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2° Convegno Formazione Docenti 10 Dicembre 2007. SERVIZIO ISTRUZIONE FORMAZIONE PROFESSIONALE E CULTURA PROVINCIA DI PISTOIA E ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA E L'AMBIENTE " DE‘ FRANCESCHI“ PISTOIA A.S. 2006 -2007 PROGETTO A SOSTEGNO DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI.

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Presentation Transcript
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2° Convegno

Formazione Docenti

10 Dicembre 2007

SERVIZIO ISTRUZIONE

FORMAZIONE PROFESSIONALE E CULTURAPROVINCIA DI PISTOIA

E

ISTITUTO PROFESSIONALE PER L'AGRICOLTURA

E L'AMBIENTE " DE‘ FRANCESCHI“

PISTOIA

A.S. 2006 -2007

PROGETTO A SOSTEGNO DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

cosa una storia sociale
Cosa è una storia sociale?
  • La storia sociale è una storia breve
  • scritta in un modo e una forma specifici
  • Descrive una situazione sociale ovvia per la maggiore parte di noi ma che non lo è per chi ha problemi di comprensione sociale
  • Le storie sociali sono state sviluppate da Carol Gray ed utilizzate per tutti i ragazzi con disturbi dello spettro autistico
una storia sociale
Una storia sociale...
  • Di solito è scritta in prima o terza persona
  • Utilizza la prospettiva dello studente
  • Utilizza un linguaggio positivo
  • Può essere interpretata letteralmente, utilizzando elementi concreti, semplici da capire, spesso accompagnati da foto o disegni.
le storie sociali di cosa parlano
Le storie sociali… di cosa parlano?

Descrivono in dettaglio:

  • situazioni sociali
  • eventi e reazioni che lo studente può aspettare che si verifichino nella situazione
  • Le azioni o le reazioni che ci si può aspettare da lui o da lei
le storie sociali si possono usare per
Le storie sociali si possono usare per...
  • Descrivere routine quotidiane (partenze o arrivi)
  • Parlare di variazioni di semplici routine
  • Sviluppare abilità di gioco e comportamenti sociali appropriati
  • Fornire sostegno nelle attività sportive/giochi
  • Apprendere regole scolastiche
perch scrivere una storia sociale
Perché scrivere una storia sociale?

Fornire chiare aspettative sulla situazione

  • Fornire esempi di comportamenti o risposte positive utilizzabili dallo studente
  • Sono flessibili
  • Per accrescere il livello di tranquillità nel ragazzo
3 tipi di frasi
3 tipi di frasi:
  • frasi descrittive
  • frasi soggettive
  • frasi di controllo
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Le frasi descrittive:

  • definiscono la situazione, descrivono gli eventi ed introducono i personaggi ed i ruoli
  • 2. Frasi soggettive:
  • descrivono le reazioni ed i sentimenti degli altri in una determinata situazione
  • 3. Frasi direttive:
  • suggeriscono allo studente il comportamento atteso come conseguenza di un certo comportamento.
do s and don ts
DO’S AND DON’TS
  • Usare soltanto poche frasi per pagina.
  • Evitare di utilizzare avverbi come: sempre,

da sostituire con a volte, di solito

  • Esprimere le frasi direttive in modo positivo
  • Descrivendo le risposte desiderate e non

comportamenti problematici

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A scuola , quando l’insegnante spiega, a volte capita di voler fare delle domande (descrittiva).

slide15

Quando voglio fare una domanda, alzo la mano e aspetto finché l’insegnante

non dice il mio nome (direttiva)

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L’insegnante farà del suo meglio per rispondere alla mia domanda (soggettiva).

Io cercherò di ascoltare attentamente la sua risposta (direttiva

slide19

Qualche volta l’insegnante non mi risponderà subito. Anche così va bene (soggettiva).

Io cercherò di aspettare con pazienza e con calma finchè la mia insegnante non mi chiama per rispondere alla mia domanda (direttiva)

chi sandro
Chi è Sandro???
  • Sandro è un ragazzo di 16 anni che frequenta la II classe superiore di un istituto professionale di Pistoia.
  • Segue un percorso di tipo A
  • Primogenito in una famiglia composta da 4 persone: padre, madre e un fratello minore
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1995 nasce dopo gravidanza regolare .

