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Emanuele Bosi Università Vita-Salute Istituto Scientifico San Raffaele Milano

Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso Integrato di Endocrinologia e Malattie del Ricambio. Ipopituitarismo, Panipopituitarismo e Diabete Insipido. Emanuele Bosi Università Vita-Salute Istituto Scientifico San Raffaele Milano. Asse Ipotalamo - Ipofisi.

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  1. Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso Integrato di Endocrinologia e Malattie del Ricambio Ipopituitarismo, Panipopituitarismo e Diabete Insipido Emanuele Bosi Università Vita-Salute Istituto Scientifico San Raffaele Milano

  2. Asse Ipotalamo - Ipofisi Nuclei sopraottico e paraventricolare Ormone antidiuretico (ADH), Ossitocina Nuclei ipotalamici

  3. Ormoni dell’ asse Ipotalamo - Ipofisi

  4. Ormoni ipotalamici & ipofisari

  5. Asse ipotalamo-ipofisi-tiroide

  6. Asse ipotalamo – ipofisi – surrene

  7. Regolazione asse gonadotropine-gonadi

  8. Regolazione dell’ GH-IGF1

  9. Ipopituitarismo e Panipopituitarismo

  10. Ipopituitarismo e Panipopituitarismo: definizione Mancanza congenita o acquisita di uno o più ormoni ipofisari per cause diverse. Quando gli ormoni sono carenti si assiste a una riduzione della funzione delle rispettive ghiandole bersaglio ipopituitarismo (Ipopituitarismo isolato) Un deficit multiplo delle secrezioni ormonali ipofisarie Panipopituitarismo (Multiplo)

  11. Ipopituitarismo: epidemiologia • Reported Epidemiology: • incidence: 12-42 new cases per million per year • prevalence (300-455 per million) • is probably underestimated if its occurrence after brain injuries – TBI (30-70% of cases) is considered Ascoli P, Pituitary. 2006;9(4):335-42

  12. Cause di (pan)-ipopituitarismo • Carenza isolata di ormoni • 1. Deficit congenito o acquisito, incluse le mutazioni in Pit-1 (pituitary transcription factor) • B. Tumori • Voluminosi adenomi ipofisari • Tumori ipotalamici • 3. Neoplasie di origine non ipotalamo-ipofisaria (craniofaringiomi, germinomi soprasellari) • 4. Carcinomi metastatici

  13. Cause di (pan)-ipopituitarismo • C. Traumi gravi e destruenti • Chirurgia • Resezione del peduncolo • Incidenti/traumi cranici (Traumatic Brain Injury, TBI)* • 4. Radioterapia (convenzionale sull’ipotalamo, a particelle pesanti sull’ipofisi) *15-56%, median 40% of prevalence of anterior pituitary insufficiency

  14. Cause di (pan)-ipopituitarismo • D. Malattie vascolari • 1. Sindrome di Sheehan (necrosi post-partum) • 2. Necrosi peri-partum in pazienti diabetiche • 3. Aneurisma della carotide o dell’arteria intracerebrale, emorragia subaracnoidea • E. Malattie infiammatorie • Malattie granulomatose (5-15% delle sarcoidosi interessa il SNC) • Isticitosi X • Ipofisite linfocitica (?autoimmune) • F. Anomalie di sviluppo • Aplasia ipofisaria • Encefalocele della base

  15. Cause di (pan)-ipopituitarismo • G. Infiltrazione • Emocromatosi • Amiloidosi • H. Cause idiopatiche

  16. Quadri clinici di (pan)-ipopituitarismo • I sintomi sono correlati ai singoli deficit ormonali: • ACTH, ipocortico-surrenalismo: astenia, affaticabilità, calo di peso, nausea, vomito, ipoglicemia, collasso cardio-circolatorio • TSH, ipotiroidismo: astenia, affaticabilità, freddo, sonnolenza, incremento di peso, stipsi • LH/FSH, ipogonadismo maschile: ridotta libido, impotenza, infertilità, osteoporosi, astenia, affaticabilità • LH/FSH, ipogonadismo femminile: oligo/amenorrea, anovulazione, infertilità • GH-(IGF1): nel bambino, ipostaturismo; nell’adulto, astenia, affaticabilità, incremento di peso, osteoporosi, ipertensione arteriosa, aumentato rischio cardiovascolare • ADH, diabete insipido: poliuria, polidipsia

  17. Quadri clinici da ipo-pituitarismo secondario a tumore

  18. Evoluzione dinamica del deficit ormonale da eziologia neoplastica

  19. Diagnosi di ipopituitarismo: criteri generali Le manifestazioni cliniche di ipopituitarismo sono molto varie, correlate all’entità del deficit endocrino presente, ad esordio spesso insidioso e pertanto non sempre facili da identificare. La diagnosi deve essere stabilita con certezza sulla base di dati ormonali e strumentali, prima di trattamenti ormonali sostitutivi spesso da mantenere a vita.

