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CORSO DI SOCIOLOGIA. A. Bagnasco - M. Barbagli – A. Cavalli. PARTE PRIMA: La formazione della società moderna. 1. LE SOCIETA’ PREMODERNE. 2. LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE. LE SOCIETA’ PREMODERNE. LE SOCIETA’ PREMODERNE. Quando compaiono le prime società umane ?.

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Presentation Transcript
corso di sociologia

CORSO DI SOCIOLOGIA

A. Bagnasco - M. Barbagli –

A. Cavalli

a cura di Roberta Iannone

slide2

PARTE PRIMA: La formazione

della società moderna

1. LE SOCIETA’ PREMODERNE

2. LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

le societa premoderne
LE SOCIETA’ PREMODERNE

LE SOCIETA’ PREMODERNE

Quando compaiono le prime società umane?

Uomo di Pechino

300.000 anni fa…

Specie umana sulla terra

Homo Sapiens sapiens

35.000 anni fa…

Prime forme di organizzazione sociale

Quegli “uomini” in società

La dimensione cooperativa

Le tipicità sociali della specie umana

le societa premoderne1
LE SOCIETA’ PREMODERNE

caccia

...la dimensione cooperativa…

raccolta

  • La divisione sessuale del lavoro
  • La Banda

Autosufficienza produttiva

ma non riproduttiva (esogamia)

3. Tribù

Emile Durkheim, Le forme elementari della vita religiosa

4. Clan

5. Totem

le societa premoderne2
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Le società di caccia e raccolta sono:

a. egualitarie

Non veri e propri capi se non in casi di difesa da altre tribù = No gerarchie

TRANNE

Differenze di sesso

Differenze di età

Differenze legate alle capacità psichiche e alle tecniche rituali: lo sciamano

le societa premoderne3
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Mezzi di sussistenza

b.

semplici

Riproduzione biologica

Riproduzione culturale

Elementi analitici della società

Forme delle relazioni sociali

Struttura della disuguaglianza

Credenze e pratiche religiose

le societa premoderne4
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Alle precedenti caratteristiche della società aggiungiamo:

La capacita’ di astrazione

Perché?

PERCHÈ CAPACITA’ DI ASTRAZIONE = CAPACITA’ PRODUTTIVA E NON SOLO PREDATORIA

A. Natura come laboratorio

COLTIVAZIONE

=

B. Insediamenti sempre più permanenti e capienti: i villaggi

C. Crescita della popolazione

D. Innovazioni

le societa premoderne5
LE SOCIETA’ PREMODERNE

…Capacità produttiva, coltivazione, villaggi

quindi

Ruolo del TERRITORIO

inteso come

  • Spazi
  • economicamente
  • politicamente
  • sessualmente (endogamia)
  • autonomi

Terra di proprietà comune del villaggio

Specializzazione produttiva

kula

le societa premoderne6
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Domesticazione delle piante + domesticazione degli animali

Dall’ortocultura all’agricoltura

= le società agricole

Le società pastorali

SURPLUS = una quantità di prodotti alimentari eccedente quella necessaria per mantenere in vita e in piena efficienza i produttori diretti e le loro famiglie e per garantire la riproduzione delle risorse consumate durante il ciclo produttivo

le societa premoderne7
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Con la nascita del SURPLUS

DIVISIONE

tra

Chi consuma soltanto

Chi partecipa direttamente alla produzione

Disponibilità a sacrificarsi producendo oltre il necessario

Perché questo accada

Disponibilità a trasferire ad altri il frutto del proprio lavoro

le societa premoderne8
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Dove si può trovare una spinta più forte al “sacrificio” e al “trasferimento”

se non nel DIVINO?

Idee religiose = quale fonte di produzione e di giustificazione

delle disuguaglianze sociali

QUALI?

Letterati e illetterati

Tra governanti e governati

Cittadini e contadini

Nascita della Teocrazia

e dei primi templi

etc.

Scrittura?

(Gordon Childe)

le societa premoderne9
LE SOCIETA’ PREMODERNE

Disuguaglianze che andranno gestite attraverso

Ordinamenti

Codice di Hammurabi

(II millennio a.C.)

Regole

Organi per comporre le dispute

Una organizzazione militare

Inizialmente contadini

Successivamente militari di professione

Organizzazione

in gradi e caste

le societa premoderne10
LE SOCIETA’ PREMODERNE

IL SIGNIFICATO?

  • Tappe fondamentali della nascita delle società
  • Distinzione tra evoluzione biologica della specie e mutamento socio-culturale
  • Ricongiunzione della distinzione ed emersione della storia dell’umanità come storia di…

…società diverse

Azioni e comportamenti diversi nel tempo e nello spazio

COOPERAZIONE E

L’insieme di artefatti

beni, processi tecnici,

idee, abitudini, valori che

vengono trasmessi

socialmente (Malinowski, 1931)

CONFLITTO

Giustificazioni diverse nel tempo

e nello spazio

CULTURA

le origini della societa moderna in occidente
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

1. IL CAPITALISMO

IL MUTAMENTO SOCIALE

2. LO STATO MODERNO

3. LA CULTURA MODERNA

le origini della societa moderna in occidente1
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

1. IL CAPITALISMO

sempre + intensiva

I PRESUPPOSTI materiali

volta all’aumento della produttività

Le trasformazioni dell’agricoltura

innovativa

Il ruolo delle attività mercantili

per alcuni centrale nel superamento del feudalesimo (Braudel, Wallerstein)

Le trasformazioni dell’artigianato

Domanda estesa

Imprevedibile

Con oscillazioni di mercato

Innovazione anziché tradizione

Per altri compatibile con il feudalesimo (seguaci di Marx)

Concorrenza anziché monopolio

le origini della societa moderna in occidente2
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

CULTURA…

I PRESUPPOSTI immateriali

CIO’ CHE NON

VIENE NOMINATO,

NON ESISTE

OGGETTIVI

Sempre uguali?

Legati alla SOCIETA’

SOGGETTIVI

Se sì, perché oggi

siamo nella Società

dell’informazione?