STORIA

Tappe sviluppo motorio e linguistico nella norma

Ingresso scuola materna si manifestano prime difficoltà relazionali + impaccio motorio

All’età di 5 prima crisi epilettica a distanza di un anno dalla nascita del fratello minore

Ingresso scuola elementare aumentano difficoltà relazionali e fino e grosso motorie. Si diagnostica prima DSA quindi SNV

Si affianca insegnante di sostegno a scuola e assistente a casa

Scuola Media: affiancata da insegnante di sostegno, trascorre il tempo fuori dall’aula, seguendo programma differenziato

Oggi …

slide23

Relazioni sociali …

A scuola … A casa …

I contatti di Sandro con i

Pessimo rapporto con il padre

compagni sono di tipo imitativo,

e con il fratello con cui è in

competizione, ma che non

non prende mai iniziative e non

riesce ad eguagliare. Conflitti

esprime mai il suo parere. Non

anche con la madre. Passa il

ha amici e si “compra” la

tempo a giocare o tentare di

compagnia dei compagni

giocare alle play station.

facendo piccoli favori

Nel tempo libero …

Si aggira per casa in mutande, non praticando alcuno sport e non avendo amici …

perch
Perché???

Diagnosi funzionale

DSA e disarmonia evolutiva (sindrome non verbale)

slide25

Sindrome non verbale???

La sindrome non verbale fa parte

dei disturbi dello spettro autistico

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Spettro autistico

Sindrome di Asperger

Sindrome di Rett

Autismo

Disturbo disintegrativo della fanciullezza

DPSNAS (disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato)

Sindrome non verbale

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Si caratetterizza per:

Deficit nell’analisi delle informazioni

Influisce sutre aree fondamentali

I abilità organizzative e funzioni esecutive

II integrazione abilità visuo-spaziali e senso motorie

III abilità sociali, prospettiva altrui e linguaggio pragmatico

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I - Deficit nelle abilita’ organizzative e nelle funzioni esecutive provoca difficoltà nella:

Organizzazione delle informazioni

Integrazione delle informazioni

Difficoltà di Produzione

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Organizzazione delle informazioni:

Nuove situazioni

Velocità nel processare informazioni

Problemi con :

Rigidità di pensiero

Interpretazione concreta

Perfezionismo

Immagazzinamento inconsistente nella memoria di lavoro

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Integrazione delle Informazioni

Influisce sulla capacità di

  • Leggere fra le righe
  • Creare documenti scritti
  • Cogliere l’idea principale
  • Capire metafore e analogie
  • Focalizzare dettagli corretti
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Produzione di testi – utilizzando le informazioni per creare o rispondere

  • Spesso si presentano problemi con:
  • tolleranza alla frustrazione
  • senso di impotenza
  • velocità di elaborazione
  • Perdita del filo conduttore
  • Perfezionismo
  • Modalità di apprendimento sequenziale con perdita della forma
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Deficit nella integrazione delle abilità

  • Visuo-Spaziali e Senso-Motorie

Ha effetto su :

  • Processazione informazioni visive
  • Postura
  • Sensibilità uditiva e tattile
  • Disgrafia
  • Difficoltà spaziali
  • Mantenimento dell’attenzione
  • Esplorazione fisica del mondo
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III. Abilita’ sociali e capacita’dialogiche

Problemi nella:

  • interazione sociale , o incapacità di riconoscere e
  • adottare la prospettiva altrui
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N.B. abilità verbale NON è abilità comunicativa

  • Per cui sperimenta difficoltà per:
  • Entrare o uscire in una conversazione
  • Integrare informazioni a vari livelli
  • e quando deve “dare” e “prendere” nelle situationi sociali
  • tempo e riferimento temporale
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Far leva sui punti di forza:

  • e cioè su:
  • abilità uditive
  • ripetizione orale
  • motivazione
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Utilizzando le seguenti strategie:

  • * storie sociali
  • * peer tutoring/cooperative learning
  • * istruzioni dirette
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Obiettivi a breve termine:

  • sperimentare piccoli successi
  • riducendo il senso di ansia da prestazione e
  • accrescendo la propria autostima ed il senso
  • di autoefficacia
  • per essere in grado di stabilire relazioni
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Per un progetto a lungo termine per

essere presente e partecipare alla vita sociale di classe

Riuscire a conquistare e mantenere buone relazioni personali

Esprimere preferenze e fare scelte nella vita di tutti i giorni

Avere l’opportunità di svolgere un ruolo attivo all’interno della comunità

Continuare a sviluppare competenze

personali

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Obiettivi:* condividere momenti di svago con

i compagni

* stabilire relazioni amicali

Sottobiettivi* riuscire a gestire il senso di ansia

da prestazione

* tollerare le frustrazioni

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A volte capita che i miei compagni giochino

a calcio dopo che abbiamo fatto ginnastica.

