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CORSO PER DATORI DI LAVORO DI STUDI MEDICI PER LA FUNZIONE DI R.S.P.P. (D.lgs. 81/08) PowerPoint Presentation
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CORSO PER DATORI DI LAVORO DI STUDI MEDICI PER LA FUNZIONE DI R.S.P.P. (D.lgs. 81/08). La protezione dal rischio Chimico - Fisico - Biologico. RISCHI PROFESSIONALI IN AMBITO SANITARIO. RISHI PER LA SICUREZZA (RISCHIO di natura INFORTUNISTICA). Sostanze e preparati pericolosi.

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    Presentation Transcript
    1. CORSO PER DATORI DI LAVORO DI STUDI MEDICI PER LA FUNZIONE DI R.S.P.P. (D.lgs. 81/08)

    2. La protezione dal rischio Chimico - Fisico - Biologico

    3. RISCHI PROFESSIONALI IN AMBITO SANITARIO RISHI PER LA SICUREZZA (RISCHIO di natura INFORTUNISTICA) Sostanze e preparati pericolosi Ambienti di Lavoro Elettrico Incendio Meccanico Apparecchiature ed attrezzature di lavoro Impianti Impiego di materiale infiammabile Scivolamento Attrezzature elettriche Prodotti chimici infiammabili comburenti corrosivi Cadute dall’alto Materiale combustibile Inadeguata fruibilità delle vie di esodo Incendi ed Esplosioni causate da attrezzature elettriche Materiale comburente

    4. RISCHI PROFESSIONALI IN AMBITOSANITARIO RISHI PER LA SALUTE (causa di MALATTIE PROFESSIONALI) Biologico Allergologico Parametri Igienico Ambientali VDT Chimico Fisico Microorganismi Dermatiti da contatto (latex) Gas anestetici Prodotti chimici Tossici Nocivi Formaldeide Glutaraldeide Radiazioni Ionizzanti Aerazione Impianti di climatizzazione Campi Elettromagnetici Asma Illuminazione Rumore e Vibrazioni Microclima Radiazioni ottiche

    5. RISCHI PROFESSIONALI IN AMBITOSANITARIO RISHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE (TRASVERSALI/ORGANIZZATIVI) Movimentazione manuale dei carichi Posture incongrue Stress Ergonomico Patologie del Rachide Sindrome del Burn Out Stazione eretta prolungata Patologie del Polso Organizzazione del Lavoro Patologie della Spalla Lavoro a turni

    6. Decreto Legislativo n. 81/08 (Testo Unico) Titolo  IX  Capo I PROTEZIONE  DA  AGENTI  CHIMICI

    7. RISCHIO CHIMICO Per RISCHIO CHIMICO si intende il possibile effetto negativo per la salute delle persone o per l’ambiente circostante causato da contatto con agenti chimici, sia esso immediato o ripetuto nel tempo

    8. RISCHIO CHIMICO Definizioni VIE DI PENETRAZIONE Via congiuntivale Via polmonare Via orale Via transcutanea

    9. RISCHIO CHIMICO IDENTIFICAZIONE DELLE SOSTANZE CHIMICHE PERICOLOSE Definizioni N. di classificazione CEE (EINECS) N. CAS: Chemical Abstract Service Frasi R (frasi di rischio) indicano i pericoli particolari che sono associati all’agente pericoloso (sostanza) o ai componenti del preparato. Frasi S (frasi di sicurezza o consigli di prudenza) descrivono il modo sicuro di manipolare gli agenti in relazione alle loro caratteristiche di pericolosità. …e dai pittogrammi che ne identificano la categoria di pericolosità

    10. Classificazione R per Ordine Numerico R1 Esplosivi allo stato secco R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti di ignizione R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l’aria R7 Può provocare un incendio R8 Può provocare l’accensione di materiali combustibili R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili R10 Sostanza con punto di infiammabilità compreso fra 21°C e 25° R11 Solidi che infiammano a contatto con una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o consumarsi anche dopo l’allontanamento di tale sorgente R12 Liquidi con punto infiammabilità minore di 0°C e punto di ebollizione minore o uguale di 35°C.

