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Scienza delle Finanze corso 2013- 2014. Testi di riferimento. Brosio G., 2010, “Economia pubblica moderna”, Torino, Giappichelli Boccaccio M., 2010, “Introduzione alla valutazione delle decisioni pubbliche”, Torino, Giappichelli ,. Oggetto del corso 1.

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Scienza delle Finanze corso 2013- 2014


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    Presentation Transcript
    1. Scienza delle Finanzecorso 2013- 2014

    2. Testi di riferimento Brosio G., 2010, “Economia pubblica moderna”, Torino, Giappichelli Boccaccio M., 2010, “Introduzione alla valutazione delle decisioni pubbliche”, Torino, Giappichelli ,

    3. Oggetto del corso 1 La scienza delle finanze studia l’intervento dello Stato in economia alla luce della teoria economica I termini fondamentali sono quindi: • Intervento • Stato • Economia la disciplina assume forma concreta dalla spiegazione di questi elementi stessi e dalla loro interrelazione La teoria economica serve a spiegare

    4. Intervento Per intervento si intende la modifica dello status quo da parte di un agente esterno e che può essere di natura: Correttiva (modifica parziale) o Sostitutiva dell’assetto in atto L’assetto sul quale incide l’azione pubblica è il mercato; l’intervento è quindi la modifica o la sostituzione dell’attività privata da parte di quella pubblica L’intervento può assumere diversa estensione e diverse modalità. Ciò dipende dalla natura dello Stato e dai rapporti con l’attività economica.

    5. Stato Estensione e modalità di intervento dipendono: a) dalla natura dello Stato • Totalitario • Autoritario • Democratico b) dal tipo di rapporto tra Stato e mercato • Pianificazione centrale • Dirigismo • Economia di mercato o mista

    6. Economia Lo Stato e il mercato sono due istituzioni alternative per la soluzione del problema economico che consiste nell’allocazione ottimale di risorse scarse per soddisfare fini molteplici (Lord Robbins). Nel caso di una economia di mercato i fini sono quelli individuali (preferenze individuali).

    7. I luoghi dell’attività economica L’attività pubblica opera all’interno del Bilancio pubblico: • Processo decisionale centralizzato; • Effetti della decisione sulla collettività (anche su coloro che non partecipano alla decisione i.e. minori, interdetti, generazioni future ..) • Coercizione (non tutta l’attività pubblica è coercitiva ma la coercizione è ciò che la caratterizza ). Il settore privato opera sul mercato: • Processo decisionale decentrato; • Effetti della decisione solo sulle parti che la prendono; • Volontarietà delle transazioni

    8. Rapporti Stato/ mercato Gerarchizzati: c’è un vincolo di priorità a livello di costituzione economica (es. principio di sussidiarietà) Non gerarchizzati: l’intervento dipende dalla sola scelta politica di volta in volta effettuata

    9. Sussidiarietà Secondo il principio di sussidiarietà le decisioni devono essere prese il più vicino possibile agli individui. La delega a organismi superiori e più complessi si giustifica con la necessità di raggiungere fini altrimenti preclusi (es. dall’azione isolata a quella sociale) In termini economici il principio stabilisce la presunzione che il mercato sia più efficiente e che l’intervento dello Stato sia giustificato solo quando si dimostri essere superiore. Non basta dimostrare l’esistenza di un fallimento del mercato ma occorre che l’intervento pubblico (imperfetto) funzioni meglio di un mercato (imperfetto) : analisi di second best o di “comparazione istituzionale”

    10. Dimensioni del settore pubblico Le dimensioni del settore pubblico si calcolano solitamente come rapporto tra la spesa pubblica (G) e il prodotto interno lordo (PIL). Alla fine dell’800 era del 10%; oggi 50% circa (Italia 2009 = 52,5%) Esempi di cause della crescita del settore pubblico: Nuovi bisogni al crescere del reddito; estensione del suffragio; mutamento della condizione dell’elettore mediano; azione dei gruppi di pressione; divorzio tra decisioni ed effetti della spesa da quelle di entrata (es. indebitamento).

