le capsule pierandrea cicconetti l.
Download
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
Le capsule Pierandrea Cicconetti PowerPoint Presentation
Download Presentation
Le capsule Pierandrea Cicconetti

Loading in 2 Seconds...

play fullscreen
1 / 67

Le capsule Pierandrea Cicconetti - PowerPoint PPT Presentation


  • 695 Views
  • Uploaded on

Le capsule Pierandrea Cicconetti. Cenni su cartine e cachets. CAPSULE. Secondo la definizione della F.U.

loader
I am the owner, or an agent authorized to act on behalf of the owner, of the copyrighted work described.
capcha
Download Presentation

PowerPoint Slideshow about 'Le capsule Pierandrea Cicconetti' - ostinmannual


An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript
le capsule pierandrea cicconetti

Le capsulePierandrea Cicconetti

Cenni su cartine e cachets

capsule
CAPSULE

Secondo la definizione della F.U.

“una preparazione solida, costituita da un involucro di consistenza duro o molle, di forma e capacità diverse, contenente una dose di medicamento che, generalmente, viene somministrata in una sola volta. Nella maggioranza dei casi, le capsule sono destinate alla somministrazione orale”

capsule3
CAPSULE

Secondo la F.U.

  • Capsule rigide (o opercolate)
  • Capsule molli
  • Capsule a rilascio modificato
  • Capsule gastroresistenti ottenute anche ricoprendo le capsule rigide con rivestimento resistente al fluido gastrico (capsule enteriche) (aceftalato di cellulosa o Eudragit 100 o 200)
  • cialdini
per le capsule rigide
PER LE CAPSULE RIGIDE

Secondo la FU XII Tabella N. 6 è necessario disporre di:

  • Sistema di aspirazione per polveri (dal basso, dall’alto, cappa, glove-box)
  • Incapsulatrice/i adeguati alla mole di lavoro
  • Corredo di vetreria adeguato; in particolare cilindri graduati, mortaio e pestello
vantaggi
VANTAGGI
  • Facilità di formulazione
  • Biodisponibilità non inferiore ad analoghe preparazioni
  • Possibilità di ottenere accuratezza di dosaggi
  • Possibilità di nascondere odori e sapori sgradevoli
  • Buona accettabilità da parte del paziente
  • Poliedricità di uso: riempimento con polveri, granulati, oli, paste, capsule più piccole, compresse o più di una di queste possibilità, oltre a poter essere un “portamedicina”.
slide6
Le capsule RIGIDE sono le cosiddette capsule opercolate

L’opercolo si compone di due parti di forma cilindrica inseribili una nell’altra ed autobloccanti mediante un sistema a scatto (Snapfit)che ne consente la autosigillatura

La parte inferiore o corpo è il contenitore.

La parte superiore o testa, come un coperchio, funge da chiusura.

forma
Forma

Le capsule sono chiamate autobloccantiper un sistema di prebloccaggio che impedisce ai due opercoli (testa e corpo) di aprirsi durante il trasporto ed il caricamento della macchina. C’è anche, come detto, un sistema di bloccaggio per evitare l’apertura dopo il riempimento

capsule di gelatina dure opercolate sono composte da
Capsule di gelatina dure (opercolate)Sono composte da:

GELATINA ( per idrolisi parziale del collagene )

GLICERINA o SORBITOLO per dare plasticità

TENSIOATTIVI

OPACIZZANTI (biossido di titanio)

CONSERVANTI (ac. Benzoico, esteri p.ossibenzoici, etc.)

COLORANTI E PIGMENTI

capsule di altro materiale per intolleranze o motivi religiosi sono composte da
Capsule di altro materiale per intolleranze o motivi religiosiSono composte da:

Vegicaps® a base di CELLULOSA che contiene il 5% di umidità

Vcaps ® a base di idrossipropilmetilcellulosa (5-7% di umidità)

NPcaps ® della capsugel a base di pullulano ottenuto dalla fermentazione del mais

slide10
Tutti i prodotti utilizzati devono essere di qualità farmaceutica.

I coloranti devono essere quelli permessi in Italia (le liste sono in fase di unificazione a livello internazionale).

