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Uomo:origine ed evoluzione. Giuseppe Masciopinto per l’UNIVERSITA’ POPOLARE MOLFETTESE. Vita. 3.7 miliardi anni fa. Raffronto tra la storia della Terra e l’arco di tempo racchiuso in un singolo anno solare:. 1 gennaio (4,5 miliardi di anni fa) formazione della TERRA

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Presentation Transcript
uomo origine ed evoluzione

Uomo:origine ed evoluzione

Giuseppe Masciopinto per l’UNIVERSITA’ POPOLARE MOLFETTESE

raffronto tra la storia della terra e l arco di tempo racchiuso in un singolo anno solare

Vita

3.7 miliardi anni fa

Raffronto tra la storia della Terra e l’arco di tempo racchiuso in un singolo anno solare:
  • 1 gennaio (4,5 miliardi di anni fa) formazione della TERRA
  • Da Febbraio all’11 novembre(circa 4 miliardi di anni): formazione delle molecole della vita e, verso la fine dell’intervallo di tempo, la nascita e l’aggregazione delle cellule
  • 12 novembre(600 milioni di anni fa): prime forme di vita
  • 20 novembre(500 milioni di anni fa): affermazione dei vertebrati
  • 25 dicembre(75 milioni di anni fa): estinzione dei dinosauri
  • 26 dicembre (60 milioni di anni fa): affermazione dei mammiferi
  • 28 dicembre (16 milioni di anni fa): formazione dei primati
  • 31 dicembre ore 12-14(150.000 anni fa): Homo Sapiens
  • Ore 23,59 :costruzione della piramide di Cheope
  • 15 secondi dopo la mezzanotte :nasce Gesù Bambino
  • 4 secondi dopo: Leonardo dipinge la Gioconda

Dal Big Bang

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Vita

Vita

3.7 miliardi anni fa

3.7 miliardi anni fa

3,7 miliardi di anni fa

Nei mari iniziarono a formarsi macromolecole organiche che costituirono strutture con attività biologica.

La prima

forma diVITA sulla TERRA!

Stelle &

Galassie

Big

Bang

Sole

& Pianeti

Oggi

Dal Big Bang

Dal Big Bang

14 miliardi anni fa

12 miliardi anni fa

4.9 miliardi anni fa

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2,1 miliardi di anni fa.

Alcuni ceppi batterici utilizzando l'energia solare, l’acqua e l’anidride carbonica, iniziarono a produrreossigeno

come sostanza di rifiuto.

In breve tempo l’atmosfera inizia ad arricchirsi d'ossigeno.

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650 milioni di anni fa

. Nel mare fecero la loro comparsa i primi

organismi animali pluricellulari.

Erano organismi estremamente semplici, privi di parti dure, simili a meduse, coralli molli o dal corpo vermiforme.

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550 milioni di anni fa.

Si differenziò la maggior parte degli attuali gruppi di invertebrati pluricellulari, spugne, madrepore e meduse, vermi segmentati, molluschi, artropodi dotati di un robusto scheletro esterno.

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400 milioni di anni fa

Vivono in questo periodo i primi pesci dotati di bocca mobile . Da alcuni di questi si differenziarono i

primi anfibi

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Circa 260 milioni di anni fa

Tutte le terre emerse erano riunite in un unico supercontinente.

Il clima era torrido.

Vivevano in tale periodo i

primi Dinosauri.

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195 milioni di anni fa

I Dinosauri dominavano tutte le nicchie ecologiche.

Si formarono due masse continentali, una settentrionale (Laurasia) ed una meridionale(Gondwana)

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138 milioni di anni fa

Differenziazione delle piante e dei fiori; grande diffusione degli insetti.

Uno o più meteoriti colpiscono la Terra, con l’estinzione di circa il 76%

delle specie viventi. .

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16,5 milioni di anni fa

Comparvero i primi primati ominoidi da cui ebbero origine le prime scimmie antropomorfe.

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Circa 6 milioni di anni fa,iniziò la linea evolutiva dell’uomo..

Questi furono I primi OMINIDI.

Diversi tipi di ominidi vissero sulla Terra per I successivi 6 milioni di anni, alcuni anche nello stesso tempo.

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4 milioni di anni fa

Primo stadio dell’evoluzione umana: Australophitecus.

Era vegetariano e faceva uso di semplici strumenti in pietra, in legno e ossa. Comparve in Africa con diverse forme.

gli australopitechi dai 3 ai 2 milioni di anni fa
Gli australopitechi(dai 3 ai 2 milioni di anni fa)

Rappresentano una tappa importante per la formazione del genere homo.

Per essi si parla di bipedismo facoltativo come è emerso dallo studio dei resti di bacino con le ossa iliache espanse per consentire l’equilibrio, la posizione del foro occipitale al centro della base del cranio al di sopra della colonna vertebrale e la colonna stessa che assume un andamento variamente curvilineo in modo da scaricare la forza-peso anche lateralmente.

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Un gruppo di famiglia

marcia mentre in lontananza si sentono i cupi brontolii del vulcano Sadiman in eruzione……..

Le impronte di Laetoli…..3,6 milioni di anni

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L’Australopithecus afarensis, denominato Lucy (da una canzone dei Beatles), è il più completo degli australopitechi finora conosciuti.

Gli Etiopi l’hanno chiamata "Denkenesh" ("Sei magnifica").

- Questa ricostruzione di Lucy è stata realizzata grazie a una serie di immagini speculari delle ossa mancanti.

