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VALUTAZIONE degli STUDENTI CON DSA

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Torino, 24 maggio 2012. GIOVEDI’ PEDAGOGICI. VALUTAZIONE degli STUDENTI CON DSA . Torino, 24 maggio 2012 Rossi Viviana. INDICE Breve panoramica sui DSA VALUTAZIONE: normativa generale e specifica PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO. dottssa Gangi AID Torino.

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valutazione degli studenti con dsa

Torino, 24 maggio 2012

GIOVEDI’ PEDAGOGICI

VALUTAZIONE degli STUDENTI CON DSA

Torino, 24 maggio 2012

Rossi Viviana

slide2

INDICE

  • Breve panoramica sui DSA
  • VALUTAZIONE: normativa generale e specifica
  • PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
percentuale alunni diagnosticati
Percentuale ALUNNI DIAGNOSTICATI

Nella Consensus Conference del 2007 viene indicata

come percentuale prevedibile di dislessici in Italia il 4%

incidenza di studenti con dsa nelle scuole secondarie di 2 grado
INCIDENZA di STUDENTI con DSA nelle SCUOLE SECONDARIE di 2° grado
  • 2,6% negli istituti professionali
  • 1,3 % negli istituti tecnici
  • 0,7% nei licei
cosa significa essere dislessici
COSA SIGNIFICA ESSERE DISLESSICI?

“Nessuno potrà mai capire cosa significhi essere dislessici nel mondo della scuola. Nessuno potrà mai capire, dal di fuori, cosa si provi a sentirsi umiliati per tutta la propria infanzia e sentirsi ripetere giorno dopo giorno che non sarete mai capaci di avere successo in niente”.

Lo racconta Jackie Stewart, vincitore per ventisette volte del

GrandPrix , incoronato Sir dal Principe Carlo.

È dislessico!

perch necessario modificare la didattica per i ragazzi con dsa

“Ci sono tonnellate di documenti prodotti dalla ricerca che dicono che la dislessia non è una malattia, ma l’espressione di una piccola differenza di alcune aree del cervello che non impedisce di imparare, ma lo rende molto più faticoso. E in questa società che vuole tutto e subito questa fatica e lentezza non viene tollerata” (G.Stella)

Perché è necessario MODIFICARE LA DIDATTICA per i ragazzi con DSA?

PERSONA NON DISLESSICA

DISLESSICO

slide8

Disturbi Specifici di Apprendimento

Difficoltà nella lettura

DISLESSIA

DISORTOGRAFIA

Difficoltà nell’ortografia

Disturbi specifici delle prassie della scrittura

DISGRAFIA

Deficit del sistema di elaborazione dei numerie del calcolo

DISCALCULIA

slide9

I DSA…

NONsono UNA MALATTIA

NON sono conseguenza di UN BLOCCO PSICOLOGICO

NON sono conseguenza di UN BLOCCO EDUCATIVO

NON sono conseguenza di UN BLOCCO RELAZIONALE

NON sono dovuti a DEFICIT DI INTELLIGENZA

NON sono dovuti a DEFICIT SENSORIALI

I DSA SONO CARATTERISTICHE…

CONGENITE

NEUROBIOLOGICHE

GENETICHE

slide10

La legge riconosce

  • la dislessia, la disgrafia,la disortografia e la discalculia
  • quali disturbi specifici di apprendimento
  • che si manifestano
  • in presenza di capacità cognitive adeguate,
  • in assenza di patologie neurologichee di deficit sensoriali, …
  • ma che possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana
essi sono evolutivi
Essi sono EVOLUTIVI, …

… cioè sono disturbi che si manifestano in età scolastica e si modificano nel tempo: per questo si parla di Dislessia Evolutiva,…

“La Dislessia Evolutiva (DE) è una difficoltà selettiva nella lettura, in presenzadi capacità cognitive adeguate e di adeguate opportunità sociali e relazionali, e in assenza di deficit sensoriali e neurologici.”