Le capsule si preparano immergendo in una adatta soluzione di gelatina dei perni di acciaio sui quali resta adeso un film; si essicca, si espelle, si taglia e si accoppiano i due opercoli.

aspetto delle capsule
Aspetto delle capsule

Si presentano: Incolori trasparenti

Colorate trasparenti

Colorate opache

Il colore può essere utile:

  • perché riduce il rischio di scambi all’atto della somministrazione
  • perché aumenta la compliance del paziente
  • perché spesso al colore si associa una determinata azione terapeutica
difetti delle capsule accertabili visivamente
Difetti delle capsule accertabili visivamente
  • Presenza di piccoli fori; l’involucro non è più a tenuta
  • Apertura non corretta o non apertura
  • Chiusura non corretta, anche dovuta a pareti sottili
  • Macchie umide interne che causano problemi durante il riempimento
  • Difetti estetici
tempo di disaggregazione delle capsule
Tempo di disaggregazione delle capsule

Secondo la FU XII: non oltre 30 minuti

(le compresse non oltre 15 minuti)

Invece, i produttori delle capsule (Parke-Davis e Ely-Lilly) dichiarano in etichetta un tempo di disaggregazione di non oltre 15 minuti

conservazione delle capsule
Conservazione delle capsule

Secondo il produttore, quindi generalmente tra 15 e 25°C

Consiglio personale: nell’imballaggio originale

Il contenuto di umidità (13% - 16%) della capsula dovrebbe rimanere costante

  • Aumento: favorisce la crescita di microorganismi e aumenta le dimensioni.
  • Diminuizione: diventano secche e fragili
slide16

Volume delle capsuleIn ambito veterinario esistono capsule più piccole della misura 5 che è possibile riempire con dei miniimbutiniEsistono anche capsule molto più capienti della misura 000 che arrivano ad avere un contenuto anche di 28 ml

riempimento con polveri
Riempimento con polveri

Il o i principi attivi –salvo rari casi– non possono essere impiegati da soli perché la suddivisione della massa totale di polvere a disposizione in unità posologiche viene eseguita a volume e quindi

a volumi uguali devono corrispondere dosi uguali

Perché questo si verifichi bisognerà elaborare il principio attivo con opportuni eccipienti in modo da raggiungere il volume totale da riempire.

L’aggiunta di eccipienti inerti e compatibili non ha il solo scopo di permettere il riempimento a volume delle capsule, ma deve anche:

  • facilitare il riempimento dell’opercolo che viene eseguito col metodo “ a caduta non forzata”
  • non interferire con l’assorbimento del principio attivo
eccipienti
Eccipienti

Gli eccipienti sono costituiti in prevalenza da:

Diluenti: utilizzati per aumentare il volume della dose unitaria:

Lubrificanti e/o agenti di scorrimento: aumentano la scorrevolezza della polvere, riducono l’adesione della polvere al metallo e prevengono l’accumulo di polvere sulle parti in movimento:

La corretta unione degli eccipienti con

il principio attivo avviene mediante due operazioni:

TRITURAZIONE e MISCELAZIONE

principali categorie di eccipienti diluenti servono ad aumentare peso e volume della dose unitaria
Principali categorie di eccipientiDiluentiservono ad aumentare peso e volume della dose unitaria

La cellulosa, gli amidi, il caolino sono anche disgreganti; si imbibiscono di acqua e l’aumento di volume che ne deriva facilita lo sfaldamento della polvere

slide21

Agenti di scorrimentoriducono la frizione tra le particelle (glidanti) e le parti metalliche della macchina (lubrificanti) ed aumentano le proprietà di flusso

Agenti bagnanti

Conferiscono idrofilia a sostanze idrofobe (tween, Pluronic,

Na-laurilsolfato, Na diottil-solfosuccinato tra 0,5-1%)

slide22
Dando per scontato che ogni preparazione va valutata caso per caso, una miscela di eccipienti correttamente formulata e semplice da realizzare potrebbe essere:
  • Amido di mais pregelatinizzato 96-98,5 %
  • Talco 0,5-1,5 %
  • Magnesio stearato 0,5-1,5 %
  • Silice 0,5-1,5 %.

Qualora il riempimento a volume delle capsule comporti l’aggiunta di minime quantità di eccipienti, si potrà usare solo la silice che anche in piccole dosi è in grado di conferire scorrevolezza alla polvere.

triturazione
TRITURAZIONE

Con una corretta triturazione è possibile assicurare una migliore e più omogenea distribuzione delle dimensioni delle particelle e una diminuizione delle stesse (fattore importante ai fini dell’assorbimento).