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La prossima volta che i miei compagni

giocheranno a pallone anche io giocherò

a pallone con loro.

slide51

Se io giocherò con i miei amici

loro saranno felici ed anche io sarò felice

chi giulio
Chi è Giulio???

Giulio è un ragazzo di 16 anni che frequenta la II classe superiore di un istituto professionale di Pistoia.

Segue un percorso di tipo B

Figlio unico in una famiglia composta da 4 persone: padre, madre e la nonna.

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1995 nasce dopo gravidanza regolare .

STORIA

Tappe sviluppo motorio e linguistico nella norma

Ingresso scuola materna si manifestano prime difficoltà relazionali + impaccio motorio

Di lui si dice che è un bambino timido, introverso che ama stare per conto suo

Ingresso scuola elementare le difficoltà relazionali rimangono ma il bambino riesce a stabilire contatti con gli altri bambini.

E’ molto stressato dal lavoro scolastico.

Scuola Media: blackout. Il bambino ha delle crisi. Si riconosce Sindrome di Asperger si affianca insegnante di sostegno e e si segue programma differenziato

Oggi …

slide55

Relazioni sociali …

A scuola … A casa …

I contatti di Giulio con i compagni

sono buoni. Riesce a gestire i rapporti

all’interno della propria classe condividendo anche momenti di svago con alcuni di essi. Ha per lo più un comportamento di tipo imitativo e cerca la compagnia dei compagni, ma in alcune situazioni è pronto anche stare

Per conto proprio quando la situazione

Non lo convince.

Ha un buon rapporto con i genitori

specie con la madre che lo segue più

da vicino. Chiede il suo aiuto nello

svolgimento dei compiti.

Non ha amici che frequentano la sua

casa ed i contatti che ha sono quelli

con i parenti più stretti, il personale

ed i ragazzi del centro AIAS che

frequenta una volta alla settimana

Nel tempo libero …

Trascorre i weekend con la famiglia, a volte va a caccia

con il padre. Negli ultimi due mesi è uscito a mangiare la pizza con alcuni compagni di classe, dopo essere stato invitato.

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Punti di forza …

  • Motivazione: voglia di avere amici
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Punti deboli…

  • Relazioni sociali
  • Comprensione linguaggio
  • metaforico e figurato
  • Interessi limitati
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Strategie:

  • Istruzioni dirette chiare e ben definite,
  • Storie sociali
  • Lavoro cooperativo, peer tutoring
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Con l’obiettivo a breve termine:

  • Diminuire il senso di ansia e di stress
  • Aumentare le proprie capacità
  • socio-relazionali
  • Accrescere il campo di interessi
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E l’obiettivo a :

a lungo termine di:

Instaurare relazioni amicali e

mantenerle

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Acquisire un certo grado autonomia

Gestire situazioni impreviste

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Obiettivi: * gestire situazioni impreviste

* condividere momenti di svago con

i compagni

* stabilire relazioni amicali

Sottobiettivi * riuscire a gestire il senso di ansia

e di irritazione di fronte a

cambiamenti di orari, di programmi

ecc …

i miei amici sono molto felici quando io vado a mangiare la pizza con loro
I miei amici sono molto felici quando io vado a mangiare la pizza con loro

a me piace molto la pizza

slide71

Dopo aver mangiato la pizza

può capitare che i miei amici decidano

di andare a fare un giro per la città o di

andare al cinema

slide73

Può capitare che le persone decidano

di cambiare programma.

Cambiare programma vuol dire che

prima una persona voleva fare una cosa

e poi decide di farne un’altra

slide74

La prossima volta che i miei amici

decideranno di andare al cinema o di fare

un giro in città, dopo che abbiamo mangiato

la pizza, io sarò tranquillo,

perché so che le persone possono cambiare

i loro programmi a volte, e decidere di fare

altre cose.

slide75

Se io rimarrò calmo, i miei amici saranno

felici

ed anche io sarò felice.

slide76

Se io i miei amici mi proporranno di

andare a fare un giro dopo aver mangiato la pizza io rimarrò calmo e sereno, perché so che può capitare.

Loro saranno felici ed anche io sarò felice perché così potrò

stare più tempo con loro.

IPSAA De Franceschi Pistoia Prof.ssa Cristina Matteoni