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Psicologia del funzionamento individuale, della disabilità e della salute

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Psicologia del funzionamento individuale, della disabilità e della salute. 2. La valutazione del funzionamento individuale. Cap. 1 Funzionamento e disabilità. Le origini del modello biopsicosociale.

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psicologia del funzionamento individuale della disabilit e della salute

Psicologia del funzionamento individuale, della disabilità e della salute

2. La valutazione del funzionamento individuale

slide3

Cap. 1

Funzionamentoe disabilità

le origini del modello biopsicosociale
Le origini del modello biopsicosociale
  • George Engel nel 1977[1], psichiatra, propone di integrare all’interno del modello medico le variabili dominanti sociali e psicologiche:
    • «Il modello dominante di malattia, oggi, è quello biomedico, che non lascia all’interno della sua cornice alcuno spazio per le dimensioni sociali, psicologiche e comportamentali della malattia.
    • È qui proposto un modello biopsicosocialeche fornisce un piano per la ricerca, una cornice per l’insegnamento e un progetto per l’azione nel mondo reale dell’assistenza sanitaria»(p. 130).
la teoria dei sistemi e il modello biopsicosociale
La teoria dei sistemi e il modello biopsicosociale
  • Engel ha fornito il principale contributo teorico alla costruzione del modello biopsicosociale fondato sulla teoria generale dei sistemi di von Bertalanffy (1950)[1].
    • I principi unificanti nel contesto scientifico non sono una riduzione di, ma l’organizzazione che spiega un fenomeno scientifico.
      • Non è sufficiente dividere un fenomeno scientifico in più semplici unità di analisi e di studiare queste unità una ad una, ma è necessario indagare le interrelazioni tra queste unità.
    • Anche l’essere umano viene visto come un sistema ecologicamente immerso in sistemi multipli.
      • Nel modello biopsicosociale la definizione dello stato di salute o di malattia è, pertanto, l’esito dell’interazione tra processi che agiscono a macro-livello come, ad esempio, l’esistenza di un sostegno sociale o di depressione, e processi che operano a micro-livello, come gli squilibri biologici o biochimici.
funzionamento e disabilit da una prospettiva biopsicosociale
Funzionamento e disabilità da una prospettiva biopsicosociale
  • Da una prospettiva sistemica e biopsicosociale, è impossibile isolare la disabilità dal funzionamento di un individuoe viceversa o, piuttosto, ipotizzare l’uno senza l’altra.
  • La disabilità implica il funzionamentoe viceversa.
funzionamento e universalit
Funzionamento e universalità
  • Secondo Zola[1], contiguo al modello biopsicosociale, non c’è una dicotomia tra abilità e disabilità, ma piuttosto un continuum nel quale la completa abilità o la completa disabilità rappresentano nient’altro che casi limite solo teoricamente possibili.
    • Gli unici confinida tracciare su questo continuum dovrebbero avere finalità politiche ed economichee produrre distinzioni funzionali alla redistribuzione delle risorse all’interno della società.
disabilit nella convenzione del 2006
Disabilità nella Convenzione del 2006
  • In accordo con il modello biopsicosociale e con l’ICF, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità adottata il 13 dicembre 2006 dalla risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosce che:
    • «La disabilità è un concetto in evoluzione ed è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere attitudinali e ambientali che ostacolano la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di parità con gli altri»[1]
slide9