L’eventuale setacciatura permette di verificare la corretta triturazione

polveri
Polveri

La polverizzazioneinfluenza positivamente la velocità di dissoluzione, ma non la solubilità

in un certo solvente e quindi:

  • migliora la biodisponibilità di un medicamento
  • può migliorare la scorrevolezza tra polveri

Le fasi della polverizzazione (macinazione) sono fondamentalmente tre:

  • FRANTUMAZIONE o riduzione del materiale in frammenti grossolani (contusione, raschiatura, tranciatura) fino a qualche mm. Si effettua in mortai di bronzo, frantumatori a cono, a cilindri, a lame.
slide25
POLVERIZZAZIONE

con la quale si formano le polveri (decimo di millimetro); si possono usare pestello e mortaio o mulini a cilindro, a coltelli, a martelli, a palle.

Si può anche fare una polverizzazione a umido quando nella polverizzazione a secco si sviluppa troppo calore, oppure quando si devono polverizzare materiali ad alto contenuto di umidità.

slide26
MICRONIZZAZIONE

riduce le particelle di polvere ad un estremo grado di finezza (1 – 10μ)

con molini a palle

in corrente di aria a pressione sfruttando la forza centrifuga

polverizzazione per intermedio (sciogliendo la polvere in un solvente e poi evaporandolo)

grado di finezza delle polveri
Grado di finezza delle polveri

Per classificare il grado di finezza di una polvere si può ricorrere alla setacciatura.

I setacci sono classificati nella F.U. come larghezza delle maglie in μm

cioè millesimo di millimetro; si va dal setaccio a maglie più larghe (8.000 μm cioè 8mm) a quello a maglie più piccole (90 μm cioè 0,090mm).

slide28
Quando il grado di finezza è indicato con due numeri (per es. 750/250)

il n° superiore corrisponde al setaccio che lascia passare non meno del 95% della polvere;

il n° inferiore corrisponde al setaccio che lascia passare non più del 40% di polvere.

Quando è indicato un solo numero corrisponde al setaccio che lascia passare non meno del 97% di polvere.

slide29
750

250

Manualmente si opera - stendendo una quantità nota di polvere sul setaccio al n° più elevato che è posto sul setaccio al n° più basso- scuotendo e poi pesando le quantità setacciate

miscelazione
MISCELAZIONE

E’ il processo di distribuzione omogenea di due o più polveri all’interno di un sistema da esse costituito.

E’ fondamentale, poiché la miscela di polveri deve essere suddivisa in unità posologiche e quindi il principio attivo deve essere distribuito uniformemente per garantire la giusta dose da somministrare.

I miscelatori sono di vari tipi e determinano movimenti convettivi, diffusivi, di taglio e gravitazionali.

Il tempo di miscelazione è funzione del grado di scorrevolezza della polvere.

impaccamento
IMPACCAMENTO

Rappresenta la disposizione nello spazio assunta dalle particelle che compongono una polvere.

Nel caso ipotetico di particelle sferiche l’impaccamento si può presentare:

  • cubico, meno denso
  • Romboedrico, più denso

Sperimentalmente non sono sferiche e quindi

l’arrangiamento è intermedio tra i due casi citati.

slide33
L’impaccamento determina il

VOLUME APPARENTE

della polvere, cioè lo spazio effettivo, misurato in un cilindro graduato, occupato dalla polvere;

Il volume apparente è la somma del volume reale della polvere più l’entità degli spazi vuoti tra le particelle della polvere stessa.

Il volume apparente diminuisce (cioè la polvere occupa minor volume) con scuotimenti e quando sono presenti lubrificanti idonei a limitare la “rugosità” delle particelle

miscelazione di polveri
MISCELAZIONE DI POLVERI

Si può effettuare:

  • manualmente
  • con apparecchiature meccaniche

Quando si deve disperdere nella massa di polvere piccole quantità di sostanze molto attive e si vuole assicurare una distribuzione uniforme, si ricorre al “metodo della diluizione geometrica (o progressiva)”

Questo metodo prevede che la polvere più attiva ed in minore quantità si mescoli ad una pari quantità di un’altra polvere che funziona da “diluente”, poi si aggiunge una seconda quantità, doppia della precedente, e così via.

