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IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE ( c fr DPR 80/2013) PowerPoint Presentation
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IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE ( c fr DPR 80/2013)

IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE ( c fr DPR 80/2013)

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IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE ( c fr DPR 80/2013)

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  1. IL VALORE FORMATIVO DELLA VALUTAZIONE(cfrDPR 80/2013) USR per l’Abruzzo: 19 marzo 2014 Damiano Previtali

  2. Veniamo da … “ … la frequenza di scuole comuni non implica il raggiungimento di mete culturali minime comuni. Lo stesso criterio di valutazione dell’esito scolastico deve, perciò, fare riferimento al grado di maturazione dell’alunno, sia globalmente sia a livello degli apprendimenti realizzati …”. Relazione Falcucci 1975 Documento di indirizzo della legge 517/1977. “Norme sulla valutazione degli alunni e sull'abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell'ordinamento scolastico”

  3. Andiamo verso … “Occorre dare piena e adeguata funzionalità agli strumenti e alle modalità in uso (voti, scrutini, prove oggettive, verifiche, …) e alle nuove opportunità (rilevazioni Invalsi) per accompagnare in modo trasparente e coerente il percorso di ogni singolo alunno …fissare le tappe e i traguardi da superare…responsabilizzare ogni scuola rispetto ai risultati”. Atto di indirizzo: 8 settembre 2009

  4. “In un tempo molto breve, abbiamo vissuto il passaggio da una società relativamente stabile a una società caratterizzata molteplici cambiamenti e discontinuità. […]Gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più contraddittori. […]” [Incipit: Indicazioni per il curricolo]

  5. Studio Università di Berkeley • Dal 1970 al 2000 (30 a.) abbiamo prodotto una quantità di informazioni equivalente a quelle prodotte da tutta l’umanità da quando è nata la scrittura. • Dal 2001 al 2004 abbiamo prodotto una quantità di informazioni equivalente al periodo che va dal 1970 al 2000. • Dal 2004 al 2006 (3 a.) abbiamo prodotto una quantità di informazioni equivalente a quelle prodotte da tutta l’umanità da quando è nata la scrittura. • Dal 2006 ad oggi?

  6. Dov’è la vita che abbiamo perso vivendo? Dov’è la saggezza che abbiamo perso nella conoscenza? Dov’è la conoscenza che abbiamo perso nell’informazione? Thomas Stearn Eliot, The Rock

  7. In educazione non si raggiungono risultati quando la velocità e la tecnica contano più del tempo necessario e della sostanza • L’apprendimento è un’attività lenta • Spesso in educazione meno significa di più • Ogni persona ha bisogno del proprio tempo • Ogni apprendimento ha il momento giusto • Per valorizzare al meglio il tempo è necessario porsi finalità e priorità La stessa democrazia ha bisogno del tempo necessario per il confronto di opinioni, per il dibattito, per la formazione del consenso … la sua qualità è incompatibile con la fretta.

  8. Ogni persona si trova nella ricorrente necessità di riorganizzare e reinventare i propri saperi, le proprie competenze e persino il proprio stesso lavoro. Le tecniche e le competenze diventano obsolete nel volgere di pochi anni. Per questo l’obiettivo della scuola non può essere soprattutto quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze; piuttosto, è quello di formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare positivamente l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, presenti e futuri. Le trasmissioni standardizzate e normative delle conoscenze, che comunicano contenuti invarianti pensati per individui medi, non sono più adeguate. [Cultura scuola persona. Indicazioni per il curricolo]

  9. La trasformazione: da quantità a qualità ieri oggi opportunitàdiaccesso a scuola (anni di scolarità, titoli di studio) opportunità di successo (qualità dell’insegnamento, livelli di apprendimento)

  10. Il paesaggio educativo è diventato estremamente complesso. ... La scuola è perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e “il saper stare al mondo”. E per potere assolvere al meglio alle sue funzioni istituzionali, la scuola è da tempo chiamata a occuparsi anche di altre delicate dimensioni dell’educazione. L’intesa tra adulti non è più scontata e implica la faticosa costruzione di un’interazione tra le famiglie e la scuola, cui tocca, ciascuno con il proprio ruolo, esplicitare e condividere i comuni intenti educativi. [Cultura scuola persona. Indicazioni per il curricolo]