Processi informativi

Legati all’INDIVIDUO

E se siamo nella Società dell’informazione,

perché parliamo anche di conoscenza e di sapere?

le origini della societa moderna in occidente3
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

1. INIZIARE un processo

produttivo

2. COORDINARE le attività

dell’impresa

3. INNOVARE

(nuova combinazione dei

fattori produttivi)

4. ASSUMERE DECISIONI

POLITICHE

La formazione dell’imprenditorialità

e le sue funzioni

gli “innovatori “

(Schumpeter, 1912)

  • Nascita dell’ UOMO NUOVO
  • Distruzione creativa
  • Mentalità orientata al risparmio
  • Dedizione assoluta e sistematica al capitale quale fine assoluto e astratto
  • e non finito e concreto come i beni fruibili
le origini della societa moderna in occidente4
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

“Il Capitale”, 1867

Karl Marx

Definizione del concetto: per la prima volta da K. Marx (1818-1883)

MODI DI PRODUZIONE :

  • Comunismo primitivo
  • Antico o schiavistico
  • Feudale
  • Capitalistico

forme di proprietà

e rapporti fra le classi

=

RAPPORTI SOCIALI DI PRODUZIONE

forme di divisione del lavoro

=

FORZE PRODUTTIVE

le origini della societa moderna in occidente5
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

RAPPORTI SOCIALI DI

PRODUZIONE

FORZE PRODUTTIVE

Lavoro salariato

Basati sul capitale e sulla relativa detenzione

  • MATERIALISTICA
  • DETERMINISTICA

IL MARXISMO E’ UNA

CONCEZIONE

  • DIALETTICA
  • PROFETICA
le origini della societa moderna in occidente6
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

“Il capitalismo moderno”, 1902

WERNER SOMBART

DEFINIZIONE DI CAPITALISMO (Werner Sombart, 1863-1941)

Per capitalismo intendiamo un determinato sistema economico con le seguenti

caratteristiche: è un’organizzazione economica di scambio, in cui collaborano, uniti

dal mercato, due diversi gruppi di popolazione, i proprietari dei mezzi di produzione

che contemporaneamente hanno la direzione […], e i lavoratori nullatenenti e che è dominata dal principio del profitto e dal razionalismo economico[1902, trad. It. 1967, 165].

merci

  • Organizzazione economica di scambio di

prestazioni lavorative

  • Accumulazione del profitto
  • Organizzazione della produzione improntata a criteri di razionalità economica, applicazione della scienza e procedure contabili
le origini della societa moderna in occidente7
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

“Etica protestante e spirito del capitalismo”, 1904.

MAX WEBER

Etica delle sette

protestanti influenzate

dal calvinismo

Ascesi mondana

E dogma della

predestinazione

le origini della societa moderna in occidente8
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

2. LO STATO MODERNO

Nascita dello Stato moderno = processo di unificazione e pacificazione di vaste aree territoriali

4 FORME DI MONOPOLIO

monetario

militare

giudiziario

fiscale

=

SOVRANITA’

LEGITTIMITA’

le origini della societa moderna in occidente9
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

non più sudditi ma titolari di diritti

LO STATO COSTITUZIONALE O DI DIRITTO

Fonte della Sovranità : I CITTADINI

Attraverso le 3 grandi Rivoluzioni (inglese,americana, francese)

Tra il XVII e il XVIII secolo

Prima?

Ora?

Diritti sì ma legati a determinate

appartenenze specifiche

Diritti dei cittadini in quanto membri del popolo

le origini della societa moderna in occidente10
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Forma di governo repubblicana

oppure

Forma di governo monarchica

ma costituzionale

Costituzione

quale Legge Suprema

Principio della separazione dei poteri

le origini della societa moderna in occidente11
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

LA CULTURA DELLA MODERNITA’

Il razionalismo

Matrimoni?

L’individualismo

  • L’individuo e la sua libertà di autorealizzazione assurgono a valori dominanti
  • l’individuo vale in base alle sue caratteristiche e non alla sua appartenenza
  • la posizione sociale è sempre più in base ai meriti e alle capacità anziché alla nascita

status acquisiti anziché ascritti

le origini della societa moderna in occidente12
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

…fondamenti dell’individualismo

non arbitrio ma autonomia e indipendenza nel governare la propria esistenza

LIBERTA’ =

non uguali ricompense ma uguali dignità e diritti sin dalla nascita a prescindere dal ceto, famiglia, classe, confessione religiosa

UGUAGLIANZA =

DIRITTO NATURALE E CONTRATTO SOCIALE =

Diritti originari, cioè naturali alla specie umana e patto tra uomini liberi per limitare

la propria libertà

le origini della societa moderna in occidente13
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Il valore dei valori dell’individualismo

Interrogativo che attraversa tutta la storia dell’epoca moderna fino ai giorni nostri

Mano invisibile

di Adam Smith

(1723-1790)

Bene individuale = bene comune?

Vizi privati in pubbliche virtù

di de Mandeville

(1670-1733)

Il razionalismo…

le origini della societa moderna in occidente14
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Origini del razionalismo

Le religioni monoteiste della tradizione giudaico cristiana

La cultura filosofica e giuridica greco-romana

Nuova concezione del rapporto tra individuo e ragione…

Razionalità

=

ATTRIBUTO DELL’AZIONE UMANA

Razionalizzazione

=

Processo storico che investe e trasforma

tutti gli ordinamenti sociali

che rapporto vi è fra

i due livelli?

le origini della societa moderna in occidente15
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Processo di razionalizzazione e…Max Weber

In Occidente

dove…

Assoluta trascendenza del divino

perché…

come…

Attraverso le forme della razionalità

quale attributo dell’azione umana:

  • RAZIONALITA’ RISPETTO ALLO SCOPO
  • RAZIONALITA’ RISPETTO AL VALORE
le origini della societa moderna in occidente16
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Il mutamento sociale secondo i classici della sociologia

…in particolare:

  • Spencer
  • Maine
  • Durkheim
  • Toennies

La società come organismo

L’evoluzionismo di Spencer

a. Evoluzione sociale ed evoluzione naturale

Concetto di adattamento

Funzionalismo…

funzioni

differenziazione

Crescita delle dimensioni

struttura

le origini della societa moderna in occidente17
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

I modelli dicotomici: come avviene il mutamento sociale

Ancient Law, 1861

Maine:

Al centro del mutamento sociale: le leggi che regolano il rapporto tra gli uomini

di contratto

di status

Libero accordo tra individui

posizione

SOCIETA’ MODERNE

SOCIETA’ PREMODERNE

le origini della societa moderna in occidente18
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Durkheim:

La divisione del lavoro sociale, 1893

Al centro del mutamento sociale: il problema della solidarietà

  • Solidarietà meccanica
  • =
  • propria delle società semplici
  • con una ridotta divisione del lavoro
  • relativa identità delle parti
  • Solidarietà organica
  • =
  • società complesse
  • con una articolata divisione del lavoro
  • differenziate

Diritto repressivo

Diritto restitutivo

le origini della societa moderna in occidente19
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Toennies:Comunità e Società, 1887

Al centro del mutamento sociale: il passaggio dalla comunità alla società

Comunità

=

dimensione

organica

dell’esperienza sociale

Società

=

costruzione artificiale

e convenzionale

Senso opposto del termine

a quello dato da Durkheim

le origini della societa moderna in occidente20
LE ORIGINI DELLA SOCIETA’ MODERNA IN OCCIDENTE

