice fine di ‘informare, educare, intrattenere’ (John Reith, fondatore della BBC)

  5. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Rapporto monodirezionale e gerarchico con il telespettaore, visto come ricevente passivo • Progetto pedagogico: Telescuola (1958); Non è mai troppo tardi (1960) • Lascia o raddoppia (1955); Telematch (1957) e la ‘logica del grillo’

  6. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Anni ottanta: passaggio dalla ‘paleotelevisione’ alla ‘neotelevisione’ (Eco) • Prevale l’intrattenimento • Logica della ‘serialità’: televisione come ‘central story-teller system’ • CDD 458BONI.LIN /2003

  7. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Format • copione o modello di programma; • durata di un programma televisivo; • dimensione dell’immagine sullo schermo. • Nel lessico radiofonico e televisivo: ‘struttura di base del programma’ ‘Il format è quell’insieme di elementi formali invariabili che consentono di generare episodi diversi di uno stesso programma’

  8. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Il ‘copione’ di un programma televisivo si articola intorno al ‘concept’, la descrizione su carta dell’idea originale e degli elementi strutturali del programma • Già nella ‘paleotelevisione’: alcuni programmi erano la rielaborazione di generi e repertori della radio, del cinema, del teatro: i cosiddetti ‘travasi’

  9. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali Es. Canzonissima (1958), adattamento televisivo del programma radiofonico Le canzoni della fortuna (1956); Festival della canzone italiana di Sanremo, dalla radio (1951) alla televisione (1955) Televisione come ‘radio con immagini’

  10. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali Paleotelevisione: • acquisti dall’estero: soprattutto telefilm (Lassie, Rin Tin Tin, L’ispettore Derrick, Il tenente Colombo) • Proto-format: modelli di programmi già realizzati all’estero (Lascia o raddoppia, Il Musichiere)

  11. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali Neotelevisione: • ideazione dei programmi ad aziende esterne (outsourcing) es. Endemol • ‘programmi a utilità ripetuta’(soap, telenovelas, telefilm, documentari, cartoni animati) • ‘programmi a utilità istantanea’ (notiziari, eventi mediatici) • Formattizzazione: inquadramento in schemi formali precostituiti della creatività • Pay-Tv: luogo di sperimentazione di nuovi generi e nuovi linguaggi

  12. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Il reality show: Prima del Grande Fratello: la televisione, fin dalla sua nascita, si propone come ‘finestra sulla realtà’ ‘Tv-verità’: Chi l’ha visto? (1989), Blu Notte (2002) ‘real-Tv’: registra gli eventi nel loro naturale svolgimento: Candid Camera, Paperissima Limitazione e occultamento dell’emittente

  13. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • ‘reality show’: non presenta una ‘ricognizione indagatoria’ di fatti realmente accaduti, ma produce una ‘televisizzazione della realtà’, spostando o annullando il confine tra televisivo e reale • ‘metatelevisione’

  14. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Il macrogenere del reality deriva dal mescolamento di generi televisivi classici: • ‘utility television’, o tool TV, che enfatizza la formula della televisione al servizio del cittadino, come Mi manda Lubrano (1991), o Forum (1984) • L’ ‘emotainment’, con la televisione che diventa un ‘aiutante magico’ per realizzare il sogno nel cassetto, come in Carramba che sorpresa! • Il ‘people show’, tipico di quei format che pongono persone comuni al centro della scena, come La Corrida (1985, in origine programma radiofonico)

  15. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • il ‘celebrity-show’, nel quale la televisione si fa complice dello spettatore nel mostrare la vita di personaggi (più o meno) famosi, come Scherzi a parte (1991), La Fattoria (2004), L’isola dei famosi (2004) • La ‘docu-soap’, un genere, nato negli anni novanta in Gran Bretagna e Stati Uniti, che mescola il documentario e la soap opera e nel quale la televisione diventa l’occhio indiscreto

  16. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • il ‘reality-game’ o ‘game-show’, genere che spesso si accompagna agli altri e che consiste nell’introdurre prove, gare e giochi; • Il ‘real movie’, una vera e propria fiction dal vero che mette in scena personaggi reali, impersonati da attori non professionisti, per raccontare, come in un film, la loro vita

  17. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Nel reality la vita privata di persone comuni viene offerta allo spettatore e narrata come una soap opera, con sapienti interventi degli autori che riscrivono e montano le storie ‘vere’ secondo precise strategie enunciative narrative • Il ruolo del conduttore è centrale e contribuisce anche a coinvolgere il pubblico in studio e a casa, chiamati entrambi a giudicare, sanzionare, votare e, infine, decretare vincitori e vinti

  18. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • La televisione soddisfa il bisogno del telespettatore di sentirsi raccontare storie verosimili (non necessariamente vere..) come accade a teatro o al cinema • Nei reality prevale un regime semiotico ‘indicale’ più che ‘iconico’, basato sul contatto, sulla vicinanza, sulla compresenza