Cap. 2

La misura del funzionamento e della disabilità

the best measure
The best measure
  • Nel 2001 fu organizzato il1°Seminario Internazionale delle Nazioni Unite sulla Misurazione della Disabilità .
    • Scelsero l’ICF come il modello concettuale di base
    • Migliorò i principi e le forme standard per gli indicatori globali di disabilità da utilizzare nei censimenti e agevolò la costruzione di una rete di istituzioni ed esperti.
la misura dipende dallo scopo della misurazione
La misura dipende dallo scopo della misurazione
  • In un modello complesso di disabilità
    • «ciascun dominio rappresenta un’area differente di misurazione e ciascuna categoria o elemento di classificazione all’interno di ciascun dominio rappresenta un’area differente di operazionalizzazione del più ampio concetto del dominio.
    • Per generare una misura significativa di una prevalenza generale è necessario determinare quale componente rifletta meglio l’informazione necessaria a indirizzare lo scopo della raccolta dei dati»(Mont 2007, p. 4).
il paradosso definizionale 1 2
Il paradosso definizionale1/2
  • Madans& Altman (2006) Purposes of Disability Statistics
    • Il paradosso definizionale sulla definizione di disabilità è dovuto
      • alla natura operativa del concetto di disabilità secondo il quale ogni definizione teorica implica aporia,
      • mentre ogni significato operativo è determinato dallo scopo della ricerca.
il paradosso definizionale 2 2
Il paradosso definizionale 2/2
  • Altman & Gulley (2009). Convergence and divergence
    • «Noi siamo preoccupati dalle similarità e dalle differenze nelle popolazioni identificate come disabili quando la concettualizzazione di disabilità, le domande che ne risultano e i metodi utilizzati per codificare e analizzare i dati differiscono da un insieme di domande all’altro.
    • In aggiunta, noi siamo preoccupati dalle stime sulla prevalenza della disabilità quando il medesimo insieme di domande è rivolto a due differenti popolazioni nazionali»(p. 554).
esiste un elisir della misurazione
Esiste un elisir della misurazione?
  • Si misurerà solo ciò che si vuole trovare.
    • Secondo il principio di indeterminazione, più è precisa la misurazione di una proprietà (per esempio, la capacità), meno è precisa la misurazione delle altre (per esempio, la performance).
    • Essendo la disabilità un oggetto di misura caratterizzato da più proprietà, non è possibile misurare tutte le proprietà allo stesso tempo con lo stesso strumento.
    • Di conseguenza, il miglior ricercatore è colui il quale abbia chiaramente definito la proprietà della disabilità da misurare e lo strumento richiesto per misurarla.
  • Un elisir per la misurazione della disabilità non è nemmeno desiderabile.
    • Infatti, il più affidabile approccio scientifico consiste nell’avere una varietà di strumenti di misurazione e la flessibilità per modificare le procedure di misurazione, adattandole a differenti persone, contesti e scopi.
il world report on disability del 2011
Il World report on disability del 2011
  • La necessità di stime aggiornate sulla prevalenza mondiale della disabilità ha portato la WHO e la World Bankinsieme a produrre il primo in assoluto World report on disability(2011).
    • Questo rapporto è basato su 2 ampie fonti di dati:
      • la World Health Survey of 2002-2004 della WHO riguardante 59 paesi, e
      • il Global Burden of Diseasestudio aggiornato del 2004 della WHO.
le due indagini mondiali
Le due indagini mondiali
  • World Health Survey of 2002-2004 della WHOriguardante 59 paesi
    • È la più ampia indagine multinazionale sulla salute e sulla disabilità con un unico insieme di domande e metodi coerenti per raccogliere dati comparabili sulla salute provenienti da diversi paesi.
    • Prevalenza globale della disabilità tra la popolazione adulta del 15,6%  1 miliardo di persone.
    • Persone con una disabilità significativa sono stimate tra il 2,2–3,8%  22–38 milioni.
  • Global Burden of Diseasestudio aggiornato del 2004 della WHO
    • È una valutazione globale della salute mondiale che fornisce stime esaustive della mortalità prematura, della disabilità e della perdita della salute in conseguenza di differenti malattie, traumi e fattori di rischio attingendo alle fonti di dati disponibili presso la WHO e alle informazioni fornite dagli Stati Membri.
    • Prevalenza globale della disabilità tra la popolazione adulta del 19,4% 1 miliardo e 240 milioni di persone.
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Cap. 3.1

ICF-

Checklis

icf checklist versione
ICF ChecklistVersione
  • ICF Checklist– versione 2.1A (settembre 2003)
    • L’intero ICF risulta essere poco pratico in termini di gestione della raccolta dati 
      • 2° livello = 362 codici
      • 3° + 4° livello = 1.424 codici
    • La checklist utilizza una selezione di 128 codici.
      • È possibile aggiungere altri codici.
        • In Italia il Disability Italian Network (DIN) suggerisce, ad esempio, di utilizzare nel dominio D (A+P) il codice d420 – Trasferirsi.
icf checklist natura
ICF ChecklistNatura
  • Strumento di classificazione

consente di ordinare i domini del funzionamento all’interno di un modello complessivo.

    • Nonè uno strumento di misurazione, né di valutazione o di assessment.
      • Nonconsente di assegnare e cogliere delle differenze qualitative osservate attribuendo un valore numerico
    • Serve per aprire dei codici, in risposta alla domanda «esiste un problema?».
icf checklist struttura
ICF ChecklistStruttura
  • Sezione introduttiva:
    • informazioni anagrafiche (sesso, età, scolarità, stato civile e situazione lavorativa),
    • codice ICD-10
    • fonte d’informazione (documenti scritti, soggetto interessato o altri informatori).
  • I parte:
    • elenco dei codici delle Funzioni Corporee (b)e delle Strutture Corporee (s).
  • II parte:
    • elenco dei codici per Attività e Partecipazione (d)
  • III parte:
    • lista dei codicirelativi ai Fattori Ambientali (e)
  • IV parte:
    • Altre informazioni sul contesto: descrizione sintetica del soggetto e dei Fattori Personali (non classificati, nell’ICF), che possono avere un impatto sul funzionamento personale.
  • Appendice 1:
    • Informazioni sintetiche sullo stato di salute: altezza e peso, presenza di disturbi o lesioni, terapie farmacologiche in atto, ricoveri ospedalieri, ecc.
  • Appendice 2:
    • Domande generali sulla partecipazione e le attività: guida per l’esaminatore.
  • Appendice 3:
    • Linee guida per l’uso della ICF Checklist versione 2.1a.
icf checklist somministrazione
ICF ChecklistSomministrazione
  • Somministratore
    • clinici o professionisti del settore sociale o sanitario.
  • Somministrazione
    • La Checklist può essere compilata sia direttamente con il paziente che con un caregiver, ed è molto utile nelle équipe multidisciplinari.
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 1 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 1/8
  • Domande guida per l’esaminatore rispetto a problemi nel funzionamento e nelle attività quotidiane, per poter distinguere tra capacità e performance.
    • Si prendano in considerazione tutte le informazioni personali note che riguardano il soggetto e si ponga qualsiasi altra domanda necessaria.
    • Se necessario si ripetano le domande con formulazione aperta.
  • Prima domanda: capacità

capacità di svolgere un compito o un’azione o limitazioni di capacità che sono caratteristiche inerenti o intrinseche alla persona stessa.