miscelazione35
MISCELAZIONE

Se si usano miscelatori meccanici è opportuno rispettare le seguenti condizioni:

  • i vari componenti della polvere devono avere dimensioni (e peso) simili, altrimenti quelli più pesanti tenderanno a disporsi sul fondo
  • le condizioni di scorrevolezza della polvere che possono determinare “segregazioni”, come nel caso, ad esempio, di polveri umide
  • il volume della polvere non dovrebbe superare il 50-75% del volume del recipiente di carico
  • il numero di giri (generalmente 1000 al minuto)
slide36

Un accorgimento per verificare la corretta miscelazione, quando si è in presenza di polveri bianche, è quello di aggiungere alla miscela piccole quantità di polveri inerti colorate (carbone, spirulina, carminio) che permettono di verificare se la massa ha una colorazione omogenea.

grado di mescolamento
GRADO DI MESCOLAMENTO

In genere si può dire che il grado di mescolamento è influenzato da alcune variabili legate alle caratteristiche delle sostanze da miscelare, alle apparecchiature impiegate ed alle condizioni operative.

  • Tipo di miscelatore
  • Friabilità: materiali friabili danno luogo a particelle di differenti dimensioni.
  • Umidità: ostacola la miscelazione perché tende a formare agglomerati; può essere di aiuto per diminuire fenomeni di segregazione.
slide38
Scorrevolezza:

può esercitare in senso positivo e negativo la sua influenza con attrito, caricheelettrostatiche che possono verificarsi durante lo scorrimento delle polveri, forze di coesioneintramolecolare tra le varie sostanze e forze diadesione tra le sostanze ed il contenitore.

  • Dimensione, densità e forma delle particelle

Esempi di acqua e olio per densità, pietraie di montagna per dimensione e forma.

incapsulamento liquidi
INCAPSULAMENTO LIQUIDI

Alcuni eccipienti sono in grado di assorbire notevoli quantità di liquidi mantenendo le loro caratteristiche di scorrevolezza permettendo di incapsulare oli essenziali, miscele oleose o liquidi acquosi o idroalcolici.

Tra gli eccipienti dotati di queste caratteristiche, il più noto è sicuramente la silice anidra (Syloid 244, Aerosil) che ha all’incirca le seguenti caratteristiche:

Assorbimento olio: 290 – 300 %

(100 g di silice assorbono 290 – 300 g di olio)

Assorbimento acqua: 850 – 900 %

slide40
Ovviamente la polvere rimane asciutta e scorrevole non quando si verificano queste situazioni limite; in pratica si può dire che quantità in peso di liquido pari a quella della silice danno una polvere ancora sufficientemente scorrevole.

L’aggiunta di un liquido ad una polvere inerte molto voluminosa e soffice determina una consistente contrazione di volume permettendo così di incapsulare notevoli quantità di prodotto (la granulazione è un processo che per certi aspetti sfrutta questo fenomeno)

slide41
Se si tratta di incapsulare soltanto oli o miscele oleose, si può anche procedere immettendo l’olio nella capsula e poi “tamponando” la capsula con della silice.

Si attende qualche ora durante la quale la silice penetra per “descensum” nell’olio e si ripete l’operazione di tamponatura.

Questo procedimento non è applicabile nel caso di soluzioni acquose che scioglierebbero la glicerina; in questo caso è necessario procedere come detto nelle slides precedenti

operativita riempimento
OPERATIVITA’Riempimento

Si effettua a “CADUTA LIBERA NON FORZATA” non utilizzando l’apposito compattatore a puntali che va usato solo eccezionalmente e solo a riempimento completato

Per favorire l’assestamento della polvere nel corpo delle capsule è necessario ricorrere a “scuotimenti” che possono essere realizzati manualmente ovvero con apposite “piastre vibranti” adatte alle incapsulatrici manuali

operativita misurazione a volume
OPERATIVITA’Misurazione a volume

1) Si pone il (o i) principio attivo correttamente pesato in un cilindro graduato

2) Si sceglie il tipo di capsule da impiegare in base al volume di principio attivo (vedi dopo) presente; in tal modo si conosce il valore del volume totale da occupare con la polvere

3) Si aggiunge nel cilindro la miscela di eccipienti sino al volume precedentemente definito, con un numero determinato di scuotimenti

slide44
4) L’intero contenuto si tritura, setaccia e miscela

5) Si riporta l’intero contenuto nel cilindro e, dopo lo stesso numero di scuotimenti, si riporta di nuovo a volume

6) Si miscela nuovamente

7) Si procede al riempimento degli opercoli

Le capsule riempite e ben chiuse si spolverano.

