1 / 43

PROGETTARE PER COMPETENZE

PROGETTARE PER COMPETENZE. Alessandra Cenerini presidente ADi. Le “ competenze” sono uno tsunami per i docenti e la loro identità rimasta immodificata per secoli. Le cause di questo cambio di paradigma sono molte, ne ricordiamo 3…. 1-Economia della conoscenza e lifelong learning.

sissy
Download Presentation

PROGETTARE PER COMPETENZE

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. PROGETTARE PER COMPETENZE Alessandra Cenerini presidente ADi

  2. Le “competenze” sono uno tsunami per i docenti e la loro identità rimasta immodificata per secoli. Le cause di questo cambio di paradigma sono molte, ne ricordiamo 3…..

  3. 1-Economia della conoscenza e lifelong learning

  4. 1. ECONOMIA CONOSCENZA passaggio storico come quello fra economia agricola e industriale 1) 12.000 anni fa l’avvento dell’ economia agricolache modificò profondamente la vita umana con insediamenti stabili 2) Dalla 2^ metà del 1700 inizia l’era industriale,durata circa 200 anni: un altro sconvolgimento epocale 3) Negli ultimi 30 anni delXX secolo inizia l’era dell’economia del conoscenza: la conoscenza diviene fonte primaria della produzione. (es. Microsoft di Bill Gates o la Apple di Steve Jobs)

  5. 1.LIFELONG LEARNING • L’apprendimento dura tutta la vita non è più confinato agli anni della scolarizzazione, non c’è più bisogno di imparare tutto a scuola, ma bisogna imparare ad imparare. • Esigenza dilimitare la “quantità”e diandare in profondità(l’inglese Tom Bentley, all’inizio di questo secolo, consigliava di dimezzare i programmi) • Si riconoscono diverse modalità e contesti di apprendimento: Apprendimento formale, informale, non formale (v.DL 13 del16/01/2013)

  6. 2- CRISI ANTICA ORGANIZZAZIONE DEL SAPEREsuperamento dei confini tradizionali fra le discipline

  7. 2. UNA NUOVA FASE NELLA STORIA DELL’ORGANIZZAZIONE DEL SAPERE 1) TRIVIO, QUADRIVIO Nell’universita’ medievale,Trivio(grammatica,retorica, dialettica), Quadrivio (Aritmetica,geometria, astronomia, musica)( questaripartizioneè fatta risalire al IV-V secolo) 2) SUDDIVISIONE IN DISCIPLINE Con le università tedesche del XIX secolo, il sapere, sotto l’influenza dello sviluppo scientifico, è ripartito in discipline, con propri metodi e contenuti, sempre più specialistici 3) CRISI DELLA SUDDIVISIONE DELLE DISCIPLINE TRANSDISCIPLINARITÀ, SISTEMI COMPLESSI Dalla metà del XX secolo entra in crisi la classica ripartizione disciplinare. La ricerca si orienta alla transdisciplinarità e studio dei sistemi complessi

  8. 2.L’ARTIFICIALE SEPARAZIONE DELLE DISCIPLINE E LA NUOVA FASE • La separazione delle discipline è un fatto di convenienza umana, un fatto del tutto innaturale. • La natura non è affatto interessata alle nostre separazioni artificiali, e i fenomeni più interessanti sono quelli che rompono e travalicano le barriere tra i vari campi del sapere. (Richard Feynman) ------------------------------------------------------- • Questa nuova fase di organizzazione del sapere èentrata nella scuola e ha a che fare con la multi-inter-trans-disciplinarità, le competenze e la didattica per progetti

  9. 1.MULTI-DISCIPLINARITA’ 2. INTER-DISCIPLINARITA’ 3. TRANS-DISCIPLINARITA

  10. 3- Irruzione delle tecnologie digitalinella costruzione e diffusione del sapere

  11. 3.La creazione di un nuovo ordine dei sensi e la modificazione dello stile cognitivo • Dopo secoli di primato della visione alfabetica (avanzata,impegnativa e faticosa), torna a dominare la visione non alfabetica ( vedere immagini e udire) Si tratta del passaggio: • dall’intelligenza “sequenziale” (quella usata nella lettura e scrittura) all’intelligenza “simultanea” (trattare nello stesso tempo più info, senza stabilire un ordine o gerarchia). La usiamo quando guardiamo un quadro • dall’apprendimento simbolico ricostruttivo all’apprendimentoesperienziale

  12. Il canaletradizionale dell’apprendimentoe della trasmissione del sapere è il linguaggio verbale ( apprendimento simbolico ricostruttivo) I contenuti del sapere sono descritti e spiegati a parole, e i ragazzi imparano ascoltando (lezioni) o leggendo(libri) Illinguaggio offre ovvivantaggi dal punto di vista dell’apprendimento, vantaggi per quanto riguarda il pensare, l’astrarre e il generalizzare, l’interagire e il discutere con gli altri 3. L’APPRENDIMENTO SIMBOLICO-RICOSTRUTTIVOIMPARARE ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO:I VANTAGGI