    11. Oggetto del corso 2 Lo studio dell’intervento pubblico in economia avviene alla luce della teoria economica sotto quattro profili: • Le giustificazioni • Il modo in cui si prendono le decisioni collettive • Gli strumenti dell’azione pubblica • Gli effetti dell’intervento pubblico

    12. Le giustificazioni Le giustificazioni dell’intervento pubblico si basano su due finalità generali: Efficienza: correzioni del mercato per migliorare l’allocazione delle risorse → test economico Equità: correggere gli esiti del mercato ritenuti iniqui → test etico/filosofico

    13. Le giustificazioni economiche Fallimentidelmercato Categoria eterogenea nella quale rientrano tutti i casi in cui il mercato non permette di raggiungere l’ottimo in termini di benessere Esempi: esternalità, disoccupazione, monopolio ecc.

    14. Le giustificazioni non economiche Rispondono ai presupposti etici su cui si fonda la società. Più in particolare possono rispondere a correnti filosofiche Esempi: Utilitarismo Contrattualismo sociale

    15. Come si prendono le decisioni collettive In uno Stato democratico le decisioni collettive si prendono tramite la votazione. In uno Stato democratico ad economia di mercato le scelte collettive devono realizzare le preferenze individuali . Di conseguenza le regole di votazione devono essere: Rappresentative → riflettere le preferenze traducendole in scelte collettive e non escluderne arbitrariamente alcune Stabili → permettere di formare piani d’azione

    16. Glistrumenti Una volta prese le decisioni devono essere realizzate in concreto. Questo implica lo studio sia dell’organizzazione che deve attuare le decisioni (burocrazia) sia gli strumenti specifici di attuazione (es. sussidio, sgravio fiscale ecc. per quanto riguarda la spesa; le imposte per quanto riguarda le entrate).

    17. Glieffetti Lo studio degli effetti è destinato a verificare se le decisioni prese riflettevano gli obiettivi e se gli strumenti utilizzati fossero congrui a realizzarle sia in termini di efficienza che di equità. Ad esso dovrebbe seguire un’analisi delle modifiche eventualmente necessarie Analisi exante: prevedere gli esiti possibili dell’intervento ed expost: verificare se gli effetti prodotti sono quelli previsti

    18. Giustificazioni economiche: la classificazione dei beni Bene in senso economico è ogni cosa destinato a soddisfare un bisogno La classificazione avviene in base alla presenza di certe caratteristiche: Rivalità /Non rivalità: il consumo di un soggetto va o meno a scapito del consumo di un altro Escludibilità /Non escludibilità:è possibile (o meno) escludere qualcuno dal consumo per ragioni tecniche o economiche

    19. Tassonomia dei beni Beni privati: Rivali e Escludibili (es. panino) Beni pubblici: Non rivali e Non escludibili (es. faro) Beni misti: es. teatro (non rivale escludibile), vaccino (rivale non escludibile) L’evoluzione tecnologica può alterare la natura del bene (es. sistemi di criptazione di un segnale lo trasformano da non escludibile a escludibile)

    20. I beni privati, pubblici e misti soddisfano tutti preferenze individuali (l’individuo miglior giudice del proprio benessere) Beni di merito: categoria spuria costruita sul presupposto che le preferenze individuali verso certi beni debbano essere corrette (es. la gente non apprezza a sufficienza la musica classica; non valuta correttamente i rischi di certi stili di vita). Assunto :l’individuo non è il miglior giudice del proprio benessere

    21. Perché l’azione collettiva Natura del problema (esempio : disinfestazione) CT<BT Soluzione individuale del problema: CU (coincide con CT) > BI Soluzione collettiva del problema: CU (frazione del CT) < BI La soluzione conviene solo se presa collettivamente (cooperazione). Nel caso in cui l’unica alternativa sia l’azione individuale si rimane in una situazione subottimale.