Nel caso di procedimenti CONVALIDATI (ripetuti varie volte) le operazioni 5) e 6) si omettono.

ripetizione della stessa preparazione
RIPETIZIONE DELLA STESSA PREPARAZIONE

In questo caso la misurazione a volume e tutte le operazioni descritte sono superflue. Si può, infatti, procedere a peso:

  • al peso della capsula piena si detrae il peso della capsula vuota, quindi si conosce il peso del contenuto;
  • al peso del contenuto si detrae il peso del principio attivo, quindi si conosce il peso dell’eccipiente;
  • il peso dell’eccipiente si moltiplica per il numero di capsule e si ottiene il peso totale di eccipiente necessario
scelta della misura delle capsule
Scelta della misura delle capsule

Dopo la misura del volume occupato dal principio attivo ( punto 2 ) si sceglie la capsula mediante la consultazione di appositi diagrammi e tabelle.

La tabella è sicuramente più funzionale

E’ sempre consigliabile –ove possibile- scegliere la misura di capsule che consente l’impiego di una idonea quantità di eccipiente per rendere più agevole la preparazione

slide48
Noto il volume occupato dal principio attivo

Noto il numero delle unità da riempire

Si decide la misura della capsula da utilizzare e quindi il volume totale cui deve essere portata la massa di polvere con l’aggiunta dell’eccipiente (diluente, lubrificante, ecc.)

etichetta
Etichetta

L’etichetta deve riportare in modo chiaro, facilmente leggibile ed indelebile:

  • Il nome, indirizzo e numero di telefono della Farmacia
  • Il nome del medico prescrittore e il nome del paziente
  • Il numero progressivo assegnato alla preparazione (desunto dal numero progressivo attribuito alla ricetta)
  • La data di preparazione e la data limite di utilizzazione; per i preparati senza acqua (il 25% del componente che ha il periodo di validità residua più breve e comunque non oltre 6 mesi)
  • La quantità e/o il numero di dosi forma
  • La composizione quali–quantitativa dei principi attivi e degli eccipienti (la dicitura “eccipienti q.b.” scritta dal medico sulla ricetta non è ammessa in etichetta); i componenti incluse le droghe vegetali devono essere indicati con la denominazione comune
etichetta50
…Etichetta
  • Altre eventuali indicazioni previste da leggi e regolamenti:

soggetto al DPR 309/90, tabella II sezione ……

dicitura del doping

indicazione o simbolo di veleno

uso interno, uso esterno, uso veterinario, agitare prima dell’uso, a gocce, ecc…

  • Dettagliate istruzioni ed eventuali precauzioni per il corretto uso e conservazione apponendo per es. le seguenti indicazioni:

Tenere lontano dalla portata dei bambini

Conservare al riparo dalla luce e da fonti di calore

Non disperdere nell’ambiente

  • In mancanza di spazio le indicazioni potranno essere riportate su un’etichetta aggiuntiva applicata sul contenitore o fornite su un foglio allegato al contenitore stesso. Si può far uso di pittogrammi.
etichetta51
…Etichetta
  • Il prezzo praticato scorporato nelle varie componenti (sulla ricetta anche solo in cifra unica):
    • materie prime (se presenti in tariffa, il prezzo è quello riportato su cui non va aggiunta iva; qualora non siano presenti, si raddoppia il prezzo di acquisto senza iva e sulla cifra ottenuta si aggiunge l’iva del 10%) attenzione! Nelle capsule l’eccipiente non si tariffa in quanto onere tecnologico art. 6 TNM)
    • onorario
    • eventuale D.A.(stupefacente, colorante, corrosivo, veleno: non sono tra loro cumulabili)
    • eventuale contenitore (carta, scatola, sacchetto non si tariffano)
etichetta52
…Etichetta
  • Secondo il DM 18.11.03, al fine di garantire la rintracciabilità del preparato, cioè di essere in grado di tracciare la sua storia dalle materie prime impiegate al preparato finito, è necessario:
    • Attribuire un numero progressivo alla ricetta da riportare in etichetta
    • Incollare sulla ricetta (o sulla copia in caso di RR) un secondo esemplare dell’etichetta o una sua fotocopia
    • Attribuire una numerazione alle sostanze presenti in laboratorio da riportare sul certificato di analisi
    • Segnare sui contenitori delle sostanze la data di primo utilizzo e quella di ultimo utilizzo; dopo tale data il contenitore vuoto si conserva per sei mesi
farmacia centrale dott cicognani 15 via del congresso roma tel 06 9845457
Farmacia Centrale dott. Cicognani15, via del Congresso, Roma tel. 06-9845457

