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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico. EMOZIONE = PROCESSO COMPLESSO E MULTIFATTORIALE Emozioni = processi complessi e multifattoriali , composti da: valutazione della situazione attivazione dell’organismo espressione e manifestazione delle risposte emotive

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Presentation Transcript
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EMOZIONE = PROCESSO COMPLESSO E MULTIFATTORIALE

Emozioni = processicomplessi e multifattoriali, composti da:

    • valutazione della situazione
    • attivazione dell’organismo
    • espressione e manifestazione delle risposte emotive
    • prontezza e preparazione all’azione
  • Per la sua complessità è corretto parlare di esperienza emotiva

Luigi Anolli - Le emozioni

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

  • L’esperienza emotiva è stata da sempre studiata dall’uomo, da filosofi e teologi, da letterati e da artisti
  • In psicologia le emozioni sono state affrontate in termini empirici e sperimentali

Luigi Anolli - Le emozioni

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La teoria periferica
  • La teoria centrale
  • La teoria cognitivo-attivazionale
  • Le teorie dell’appraisal
  • Le teorie psico-evoluzionistiche
  • Le teorie costruttivistiche

Luigi Anolli - Le emozioni

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

1. La teoria periferica

Nel 1884James propose per primo una definizione empirica e verificabile di emozione

emozione = «sentire» le modificazioni periferiche dell’organismo (teoria periferica o teoria del feedback)

Di conseguenza: «non tremiamo perché abbiamo paura, ma abbiamo paura perché tremiamo»

Evento emotigeno->modificazione neurovegetativa s.n.periferico

Dall’evento semplicemente percepito all’evento emotivamente sentito = percezione di modificazioni neurovegetative

James propone una radicazione biologica dell’emozione (concetto di attivazione fisiologica), soprattutto nei visceri

Luigi Anolli - Le emozioni

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Psicologia delle emozioni: un inquadramento teorico

  • A ogni emozione corrisponde una distinta e specifica configurazione di attivazioni neurofisiologiche
  • La formulazione della teoria di James fu testata sperimentalmente da Sherrington e da Cannon e fu ritenuta infondata perché:
  • cani con midollo spinale e nervo vago reciso: hanno reazioni emotive
  • i visceri hanno:
    • una sensibilità troppo scarsa,
    • una risposta troppo lenta e
    • una motilità troppo indifferenziata
  • Tuttavia il punto di vista periferico è rimasto attivo con teorie più recenti e più elaborate

Luigi Anolli - Le emozioni

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

  • A) Ipotesi del feedback facciale
  • Sostiene che:
  • le espressioni facciali forniscono informazioni propriocettive, motorie, cutanee e vascolari che influenzano il processo emotivo
  • Esistono due versioni di questa ipotesi:
    • forte: le espressioni facciali, da sole, sono sufficienti a generare l’emozione
    • debole: il feedback facciale aumenta soltanto l’intensità e la durata dell’emozione

Luigi Anolli - Le emozioni

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

  • Per verificare questa ipotesi sono stati impiegati due paradigmi:
    • «esagerazione-inibizione»
    • «induzione muscolare»

Luigi Anolli - Le emozioni

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PARADIGMA ESAGERAZIONE-INIBIZIONE

Soggetto deve modificare volontariamente le espressioni facciali delle emozioni ESAGERANDOLE o INIBIDENDOLE

Exp. Soggetti valutano stimoli aversivi (shock elettrici)/scene film come meno dolorosi/più piacevoli quando cercano di inibire le espressioni facciali

2) PARADIGMA INDUZIONE MUSCOLARE

Soggetto deve contrarre volontariamente i muscoli facciali implicati in una data emozione:

Exp. matita tra le labbra VS matita tra i denti = < o > divertimento nel guardare cartoons

Luigi Anolli - Le emozioni

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Esistono evidenze empiriche per la versione debole dell’ipotesi del feedback facciale; per contro, la versione forte è ancora da approfondire

In questa linea di ricerca è importante la teoriadell’autopercezione di Laird, secondo cui ci sono soggetti più sensibili ai segnali da essi prodotti e quindi alle espressioni facciali.

