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Educazione e integrazione scolastica degli alunni con disturbi dello spettro autistico

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Educazione e integrazione scolastica degli alunni con disturbi dello spettro autistico. come modello di intervento educativo per le disabilit à.

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Presentation Transcript
educazione e integrazione scolastica degli alunni con disturbi dello spettro autistico

Educazione e integrazione scolastica degli alunni con disturbi dello spettro autistico

come modello di intervento educativo per le disabilità

slide2
“Se persone normali si trovassero su un altro pianeta con creature aliene, probabilmente si sentirebbero spaventate, non saprebbero come fare per adattarvisi e avrebbero sicuramente difficoltà a capire cosa pensano, sentono e vogliono gli alieni e a rispondere a tutto questo.

L’autismo è così”

(Therese Joliffe)

premessa operativa
Premessa operativa
  • Nel trattamento dell’autismo si devono fare 3 cose:
  • Educare
  • Educare
  • Educare
perch dobbiamo conoscere l autismo dal di dentro
Perché dobbiamo conoscere l’autismo dal di dentro
  • Quale è il compito dell’educazione?
  • “I bambini autistici possono avere turbe del comportamento, problemi di comunicazione, dell’udito e di ritardo mentale; ma essere curati come bambini non autistici con turbe del comportamento, problemi di udito o ritardo mentale è per loro disastroso, perché la ragione delle loro difficoltà è differente” (Peeters, 2005)
il potere dell educazione
Il potere dell’educazione
  • Modificare circuiti neuronali disfunzionali in una “finestra temporale” nella quale il cervello si può modificare
  • Una “cura” per il cervello
  • L’educazione è un diritto, il significato di un’affermazione
premessa al corso protocolli di intervento
Premessa al corsoProtocolli di intervento
  • Sui DSA sappiamo moltissimo (anche se non tutto)
  • Non è vero che possiamo fare poco
  • È vero, al contrario, che abbiamo una grande responsabilità rispetto alla qualità della vita futura dei soggetti con DSA
  • Sappiamo cosa va fatto e come va fatto (e non possiamo far finta di non saperlo)
intervento integrato a partire da
Intervento integrato a partire da…
  • RIFERIMENTO ALLE EVIDENZE SCIENTIFICHE…please
  • BASTA! con interventi falsamente miracolistici, che fanno perdere tempo prezioso
intervento integrato a partire da1
Intervento integrato a partire da…
  • ABA
    • Applied Behavior Analysis (I. Lovaas)
  • TEACCH
    • Treatment and Education of Autistic and Communication Handicapped Children (E. Schopler)
di cosa stiamo parlando

Di cosa stiamo parlando?

Presentazione generale sul

Cosa è…un DSA

la definizione della s i n p i a linee guida 2005
La definizione della S.I.N.P.I.A.(Linee guida, 2005)

“L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita…….”

la definizione della s i n p i a linee guida 20051
La definizione della S.I.N.P.I.A.(Linee guida, 2005)

“Le aree prevalentemente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri……”

la definizione della s i n p i a linee guida 20052
La definizione della S.I.N.P.I.A.(Linee guida, 2005)

“L’autismo, pertanto, si configura come disabilità <<permanente>> che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.”

cosa non
Cosa non è
  • Non è una patologia di origine psicogena
    • Non è un disturbo della relazione madre-bambino
    • La madre non ha nessuna responsabilità
  • Non è una psicosi, ma un disturbo che interviene nello sviluppo
  • Non è chiusura in sé stessi
cosa lo causa e cosa
Cosa lo causa e cosa è
  • Cause conosciute, malgrado la resistenza e la diffidenza di alcuni studiosi
  • Tuttavia per ora è una sindrome definita solo in termini comportamentali
    • sintomi evidenti tra il 10 e il 20 mese (talvolta rilevazione successiva)
  • Geni, ambiente, virus, vaccini, alterazioni metaboliche
cosa lo causa e cosa1
Cosa lo causa e cosa è
  • Disordine cerebrale (neurobiologico) di probabile origine genetica
    • Interruzione del normale sviluppo cerebrale
    • anomalie nelle strutture o nelle funzioni cerebrali
  • Non ci sono due bambini con questo disturbo che si comportano allo stesso modo
    • sottogruppi con lesioni differenti
disturbi dello spettro autistico