n. 135 del 12/5/08 utilizzare entro il 12/12/08

Dott. Mario Rossi Giuseppe Verdi

Codeina fosfato 10 mg s. 2,73

Paracetamolo 200 mg o. 7,80

Eccipienti 100 mg d.a. 1,55

(amido pregelatinizzato 98% - silice 1,5% - magnesio stearato 0,5%) per 1 cartina di tali 30

Tot. 12,08

S. una cartina ogni 6 ore

Soggetta alla disciplina del DPR 309/90 tabella II sezione E

Tenere lontano dalla portata dei bambini

Conservare lontano da fonti di calore ed al riparo dalla luce

Non disperdere nell’ambiente

USO INTERNO

uniformit di massa nbp f u xii
Uniformità di massa - NBP F.U. XII
  • Si esegue sulle capsule piene
  • Si individua a caso un campione significativo di uno stesso lotto pari a circa il 10%
  • Si pesano insieme le unità così prelevate: il peso totale diviso il numero di unità fornisce il peso medio “m”
  • Si calcolano i due valori pari a m +10%
  • Le unità prelevate si pesano singolarmente:

nessuna unità deve avere un peso maggiore di (m + 10%) o minore di (m – 10%)

cartine
Cartine

Nella preparazione delle cartine, dopo avere “diluito”, se necessario (stupefacenti), i principi attivi con l’eccipiente si può operare con due tecniche diverse:

- si pesa l’intera quantità di polvere, si divide il valore ottenuto per il numero di cartine da eseguire e si procede pesando ogni cartina singolarmente

- si pesa l’intera quantità di polvere e il valore ottenuto si divide per il numero di cartine da realizzare; così noto il peso di una singola cartina, si pesa una cartina per avere l’immagine visiva del volume che occupa, quindi si procede “ad occhio”. In questo caso è assolutamente consigliabile eseguire il controllo dell’Uniformità di massa eseguendolo sulle cartine piene

cachets
Cachets

Mentre il contenuto della cartina deve essere somministrato in un liquido o dopo averlo posto in un’ostia di idonea grandezza, il cachet presenta il vantaggio di poter essere somministrato come tale dopo averlo bagnato in poca acqua per ammorbidirlo rendendolo scivoloso e facilmente deglutibile.

Si prepara con la stessa tecnica delle cartine, anche in questo caso dopo avere “diluito” i principi attivi con l’eccipiente.

Come nel caso delle cartine, la diluizione con gli eccipienti ha una duplice funzione:

- aumentando la massa si riduce l’errore percentuale

- è una operazione obbligatoria nel caso di p.a. stupefacenti per evitare il loro facile recupero

slide57
Il presente formulario è destinato alla preparazione di formulazioni didattiche non destinate all’utilizzo.

Per motivi di sicurezza durante il corso alcuni principi attivi potranno essere sostituiti da sostanze inerti.

L’allestimento delle preparazioni riportate nel presente formulario richiede la presentazione di ricetta medica, salvo per le formulazioni presenti nel formulario nazionale.

capsule58
CAPSULE

1a formula

Teobromina 50 mg

Pancreatina e acido deidrocolico 100 ana mg

Triac (acido triiodotiroacetico ) 0,5 mg

Per 1 capsula, di tali 100, posologia: 3 capsule al giorno

Note: dosaggio Triac giusto ? Come si deve procedere tecnicamente con una quantità così piccola rispetto alle altre ?

capsule59
CAPSULE

2a formula

Potassio solfoguaiacolato e sodio benzoato 150 ana mg

Timo olio essenziale 2 gtt

Eccipienti q.b.