(Brizzolara e Stella)

LA DISLESSIA EVOLUTIVA È IL PROTOTIPO DEI DSA…

slide12

L’ alunno con DSA utilizza

un diverso modo di imparare che richiede:

la conoscenza dei DSA da parte dei docenti

un’organizzazione scolastica flessibile

una metodologia didattica personalizzata

slide15

COSA è RICHIESTO ALLA SCUOLA?

RICONOSCERE e ACCOGLIERE

la "diversità"

  • Conoscenza del problema – DSA –
  • Riconoscimento precoce dei segnali
  • Analisi del caso, potenziamento e invio per
  • la diagnosi
  • Coinvolgimento/comunicazione con i Genitori
  • Dialogo con i Servizi Sanitari
  • Adozione atteggiamenti didattici corretti
  • Conoscenza ed utilizzo ausili compensativi
  • e misure dispensative

E’ sufficiente e corretta la conoscenza generale della dislessia ?

slide16

CAMBIAMENTO DELL’OTTICA DIDATTICA

Occorre essere più flessibili: riconoscere le differenze tra addestramento specifico e compiti naturali e accettare le differenze di prestazione nei diversi contesti funzionali

(es.può imparare le tabelline, ma con delle strategie alternative e … un po’ più di tempo!)

slide17

Stili diversi di apprendimento

=

stili diversi insegnamento

slide18

Legge 517/77

(legge sulla programmazione educativa)

“… La programmazione educativa può comprendere attività scolastiche organizzate per gruppi … allo scopo di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni …”

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… le ISTITUZIONI SCOLASTICHE

“riconoscono e valorizzano le diversità … (e) possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune” (Regolamento dell’autonomia, 1999, art. 4),

perché

UNICI SONO I SINGOLI ALUNNI,

tutti … abilidiversamente !

slide20
L’autonomia delle istituzioni scolastiche

si sostanzia nella PROGETTAZIONEe nella realizzazione di interventiadeguati alle caratteristichespecifiche … degli studenti.

Lo sancisce il REGOLAMENTO dell'AUTONOMIAscolastica D.P.R. 275/1999

flessibilit didattica
Flessibilità didattica

DPR 275/1999 art. 4.2:

Il Regolamento dell’autonomia scolastica offre lo strumento della flessibilità, (“le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune”).

  • Ma anche in tutti gli aspetti dell’organizzazione educativa e didattica della Scuola e va intesa come:
  • personalizzazione educativa e didattica,
  • personalizzazione degli obiettivi formativi
  • - personalizzazione dei percorsi formativi.

Flessibilità non solo nei calendari, negli orari, nei raggruppamenti degli alunni, nell’adeguamento alle esigenze delle realtà locali, ecc

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Il percorso della

normativa specifica

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Nota MIUR n. 4099 del 5.10.2004

Nota MIUR n. 26 del 5.01.2005

C.M. MIUR n. 1787 dell’1.03.2005

Nota MIUR n. 4798 del 27.07.2005

Legge Regionale n. 28 del 28.12.2007 “Norme sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa”

Nota MIUR n. 4600 del 10 maggio 2007 – Precisazioni a Circolare n. 28 del 15 marzo 2007 sull’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie per l’anno scolastico 2006-2007………

Nota MIUR n. 4674 del 10/05/2007 – Alunni con disturbi di apprendimento – Indicazioni operative in merito all’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative per gli alunni con disturbi di apprendimento

Indicazioni per il curricolo – D.M. 31 luglio 2007 e direttiva del 3 agosto 2007

Legge n. 169 del 30 ottobre 2008 -"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e università"

C.M. n. 100 dell’11 dicembre 2008

slide24
C.M. n. 4 del 16 gennaio 2009 (orari settimanali e inglese potenziato)

C.M. n. 10 del 23 gennaio 2009

O.M. n. 40 dell’ 8 aprile 2009,art. 12, comma 7, Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato

C.M. n. 51 del 20 maggio 2009,sezione “particolari categorie di candidati”

Nota MIUR n. 5744 del 28 maggio 2009– Anno scolastico 2008/2009 - Esami di Stato per gli studenti affetti da disturbi specifici di apprendimento - DSA

DPR n. 122 del 22 giugno 2009 - Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni.Art.10 valutazione degli alunni con DSA

legge n 170 2010

Legge n.170/2010

Legge sui… DSA

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Il 12 luglio 2011…

… sono state emanate

Le Linee Guida

e le disposizioni attuative …

ben precise!