Il modello delle “pattern variables”

Modello dicotomico formulato da Talcott Parsons (1902-1979) che considera alcune coppie contrapposte di tendenze valoriali di fondo (o orientamenti valoriali e normativi) delle società moderne.

slide35

PARTE SECONDA: La trama

del tessuto sociale

1. FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

2. I GRUPPI ORGANIZZATI:

ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

forme elementari di interazione
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE
  • agire razionale rispetto allo scopo

Azione, relazione, interazione sociale

  • agire razionale rispetto al valore

AZIONE SOCIALE

  • agire affettivamente
  • agire tradizionalmente

Weber: “un agire che sia riferito – secondo il suo senso, intenzionato dall’agente o dagli agenti –

al comportamento di altri individui, e orientato nel suo corso in base a questo”

- razionale sino a prova contraria

- razionale nella situazione

di solito un’azione è definibile come:

situazione che è quella che gli attori definiscono

forme elementari di interazione1
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Che vuol dire: situazione che gli altri definiscono?

PROFEZIA CHE SI AUTOADEMPIE DI Merton

(1910-2004)

TEOREMA DI Thomas

(1863-1947)

forme elementari di interazione2
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Conseguenze dell’azione

Possono essere diverse dalle intenzioni dell’attore

1. inattesi

EFFETTI =

di COMPOSIZIONE

o EMERGENTI o

di SISTEMA

2. previsti ma non evitabili

Se riconducibili all’interazione

Diretta faccia a faccia =

SISTEMI DI INTERAZIONE

3. che non si sarebbero voluti

se previsti in anticipo

PERVERSI

Se prescindono dalle interazioni dirette =

SISTEMI DI INTERDIPENDENZA

forme elementari di interazione3
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

RELAZIONE SOCIALE

Si ha quando due o più individui orientano reciprocamente le loro azioni

in senso conflittuale: quando sono

volte all’affermazione di una volontà in contrasto con quella altrui

in senso cooperativo: quando sono volte

al perseguimento di un fine comune o compatibile l’uno con l’atro

forme elementari di interazione4
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

INTERAZIONE SOCIALE

Si ha quando due o più persone già in relazione tra loro agiscono reagendo alle reazioni altrui

Stando a questa definizione:

  • La relazione è alla base dell’interazione
  • L’interazione è ciò che cambia nel tempo i contenuti di una relazione

E’ così?

Per altri autori:

  • L’interazione = concatenazione di azioni e reazioni nell’hic e t nunc

Qui il rapporto tra interazione e relazione è inverso

  • La relazione sociale è proprio ciò che va oltre l’hic et nunc
forme elementari di interazione5
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Il gruppo

“Un insieme di persone fra loro in interazione con continuità secondo schemi relativamente stabili, le quali si definisconomembri del gruppo e sono definite come tali da altri” (Merton, 1949)

“Un insieme di individui in reciproco rapporto in quanto portatori di determinati interessi o valori comuni, la cui azione è rivolta al conseguimento di un comune fine” (Mongardini, 1993)

  • Un gruppo può essere pertanto definito come un insieme di persone:
  • tra cui esistono relazioni definite
  • coscienti di far parte del gruppo e di condividerne i simboli
forme elementari di interazione6
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Proprieta’ del gruppo

A. Interazione diretta, faccia a faccia oppure indiretta

Generalmente aumenta con l’aumentare delle dimensioni del gruppo

L’interazione face to face è definibile come

un “campo di sperimentazione sociale”

spesso in grado di produrre

forme di solidarietà spontanea

B. Il gruppo può essere composto anche da una semplice diade

Non ci si può nascondere dietro il gruppo

Uscire dal gruppo significa porvi fine

forme elementari di interazione7
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

C. I confini di un gruppo possono essere:

L’informalità è spesso una condizione di stabilità

  • Formali o informali
  • Relativi alla situazione

Grado di completezza: rapporto

fra gli appartenenti al gruppo e coloro

che possiedono le caratteristiche per appartenere ma non vi appartengono

  • Più o meno ampi

I non appartenenti

La loro considerazione è fondamentale

nello studio di qualsiasi gruppo

molto più dell’individuazione degli appartenenti

Generalmente si associa all’influenza sociale

forme elementari di interazione9
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

E’ razionale partecipare ad una attività di gruppo?

Il teorema

di OLSON

forme elementari di interazione10
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

D. LA STRUTTURA DI UN GRUPPO

Densità sociale

=

concentrazione spaziale delle persone e

volume delle loro interazioni

Ruoli

=

comportamenti

attesi

più è alta

diffusi

specifici

Durkheim: - società segmentali = ruoli simili

- società a divisione del lavoro = con ruoli differenziati

forme elementari di interazione11
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Ogni individuo ha più ruoli…

Gruppi totalitari (o istituzioni totali)

Gruppi segmentali

nel significato di parziale

(accezione diversa da quella di Durkheim)

Ogni individuo ha ruoli

diffusi e specifici, formali e informali

  • piccole dimensioni
  • ruoli diffusi
  • con contenuti affettivi forti
  • molto personalizzati

Gruppi primari:

Gruppi secondari:

  • più grandi dimensioni
  • ruoli specifici
  • relazioni più asettiche
  • o depersonalizzate
forme elementari di interazione12
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Il potere

Nella definizione più accreditata che è quella di Weber:

“La possibilità di trovare obbedienza a un comando che abbia un determinato contenuto”

Crozier: “i margini di incertezza”

Più propriamente:

“Affermazione di volontà anche in presenza di un’opposizione e a prescindere dal fondamento di tale volontà”

Dominio

per Simmel

Legittimità

Autorità

forme elementari di interazione13
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Il conflitto

Azioni orientate dal proposito di affermare la propria volontà contro la volontà o resistenza altrui

Può generare

nuovi tipi di interazione

aumenta la coesione interna

FUNZIONI

Il capro espiatorio

stabilire o mantenere

i confini del gruppo

  • dipende da:
  • quantum di personalità
  • patto fondamentale

Il nemico immaginario

“le classi per sé”

di Marx

Rischio di totalitarismo dei ruoli in caso di

scarsa coesione interna

differenza di Sumner tra in-group

e out-group

forme elementari di interazione14
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Il comportamento collettivo

E’ un comportamento di gruppo?

Il comportamento collettivo differisce dal comportamento di gruppo in quanto

è proprio di individui che, sottoposti a uno stesso stimolo, reagiscono e interagiscono

senza che ci sia né la percezione di “appartenenza a” né la struttura cui tale percezione dà luogo nel gruppo.