Disturbi dello spettro autistico

Dalla triade alle ipotesi esplicative

slide17

Le aree compromesse nei

Disturbi dello Spettro Autistico

COMUNICAZIONE

(gioco, linguaggio, pragmatica)

ABILITA’ SOCIALI

(relazioni, reciprocità, interazioni)

GAMMA DI COMPORTAMENTI

(ristrettezza di attività e interessi, stereotipie)

e aggiungerei
E aggiungerei…
  • Anomalie percettivo-sensoriali
    • Uditive
    • Tattili
    • Gustative
    • Olfattive
    • Visive
  • Isole di abilità
epidemiologia
EPIDEMIOLOGIA
  • Presente in ogni stato, in tutte le razze, le religioni e i livelli economici
  • caratteristiche non influenzate da fattori sociali (territorio, cultura, economia)
  • prevalente rispetto a cancro, diabete, Down
  • circa 6 casi su 1000 (ultimi studi 1\150 spettro autistico)
  • maschi più colpiti - 3\1, 4\1
disturbi pervasivi dello sviluppo disturbi dello spettro autistico secondo il dsm iv
Disturbi Pervasivi dello Sviluppo(disturbi dello spettro autistico)secondo il DSM-IV
  • Disturbo autistico
  • Disturbo di Asperger
  • Disturbo di Rett
  • Disturbo disintegrativo della fanciullezza
  • Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (autismo atipico)
le comorbilit
Le comorbilità
  • Ritardo mentale (65\80%)
  • Epilessia (25\30%)
  • Disturbi del sonno
  • Comportamenti anomali
  • Anomalie nell’alimentazione
  • Disturbi dell’umore
le teorie esplicative
Le teorie esplicative
  • Socio-affettiva
  • Teoria della mente
  • Coerenza centrale
  • Funzioni esecutive
  • Teoria della simulazione
deficit delle funzioni esecutive ozonoff
Deficit delle funzioni esecutive(Ozonoff)
  • Operazioni mentali mediate dai lobi frontali che permettono il controllo volontario del movimento e del pensiero
  • Incapacità ad organizzare elementi di un piano di lavoro
  • Incapacità a formulare un piano di azione
  • Incapacità a modificare il proprio piano d’azione
  • Tendenza a rimanere ancorati a dati percettivi
  • Incapacità ad inibire risposte impulsive
teoria della simulazione gallese rizzolat fogassii
Teoria della simulazione(Gallese, Rizzolat,Fogassii)
  • I neuroni specchio
  • La comprensione della cognizione sociale dipende dall’attivazione di strutture neurali
processare volti
Processare volti
  • Riconoscimento del volto umano nello sviluppo tipico
  • Processare le informazioni dei volti nell’autismo
  • Le conseguenze: elaborare i volti come le sedie
  • La cognizione senso-motoria (mente enattiva)
cosa la teoria della mente
Cosa è la teoria della mente
  • Capacità di attribuire stati mentali e di inferire su di essi
  • La capacità di attribuire stati mentali consente di avere
    • Consapevolezza dei propri stati mentali
    • Comprensione delle conoscenze e delle credenze degli altri (ciò che pensano)
    • Comprensione che i comportamenti guidano i pensieri degli altri
    • Comprensione dell’intenzionalità
dell autismo spiega
Dell’autismo spiega
  • L’uso limitato di espressioni facciali e gesti (anche per ingannare)
  • L’interpretazione letterale e la difficoltà d’uso del linguaggio figurato
  • La difficoltà a comprendere intenzioni, desideri, credenze ed emozioni degli altri
  • La difficoltà a mantenere l’argomento della conversazione
l approccio educativo cognitivo comportamentale per i disturbi dello spettro autistico