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E’ IMPORTANTE CONOSCERE

la normativa

sui DSA

La Legge è uno strumento che genitori, educatori e insegnanti devono conoscere per poterlo utilizzare con efficacia per tutelare

i DIRITTI dei minori.

che cosa cambia
Che cosa cambia?

I DSA sono riconosciuti per legge

INCREDULO

SCETTICO

SOSPETTOSO

legge 170 2010 art 1 riconoscimento e definizione di dislessia disgrafia disortografia discalculia
LEGGE 170/2010Art. 1"Riconoscimento e definizionedi dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia"
slide31
L’ Art. 2dichiara le finalità a cominciare dalla prima:

"garantire il diritto all'istruzione"

per finire con “

assicurare eguali opportunità di sviluppo delle capacità in ambito sociale

e

professionale"

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ATTENZIONE DUNQUE A RIMUOVERE OSTACOLI RIFERIBILI ALLA PERSONALITÀ DI CIASCUN ALUNNO,

QUALE SI PRESENTA IN RELAZIONE ANCHE AI CONDIZIONAMENTI DEL

CONTESTO SCOLASTICO E SOCIALE

LA LEGGE SI INQUADRA NEL PIÙ GENERALE

TEMA DELLA REALIZZAZIONE

del

DIRITTO ALLO STUDIO

e del

PERSEGUIMENTO DEL

SUCCESSO FORMATIVO DI TUTTI

e sempre pi difficile
E ‘ SEMPRE più DIFFICILE!!!!

Molti insegnanti ultimamente manifestano forti preoccupazioni nel condurre

una classe in modo da rispondere ai bisogni di tutti

e di ciascuno.

Occorre utilizzare modalità di

didattica inclusiva

includere esaltare la diversit
INCLUDERE = esaltare la diversità

Le classi sono sempre state complesse

perché complesso è l'uomo.

Il problema è piuttosto il desiderio di uniformare tutti, mentre

“includere” significa esaltare la diversità

La nostra scuola è una delle poche che da anni

include la disabilità nelle classi

e non la ghettizza nelle scuole speciali.

didattica inclusiva

DIDATTICA INCLUSIVA

La didattica inclusiva mette al centro la persona,

le risorse e le potenzialità che ogni alunno possiede …

valorizzandole in un contesto collettivo.

Prevede un’accoglienza positiva delle persone

al fine di conoscerle dal punto di vista cognitivo, socio-affettivo e per mezzo delle loro competenze generali.

Inoltre, le scelte didattiche e

i cambiamenti metodologici

che si devono fare per aiutare un alunno con DSA

si rivelano utili a tutti gli allievi,

.

(Dal documento congiunto Aid-Giscel)

perch la didattica inclusiva

PERCHÉ LA DIDATTICA INCLUSIVA

La legge n. 170 /2010 riconosce i DSA e assegna alla scuola il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché alunni con DSA possano raggiungere il successo formativo.

La legge fa riflettere sul ruolo culturale e professionale

del docente nelle sue funzioni.

Il Decreto attuativo e le Linee guida del 12/07/2011

danno indicazioni per realizzare

interventi didattici individualizzati e personalizzati,

con l’ utilizzo di

opportune strategie e degli strumenti compensativi nonché delle misure dispensative.

m a per questo serve la
MA PER QUESTO SERVE LA …

FORMAZIONE

Art. 4 - Formazione nella scuola

scuola

Apre una prospettiva fondamentale:

"… al personale docente e dirigenziale … è assicurata un’ adeguata preparazione riguardo alle problematiche relative al DSA, finalizzata ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali e la capacità di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate"

sanità

scuola osservatorio
Scuola osservatorio

“La scuola deve diventare l’osservatorio per eccellenza,dove è possibile individuare precocemente le difficoltà specifiche di apprendimento.

Ciò significa che gli insegnanti devono osservare e segnalare tempestivamente i problemi”.

