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LA POPOLAZIONE MONDIALE

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  1. LA POPOLAZIONE MONDIALE Crescita demografica Popolazione e risorse Migrazioni Urbanizzazione Lingue e religioni

  2. DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE • 6.5 miliardi di persone nel mondo • Distribuzione varia. Il continente più popolato è l’Asia. • La popolazione si concentra: • Nelle zone temperate (clima favorevole all’agricoltura) • Sulle coste (il mare è risorsa e via di comunicazione) • Nelle pianure dei grandi fiumi asiatici (coltivazione riso) • Poco popolate le regioni polari, il Canada, la Siberia, la Scandinavia, le foreste equatoriali e i deserti.

  3. CRESCITA DELLA POPOLAZIONE • La popolazione aumenta quando le innovazioni migliorano le condizioni di vita, diminuisce in caso di grandi catastrofi, epidemie, guerre. • Dopo la rivoluzione industriale, grande crescita demografica (aumento delle nascite + allungamento della vita media). Dai 700 milioni del 1700 ai 1200 milioni del 1870. • Crescita enorme nel Novecento, si parla di rivoluzione demografica.

  4. LE TENDENZE ATTUALI • Negli ultimi decenni, rallentamento della crescita demografica. • Nei paesi ricchi le coppie hanno pochi figli (crescita zero). • Nei paesi in via di sviluppo le coppie fanno molti figli perché la mortalità infantile è ancora alta e per avere un aiuto nei lavori agricoli. • Probabilmente si arriverà a 8 miliardi di persone nel 2025. • Nei prossimi anni aumenterà in particolare la popolazione dell’Africa e dell’India.

  5. Aumento demografico nel mondo

  6. INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE • Nei paesi ricchi la vita media si allunga (15% della popolazione ha più di 65 anni). • Nei paesi in via di sviluppo, invece, i giovani sono il 40% e gli anziani il 3-5%. • Questo condiziona le scelte economiche. Esempio: in Africa bisogna affrontare spese elevate per proteggere i giovani in ambito sanitario e prepararli ad entrare nel mondo del lavoro, in Italia bisogna pagare le pensioni e garantire la qualità della vita degli anziani.

  7. CONTROLLARE LE NASCITE? • La crescita demografica è il segnale più evidente della salute di una società, ma pone anche dei problemi. • Per alcuni, l’aumento demografico è la molla dello sviluppo, perché l’uomo sa trovare nuove soluzioni per nuove esigenze. • Per altri, l’aumento demografico è il solo responsabile della diminuzione delle risorse del pianeta e di alcune catastrofi ambientali, perciò sarebbe necessario tenere sotto controllo le nascite. • Ma qui si pone un altro problema: chi dovrebbe controllare? Lo stato? Si veda il caso della Cina. http://www.laogai.it/la-politica-del-figlio-unico-in-cina/

  8. NORD E SUD DEL MONDO • La maggior parte dei paesi ricchi sono situati nelle zone più settentrionali del pianeta, perciò si parla di “nord del mondo”, mentre i paesi più poveri vengono indicati come “sud del mondo”. • Non è però una distinzione strettamente geografica, perché l’Australia è a sud ma fa parte del “nord del mondo”, essendo un paese ricco. • Tra i paesi più ricchi troviamo USA, Giappone, Italia, Germania, Francia, Regno Unito. • Cause del sottosviluppo: ambiente sfavorevole, assenza di materie prime, carenza di vie di comunicazione e industrie, arretratezza culturale, instabilità politica. • Alcuni paesi sottosviluppati hanno molte risorse minerarie ed energetiche, ma sono pieni di debiti nei confronti dei paesi ricchi, da cui continuano a comprare prodotti industriali.

  9. L’INDICE DI SVILUPPO UMANO • È un indicatore introdotto dall’ONU nel 1990 per definire il grado di sviluppo di un paese. • Tiene conto di vari fattori, come la ricchezza disponibile per ogni persona, la speranza di vita alla nascita, il livello di istruzione. • Si tratta di un numero compreso tra 0 e 1: 0-0,5 = basso sviluppo umano 0,5-0,8 = medio sviluppo umano 0,8-1 = alto sviluppo umano • I paesi con ISU più basso si trovano nell’Africa centrale.

  10. LA SPERANZA DI VITA ALLA NASCITA • È il numero di anni che, in media, un neonato potrà vivere. • Nei paesi del nord del mondo è aumentata nell’ultimo secolo grazie ai progressi della medicina, alla diffusione dell’igiene e al miglioramento dell’alimentazione. • Pochi paesi del sud del mondo hanno un’elevata speranza di vita alla nascita. Il record negativo è quello della Sierra Leone, dove si vive in media 37 anni (molti bambini soldato).

  11. SOTTOALIMENTAZIONE E MALATTIE • 2 miliardi e 800 milioni di persone nel mondo vivono in estrema povertà. • Quasi due miliardi sono soffrono di malnutrizione (carenza di proteine, vitamine e minerali) e circa 840 milioni patiscono mancanza di cibo (sottoalimentazione). • Nei paesi più poveri è molto diffusa la mortalità dei bambini sotto i 5 anni per fame e malattie (malaria, colera, tubercolosi ma anche malattie che nei paesi sviluppati sono curabili, come la polmonite). • Nei paesi ricchi, al contrario, si sta diffondendo l’obesità.