  • reazioni collettive (le più varie)
  • Sommosse
  • Ondate di violenza
  • Dicerie
  • Clima natalizio di disponibilità e di apertura

Esempi…

forme elementari di interazione15
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

“Un insieme di persone riunite in un luogo

che reagisce a uno stimolo sviluppando

umori e atteggiamenti comuni,

ai quali possono seguire forme di azione collettiva”

FOLLA

3 CASI

PANICO

  • Secondo
  • Le Bon:
  • Irrazionale
  • violenta

“Reazione collettiva spontanea

che si manifesta in genere con una fuga,

oppure all’opposto con l’immobilità,di fronte al rischio

di subire gravi danni da un evento in corso

o annunciato come immediato”

  • In realtà può essere anche
  • razionale
  • pacifica

ATTEGGIAMENTI

E COMPORTAMENTI

SOLIDARISTICI (?)

ORIENTAMENTI

INDIVIDUALISTICI

forme elementari di interazione16
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Quando esprime lo sfogo di tensioni

sociali e/o psicologiche attraverso

comportamenti inconsueti

(balli, canti, sbornie, etc.)

ESPRESSIVA

FOLLA

Quando esprime sentimenti e attenzioni

nei confronti di qualcuno

o qualcosa, generalmente

in maniera conflittuale e violenta

ATTIVA

E la MASSA?

Secondo alcuni autori (Mongardini):

nella folla le individualità giocano “da sole”

nel senso che non c’è il comportamento

omogeneo tipico della massa…

Stabile e funzionale al mantenimento

dell’ordine sociale

…nella folla c’è imitazione

…nella massa, invece, omogenizzazione

di comportamenti

forme elementari di interazione17
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

“ Un insieme di persone che si confrontano con uno stesso problema, hanno opinioni diverse su come affrontarlo e discutono fra loro a questo riguardo”.

PUBBLICO

Differenze con la folla

Nel pubblico si realizza

“l’interazione interpretativa”,

nella folla la “reazione circolare”

Opinioni anziché atteggiamenti

Più opinioni

e non una soltanto

Generalmente il pubblico è fenomeno tipico

di società democratiche o orientate dall’opinione pubblica,

la folla di società totalitarie

forme elementari di interazione18
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE
  • - CATEGORIA SOCIALE
  • - AGGREGATO
  • - GRUPPO
  • - CASTA
  • - CETO
  • - CLASSE
  • - STATUS

STRATO

forme elementari di interazione19
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Una combinazione di relazioni sociali

LE RETI

In termini creativi e in funzione

strategica =

IL CAPITALE SOCIALE

…vedere l’individuo mentre

reagisce alla situazione in cui

si trova e combina le sue relazioni in

funzione di proprie strategie…

Maglia larga o stretta

Intensità

Durata

Frequenza

Contenuto

RETI come combinazione

e gioco tra ruoli

CARATTERI

delle reti e

Dei legami sociali

forme elementari di interazione20
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

L’adattamento attraverso le relazioni sociali

CARRIERE MORALI

=

“…I tentativi e le successive mosse delle

persone nell’adattarsi a un ambiente che in gran parte

non può essere da loro influenzato, per cercare di mantenere

O conquistare una propria immagine e possibilità di vita,

una ragionevole stima da parte degli altri

e l’autostima personale…”

MOBILITA’

OCCUPAZIONALE

Granovetter

forme elementari di interazione21
FORME ELEMENTARI DI INTERAZIONE

Sociologia della vita quotidiana di Erving Goffman (1922-1982)

RIBALTA e RETROSCENA

  • Delatore, chi finge di essere membro della compagnia
  • per attingere a notizie altrimenti riservate

Ruoli

diversi da quelli che

sembrano

=

Ruoli incongruenti

  • Compare, chi si accorda segretamente
  • per orientare il pubblico
  • Spettatore puro, professionista qualificato
  • Intermediario, chi mette in atto giochi di triadi
  • Non persona, chi pur essendo presente viene ignorato
gruppi organizzati associazioni e organizzazioni
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Che differenza c’è tra ASSOCIAZIONI e ORGANIZZAZIONI?

…DIPENDE dagli studiosi e dalle teorie…

ASSOCIAZIONE è un insieme di persone con interessi

o ideali simili che si mette insieme

per difenderli o realizzarli

…DI SOLITO…

ORGANIZZAZIONE è la distribuzione di compiti

e di ruoli che vi può essere anche tra i membri

di un’associazione

differenza minimale

tra i due concetti

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni1
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Che cosa hanno in comune?

…di essere degli ATTORI ARTIFICIALI

costruiti per raggiungere obiettivi

che le persone reali, da sole, non potrebbero

perseguire…

DISTINZIONE tra la razionalità degli attori

e la razionalità delle organizzazioni

possibili contraddizioni fra i due piani:

es. imprese

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni2
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Il riferimento classico per lo studio delle ASSOCIAZIONI :

Alexis de Tocqueville (1805-1859)

Dietro la…

Francia, lo Stato

Inghilterra, un signore

America, un’associazione

La democrazia in America (1835-1840)

  • più associazioni volontarie rispetto all’Europa
  • “contare su se stessi”…
  • l’autorità pubblica…solo quando è indispensabile

Segno di vitalità delle società

Significato

delle ASSOCIAZIONI

Antidoto contro i pericoli…interni alla democrazia

con l’abolizione dei vecchi legami

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni3
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Il riferimento per lo studio delle ORGANIZZAZIONI:

Max Weber (1864-1920)

Economia e società (postuma 1921-22)

Termine per alludere alle ORGANIZZAZIONI MODERNE =

BUROCRAZIA

Remunerazione in denaro

Divisione stabile

di compiti

Competenza specializzata

(e quindi disciplinata) per ogni posizione

Precisa struttura gerarchica

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni4
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI
  • CARATTERISTICHE fondamentali della burocrazia:
  • RAZIONALITA’
  • EFFICIENZA

Non mero calcolo “costi-benefici”

ma potere e controllo basati

su conoscenza

e competenza

Dispendio di risorse impiegate

per ottenere un determinato risultato

…ma spesso comprende anche: la capacità di un’azione

di raggiungere i risultati che si propone (EFFICACIA)

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni5
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

La teoria delle 5 CONFIGURAZIONI ORGANIZZATIVE

di Mintzeberg (1983)

…dipende dal coordinamento tra loro delle unità

  • Struttura semplice:il controllo è esercitato direttamente dal vertice
  • (es. un’impresa artigiana)

2.Burocrazia meccanica: coordinata attraverso la standardizzazione

dei compiti e la gerarchia

3. Burocrazia professionale: coordinata attraverso la formazione

(per lo più esterna all’organizzazione) e il parere del pubblico

sulla discrezionalità professionale

4. Struttura divisionale : è la “direzione per obiettivi” di Drucker…è

Coordinata attraverso obiettivi generali validi per tutte le divisioni che sono

autonome su come raggiungerli

5. L’Adhocrazia: gruppi di lavoro con compiti specifici

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni6
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Quali sono gli obiettivi di un’organizzazione?

