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Presentation Transcript

  1. L’insegnante resiliente Strategie Ericksoniane per trasformare problemi e conflitti Testi originali: Milton H Erickson, Dan Short, Consuelo Casula Sintesi e elaborazione didattica a cura di Andrea Farioli

  2. Resilienza, ovvero … (dal latino resiliens, resilire – rimbalzare; re-salire – saltare indietro) • In fisica è la capacità di un materiale di resistere ad un urto senza spezzarsi • In sociologia e psicologia indica la forza umana di reagire a eventi problematici o traumatici

  3. Resilienza, ovvero … …. La volontà determinata di rimuovere gli ostacoli e di superare difficoltà contingenti per andare avanti con ottimismo consapevole. Per un individuo, essere resiliente significa essere in grado di tornare a vivere dopo aver “subito l'urto” di un evento spiacevole.

  4. UTILIZZAZIONE La storia di Jesus il falegname… Urliamo a turno…. E’ la strategia in cui si accettano così come sono gli schemi comportamentali dell’individuo e che sottolinea il coinvolgimento significativo della persona nel suo processo di auto-aiuto. Il più grande strumento educativo è l’allievo (Quando un insegnate ha questo tipo di atteggiamento, il comportamento dell’altro diventa un punto di forza da utilizzare piuttosto che qualcosa contro cui combattere!

  5. UTILIZZAZIONE Uno dei grandi pregi dell’utilizzazione è che toglie la pressione dall’essere perfetti (sia all’insegnante che allo studente!) L’utilizzazione richiede una grande flessibilità e la volontà di rivisitare i propri pensieri ogni minuto.

  6. Alleniamoci all’UTILIZZAZIONE Alcune domande da farsi dettate da questo tipo di logica: • Quale comportamento posso utilizzate? • Come posso usare questo comportamento che appare disfunzionale e/o distruttivo? • Quale risultato dovrei cercare di ottenere con l’utilizzazione di un dato comportamento? (le risposte a queste importanti domande vengono da una ricerca dell’opportunità)

  7. FRAMMENTAZIONE “Adesso fa un male terribile. E probabilmente continuerà a fare male ancora per un po’” (era il messaggio che Erickson diede a suo figlio Robert quando a 4 anni cadde dalle scale e un dente gli si conficcò nella mascella. In questo caso Erickson frammentò il tempo …. ….. Il presupposto implicito della frase ha dato al figlio la speranza che il dolore non sarebbe durato per molto tempo senza tuttavia minimizzare il problema).

  8. Alleniamoci alla FRAMMENTAZIONE Pensa a un momento della tua vita in cui ti sei sentito sovraccarico dalla circostanze Visualizza un muro di mattoni di fronte a te: ogni mattone rappresenta un qualche aspetto del problema. Prenditi alcuni minuti per dare un nome ai vari pezzi del problema Focalizza l’attenzione sulla parte del problema che sei già preparato a gestire e pensa a ciò che puoi fare che ti consentirebbe di eliminarlo dalla tua strada Focalizza l’attenzione su un problema che hai già sperimentato e superato con successo Pensa a una parte del problema su cui potresti avere dei supporti (pensa ai tanti piccoli modi con cui altri sarebbero ben felici di aiutarti)

  9. PROGRESSIONE “Se sei in grado di smuoverli di un centimetro allora li puoi anche far cadere” (M. Erickson a proposito dell’importanza dello stimolare la partecipazione e la collaborazione del cliente oppositivo) “Ogni viaggio di mille miglia comincia con un primo passo” (affermazione Zen) PS: ogni progresso graduale dà alla persona il tempo di sviluppare la struttura neurologica, biologica e sociale necessaria per sostenere il cambiamento.