    22. Il problema dell’azione collettiva Comportamenti strategici: gli effetti della mia azione dipendono da quanto fanno gli altri. Quattro ipotesi: • A coopera e B non coopera : payoffs A= - 0,5 B+1,5 • A non coopera e B coopera : payoffs A= + 1,5 B - 0,5 (chi coopera ha comunque un beneficio lordo positivo dalla propria azione anche se inferiore al costo da qui il segno negativo del beneficio netto) • A coopera e B coopera: payoffs A= 1 B=1 • A non coopera e B non coopera: payoffs A=0 e B=0 La strategia dominante è quella di non cooperare→ fallimento

    23. SOLUZIONI POSSIBILI Questo schema risponde al gioco detto del “dilemma del prigioniero”. Soluzioni possibili del gioco: RIPETIZIONE DEL “GIOCO”: se faccio il free rider oggi domani perdo reputazione REGOLE MORALI O CONSUETUDINARIE (TIT FOR TAT) INTERVENTO ESTERNO da qui lo Stato

    24. I beni privati vengono prodotti dal mercato perché esistono due condizioni di base contestualmente presenti: una Domanda (rivalità: manifesto la mia disponibilità a pagare perché altrimenti il bene viene accaparrato da qualcun altro) e una Offerta (escludibilità: investo perchè posso recuperare i costi sopportati). Lo Stato si limita a definire e far rispettare le regole di proprietà e di contratto. Può intervenire per correggere il funzionamento del mercato quando intervengono distorsioni (es. antitrust)

    25. Nel caso dei beni pubblici “puri” il mercato non è in grado di produrli e l’intervento pubblico si sostituisce ad esso. Non si forma la domanda → free riding Non c’è incentivo a produrre → non c’è offerta Le caratteristiche dei beni incidono sul livello di governo che fornisce il bene.

    26. Livelli di fornitura dei beni (1)subnazionale, (2)nazionale, (3) beni che hanno effetti globali vengono forniti da una pluralità di Stati o da enti sovrananzionali Esempio (1) l’illuminazione stradale (comunale) esempio (2): la giustizia Esempio (3) : Risposta alla crisi finanziaria → UE Difesa “regionale” (più Stati) → NATO

    27. Tecnologie dell’aggregazione Anello più debole (weakest link) = è l’agente che dà il contributo minore a determinare il livello di bene pubblico disponibile per la collettività Q= min (q1,…, qn) es, antiterrorismo Tiro ottimo (best shot)= il livello complessivo dipende da chi fa lo sforzo maggiore Q= max (q1,…, qn) es. R&S Soglia = la fornitura è bene pubblico solo se supera una certa soglia es. peacekeeping

    28. Tecnologie dell’aggregazione Modo in cui si finanziano i beni pubblici. Caso tradizionale: somma La quantità del bene risulta dalla somma dei contributi individuali (sostituibili tra loro) es. riduzione delle emissioni di CO2. Ogni riduzione di emissione pari a una unità contribuisce alla riduzione complessiva ancora pari a una unità Q = ∑ qi Somma ponderata: non vi è sostituibilità completa dei contributi (es. riduzione delle piogge acide) Qi = ∑ aij qi Qi è la quantità fornita dallo Stato i; aij è la quantità prodotta da j e utilizzata dallo Stato i; qj è la quantità di bene pubblico prodotta dallo Stato j

    29. Efficienza ed equità Come detto gli obiettivi dell’intervento pubblico sono quelli dell’ efficienza (uno stato del mondo è preferito ad un altro se l’ allocazione delle risorse è più efficiente) e dell’ equità (uno stato del mondo è preferito ad un altro se più equa è la distribuzione delle risorse). Occorre a questo punto dare un contenuto meno impreciso a questi due concetti.