(LINEE GUIDA pag 6 -9)

osservazione in ogni ordine di scuola
Osservazione … in ogni ordine di scuola

2.1 Osservazione delle prestazioni atipiche - Per individuare un alunno con un potenziale DSA … può bastare, almeno in una prima fase, far riferimento all’osservazione delle prestazioni nei vari ambiti di apprendimento interessati dal disturbo: lettura, scrittura, calcolo .…

2.2 Osservazione degli stili di apprendimento Gli individui apprendono in maniera diversa uno dall’altro secondo le modalità e le strategie con cui ciascuno elabora le informazioni. Un insegnamento che tenga conto dello stile di apprendimento dello studente facilita il raggiungimento degli obiettivi educativi e didattici.

… se la costruzione dell’attività didattica, sulla base di un determinato stile di apprendimento, favorisce in generale tutti gli alunni, nel caso … di un alunno con DSA, fare riferimento nella prassi formativa agli stili di apprendimento e alle diverse strategie che lo caratterizzanodiventa un elemento essenziale e dirimente per il suo successo scolastico. (LINEE GUIDA, pag 6)

linee guida pag 10 4 1 scuola dell infanzia
LINEE GUIDA, PAG. 10 4.1 Scuola dell’infanzia

“È importante identificare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento e riconoscere i segnali di rischio già nella scuola dell’infanzia.

Il bambino che confonde suoni, non completa le frasi, utilizza parole non adeguate … omette suoni o parti di parole, sostituisce suoni, lettere ( p/b…) e ha un’espressione linguistica inadeguata, va supportato con attività personalizzate all’interno del gruppo.

Il bambino che mostra, a cinque anni, queste difficoltà, può essere goffo, avere poca abilità nella manualità fine,a riconoscere la destra e la sinistra o avere difficoltà in compiti di memoria a breve termine, ad imparare filastrocche, a giocare con le parole.

Questi bambini vanno riconosciuti e supportati adeguatamente:

molto si può e si deve fare.

Solo in una scuola vissuta … si può stabilire un rapporto positivo tra bambino ed adulto che ascolta, accoglie, sostiene e propone. In una scuola dove la collaborazione, la sinergia, la condivisione degli stili educativi tra le insegnanti, tra queste e la famiglia ed a volte con i servizi territoriali funzionano, è più facile andare incontro al bisogno educativo del bambino.

In una scuola che vive nell’ottica dell’inclusione, il lavoro in sezione si svolge in un clima sereno, caldo ed accogliente, con modalità differenziate. …..”

linee guida pag 12 13 4 2 scuola primaria 4 2 1 disturbo di lettura e di scrittura
LINEE GUIDA, pag 12 . 134.2 Scuola primaria4.2.1 Disturbo di lettura e di scrittura

“All’inizio della scuola primaria la prevenzione delle difficoltà di apprendimento rappresenta uno degli obiettivi più importanti della continuità educativa, che si deve realizzare attraverso uno scambio conoscitivo tra la famiglia, i docenti della scuola dell’infanzia e i docenti della scuola primaria medesima.

Solo da una conoscenza approfondita degli alunni, il team docente potrà programmare le attività educative e didattiche, potrà scegliere i metodi e i materiali e stabilire i tempi più adeguati alle esigenze di tutti gli alunni del gruppo classe.”

slide42

4.3SCUOLA SECONDARIA

di I e di II grado

“La scuola secondaria richiede agli studenti la piena padronanza delle competenze strumentali (lettura, scrittura e calcolo), l’adozione di un efficace metodo di studio e prerequisiti adeguati all’apprendimento di saperi disciplinari sempre più complessi; elementi, questi, che possono mettere in seria difficoltà l’alunno con DSA, inducendolo ad atteggiamenti demotivati e rinunciatari.