    • Queste limitazioni dovrebbero essere manifestazioni dirette dello stato di salute della persona, senza assistenza.
      • Per assistenza intendiamo l’aiuto di un’altra persona, o l’assistenza fornita da un veicolo, da un ausilio, da un dispositivo o uno strumento adattato o appositamente progettato, o qualsiasi altra forma di modificazione ambientale di una stanza, della casa, del posto di lavoro, ecc. Il livello di capacità dovrebbe essere valutato relativamente alle normali aspettative della persona, o alle capacità della persona, prima delle attuali condizioni di salute.
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 2 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 2/8
  • La seconda domanda: performance
    • attuale performance del soggetto interessato in un compito o in un’azione nella situazione o ambiente di vita attuali, ed evidenzia ulteriori informazioni sugli effetti delle barriere o dei facilitatori ambientali.
      • Questo è importante per enfatizzare che si è interessati solo alla gravità della difficoltà che la persona ha nel fare le cose, ammesso che le voglia fare. Il non fare qualcosa è irrilevante, se è la persona stessa a decidere di non fare.
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 3 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 3/8
  • MOBILITÀ

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nel camminare per una lunga distanza (un chilometro o più) senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(o: « ... quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute o di avere l’incidente?»)

(Performance)

    • Nel suo attuale ambiente di vita, quanti problemi incontra nel camminare per lunghe distanze (un chilometro o più)?
    • Il suo abituale ambiente di vita migliora o peggiora queste difficoltà nel camminare?
    • La sua abilità di camminare per lunghe distanze, senza assistenza, è maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 4 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 4/8
  • CURA DELLA PROPRIA PERSONA

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nel lavarsi senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(o: «... quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute o di avere l’incidente?»)

(Performance)

    • In casa sua, quanti problemi incontra nel lavarsi?
    • Questo problema è peggiorato, o migliorato, da quando la sua casa è stata organizzata o utilizza strumenti specificamente adattati?
    • La sua capacità di lavarsi senza assistenza è maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 5 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 5/8
  • VITADOMESTICA

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nel pulire il pavimento della casa in cui vive, senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(o: «... quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute o di avere l’incidente?»)

  • (Performance)
    • In casa sua, quanti problemi incontra nel pulire il pavimento?
    • Questo problema è peggiorato, o migliorato, da quando la sua casa è stata organizzata o utilizza strumenti specificamente adattati?
    • La sua abilità di pulire il pavimento senza assistenza è maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
icf checklist appendice 3 linee guida per l uso della checklist 6 8
ICF ChecklistAppendice 3: Linee Guida per l’uso della Checklist 6/8
  • INTERAZIONI INTERPERSONALI

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nel fare nuove amicizie senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(o: «… quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute o di avere l’incidente?»)

(Performance)

    • Nella sua attuale situazione, quanti problemi ha nel fare nuove amicizie?
    • Il suo attuale ambiente di vita, migliora o peggiora questa difficoltà nel fare amicizie?
    • È capace di fare amicizia, senza assistenza, in maniera maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 7 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 7/8
  • AREE DI VITA PRINCIPALI

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nell’eseguire tutti i compiti necessari per la sua attività lavorativa, senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(O: «…quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute o di avere l’incidente?»)

(Performance)

    • Nel suo attuale ambiente di vita quante difficoltà incontra nell’eseguire tutti i compiti necessari per la sua attività lavorativa?
    • Questo problema, di portare a termine le mansioni della sua attività lavorativa, è peggiorato, o migliorato, da quando l’ambiente di lavoro è stato modificato o utilizza strumenti specificamente adattati?
    • La sua abilità di svolgere il suo lavoro, senza assistenza, è maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
icf checklist appendice 2 guida su partecipazione e attivit 8 8
ICF ChecklistAppendice 2: Guida su partecipazione e attività 8/8
  • VITA SOCIALE, CIVILE E DI COMUNITÀ

(Capacità)

    • Nel suo attuale stato di salute, quante difficoltà incontra nel partecipare a incontri della comunità, feste o altri eventi locali, senza assistenza?
    • Come paragona queste difficoltà rispetto a un’altra persona, simile a lei, ma senza la sua condizione di salute?

(O: «…quella che aveva prima di sviluppare il suo problema di salute odi avere l’incidente?»)