    30. Efficienza Concetto paretiano (Vilfredo Pareto). Uno stato del mondo presenta un’allocazione efficiente se non è possibile utilizzare meglio le risorse così da aumentare il benessere di qualcuno senza ridurre quello di qualcun altro. Inefficiente se è possibile tale miglioramento: In senso debole: migliora solo qualcuno senza peggiorare nessuno. In senso forte: migliora la situazione di tutti.

    31. Benessere (nozione) Fondamentale il concetto di benessere alla base della valutazione di efficienza. Vecchiaeconomia del benessere: utilità in senso oggettivo (misurabile e confrontabile tra individui diversi) Nuovaeconomia del benessere (Pareto): utilità in senso soggettivo ( non misurabile né confrontabile per cui nessuna redistribuzione è valutabile in termini di variazioni di benessere)→ preferenze rivelate

    32. Costruzione della frontiera della produzione: efficienza e inefficienza Costruzione della frontiera della produzione: efficienza e inefficienza Condizioni di efficienza: SMST KL X = SMST KL Y SMST = ΔK / ΔL =Pma L/ Pma K ΔK Pma K = ΔL Pma L Unendo i punti di efficienza si ottiene una frontiera della produzione: i punti sono inefficienti, quelli sulla frontiera sono efficienti. La pendenza della frontiera è il TMT cioè il rapporto tra i costi marginali

    33. Perché lo scambio aumenta il benessere Scatola di Edgeworth TMS yx A= TMS yx B TMS = Δ y / Δ x Δ y Uma y = Δ x Uma x Δ y / Δ x = Uma x / Uma y Quindi in equilibrio tale rapporto deve essere uguale per tutti Equilibrio generale del sistema TMT y x = TMS y x Se queste condizioni sono soddisfatte il sistema produce il massimo output dati i fattori della produzione disponibili e li alloca in modo da soddisfare al meglio le preferenze individuali

    34. Perché la concorrenza perfetta soddisfa il modello Mercato dei beni TMS= Px/Py perché in equilibrio Δ y / Δ x = Px/Py per tutti i beni In concorrenza perfetta il prezzo è uguale al costo marginale Px= Cma x; Py =Cma y Per cui vale anche Px/Py = Cma x/Cma y TMS è il rapporto tra i prezzi TMT è il rapporto tra i costi marginali TMS = TMT

    35. Ancora su benessere e concorrenza Il benessere si misura tramite il concetto di rendita (surplus) del consumatore Differenza tra il prezzo di riserva e il prezzo di mercato E’ massima in concorrenza perfetta. Applicabilità del concetto anche al produttore. Ogni assetto alternativo è Pareto-inferiore.

    36. Presenza di beni pubblici (Samuelson) Le condizioni della produzione sono le stesse di quanto avviene con i beni privati ma non ci sono le condizioni dello scambio (lo stesso bene viene infatti consumato da tutti). Paul Samuelson (premio Nobel per l’economia nel 1970) ha risolto il problema della determinazione delle condizioni di equilibrio del sistema con beni pubblici oltre che privati.

    37. Il criterio paretiano giustifica: Il libero scambio ma non il passaggio dal monopolio alla concorrenza perché esso implica ridistribuzione La produzione di beni pubblici puri (→Stato minimo liberale classico)

    38. Limiti del criterio paretiano: Non neutrale: gli esiti finali sono condizionati dalla distribuzione iniziale Ingiusto: Non ammette redistribuzione in quanto essa implica un giudizio di valore Incoerente: giudizio di valore implicito nell’accettare la distribuzione iniziale come giusta

    39. Criterio Kaldor-Hicks Criterio della compensazione potenziale: Si ha incremento di benessere nel passare da una situazione a un’altra se l’incremento di benessere di colui che guadagna è in grado di compensare colui che dal cambiamento è penalizzato

    40. Criterio Kaldor-Hicks (segue) Pensiamo al passaggio dal monopolio alla concorrenza: alcuni perdono e altri guadagnano. Esempio grafico. Questo non è ammesso dal criterio di Pareto ma da quello Kaldor-Hicks. Ammette redistribuzione “implicita” e indiretta (differenza nelle distanze “verso” la frontiera) ma non “esplicita” e diretta (trasferimento da un soggetto ad un altro “lungo” la frontiera). Il problema si era posto riguardo il giudizio da dare in termini di benessere ad un incremento del reddito nazionale (PIL).