in base a tale prospettiva gli effetti del feedback facciale sono riscontrati in modo più frequente negli individui che prestano più attenzione focale ai segnali da essi stessi prodotti rispetto a quelli che non hanno questa attenzione

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

B) Teoria vascolare dell’efferenza emotiva

A fronte del sistema vascolare del volto, una certa modalità e ritmo della respirazione nasale assicurano il raffreddamento termico della regione talamica, sotteso al mantenimento degli stati emotivi positivi (raffreddamento ipotalamico), mentre un innalzamento del valore termico ipotalamico è associato a stati edonici negativi

Regolazione respiratoria (attivaz. periferica) induce regolazione emotiva

antiche pratiche orientali: yoga, meditazione trascendentale, etc.

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

Il superamento del cosiddetto “errore di cartesio”

Damasio interpreta la teoria di James come il superamento del cosiddetto “errore di Cartesio”, che proponeva un dualismo radicale fra mente e corpo.

Damasio propone una concezione unitaria dell’organismo secondo cui occorre prevedere la “mentalizzazione del corpo” e la “somatizzazione della mente”

Emozioni = convergenza sinergica tra mente e corpo, poiché sono processi mentali (processi valutativi della situazione) ma hanno come teatro il corpo (modificazioni somatiche concorrenti s.n.p.)

Sentimento ≠emozione: ciò che consente di sentire l’emozione in modo consapevole

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

Damasio opera una distinzione tra:

emozioni primarie: risposte spontanee, innate e precodificate dell’organismo a determinate condizioni ambientali. Sono riconducibili a 5 famiglie: gioia, tristezza, collera, paura e disgusto.

emozioni secondarie: connesse con l’apprendimento e con l’esperienza personale (es: colpa, vergogna, orgoglio)

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

2. La teoria centrale

In opposizione alla teoria periferica, Cannon propone la teoria centrale delle emozioni

Le emozioni sono attivate e regolate a livello del sistema nervoso centrale, e nello specifico a livello della regione talamica (≠attivazione viscerale, s.n.periferico)

Cannon studiò in particolare la reazione di emergenza, ponendo in evidenza le funzioni dell’arousal simpatico:

configurazione di risposte neurofisiologiche che covariano simultaneamente alla comparsa dell’emozione:

> battito cardiaco, respirazione, sudorazione, vasocostrizione gastroenterica e cutanea, incremento valori glicemici, diminuzione salivazione, dilatazione pupilla e piloerezione

Osservato da Cannon nelle emozioni fondamentali e nelle forme di eccitamento (fame, sessualità)

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

Unicità vs. molteplicità dei sistemi neurofisiologici sottesi alle emozioni

Ipotesi di Cannon

tutte le emozioni presentano la stessa configurazione di risposte fisiologiche osservate nella reazione di emergenza

Ipotesi di James

Pattern specifici:

ogni emozioni presenta una propria specifica configurazione di risposte fisiologiche

Allo stato attuale l’ipotesi di Cannon e l’ipotesi di James

non risultano empiricamente confermate

Anche se

≠parametri fisiologici di ≠ emozioni (collera= > pressione

sistolica,> temp cut, > tensione musc, vasodilataz periferica;

paura=> pressione diastolica,<temp cut,> attività gastrointestinale

 Tali risultati necessitano ulteriori conferme

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Psicologia delle emozioni: inquadramento teorico

Il sistema limbico e l’ipotalamo

Papez (1937) propone l’ipotesi circa un circuito di aree cerebrali coinvolte nell’elaborazione e regolazione delle emozioni (circuito di Papez): ipotalamo, talamo anteriore, giro cingolato, ippocampo

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Successivamente MacLean integrò il circuito di Papez con altre regioni: amigdala, nuclei del setto, etc. costituenti il sistema limbico (sistema deputato a regolazione delle emozioni)

Aree del sistema limbico importanti in riferimento alle emozioni:

a) IPOTALAMO & b) AMIGDALA

ipotalamo

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

a) Funzioni emotive dell’ipotalamo

Funzione di coordinamento del sistema autonomo (simpatico e parasimpatico) e regolazione centrale ambiente interno dell’organismo

Stimolazione di specifici siti dell’ipotalamo nella regione mediale produce risposte affettive complete (difesa affettiva, attacco predatorio, aggress.)