  19. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Il palinsesto Dal greco, lett. ‘raschiato di nuovo’ Paleotelevisione: programmi concepiti come blocchi ben distinti, con una rigida distinzione tra i generi Neotelevisione: dalla fine degli anni settanta non una griglia, ma un ‘flusso’

  20. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Logica del flusso verticale: i programmi fluiscono uno dopo l’altro, le sigle brevi si sostituiscono ai siparietti • Quotidianità: dagli anni ottanta si affermano le strisce quotidiane • Nascita e sviluppo dell’infotainment (information+entertainment), dello sportainment (sport+entertainment), dell’edutainment (education+entertainment)

  21. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Verso la televisione ‘personalizzata’ La ‘neotelevisione’ verso la ‘post-televisione’: le nuove modalità di trasmissione via cavo, via satellite, via Internet si sono affiancate al tradizionale canale di trasmissione via etere, consentendo la moltiplicazione dei canali disponibili, il miglioramento della qualità dell’immagine e del suono e l’introduzione di servizi interattivi

  22. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Il palinsesto diventa un ‘supertesto’ ricostruibile dall’utente sulla base delle sue esigenze e delle sue abitudini di fruizione: la logica del flusso è sostituita dalla tendenziale personalizzazione del consumo televisivo

  23. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Parola d’ordine: ‘convergenza’ Non comporta la semplice traduzione di un messaggio da un codice a un altro, ma l’introduzione di un nuovo linguaggio che influenza profondamente il contenuto dei prodotti

  24. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali “Un processo chiamato la ‘convergenza dei processi’ sta confondendo i confini tra media, anche tra quelli delle comunicazioni punto a punto, come telefono e telegrafo, e le comunicazioni di massa, come stampa, radio e televisione. Un singolo strumento fisico- che sia cablato, a fili o via etere - può offrire servizi che in passato erano resi da mezzi separati. Al contrario, un servizio che era dato da un unico mezzo - che fosse il broadcasting, la stampa o il telefono - oggi può provenire da mezzi diversi. In questo modo si sta erodendo il rapporto uno a uno che esisteva tra uno strumento e il suo uso” (Pool 1983)

  25. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Comunicazione circolare o reticolare: emittente e destinatario in uno scambio continuo di ruoli • Multimedialità • Interattività • ipertestualità

  26. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Produzione ‘cross-mediale’: creazione di prodotti audiovisivi in funzione della fruizione su diversi mezzi di comunicazione Es. Grande Fratello: in chiaro, sulla pay-tv, in Internet, sui cellulari

  27. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali Umberto Eco si chiede cosa faccia di un film come Casablanca (1942) un cult • deve permettere ai consumatori di fantasticarvi sopra: per trasformare un’opera in un oggetto cult bisogna decostruirla, scompaginarla, sconvolgerla • Il film cult è fatto per essere citato, perché è costruito su frasi, archetipi, allusioni e rimandi a molte opere precedenti

  28. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali Matrix: cult nell’epoca della cultura convergente “Prima di tutto, il film contiene molti elementi di attrazione popolare: attacchi suicidi da parte di forze speciali d’élite, scontri aerei, arti marziali, una casta storia di amore predestinato, mostri dagli occhi inquietanti provenienti dal brodo primordiale, abbigliamento fetish, rapimenti, torture e salvataggi rischiosi, più sottomarini strani, affascinanti…Vi è quindi l’esegesi Cristiana, il mito della Redenzione, morte e rinascita, un eroe che si ritrova, l’Odissea, Jean Baudrillard (molto Baudrillard, la parte migliore del film), cenni ontologici alla fantascienza della scuola di Philip Dick, Nabucodonosor, Buddha, il Taoismo, il misticismo delle arti marziali, la profezia dell’Oracolo, la telecinesi che piega i cucchiai, spettacoli di prestigio alla Houdini, la metafisica matematica di Gödel” (Sterling 2003)

  29. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione tradizionali • Matrix Accanto al prodotto cinematografico vi è The Animatrix (2003), un insieme di corti animati della durata di novanta minuti, ambientati nel mondo di Matrix e creati da alcuni famosi animatori giapponesi, sudcoreani e statunitensi; The Matrix è anche una serie a fumetti scritta da artisti e scrittori; vi sono inoltre due giochi: Enter the Matrix e un altro, ambientato nel mondo del film Il consumatore che ha giocato al game o guardato i corti animati affronta un’esperienza filmica diversa rispetto allo spettatore che ha assistito al film in modo ‘tradizionale’

  30. Bibliografia Bettetini, G. (2001). L’audiovisivo. Milano, Bompiani De Mauro, T. (2003). Storia linguistica dell’Italia unita. Roma-Bari, Laterza (8a ed.) Grasso, A. (2000). Radio e televisione. Teorie, analisi, storie, esercizi. Milano, Vita e Pensiero Menduni, E. (2002). I linguaggi della radio e della televisione. Roma-Bari, Laterza Sorice, M. (2002). Lo specchio magico. Linguaggi, formati, generi, pubblici della televisione italiana. Roma, Editori Riuniti Taggi, P. (2000). Vite da format. La TV nell’era del grande fratello. Roma, Editori Riuniti

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