L’approccio educativo cognitivo-comportamentale per i Disturbi dello Spettro Autistico

(e non solo per questi disturbi)

slide29
Il processo di apprendimento dei comportamentisecondo il modello ABAdi condizionamento operante (Skinner)

S R C

  • STIMOLO
  • RISPOSTA (comportamento)
  • CONSEGUENZA (positiva - negativa)

Elaborazione

informazione

i principi che sostengono l apprendimento secondo l aba
I principi che sostengono l’apprendimentosecondo l’ABA
  • Sollecitare, indurre, favorire o modificare dei comportamenti\apprendimenti osservabili con l’erogazione controllata delle azioni educative, relative soprattutto a
  • Aiutare(intorno allo stimolo, antecedente)
    • Come, quanto
  • Rinforzare(intorno alla conseguenza)
    • Come, quanto
gli antecedenti
Gli antecedenti
  • TUTTI gli elementi presenti nell’ambiente precedentemente alla produzione di un comportamento\abilità, a cominciare dall’ISTRUZIONE
  • Questi elementi influenzano la produzione del comportamento\abilità facilitandolo o, al contrario, inibendolo o bloccandolo
tecniche di gestione degli antecedenti primo strutturare l ambiente per far apprendere
TECNICHE DI GESTIONE DEGLI ANTECEDENTIPrimo: strutturare l’ambiente per far apprendere
  • Programmazione accurata dell’ambiente di lavoro
  • Mettere, tenere ordine
  • Determinare la postazione e il materiale
  • La concorrenza tra comportamenti alternativi
  • Un ambiente strutturato facilità l’autonomia
  • Un ambiente disordinato e disorganizzato ha un effetto frustrante, ansiogeno sul soggetto con DSA, quindi, ostacola l’apprendimento
secondo perch importante imparare a descrivere comportamenti per programmare
Secondo Perché è importante imparare a descrivere comportamenti per programmare
  • Orientiamo la nostra azione sul controllabile
  • Impariamo a programmare un intervento specifico
cominciamo ad imparare come rendere chiari soprattutto a noi gli obiettivi
Cominciamo ad imparare come rendere chiari (soprattutto a noi) gli obiettivi
  • Per usare un linguaggio comportamentale, DESCRIVERE
  • Il comportamento, l’abilità che il bambino saprà usare alla fine del processo di insegnamento
  • Il contesto, la situazione, le condizioni in cui il comportamento si deve manifestare
  • Il criterio, cioè il livello prestabilito che ci possa dire che l’obiettivo è stato raggiunto
esemplificazione di definizione di un obiettivo
Esemplificazione di definizione di un obiettivo
  • È in grado di scrivere (o scriverà) le vocali (comportamento “operativo”) autonomamente sul quaderno (criterio di esecuzione) sotto dettatura della maestra in classe (condizioni), senza che gli errori superino il 10% della prova (criterio di padronanza)
cosa insegnare