Non sempre gli obiettivi

sono “dati” e più spesso

l’organizzazione viene prima

della ripartizione dei compiti

Oppure…Chi decide gli obiettivi?

“…di solito né una sola persona né tutti…

ma..COALIZIONI, vale a dire gruppi di persone

con interessi comuni che si alleano con altri gruppi

con interessi diversi dai loro contrattando certe

decisioni cruciali” (Cyert e March, 1963)

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni7
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Weber, razionalità rispetto allo scopo

LA RAZIONALITA’ ORGANIZZATIVA

Calcolo dei costi e dei benefici

…Abbiamo visto il significato di “razionale”

Potere e controllo basati su

conoscenza e competenza

Quale che sia il significato specifico…

comportarsi razionalmente =

Controllare la realtà alla quale ci si riferisce

e organizzarla applicando criteri e principi

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni8
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

…tutte le alternative?

…E’ possibile?

…tutte le conseguenze?

Razionalità sinottica

e incrementale di

Lindblom

La RAZIONALITA’ LIMITATA dI Simon

“La razionalità è sempre una razionalità limitata che mira ad ottenere

non i massimi risultati possibili in astratto, ma risultati soddisfacenti,

e lo fa semplificando la realtà in modelli che trascurano la catena

delle cause e degli effetti oltre un certo orizzonte,

limitandosi ad alcuni aspetti che un attore considera

più rilevanti ed essenziali”.

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni9
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Che rapporto c’è tra razionalità individuale e razionalità collettiva?

…formalmente…

  • …i due tipi di razionalità sono dello stesso genere
  • e cioè basate su:
  • informazioni sufficienti
  • alternative chiare
  • obiettivi coerenti

…di fatto…

  • …non è, né può essere così…perché
  • non tutti possono avere tutte le informazioni che ha un’organizzazione
  • non è possibile conoscere tutte le alternative di un’organizzazione
  • né conoscerne tutti gli obiettivi
gruppi organizzati associazioni e organizzazioni10
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

…anche ammettendo che le conoscenze coincidano…

  • Non è detto che ci si comporti di conseguenza
  • 2. Non è detto che si vada oltre la posizione occupata all’interno della
  • medesima organizzazione

NON SI AVRA’ UNA PERFETTA COINCIDENZA DI OBIETTIVI INDIVIDUALI

E DELL’ORGANIZZAZIONE MA SEMPRE UN COMPROMESSO TRA I

MEDESIMI OBIETTIVI COME TRA LE MEDESIME RAZIONALITA’

gruppi organizzati associazioni e organizzazioni11
GRUPPI ORGANIZZATI:ASSOCIAZIONI E ORGANIZZAZIONI

Perché spesso la Burocrazia è inefficiente?

“I GIOCHI DI POTERE”

di Crozier (1963)

“IL FORMALISMO BUROCRATICO”

di Merton (1949)

TRA

Chi detiene e vuole

mantenere/ampliare

i margini di incertezza

(nell’interpretazione del

proprio ruolo) e…

“…proprio le condizioni che

normalmente portano all’efficienza

in situazioni particolari e specifiche

producono inefficienza…”

  • La direzione è costretta
  • a sacrificare l’efficienza a vantaggio
  • dell’equilibrio

…e chi chiede maggiore

controllo…

2. Non può che farlo con nuove norme

sempre più minuziose e stringenti…

slide70

PARTE TERZA : La cultura e le

regole della società

  • VALORI, NORME, ISTITUZIONI
  • 2. IDENTITA’ E SOCIALIZZAZIONE
  • 3. LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE
  • 4. DEVIANZA E CRIMINALITA’
  • 5. SCIENZA E TECNICA
  • 6. LA RELIGIONE
valori norme istituzioni
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Che cosa sono i valori?

…in filosofia morale = idea di bene

…in estetica = ideale di bellezza

…nella filosofia della scienza = enunciati (di valore anziché di fatto)

…in antropologia culturale = ciò che in una culturale è buono, giusto e apprezzabile

…in economia = costo

…in sociologia…

1. ORIENTAMENTI dai quali discendono i fini delle azioni umane

…o per difendere

qualcosa che si teme di perdere

Per ottenere qualcosa

che non si ha

valori norme istituzioni1
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

2. DOVER ESSERE che va al di là dell’essere, una tensione verso l’ideale e

il desiderabile

M. Weber, Etica protestante e spirito del capitalismo, 1904-05

3. FATTI SOCIALI quali forze operanti che determinano i comportamenti

Soggettivi in quanto oggetto di SCELTA

I VALORI sono sempre al tempo stesso

Oggettivi perché prodotti di dinamiche

intersoggettive di lungo periodo

valori norme istituzioni2
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

PARTICOLARI quando sono propri di una ristretta minoranza

di persone o si riferiscono a realtà peculiari

Valori

UNIVERSALI quando sono condivisi da una o più culture

e caratteristici di vere e proprie epoche storiche

VALORI PARTICOLARI

MUTAMENTO SOCIALE

quale spostamento nella scala dei valori

VALORI UNIVERSALI

valori norme istituzioni3
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Esempio di valori PARTICOLARI = valori della classe dominante

(K. Marx, L’ideologia tedesca,1845-46)

Valori come ideologia

Collegamento tra dominio materiale

e dominio culturale

Ideologia come falsa coscienza = qualevisione distorta, non

corretta della società perché pervasa da interessi di parte al contrario della coscienza autentica

valori norme istituzioni4
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Definiscono i confini del

“vivere civile” e la natura

del “patto sociale”

Esempio di valori UNIVERSALI

PACE

VITA

DIGNITA’ DELLA PERSONA

LIBERTA’

…ma non c’è nulla di pacifico

né di irreversibile, né di graduale

UGUAGLIANZA

valori norme istituzioni5
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

LA STRUTTURA DEI VALORI =

  • A GRAPPOLO: vi è un unico valore che tiene uniti
  • tutti gli altri che discendono dal primo

2.

