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Educazione nel corso della vita 3. Mirca Benetton a.a. 2008-2009. M.Benetton. 1. “ La scarpa che va bene ad una persona sta stretta ad un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti” Carl Gustav Jung, L’uomo moderno alla ricerca di un’anima

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    Presentation Transcript
    1. Educazionenel corsodellavita 3 Mirca Benetton a.a. 2008-2009 M.Benetton 1

    2. “La scarpa che va bene ad una persona sta stretta ad un’altra: non c’è una ricetta di vita che vada bene per tutti” Carl Gustav Jung, L’uomo moderno alla ricerca di un’anima “Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino, non producono nessun effetto; non ci si può vedere niente di bello finché non si guardano da lontano” Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena “La vita è come dipingere un quadro, non come tirare una somma” Oliver Wendell Holmes, Jr., The Class of’ 61 M.Benetton 2

    3. Diversi livelli di maturità • Stadi • Stati della crescita • Multiformi possibilità educative • Contesti formali • Contesti non formali • Contesti informali Pedagogia del ciclo di vita: aspetti eidetici e idiografici M.Benetton 3

    4. sistema formale: la scuola, formazione professionale, università.. • sistema non-formale: agenzie extrascolastiche “intenzionalmente” formative come la famiglia, il terzo settore, l’associazionismo, gli enti locali, il mondo del lavoro, le chiese, circolo per anziani,, ambiente sanitario, teatro ... • sistema informale: accompagna la vita quotidiana, ““mercato” self-service dei consumi culturali”, processo non organizzato, “che dura realmente per tutta la vita, per il quale il soggetto acquisisce valori, abilità e conoscenze dall’esperienza quotidiana e dalle influenze e dalle risorse educative nel suo ambiente” (Coombs). Pur essendo molto importante non viene riconosciuto dall’individuo stesso. Sistema formale, non formale, informale M.Benetton 4

    5. Educazione formale • Non formale • Informale • Come si colloca l’intenzionalità educativa nelle diverse età della vita? • Anche eventi non intenzionalmente educativi lo possono diventare nel momento in cui il soggetto li governa Educazione formale, non formale e informale M.Benetton 5

    6. Nuovo concetto di crescita • Nuovo modello di cambiamento • Nuovi modelli di apprendimento • Nuove sfide • Nuovo modo di affrontare la crisi Corso di vita da assumere in modo personale: educazione/formazione M.Benetton 6

    7. Durata e cambiamento • Indagine educativa sull’avventura esistenziale • Forme tipiche del formar-si dell’uomo • Forme personali del formar-si dell’uomo • Mutamento e direzione di senso: • Impegno dell’uomo nel gestire il proprio percorso di vita • Possibilità educativa in tutto il corso della vita: saper gestire il proprio cambiamento Continuum esistenziale M.Benetton 7

    8. SPAZIO • Spazio in cui scorre la vita • Spazio della società • Spazi intergenerazionali TEMPO • Temporalità del corso di vita • Tempo umano prescrittivo:cronologico e biologico • Tempo umano vissuto, gestito creato Direzionalità e progettualitànello spazio e nel tempo M.Benetton 8

    9. Titolo: i più frequenti guasti dell’orologio biologico M.Benetton 9

    10. Non solo leggi universali di crescita • sviluppo sempre meno normato biologicamente e psichicamente • Possibilità di scelte diverse • Interazioni multifattoriali con l’ambiente • Pedagogia del corso di vita: interpreta criticamente i nuovi processi di crescita Allungamento della vita: flessibilità e mutamento M.Benetton 10

    11. L’educatore aiuta la persona: • Ad orientarsi nel corso della vita • Ad individuare il proprio percorso progettuale • A dare un senso al corso di vita • A ristrutturare il corso di vita • A trovare la propria progettualità in ogni fase della vita Educare la persona a costruire il proprio percorso di vita M.Benetton 11

    12. Modello ambientale ecologico di Bronfenbrenner M.Benetton 12

    13. Arcobaleno di Super Multidimensionalità ma visione di declino finale M.Benetton 13

    14. Formecircolari, a spirale, labirintiche M.Benetton 14

    15. Multidirezionalità del corso di vita M.Benetton 15

    16. La struttura vitale di Levinson M.Benetton 16

    17. Struttura vitale di Levinson Finalità educativa: • Sollecitare l’intenzionalità formativa dell’adulto • Sostenerla dal punto di vista delle politiche socio-educative • Dare continuità al corso di vita e introdurre elementi di discontinuità (eventi …) nelle esistenze che non hanno vissuto esperienze significative di crescita M.Benetton 17