Cosa insegnare

I contenuti dell’educazione di un soggetto con

Disturbo dello Spettro Autistico

dal primo giorno
Dal primo giorno
  • L’enfasi sullo sviluppo delle abilità sociali…che ci deve seguire lungo il nostro percorso
abilit sociali
Abilità sociali = ……
  • Tutte le regole che ci consentono di stare (bene) con gli altri
    • cooperare, relazionarsi, rispettare le regole della convivenza, della reciprocità e di contesto, rispettarsi, ascoltarsi, e anche evitare di farsi ingannare, raggirare, vittimizzare
dal primo giorno1
Dal primo giorno
  • L’intersoggettività (neuroni specchio):
    • Attenzione congiunta
    • Condivisione di interessi
    • Condivisione di emozioni
    • Scambio dei turni (nel gioco, nella conversazione)
    • Imitazione (Denver model)
a proposito di cosa insegnare le abilit sociali
A proposito di cosa insegnarele abilità sociali
  • Anche queste vanno insegnate in modo diretto
  • Dall’intersoggettività alla complessità delle relazioni e delle regole sociali
difficolt nell interazione
Difficoltà nell’interazione
  • La fatica più improba per un bambino con DSA è cogliere i significati delle interazioni sociali, di ciò che gli altri fanno, dicono, sentono
l attenzione congiunta rispondere
L’attenzione congiuntarispondere
  • Dal sesto mese si osserva una comunicazione triadica:
    • Bambino, madre, oggetto
  • Il bambino segue lo sguardo della madre verso l’obiettivo della sua attenzione
l attenzione congiunta iniziare
L’attenzione congiuntainiziare
  • Intorno ai 10 mesi orienta l’attenzione della madre verso un oggetto attraverso lo sguardo
    • Guarda un oggetto fuori della sua portata
    • Guarda la madre
    • Guarda di nuovo l’oggetto
l attenzione congiunta
L’attenzione congiunta
  • Componenti attentive e affettive
  • Madre e bambino condividono un interesse e un coinvolgimento reciproco
  • Potente predittore dello sviluppo
    • del linguaggio
    • dell’imitazione
    • del gioco
    • del comportamento sociale
    • della teoria della mente
    • nel caso di autismo, dell’esito del trattamento
lo sviluppo dell imitazione
Lo sviluppo dell’imitazione
  • L’imitazione della protrusione della lingua presente fin dalle prime settimane
    • Legata alla capacità di rappresentazione mentale dell’informazione sociale
  • L’imitazione sociale precoce appare compromessa nell’autismo
programmare

Programmare

Come fissare le tappe di un percorso

valutare

Valutare…

e ancora valutare

perch valutare
Perché valutare
  • Perché è controproducente improvvisare
  • Perché è controproducente stare al traino della classe
  • Perché è controproducente stare al traino dell’alunno
  • L’importanza di costruire un percorso ad hoc
per una valutazione formale
Per una valutazione formale
  • Il PEP-3
  • Il LAP
  • La Vineland
  • Le prove oggettive
il come la metodologia

Il come, la metodologia

L’insegnamento secondo i principi ABA

Applied Behavior Analysis

analisi applicata al comportamento

insegnare abilit nuove quelle che ho determinato con la valutazione

Insegnare abilità nuove (quelle che ho determinato con la valutazione)…

con le tecnologie comportamentali

i principi che sostengono l apprendimento secondo l aba1
I principi che sostengono l’apprendimentosecondo l’ABA
  • Sollecitare, indurre, favorire o modificare dei comportamenti\apprendimenti osservabili con l’erogazione controllata delle azioni educative, relative soprattutto a
  • Aiutare (intorno allo stimolo, antecedente)
    • Come, quanto
  • Rinforzare (intorno alla conseguenza)
    • Come, quanto
impianto generale per insegnare a alunni con disabilit cognitive
Impianto generale per insegnare a alunni con disabilità cognitive

Dare solo una istruzione che sia breve, semplice, specifica, pacata

Essere sicuri che il bambino stia attento

Presentare l’istruzione in termini positivi

Dare tempo per risposta

Dare assistenza extra se necessario

Premiare quando esegue l’istruzione

Se non esegue l’istruzione, aiutare (fisicamente, verbalmente, visivamente, con i gesti) l’esecuzione e poi premiare