Per 1 cps e di tali 100 o 120

Note: come si procede dovendo incapsulare una fase liquida?

capsule60
CAPSULE

3a formula

Dimeticone (fluido) 40 mg

Essenza di lavanda 3 gtt

Eccipiente q.b. per 1 capsula di tali 100

Note: il problema precedente di modesta entità è qui accentuato al massimo in quanto bisogna incapsulare solo liquidi

capsule61
CAPSULE

4a formula

Senna foglie estratto secco Ph Eur. 100 mg

Cascara e.s. FU e rabarbaro e.s. 50 ana mg

Finocchio e.s. 25 mg

Eccipiente q.b. per 1 capsula e di tali 60

Note: la difficoltà consiste nel dover utilizzare solo una parte dell’incapsulatrice

capsule62
CAPSULE

5a formula

Acido p-amino benzoico (Vitamina H1) 500 mg

per 1 capsula e di tali 100

Note: si disponga di capsule misura 00

Preparazione: Il contenuto non entra in una capsula; soluzioni alternative sono: dividere il contenuto in due capsule ovvero fare un granulato (alcol + PVP 10%) mediante il quale si riesce a ridurre il volume di circa il 20%

foglio di lavorazione preparato erboristico
Foglio di lavorazionePreparato erboristico

Data 04.06.08 N. 14

Quantità totale allestita 3000 g

Sostanze Quantità

1 Senna foglie 1800 g

2 Cascara corteccia 100 g

3 Rabarbaro rizoma 100 g

4 Frangola corteccia 700 g

5 Anice v. frutti 100 g

6 Carvi frutti 100 g

7 Malva fiori 100 g

Il preparato è stato ripartito in 30 buste termosaldate da 100 g

Da utilizzare entro sei mesi dalla data di preparazione

Firma del preparatore

ragione sociale completa
Ragione sociale completa

Prep. N. 14 del 04.06.08 – utilizzare entro il 05.12.08

100 grammi di tisana:

senna foglie g 60 – cascara corteccia e rabarbaro rizoma anag 3,3 – frangola corteccia g 23 – anice e carvi frutti anag 3,3 – malva fiori q.b. a g 100

Per coadiuvare le funzioni fisiologiche del transito intestinale: 1 cucchiaio in una tazza d’acqua bollente per 3-5 minuti, colare e bere 2-3 volte al dì

Conservare lontano da fonti di calore e al riparo dalla luce; non disperdere nell’ambiente

L’uso continuativo può provocare assuefazione. Non usare se sono presenti dolori addominali, nausea o vomito. Non somministrare ai bambini ed alle donne in gravidanza

€ 5,00

somministrazione di estratti secchi
Somministrazione di estratti secchi…

vanno somministrati in capsule…

se si è in grado di inghiottire; nel caso di bambini è consigliabile, in relazione all’età, usare capsule piccole (non oltre misura 3):

amido di mais pregelatinizzato 96-98%, Mg stearato 0,5-1%, Talco 0,5-1%, Silice q.b. a 100

Se il paziente non è in grado di deglutire (in presenza di sondino naso-gastrico) o altra patologia o in pazienti pediatrici (utilizzo succhietto dispensa di farmaci) la capsula diventa un semplice contenitore il cui contenuto va sciolto o sospeso in un adatto veicolo.

Questa soluzione è adatta anche per farmaci instabili in acqua

somministrazione di estratti secchi66
Somministrazione di estratti secchi…

La capsula deve allora essere di grande dimensione per contenere una quantità sufficiente di eccipiente per garantire adeguata compliance…

Per p.a. solubile in acqua e per una cps misura “0”

Dolcificanti Na saccarinato 25 mg

Na ciclamato 75 mg

Aromatizzante Aroma polvere 25 mg

Eccipiente a volume Maltodestrina, xilitolo, lattosio, mannitolo, ecc. q.b.

per p a insolubile in acqua necessario realizzare una sospensione
Per p.a. insolubile in acqua è necessario realizzare una sospensione…

Per una cps misura “0”

Dolcificanti Na saccarinato 25 mg

Na ciclamato 75 mg

Aromatizzante Aroma polvere 25 mg

Eccipiente a volume PVP (polivinilpirrolidone) q.b.

Eventuale Acido citrico 30 mg

Effervescenza Na bicarbonato 35 mg

Disperdere la polvere e bere rapidamente per evitare fenomeni di sedimentazione della polvere

Si può anche aggiungere un agente bagnante come sodiolaurilsolfato (0,2 – 1%)