(Performance)

    • Nella sua comunità, quante difficoltà incontra nel partecipare a incontri della comunità, feste o altri eventi locali?
    • Questo problema è peggiorato, o migliorato, da quando la sua comunità è stata organizzata o utilizza strumenti, veicoli o altro specificamente adattati?
    • La sua abilità di partecipare agli eventi della comunità, senza assistenza, è maggiore o minore di quella che lei esprime nel suo attuale ambiente di vita?
slide31

Cap. 3.2

ICF-Core set

core set dell icf condizione specifico
Core-set dell’ICF (condizione-specifico)

Core-set condizione specifico 

  • È una selezione di domini dell’ICF che include il minor numero di domini possibili per essere pratico,
  • ma tanti quanti ne sono richiesti per essere sufficientemente esaustivo
  • da coprire lo spettro prototipico di limitazioni nel funzionamento e nella salute che si incontrano in una condizione specifica[1, p. 281].
core set dell icf generico
Core-set dell’ICF generico

Core-set generico 

  • Consente una comparazione della salute tra condizioni differenti dal momento che i suoi domini rappresentano
    • i domini più rilevanti che includano il minor numero di domini possibili per essere pratico, ma tanti quanti ne sono richiesti per essere sufficientemente esaustivo da coprire lo spettro generale di limitazioni nel funzionamento e nella salute[1, p. 281].
slide34

Cap. 3.3

WHODAS

2.0

whodas 2 0
WHODAS 2.0
  • World Health Organization – Disability Assessment Schedule (WHO-DAS II) 
    • sviluppato dall’OMS per valutare le
      • limitazioni dell’attività e
      • le restrizioni della partecipazione vissute da un individuo,
      • indipendentementeda una diagnosi medica.
    • Lo schema concettuale di riferimento dello strumento è l’ICF.
      • L’indipendenza delle valutazioni fornite dall’WHODAS II rispetto alla diagnosi medica è concettualmente compatibile con l’ICF
whodas 2 01
WHODAS 2.0
  • Descrizione
    • Si propone di valutare il funzionamento dell’individuo nell’ambito di 6 domini di attività:
      • cognizione(6 item),
      • mobilità(5 item),
      • cura personale(4 item),
      • interagire con le persone (5 item),
      • attività quotidiane(4+6 item),
      • partecipazione(6 item).
    • L’arco di tempo considerato dalle domande relative a ciascun dominio, comprende gli ultimi 30 giornidella vita quotidiana della persona.
whodas 2 02
WHODAS 2.0
  • Somministrazione /1 
    • Ai soggetti intervistati è chiesto di
      • indicare il livello di difficoltà

nessuna, lieve, media, grave, estrema o non posso farlo

vissuto, prendendo in considerazione

      • come normalmente eseguono una certa attività, includendo l’uso di un qualsiasi supporto e/o l’aiuto di una persona (Facilitatori)

Per il dominio 5 Attività quotidiane (domestiche/lavorative/studio) e 6 Partecipazione

      • Registrare il numero dei giorni in cui la persona ha incontrato difficoltà
whodas 2 03
WHODAS 2.0
  • Somministrazione /2 
    • Gli intervistati dovrebbero rispondere alle domande tenendo conto dei seguenti riferimenti:
      • Grado di difficoltà
        • l’aumento nello sforzo, il disagio o dolore, o la lentezza, o le differenze in generale;
      • Condizioni di salute
        • la malattia o infermità, oppure lesioni, o problemi mentali od emotivi, o legati all’abuso di alcool, o problemi legati all’abuso di droghe;
      • Gli ultimi 30 giorni;
      • La media tra giorni buoni e cattivi;
      • Il modo in cui normalmente svolgono l’attività.
    • Gli item che si riferiscono ad attività non vissute negli ultimi 30 giorni non sono classificati.
whodas 2 04
WHODAS 2.0
  • Dominio 1: Cognizione 
    • Concentrarsinel fare qualcosa per 10 minuti?
    • Ricordare di fare cose importanti?
    • Analizzare e trovare soluzioni ai problemi quotidiani?
    • Apprendere un nuovo compito, per esempio, imparare come raggiungere un posto nuovo?
    • In genere capire cosa dice la gente?
    • Iniziare e portare avanti una conversazione?
whodas 2 05
WHODAS 2.0
  • Dominio 2: Mobilità 
    • Rimanere in piedi per lungo periodo, tipo 30 minuti?
    • Alzarsi dalla posizione seduta?
    • Muoversi dentro casa?
    • Uscire di casa?
    • Camminare per una lunga distanza tipo un chilometro [o equivalente]?
whodas 2 06
WHODAS 2.0
  • Dominio 3: Cura personale 
    • Lavarsi l’intero corpo?
    • Vestirsi?
    • Nutrirsi?
    • Rimanere da solo per pochi giorni?
whodas 2 07
WHODAS 2.0
  • Dominio 4: Interagire con le persone 
    • Interagire con persone che non conosce?
    • Mantenere un’amicizia?
    • Interagire con le persone a lei vicine?
    • Fare nuove amicizie?
    • Attività sessuale?
whodas 2 08
WHODAS 2.0
  • Dominio 5: Attività quotidiane 
    • Adempiere alle sue responsabilità domestiche?
    • Fare bene le più importanti cose di casa?
    • Finire tutto il lavoro domestico che doveva fare?
    • Fare tutto il lavoro domestico tanto velocemente quanto necessitava?