slide57

L’insegnante

da l’istruzione

S

Stimolo

Elaborazione

Della mente

Si aspetta

R

Risposta

Comportamento

Il bambino

esegue

Il bambino

non esegue

Prompt

aiuto

C

Rinforzo

Premio

1 attenzione come prerequisito
1) Attenzione come prerequisito
  • Essere sicuri che il bambino stia attento
  • Ridurre o eliminare i distrattori
  • Favorire il contatto oculare
2 stimolo istruzione
2) Stimolo\istruzione
  • Presentare solo una istruzione che sia
    • breve,
    • semplice,
    • specifica,
    • pacata,
    • uguale
  • Evitare di ripeterla (soprattutto “a raffica”) (“posso non eseguire quello che mi chiedi”)
  • Semmai aspettare, se non esegue ripetere solo una volta con aggiunta di suggerimenti
3 affermare non negare
3) Affermare (non negare)
  • Presentare l’istruzione in termini positivi
4 aspettare
4) Aspettare
  • Dare tempo per risposta
  • Qualche decina di secondi
5 promptare
5) Promptare
  • Dare assistenza extra se necessario
6 rinforzare
6) Rinforzare
  • Premiare quando esegue l’istruzione
7 ripetere 5 e 6 se necessario
7) Ripetere 5 e 6…se necessario
  • Se non esegue l’istruzione, aiutare (fisicamente, verbalmente, visivamente, con i gesti, ecc.) e poi premiare
perch aiutare
Perché “aiutare”
  • Si può definire “aiuto esterno” qualunque suggerimento aggiuntivo alla richiesta\istruzione iniziale che possa facilitare l’emissione di un comportamento\abilità, altrimenti improbabile
  • Ogni processo di apprendimento passa attraverso aiuti esterni, forniti da un facilitatore
  • In soggetti con DSA e con disabilità cognitive l’aiuto è una necessità
  • Il mio insegnamento passa attraverso il come e il quanto aiutare
determinare come e quanto aiutare
Determinare come e quanto aiutare
  • Come:
    • determinare quale tipo di aiuto ovvero……gli aiuti non sono tutti uguali e non sono tutti opportuni
  • Quanto:
    • determinare la quantità dell’aiuto e la sua attenuazione
prompting i suggerimenti che consentono apprendimento
Promptingi suggerimenti che consentono apprendimento
  • Prompt - suggerimento fisico
    • Guida fisica
  • Prompt - suggerimento gestuale
  • Prompt - suggerimento posizionale
  • Prompt - suggerimento verbale
  • Prompt - suggerimento visivo (immagini, parole)
  • Modeling - suggerimento da modello
un inciso l apprendimento senza errori
Un incisoL’apprendimento senza errori
  • La tendenza alla ripetizione porta la persona con disturbo dello spettro autistico a ripetere qualsiasi comportamento appreso……che sia corretto od errato
  • Se sbaglia rischia di apprendere lo sbaglio…e di ripeterlo
  • Quindi, non ci possiamo permettere che sbagli
un inciso l apprendimento senza errori1
Un incisoL’apprendimento senza errori
  • Perché possa apprendere senza sbagliare bisognare fornire uno stimolo, un’istruzione che sia anche un AIUTO
  • L’aiuto deve impedire l’errore, anche con la guida fisica
fading
Fading
  • Attenuazione dell’aiuto
  • Il sottile confine tra ottimismo e pessimismo operativo
    • Pensare che lo possa fare, sempre
      • Conseguenza frustrazione, evitamento, comportamento problema
    • Pensare che non riesca a farlo, sempre
      • Conseguenza sostituzione, dipendenza
fading1
Fading
  • Dall’eteronomia all’autonomia
  • Attenuazione graduale programmata
task analysis
Task analysis
  • ANALISI DEL COMPITO
  • Un altro modo di aiutare l’apprendimento
  • Scomporre, spezzettare, “sequenziare” le parti “micro” che compongono un compito, un’attività
  • Soprattutto nei casi nei quali il compito appare troppo complesso
task analysis1
Task analysis
  • Necessaria per rendere più agevole un apprendimento troppo complesso per il bambino
  • Aumenta la probabilità di successo nell’apprendimento
  • Riduce la possibilità di frustrazione
  • Consente la creazione di un clima motivante
  • Consente la sperimentazione dell’autoefficacia
il rinforzo

Il rinforzo

Il “fissante”

terza fase il rinforzo conseguenza
Terza faseil rinforzoCONSEGUENZA
  • “Il rinforzo è qualsiasi evento che nelle stesse situazioni o in situazioni analoghe aumenta la probabilità di comparsa della risposta che lo ha provocato e dalla quale esso dipende” (Meazzini)
  • La conseguenza piacevole (qualcosa di gradito) che fissa l’apprendimento
diventare motivatori

