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Linee di evoluzione del Sistema SocioSanitario Lombardo

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Linee di evoluzione del Sistema SocioSanitario Lombardo. Consulta della Sanità Milano, Palazzo Lombardia 26 Settembre 2013. Agenda. Il contesto di riferimento L’analisi del bisogno Il quadro economico Dove siamo arrivati Come è cambiata l’offerta sanitaria in Lombardia

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Linee di evoluzione del Sistema SocioSanitario Lombardo

Consulta della Sanità

Milano, Palazzo Lombardia

26 Settembre 2013

agenda
Agenda
  • Il contesto di riferimento
    • L’analisi del bisogno
    • Il quadro economico
  • Dove siamo arrivati
    • Come è cambiata l’offerta sanitaria in Lombardia
    • Punti di forza e di attenzione
  • Gli scenari evolutivi
    • Le rete ospedaliera, territoriale, i servizi comuni
come cambia la domanda sanitaria
Come cambia la domanda sanitaria
  • Pazienti cronici: (da cronos) individua soggetti per cui controlli e terapie continuative aumentano il numero di anni vissuti in assenza di gravi invalidità.
  • Il 70% della spesa sanitaria è rivolta a circa il 30% della popolazione (3 milioni di lombardi, in larga misura autosufficienti)
  • Cronicità anche sociosanitaria: 600.000 persone in crescita (non autosufficienti, grave disabilità, salute mentale, dipendenze ecc.)

Necessità di superare la logica della prestazione e organizzare ‘percorsi’

Necessità di differenziare la rete di offerta e di una nuova visione del territorio

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Il contesto di riferimento: dati epidemiologici - fragilità

Dati epidemiologici Regione Lombardia in tema di fragilità

  • Gli anziani (dai 65 anni in su) sono il 20,1% della popolazione, con un indice di vecchiaia* pari a 141,1
  • L’indice di dipendenza** passerà dall’attuale 30,5% al 54,5% nel 2050
  • In Lombardia il numero di persone con disabilità è stimato in circa 310.000, corrispondenti al 3,1% della popolazione residente, di cui circa 26.000 minori. Rispetto al totale delle persone con disabilità, il numero di persone con grave/gravissima disabilità è stimabile, sulla base dei dati INPS, in 37.825 di cui 4.831 minori.
  • Gli utenti di servizi sociosanitari stanno diventando sempre più fragili e complessi. A titolo esemplificativo, si consideri che gli ospiti RSA sono circa 85.000, di cui:
    • il 70%sono persone affette da demenze, di cui il 36% con forme gravi di demenza
    • Il 7% sono persone affette da Alzheimer
    • L’1% sono stati vegetativi e persone affette da malattie del motoneurone (SLA, etc)
    • Il restante 22% sono anziani con diverso livello di fragilità, che confluiscono nella cosiddetta utenza tipica
  • Dal 2004 il numero di persone con forme gravi di demenza e con Alzheimer è aumentato in modo rilevante (oltre il 22%), passando da 29.825 a 36.410 (30.469 demenze gravi e 5.941 Alzheimer)

*L’indice di vecchiaia è il rapporto tra popolazione oltre i 65 anni e popolazione tra 0 – 14 anni

** L’indice di dipendenza è il rapporto tra anziani (over 65) e popolazione attiva (14-65 anni)

il contesto di riferimento il quadro economico
Il contesto di riferimento: il quadro economico

Aumento % (anno precedente)

Le Regioni stimano l’effetto complessivo delle manovre nel periodo 2012-2014 in 17 Mld euro (circa 2,5 MLD € per Lombardia )

dove siamo arrivati organizzazione del sistema sanitario lombardo
Dove siamo arrivati: organizzazione del sistema sanitario lombardo

Rete ospedaliera: 37.000 letti circa distribuiti in:

  • 29 aziende ospedaliere e 5 IRCCS pubblici , dotati di 99 presidi
  • 80 case di cura private e 20 IRCCS privati a contratto
  • l’indice di posti letto per 1.000 abitanti risulta essere entro la soglia prevista dal D.L. 95/2012: 3,8 posti letto per 1.000 abitanti considerato il saldo della mobilità attiva
  • la Lombardia presenta una distribuzione di letti in presidi con meno di 120 posti letto inferiore rispetto alla media nazionale (19% vs. 33%), ma il 20% dei letti è situato in piccoli ospedali,
  • i cosiddetti piccoli ospedali (<120 pl) sono situati nelle aree a minore densità abitativa.
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La spinta al cambiamento dal punto di vista del modello organizzativo e di governance