Se lavora/studia aggiungere 

      • Suo lavoro/studio quotidiano?
      • Fare bene i più importanti compiti lavorativi/di studio?
      • Finiretutto il lavoro/lo studio da fare?
      • Finire il lavoro/lo studio tanto velocemente quanto necessitava?
        • Ha dovuto lavorare ad un livello inferiore a causa delle sue condizioni di salute? Si/No
        • Ha guadagnato di meno a causa delle sue condizioni di salute? Si/No
whodas 2 09
WHODAS 2.0
  • Dominio 6: Partecipazione 
    • Quali problemi ha incontrato nel partecipare, come chiunque altro, ad attività comunitarie (per esempio, feste, attività religiose o altro)?
    • Ha trovato qualche problema a causa di barriere o ostacoli nel mondo che la circonda?
    • Quali problemi ha incontrato nel vivere con dignità a causa degli atteggiamenti o delle azioni altrui?
    • Quanto tempo ha dedicato alla sua condizione di salute o alle sue conseguenze?
    • Quanto è stato coinvolto emotivamente dalle sue condizioni di salute?
    • Quanto le sue condizioni di salute hanno inciso sulle sue risorse finanziarie e quelle della sua famiglia?
    • Quanti problemi ha avuto la sua famiglia a causa dei suoi problemi di salute?
    • Quanti problemi ha avuto nel fare cose da solo per relax o per piacere?
sis supports intensity scale
SIS: Supports Intensity Scale
  • La SIS fornisce informazioni che possono aiutare le équipe di progettazione degli interventi, gli enti e le organizzazioni a comprendere i bisogni di sostegno delle persone con disabilità intellettive (ovvero, ritardo mentale) e disabilità della sviluppo strettamente correlate.
il system 2002 e 2010
Il System 2002 e 2010
  • Nel Systems of support del 2002

ritardo mentale è definito:

«come una disabilità caratterizzata da limitazioni significative sia nel funzionamento intellettivo sia nel comportamento adattivo come espresso in abilità adattive, concettuali, sociali e pratiche. Questa disabilità ha origine prima dei 18 anni di età».[1]

  • Nel Systems of support del 2010

ritardo mentale diviene disabilità intellettiva.[2]

systems sis ed icf
Systems, SIS ed ICF
  • La SIS completa la 11a edizione della Definition, Classification and Systems of Support for People with intellectual and developmentaldisabilities, edita dalla AAIDD.[1]
  • La SIS è uno strumento che consente di tradurre in pratica la definizione teorica del modello basato sul sostegno.
  • Il modello basato sul sostegno è concettualmente compatibile con l’ICF:
    • La principale differenza è che l’ICF è un modello generale di disabilità, mentre il AAIDD System è specifico della disabilità intellettiva.
modello teorico del system 2010
Modello teorico del System 2010

Sostegno

Funzionamento individuale

I. Abilità intellettive

II. Comportamento adattivo

III. Partecipazione, Interazioni, ruoli sociali

IV. Salute

V. Contesto

i 5 fattori dimensioni che influenzano il funzionamento umano 1 2
I 5 fattori (dimensioni) che influenzano il funzionamento umano 1/2
  • L’intelligenza
    • è una capacità mentale generale che comprende il ragionamento, la pianificazione, la risoluzione dei problemi, pensare astrattamente, comprendere idee complesse, imparare in fretta e apprendere dall’esperienza.
  • Il comportamento adattivo
    • è l’insieme di abilità concettuali, sociali e pratiche che sono state apprese da persone per funzionare nella loro vita quotidiana.
  • La partecipazione e l’interazione
    • sono meglio determinate osservando direttamente il proprio impegno nelle attività quotidiane e facendo una semplice domanda. «L’individuo e attivamente impegnato con (frequentando, interagendo con, partecipando a) il suo ambiente?» I ruoli sociali si riferiscono ad una serie di attività considerate normali per un specifico gruppo di età.
i 5 fattori dimensioni che influenzano il funzionamento umano 2 2
I 5 fattori (dimensioni) che influenzano il funzionamento umano 2/2
  • La salute
    • è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Questa definizione è coerente con quella utilizzata dalla WHO (ICD-10 1993; ICF 2001).
  • Il contesto
    • descrive le condizioni interrelate in cui le persone vivono la loro vita quotidiana e consiste dell’ambiente sociale prossimo, che comprende la persona, la famiglia. e/o sostenitori; l'ambiente più ampiodel quartiere, comunità, o organizzazioni che forniscono educazione o servizi di abilitazione o sostegni; e l’ambiente globale, con i suoi modelli del contesto culturale, della società, di più ampie popolazioni, nazionali, o delle influenze socio-politiche. I vari ambienti sono importanti per le persone con disabilità intellettive perché spesso determinano ciò che gli individui stanno facendo, dove e quando lo fanno, e con chi. Così questi tre ambienti sono in grado di fornire opportunità, promuovere il benessere e mediare i sistemi di supporto.
sis struttura
SIS: Struttura
  • La SIS comprende 3sezioni che misurano 57 diverse attività di vita
    • La sezione 1
      • Scala dei bisogni di sostegno, comprende 49 attività di vita raggruppate in 6 subscale di sostegno.
        • (1) vita nell’ambiente domestico, (2) vita nella comunità, (3) insegnamento ed educazione, (4) occupazione, (5) salute e sicurezza, (6) attività sociali.
    • La sezione 2
      • Sottosezione supplementare che comprende 8 item correlati alle attività di protezione e tutela.
    • La sezione 3
      • Bisogni di sostegno non ordinari di tipo medico e comportamentale, comprende 15 condizioni mediche e 12 problemi comportamentali che in genere richiedono livelli di sostegno consistenti, indipendentemente dai bisogni di sostegno del soggetto in altri ambiti di attività di vita.
sis definizione di sostegno
SIS: Definizione di sostegno
  • I sostegni sono definiti come:
    • Risorse e strategie che promuovono l’interesse e il benessere dei soggetti e che hanno come conseguenza
      • maggiore indipendenza personale e produttività,
      • maggiore partecipazione all’interno di una società interdipendente,
      • una integrazione più profonda all’interno della comunità e/o una migliore qualità di vita.[1, p. 390]
sis il modello 1 2
SIS: Il modello 1/2