    41. Distribuzione La soddisfazione delle condizioni di efficienza nella produzione (SMST kl X=SMST kl Y) e nello scambio (TMS xyA = TMS xyB) corrisponde ad una molteplicità di assetti distributivi Dalla curva dei contratti (unione dei punti nei quali TMS xyA = TMS xyB) è possibile derivare la frontiera delle utilità possibili Solo un criterio equitativo permette di scegliere quello che è l’ “ottimo degli ottimi” cioè l’ottimo sia dal punto di vista allocativo sia da quello distributivo.

    42. Per scegliere tra i diversi livelli di distribuzione gli economisti hanno elaborato il concetto di funzione del benessere sociale per la quale il benessere collettivo è funzione del benessere (utilità)dei singoli individui (approccio individualistico) W = f (U a, U b… Un)

    43. La relazione funzionale tra benessere individuale e benessere collettivo ha natura diversa a seconda dei presupposti etici sui quali si basa la valutazione dell’utilità individuale a livello sociale Dalle funzioni del benessere sociale è possibile passare alla loro rappresentazione grafica tramite la costruzione di curve di indifferenza sociale

    44. FBS utilitaristica (additiva) Per l’utilitarismo l’utilità complessiva di una società è data dalla somma delle utilità dei suoi componenti W = f (Ua + Ub +…+ Un) La curva di indifferenza sociale è lineare Perfetta sostituibilità tra le utilità dei singoli a prescindere dalla loro posizione iniziale Ammette forti diseguaglianze

    45. FBS ed egalitarismo Nel caso di funzioni di utilità dei singoli uguali, con utilità che dipende dal reddito e con l’assunto di utilità marginale decrescente del reddito → la FBS additiva che massimizza l’utilità sociale è egalitaria → CIS retta che parte dall’origine degli assi

    46. Alcune considerazioni Assunto di uguaglianza delle funzioni di utilità per soggetti diversi è arbitrario ma ragionevole ed eticamente sostenibile Applicare il criterio dell’utilità marginale decrescente al reddito monetario è discutibile (soglie di utilità) L’ammontare del reddito non è influenzato dalla redistribuzione (non c’è tradeoff efficienza/equità)

    47. FBS del tipo Cobb-Douglas W = (Ua ∙Ub ∙… ∙ Un) = ∏ n1 Un La FBS è data dal prodotto delle utilità dei singoli che vengono pertanto ponderate e la CIS ha andamento convesso (come le curve di indifferenza “normali” del singolo) È moderatamente egalitaria

    48. Ipotesi del maximin (Rawls) W = minimo (Ua, Ub, …Un) Obiettivo della società è quello di massimizzare l’utilità dell’individuo più svantaggiato. Aumenta l’utilità sociale solo se migliora (in senso assoluto o relativo?) la posizione del più svantaggiato. Le utilità dei soggetti sono complementari La forma della CIS è a squadra

    49. Il mercato La concorrenza perfetta soddisfa le condizioni di massima efficienza. Il mercato in libera concorrenza è l’assetto che tende a realizzare gli esiti di concorrenza perfetta Si articola su: Diritti di proprietà: disponibilità esclusiva del bene (godimento e destinazione) Contratti: scambio del bene Collegamento naturale tra mercato e beni privati I difetti relativi a questi due aspetti fondamentali si traducono in malfunzionamenti del mercato: • esternalità • costi di transazione

    50. FALLIMENTI DEL MERCATO Casi nei quali il mercato non funziona secondo il modello di concorrenza perfetta: ci sono margini di miglioramento in termini di efficienza → incrementi di benessere Esempio: monopolio, disoccupazione, esternalità