  • Gli attuali assetti organizzativi delle Direzioni Sociali delle ASL, compresi i Dipartimenti ed i Distretti sociosanitari, prevedono:
    • 15 Direzioni Sociali
      • 32 Dipartimenti
      • 60 Strutture Complesse
      • 19 Strutture Semplici a valenza dipartimentale
      • 157 Strutture Semplici
      • Una tale organizzazione comporta necessariamente alti costi di struttura

Assetti organizzativi delle ASL

Territorialità dell’organizzazione distrettuale sociale

  • Sono presenti in Lombardia 98 ambiti distrettuali
      • Ciò comporta elevati costi di struttura e di gestione

Contrazione risorse disponibili, specialmente in ambito sociale

  • La riduzione delle risorse destinate al sociale condiziona la progettualità dei Piani di Zona
dove siamo arrivati riduzione ricoveri inappropriati
Dove siamo arrivati: riduzione ricoveri inappropriati
  • Il sistema ospedaliero ha ridotto negli ultimi 15 anniil numero di del 26% il numero dei soggetti trattati da 1.294.000 a 958.000, nonostante aumento e l’invecchiamento della popolazione
  • E’ aumentata la complessità dei casi trattati (indice case-mix)
dove siamo arrivati spostamento verso regime ambulatoriale

ANDAMENTO RICOVERO ED AMBULATORIALE (aumento spesa)

190

180

170

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150

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trend su base 100

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100

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

amb

100

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117

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ricovero

100

104

97

98

106

111

114

118

117

117

Dove siamo arrivati: spostamento verso regime ambulatoriale
  • Le prestazioni sono quasi raddoppiate in 10 anni, ma il 90% dell’attività viene svolta in ospedale e solo il 10% negli ambulatori territoriali
  • Il 24% della spesa è per esami di laboratorio
dove siamo arrivati l assistenza territoriale
Dove siamo arrivati: l’assistenza territoriale
  • Sono rimaste sostanzialmente invariate attività per cure primarie (MMG, guardia, continuità assistenziale ecc)
  • E’ aumentata in modo governato l’assistenza farmaceutica territoriale e la protesica
  • La sperimentazione CREG: 5 ASL coinvolte, circa 95.000 pazienti cronici arruolati:
    • gestione attiva dei pazienti croniche attraverso un nuovo soggetto (oggi cooperative di medici di medicina generale) che si occupa di coordinare e di vigilare sul percorso di diagnosi e cura definito per ogni paziente
    • Sistema di remunerazione a tariffa equivalente a consumi storici
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Risorse economiche del Fondo Sanitario Regionale utilizzate in ambito sociosanitario

Nel corso degli ultimi 5 anni le risorse economiche destinate al finanziamento delle attività socio sanitarie sono incrementate costantemente(+52% in 10 anni)

Nel 2012 il totale di risorse impiegate è pari a € 1.650.000.000, destinate al finanziamento di attività per oltre 80.000 posti accreditati per assistere più di 600.000 persone

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Offerta sociosanitaria

Il sistema di offerta sanitario e sociosanitario del territoriale

Offerta sanitaria

Offerta sociale

Anziani

Disabili

Minori

Persone con dipendenze

Malati terminali

Famiglie

RSA: 57.483 posti

RSD: 3.753 posti

Comunità educative e familiari: 3.593 posti

Comunità: 2.609 posti

Hospice:

246 posti

Post acuto: 619 posti in sperimentazione

Hospice

Residenziale

Sub acuto

Alloggio protetto anziani: 470 posti

Alloggi per l’autonomia: 523 posti

Com. alloggio: 1.739 posti

CDI: 5.961posti

CSS: 1.395 posti

Servizi per l’infanzia (nidi, micronidi, etc.): 63.454 posti

Semi residenziale

CDD: 6.388 posti

Centri diurni per anziani: 4.616 posti

CSE: 3.477 posti

Servizi per i minori (CAG, CRD): 151.426 posti

SFA: 2.168 posti

  • Riabilitazione sociosanitaria: 3.014 posti degenza piena, 145 posti DH, 1.250 posti diurno continuo, 1,3 milioni di trattamenti ambulatoriali, 220.000 trattamenti domiciliari

Riabilitazione

  • Riabilitazione sanitaria

Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) : 96.178 utenti

SMI 2.500 utenti

e SERT 27.719 utenti

Consultori:

394.985 utenti

Servizi Domiciliari e Ambulatoriali

Protesica

ADP

SAD: 22.068 utenti

SADH: 4.353 utenti

ADM: 5.809 utenti

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Le caratteristiche del livello territoriale