Tali difficoltà possono essere notevolmente contenute e superate, individuando opportunamente le strategie e gli strumenti compensativi nonché le misure dispensative.”LINEE GUIDA, pag 17

slide43

Anche l’Università …

… dovrà svolgere un ruolo importante, trovando soluzioni all’interno delle metodologie didattiche e di valutazione e favorendo l’uso di strategie e risorse, in particolare attraverso le nuove tecnologie. …

Si pone, pertanto, … , la necessità di interventi idonei ad individuare i casi sospetti di DSA negli studenti (art. 3.3) come per tutti gli altri gradi di scuola. …

La presentazione della certificazione diagnostica, al momento dell’iscrizione, permette di accedere anche ai test di ammissione con le seguenti modalità:

· la concessione di tempi aggiuntivi, rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti,

ritenuti congrui dall’Ateneo in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori

al 30% in più;

· la concessione di un tempo aggiuntivo fino a un massimo del 30% in più rispetto a quello

definito per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale programmati a

livello nazionale o dalle università ….

· in caso di particolare gravità certificata del DSA, gli Atenei – nella loro autonomia -

possono valutare ulteriori misure atte a garantire pari opportunità nell’espletamento delle

prove stesse. ” (Dalle LINEE GUIDA pag 26 - 27)

una didattica per gli alunni con dsa
UNA DIDATTICA PER GLI ALUNNI CON DSA

“ La sinergia fra didattica individualizzata e personalizzata determina dunque, per l’alunno e lo studente con DSA, le condizioni più favorevoli per il raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. (LINEE GUIDA, pag 6 - 7)

“4. UNA DIDATTICA PER GLI ALUNNI CON DSAGli insegnanti possono “riappropriarsi” di competenze educativo - didattiche anche nell’ambito dei DSA, … È appena il caso di ricordare che nel profilo professionale del docente sono ricomprese, oltre alle competenze disciplinari, anche competenze psicopedagogiche (Cfr. art. 27 CCNL).

Gli strumenti metodologici per interventi di carattere didattico fanno parte, infatti, dello “strumentario” di base che è patrimonio di conoscenza e di abilità di ciascun docente. Tuttavia, è pur vero che la competenza psicopedagogica, in tal caso, deve poter essere aggiornata e approfondita”.(LINEE GUIDA, pag 9)

esonero lingua straniera
Esonero lingua straniera?

Non si possono privare i ragazzi di

conoscenze essenziali al giorno d’oggi

in caso di disturbo grave
In caso di disturbo grave …

“… In caso di disturbo grave … è possibile in corso d’anno DISPENSARE l’alunno dalla VALUTAZIONE nelle prove scritte e,

in sede di esame di Stato, prevedere una prova orale sostitutiva di quella scritta, ….

Resta fermo che in presenza della dispensa dalla valutazione delle prove scritte, gli studenti con DSA utilizzeranno comunque il supporto scritto in quanto utile all’apprendimento anche orale delle lingue straniere, soprattutto in età adolescenziale.

In relazione alle forme di valutazione, per quanto riguarda la comprensione (orale o scritta), sarà valorizzata la capacità di cogliere il senso generale del messaggio … di farsi comprendere in modo chiaro, anche se non del tutto corretto grammaticalmente.” (LINEE GUIDA pag 20)

slide48

SCUOLA SECONDARIA:differenza tra ESONERO e DISPENSA

“Sulla base della gravità del disturbo, nella scuola secondaria (…) considerate le sue possibili difficoltà di memorizzazione, risulta conveniente insistere sul potenziamento del lessico ad alta frequenza piuttosto che focalizzarsi su parole più rare, …

come quelle presenti nei testi letterari. …

Ai fini della corretta interpretazione delle disposizioni contenute nel decreto attuativo, pare opportuno precisare che

l’ “esonero” riguarda l’insegnamento della lingua straniera nel suo complesso, mentre la “dispensa” concerne unicamente le prestazioni in forma scritta “

(LINEE GUIDA, pag 20)

slide49

Decreto attuativo N. 5669

Art . 6.

“Solo in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento, anche in comorbilità con altri disturbi o patologie, risultanti dal certificato diagnostico, l’alunno o lo studente possono– su richiesta delle famiglie e conseguente approvazione del consiglio di classe - essere esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere e seguire un percorso didattico differenziato.

In sede di esami di Stato, i candidati con DSA che hanno seguito un percorso didattico differenziato e sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano, possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto, finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art.13 del D.P.R. .323/1998.”

un altra finalit della legge 170 2010
Un’altra finalità della Legge 170/2010

STRETTO RAPPORTO

TRA SCUOLA E FAMIGLIE.