Stimolazione ipotalamo mediale e posteriore produce principalmente risposte simpatiche arousal ergotropico (a forte attivazione)

Stimolazione ipotalamo anteriore e laterale produce principalmente risposte parasimpatiche arousal trofotropico (a bassa attivazione)

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

b) Funzioni emotive dell’amigdala

Ruolo nella valutaz emotiva delle situazioni elicitanti

La sindrome di Kluver e Bucy ha posto in rilievo l’importanza dell’amigdala nella vita emotiva dell’organismo (amigdala = computer dell’emozionalità)

Scimmie Rehsus

Lesione amigdala = assenza di paura, diminuzione aggressività, ipersessualità

Uomo

Disturbo neurologico raro (causato da encefalite erpetica, traumi, lesioni)= bulimia, ipersessualità, diminuzione dell’aggressività e paura

Luigi Anolli - Le emozioni

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L’amigdala presenta una posizione strategica
  • circuito subcorticale (proiezioni amigdala-talamiche): sistema di valutazione rapido e immediato, pressoché automatico (= elaborazione precognitiva degli stimoli)
  • circuito corticale (proiezioni amigdala-talamo-corticali): processi cognitivi superiori di valutazione degli eventi emotigeni

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

In sintesi: teoria di Cannon vs teoria di James

Ci troviamo di fronte a due teorie contrapposte, entrambe vere in quanto entrambe hanno colto degli aspetti particolari e specifici della vita emotiva, senza però riuscire a esaurirne la complessità

MA

Entrambe si sono limitate agli aspetti biologici dell’emotività, ignorando gli aspetti più psicologici

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Ψ

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3. La teoria cognitivo-attivazionale delle emozioni

Schachter (1962): concezione psicologica delle emozioni attraverso la teoria cognitivo-attivazionale o teoria dei due fattori

L’emozione è la risultante di due componenti distinte:

1 componente di attivazione fisiologica dell’organismo (AROUSAL)

2 componente Ψcognitiva di percezione dello stato di attivazione fisiologica e sua spiegazione in funzione di un evento emotigeno

In questo processo particolare attenzione è dedicata all’attribuzionecausale che stabilisce una connessione fra queste due componenti, in modo da attribuire (SPIEGARE) la propria attivazione corporea a un evento emotigeno

VALUTAZIONE COGNITIVA DELLA SITUAZIONE E ETICHETTAMENTO DELL’ESPERIENZA EMOTIVA

Luigi Anolli - Le emozioni

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2 modalità con cui emozione ha origine

  • Tipica- vita quotidiana: processo rapido e quasi non consapevole: valutazione situazione, percezione attivazione e sua attribuzione causale
  • Sono consapevole del risultato “mi sento arrabbiato”
  • Arousal non spiegato: Processo maggiormente consapevole e deliberato di attribuzione causale del proprio arousal a qualche situazione/evento
  • farmaci, fluttuazioni ormonali,etc. modificano arousal
  • Arousal non spiegato
  • A che cosa lo attibuisco? A quale situazione/evento?
  • In funzione della situazione cui lo attribuisco
  •  EMOZIONE

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Sulla base di questi assunti:

    • 1) se un individuo è indotto ad attribuire erroneamenteun’attivazione non spiegata a una situazione emotivamente pertinente, la sua risposta sarà emotiva  ATTRIBUZIONE IN FUNZIONE DEGLI INDIZI EMOTIVI del CONTESTO
    • 2) se l’attivazione fisiologica VIENE ridotta, risulterà ridotta anche l’intensità dell’esperienza emotiva
    • 3) Se un soggetto è indotto ad attribuire erroneamente la propria attivazione fisiologica, in parte o interamente, a una situazione neutra (non emotiva), anche la sua risposta risulterà attenuata