  • E’ il livello che garantisce la continuità assistenziale, integrando ospedale e territorio. Comprende l’intera rete dei servizi sociosanitari (RSA, RSD, CDI, CDD, ADI) ed alcuni servizi sanitari (es. ADP)
  • Permane una componente di bisogno assistenziale con l’ esordio di necessità di ambito sanitario (es. componente sanitaria in RSA): è il livello di assistenza che si prende carico della fragilità e della cronicità
  • Il settore sociosanitario, in particolare, rappresenta nel suo complesso un universo di produttori e di attori complementari in cui non è sempre rintracciabile una chiara azione di regia complessiva.
  • E’ necessario sviluppare una «cultura» dell’assistenza territoriale che, seguendo il modello dell’assistenza per acuti, sviluppi un sistema di regole e best practice proprio: l’Evidence Based Medicine, il technology assesment, il risk management, i percorsi di assistenza
  • I modelli di erogazione di assistenza alla fragilità ed alla cronicità devono essere rapportati al tessuto sociale
punti di forza del sistema attuale
Punti di forza del sistema attuale
  • Separazione fra erogazione delle prestazioni (prevalentemente AO) e programmazione, acquisto e controllo (ASL). Insieme alla competizione con le strutture accreditate ciò ha permesso alle aziende ospedaliere pubbliche uno sviluppo autonomo e generato una rete di ospedali di livello elevato sia in termini di professionalità sia in termini di gestione.
  • Spinta all’appropriatezza dovuta a
    • Adozione e continuo aggiornamento di numerosi strumenti gestionali e di verifica e controllo(14% di cartelle cliniche e dal 2003; sistema di sanzioni amministrative per gli erogatori che commettono degli errori sistematici di codifica)
    • sistema di remunerazione delle attività e regole che hanno disincentivato le prestazioni a maggiore potenziale di inappropriatezza (spostamento da ricovero ad ambulatorio)
  • Forte enfasi su controllo dei costi e dell’efficienza produttiva nelle Aziende ospedaliere
punti di attenzione del sistema attuale
Punti di attenzione del sistema attuale
  • Definizione dei livelli della rete e dispersione dell’offerta (delibera 271/2013)
  • Mantenimento del trend di riduzione dell’inappropriatezza nell’accesso al sistema sanitario e sociosanitario
  • Orientamento alla presa in carico
  • Sviluppare nuove e più incisive politiche di prevenzione attiva
  • Necessità di far crescere la cultura dell’assistenza territoriale e renderla ‘riconoscibile’ e unitaria per i cittadini: MMG e PLS, servizi sociosanitari (RSA, RSD, CDI, CDD, ADI), strutture di riabilitazione extraospedaliere, cure intermedie (sub acuto e post acuto)
  • Necessità di ricomposizione dell’offerta fra sanitario e sociosanitario in alcuni ambiti (riabilitazione, hospice, salute mentale)
  • Ruolo e rapporti convenzionali con le cure primarie
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Possibili scenari evolutivi: lo spostamento dell’asse di cura

Livello ospedaliero ad alto livello di specializzazione

Livello territoriale

Livello sociale

Livello ospedaliero: risponde a bisogni “sanitari”, in senso stretto a problemi acuti. Oggi la risposta a questi bisogni avviene o con ricovero, o con attività di Day Hospital, o con macroattività ambulatoriali complesse

Livello territoriale: comprende offerta sociosanitaria e sanitaria, risponde anche a bisogni sanitari emergenti o cronicizzati, soprattutto nella fascia di popolazione fragile o con patologie croniche. Il bisogno sanitario non è prevalente

Livello sociale: comprende l’offerta sociale. Dovrebbe rispondere a bisogni che talvolta oggi sono vicariati da interventi di tipo sanitario impropri (nello specifico, nei casi di mancanza di strutture sul territorio che non rendano necessari interventi di altro tipo)

Il cambiamento dei bisogni e le necessità di sostenibilità economica del sistema richiedono un assetto organizzativo in grado di consolidare lo spostamento dell’asse di cura dall’ospedale al territorio

possibili scenari evolutivi
Possibili scenari evolutivi
  • Assistenza ospedaliera
    • Ridisegno della rete ospedaliera
    • Consolidamento del trend di miglioramento continuo efficienze e qualità della rete
  • Assistenza territoriale e presa in carico cronicità
    • Definizione di un ‘paradigma territoriale’
  • Definizione di macroaree per le funzioni di programmazione acquisto e controllo e per servizi amministrativi/tecnici trasversali
scenari evolutivi la rete ospedaliera
Scenari evolutivi: la rete ospedaliera