  20. Diagnosi di ipopituitarismo: esami strumentali • Rx del cranio per lo studio della sella turcica (sostanzialmente non più in uso) • TC con mezzo di contrastoad alta risoluzione • RMN con mezzo di contrasto, (gadolinio, con immagini pre e post), sono le procedure di scelta nella diagnosi degli adenomi ipofisari.

  21. Ipopituitarismo: esami ormonali basali e dinamici • La diagnosi di ipopituitarismo si basa sulla misurazione della secrezione basale (spesso non sufficientemente informativa) e stimolata degli ormoni dell’ipofisi e delle rispettive ghiandole endocrine bersaglio • Asse TSH tiroide (Ipotiroidismo centrale): • basale: FT4 bassa, TSH basso o normale • test dinamici: mancata risposta del TSH a stimolo con TRH • Asse ACTH corticosurrene: • basale: cortisolo h.8 basso, ACTH normale o basso, cortisolo libero urinario basso • test dinamici: mancata risposta di ACTH e cortisolo a CRH o desmopressina o ipoglicemia insulinica (non più usato); normale risposta del cortisolo a ACTH

  22. Ipopituitarismo: esami ormonali basali e dinamici • Asse LH/FSH testicolo (Ipogonadismo ipogonadotropo): • basale: testosterone basso, LH e FSH bassi o normali, alterata spermatogenesi, prolattina normale • test dinamici: mancata risposta di LH e FSH a stimolo con GnRH • Asse LH/FSH ovaio (Ipogonadismo ipogonadotropo): • basale: estradiolo basso, LH e FSH bassi o normali, prolattina normale • test dinamici: mancata risposta di LH e FSH a stimolo con GnRH • Asse GH IGF-1: • basale: GH basso o normale, IGF-1 basso • test dinamici: mancata risposta del GH a GHRH + arginina o ipoglicemia insulinica (non più usato)

  23. Valutazione simultanea di più ormoni È stato suggerito che GHRH e CRH possono essere somministrati e.v insieme con TRH e GnRH in un test combinato di funzionalità anteroipofisaria. L’associazione con insulina oggi non viene più raccomandata L’accuratezza dello stimolo combinato rispetto alle stimolazioni singole è secondo alcuni autori inferiore

  24. Terapia (1) • La terapia è volta alla sostituzione degli ormoni delleghiandole bersaglio ipofunzionanti. • E’ possibile somministrare più ormoni considerando che: • La correzione del deficit asse surrenalico è fondamentale (q condizione life-threating se grave), mediante terapia sostitutiva con • - idrocortisone/cortisolo • - cortisone acetato, da 20 a 37,5 mg 1 • - prednisone, molto comodo e conveniente (da 5 a 7,5 mg)

  25. Terapia (2) 2. Per la correzione dell’ipotiroidismo centrale, la terapia di scelta è la levotiroxina (da monitorare l’efficace dosando fT4). N.B poiché la levotiroxina accelera la degradazione del cortisolo e può scatenare una crisi surrenalica nei pz con ipopituitarismo, la correzione con glucocorticoidi deve sempre precedere quella con l’ormone tiroideo. 3. L’ipogonadismo nella donna è trattato con associazioni estro-progestiniche, mentre nell’uomo con la somministrazione di testosterone (intramuscolo, gel o cerotti transdermici). Per correggere l’infertilità, si utilizzano le gonadotropine (deficit ipofisario) o il gonadorelin (patologia ipotalamica).

  26. Terapia (3) 4. Deficit di GH: GH replacement is an effective and rational therapy for adult men and women with known pituitary disease or risk factors for hypopituitarism. GH replacement therapy has been shown to improve the clinical features of GHD in adults, although there yet have been no studies on endpoints such as cardiovascular events, fractures, and death. GH at fixed dosage tailored on patient characteristic.

  27. Ipofisi posteriore & Diabete Insipido

  28. Asse Ipotalamo - Ipofisi Nuclei sopraottico e paraventricolare Ormone antidiuretico (ADH), Ossitocina Nuclei ipotalamici

  29. Caratteristiche strutturali di ADH e Ossitocina

  30. ADH e ossitocina: meccanismo di sintesi e secrezione

  31. Funzioni fisiologiche di ADH e ossitocina

  32. ADH: meccanismo d’azione (1) L'azione principale è di promuovere la ritenzione idrica da parte del rene. Ad alte concentrazioni esso determina anche vasocostrizione. Come l'aldosterone, l'ADH svolge un ruolo importante nel mantenimento dell'omeostasi dei liquidi e del contenuto idrico vascolare e cellulare. Lo stimolo principale per il rilascio di ADH è l'aumento della pressione osmotica dei liquidi corporei, rilevata da osmocettori situati nell'ipotalamo.