Modello medico

  • L’importanza data dal modello medico alle condizioni di curanon si è dimostrata efficace con le persone le cui disabilità non potevano essere trattate prontamente in senso medico.

Modello funzionale

  • Le descrizioni funzionali delle disabilità non si focalizzano unicamente sulle caratteristiche biologiche, ma piuttosto sullo svolgimento di azioni considerate indispensabili per il funzionamento all’interno di una comunità.
sis il modello 2 2
SIS: Il modello 2/2
  • Il paradigma dei sostegniritiene che i sostegni debbano seguire una persona in qualsiasi ambiente in cui la persona voglia o abbia necessita di stare[1].
  • I sostegni devono essere 
    • variabili,
    • individualizzati (ovvero, fatti sulla misura delle caratteristiche uniche dell’individuo e dell’ambiente).
    • forniti negli ambienti in cui l’individuo vuole e ha bisogno di stare.
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La Scala dei bisogni di sostegno comprende 49 attività di vita raggruppate in 6 subscale di sostegno:

(A) vita nell’ambiente domestico, (B) vita nella comunità, (C) insegnamento ed educazione, (D) occupazione, (E) salute e sicurezza, (F) attività sociali.

La Scala dei bisogni di sostegno comprende 49 attività di vita raggruppate in 6 subscale di sostegno:

(A) vita nell’ambiente domestico, (B) vita nella comunità, (C) insegnamento ed educazione, (D) occupazione, (E) salute e sicurezza, (F) attività sociali.

slide71

Sottosezione supplementare che comprende 8 item correlati alle attività di protezione e tutela.

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Bisogni di sostegno non ordinari di tipo medico e comportamentale

comprende 15 condizioni mediche e 12 problemi comportamentali che in genere richiedono livelli di sostegno consistenti, indipendentemente dai bisogni di sostegno del soggetto in altri ambiti di attività di vita.

Bisogni di sostegno non ordinari di tipo medico e comportamentale

comprende 15 condizioni mediche e 12 problemi comportamentali che in genere richiedono livelli di sostegno consistenti, indipendentemente dai bisogni di sostegno del soggetto in altri ambiti di attività di vita.

approccio ateorico del dsm secondo robert spitzer
Approccio ateorico del DSM secondo Robert Spitzer
  • Negli anni 1960-70, le tante scuole frammentavano la disciplina e impedivano un accordo sulla metodologia diagnostica.
    • Per esempio, la schizofrenia risultava molto più frequente negli Stati Uniti che in Europa.
  • Spitzer  ateoricovoleva dire ignorare tutte le teorie eziopatogenetiche (le teorie causali delle malattie, le inferenze non dimostrate), e affidarci solo ai dati certi dell’esperienza, ai sintomi così come appaiono al clinico
    • per questo si dovettero eliminare i termini “isteria” e “nevrosi”, perché troppo legati a ipotesi teoriche, ad esempio psicoanalitiche).
il sistema multiassiale del dsm iii iv 1980 2000 di robert spitzer
Il sistema multiassiale del DSM III & IV (1980-2000) di Robert Spitzer
  • Asse I Disturbi clinici, temporanei, asse sincronico (Episodio Depressivo Maggiore, Episodio schizofrenico, attacchi di panico).
  • Asse IIDisturbi di personalità e disabilità intellettive. Durano tutta la vita e si stabilizzano con l’adolescenza. Asse diacronico.
  • Asse III Condizioni mediche o neurologiche che influenzano un problema psichiatrico (p.e., lesioni cerebrali).
  • Asse IVFattori di stress psicosociale e ambientale(p.e., morte di una persona cara, divorzio)
  • Asse VValutazione Globale del Funzionamento (Global Assessment of Functioning) scala 0-100.
il sistema politetico del dsm iii iv 1980 2000 di robert spitzer
Il sistema politeticodel DSM III & IV (1980-2000) di Robert Spitzer
  • I criteri diagnosticiprevedono che per ogni disturbo mentale venga specificato un numero minimo di criteri la cui presenza è necessaria per la diagnosi (p.e., 5 su 9) con criteri sia di inclusione che di esclusione.
    • Nel sistema di tipo non monoteticoma politetico tutti i criteri diagnostici hanno ugual valore ponderale.
  • Il sistema politeticodiscende necessariamente dall’approccio ateorico
    • ritenere un criterio più importante di altri potrebbe implicare una teoria sottostante o un legame di causalità.
    • In medicina, il sistema diagnostico è in genere monotetico.
  • Il DSM-5 mantiene il sistema politetico.
dsm 5 struttura
DSM-5 - Struttura
  • Sezione I(21 pp.)  3 capitoli di presentazione: introduzione, uso del manualee una dichiarazione cautelativa per l’utilizzo in psichiatria forense.
  • Sezione II (700 pp.)  criteri diagnostici di tutti i disturbi, in ventidue capitoli.
  • Sezione III (78 pp.)  sulle misurazioni e modelli emergenti, quattro capitoli: nei primi due sono pubblicati, rispettivamente, quattro scale di valutazione (tra cui l’WHODAS 2.0 che misura la disabilità), misurata tramite la e due interviste per la formulazione culturale del caso clinico.
  • Appendice (110 pp.)  differenze tra DSM-5 e DSM-IV, glossari, elenchi alfabetici e numerici delle diagnosi e dei codici del DSM-5.
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Cap. 3.6