    11. R13 Gas che a temperatura e pressione ambiente si infiammano a contatto con l’aria. R14 Sostanza che reagisce violentemente con l’acqua R15 Sostanza che a contatto con l’acqua libera gas estremamente infiammabili (almeno 1 l/kg/h) R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti R17 Sostanza che spontaneamente si infiamma all’aria R18 Durante l’uso può formare con l’aria miscele esplosive/infiammabili R19 Può formare perossidi esplosivi R20 Nocivo per inalazione R21 Nocivo a contatto con la pelle R22 Nocivo per ingestione R23 Tossico per inalazione R24 Tossico a contatto con la pelle R25 Tossico per ingestione R26 Molto tossico per inalazione R27 Molto tossico a contatto con la pelle

    12. R28 Molto tossico per ingestione R29 A contatto con l’acqua libera gas tossici R30 Sostanza che può divenire facilmente infiammabile durante l’uso R31 A contatto con acidi libera gas tossici R32 A contatto con acidi libera gas molto tossici R33 Pericolo di effetti cumulativi R34 Provoca ustioni R35 Provoca gravi ustioni R36 Irritante per gli occhi (notevoli lesioni entro 72h - persistenza 24h) R37 Irritante per le vie respiratorie R38 Irritante per la pelle (esposizione 4h - durata sintomi 24h) R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi

    13. R40 Possibilità di effetti irreversibili R41 Rischi di gravi lesioni oculari (gravi lesioni entro 72h - persistenza 24h) R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle R44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato R45 Può provocare il cancro R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie R48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata. Nocivo per ingestione, inalazione o per contatto con la pelle. R49 Può provocare il cancro per inalazione R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici R51 Tossico per gli organismi acquatici R52 Nocivo per gli organismi acquatici

    14. R53 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico R54 Tossico per la flora R55 Tossico per la fauna R56 Tossico per gli organismi del terreno R57 Tossico per le api R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente R59 Pericoloso per lo strato di ozono R60 Può ridurre la fertilità R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati R62 Possibile rischio di ridotta fertilità R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno

    15. SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    16. Classificazione S S1 Conservare sotto chiave S2 Conservare fuori della portata dei bambini S3 Conservare in luogo fresco S4 Conservare lontano da locali di abitazione S5 Conservare sotto ... (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante) S6 Conservare sotto ... (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante) S7 Conservare il recipiente ben chiuso S8 Conservare al riparo dall’umidità S9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato S12 Non chiudere ermeticamente il recipiente

    17. S13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande S14 Conservare lontano da ... (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore) S15 Conservare lontano dal calore S16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare S17 Tenere lontano da sostanze combustibili S18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela S20 Non mangiare né bere durante l’impiego S21 Non fumare durante l’impiego S22 Non respirare le polveri S23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol (termine/i appropriato/i da precisare da parte del produttore) S24 Evitare il contatto con la pelle

    18. S25 Evitare il contatto con gli occhi S26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare un medico S27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati S28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente con ... (prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante) S29 Non gettare i residui nelle fognature S30 Non versare acqua sul prodotto S33 Evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche S35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni S36 Usare indumenti protettivi adatti S37 Usare guanti adatti S38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto S39 Proteggersi gli occhi/la faccia

    19. S40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto usare ... (da precisare da parte del produttore) S41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi S42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto (termine/i appropriato/i da precisare da parte del produttore) S43 In caso di incendio usare ... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l’acqua aumenta il rischio precisare "Non usare acqua") S45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l’etichetta) S46 In caso d’ingestione consultare immediatamente il medico e mostragli il contenitore o l’etichetta S47 Conservare a temperatura non superiore a ...ºC (da precisare da parte del fabbricante) S48 Mantenere umido con ... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante) S49 Conservare soltanto nel recipiente originale

    20. S50 Non mescolare con ... (da specificare da parte del fabbricante) S51 Usare soltanto in luogo ben ventilato S52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati S53 Evitare l’esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell’uso S56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzati S57 Usare contenitori adeguati per evitare l’inquinamento ambientale S59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio S60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi S61 Non disperdere nell’ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali/schede informative in materia di sicurezza S62 In caso di ingestione non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l’etichetta

    21. PITTOGRAMMI DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    22. PITTOGRAMMI DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    23. PITTOGRAMMI DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    24. PITTOGRAMMI DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    25. PITTOGRAMMI DELLE SOSTANZE E PREPARATI PERICOLOSI