  33. ADH: meccanismo d’azione (2) La deplezione di volume, rilevata da barocettori situati nell'atrio sinistro, nelle vene polmonari, nel seno carotideo e nell'arco aortico, è il secondo maggior stimolo per la secrezione dell'ormone. I segnali di deplezione di volume vengono trasmessi al SNC attraverso il nervo vago e il glossofaringeo. Altri stimoli per il rilascio di ADH sono il dolore, lo stress, l'emesi, l'ipossia, l'esercizio fisico, l'ipoglicemia, gli agonisti colinergici, i β-bloccanti, l'angiotensina e le prostaglandine. Tra gli inibitori della secrezione di ADH vi sono il peptide natriuretico atriale (ANP), l'alcol, gli a-bloccanti e i glucocorticoidi.

  34. Diabete insipido : definizione Il diabete insipido è una sindrome poliurica e di ipernatremia cronica correlata a un deficit di secrezione o di azione dell’ ormone antidiuretico (ADH)/arginina-vasopressina (AVP) = incapacità a concentrare le urine

  35. Diabete insipido : eziologia • Centrale, per mancanza di ADH • Nefrogenico, per difetto di azione del ADH, raro: • forma congenita in due varianti: • - recessivo legato al cromosoma X, gene mutanteXq28 che codifica per i recettori di tipo 2 della vasopressina • - autosomico recessivo, gene che codifica per l‘acquaporina 2, a livello dei tubuli collettori renali • forme secondarie a danni tubulari, ipokaliemia, ipercalcemia, farmaci.

  36. Eziopatogenesi del diabete insipido

  37. Eziologia del diabete insipido centrale (1) Il diabete insipido colpisce parimenti sesso maschile e femminile, a qualsiasi età ma con un picco di maggiore incidenza compreso tra i 10 e i 20 anni. • Forme congenite • Familiari (meccanismo autosomico dominante. Rispondono alla somministrazione esogena di ADH e sono forme chiaramente distinguibili da quelle familiari di diabete insipido nefrogenico nelle quali l’ADH è inattivo) • Displasia setto ottico • Ipopituitarismo familiare • Infezione congenita da citomegalovirus

  38. Eziologia del diabete insipido centrale (2) • B. Forme acquisite • Idiopatiche • Post-trauma • 3. Post-chirurgiche (l'ipofisectomia/rimozione della ghiandola pituitaria generalmente non dà luogo a un diabete insipido permanente, perché un gran numero di neuroni contenenti ADH termina nell'eminenza mediana dell'ipotalamo e continua a funzionare) • 4. Neoplastiche: • - craniofaringioma • - tumori ipofisari • - linfomi • - meningiomi • - metastasi

  39. Eziologia del diabete insipido centrale (3) 5. Cause ischemiche - sindrome di Sheehan’s - morte cerebrale 6. Malattie granulomatose - sarcoidosi - istiocitosi - granulomatosi di Wegener 7. Infezioni - tubercolosi - blastomicosi - sifilide - encefalite virale - meningite batterica 8. Malattie autoimmuni

  40. Eziologia • L’impatto delle diverse cause di diabete insipido centrale è cambiato nel corso di questi decenni: • nelle prime casistiche, più della metà dei casi riconosceva un origine neoplastica (tumori cerebrali), 1/10 dei casi aveva un’eziologia post-traumatica, mentre ¼ dei casi era causata a forme infettivo-infiammatorie (meningiti) • in serie pubblicate successivamente, il 30% era di origine idiopatica, il 25% era da neoplasie benigne o maligne cerebrali o ipofisarie, il 16% era secondario a traumacerebrali e il 20% era da cause chirurgiche • infine, in uno studio retrospettivo condotto su popolazione pediatrica le cause principali sono risultati i tumori cerebrali (60%) e le malformazioni cerebrali (25%) • I tumori primitivi cerebrali causa di diabete insipido sono prevalentemente i craniofaringiomi, gli adenomi ipofisari e le metastasi da Ca mammella o polmone.

  41. Manifestazioni cliniche • Il diabete insipido secondario a manovre chirurgiche o a traumi dell’ipotalamo-ipofisi si può manifestare con 3 diverse modalità: • transitorio • permanente • trifasico • 1. Il diabete insipido transitorio solitamente ha un esordio improvviso, immediatamente nel 1°giorno post-operatorio e si risolve nei giorni successivi. Questo è il quadro più comune (50-60%) delle forme post-chirurgiche e può manifestarsi anche a seguito di rimozione transfenoidale di microadenomi. • 2. Il diabete insipido persistente o permanente ha pure un esordio acuto ma persiste per settimane potendo anche non risolversi.