    18. Struttura vitale di Levinson L’ADULTO • È colui che è in grado di stabilire l’adeguatezza della propria struttura vitale nei rapporti col mondo • È capace di valutarne la funzionalità e anche cambiarla • Ha una struttura di vita non monolitica: ordine e disordine… M.Benetton 18

    19. Le sceltenellastruttura di vita • Scegliere significa impegnarsi a partecipare attivamente al mondo • Stabilendo l’adeguatezza o meno della propria struttura • Le scelte vanno comprese nella struttura di vita e nel momento in cui vengono maturate • Sono una sorta di trama di disegno generale M.Benetton 19

    20. Struttura vitale di Levinson • I singoli eventi presi a sé, rappresentativi • che svolgono un ruolo fondamentale nella vita individuale • vanno collocati nella struttura vitale della vitale della persona e tramite essa riletti M.Benetton 20

    21. Intenzionalitàeducativadell’educatore • Intenzionalità nella progettazione educativa: evitare l’enfasi eccessiva sul progetto/protocollo • Intenzionalità educativa nella cura: aiuto alla persona nella sua precarietà e vulnerabilità, salvaguardia per la possibilità di mancare al suo progetto • Lévinas:l’altro mi sta a cuore, responsabilità della cura, nell’appoggiare e seguire percorsi diversi M.Benetton 21

    22. A formarci non è solo il processo educativo intenzionalmente costruito • Dimensione ermeneutica e nell’accoglimento della vita nella sua globalità, dell’uomo nel mondo • accogliere anche ciò che non sta sotto al nostro controllo cercare di capirlo Il valore dell’incontro (Guardini) M.Benetton 22

    23. L’identità in crisi: ilmodello di Erikson M.Benetton 23

    24. Erikson e la costruzionedell’identità • Modello maturazionale di stadio • Incorpora il concetto di stadi sequenziali, cumulativi e gerarchici • Sviluppo embriologico, cognitivo e ambientale • Sviluppo che procede a tappe; cumulativo ma con possibilità di ritornare sulle crisi • Si differenzia dal modello biologico perché non raffigura il declino degli ultimi stadi M.Benetton 24

    25. Il cambiamento e il corso della vita seguono una psicologia fenomenologica umanistica ed esistenziale • Individuo in via di sviluppo in una società in costante mutamento che fa sempre nuove richieste • Utilizza una psicanalisi sociale che si serve del contributo di tutte le scienze umane, della letteratura, delle forme artistiche Lo sviluppo dell’identità M.Benetton 25

    26. Definizione in senso maturazionale di stadio che incorpora anche in maniera esplicita i fattori ambientali • Interconnessione tra soma (processo biologico del corpo), psiche (sintesi dell’io) e ethos (processo di natura comunitaria) • Principio organismico dell’epigenesi mutuato dell’embriologia e applicato all’evoluzione psico-sociale. “Ciascun organo ha il proprio tempo di nascita” Lo sviluppo dell’identità M.Benetton 26

    27. Soma psicheed ethos • Epigenesi non come evoluzione lineare, una semplice successione, ma un sistema di leggi che crea legami precisi nello sviluppo dell’organismo e delle sue parti M.Benetton 27

    28. Descrizione della struttura della personalità con caratteri emergenti dall’esperienza, secondo un ordine evolutivo di cumulazione e stratificazione del vissuto. • La speranza e i timori del bambino si ritrovano anche nell’adulto, così la saggezza dell’anziano ha legami con quella dell’adolescente. • Il progredire di ogni fase si riversa sull’unità della persona. • Sequenza cumulativa di stadi che si estende a tutto l’arco della vita • Ogni stadio va vissuto pienamente M.Benetton 28

    29. Virtù /qualità /forza • Gli individui si sviluppano affrontando una serie di compiti che devono essere portati a termine ai fini di un ulteriore sviluppo. • Ognuno di questi compiti provoca una crisi negli individui finché non imparano ad affrontarli con successo. Ogni compito è predominante in un dato periodo, ma tutti continuano ad esistere per tutta la vita. • La soluzione positiva della sfida porta allo sviluppo di una nuova virtù o forza vitale • Uso del termine senso di… perché il passaggio da una fase all’altra è dato dalla sensazione emotiva di aver acquisito fiducia, autonomia, ecc M.Benetton 29

