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Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni model PowerPoint Presentation
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Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni model

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Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni model - PowerPoint PPT Presentation


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E quale è quei che cade, e non sa como , Per forza di demon ch’a terra il tira E d’altra oppilazion che lega l’ omo , quando si leva, che intorno si mira tutto smarrito dalla grand’angoscia Ch’egli ha sofferta, e guardando sospira. “La Divina Commedia” Inferno,Canto XXIV,112-117 .

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Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici: interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni model


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Presentation Transcript
slide1
E quale è quei che cade, e non sa como,

Per forza di demon ch’a terra il tira

E d’altra oppilazion che lega l’omo,

quando si leva, che intorno si mira

tutto smarrito dalla grand’angoscia

Ch’egli ha sofferta, e guardando sospira.

“La Divina Commedia”

Inferno,Canto XXIV,112-117

Alimenti, Epilessia e Farmaci Antiepilettici:interazioni, controindicazioni e indicazioni terapeutiche di alcuni modelli nutrizionali
epilessia definizione
Epilessia: definizione
  • La parola epilessia deriva dal greco Epilambanein

che significa attacco, essere colti di sorpresa

sindrome epilettica
“Sindrome epilettica”

1.Complesso di segni e sintomi

2.Ricorrenza di crisi convulsive.

Crisi convulsive:UNA delle manifestazioni delle sindromi epilettiche.

le crisi epilettiche si possono classificare in
Le crisi epilettiche si possono classificare in:

Generalizzate

Parziali o focali

Coinvolgimento primitivo di una parte ben localizzata della corteccia cerebrale, chiamato focolaio

Coinvolta l’intera corteccia cerebrale

sindromi epilettiche classificazione clinica
Sindromi Epilettiche:classificazione clinica
  • Tonico cloniche
  • Miocloniche
  • Con assenze

Epilessie generalizzate

  • Epilessie lobo frontale
  • Epilessie lobo occipitale …

Epilessie parziali

sindromi epilettiche
Sindromi Epilettiche :

Possono essere:

Idiopatiche

Criptogenetiche

Secondarie o sintomatiche

sindromi epilettiche secondarie
Sindromi epilettiche secondarie

Alterazione dell’insorgenza

e della

conduzione

dell’impulso nervoso.

Conseguenza di patologie o lesione cerebrale.

crisi generalizzate

.

Crisi generalizzate

Crisi convulsive

Rappresentate dalle crisi di assenza.

Interruzione stato di coscienza .

“Piccolo Male”

Crisi non convulsive

Coinvolgimento muscolatura

Caratteristiche predominanti

di tipo tonico, clonico,

tonico-clonico o

“Grande male”

encefalopatie epilettiche
Encefalopatie epilettiche

Le crisi epilettiche

contribuiscono di per sé al progressivo

deterioramento delle funzioni cerebrali

( per esempio Sindrome di West

o sindrome degli

spasmi infantili)

sindrome degli spasmi infantili
Sindrome degli spasmi infantili
  • Ritardo psicomotorio;
  • Presenza di spasmi;
  • Alterazione ipsaritmica del quadro EEGrafico.
sindrome degli spasmi infantili trattamento
Sindrome degli spasmi infantili: trattamento

ACTH e farmaci anticonvulsivanti

DIETA CHETOGENA

MINORI EFFETTI COLLATERALI;

Costo inferiore

PRIMA LINEA TERAPEUTICA

AL

JOHN HOPKINS HOSPITAL

  • Maggiori effetti collaterali ( anche gravi)
  • Costo importante
crisi focali o parziali
Crisi focali o parziali

Caratterizzate dall’iperfunzione del lobo

Interessato;

Lobo frontale

Lobo temporale sinistro

Lobo temporale destro

Lobo parietale

Lobo occipitale

  • Masticazione
  • Mimica facciale
  • Movimenti mani, braccia, torso gambe e piedi.
  • Vista
  • Tatto
  • Posizione del corpo
  • Linguaggio
  • Lettura ;
  • Identificazione colori ;
  • Riconoscimento parole;
  • Udito;
  • Visione;
  • Riconoscimento parole
  • Udito;
  • Organizzazione;
  • Comprensione;
  • Memoria a lungo termine;
stato di male epilettico
Stato di male epilettico

“Situazione clinica nella quale una crisi epilettica (generalizzata o focale, motoria o no) si prolunga per più di 20 minuti o nella quale le crisi si ripetono a brevissimi intervalli tali da rappresentare una condizione epilettica continua.”