È compito dei dirigenti “… incrementare la comunicazione e la collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari durante il percorso di istruzione e di formazione”.

slide52

VALUTAZIONE

ED

ESAMI

slide53

Dalla ricerca

emerge che...

la valutazione è

un problema COMPLESSO

slide54

Quando si parla di valutazione...

ci si confronta anche

sull’ insegnamento e sull'apprendimento,

su diverse possibili visioni di scuola

su diversi progetti di scuola

slide55

Umberto Galimberti

punta il dito contro le modalità di valutazione della scuola

«Alla base della demotivazione scolastica esiste quella tendenza all’oggettivazione […] che porta i professori a giudicare i loro studenti in base al profitto,… risolvendo l’educazione in puro fatto quantitativo,

dove a sommarsi sono nozioni e voti. […]

L’interrogazione misura il “profitto”, ma siccome il profitto è l’ultimo risultato di quella catena che, percorsa a ritroso, indica comprensione, interesse, sollecitazione emotiva, non è difficile demotivare, anche in modo grave, studenti giudicati in base all’esito che può scaturire solo da premesse che la scuola

ha evitato di curare»

UMBERTO GALIMBERTI “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani” - Rizzoli, Milano 2007

la valutazione
La valutazione

“La valutazione dovrebbe essere

deliberatamente progettata

per migliorare ed educare

i risultati degli studenti,

non solamente

per verificarli ….”

(Wiggins, 1998)

slide58

Il CURRICOLO e la VALUTAZIONE:

sono un sistema unitario

La valutazione NON è atto finale,

NON è “INSEGNO E POI VALUTO”

All’interno del curricolo formativo l’atto del valutare

implica un’assunzione di responsabilità

La valutazione deve tener conto degli aspetti conoscitivi, emotivi e relazionali della personalità ed ha lo scopo

prioritario di fornire le informazioni necessarie per misurare la distanza dal livello di partenza

di ogni singolo alunno

slide59

Valutazione = OCCASIONE

per …

  • conoscere i livelli di sviluppo e di apprendimento di ogni alunno
  • valorizzarli
  • - stimolarli
  • - affrontare quotidianamente le fatiche dovute alle caratteristiche personali di ognuno di loro
slide60

“Per valutare occorre conoscere gli stili ed i ritmi di apprendimento dei singoli alunni: occorre una fotografia a colori dei singoli alunni “ (U. Tenuta)

slide61

LA VALUTAZIONE INCIDE …

sugli aspetti psicologici ed emotivi dello studente

sulla costruzione di una positiva immagine di sé

sul sentimento di adeguatezza/inadeguatezza

sul livello di autostima

sul senso di autoefficacia

sulle aspettative di successo

sulla motivazione allo studio

sul successo scolastico stesso!

slide62

«L’insegnamento trasmissivo

implicitamente comunica che lo

studente non è in grado di apprendere

un contenuto se l’insegnante non lo

rende chiaro con la spiegazione»

(Comoglio)

SERVE UNA RIFORMA DELLA VALUTAZIONE SCOLASTICA

Occorre cambiare

il proprio habitus mentis

circa il valutare

  • La valutazione tradizionale:
  • non è imparziale, ma arbitraria e incontrollabile
  • non è predittiva, cioè non dice nulla di che cosa i ragazzi sapranno
  • fare nella vita reale con le conoscenze acquisite a scuola
  • non è educativa, ma demotivante e deresponsabilizzante
  • è autoreferenziale e inadatta a valutare ciò che deve valutare

ANGELO CHIARLE, Progettare apprendimenti significativi e percorsi individualizzati in letteratura con il Cooperative Learning, in: MARCO BAY (a cura di), Cooperative Learning e scuola del XXI secolo. Confronto e sfide educative, Libreria Ateneo Salesiano, Roma 2008.

slide63

«Insegnare di meno può

significare apprendere di più»

(Wiggins-McTighe)

«Cosa cambia nella scuola?»