Era ancora molto piccola: la sua statura non superava il metro e 10 cm (all’incirca quella di un bambino di sei anni), e non pesava più di una trentina di chilogrammi.

Anche il volume del cervello è modesto: con i suoi 340 cm³ è paragonabile a quello di uno scimpanzé adulto di piccola mole.

Da uno studio delle ossa del suo scheletro risulta che Lucy camminava in posizione eretta e poteva ancora arrampicarsi sugli alberi

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1.6 milioni di anni fa

Vive l'Homo erectus, dotato di tratti particolarmente massicci e robusti.

Alto poco più

di un metro, camminava completamente eretto.

L’Homo erectus realizzava utensili elaborati (tra i quali l'ascia), scoprì il fuoco, cominciò a cacciare grossa selvaggina e ad abitare in luoghi fissi. . . .

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Nel cuore del Sahara

Il terreno è cosparso di numerosi utensili in

pietra, le amigdale. Si possono trovare anche delle asce con un’unica lama dritta e affilata.

Questi strumenti sono noti tanto in Africa, quanto in Asia e in Europa

Si assomigliano tutti e sono stati lavorati con tecniche di taglio rimaste invariate per millenni. Con un’amigdala molto rudimentale o un punteruolo si potevano estrarre i tuberi dalla terra

homo habilis
Homo Habilis

Continua l’evoluzione specialmente a carico del cranio e dei denti ed aumentano notevolmente i ritrovamenti di manufatti in pietra che giustificano l’appellativo di habilis.

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Lame in selce

Una di queste due lame in selce del Paleolitico superiore, non modificata, poté servire come semplice coltello. L’altra ha un’estremità smussata ed è stata forse usata come raschiatoio

homo neanderthalensis
Homo neanderthalensis

Vive in Europa a partire da circa 250.000 anni fa e qui rimane fino alla sua estinzione, avvenuta poco meno di 30.000 anni fa. La capacità cranica era un po’ più grande degli esseri umani moderni (1450cc in media, ma grande anche 1800cc o più); presentava una mascella sporgente, mento debole e una fronte sfuggente. Con tale ominide si hanno le prime forme di seppellimento dei defunti.

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200.000 di anni fa

Compariva l'Homosapiens, cioè l'uomo dotato di raziocinio.

La cultura della forma sapiens si presenta assai evoluta sia nel lavoro della pietra e anche dell'osso, sia nelle raffigurazioni dell'arte parietale e mobiliare, sia nelle pratiche funerarie

considerazioni
Considerazioni

Dopo questa breve carrellata sui nostri antenati, è doveroso fornire una spiegazione sul meccanismo che ha reso possibile tali eventi e che tuttora procede, sempre molto lentamente ma inesorabilmente.

Nonostante il nome con il quale viene comunemente designata, da decenni la teoria dell’evoluzione non è più una semplice teoria, ma una solida combinazione di fatti e concetti che riceve ogni giorno nuove conferme teoriche e sperimentali.

Nulla in biologia ha senso se non alla luce dell’evoluzione che ha avuto luogo nel passato ed è tuttora in atto.

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Evoluzione lineare?

Da quanto visto finora, osservando anche le varie rappresentazioni dell’uomo in evoluzione….. dalla pelosa scimmia antropomorfa all’aitante giovane finale, sembrerebbe che l’evoluzione dell’uomo sia stata lineare: da una specie sia derivata un’altra.

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Nel 1994 Sykes fu incaricato di esaminare il corpo congelato di Ötzi, l’uomo di Similaun, vissuto oltre 5.000 anni fa e rinvenuto tra i ghiacci delle Alpi orientali. Attraverso lo studio del codice del DNA, Sykes riuscì a rintracciare nientemeno che un discendente di Ötzi: una donna inglese tuttora vivente.

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Analizzando le caratteristiche genetiche di popolazioni umane che vivono in continenti diversi, la quantità di variabilità genetica che si trova all’interno dei gruppi di individui analizzati è molto superiore a quella che li distinguerebbe gli uni dagli altri. In altre parole, sono molto di più le rassomiglianze fra individui appartenenti a due diverse popolazioni di quanto non ve ne siano all’interno dell’una o dell’altra.
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CONCLUSIONE

  • Homo sapiens è un’unica e grande specie, giovane geneticamente, variabile più all’interno delle popolazioni che non nel confronto fra queste, distribuita in tutti gli angoli del globo ed ecologicamente assai pericolosa, tanto da mettere a repentaglio la sopravvivenza delle altre specie viventi. Siamo un po’ come il popolo antico dell’isola di Pasqua, Rapa Nui, che sfruttò senza criterio la piccola terra nella quale viveva, provocando il deserto intorno a sé e causando il proprio stesso annientamento. Ma non voglio prevedere il futuro, né ho titoli per farlo, e poi... tutto questo mi mette tristezza, preferisco concludere con una rapida rassegna dei capolavori d’arte dei nostri antenati più antichi.
omaggio a darwin
Omaggio a Darwin

“In ogni grande regione del mondo i mammiferi esistenti sono intimamente affini alle specie estinte della stessa regione. E’ quindi probabile che l’Africa fosse abitata primieramente da scimmie estinte strettamente affini al gorilla e allo scimpanzè; e siccome queste due specie sono ora i più prossimi affini dell’uomo, è in certo modo più probabile che i nostri primi progenitori vivessero nel continente africano che non altrove.”

CHARLES DARWIN, L’origine dell’uomo-1875