  10. Alleniamoci alla PROGRESSIONE Pensa a qualcosa che desideri realizzare ma che pensi di non riuscire… (prendi foglio e carta e in fondo alla pagina completa la seguente frase: “la mia speranza è che un giorno sarò in grado di …”) In cima alla pagina scrivi le principali ragioni per cui questo ti sembra impossibile Quindi completa la seguente frase: “questa scusa per non fare i progressi necessari non è completamente corretta perché… Scrivi la più semplice piccola cosa che ti indirizzerebbe nella direzione di ciò che hai scritto in fondo alla pagina Visualizza te stesso che fai le cose che hai scritto in fondo alla pagina

  11. DISTRAZIONE “spero che a lei non capiti quell’infermiera che infilza l’ago molto lentamente. Avrà sicuramente molto meno dolore se capita con l’infermiera dalla mano veloce” (In questo modo l’attenzione del paziente era distratta dall’infermiera che stava entrando e da come Erickson l’avrebbe accolta. Sembrava rassicurato? Se era così il cliente si sarebbe rilassato e si sarebbe preoccupato del dolore che avrebbe potuto provare se fosse arrivata l’infermiera sbagliata)

  12. RIORIENTAMENTO “Cosa sarebbe successo se lei fosse morta prima di suo marito?” L’anziana donna rispose subito che questo avrebbe causato tremenda sofferenza a suo marito. “Vede, lei ha evitato a suo marito questa tremenda sofferenza, l’ha protetto al prezzo che adesso lei deve sopravvivere e piangerlo” (cambiamento di prospettiva che offre nuovi modi di concettualizzare le situazioni esistenti o le precedenti esperienze di vita: non è questione di dire alle altre persone cosa fare o pensare, è invece una strategia per aiutarli ad aumentare le loro possibilità e a scoprire nuove opzioni)

  13. Alleniamoci al RIORIENTAMENTO Pensa a un problema frustrante o opprimente che ti ha turbato recentemente Considera gli aspetti essenziali del problema Prendi la realtà emozionale centrale e traspostala a un problema equivalente che hai vissuto da bambino Trasforma il tuo problema in una fiaba (crea caratteri immaginari o animali e completa la fiaba con una conclusione significativa)

  14. In sintesi: le 5 strategie chiaveper favorire la resilienza • FRAMMENTAZIONE (quando le cose non vanno bene, è opportuno cambiare qualcosa e “suddividere il problema”) • PROGRESSIONE (Non è possibile “curare” ogni problema al subito e/o al 100% ma possiamo sempre fare qualcosa di buono migliorare) • DISTRAZIONE (Un progresso non intenzionale può essere molto potente) • RIORIENTAMENTO (Maggiore è la complessità del problema della persona e maggiore e la sua capacità di trovare la soluzione più semplice) • UTILIZZAZIONE (Ogni volta che cerchi di provocare un cambiamento in una persona incoraggi l’animosità. Se invece offri opportunità la tua energia non è sprecata)

  15. Metodologie per accrescere la resilienza Uso di casi: i casi, in quanto espressione di esperienze realmente accadute, forniscono delle significative occasioni d’apprendimento. Conoscere storie di “straordinaria resilienza” facilita la riflessione e, di conseguenza, il cambiamento, attraverso l’esempio e la testimonianza di chi è riuscito positivamente a superare le avversità.

  16. Metodologie per accrescere la resilienza Uso della metafora: attraverso l’utilizzo dello storytelling, ad es., l’ascoltatore si immedesima nel racconto, tracciando parallelismi tra vicende narrate ed episodi della propria vita. Attraverso il racconto di storie è possibile dare significato a temi astratti, che sono collegati a esempi tangibili, a situazioni reali e coerenti con le proprie esperienze.

  17. Metodologie per accrescere la resilienza Tecniche autobiografiche: raccontandosi gli individui fanno il punto sulla vita, riappropriandosi delle proprie risorse. Narrarsi è un processo attraverso il quale l’individuo attribuisce significato alle esperienze, stabilendo un ordine e delle relazioni.

  18. Metodologie per accrescere la resilienza Approccio ludico: attraverso l’analisi di ciò che accade mentre si gioca e dei processi che si innescano, gli individui sono accompagnati nell’analizzare ciò che hanno vissuto in aula e a ricondurlo alle proprie realtà