Diventare motivatori

Conoscere e controllare come gratificare, ricompensare, premiare, RINFORZARE

secondo la teoria dell apprendimento
Secondo la teoria dell’apprendimento

Ogni comportamento\abilità

è sempre preceduto da

uno STIMOLO

e seguito da

una CONSEGUENZA

terza fase il rinforzo conseguenza1
Terza faseil rinforzoCONSEGUENZA
  • Le due tipologie
  • RINFORZO POSITIVO: ottenimento di uno stimolo gradevole (ricevere attenzione, un oggetto tangibile)
  • RINFORZO NEGATIVO: rimozione stimolo avversivo (un compito, una situazione sgradevole)
  • Purtroppo, nell’autismo a basso funzionamento e nel ritardo mentale grave e profondo può esisterne una terza
    • RINFORZO AUTOMATICO: mantenuto da meccanismi intrinseci (autostimolazioni corporeee, rilascio di oppiodi endogeni)
i rinforzi positivi
I rinforzi positivi
  • rinforzi sociali (lodi, manifestazioni d’affetto)
  • rinforzi informazionali (conoscere gli effetti prodotti dal comportamento, come sto andando?)
  • rinforzi dinamici (attività)
  • rinforzi tangibili (commestibili e non commestibili)
  • rinforzi simbolici (token economy, denaro)
i rinforzatori sociali
I rinforzatori sociali
  • Attenzione
  • Attestazione di affetto
  • Attestazione di stima
  • Approvazione
  • Accettazione
    • Guardare negli occhi, fare cenni di assenso, sorridere, accarezzare, abbracciare, baciare, dare pacche, battere “cinque”, espressioni linguistiche
i rinforzatori sociali1
I rinforzatori sociali
  • Devono essere sempre presenti
  • Devono accompagnare gli altri rinforzi
  • Devono essere genuini
  • Sono naturali
  • Sono ultra economici
  • Difficilmente producono saziazione
i rinforzatori informazionali
I rinforzatori informazionali
  • Feedback, informazione di ritorno
  • “Come sto andando?”
  • “Come sono andato?”
i rinforzatori dinamici
I rinforzatori dinamici
  • Attività molto gradite
  • Legate a processi di autodeterminazione
    • Passeggiare, ascoltare musica, guardare la TV, effettuare un determinato gioco, pulire la lavagna, ecc.
i rinforzatori tangibili
I rinforzatori tangibili
  • Sono compresi gli alimenti - rinforzatori commestibili
  • Oggetti concreti con effetti rinforzanti
  • Da orientare verso rinforzatori simbolici
  • Per ridurre l’artificiosità, orientare e\o accompagnare con altri rinforzatori più naturali
come stabilire se un rinforzo tale
Come stabilire se un rinforzo è tale…
  • Non possiamo dire che un qualunque evento\oggetto\attività stimolante può essere un rinforzo per un comportamento\abilità finchè non lo proviamo e ne osserviamo gli effetti sull’andamento del comportamento