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A) Attribuzione erronea dell’arousal a indizi emotivi

Esperimento di Schachter e Singer (1962)

Hp: La combinazione della attivazione fisiologica indotta attraverso i farmaci (epinefrina) e l’assenza di informazioni o la presenza di informazioni erronee sulla causa dell’attivazione stessa avrebbe aumentato la responsività del soggetto agli indizi contestuali pertinenti a livello emozionale

Manipolazione di:

-stato fisiologico

-informazioni sullo stato fisiologico

-aspetti cognitivi legati a indizi contestuali

Ipotesi confermata nell’ambito dei risultati dell’esperimento MA non confermata da ricerche successive

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B) Effetti della riduzione dell’arousal sull’emozione

  • No conferma sul piano empirico
  • studi sulle lesioni al midollo spinale
  • Studi con farmaci betabloccanti (inibitori dei recettori adrenergici)

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C) Il paradigma dell’attribuzione erronea

l’intensità dell’esperienza emotiva diminuisce se il soggetto è indotto ad attribuire erroneamente la propria attivazione fisiologica a cause «neutre»

“attribuire erroneamente proprio arousal aiuta a diminuire la paura?”

ambito sperimentale (in laboratorio): tollerano > paura shock elettrici se attribuiscono erroneamente la loro attivazione a farmaco eccitante (che in realtà è un “placebo”)

ambito clinico (dist. ansia): attribuzione erronea difficile e inefficace

 l’attribuzione erronea funziona soltanto in situazioni nuove quando il soggetto non si è ancora dato una spiegazione della sua condotta emotiva

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L’ipotesi dell’informazione preparatoria

Leventhal

In alternativa al paradigma dell’attribuzione erronea

informazione corretta sui sintomi da attendersi in una condizione di stress riduce l’incertezza e l’ambiguità, attenuando le reazioni di ansia

Concentrazione sulle caratteristiche nocive di uno stimolo doloroso favorisce > tollerabilità dolore (test pressorio del freddo, endoscopia, parto) rispetto a distrazione dalle stesse

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Il paradigma del transfer di eccitazione

L’attivazione (AROUSAL) di qualsiasi emozione non cessa repentinamente, ma si esaurisce in modo lento  un soggetto può attribuire il residuo dell’attivazione per l’emozione A alla successiva emozione B (di altro tipo)  incremento della reazione emotiva nella situazione B

Cyclette > AGGRESSIVITA

(Alto arousal)

 insulto  possibilità di vendetta

Perline < AGGRESSIVITA

(basso arousal)

Esperimento di Zillman

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LIMITI:

  • interpretazione FORTE teoria di Schachter = NO: le reazioni emotive NON sono manipolabili interamente mediante indizi situazionali
  • Scissione dualistica tra FISIOLOGICO (arousal) e COGNITIVO (proc. attribuzione)
  • interpretazione DEBOLE = arousal effetto di feedback su intensificazione emozione e rapporto emozione attivazione fisiologica è mediato da processo di attribuzione causale
  •  SVOLTA FONDAMENTALE: ASPETTI PSICOLOGICI

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4. Le teorie dell’«appraisal»

Le emozioni dipendono dal modo con cui gli individui valutano e interpretano gli stimoli del loro ambiente.

Questa concezione si contrapponea quella della psicologia ingenua, secondo cui le emozioni sono passioni irrazionali, di breve durata, simili ad attività istintuali, che sorgono in modo involontario e automatico, senza che siano richieste dall’individuo.

Le teorie dell’appraisal sottolineano invece il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché l’elaborazione cognitiva è sottesa all’esperienza emotiva.

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le emozioni dipendono dalla valutazione cognitiva (appraisal) degli stimoli/situzaioni

L’appraisal degli antecendenti situazionali orienta e qualifica l’esperienza emotiva del soggetto

Il termine “appraisal” indica un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione e del quale si può diventare consapevoli solo a percorso concluso.

Legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché la VALUTAZIONE cognitiva è sottesa all’esperienza emotiva

≠ Esperienza emotiva derivano da ≠ nel modo con cui si interpretano le situazioni

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Il significato situazionale

Le emozioni sono l’esito di come percepiamo e valutiamo le condizioni ambientali rispetto al nostro benessere e al raggiungimento dei nostri scopi

Emozioni non compaiono in maniera gratuita e casuale, all’improvviso, ma sono la conseguenza di un’attività di conoscenza e di valutazione della situazione in riferimento agli interessi dell’individuo medesimo

Emozioni sorgono in risposta alla struttura di significato di una situazione

Il significato situazionalecontribuisce a spiegare le diverse emozioni, la loro intensità e la dimensione soggettiva dell’esperienza emotiva (differenze individuali)

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Emozioni = risposte soggettive con elevato grado di flessibilità e maggiori gradi di libertà dell’individuo soggette a processi intenzionali di regolazione (parzialmente controllabili dall’individuo anche mediante la VALUTAZIONE COGNITIVA) - meccanismo di decoupling/dissociazione tra S-R

Riflessi = processi geneticamente determinati e prestabiliti, universalmente condivisi, con svolgimento automatico e involontario, meccanismo di coupling/associazione S-R

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La valutazione può differenziarsi sia per il livello di elaborazione che per il tipodi elaborazione.

  • LIVELLO DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE: si distingue in
  • processo iniziale: automatico, immediato, rapido, elaborazione della situazione limitata a aspetti essenziali, schematica ed intuitiva (casi di emergenza e allerta)
  • - processo esteso: elaborazione più estesa, attenta e consapevole della situazione in relazione ai propri scopi. Utilizzato abitualmente.

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TIPO DI ELABORAZIONE DELL’INFORMAZIONE si distingue in (Lazarus, 1991):

  • valutazione primaria: riguarda la valutazione di quanto
    • la situazione sia pertinente con gli scopi dell’individuo (pertinenza)
    • La situazione faciliti il perseguimento di questi scopi (congruenza)
  • valutazione secondaria: riguarda la valutazione di
    • capacità del soggetto di far fronte all’evento emotigeno (problem-focused coping),
    • capacità del soggetto di gestire le sue condotte emotive (emotion-focused coping),

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Scherer (anni ’80) ha elaborato una griglia di valutazione dello stimolo/della situazione (stimulus evaluation check, SEC) sistema di valutazione

secondo una sequenza lineare progressiva distinta in cinque livelli:

novità dello stimolo

piacevolezza / spiacevolezza della stimolo

rilevanza per gli scopi e bisogni dell’organismo

capacità di far fronte allo stimolo

compatibilità con norme sociali e immagini di sé

modello processuale

fasi non rigide e fisse ma prevedono salti e rivalutazioni

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DIMENSIONI VALUTATIVE

1. NOVITA’: Valutazione della novità della situazione.

Se c’è discrepanza tra ciò che si aspetta l’individuo e la situazione (nuova, insolita)=risposte di sorpesa, curiosità, esplorative ma anche paura e apprensione

2. PIACEVOLEZZA INTRINSECA (valenza edonica): Valutazione della piacevolezza della situazione = risposte di avvicinamento o allontanamento.

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DIMENSIONI VALUTATIVE

  • 3. SIGNIFICATIVITA’ DELL’EVENTO PER GLI SCOPI: Individuo valuta:
        • Se la situazione è pertinente al raggiungimento dei propri scopi
        • Se e quanto la situazione favorisce o ostacola raggiungimento dei propri scopi

N.B. Una situazione piacevole che impedisce il raggiungimento di uno scopo può suscitare emozioni negative

Es. RABBIA

COLPA

SCOPO=DIETA

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4. CAPACITA’ DI FAR FRONTE ALL’EVENTO:

Individuazione della causa dell’emozione

Valutazione del grado di controllo che si può esercitare sulla situazione

Valutazione delle risorse mentali necessarie per modificare la situazione

Esistono vari forme di coping:

- primario (far fronte direttamente all’evento)

- secondario (controllare le proprie risposte emotive)

- attivo (preparazione per entrare in azione)

- passivo (preparazione alla difesa-chiusura)

- intrapsichico (rivalutare la situazione iniziale)

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2° L’esperienza emotiva

5. COMPATIBILITA’ CON LE NORME E CON L’IMMAGINE DI SE’:

Il soggetto valuta se un evento (o un azione) è conforme e coerente a:

- standard esterni : norme sociali, valori e convenzioni culturali della società

- standard interni: propri principi morali, immagine di sé, ideali.