    30. Film: ilpostodellefragoleVIAGGIO IN AUTO • Pellegrinaggio simbolico del ritorno all’ infanzia del dott. Borg • Dalla vecchiaia all’infanzia.. Attraverso crisi: significato positivo della crisi • Viaggio in automobile compiuto da un dottore svedese per ricevere l’onorificenza più alta della sua professione • L’apertura col sogno: ultima crisi del ciclo di vita: integrazione vs disgusto (Saggezza) M.Benetton 30

    31. Riflessioni di Erikson • Nel film il dottor Borg rappresenta il medico che avrei voluto essere? • Sono legato al film per i luoghi in cui ho trascorso l’infanzia? • Si potrebbe tracciare una linea di demarcazione fra quanto il film esprime il modello universale di corso di vita e quanto invece è legato alla cultura e alla classe sociale

    32. Il sogno • Il dottor Borg si trova faccia a faccia col suo cadavere • L’uomo senza faccia • L’orologio senza lancette • La bara e il cadavere del dottor Borg

    33. La decisione • La decisione del viaggio in macchina viene presa alle tre del mattino • Le 14 ore di viaggio sono una decisione fatidica che comprende avvenimenti semi programmati e semi improvvisati • Agda la governante che è da 40 anni in casa si sente offesa, perché la decisione è un modo per rovinarle l’avvenimento più bello della vita (di lei)

    34. Viaggio con Marianne, moglie di Evald (figlio di Borg). E’ venuta a trovare il dottore e chiede un passaggio per tornare a casa • Dialogo fra i due; il dottore ricorda a Marianne il denaro che il figlio gli deve. • Rifiuto del dottore di aiutare il figlio e la nuora nella crisi coniugale. • Marianne mette di fronte Borg al suo sconforto, le esplicita l’odio del figlio verso il padre • All’incrocio della strada: luogo dove Borg ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza: il posto delle fragole La decisione M.Benetton 34

    35. Presa di coscienza • Il primo amore di Isak Borg: la cugina Sara • Il fratello di Borg, Sigfrid (col berretto bianco da studente universitario), l’impudente, che sposerà Sara • L’ISOLAMENTO di Borg (l’autonomia dell’infanzia diviene un laborioso isolamento, come probabilmente avvenne per il padre) • Non partecipa alla gaiezza dell’infanzia, nella giovinezza prevale l’isolamento (sull’intimità) che lo priva dell’amore Il posto delle fragole

    36. Il posto delle fragole: la festa per lo zio (ritualizzazione familiare) • Festa presieduta dalla zia autoritaria • Borg manca alla festa (assieme a sua mamma e a suo padre) • Borg osservatore isolato della gaiezza infantile • Sara sostiene l’attacco delle gemelle impertinenti • Confessa alla cugina Charlotta che ama Isak ma è per lei misterioso (la bacia solo al buio), enormemente raffinato e estremamente intellettuale e moralisticamente distaccato. • Quando Isak perde Sara avviene un distacco dalle donne, privo di Amore e dominato dall’Esclusività • Lo zio Aron probabilmente sta attraversando una seconda infanzia

    37. La giovane Sara assomiglia alla cugina • I tre giovani in viaggio per l’Italia rappresentano la FEDELTA’ (IDENTITA’ E CONFUSIONE DI IDENTITA’) • Un giovane rappresenta il razionalista ateo • L’altro vuol diventare sacerdote ed è legato al metafisico. Entrambi amano Sara. • I PERSONAGGI CHE INCONTRA Borg nel viaggio lo aiutano a ripercorrere i vari stadi della sua vita. Borg si incontra con i suoi avversari del passato • Alman e la moglie (crisi irrisolta) di intimità • Automobile: rappresenta la precarietà dell’età adulta Passeggeri

    38. I passeggeri • Marianne rappresenta l’eroina in auto • Responsabilità verso i giovani • I due adulti (Alman e la moglie) sono distruttivi della speranza • rappresenta la regola etica dell’età adulta: fare agli altri quello che aiuterà loro e anche te a crescere.

