esigenze nutrizionali dei microrganismi meccanismi di assunzione dei nutrienti metodi di coltivazione dei microrganism - PowerPoint PPT Presentation

slide1 n.
Download
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
esigenze nutrizionali dei microrganismi meccanismi di assunzione dei nutrienti metodi di coltivazione dei microrganism PowerPoint Presentation
Download Presentation
esigenze nutrizionali dei microrganismi meccanismi di assunzione dei nutrienti metodi di coltivazione dei microrganism

play fullscreen
1 / 66
esigenze nutrizionali dei microrganismi meccanismi di assunzione dei nutrienti metodi di coltivazione dei microrganism
424 Views
Download Presentation
ranee
Download Presentation

esigenze nutrizionali dei microrganismi meccanismi di assunzione dei nutrienti metodi di coltivazione dei microrganism

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript

  1. esigenze nutrizionali dei microrganismi • meccanismi di assunzione dei nutrienti • metodi di coltivazione dei microrganismi in laboratorio Terreni sintetici (definiti): a composizione chimica definita; contengono il minimo indispensabile per consentire la crescita di una particolare specie batterica Terreni complessi: a composizione chimica non definita; contengono estratti di altre cellule (lievito) o di tessuti animali (Brain-Heart Infusion Broth)o di piante (tryptic soy broth) Terreni solidi: terreni liquidi sintetici o complessi + 1-2% di agar AGAR: polisaccaride estratto dalle alghe che gelifica a temperature inferiori ai 40°C. Non tossico, non metabolizzabile dai microrganismi

  2. uso dei terreni solidi Terreni selettivi: terreni arricchiti con particolari composti per favorire la crescita di specifici microrganismi o per sfavorire la crescita di altri Terreni differenziali: terreni che permettono di differenziare alcune specie batteriche da altre mettendo in evidenza particolari caratteristiche metaboliche - secrezione di proteasi: terreno contenente albumina (opaco). alone chiaro intorno alla colonia che degrada l’albumina - attività emolitica: (agar-sangue) isolamento colture pure (striscio su piastra) osservazione morfologia delle colonie (caratteristica di ogni specie) conta batterica (conta vitale)

  3. Figura 4.7 Tecnica della piastra per diffusione. Preparazione di una piastra per diffusione. (1) Deporre con una pipetta una goccia di materiale al centro di una piastra contenente agar. (2) Immergere un’apposita bacchetta di vetro in un beaker contenente etanolo. (3) Flambare per breve tempo la bacchetta bagnata di etanolo e lasciarla raffreddare. (4) Distribuire uniformemente, strisciando, il campione sulla superficie dell’agar mediante la bacchetta sterile. Incubare.

  4. isolamento batteri da colture miste

  5. Figura 4.9 Tecnica della piastra per inclusione. Il campione originale è sottoposto a diluizioni seriali, in modo da ridurre in misura sufficiente il numero delle cellule microbiche presenti. I campioni con la diluizione più alta vengono poimescolati con agar caldo, quindi la miscela viene versata in piastre di petri. Le cellule isolate crescono formando colonie e possono essere usate per costituire colonie pure. Le colonie in superficie sono circolari, quelle al di sotto della superficie in genere hanno forma lenticolare.

  6. crescita batterica

  7. scissione binaria Crescita batterica

  8. gemmazione Crescita batterica

  9. Crescita batterica esponenziale: 1 cellula 2 cell. 4 cell. 8 cell. 16 cell. No = numero di cellule nella popolazione iniziale Nt = numero di cellule al tempo t n = numero di generazioni (numero di divisioni cellulari) Nt = No x 2n

  10. Batteri filamentosi (es. Streptomyces) (crescita apicale)

  11. FASE DI LATENZA • Fase di adattamento alle condizioni di crescita (temperatura, • terreno di coltura) • N° di cellule costante nel tempo • Durata variabile

  12. FASE ESPONENZIALE (o LOGARITMICA) • fase di duplicazione cellulare in cui la velocità di crescita è costante e dipendente dalle condizioni di crescita • N° di cellule aumenta nel tempo e tutte le cellule impiegano lo stesso tempo per duplicarsi (TEMPO DI GENERAZIONE = tempo impiegato da una cellula per duplicarsi)) • tempo di generazione è variabile e dipendente dalla specie batterica e/o condizioni di crescita)