  13. I limiti del linguaggioriguardano: - la capacità di capire quello che viene ascoltato o letto (imparare attraverso il linguaggio presuppone che si possegga bene il linguaggio) - la capacità di ricordare ciò che si è ascoltato o letto - la capacità di utilizzare quello che si è ascoltato o letto e di metterlo in collegamento con quello che già si sa anche al di là della scuola - la motivazione a imparare Il RISULTATO: NON SIAMO RIUSCITI A FAR SI’CHE TUTTI IMPARINO OCCORRE DOSARE APPRENDIMENTO SIMBOLICO-RICOSTRUTTIVO ED ESPERIENZIALE 3.IMPARARE ATTRAVERSO IL LINGUAGGIO I LIMITI

  14. 3.APPRENDIMENTO ESPERIENZIALE VS SIMBOLICO-RICOSTRUTTIVO • Non c’è solo l’apprendimento simbolico-ricostruttivo, è sempre esistito anche l’apprendimento esperienziale. Basti riandare alla nostra storia e ricordare le botteghe rinascimentali • o molto prima: le complesse conoscenze dell’ingegneria romana, necessarie a progettare opere di statica e di idraulica, ancor oggi funzionanti, venivano trasmesse attraverso il “fare esperienza”

  15. Le nuove tecnologie digitalicon gli ambienti interattivi, le simulazioni, i serious games, permettono unapprendimento esperienziale 1) vedendole cose, e non ascoltando o leggendo descrizioni e spiegazioni verbali delle cose, 2) agendo sulle cosee 3)osservando le conseguenze delle proprie azioni 3.IMPARARE VEDENDO E FACENDOATTRAVERSO LE TIC

  16. COSA HA A CHE FARE TUTTO QUESTO CON LE COMPETENZE?

  17. La competenzaè un insieme diconoscenzeeabilità,di saperee disaper fare e anche di attitudinie interazioni: responsabilità e autonomia COMPETENZA=comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifichele competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia. (UE, EQF,2008 ) LE COMPETENZA SECONDO L’EQF (2008)

  18. LE COMPETENZA SECONDO OCSE/DESECO • La competenza si sviluppa in un contesto.Dipendedall’esistenza di un ambiente che le favorisce. (Bobby Fischer non sarebbe diventato il più competente giocatore di scacchi in una società senza scacchi!!) • La competenzaètrasferibile • Si fonda sullacomprensione profonda (saper utilizzare ciò che si è appreso in situazioni inedite) enon sulla semplice riproduzione di nozioni e concetti, restituiti in modo ritualistico come sono stati presentati dall’insegnante, come spesso avviene a scuola

  19. La competenzaè un insieme diconoscenzeeabilità,di saperee disaper fare e anche di attitudinie interazioni: responsabilità e autonomia (UE, EQF,2008) si sviluppa in un contesto.Dipendedall’esistenza di un ambiente che le favorisce. (Bobby Fischer non sarebbe diventato il più competente giocatore di scacchi in una società senza scacchi!!) La competenzaètrasferibile Si fonda sullacomprensione profonda (saper utilizzare ciò che si è appreso in situazioni inedite) enon sulla semplice riproduzione di nozioni e concetti, restituiti in modo ritualistico come sono stati presentati dall’insegnante, come spesso avviene a scuola LE COMPETENZA SECONDO L’EQF (2008)

  20. LA NOZIONE DI “COMPETENZA CHIAVE O ESSENZIALE” Secondo l’OCSE/DeSeCo Le competenze chiavesono tali se sono necessarie e indispensabili per TUTTI. Le competenze che si rapportano a un settore specifico, (per esempio suonare il piano) non sono essenziali, anche se importanti.

  21. LE COMPETENZE CHIAVE UE- 2006

  22. COMPETENZE CHIAVE UE- ITALIA

  23. LA DIFFICILE COESISTENZA FRA NUOVO OBBLIGO E NUOVI CURRICOLI LICEALI Schizofrenia fra gli Assi dell’obbligo e le Linee Guidadei licei, ma dagli Assi occorre partire

  24. ES. NEGLI ASSI DELL’OBBLIGO: LA LETTERATURA E’ PARTE DEL PATRIMONIO ARTISTICO E LETTERARIO • La letteratura fa parte del patrimonio artistico e letterario • La letteratura non dovrebbe costituire più la parte esclusiva privilegiatadelle espressioni artistiche • Mozart(1756-1791) non dovrebbe essere meno importante di Leopardi (1798-1837)

  25. LALETTERATURAnel 1°biennio dei licei

  26. LETTERATURA PER 14-16 Anni(4 ORE SETTIMANALI PER LINGUA E LETTERATURA) • OPERE E AUTORI SIGNIFICATIVI DELLA CLASSICITÀ: - i poemi omerici, - la tragedia attica del V secolo, - l’Eneide, - e qualche altro testo di autori greci e latini • LA BIBBIA • AUTORI DI EPOCA MODERNA ANCHE STRANIERI • I PROMESSI SPOSI DI MANZONI • PRIME ESPRESSIONI DELLA LETTERATURA ITALIANA: - la poesia religiosa, - i Siciliani, - la poesia toscana prestilnovistica.