È la sfida che lancia il Ministro nel presentare

Il nuovo obbligo di istruzione,

nel documento tecnico del

Decreto 22 agosto 2007

(con indicazioni circa Il contesto e il metodo, l’allegato 1 su Gli assi culturali, l’allegato 2 sulle Competenze chiave di cittadinanza da acquisire al termine dell’istruzione obbligatoria)

Come fare per far sì che qualcosa cominci a cambiare anche nella

SCUOLA SUPERIORE?

Occorre:

a) ripensare la missione educativa della scuola superiore

b) ripensare la programmazione didattica delle varie discipline, non finalizzandola più all’esclusivo completamento dei programmi

c) ripensare il ruolo del docente non più in termini di “dispensatore di conoscenze”

d) ripensare il concetto stesso di “studio”

e) ripensare la valutazione scolastica (tipologia, modalità di svolgimento

e criteri di valutazione di tutte le prove di verifica)

f) ripensare la funzione, l’utilizzo e l’impostazione dei libri di testo.

slide64

VALUTAZIONE dell’alunno

SOMMATIVA

Serve a ‘tirare le somme’

al termine di un percorso

Fornisce informazioni utilizzabili

dall’alunno e dall’insegnante durante

il percorso

FORMATIVA

AUTENTICA

Fornisce informazioni circa la

padronanza delle competenze in

contesti reali o realistici

“La scuola deve promuovere, non deve respingere:

occorre utilizzare la valutazione per creare le condizioni che possano mettere tutti gli alunni nella condizione di apprendere … e non per respingere coloro che non hanno appreso.”(U.Tenuta)

la valutazione formativa e non selettiva
La valutazione formativa( … e non selettiva)

Suggerire strategie

Giudicare educando

Sottolineare

i punti di forza

Aiutare ad analizzare gli errori

Modificare le attribuzioni causali del successo/insuccesso

Sollecitare le modifiche

di percorso

Incoraggiare

Motivare

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Dalla VALUTAZIONE FORMATIVAallaVALUTAZIONE AUTENTICA

La valutazione ‘autentica’ si contrappone alla valutazione scolastica

Non sempre le competenze acquisite a scuola si trasferiscono nella vita.

La valutazione in contesti reali o ‘realistici’ è, al contrario, autentica e attendibile.

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Valutazione

Ciò che si vede è solo una piccola parte della realtà….

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VERIFICHE E VALUTAZIONE:

cosa dice la legge

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FINO AGLI ANNI SETTANTA, L'ASPETTO VALUTATIVO HA MANTENUTO UNA PREMINENTE FUNZIONE SELETTIVA

E' proprio in questi anni che verrà emanata l'innovativa Legge 517/1977“Norme sulla valutazione degli alunni e sull'abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell'ordinamento scolastico”, che, agli articoli. 4 e 9, poneva l'accento sull'aspetto prettamente formativo della valutazione.

“Art. 4- L'insegnante o gli insegnanti di classe sono tenuti a compilare ed a tenere aggiornata una scheda personale dell'alunno contenente le notizie sul medesimo e sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonché le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sui livelli di maturazione raggiunti...

Art. 9 - Il consiglio di classe con la sola presenza dei docenti è tenuto a compilare e a tenere aggiornata una scheda personale dell'alunno contenente le notizie sul medesimo e sulla sua partecipazione alla vita della scuola, nonché le osservazioni sistematiche sul suo processo di apprendimento e sul livello di maturazione raggiunto sia globalmente sia nelle singole discipline”.

slide70

Successivamente, tutte le scuole venivano coinvolte in corsi di aggiornamento sulla valutazione in itinere e su quella sommativa.

Il risultato fu che solo una minima parte dei docenti aveva recepito questa nuova visione pedagogica.

Rimanevano, infatti , molti dubbi e la pratica era ancora molto lontana dalla teoria: sono nati ben tre modelli di documenti di valutazione, ma tutti e tre non hanno risposto allo spirito animatore della legge 517.