Miglioramento dell’efficienza e della qualità della rete

  • Programmazione significa definire qual è la quantità delle varie tipologie di servizi che il sistema di offerta (pubblico + privato) deve garantire nell’ambito dei LEA: revisione contratti . La delibera sulle alte specialità costituisce un primo passo in questo senso
  • Valutazione delle performance e degli esiti delle strutture sanitarie per garantire l’applicazione del diritto alla scelta consapevole del cittadino

Miglioramento efficienza produttiva e attraverso:

  • Allocazione e gestione personale e degli approvvigionamenti
  • Attuazione governo clinico (medicina basata sul valore, HTA, innovazione)
  • Dimensionare unità operative e servizi perché raggiungano soglia minima per efficienza e qualità
  • Centralizzazione servizi (in particolare laboratori analisi) e conseguenti interventi su logistica
  • Gestione tecnica delle strutture ospedaliere (centrali termiche, manutenzioni..)
scenari evolutivi la rete ospedaliera1
Scenari evolutivi: la rete ospedaliera
  • Bacini di utenza omogenei, tenendo conto delle infrastrutture di collegamento (aree di riferimento, non necessariamente provinciali)
  • All’interno delle aree di riferimento definizione dei livelli della rete:
    • Ospedale di riferimento (valorizzazione dei nuovi ospedali)
    • Ospedale di rete, caratterizzati comunque dalla vocazione per acuto
    • Presidio ospedaliero/ambulatoriale territoriale (POT) legato alla cronicità
  • Definizione di centri di riferimento (III livello) sovraterritoriali all’interno delle reti di patologia che si integrano nei percorsi assistenziali
  • Rimodulare la destinazione di nuovi investimenti strutturali su nuova rete
scenari evolutivi la rete territoriale
Scenari evolutivi: la rete territoriale
  • Serve un nuovo polo diverso da quello ospedaliero nei percorsi relativi alla cronicità
    • I ‘presidi ospedalieri territoriali’ potrebbero fornire servizi di primo intervento, ambulatoriali di I livello, di gestione del CREG, gestione cure subacute e riabilitative estensive, di chirurgia ambulatoriale o diurna , di dialisi e gestione ambulatoriale dei pazienti oncologici, integrando al loro interno servizi ADI, servizi sociosanitari.
    • In questa dimensione va trovata l’ integrazione e l’uniformazione dell’offerta sanitaria e socio sanitaria (minori con disabilità, hospice, post acuto, residenzialità, riabilitazione ospedaliera ed extraospedaliera) ed il raccordo con la componente sociale a titolarità comunale
    • Necessità di una valutazione multidimensionale estesa a tutti i servizi territoriali sanitari e sociosanitari
    • Il raccordo del MMG con il sociosanitario è indispensabile. In generale, il MMG deve essere parte attiva rispetto ai processi di valutazione del bisogno e di definizione dei PAI . Per questo, deve essere sgravato da un eccessivo carico burocratico ed amministrativo
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I principi evolutivi del modello di assistenza territoriale

Prossimità: è necessario sviluppare un modello vicino alle persone ed alle famiglie, che orienti e faciliti l’accesso ai servizi territoriali sanitari e sociosanitari. Le proposte in fase di sperimentazione di centri unici per la famiglia e di sportello per il welfare intendono dare risposta a questo bisogno

Presa in carico: il riferimento è alla valutazione multidimensionale del bisogno, strumento che garantisce appropriatezza nell’accesso ai servizi territoriali. La valutazione del bisogno deve essere unica per accedere all’assistenza sanitaria e sociosanitaria (ADI, accompagnamento, protesica, etc). La valutazione dovrà essere gestita attraverso equipe di valutazione multiprofessionale

Continuità assistenziale: l’obiettivo è facilitare la ricomposizione dei servizi che vanno a costituire il piano di assistenza individuale, definito in sede di valutazione multidimensionale

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IL RIDISEGNO DELLA RETEstato dell’arte

ASL base provinciale

Funzione programmazione/ contrattualizzazione/ controllo

Erogazione servizi socio sanitari, cure primarie

AO

Mono/ multipresidio differenziate

Erogatori privati accreditati

Ospedali di riferimento ‘de facto’

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Centri di riferimento III livello (reti di patologia)

Ridisegno della rete: modello a tendere

RICERCA / DIDATTICA

Area di riferimento (provincia?)

Polo ospedaliero

(ospedale di riferimento e presidi di rete)

Polo ospedaliero

(ospedale di riferimento e presidi di rete)

Polo Territoriale

Funzione programmazione/ contrattualizzazione/ controllo

servizi comuni (logistica , acquisti , concorsi, gestione economica personale )

Area di riferimento (provincia?)

Polo ospedaliero

(ospedale di riferimento e presidi di rete)

Polo territoriale (POT, poliamb, ecc)

CRONICITA /TERRITORIO

ACUZIE