IN ORDINE CASUALE: quando non vi è

un unico valore o sistema che tiene uniti tutti gli altri

I differenti sistemi

di valori possono essere tra loro

IN CONFLITTO

COERENTI

SCARSAMENTE CONNESSI,l’uno accanto all’altro

valori norme istituzioni6
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

ARMONIA O CONFLITTO TRA VALORI possono essere

Funzionalismo

(es.Parsons)

della SOCIETA’

teoria conflittuale

(esempio Dahrendorf)

dell’ INDIVIDUO

Il conflitto nell’individuo si specifica in:

  • Conflitto tra valori dissonanti
  • Conflitto tra ruoli
  • Conflitto tra teoria e prassi
  • Conflitto tra coscienza individuale
  • e coscienza collettiva
valori norme istituzioni7
VALORI, NORME, ISTITUZIONI
  • Pluralismo dei valori e frammentazione
  • 2. Sganciamento dall’ancoraggio alle credenze religiose

OGGI:

“morte dei valori” (assoluti)

di Nietzsche (1844-1900)

secolarizzazione

fine delle “grandi narrazioni”

3. Presentificazione dell’orizzonte di realizzazione dei valori anziché il “differimento delle gratificazioni”

valori norme istituzioni8
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

DAI VALORI ALLE NORME

Che differenza c’è?

Per alcuni…

NORME = STRUMENTO OPERATIVO

di realizzazione dei valori

Per altri

NORME = VINCOLI

che prescrivono o vietano

Ciò che è vietato

= può essere in vista del fine/valore

…ma non tutto ciò che è permesso è anche desiderabile

valori norme istituzioni9
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

PERCHE’ SI SEGUONO LE NORME?

  • Per ABITUDINI MECCANICHE
  • Per CONFORMISMO
  • Per ESIGENZE TECNICHE

regolarita’ di comportamento

e garanzia per le aspettative

Dalla blanda disapprovazione alla pena capitale

Positive o negative

4. Perché si incontrano delle SANZIONI = NORME SOCIALI

Sanzioni interne

Sanzioni esterne

Processo di

socializzazione

sanzioni quali

“cartellino del prezzo da pagare” (Elster1989)

valori norme istituzioni10
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

NORME MORALI

DELL’INDIVIDUO

Le NORME SOCIALI che vengono INTERIORIZZATE

Che un individuo interiorizzi delle

norme non vuol dire che non le trasgredisca!

Es. Ulisse

nell’ Odissea

di Omero

far rispettare le norme

CONTROLLO SOCIALE = meccanismo

più efficace per

Aiutare gli individui

a difendersi dalle

proprie tendenze

trasgressive

valori norme istituzioni11
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Nell’ambito di attività

già costituite

TIPI DI NORME

  • Costitutive e regolative
  • (Rawls 1967)

Pongono in essere attività

che non esisterebbero

al di fuori delle norme stesse

Sì interpretazioni

Sì eccezioni

Non ammettono

eccezioni

Non richiedono interpratazioni

A volte ci

accorgiamo delle

norme solo

quando vengono

violate

2.Norme implicite ed esplicite

valori norme istituzioni12
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

3. Norme proprie di ambiti specifici o generali

Leggi giuridiche quali

Complesso normativo delle società

Es. codici professionali

O codici d’onore (mafia)

Anche per le NORME come per i VALORI ci possono essere casi di

ECCESSO di norme

CONTRADDIZIONE

CARENZA

valori norme istituzioni13
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

CARENZA = concetto di ANOMIA in Durkheim quale

“condizione oggettiva della società in situazioni di crisi

e di mutamenti rapidi e convulsi dove gli ordinamenti normativi

non sono più in grado di incanalare i comportamenti

individuali”

Più libertà?

Soprattutto più disorientamento…

perché norma = vincolo ma anche opzione

valori norme istituzioni14
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Dalle NORME alle ISTITUZIONI quali…

“ modelli di comportamento dotati di cogenza normativa”

ORGANIZZAZIONI E ISTITUZIONI a volte vengono resi sinonimi…in realtà

“insieme di regole che

rende possibile tale

coordinamento”

“insieme coordinato

di risorse umane e materiali”

valori norme istituzioni15
VALORI, NORME, ISTITUZIONI
  • Flessibile o rigido
  • Conosciuto o meno
  • Accettato o meno
  • Interiorizzato o meno
  • Intenso quanto a sanzioni
  • o premi, etc.

CRITERI DI DISTINZIONE DELLE ISTITUZIONI

  • In base al loro grado di ISTITUZIONALIZZAZIONE
  • (cioè al grado di cogenza dei modelli di comportamento)

2. In base alla FREQUENZA con la quale certe istituzioni

compaiono in società diverse

“Universali culturali” di Levy Strauss:

Es: il tabù dell’incesto

valori norme istituzioni16
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

3. In base alle FUNZIONI

T. Parsons (The Social System,1951):

Lo SCHEMA AGIL

ADATTAMENTO

SCOPO

(economia)

(politica)

LATENZA

INTEGRAZIONE

(cultura)

(diritto)

valori norme istituzioni17
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Tra istuituzioni e funzioni possono esserci casi di

MULTIFUNZIONALITA’

ALTERNATIVE FUNZIONALI

MODIFICAZIONI FUNZIONALI a vantaggio o svantaggio

di una o più istituzioni

valori norme istituzioni18
VALORI, NORME, ISTITUZIONI

Il CICLO DI VITA DELLE ISTITUZIONI E’ SEMPRE IL RISULTATO DELL’AGIRE

DEGLI UOMINI MA…

Dipende dal grado di rigidità o di flessibilità

al mutamento

Può essere spontaneo (inintenzionale) oppure, di contro, volontario

La stessa istituzione può essere

vista come “volontaria”, oppure

“emergente”

Es. il mercato in Occidente e

nell’Europa orientale

“effetto di composizione” o

“effetto emergente”

socializzazione e identita
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Se immaginiamo la società come un corteo…

…la socializzazione indica il processo mediante il quale i nuovi nati

diventano membri della società…

COME ?

attraverso la trasmissione del patrimonio culturale di cui dispone

una data società e distinguibile in

Competenze sociali

specifiche

Competenze sociali

di base

socializzazione e identita1
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

L’insieme dei processi volti ad assicurare la formazione

delle competenze sociali di base è chiamata

SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA

…mentre l’insieme dei processi di formazione delle competenze

specifiche richieste dall’esercizio dei vari ruoli sociali è detta SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA

socializzazione e identita2
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

E il processo di socializzazione in sé?