  11. Situazioni vissute come problematiche: mantenere la disciplina in classe % di risposte abbastanza/molto problematiche. Serie storica indagini 2008-2009-2010 Φ Fondazione Giovanni Agnelli Indagine sui neoassunti

  12. Le difficoltà di gestione della classe dipendono soprattutto da: % di risposte “abbastanza” + “molto” (2010) Φ Fondazione Giovanni Agnelli Indagine sui neoassunti

  13. Situazioni vissute come problematiche: far raggiungere agli studenti livelli soddisfacenti di apprendimento % di risposte abbastanza/molto problematiche. Serie storica indagini 2008-2009-2010 Φ Fondazione Giovanni Agnelli Indagine sui neoassunti

  14. Particolare cura è necessario dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione. La scuola si deve costruire come luogo accogliente, coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti, importanti le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola, al fine di ottenere la partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un progetto educativo condiviso. [Cultura scuola persona. Indicazioni per il curricolo]

  15. I problemi da assumere - La conoscenza è in continuo cambiamento • La conoscenza è ovunque • Gli alunni sono cambiati • Le famiglie, la comunità, il lavoro … sono cambiati • La scuola ….

  16. “È una concezione della valutazione come strumento di sviluppo: in gergo scolastico formativa” P. Romei, L’autonomia delle scuole. RISA, Roma 2001, p.66.

  17. Gli studenti

  18. Una migliore qualità dell’educazione dipende innanzitutto dal miglioramento dei sistemi di reclutamento e di formazione degli insegnanti, oltre che dal loro status sociale e dalle condizioni nelle quali debbono lavorare; essi, infatti, non potranno dare le risposte che ci si aspetta da loro se non possiedono le conoscenze e le competenze, le qualità personali, le possibilità professionali e le motivazioni necessarie. Jaques Delors, Nell’educazione un tesoro. Rapporto all’UNESCO della Commissione Internazionale sull’Educazione per il Ventunesimo Secolo, Roma, Armando, 1997, p. 133.

  19. Idocenti Blocco contratto fino a dicembre 2015 Drastica riduzione del Fondo di Istituto Totale mancanza di prospettive …

  20. Tutto il SNV è finalizzato al miglioramento, ma: • “Per cambiare dobbiamo percepire la necessità del cambiamento(consapevolezza) • Per cambiare dobbiamo condividere il cambiamento (partecipazione) • Per cambiare dobbiamo comprenderne il beneficio (convenienza)” • Paul Watzlawick, Jon H. Wekland, Richard Fisch: Change.Ed. Astrolabio

  21. PASSAGGI PRELIMINARI Autovalutazione VS valutazione esterna Valutazione esterna e autovalutazione Autovalutazione e valutazione esterna

  22. Il cubo di Schrazt controllo top-down sviluppo bottom -up interno esterno

  23. Evoluzione dei modelli INPUT-OUTPUT-OUTCOME

  24. LA NORMA e LA LOGICA DPR 28 marzo 2013 n. 80(G.U. n. 155 del 4 luglio 2013)IL REGOLAMENTO SUL SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE IN MATERIA DIISTRUZIONE E FORMAZIONE

  25. DPR 28 marzo 2013 n. 80 Art. 2 comma 1 Ai fini del miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti Art. 6: Ai fini dell’articolo 2 (miglioramento) il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche si sviluppa, in modo da valorizzare il ruolo delle scuole nel processo di autovalutazione, sulla base dei protocolli di valutazione e delle scadenzetemporali

  26. DPR 28 marzo 2013 n. 80 Art. 2 comma 3 Con la direttiva … il Ministro, con periodicità almeno triennale, individua le priorità strategiche della valutazione del sistema educativo di istruzione, che costituiscono il riferimento per le funzioni di coordinamento svolte dall’Invalsi, nonché i criteri generali per assicurare l’autonomia del contingente ispettivo e per la valorizzazione del ruolo delle scuole nel processo di autovalutazione. La definizione delle modalità tecnico-scientifiche della valutazione rimane in capo all’Invalsi, sulla base degli standard vigenti in ambito europeo e internazionale.