Se incrementa il comportamento\abilità è un rinforzo

campionare i rinforzi
Campionare i rinforzi
  • I rinforzi devono essere “tagliati su misura”
  • I rinforzi dovrebbero essere sempre campionati, selezionati e personalizzati per ogni bambino
  • Quello che può essere un rinforzo per un bambino può non esserlo per un altro
  • Non escludere rinforzi bizzarri, insoliti
campionare i rinforzi1
Campionare i rinforzi
  • Per individuare i rinforzi
    • Osservare il bambino nel tempo libero e nel gioco
    • Raccogliere informazioni da chi lo conosce bene
    • Favorire la scelta
il rinforzo regole d uso
il rinforzo: REGOLE D’USO
  • Per essere efficace un rinforzo deve essere somministrato immediatamente dopo il comportamento che si desidera incrementare
    • Attenzione: più lungo sarà l’intervallo di tempo fra il comportamento e la somministrazione del rinforzo più difficilmente si incrementerà quel comportamento
il rinforzo regole d uso1
il rinforzo: REGOLE D’USO
  • Rinforzo immediato della risposta corretta, attesa (con accompagnamento di rinforzi sociali)
  • Se la risposta è errata, far seguire un suggerimento\aiuto
  • Il suggerimento da significato alle parole, fa capire al bambino cosa ci aspettiamo che faccia
il rinforzo1
il rinforzo
  • Inizialmente rinforzare ogni risposta corretta
  • Poi ridurre e attenuare (ma senza fretta)
  • Attenuazione a rapporto
    • Dopo un certo numero di risposte
  • Attenuazione a intervallo
    • Dopo un certo tempo
un sistema sofisticato
Un sistema sofisticato
  • TOKEN SYSTEM\ECONOMY
    • Un modo particolare ed efficace di usare il rinforzo
    • Ma bisogna arrivarci, cioè non può essere, soprattutto nei bassi funzionamenti, il tipo di rinforzo iniziale
token economies
Token economies
  • Gettone adesivo
  • Scambio periodico di gettoni per premio
  • Comparabile al denaro
  • Premio immediato e allo stesso tempo si aspetta
  • Diventa un supporto visivo
il riconoscimento di un diritto

Il riconoscimento di un DIRITTO

I supporti visivi(dalla lezione del programma TEACCH)

il supporto visivo pi importante

Il supporto visivo più importante

L’agenda visiva

Schedule

Una bussola

che orienta

in mezzo al caos

perch usare un agenda visiva schedule
Perché usare un’agenda visivaschedule
  • Sappiamo che i soggetti con autismo hanno difficoltà a pianificare qualsiasi comportamento, qualsiasi attività o serie di attività a causa del deficit delle funzioni esecutive
  • Sappiamo che, per la stessa ragione, i soggetti con autismo hanno difficoltà a processare più di un informazione alla volta
perch usare un agenda visiva schedule1
Perché usare un’agenda visivaschedule
  • Sappiamo che i soggetti con autismo non sono in grado di orientarsi nel tempo (anticipare, predire, prepararsi agli eventi)
  • Sappiamo che l’immobilità di persone e cose li rassicura
  • Sappiamo che i cambiamenti imprevisti provocano ansia, rabbia, panico
l agenda visiva schedule
L’agenda visivaschedule
  • La conseguenza di queste incapacità è la rigidità e la poca flessibilità che li porta ad ancorare i comportamenti attraverso attività ritualistiche e routinarie e proprio per questo ripetono all’”infinito” comportamenti o sequenze di attività che conoscono, che hanno imparato, molto bene
l agenda visiva schedule1
L’agenda visivaschedule

Il fine dell’agenda visiva è quella di rendere prevedibili gli eventi, creando una modalità organizzata delle attività che richiama il loro bisogno di routines

l agenda visiva schedule hogdon
L’agenda visivaschedule (Hogdon)
  • Attività regolarmente previste nella giornata
  • Quali cambiamenti possono accadere
  • La sequenza temporale degli eventi
  • Cosa non succederà rispetto a quello che il bambino si aspetta
  • Cosa cambierà delle abitudini regolari (cambiamenti pianificati o imprevisti)
cosa un agenda visiva schedule
Cosa è un’agenda visivaschedule
  • L’agenda visiva è il principale supporto visivo che aiuta la persona con disturbo dello spettro autistico a prevedere la sequenza temporale delle attività, e cioè:
    • Cosa succederà nella giornata - mattinata scolastica
    • In quale sequenza si presenteranno le attività o gli eventi
    • Se sono previsti dei cambiamenti nelle normali routines
    • Quando finisce un’attività e ne comincia un’altra
il livello di simbolizzazione crescente della schedule
Il livello di simbolizzazione crescente della schedule
  • Oggetti
  • Fotografie
  • Icone (rappresentazioni disegnate)
  • Icone stilizzate (pittogrammi)
  • Icone stilizzate con didascalia
  • Indicazione scritta
le due regole d uso dell agenda visiva
Le due regole d’uso dell’agenda visiva
  • L’alunno deve imparare ad usarla
  • L’agenda deve essere usata costantemente