Il processo di socializzazione è definibile come il processo di interazione

che si instaura tra l’individuo e il suo ambiente sociale (la cultura)

attraverso il quale un individuo viene inserito in un gruppo attraverso

l’apprendimento e l’interiorizzazione delle norme sociali valide

all’interno gruppo stesso e in particolare delle aspettative di ruolo rivolte

nei suoi confronti in quanto detentore di determinate posizioni

ma soprattutto del

mutamento sociale

tra tradizione e

innovazione

in vista dell’inserimento

dell’individuo in società

socializzazione e identita3
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Erikson, 1950

Il processo di socializzazione si muove

tra natura e cultura

Indiani Sioux

e Irochesi

Allattamento e dentizione

Aggressività

o

autocontrollo

  • ambiente
  • fattori sociali
  • apprendimento
  • ereditarietà
  • fattori genetici
  • innatismo
  • istinto

Pratiche di allevamento

ed educazione e loro finalità

…sintesi dei due momenti…

Esperienze che

accompagnano

il ciclo di vita

…che dipende molto da

socializzazione e identita4
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Il processo di socializzazione è un processo continuo,

che si svolge lungo tutto l’arco di vita dell’individuo e per questo

ha natura

Cumulativa

dei processi

di apprendimento

Progressiva

in termini di controllo

sul processo stesso

Individuo come

agente della sua

stessa socializzazione

socializzazione e identita5
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

LA SOCIALIZZAZIONE PRIMARIA

Si realizza per mezzo di 3 meccanismi

fondamentali

La determinazione

dei modelli e delle

regole di

comportamento

L’attaccamento affettivo

La reciprocità

dell’interazione

socializzazione e identita6
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Attaccamento affettivo = possibilità di contare su un legame affettivo

stabile e duraturo

…consente…

fiducia nell’ambiente

circostante

autonomia

occasioni di apprendimento

Sviluppo capacità comunicative e

motorie

socializzazione e identita7
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Reciprocità dell’interazione adulto-bambino

Processo di

socializzazione

come rapporto di

interazione!

anziché meccanismo stimolo-risposta

della teoria comportamentista

Erikson: “i bambini hanno sulle loro

famiglie lo stesso potere che quelle hanno

su di loro”

socializzazione e identita8
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Determinazione delle regole

Basato a sua volta sul meccanismo

premio-punizione

= sistema di sanzioni

positive e negative

  • Anche questo meccanismo è:
  • un rapporto e non un atto
  • reciproco e non unilaterale
  • comunicativo e non solo informativo
  • carico di valenze affettive che ricondizionano
  • il rapporto

L’efficacia dipende comunque

dal contesto in termini di

coerenza, immediatezza,

temibilità della punizione,

desiderio di punire l’educatore, etc.

socializzazione e identita9
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

L’apprendimento delle norme è

Formale ed esteriorizzato

quando prevalgono le punizioni fisiche

Sostanziale ed interiorizzato

quando prevalgono le punizioni psicologiche

La più compiuta interiorizzazione si ha comunque per mezzo di

Sanzioni positive e affettive

+

“altro generalizzato” (Mead, 1934)

socializzazione e identita10
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

IDENTITA’…

…Il PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE può essere visto anche come una successione di fasi

nelle quali il soggetto sviluppa un’identità

sempre più articolata e complessa attraverso

La SCOPERTA ED

ELABORAZIONE COGNITIVA DEL

MONDO SOCIALE

La DELIMITAZIONE

DELL’IDENTITA’

  • tra dentro e fuori
  • tra le persone
  • tra i sessi
socializzazione e identita11
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Così il processo di socializzazione diviene…

…un processo di assorbimento di nuovi ruoli…

…tramite nuove capacità per soddisfarli…

…in vista dell’adeguamento al cambiare delle situazioni…

…ma in forza della volontà individuale

di mantenere coerente la propria identità…

A sua volta il processo di formazione dell’identità comporta

L’Individuazione

(io)

L’identificazione

(noi)

socializzazione e identita12
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Processo di socializzazione e classi sociali

Serie di ricerche anni ’60, studiate da Kohn e Pearlin,

in Italia e USA sulla corrispondenza tra

TIPO DI LAVORO

DEL PATER FAMILIAS

VALORI TRASMESSI DAI

GENITORI AI FIGLI

e

Es: classe media

Indipendenza, autonomia, autocontrollo, fiducia

nelle proprie possibilità, capacità di afferrare le opportunità

Conformità, ordine, obbedienza, rispetto, etc.

classe operaia

socializzazione e identita13
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

In particolare…con il passaggio

dalla società industriale alla società industriale di massa

L’autorità del padre si sbiadisce

Scuola di Francoforte

Dall’autorità all’autoritarismo

che favorisce nei figli una personalità

conformistica e autoritaria che cerca in

potenze collettive esterne un sostituto

alla figura paterna

socializzazione e identita14
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

dipende dai criteri di valore

interiorizzati

Riesman, 1953:

differenza tra personalità autodiretta

e personalità eterodiretta

dipende dal giudizio dei pari

e dai messaggi dei media

socializzazione e identita15
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

SOCIALIZZAZIONE SECONDARIA…

…è quell’insieme di pratiche messe in atto dalla società

che consente agli individui di assumere ed esercitare

ruoli “adulti”…

familiari

legati alla

partecipazione

sociale e politica

lavorativi

amicali

e

legati al tempo libero

Role set

socializzazione e identita16
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Più che mera

informazione

Gli AGENTI della socializzazione SECONDARIA sono

MEDIA

La SCUOLA

GRUPPO DEI PARI

modelli di comportamento competitivi

e cooperativi, gerarchici e autoritari

  • caratteristiche oggettive
  • di competenza
  • norme impersonali di prestazione
  • strutturazione della propria azione
  • in termini di rapporto mezzi/fini

non asimmetrici

socializzazione e identita17
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

Gli AGENTI intervengo in maniera coordinata e coerente oppure in maniera

incompatibile e divergente?

armonica

Le esperienze di socializzazione

possono sommarsi le une alle altre in maniera

conflittuale

neutralizzante

  • E ciò rende il processo di socializzazione un processo
  • NON LINEARE
  • RICCO DI CONFLITTI
socializzazione e identita18
SOCIALIZZAZIONE E IDENTITA’

…il caso dei mezzi di comunicazione di massa…

  • modelli
  • incoerenti
  • frammentari
  • etereogenei tra loro

spesso distonici rispetto

alle altre agenzie

linguaggio e comunicazione
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Linguaggio = la dimensione espressiva di cui è più intrisa la nostra

esperienza sociale

dalle origini immemorabili

molto più complessa

di qualsiasi altra specie

Funzione

cognitiva

Tradizione ebraico-cristiana

“Dio è verbo”

1° atto di Adamo:

Dare un nome alle cose

Torre di Babele

1° atto di Eva:

Mangiare il frutto della conoscenza

Funzione comunicativa

linguaggio e comunicazione1
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Ipotesi monogetica

Origini

Ipotesi poligenetica

Natura innata o appresa?