EMERGENZA NEUROLOGICA !

epilessia terapia
Epilessia: Terapia

Terapia

Farmacologica

Terapia Chirurgica

Terapia Dietetica

epilessie terapia
Epilessie: Terapia

Terapia Farmacologica

Farmaci antiepilettici convenzionali

  • Farmaci antiepilettici di nuova generazione

* VALPROATO

*LEVETIRACETAM

terapia farmacologica
Terapia Farmacologica

Prima strada terapeutica

MONOTERAPIA O POLITERAPIA

farmaci antiepilettici effetti collaterali
Farmaci Antiepilettici: Effetti collaterali
  • Cefalea
  • Sonnolenza
  • Perdita dell’appetito
  • Problemi di tipo cutaneo: (Rush)
  • Disturbi dell’equilibrio
farmaci antiepilettici effetti collaterali1
Farmaci Antiepilettici: Effetti Collaterali
  • Rischio di ideazione suicidaria;
  • Il Valproato associato ad una più alta incidenza di malformazioni e morte fetale;
farmaci antiepilettici effetti collaterali sull osso
Farmaci Antiepilettici: Effetti Collaterali sull’osso
  • Riduzione dell’assorbimento intestinale del calcio;
  • Aumentato catabolismo epatico di metaboliti della vitamina D;
  • Accelerazione catabolismo degli ormoni sessuali steroidei;
nutrienti come causa di crisi epilettiche
Nutrienti come causa di crisi epilettiche
  • Noci di gingko ;
  • Semi di papavero ;
  • Integratori alimentari ;
  • L’intossicazione da acqua ;
interazione farmaci anti epilettici alimenti
Interazione farmaci anti epilettici- alimenti
  • Interazione chimica, o chimico-fisica;
  • Interazione farmacocinetica;
  • Interazione farmacodinamica;
interazioni chimiche
Interazioni chimiche

Prodotti catabolici del farmaco

si miscelano

ai prodotti della digestione.

interazioni chimiche1
Interazioni chimiche
  • Acidità dell’ambiente gastrico
  • Acidi biliari che formano micelle con sostanze lipofile
  • Trasformazione da parte delle secrezioni epatiche, pancreatiche, intestinali
  • Microflora intestinale
interazioni chimiche conseguenze
Interazioni chimiche: conseguenze:

Interazioni chimiche o chimico fisiche nel transito gastrointestinale possono :

  • Rallentare o diminuire la velocità di passaggio in soluzione del farmaco / nutrienti ;
  • Diminuire o aumentare la quantità di farmaco / nutrienti che passano in soluzione;
  • Aumentare o diminuire il tempo di permanenza del farmaco nel lume intestinale;
  • Modificare il tratto di mucosa che viene a contatto con il farmaco.
interazioni chimiche2
Interazioni chimiche
  • Valproato + pasto standard:
  • Rallentamento dell’assorbimento del farmaco
  • Stabilizzazione della concentrazione allo Steady-State
  • Abolizione dell’iperammonemia indotta dal farmaco da parte degli acidi grassi a catena media
  • Aumenta la frazione libera del farmaco
interazioni farmaco cinetiche
Interazioni farmaco-cinetiche

Interazioni nella

fase di distribuzione

e escrezione

Interazione in fase di assorbimento

Interazioni in fase di metabolismo

interazioni farmaco cinetiche1
Interazioni farmaco cinetiche
  • Interazione nella fase di assorbimento:

Interessa i sistemi di pompe attivi sulla membrana citoplasmatica nel trasferimento selettivo delle sostanze all’interno e all’esterno della cellula.