  13. FASE STAZIONARIA • Interruzione della crescita, N° di cellule costante nel tempo (densità della popolazione batterica max 109 per ml) • equlibrio tra divisione cellulare e morte • accumulo di metaboliti tossici, scarsità di nutrienti

  14. FASE DI MORTE • diminuzione del numero di cellule vive nel tempo • andamento in molti casi logaritmico (ogni ora muore una percentuale costante di cellule) • accumulo di metaboliti tossici, scarsità di nutrienti

  15. n = log Nt - log No = log Nt - log No log2 0,301 Crescita batterica: in fase esponenziale ogni microrganismo si duplica a intervalli di tempo costanti, quindi la popolazione raddoppia nell’arco di un certo tempo detto TEMPO DI GENERAZIONE: N° cellule: 1 2 4 8 16 32......... 20 21 22 23 24 25 No = numero di cellule nella popolazione iniziale Nt = numero di cellule al tempo t n = numero di generazioni (numero di divisioni cellulari) Nt = No x 2n (aumento di tipo esponenziale o logaritmico) log Nt = log No + nlog2

  16. k = n / t k = log Nt - log No 0,301 t k = log (2 No) - log No = log2 + log No - log No 0,301 g 0,301 g k = 0,301 + log No - log No = 1 0,301 g g g = 1 k velocità di crescita = N° di generazioni nell’unità di tempo tempo di generazione (g) = tempo occorrente per una duplicazione cellulare Nt = 2 No in una generazione t = g

  17. una popolazione batterica aumenta da 103 a 109 cellule in 10 ore. calcolare la velocità di crescita (k) e il tempo di generazione (g) e graficamente: il tempo di generazione è l’intervallo di tempo necessario per avere una duplicazione cellulare

  18. misura della crescita batterica misura della concentrazione cellulare (conta del numero di cellule) misura della massa cellulare

  19. conta batterica totale

  20. conta batterica vitale

  21. conta batterica vitale

  22. misura della massa cellulare: valutazione delle torbidità Figura 5.8 Torbidità e misurazione della massa microbica. Determinazione della massa microbica tramite misurazione dell’assorbimento della luce. Al crescere della popolazione, e quindi della torbidità, aumenta la dispersione della luce per cui aumentano i valori dell’assorbanza forniti dallo spettrofotometro. L’apparecchio ha due scale: quella inferiore mostra i valori dell’assorbanza; quella superiore, la percentuale di trasmittanza. L’assorbanza aumenta al diminuire della percentuale di trasmittanza. la trasmittanza T diminuisce all’aumentare del numero di cellule Lo spettrofotometro misura la densità ottica (OD= -logT) direttamente proporzionale alla massa cellulare

  23. misura della massa cellulare: misura del peso secco cellule centrifugate per eliminare il sopranatante asciugate in una stufa pesate

  24. coltura continua le cellule sono mantenute costantemente in fase esponenziale

  25. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni

  26. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni microrganismi osmotolleranti: sintesi o assunzione di soluti compatibili (colina, betaina, prolina, ac. glutammico) la presenza di soluti influenza anche la disponibilità di acqua la disponibilità di acqua viene espressa come attività dell'acqua (valore max=1) aw = Psol / Pacqua dove Psol è la pressione di vapore della soluzione e Pacqua è la pressione di vapore dell'acqua pura la presenza di soluti fa diminuire l’attività dell’acqua

  27. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni gli osmotolleranti mantengono una concentrazione elevata di soluti nel citoplasma per trattenere l’acqua (sintesi di soluti compatibili) alofili estremi (Halobacterium) isolato nel mar Nero richiede concentrazioni saline vicine alla saturazione (elevato K+ intracellulare) essiccazione, aggiunta di sale, come metodo per la conservazione degli alimenti

  28. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni acidofili, neutrofili basofili pH citoplasmatico mantenuto neutro

  29. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni influenza la velocità delle reazioni

  30. psicrofili: enzimi efficienti a basse T membrane con acidi grassi insaturi = + fluide a bassa T termofili: enzimi termostabili membrane con acidi grassi saturi = aumenta il punto di fusione archea: legami eterei e monostrato