Il problema dei

“vantaggi evolutivi”

  • Aristotele e Cartesio =
  • teorie della natura innata
  • della conoscenza

Lieberman (1984)

e i biologi evoluzionisti

…Appresa?

Le “leggi di Mendel”

linguaggio e comunicazione2
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Natura appresa del linguaggio

Chomsky (1968)

e processi secondari

di differenziazione

“Grammatica universale innata”

Linguaggio quale SINTESI di

Componenti innate e componenti acquisite

linguaggio e comunicazione3
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

“Fammi sentire come parli e ti dirò chi sei”

…ovvero…

La variabilità sociale del linguaggio e della comunicazione

1. L’esperienza sociale

determina

il linguaggio e la comunicazione

2. Il linguaggio e la comunicazione

determinano

l’esperienza sociale

linguaggio e comunicazione4
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

1. L’esperienza sociale

determina

il linguaggio e la comunicazione

  • Rapporti sociali
  • Istuituzioni
  • Norme
  • Status
  • Divisione del lavoro
  • Stratificazione sociale
  • Strutture di autorità
  • Strutture di potere

COME?

Collocazione

sociale

Situazione sociale

linguaggio e comunicazione5
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Collocazione sociale:

qualche esempio

Linguaggio e classi sociali

  • “l’inglese degli abitanti di New York
  • suddivisi per classi sociali”
  • =
  • Pronuncia
  • Lessico
  • Ricchezza lessicale
  • Livello di elaborazione grammaticale e sintattica

Labov (1966)

Bernestein (1971)

Classi medie = codici elaborati

Classi operaie = codici ristretti

linguaggio e comunicazione6
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

L’elaborazione o

la ristrettezza dei codici

dipende da…

  • semplicità o complessità
  • divisione sociale del lavoro
  • relazione specifica e locale oppure generica e
  • diffusa tra agente e attività sociale
  • rapporto diretto o indiretto
  • tra significati e condizioni materiali
linguaggio e comunicazione7
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Linguaggio e differenze di genere

Linguaggio e differenze spaziali

  • espressioni
  • toni di voce, etc.

Linguaggio

urbano

Linguaggio contadino

Linguaggio e specializzazione del sapere

Più in generale…

Linguaggi tecnici

Linguaggi ordinari

linguaggio e comunicazione8
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Tu o Lei?

La distanza sociale

come asimmetria

comunicativa

Qualsiasi forma di differenziazione sociale

che porti alla formazione di gruppi si riflette

in altrettante varianti linguistiche…

E qualsiasi barriera sociale è anche una barriera linguistica…

La distanza sociale tra gli interlocutori è una variabile

fondamentale per cogliere i fatti di comunicazione

linguaggio e comunicazione9
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Situazione sociale:

qualche esempio

  • Formalità o meno
  • Depersonalizzazione o meno
  • Controllo lessicale o meno
  • Immediatezza e calo nel presente
  • o meno

Linguaggio privato e pubblico

Linguaggio orale o scritto

…differenza fondamentale, gli elementi METACOMUNICATIVI

Simmel: “dietro la parola scritta è più facile nascondersi”

slide119

Affermazione ironica

  • Affermazione secca e burocratica
  • Affermazione suadente e incoraggiante
  • Richiamo al ruolo di autorità

5.Richiamo alle qualità morali/identità

dello studente

6. Invito allo scambio dei ruoli

7. Dubbi sulla qualità dello studente

Linguaggio e interazione sociale

Interazione face to face e modi del comunicare

=

Es.: 1. Caro signore, se vuole essere promosso la prossima volta deve studiare di più

2. Lei non ha studiato abbastanza, torni la prossima volta

3. La sua preparazione non è ancora sufficiente, ma sono sicuro

che , se si applicherà di più, la prossima volta potrà fare meglio

4. Non posso assolutamente promuovere uno studente che mostra lacune così gravi

5. Non so con che faccia abbia avuto il coraggio di presentarsi all’esame

con una preparazione così scarsa.

6. Credo che anche lei si renda conto che la sua preparazione

non può essere considerata adeguata

7. Lei non ha capito niente, faccia in modo di usare meglio

il cervello se vuole presentarsi una prossima volta.

linguaggio e comunicazione10
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

2. Il linguaggio e la comunicazione determinano l’esperienza sociale

Il caso della COMUNICAZIONE DI MASSA

linguaggio e comunicazione11
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

La comunicazione di massa

=

“Ogni processo di produzione, trasmissione e diffusione di testi, notizie,

immagini , suoni, atto a raggiungere in modo simultaneo o comunque

entro brevissimo tempo un gran numero di persone separate e disperse

su vasto spazio e per lo più non in rapporto tra loro”.

linguaggio e comunicazione12
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Storicamente…

…accezione NEGATIVA del termine MASSA

  • Quale realtà:
  • Amorfa
  • Atomizzata
  • Passiva
  • Manipolabile, etc.

Solo eccezionalmente

protagoniste

Regimi totalitari XX secolo

Ma pur sempre

pilotate da

qualcuno o

qualcosa…

Mercato di massa

linguaggio e comunicazione13
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Accezione negativa e TEORIA CRITICA DELLA SOCIETA’

Cultura di massa

e mezzi di comunicazione

quali

Horkheimer e Adorno (1947)

Marcuse (1964)

Stumento di manipolazione

In vista del profitto

Strumento di controllo politico

perchè?

linguaggio e comunicazione14
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

Perché…

  • No tutti i fatti diventano notizia
  • Una volta scelti i fatti bisogna confezionare
  • il messaggio (interpretazione)
  • c. Molto dipende dalla ridondanza e dal grado
  • di enfatizzazione utilizzato…

Tuttavia…

  • Non tutti i fatti che diventano notizia ci interessano
  • Se pure ci interessano non possiamo
  • non interpretarli (mappe cognitive)
  • 3. Possiamo sempre scegliere a quale mezzo esporci
linguaggio e comunicazione15
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

“La massa non è quindi una spugna che assorbe l’intero flusso delle notizie

che le vengono propinate, ma un tessuto con trame molto differenziate

che filtrano i messaggi in modi e misure diverse”.

Fonti di variabilità

Filtri selettivi

Condizione minimale

  • chi
  • dice cosa
  • attraverso quale canale
  • a chi
  • con quale effetto

Lo schema di Lasswell (1948):

linguaggio e comunicazione16
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE

…in relazione alle ultime due domande…

POLITICA:

Personalizzazione della

competizione

A chi?

Con quali effetti?

PUBBLICITA’:

Scelte di acquisto

di consumo,

di stile di vita,

di status…

Importanza delle reti di relazione

e non pubblico di individui atomizzati

Katz e Lazarsfeld, 1955:

Two steps flow of communication