VINELAND

Adaptive Behavior Scales

le vineland adaptive behavior scales
Le Vineland Adaptive Behavior Scales
  • Le Vineland AdaptiveBehaviorScales valutano l’autonomia personale e la responsabilità sociale delle persone dalla nascita fino all’età adulta.
    • Le scale sono utilizzabili con soggetti normodotati o con disabilità.
    • Non richiedono la diretta somministrazione delle prove al soggetto in esame, ma la compilazione assieme a una persona che lo conosca in modo approfondito.
  • Le scale Vineland in particolare non misurano l’intero insieme di abilità adattive, ma permettono la rilevazione delle quattro dimensioni che ogni scala di comportamento adattivo dovrebbe rilevare:
    • Comunicazione,
    • Abilitàquotidiane,
    • Socializzazionee
    • Abilitàmotorie.

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la vineland la forma completa
La Vineland: la Forma completa
  • Forma completa di 540 item
    • Consente una valutazione analitica del comportamento adattivo tale da consentire la preparazione di programmi individuali educativi o riabilitativi.
    • Si somministra tramite un’intervista semistrutturata a un genitore o a un responsabile di un soggetto di età compresa tra 0 e i 18 anni e 11 mesi o di un adulto con disabilità.
    • Il tempo di somministrazione per la Forma completa è normalmente compreso fra i 60 e i 90 minuti.
    • La Forma completa comprende:
      • un questionario e
      • un protocollo per il conteggio.

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la vineland applicazioni in campo educativo
La Vineland: Applicazioni in campo educativo
  • ApplicazioniPianificazione di programmi educativi e riabilitativi
      • In anni recenti è stata posta maggiore enfasi sullo sviluppo di programmi educativi o riabilitativi con obiettivi rilevanti per le necessità di un individuo. Molti pongono l’accento sulle abilità necessarie ad essere sufficienti in ambito personale e sociale, abilità valutate dalle Vineland.
    • La Forma completa indica i punti di forza e di debolezza in specifiche aree del comportamento adattivo: queste informazioni possono essere utilizzate per selezionare il tipo di programma più adatto per l’individuo, per esplicitare le attività da enfatizzare nel programma, per monitorare i progressi durante tale programma e per valutarne l’esito finale.

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la vineland scale subscale e item target

Item target

La Vineland: Scale, subscale e Item target
  • Item della Forma completa 
    • All’interno delle scale gli item sono organizzati in subscale; ogni subscala è raggruppata in clustercostituiti da 2 a 8 item elencati in ordine evolutivo, ovverosia, in modo da rappresentare le abilità sequenziali richieste per padroneggiare il più alto livello o item targetdi ogni cluster.
    • Questa disposizione degli item permette di individuare le attività specifiche da insegnare in sequenza evolutiva per sviluppare l’abilità target.
    • L’item target Adi Prime forme di comprensione precede l’item target Bdi Prime forme di ascolto. Questo perché l’abilità o il comportamento relativi all’item target di Prime forme di ascolto si manifesta più tardi nello sviluppo.

cluster

cluster

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la vineland punti di partenza e procedure dell intervista
La Vineland: Punti di partenza e procedure dell’intervista
  • Determinazione dei punti di partenza
    • Per i soggetti senza disabilità:
      • è in genere basato sull’età cronologica, eventualmente arrotondata per difetto.
        • Ad esempio, per i soggetti di età compresa fra i 5 e i 5 anni, 11 mesi e 30 giorni, si dovrebbe utilizzare il punto di partenza relativo all’età di 5 anni.
    • Per i soggetti condisabilità:
      • si basa su una stima dell’età mentale o sociale del soggetto.
  • Procedure di intervista 
    • L’intervistatore dovrebbe completare la compilazione in una sola seduta di circa 60-90 minuti.
      • Nondimeno, se necessario, questi deve essere flessibile e disponibile ad organizzare una seconda seduta in modo da non penalizzare il grado di accuratezza a favore di un’economia di tempi.