  42. Manifestazioni cliniche 3. Il diabete insipido trifasico si manifesta con un immediato aumento della diuresi dopo trauma/chirurgia, seguito da una riduzione dell’osmolalità urinaria che dura per 4-5 giorni. Nel mentre si ha un intervallo (interfase) di 5-7 gg in cui il flusso delle urine si riduce drasticamente e l’osmolalità aumenta. Segue poi danno permanente.

  43. Segni e sintomi • Poliuria persistente: la diuresi può variare da pochi litri/die (deficit ormonale parziale) finanche a 18 litri/die, con minzioni ogni 30-60 minuti. La nicturia è sempre presente in questi pazienti, sintomo che -al contrario- si ha raramente nella polidipsia primaria. Le urine hanno un aspetto trasparente legato al basso peso specifico. • Polidipsia: i pazienti ingeriscono grandi quantità di liquidi con preferenza per le bevande fredde. La sete è secondaria alla perdita di acqua.

  44. Diagnosi: considerazioni generali Il sodio e l'osmolalità plasmatici sono mantenuti entro limiti normali dall'asse sete-ADH-rene. La sete ed il rilascio di ADH, stimolati entrambi da un aumento dell'osmolalità plasmatica, rappresentano un sistema a doppio feedback negativo. Anche quando la componente ADH di questo feedback regolatorio viene perduta, il meccanismo della sete ancora è in grado di mantenere il sodio e l'osmolalità plasmatica entro intervalli normali, ma a spese di marcata polidipsia e poliuria. Quindi, la concentrazione plasmatica di sodio o l'osmolalità di un paziente con diabete insipido non trattato possono essere leggermente aumentati rispetto ai valori medi normali, ma questo piccolo aumento non ha valore diagnostico.

  45. Diagnosi: esami di laboratorio 1. Urine: ridotta osmolarità urinaria, nel senso che in corso di diabete insipido non supera 300 mmOsm/L (VN: 500-800mOsm/L)); peso specifico urinario <1008, per incapacità a concentrare le urine 2. Osmolarità plasmatica: Come si calcola: Osmolarità sierica = [(2 Na) + (Azotemia/2,8) + (Glucosio/18)]; Valori normali 275 - 295 mOsm /L. E’ lievemente aumentata nel diabete insipido 3. Natremia: tendenzialmente elevata 4. Valutazione del rapporto tra osmolarità plasmatica e urinaria: elevato 5. ADH basale: raramente necessaria

  46. Diagnosi: prove dinamiche • La diagnosi differenziale si pone con la polidispia psicogena, il diabete mellito, e l’abuso di diuretici. • La determinazione dell‘ormolarità urinaria dopo prova di assetamento o dopo somministrazione di arginina-vasopressina è diagnostica. • Prova di assetamento: • In un soggetto sano comporta un aumento dell'osmolarità urinaria: nel diabete insipido questa resta <300mOsm/L, mentre l'osmolarità plasmatica è superiore a 295.

  47. Diagnosi: prove dinamiche (2) Test alla desmopressina Dopo questa somministrazione l'osmolarità urinaria aumenta in caso di diabete insipido centrale, ma non nel nefrogenico. Nei pazienti con grave DIN, l'osmolalità urinaria dopo disidratazione è pure bassa (<200 mOsm/kg), ma non aumenta dopo la somministrazione di dDAVP (meno del 20 percento). Nei pazienti con polidipsia primaria, la massima osmolalità urinaria si ottiene dopo disidratazione (>295 mOsm/kg), e non aumenta dopo somministrazione di dDAVP (meno del 10 percento).

  48. Solitamente correlata a disturbi psichiatrici Causato da deficit o mancanza di secrezione di ADH Conseguente a resistenza all’azione dell’ADH nel tubulo renale (aumento concentrazione plasmatica di ADH) Diagnosi differenziale di poliuria-polidipsia

  49. Diagnosi: Imaging • Combining clinical information with • Magnetic Resonance Imaging (MRI) provides a specific diagnosis in almost all cases of central diabetes. • MRI allows identification of the posterior pituitary hyperintensity and of hypothalamic-pituitary abnormalities. • Thickening of the pituitary stalk is the second most common finding on MRI scans in several local inflammatory pathologies and autoimmune diseases or germinoma, but it is not specific to any single subtype. • A progressive increase in the size of the anterior pituitary gland should alert physicians to the possibility that a germinoma is present, whereas a decrease can suggest the presence of an inflammatory or autoimmune process.

  50. Terapia • Correzione della volemia mediante somministrazione di fluidi • La terapia del diabete insipido può essere quindi mediante: • terapia ormonale sostitutiva • o • terapia orale con agenti non-ormonali, nei pazienti che hanno ancora una certa quantità residua di ADH (tipi 2 e 4, v. Fisiopatologia)

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