  27. VALUTARE LE COMPETENZE

  28. LA SVOLTA DI PISALA VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE PISA (Programme for International Student Assessment) è l’indagine internazionale dell’OCSE sulle competenze degli studenti di 15 anni, che si svolge ciclicamente ogni 3 anni ( iniziata nel 2000) su: La lettura 2) la matematica 3) le scienze 2)L'attenzione non si focalizza sui contenuti curricolari, ma su come gli studenti sanno utilizzare conoscenze e abilità apprese a scuola per affrontare e risolvere questioni della vita quotidiana. 3) Nella costruzione di un testc’è sempre prima la descrizione di una situazione reale(COMPITO DI REALTA’)

  29. LA VALUTAZIONE DEL SNVAL 2° ANNO SECONDARIA 2° GRADO • L’estensione delle prove del SNV anche al 2° anno della scuola secondaria di 2° grado tiene conto del termine obbligo di istruzione • Quindi prove uniche per tutti i tipi di scuola (licei, istituti tecnici e professionali), su 2 ambiti fondamentali: • 1) la comprensione di testi scritti di varia natura e la riflessione sulla lingua e • 2) la matematica. • Riferimenti: meno PISA e più TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study 4^ primaria e 3^ sec. 1° grado) • L’importanza della restituzione alle scuole e dello studio dei dati

  30. COSA SPETTA ALLA SCUOLA

  31. LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE A FINE OBBLIGO • LIVELLO BASE: lo studente svolge compiti semplici in situazioni note, mostrando di possedere conoscenze ed abilità essenziali e di saper applicare regole e procedure fondamentali. Nel caso in cui non sia stato raggiunto il livello base, è riportata l’espressione“LIVELLO BASE NON RAGGIUNTO”, con l’indicazione della motivazione • LIVELLO INTERMEDIO: lo studente svolge compiti e risolve problemi complessi in situazioni note, compie scelte consapevoli, mostrando di saper utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite • LIVELLO AVANZATO: lo studente svolge compiti e problemi complessi in situazioni anche non note, mostrando padronanza nell’uso delle conoscenze e delle abilità. Es. proporre e sostenere le proprie opinioni e assumere autonomamente decisioni consapevoli

  32. LE 8 COMPETENZE DI CITTADINANZA NON SI CERTIFICANO MA….. Le competenze relative agli assi culturali sono acquisite con riferimento alle 8 competenze chiave di cittadinanza : • imparare ad imparare; • progettare; • comunicare; • collaborare e partecipare; • agire in modo autonomo e responsabile; • risolvere problemi; • individuare collegamenti e relazioni; • acquisire e interpretare l’informazione

  33. I RISCHI E LE NECESSITA’ OCCORRE PARTIRE DA CERTIFICAZIONE OBBLIGO perché è la modalità che più ci aiuta ad avvicinarci alle competenze, ma è forte il rischio che: • gattopardescamentetutto cambi per restare com’è • si proceda alla media dei voti numerici, senza fare prove specifiche né tentare un approccio metodologico diverso • le competenze trasversali non siano curate perché non soggette a valutazione

  34. CHE FARE? COGLIERE LA SFIDA E PROCEDERE A RITROSO • Costruire il percorso a partire dai risultati di apprendimento • Assumere come principio organizzatore alcuni chiari obiettivi di apprendimento • Gli obiettivi sono le competenze attese( cosa saper fare con le conoscenze acquisite)

  35. PROGRAMMAZIONE A RITROSO(Backward Design di Wiggins e Mctighe) • E’ come programmare un viaggio: dobbiamo conoscere la destinazione per poterci preparare. Le competenze e le attrezzature che ci servono per fare surf nei Caraibi, sono diverse da quelle che occorrono per andare sulle Dolomiti • Così le lezioni guidate dai risultati che ci attendiamo, non dai programmi • Dovremmo procedere secondo3 fasi: 1)Identificare i risultati desiderati:intermini di comprensione profonda e duratura (operare scelte collegiali) 2)Stabilire le prove pertinentiper accertare se i risultati sono stati raggiunti (prove comuni) 3)Pianificare le attività di apprendimento (libertà di insegnamento)

  36. POCO MA BENELESS IS MORE • Lifelong learning • L’apprendimento non si esaurisce negli anni della scolarizzazione • Privilegiare la profonditànonl’estensione • Curare in particolare la lettura,impegno di tutti

  37. CURARE LE COMPETENZE TRASVERSALI • Cooperative learning • Peer education • Competenze comunicative • La flipped classroom

  38. E NONOSTANTE TUTTOPENSATE POSITIVO!

More Related