    39. Distributore nella Svezia meridionale dove Borg aveva esercitato all’inizio della sua professione per 15 anni prima di divenire ricercatore e professore • Isak padrino dei suoi clienti ma non nonno nella sua famiglia • La poesia di mezzogiorno:emerge la speranza della vecchiaia: riconoscimento dell’altro ( che non aveva manifestato negli stadi precedenti) • Ricerca interiore nel desiderio di comunicare con l’Altro • Integrità di Borg Mezzogiorno

    40. Incontro con la madre • Incontro di Borg con la madre: disgusto e disperazione • Monologodellamadre sui pronipotiche non ha maivisto • Orologiosenzalancette del padre di Borg • Collegamentocolsogno del suo “iomorto” • Isakcomincia ad avvicinarsi a Marianne cherosvesciaildestinosimboleggiatodall’orologio del padre • Il disgusto e la disperazionedellamadresembranoesserestatitramandati di generazione in generazione

    41. Borg torna al posto delle fragole in una continuazione del sogno. La vera Sara (forse il suo io femminile) gli mette uno specchio davanti • L’esame ritorno della crisi finalità (liberazione dell’energia e senso di colpa) e competenza (industriosità e senso di inferiorità) • La visione della moglie Karin e dell’età adulta di Borg che per studiare ha imparato a lavorare ma non a amare L’ultimoesame

    42. Non sa chiedere perdono • Non c’è niente che riguarda il suo cuore • Non sa quando una donna è viva • Scena della moglie • Karin viene sedotta da un uomo disgustoso • La donna predice quello che il marito gli dirà • Isak ha imparato a studiare, guarire, conservare la vita ma non è stato sensibile ai sentimenti L’ultimo esame

    43. Isak accoglie il racconto di Marianne • Preoccupazione di Marianne e del marito nell’accogliere un nuovo Borg • Evald aveva maledetto “il dannato bisogno di vivere” di Marianne • Rifiuto/ premura • Crisi: Generatività vs stasi Crisiesistenziale di Marianne: crisidell’etàadulta

    44. La confessione di Marianne. Il marito che non vuole il figlio perché lui stesso si era sentito un bambino indesiderato • Isak cerca di aiutare Marianne: si ristabilisce la PREMURA La nuova vita

    45. La celebrazione • Il rituale • L’età adulta • I ritualismi che si impossessano dell’innovazione

    46. Riconciliazione con Agda ( che rifiuta l’intimità per l’amicizia) • Serenata dei giovani • Riconciliazione con Evald e Marianne • Anche il sogno del posto delle fragole evidenzia questa riconciliazione • Borg è arrivato all’inizio alla sua prima infanzia (fiducia del I stadio). • La speranza è la base ontogenetica di ciò che nell’età adulta è la fedeltà ( capacità di perseverare in atti nei quali ci si è impegnati – opposto: rifiuto del ruolo) La sera

    47. B Crisi psicosociali Fiducia di fondo vs. sfiducia di fondo Autonomia vs. dubbio e vergogna Iniziativa vs. senso di colpa Industriosità vs. senso d’inferiorità Identità vs. diffusione dell’identità Intimità vs. isolamento Generatività vs. stagnazione Integrità vs. disperazione C Raggio delle relazioni significative Figura materna Figure parentali Nucleo familiare “Vicinato”, Scuola Gruppi di coetanei e gruppi esterni; Modelli di guida Compagni nell’amicizia, nel sesso, nella competizione Cooperazione nell’attività lavorativa e le responsabilità della famiglia “L’umanità” “La progenie”

    48. stadio 1: fiducia di fondooppostaallasfiducia di fondo; virtùemergente: speranza. • Si fonda sul rapporto che si istaura fra il bambino e la figura genitoriale di riferimento. Il modo positivo in cui esso si sviluppa fa prendere gradualmente consapevolezza al bambino che il mondo esterno non è nemico. M.Benetton 48

    49. stadio 2: autonomiaoppostaallavergogna o dubbio; virtùemergente: volontà. • Il suo compito consiste nel raggiungere l’autocontrollo senza però far venir meno l’autostima. • In questo stadio il compito educativo che spetta prevalentemente ai genitori è quello di sviluppare l’autonomia, dosando in maniera equilibrata il controllo e la protezione con la libera possibilità di scegliere e sperimentare M.Benetton 49

    50. Stadio 3: iniziativaopposta al senso di colpa; virtùemergente: finalità. • Attraverso il gioco il bambino giunge anche a ipotizzare il suo futuro. Si sviluppa così l’iniziativa come senso di intraprendenza, curiosità con cui si scontra però il senso di colpa per aver varcato in maniera indipendente certi limiti concordati. Compito educativo della famiglia incoraggiare l’operosità M.Benetton 50