  31. Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni tollerano basse concentrazioni di O2 muoiono in presenza di O2 non necessitano di O2 ignorano O2 necessitano di O2

  32. O2 + e- O2-* ione superossido O2-* + e- H2O2 perossido di idrogeno aerotolleranti anaerobi aerobi superossido dismutasi 2O2-* + 2H+ O2 + H2O2 - + + catalasi - - + 2 H2O2 2H2O + O2 perossidasi 2 H2O2 + NADH + H+2H2O + NAD+

  33. 2 H2O2 2H2O + O2 produzione di O2 per attività della catalasi acqua ossigenata

  34. Figura 5.17 Il sistema anaerobio GasPak. La busta GasPak libera idrogeno e anidride carbonica. Il catalizzatore al palladio nel coperchio della camera catalizza la formazione di acqua a partire da idrogeno e ossigeno, favorendo la rimozione dell'ossigeno dalla camera sigillata ermeticamente.

  35. specie batteriche barotolleranti e barofile • Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni

  36. raggi X e raggi , causano rottura doppi legami e legami idrogeno, danni al DNA Deinococcus radiodurans endospore batteriche raggi UV • Fattori che influenzano la crescita microbica: • disponibilità di acqua • concentrazione di soluti • pH • temperatura • concentrazione di ossigeno • pressione • radiazioni

  37. crescita batterica in sistemi aperti (in ambiente naturale) batteri non coltivabili (90-99 % dei batteri presenti in un habitat naturale)

  38. Controllo dei microrganismi mediante agenti fisici e chimici Sterilizzazione: eliminazione di tutte le cellule microbiche e di tutti i virus da un determinato habitat Disinfezione: eliminazione dei soli microrganismi patogeni Sanificazione: riduzione della popolazione microbica a livelli considerati sicuri

  39. Figura 6.1 Morte di una popolazione microbica. Il grafico del numero di cellule sopravvissute rispetto ai minuti di esposizione a una temperatura di 121 °C rivela un andamento esponenziale. In questo esempio il valore D121 è di 1 minuto.

  40. maggiore è la dimensione della popolazione e maggiore sarà il tempo necessario all'agente antimicrobico per svolgere la sua azione • Fattori che influenzano l'efficacia di un agente antimicrobico: • dimensioni della popolazione • composizione della popolazione • concentrazione dell'agente antimicrobico • durata dell'esposizione • temperatura • condizioni ambientali locali

  41. Metodi di controllo fisici: • calore • filtrazione • radiazioni

  42. Metodi di controllo fisici: • calore • filtrazione • radiazioni calore secco calore umido MISURA DELL’EFFICACIA DEL TRATTAMENTO: TDP (thermal death point): la più bassa temperatura capace di uccidere una sospensione microbica in 10 minuti TDT (thermal death time): il minor tempo necessario ad uccidere tutti i microrganismi di una sospensione ad una data temperatura ed in condizioni ambientali definite

  43. T = 121°C Figura 6.1 Morte di una popolazione microbica. Il grafico del numero di cellule sopravvissute rispetto ai minuti di esposizione a una temperatura di 121 °C rivela un andamento esponenziale. In questo esempio il valore D121 è di 1 minuto. D121= 1 min Tempo di riduzione decimale (valore D):il tempo necessario per uccidere il 90% dei mirorganismi ad una certa temperatura (o per ridurre il numero dei microrganismi vivi presenti in un campione di 10 volte (di un ordine di grandezza su scala logaritmica) Il valore D varia con la T e si usa per stimare la resistenza di un microrganismo alla temperatura calcolando il valore z

  44. 100 min (a 100,5°C) 10 min ( a 111°C) (121°C D=1 min) Il valore z: è l'aumento di temperatura necessario per ridurre il valore D di 10 volte (di un ordine di grandezza su scala logaritmica) aumentando la Tdiminuisce D (cioè il tempo necessario per uccidere il 90% dei batteri) L’aumento di T necessario per diminuire D di 10 volte rappresenta il valore Z Z=10,5 cioè un aumento di T di 10,5 °C permette di ridurre il tempo di esposizione (D) di 10 volte(ottenendo la morte del 90% dei batteri)