Radar

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

Le teorie dell’«appraisal» sostengono la prospettiva dimensionale: emozioni = variano secondo dimensioni continue quali

(Schlosberg, 1952)

DISPIACERE

VALENZA EDONICA

PIACERE

RIFIUTO

LIVELLO DI INTERESSE

ATTENZIONE

SONNO

TENSIONE

AROUSAL

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

5. Le teorie psicoevoluzionistiche

Tomkins (anni 60) riprende il pensiero di Darwin

concezione psicoevoluzionistica delle emozioni:

emozioni sono strettamente associate alla realizzazione di scopi universali, connessi con la sopravvivenza della specie e dell’individuo

I suoi allievi, Ekman e Izard, hanno dato particolare sviluppo a questa prospettiva teorica con la tesi innatista dell’espressione facciale delle emozioni che rafforza l’ipotesi dell’esistenza di emozioni primarie (gioia, collera, paura, disgusto, tristezza, sorpresa, disprezzo); le altre emozioni sono considerate miste o secondarie o complesse (miscela di diverse emozioni primarie discrete - “teoria tavolozza”)

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

  • Le teorie psicoevoluzionistiche e la prospettiva categoriale
  • concezione categoriale delle emozioni (Ekman, Izard)
  • categorie discrete e distinte, totalità chiuse, non ulteriormente scomponibili
  • invarianti, fisse e universali (tesi innatista)
  • esito dell’adattamento filogenetico
  • Quindi:
    • espressioni facciali delle emozioni sono universali
    • vi sono configurazioni neurofisiologiche distintive per ogni emozione
    • c’è una continuità mimico espressiva primati-umani
    • ci sono antecedenti emozionali universali e comuni
    • c’è un’insorgenza rapida e breve durata
    • emozioni sono accadimenti involontari che non possono essere regolati

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1° Psicologia delle emozioni: un inquadramento storico e teorico

  • 6. La teoria costruttivistica
  • Averill, Harrè, Mandler
  • Contrapposizione a pdv psicoevoluzionista
  • Emozioni = prodotti eminentemente sociali e culturali
  • servono più a regolare interazioni che a salvaguardare sopravvivenza biologica
  • derivano dalle pratiche sociali e dalla condivisione di specifici sistemi di credenze e valori: ogni cultura ha sua configurazione emotiva
  • Emozioni = sindromi socialmente costituite e ruoli sociali transitori, in quanto disposizioni momentanee a comportarsi secondo date regole

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emozioni = script (assimilazione di valori e credenze- apprendimento delle regole delle emozioni) orientano cognizione e condotta

Natura prescrittiva delle emozioni: insieme culturalmente prescritto di risposte e condotte adottate in un dato contesto  determinismo culturale

funzioni socioculturali (significato funzionale di un’emozione in riferimento al contesto socio-culturale)

LIMITE:

Emozioni ridotte a semplici abitudini sociali, negando loro valore soggettivo nel’esperienza personale dell’individuo

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EMOZIONE = PROCESSO COMPLESSO E MULTIFATTORIALE

Emozioni = processicomplessi e multifattoriali, composti da:

    • valutazione della situazione
    • attivazione dell’organismo
    • espressione e manifestazione delle risposte emotive
    • prontezza e preparazione all’azione
  • Per la sua complessità è corretto parlare di esperienza emotiva
  • Particolare importanza assume in questo ambito il processo di valutazione dell’evento: le emozioni sorgono in relazione agli interessi dell’individuo in un processo di mediazione fra evento e interessi

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