La presenza di polimorfismi genetici e la varietà di sostanze che il paziente può assumere condiziona la biodisponibilità e la risposta al farmaco.

interazioni farmaco cinetiche2
Interazioni farmaco cinetiche
  • Interazione nella fase di metabolismo:

È condizionata dagli enzimi che metabolizzano sia i farmaci che i nutrienti e che possono avere diverse espressioni geniche, a loro volta, modulate, indotte o represse, dal substrato o da sostanze eterologhe:

interazioni farmaco cinetiche3
Interazioni farmaco cinetiche
  • Succo di Pompelmo contiene sostanze in grado di inibire l’attività enzimatica del CYP3A4, principale via metabolica di oltre 1/3 dei farmaci, a livello della mucosa digerente.(Benedetti 2000)
  • Conseguente aumento della biodisponibilità del farmaco (Carbamazepina)
interazioni farmaco cinetiche4
Interazioni farmaco cinetiche
  • Interazioni nella fase di distribuzione ed escrezione affidati a meccanismi di pompa funzionalmente simili a quella che operano nella fase di assorbimento.
interazioni farmaco dinamiche
Interazioni farmaco dinamiche
  • Possono avvenire per competizione ad un singolo recettore
  • Per coinvolgimento di uno o più recettori differenti
  • Interazione sulla regolazione della sensibilità dei recettori
interazioni farmacodinamiche
Interazionifarmacodinamiche
  • Bevande alcoliche: potenziano l’azione depressiva che molti farmaci hanno sul Sistema Nervoso Centrale ( sinergismo)
  • Interazione alcool-farmaci:

inibizione enzimatica ad alte dosi

induzione enzimatica da consumo cronico

( interazione fenobarbital e derivati analoghi).

interazioni farmacodinamiche1
Interazionifarmacodinamiche
  • Caffeina- xantina metilate
  • Effetto stimolante sul SNC.
  • A basso dosaggio, contrastano gli effetti clinici indotti da sostanze ad azione depressiva del SNC ( Benzodiazepine).
  • Dieta chetogena: composizione degli alimenti e modificazioni metaboliche correlate influenzano le attività cerebrali in alcune forme di epilessia
interazioni pi note
Interazioni più note
  • Carbamazepina + pasto
  • Carbamazepina + pompelmo
  • Clonazepam + caffeina
  • Fenitoina + pasto
  • Fenitoina + acido folico
  • Fenitoina + pepe nero
  • Fenobarbital + bevande alcoliche
  • Levetiracetam + pasto
  • Tiagabina + pasto
  • Valproato + pasto
  • Valproato + L-carnitina
  • Valproato + bevande alcoliche
  • Zonisamide + pasto
  • Zonisamide + pompelmo
epilessia farmaco resistente
Epilessia farmaco resistente

Il 20-30% dei pazienti non traggono alcun beneficio dalla terapia farmacologica o non sopportano gli effetti collaterali che questi provocano.

epilessia farmaco resistente1
Epilessia farmaco resistente
  • DIAGNOSI D’ EPILESSIA;
  • FARMACI APPROPRIATI NELLE GIUSTE DOSI, MA INEFFICACI;
  • ESCLUSIONE DI ALTRI DISORDINI.
terapia chirurgica
Terapia chirurgica
  • Epilessia parziale;
  • Valida collaborazione del paziente.
terapia dietetica
Terapia dietetica :
  • è fondamentale nel trattamento delle epilessie collegate a malattie metaboliche congenite. Un particolare aspetto della terapia nutrizionale è la Dieta Chetogena, molto utilizzata nelle epilessie intrattabili nei Paesi extraeuropei.
dieta chetogena
Dieta chetogena
  • Bassissimo apporto di carboidrati
  • Normale contenuto di proteine
  • Alto contenuto di lipidi (85-90%)
  • Attento monitoraggio
  • Supplementazioni di nutrienti mancanti.
corpi chetonici
Corpi chetonici

Acetil – CoA + Acido Ossalacetico

Acido citrico

Ciclo di krebs

corpi chetonici1
Corpi chetonici

β-ossidazione

Acetil- Co A

  • Ossalacetato si riduce per scarso apporto di glucidi;
  • Acetil – CoA in eccesso

Acidi grassi

corpi chetonici2
Corpi chetonici

AcetilCo-A

Aceto acetato

Acetone

Beta – 3 idrossibutirrato

Durante il Digiuno, vengono utilizzati dall’encefalo come

Fonte energetica, soprattutto nei bambini.

dieta chetogena la storia
Dieta chetogena: la storia
  • Il Digiuno
  • Tra il 1920 e il 1930 è stata ampiamente utilizzata.
  • Con l’avvento dei farmaci antiepilettici, una nuova era terapeutica era cominciata, e la dieta chetogena fu a poco a poco abbandonata.
dieta chetogena la storia1
Dieta chetogena: la storia