  27. ART. 6 (Procedimento di valutazione) • Ai fini dell’articolo 2 (miglioramento) il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche si sviluppa, in modo da valorizzare il ruolo delle scuole nel processo di autovalutazione, sulla base dei protocolli di valutazione e delle scadenze temporali … nelle seguenti fasi: • a) autovalutazione delle istituzioni scolastiche • b) valutazione esterna • c) azioni di miglioramento • d) rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche

  28. Autovalutazione delle istituzioni scolastiche • analisi e verifica del proprio servizio sulla base dei dati resi disponibili dal sistema informativo del Ministero, delle rilevazioni sugli apprendimenti e delle elaborazioni sul valore aggiunto restituite dall'Invalsi, oltre a ulteriori elementi significativi integrati dalla stessa scuola; • elaborazione di un rapporto di autovalutazione in formato elettronico, secondo un quadro di riferimento predisposto dall’Invalsi, e formulazione di un piano di miglioramento;

  29. LA LOGICA I dati sono numeri discreti, fotografano un fatto o un evento, vengono ricavati dall’osservazione diretta o da misurazioni e non hanno significato per se stessi. I dati iniziano ad essere interessanti quando hanno possibilità di comparazioni e di modelli comuni di riferimento

  30. I dati divengono informazioni quando vengono collocati in un contesto. Le informazioni si originano dai dati attraverso la contestualizzazione , la categorizzazione, l’elaborazione, la correzione e la sintesi, tipica dei processi di autovalutazione.

  31. La conoscenza dei dati e delle informazioni avviene attraverso il confronto, la comunicazioni fra le persone in una organizzazione orientata alla trasformazione e al miglioramento

  32. VALeS: cornice di riferimento/idea di scuola VINCOLI E OPPORTUNITA’ IMPATTI

  33. Rapporto di Autovalutazione: • non perdere di mira lo scopo • - non ridurre la complessità della scuola • ai dati e all’invalsi • non rendere il tutto un ulteriore adempimento sterile

  34. LA STRUTTURA DEL R.A.

  35. Analisi del contesto Domande Aree Ambiente Per quali peculiarità si caratterizza il territorio in cui è collocata la scuola? Capitale sociale Quali risorse e competenze utili per la scuola sono presenti nel territorio? Risorse economiche e materiali Quale la qualità delle strutture e infrastrutture della scuola? Quali le risorse economiche disponibili? Risorse professionali Quali le caratteristiche del personale (es. età, stabilità nella scuola, titoli)?

  36. Analisi dei processi:pratiche educative e didattiche Domande Aree Selezione saperi, scelte curricolari e offerta formativa Il curricolo di scuola risponde ai bisogni formativi degli studenti? Come è strutturata la progettazione didattica? Come sono valutati gli apprendimenti degli studenti? Progettazione didattica e valutazione studenti Sviluppo della relazione educativa e tra pari Come sono le relazioni tra studenti e insegnanti? E quelle tra studenti? Quali percorsi sono progettati per singoli o gruppi di studenti che necessitano di particolare attenzione? Inclusione, integrazione, differenziazione Continuità e orientamento In che modo la scuola garantisce la continuità educativa per gli studenti?

  37. Analisi dei processi: ambiente organizzativo per l’apprendimento Domande Aree Identità strategica e direzione della scuola Per quali peculiarità si caratterizza la scuola? Quale il ruolo del DS e dello staff? Gestione strategica delle risorse Quale coerenza tra le scelte educative e l’allocazione delle risorse economiche? Sviluppo professionale delle risorse umane Quali temi per la formazione del personale e perché? Governo del territorio e rapporti con le famiglie Quali collaborazioni ha la scuola? Per quali finalità? Quali strumenti per il monitoraggio e la valutazione interna? Attività di autovalutazione

  38. La scala di valutazione

  39. Analisi degli esiti Domande Aree Successo scolastico La scuola riesce ad assicurare il successo scolastico dei suoi studenti? Competenze acquisite Quali competenze acquisiscono gli allievi nella loro carriera scolastica? Equità degli esiti Le disparità di rendimento tra alunni crescono o diminuiscono nel tempo? Sono concentrate in alcune classi / indirizzi? Risultati a distanza Qual è la riuscita degli studenti una volta usciti dalla scuola?

  40. OBIETTIVI

  41. Gli strumenti

  42. In prospettiva

  43. “Proponi uno scopo, ma che sia grande” (Don Milani)