    26. RISCHIO CHIMICO Definizioni ETICHETTATURA Le confezioni dei prodotti e dei preparati pericolosi devono essere etichettati. Sull’etichetta vanno riportati: • Nome della sostanza o del preparato; • Simbolo e lettera della classe di pericolo delle • sostanze pericolose contenute nella confezione; • Le frasi di rischio (R) e i consigli di prudenza (S); • Nome e indirizzo del produttore; • Quantità della sostanza o del prodotto contenuta nella confezione; Xi

    27. RISCHIO CHIMICO Definizioni SCHEDE DI SICUREZZA Decreto Legislativo n. 65 del 14 marzo 2003 n. 65 Recepita dalla direttiva 1999/45/CE “Direttiva preparati pericolosi” Le confezioni dei prodotti devono essere accompagnate da una Scheda di Sicurezza nella quale sono contenute informazioni più approfondite rispetto all’etichetta. Le Schede di Sicurezza sono composte da 16 voci standardizzate, redatte nella lingua del paese d’impiego.

    28. Le Schede di Sicurezza devono riportare la data di aggiornamento e devono essere periodicamente revisionate per tenere conto delle nuove acquisizioni di conoscenza sui rischi connessi.

    29. NORMATIVA Decreto Legislativo n. 81/08 (Testo Unico) Titolo  IX  Capo I PROTEZIONE  DA  AGENTI  CHIMICI Principale novità è la modifica della definizione di livello d’azione: BASSO PER LA SICUREZZA E IRRILEVANTE PER LA SALUTE MODERATO

    30. RISCHIO FISICO AGENTI FISICI TITOLO VIII D.lgs. 81/08

    31. RUMORE AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO II PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO Art.189 – Valori limite di esposizione e valori di azione ESPOSIZIONE GIORNALIERA AL RUMORE (8 ore) - livello di azione inferiore pari a 80 dB(A) - picco 135 dB(C) - livello di azione superiore pari a 85 dB(A) – picco 137 dB(C) - valore limite di esposizione pari a 87 dB(A) – picco 140 dB(C)

    32. RUMORE AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO II PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO Superamento del valore inferiore di azione pari a 80 dB(A) Il Datore di lavoro fornisce i Dispositivi di Protezione Individuale per l’Udito

    33. RUMORE AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO II PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMORE DURANTE IL LAVORO Superamento del valore superiore di azione pari a 85 dB(A) Il Datore di lavoro esige che i lavoratori utilizzino i Dispositivi di Protezione Individuale per l’Udito Il Datore di lavoro sottopone i lavoratori a Sorveglianza Sanitaria

    34. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV Determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’espoizione a campi elettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz Campi Magnetici Statici (0 – 1 Hz) ELF (1 - 100 kHz) (EXTREMELY LOW FREQUENCY) RF (100 kHz - 3 GHz) microonde (3 GHz - 300 GHz).

    35. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV APPLICAZIONI MEDICHE FONTI DI EMISSIONI Frequenza di emissione compresa tra 0 e 1 Hz (Campi Statici) RISONANZA MAGNETICA

    36. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV APPLICAZIONI MEDICHE FONTI DI EMISSIONI MAGNETOTERAPIA Frequenza di emissione 50Hz (ELF) extremely low frequency

    37. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV APPLICAZIONI MEDICHE FONTI DI EMISSIONI Frequenza di emissione compresa tra 915 e 2450 MHz (Radiofrequenze) RADARTERAPIA

    38. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV AMBIENTI DI LAVORO AMBIENTI DI VITA APPARECCHIATURE ELETTRICHE CAVI DI ALTA TENSIONE CABINE DI TRASFORMAZIONE Frequenza di emissione 50Hz (ELF) extremely low frequency

    39. CAMPI ELETTROMAGNETICI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO IV AMBIENTI DI VITA ANTENNE RADIO TELEFONIA MOBILE RF (100 kHz - 3 GHz)

    40. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V Stabilisce le prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivanti dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.