Questa situazione cambiò radicalmente

quando la Dieta Chetogena ricevette

attenzione da

un canale a

carattere mondiale

come la NBC.

la storia di charlie
La storia di Charlie

Bambino di 2 anni con una storia di Epilessia Generalizzata

Farmaco Resistente

slide46

Le crisi epilettiche del bambino sono documentate. Si passa da situazioni di gioco, all’attacco epilettico.

slide47

La dietoterapia è indirizzata soprattutto ai bambini e agli adolescenti, sia per la migliore applicabilità della dieta, sia per una migliore capacità, da parte del bambino, ad utilizzare i corpi chetonici quali fonti di energia.

dieta chetogena protocollo dietetico
Dieta Chetogena:Protocollo dietetico
  • L’ospedalizzazione è necessaria per la prima settimana o due;
  • Il peso del paziente e gli esami delle urine devono essere presi giornalmente;
dieta chetogena protocollo dietetico1
Dieta Chetogena:Protocollo dietetico
  • All’inizio a digiuno si instaura la situazione di chetosi
  • I carboidrati sono introdotti con l’assunzione di piccole quantità di frutta e verdura
  • Un alimento ricco in proteine
  • Una fonte di grassi come burro, mascarpone, o olio vegetale
dieta chetogena protocollo dietetico2
Dieta Chetogena:Protocollo dietetico
  • Le calorie sono determinate individualmente, per ogni bambino, in base all’ età e al livello dell’attività fisica del bambino stesso.

ANNI CALORIE

(Per kg di peso corporeo)

Dai 2 ai 3 Da 100 a 80

Dai 3 ai 5 Da 80 a 60

Dai 5 ai 10 Da 79 a 55

dieta chetogena protocollo dietetico3
Dieta Chetogena:Protocollo dietetico
  • Il programma dietetico si basa su una serie di liste alimentari suddivise per categoria
dieta chetogena protocollo dietetico4
Dieta Chetogena:Protocollo dietetico

Rapporto 4:1

  • 1 grammo di grasso = 9 C x 3 = 27 Calorie
  • 1 grammo di Proteine + Carboidrati

4 C x 1 = 4 Calorie

31 Calorie

dieta chetogena schema dietetico
Dieta Chetogena:Schema dietetico

17 Kg x 70 Calorie per Kg = 1, 190 o 1200 Kcal

  • Dividere le unità di calorie per il totale
              • 1200/40 = 30 unità
  • Grassi: moltiplicare il numero delle unità per 4

30 x 4 = 120 grammi

dieta chetogena schema dietetico1
Dieta Chetogena: Schema dietetico
  • P+C : moltiplicare il numero delle unità per
              • 30 x 1 = 30 grammi
  • Proteine : 1 g/ kg di peso
              • 17 x 1 = 17 grammi
  • Carboidrati : sottrarre il numero di g delle proteine dal totale delle unità della somma

P + C

              • 30 - 17 = 13 grammi
dieta chetogena schema dietetico2
Dieta Chetogena:Schema dietetico

Quindi la prescrizione dietetica sarà così

impostata:

  • Grassi : 120 grammi o 40 g a pasto
  • Proteine : 17 grammi o 5,66 g a pasto
  • Carboidrati : 13 grammi o 4,45 g a pasto
l efficacia della dieta chetogena i risultati ottenuti
L’efficacia della Dieta Chetogena: i risultati ottenuti
  • Novembre 1998 al John Hopkins MedicalInstitutions
  • 150 bambini affetti da epilessia farmacoresistente
  • Un anno dopo l’inizio della dieta:
            • 83 degli iniziali bambini rimasero in dieta
            • 11 erano guariti
            • 30 bambini avevano avuto una riduzione degli spasmi superiore al 90%
            • 34 bambini avevano avuto una riduzione dal 50% al 90% degli attacchi
l efficacia della dieta chetogena i risultati ottenuti1
L’efficacia della Dieta Chetogena: i risultati ottenuti

Un anno dopo l’inizio della dieta:

75 BAMBINI (50%) AVEVANO OTTENUTO UN MIGLIORAMENTO DEL CONTROLLO DEGLI SPASMI >50%

ketocal
Ketocal

Formula in polvere basata

sul classico rapporto 4:1

tra grassi e

proteine + carboidrati.

shs ketocal
SHS Ketocal

Utilizzato al 13%

come alimento nel lattante e

nel bambino molto piccolo,

con integrazione di

piccole quantità di latte umano,

shs ketocal1
SHS KETOCAL

Nell’adulto integra la dieta chetogena per ottimizzare il rapporto fra lipidi e glucidi + protidi (4:1)

dieta chetogena con olio mct
Dieta chetogena con olio MCT

Gli acidi grassi a catena media vengono digeriti e utilizzati dall’organismo in modo simile ai carboidrati, ma apportano energia più che doppia.

dieta chetogena con olio mct1
Dieta chetogena con olio MCT
  • Alimentare quei pazienti che accusano gravi disturbi digestivi.
  • Assunzione di MCT1 frazionata almeno in tre quote giornaliere.
effetti collaterali della dieta chetogena
Effetti collaterali della dieta chetogena
  • Complicanze a breve termine:

Nausea e vomito al raggiungimento del grado di chetosi previsto.

Fame , sonnolenza, stipsi, ipoglicemia.

dieta chetogena effetti collaterali
Dieta Chetogena: effetti collaterali

2. Complicanze a lungo termine

Nefrolitiasi, irritabilità, carenza di vitamina D , anemia ferropriva

dieta chetogena1
Dieta Chetogena

Terapia di prima scelta per:

  • Deficit della proteina di trasporto

GLUT 1

  • Sindrome da deficit del complesso enzimatico piruvato deidrogenasi
sindrome da deficit del complesso piruvato deidrogenasi
Sindrome da Deficit del complesso piruvato deidrogenasi

Malattia del metabolismo dei carboidrati con degenerazione neurologica variabile durante l’infanzia dovuta ad alterazione del ciclo di Krebs dell’acido citrico, responsabile del deficit energetico muscolare e cerebrale per deficit di Acetil-CoA.

sindrome da deficit della proteina trasportante il glucosio
Sindrome da deficit della proteina trasportante il glucosio

Il GLUT 1 è il maggior trasportatore di glucosio presente sulle cellule endoteliali vascolari della barriera emato-encefalica ed è responsabile dell’ingresso del glucosio nel tessuto cerebrale.

deficit di glut 1
Deficit di GLUT 1
  • 75/100% Attività funzionale residua del GLUT 1
              • Minimal Phenotype
  • 50-75% di attività residua del GLUT 1
              • Mildphenotype
  • 50% della funzione residua del GLUT 1
              • Moderate phenotype
  • 25-50% della funzione residua del GLUT1
              • Severe phenotype
  • 0-25% della funzione residua del GLUT 1
              • Embryoniclethal
              • Assente
caso clinico
Caso clinico
  • G.R.G. ( 4 mesi )
  • Normale perinatalità
  • Grave ritardo dell’acquisizione delle prime tappe dello sviluppo neuromotorio
  • Encefalopatia epilettica con crisi pluriquotidiane febbrili e afebbrili resistenti alla terapia farmacologica.
slide73

EEG scariche parossistiche

ad esordio

multifocale

caso clinico1
Caso clinico
  • Deterioramento neuromotorio progressivo
  • Decelerazione della crescita della circonferenza cranica fino a valori inferiori al 3° percentile
caso clinico2
Caso clinico
  • RMN encefalo: segni di modesta

atrofia

  • Glicorrachia 26 mg/dl

con glicemia di 108 mg/dl

(glucosio ematico/ glucosio liquor =0,24)

  • Diagnosi clinica di deficit di GLUT-1
  • DNA : in corso la ricerca delle mutazioni
caso clinico3
Caso clinico
  • Dieta Chetogena con

rapporto 3,5(G): 1 (P+C)

  • Controllo delle crisi epilettiche
  • Successivamente ripresa della evoluzione motoria
  • Successivamente sospensione della terapia farmacologica
caso clinico4
Caso Clinico
  • Attendiamo conferma diagnostica da parte dell’esame molecolare
  • Auspichiamo un più ampio impiego di questo trattamento nutrizionale per le epilessie farmaco resistenti anche in Europa