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la vineland presentazione dell intervista
La Vineland: Presentazione dell’Intervista
  • Presentazione delle Vineland all’intervistato 
    • Lo scopo della Vineland è rilevare in modo descrittivo ciò che il soggetto fa per avere cura della propria persona e stare insieme agli altri e non ciò che l’intervistato o altri fanno per lui. Questo implica una discussione sulla responsabilità sociale e sullo sviluppo dell’autonomia del soggetto. L’intervistatore dovrebbe fare notare che:
      • non esistono risposte giuste o sbagliate
      • le persone compiono attività diverse in età diverse
      • l’attenzione è posta nonsu ciò che il soggetto può fare ma su ciò che egli fa.
    • Enfasi primaria dovrebbe essere posta sul fatto di rilevare se una data attività è praticata di solito o abitualmente.
      • Se non è praticata in modo consueto o abituale, accade che venga realizzata qualche volta, o in modo parziale, o niente affatto?
      • Il comportamento o l’attività erano compiuti in precedenza, ma al momento sono “in eccesso” o non sono più praticati per qualche ragione?
    • Incoraggiate la persona a sentirsi libera di fare domande in ogni fase dell’intervista.
    • Infine descrivete brevemente ogni scala come segue:

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esempio di presentazione dell intervista vineland
Esempio di presentazione dell’Intervista Vineland
  • «Oggi parleremo di quattro aree generali. La prima riguarda la comunicazione, ovvero come [pronunciate il nome del soggetto in esame] parla e comprende gli altri [e, se è il caso, legge e scrive]. Un’altra area ha a che fare con le abilità pratiche necessarie alla cura della propria persona. Le chiamiamo abilità quotidiane. La terza area comprende le abilità che le persone devono avere per stare insieme agli altri, così come per le attività di gioco e l’impiego del tempo libero. Queste sono dette abilità di socializzazione. L’ultima area che discuteremo ha a che fare con abilità fisiche fondamentali. Le chiamiamo abilità motorie»

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la vineland appendice a comunicazione
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione

Ricezione

Età 0-2

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la vineland appendice a comunicazione1
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Ricezione

Età 3-18≥

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la vineland appendice a comunicazione2
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Ricezione

Età 3-18≥

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la vineland appendice a comunicazione3
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione

Espressione

Età 0-2

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La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 0-2

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La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 2

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a comunicazione6
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 2

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a comunicazione7
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 6-18≥

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a comunicazione8
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 6-18≥

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a comunicazione9
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Espressione

Età 6-18≥

Prof. Stefano Federici

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La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Scrittura

Età 8-9

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a comunicazione11
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Scrittura

Età 10-14

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la vineland appendice a comunicazione12
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione – Scrittura

Età 15-18≥

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la vineland appendice a comunicazione13
La Vineland: Appendice A – Comunicazione

Comunicazione

Scrittura

Età 15-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 4

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la vineland appendice a abilit quotidiane1
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 5

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la vineland appendice a abilit quotidiane2
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 8

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La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 9-10

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la vineland appendice a abilit quotidiane4
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 11-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane5
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Personale

Età 11-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane6
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Domestico

Età 5-6

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la vineland appendice a abilit quotidiane7
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Domestico

Età 7

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la vineland appendice a abilit quotidiane8
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Domestico

Età 16-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane9
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Domestico

Età 16-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane10
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità

Quotidiane

Comunità

Età 6

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la vineland appendice a abilit quotidiane11
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità

Quotidiane

Comunità

Età 7

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la vineland appendice a abilit quotidiane12
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Comunità

Età 8-9

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la vineland appendice a abilit quotidiane13
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Comunità

Età 14-18≥

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la vineland appendice a abilit quotidiane14
La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Comunità

Età 14-18≥

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La Vineland: Appendice A – Abilità Quotidiane

Abilità Quotidiane – Comunità

Età 14-18≥

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la vineland appendice a socializzazione
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Relazioni interpersonali

Età 5-6

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la vineland appendice a socializzazione1
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Relazioni interpersonali

Età 7-10

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la vineland appendice a socializzazione2
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Relazioni interpersonali

Età 13-18≥

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la vineland appendice a socializzazione3
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Relazioni interpersonali

Età 13-18≥

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la vineland appendice a socializzazione4
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Relazioni interpersonali

Età 13-18≥

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la vineland appendice a socializzazione5
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 5

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la vineland appendice a socializzazione6
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 10-12

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la vineland appendice a socializzazione7
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 10-12

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la vineland appendice a socializzazione8
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 13-14

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la vineland appendice a socializzazione9
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 13-14

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la vineland appendice a socializzazione10
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 15-18≥

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la vineland appendice a socializzazione11
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 15-18≥

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la vineland appendice a socializzazione12
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Gioco e tempo libero

Età 15-18≥

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la vineland appendice a socializzazione13
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Regole sociali

Età 7-8

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La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Regole sociali

Età 9-10

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la vineland appendice a socializzazione15
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Regole sociali

Età 11-12

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la vineland appendice a socializzazione16
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Grossolane

Età 5≥

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la vineland appendice a socializzazione17
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Grossolane

Età 5≥

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la vineland appendice a socializzazione18
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Socializzazione – Regole sociali

Età 13-18≥

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la vineland appendice a socializzazione19
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Grossolane

Età 5≥

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la vineland appendice a socializzazione20
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Grossolane

Età 5≥

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la vineland appendice a socializzazione21
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Fini

Età 4

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la vineland appendice a socializzazione22
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Fini

Età 5≥

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la vineland appendice a socializzazione23
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Fini

Età 5≥

Prof. Stefano Federici

la vineland appendice a socializzazione24
La Vineland: Appendice A – Socializzazione

Abilità Motorie – Fini

Età 5≥

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