    41. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V Sterilizzazione Riscaldatori radianti Abbronzatura Fototerapia Polimerzzazione Tutte queste lampade emettono luce di tipo NON COERENTE

    42. RADIAZIONE OTTICA OCCHIO CUTE ULTRAVIOLETTO fotocheratocongiuntivite (UVB-UVC), cataratta fotochimica (UVB) eritema (UVB-UVC), sensibilizzazione (UVA-UVB), fotoinvecchiamento (UVC-UVB-UVA), cancerogenesi (UVB-UVA) RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI VISIBILE fotoretinite (in particolare da luce blu, 380-550 nm) fotodermatosi INFRAROS SO ustioni corneali (IRC-IRB), cataratta termica (IRB-IRA), danno termico retinico (IRA) vasodilatazione, eritema, ustioni AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V EFFETTI SULLA SALUTE F. Losignore

    43. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V IMPIEGHI MEDICI E BIOLOGICI DELLA RADIAZIONE UV Fototerapia delle malattie della pelle Fotochemioterapia della psosiasi SETTORE MEDICO: Fototerapia dell’ittero neonatale Diagnosi delle malattie della pelle Applicazioni odontoiatriche SETTORE BIOLOGICO: Disinfezione dell’aria Disinfezione dei liquidi

    44. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V (all.to XXXVII) LIMITI DI ESPOSIZIONE Radiazioni UV Regione spettrale compresa tra 315 e 400 nm (UV-A) Regione spettrale compresa tra 200 e 315 nm (UV-B e UV-C Regione actinica) (massima sensibilità a 270 nm)

    45. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V PROTEZIONE PERSONALE da Radiazioni UV • Protezione del viso, mani e braccia: • schermo facciale in polivinile • guanti in polivinile • - tessuti a trama fitta con proprietà assorbenti: popeline, flanella; cotone e nylon sono relativamente trasparenti. Protezione degli occhi - occhiali con schermi laterali con trascurabile trasmissione nello spettro UV e adeguata trasmissione del visibile.

    46. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V PERICOLI DERIVANTI da Radiazioni UV Con l’emissioni di radiazioni UV di lunghezza d’onda inferiore a 245 nm si può avere formazione di ozono per interazione con l’ossigeno atmosferico. Per evitare forti concentrazioni è utile installare adeguati sistemi di ventilazione Le lampade ad alta pressione possono esplodere a causa di urti. Bisogna prestare particolare attenzione durante la rimozione di queste sorgenti.

    47. RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI AGENTI FISICI D.lgs. 81/08 TITOLO VIII CAPO V L.A.S.E.R. Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazione Sorgenti monocromatiche ( una sola lunghezza d’onda) Fascio di elevata densità di energia Altamente direzionali e, appunto coerenti La possibilità di focalizzare un fascio di questo tipo anche a grandi distanze impone una certa cautela nell'utilizzo dei laser e, in molti casi, l'obbligo di adeguate misure di protezione per coloro che ne possono venire a contatto. Da qui la necessità di suddividere i laser in 4 classi, che vanno dalla classe 1, in cui non è pericolosa l’osservazione prolungata e diretta del fascio, alla classe 4, in cui è pericolosa anche l’osservazione della luce diffusa da uno schermo.

    48. L.A.S.E.R. Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazione Classificazione delle sorgenti laser. CLASSE 1: Non pericolosi, anche a seguito di osservazione diretta e prolungata del fascio. CLASSE 2: L’osservazione diretta del fascio non è pericolosa per tempi inferiori a 0.25 s, se in tale lasso di tempo intervengono reazioni protettive dell’occhio, come il riflesso palpebrale. CLASSE 3a: L’osservazione diretta del fascio mediante sistemi di amplificazione o focalizzazione ottica (binoculi, oculari etc.) è pericolosa. L’osservazione ad occhio nudo non presenta rischio se l’occhio mette in atto meccanismi di protezione, come la chiusura palpebrale, entro 0.25 s. CLASSE 3b: L’osservazione diretta del fascio ad occhio nudo è comunque pericolosa. Non risulta invece pericolosa l’osservazione della luce diffusa da uno schermo, a patto che il tempo di osservazione sia inferiore a 10 s. CLASSE 4: Per questa classe di dispositivi laser, l’osservazione della radiazione, sia diretta che dopo diffusione da parte di uno schermo, è comunque pericolosa.

    49. L.A.S.E.R. Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation • Impieghi medici • (classi 3b e 4) • Laser chirurgici • Laser fotocoagulatori • Laser fotodinamici • Laser fisioterapici, cosmetici

    50. L.A.S.E.R. Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation RISCHI DIRETTI E CORRELATI Le radiazioni LASER possono causare danni ad occhi e pelle. LASER ad elevata potenza possono esporre anche a rischi elettrici, chimici e di incendio.