  12. LE MIGRAZIONI • Cause: • Povertà • Guerre tra stati o guerre civili • Persecuzioni politiche o religiose • Discriminazioni razziali • Dittature • Catastrofi naturali • Rifugiato = chi lascia il suo paese per paura di essere perseguitato per motivi di razza e religione o per le sue idee politiche. È una condizione regolata dalla Convenzione di Ginevra del 1951. • Profugo = termine generico che indica chi è costretto a lasciare il suo paese per guerre, catastrofi naturali, violazioni dei diritti umani. In crescita gli eco-profughi.

  13. MIGRAZIONI INTERNE E INTERNAZIONALI • Migrazioni interne: nell’ambito di uno stesso stato, soprattutto dalle campagne alle città (dal 2007 la popolazione urbana mondiale ha superato quella rurale). Fenomeno che interessa soprattutto i paesi in via di sviluppo. • Migrazioni internazionali: flussi che variano nel tempo. Tra ‘800 e ‘900, molte migrazioni dall’Europa verso USA, Argentina e Australia. Movimenti attuali : dall’America centro-meridionale a quella settentrionale, da Asia e Africa verso l’Europa, dal sud-est asiatico all’Australia. • Gli immigrati ricoprono spesso occupazioni faticose, rifiutate dagli abitanti del luogo.

  14. URBANIZZAZIONE • Considerando “città” i centri con più di 20.ooo abitanti, nel 1800 solo il 2% della popolazione mondiale viveva in città. Oggi più del 50%. • 400 città con più di 1 milione di abitanti. • Alti tassi di urbanizzazione nei paesi industrializzati, ma la percentuale è in crescita nei paesi in via di sviluppo, per la fuga in città dei contadini in cerca di un lavoro migliore. Esempi: Città del Messico, San Paulo, Mumbai, Dehli, Calcutta. Alcuni paesi cercano di ridistribuire la popolazione (es. governo del Brasile valorizza gli insediamenti in Amazzonia) • Paesi col più alto tasso di urbanizzazione: stati europei (soprattutto Gran Bretagna e Germania) Australia, Brasile, Argentina, USA, Canada. [guardare bene cartina pag. 58]

  15. CITTÀ EUROPEE E AMERICANE • Europa occidentale: città antiche. Centro storico + zona periferica con quartieri popolari o casette unifamiliari • America settentrionale: città nate dalla colonizzazione inglese o francese, ampliate tra XIX e XX sec. in seguito alla grande migrazione dall’Europa. Pianta regolare a scacchiera. Centro dedicato agli affari + quartieri abitati + periferie. Molte megalopoli in America Settentrionale (es. megalopoli atlantica, megalopoli dei Grandi Laghi, megalopoli californiana megalopoli americane link)

  16. Piante di città europee (Barcellona, Copenhagen, Londra, Parigi, Roma) e americane (Mississauga, New York, San Francisco, Toronto)

  17. Megalopoli negli USA

  18. CITTÀ NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO • Città sovraffollate. Molti vivono nei sobborghi fatti baracche, privi di acqua potabile e fognature (bidonvilles o favelas). • Alla rapida crescita della popolazione non corrisponde un adeguato sviluppo economico del paese. Una favela a San Paolo, in Brasile

  19. LINGUE NEL MONDO • Circa 3000 lingue + 6000 dialetti • Lingue più parlate: cinese (1 miliardo di persone), inglese (470 milioni di persone), hindi (420 milioni di persone), spagnolo, russo, arabo, portoghese. • Inglese, spagnolo e arabo diffusi in aree molto vaste per via dell’espansione islamica (Nord Africa e Arabia) e della colonizzazione inglese (Nord America, Oceania, sud Africa) e spagnola (America centro-meridionale a parte il Brasile). • Lingue vernacolari o internazionali: lingue utilizzate come mezzo di comunicazione da persone di diversa lingua materna. In passato in Europa la lingua internazionale era il latino, nel 700-800 il francese, adesso è l’inglese.

  20. LE FAMIGLIE LINGUISTICHE • Principali famiglie linguistiche nel mondo: • indoeuropea: lingue parlate in Europa (romanze, germaniche, slave, celtiche + lingua greca) e in alcune zone dell’Asia (gruppo indo-iranico) • camito-semitica: lingue parlate in Medio Oriente (arabo, ebraico) e nel Nord Africa (berbero, etiopico) • uralo-altaica: gruppo uralico o ugro-finnico (finlandese, estone, ungherese) e altaico (turco, lingue dell’Asia centrale) • sino-tibetana: cinese, tibetano, lingue dell’Indocina • bantu-sudanese: lingue dell’Africa a sud del Sahara

  21. La diffusione delle lingue: indoeuropee (1), uraliche (5 ), altaiche (6), bantu (7), sino-tibetane (9), camito- semitiche (10)

  22. RELIGIONI NEL MONDO • Religioni monoteiste: • Ebraismo (14 milioni) • Cristianesimo (religione più diffusa: oltre 2 miliardi) diviso in 4 confessioni principali [cattolica, ortodossa, protestante, anglicana] • Islam sciita e sunnita (circa un miliardo) • Religioni politeiste: • Induismo (800 milioni) in India • Buddismo (360 milioni) in Cina, Indocina, Giappone • Confucianesimo (6 milioni) in Cina • Scintoismo (100 milioni) in Giappone • Religioni animiste in Africa, Amazzonia, Oceania