I cambiamenti nella scuola faticano a decollare.

dpr 275 99
DPR 275/99

Art.4 – Autonomia didattica - C.4

Le Istituzioni scolastiche:

- assicurano la realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento

- individuano le modalità e i criteri di

valutazione degli alunni nel rispetto della

normativa nazionale.

la valutazione nella legge 169 08
LA VALUTAZIONE nella Legge 169/08

E’ espressione dell’autonomia professionale propria della

funzione docente nella sua dimensione sia individuale

che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle

istituzioni scolastiche.

Ha per oggetto il processo di apprendimento, il

comportamento e il rendimento scolastico complessivo

degli alunni.

Concorre, con la sua finalità anche formativa e

attraverso l’individuazione delle potenzialità e delle

carenze di ciascun alunno, ai processi di

autovalutazione degli alunni medesimi, al miglioramento

dei livelli di conoscenza e al successo formativo

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D.P.R. n° 122 del 22 giugno 2009REGOLAMENTO SULLA VALUTAZIONEArt. 10Valutazione degli alunni con DSA

“ Per gli alunni con DSA adeguatamente certificati, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle effettuate in sede d’esame conclusivo dei cicli,

devono tener conto delle

specifiche situazioni soggettive di tali alunni;

a tali fini, nello svolgimento dell’attività didattica e delle prove di esame, sono adottati gli strumenti compensativi e dispensativi ritenuti idonei. ...”

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VALUTAZIONE PER COMPETENZE

Secondo quanto disposto dal DOCUMENTO SULL’INNALZAMENTO DELL’OBBLIGO DI ISTRUZIONE(D.M. 139/2007, attuativo dell’art. 1, comma 622, della L. n. 296/2006,) che interessa entrambi i cicli,i saperi devono essere organizzati in 4 assi ed articolati in ABILITÀ, CAPACITÀ E CONOSCENZE, secondo il sistema previsto nel quadro europeo dei titoli e delle qualifiche (EQF), così come prescritto dalle raccomandazioni dell’Unione europea che, fin dal Consiglio di Lisbona del 2000, chiede di collegare i livelli delle qualifiche nazionali agli 8 livelli del quadro europeo.

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Le scuole attualmente sono tenute a rilasciare una certificazione dei saperi e delle competenze possedute a conclusione dell’obbligo scolastico (art. 4), tramite un modello di certificazione predisposto dal MIUR ed unico sul territorio nazionale.

Al Regolamento venivano inoltre allegati tre importanti documenti, concernenti gli assi culturali, le competenze chiave di cittadinanza e alcuni aspetti tecnici.

Con il documento relativo agli Assi culturali(allegato 1 al DM 22.8.2007, n. 139) venivano elencate le competenze di base da possedere al termine dell’istruzione obbligatoria, e le conoscenze e abilità/capacità connesse a tali competenze, per i 4 assi culturali

(dei linguaggi, matematico, scientifico-tecnologico e storico-sociale).

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Anche il DPR 122/2009 indica la CERTIFICAZIONE come

strumento importante per:

  • “sostenere i processi di apprendimento, orientamento,
  • consentire eventuali passaggi tra i diversi percorsi e sistemi formativi e inserimento nel mondo del lavoro” .

Un modello di certificato delle competenze di base al termine dell’istruzione obbligatoria è stato fornito con il D.M. 27 gennaio 2010, n. 9.

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Si tratta di un percorso piuttosto faticoso, dovuto anche al fatto che la scuola italiana risente molto della tradizione umanistica e del tipo di insegnamento trasmissivo che l’ha sempre caratterizzata.

Quindi posizione di svantaggio nei confronti di altri sistemi scolastici che sono stati più pronti a recepire le istanze del mondo del lavoro e per i quali la didattica per competenze fa già parte della tradizione.

Tuttavia, anche nella scuola italiana i cambiamenti sono percepibili, non solo in discipline che già da anni lavorano per competenze (ad esempio, le lingue straniere), ma anche in discipline tradizionalmente oggetto più di conoscenze che di abilità e competenze.

Il sempre maggiore utilizzo della didattica laboratoriale, l’ ”imparare facendo” che sta prendendo piede in alcune scuole, risponde proprio a questa esigenza.

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La necessità di un più stretto collegamento tra scuola e mondo del lavoro, non solo nei percorsi di tipo professionale, è stata oggetto di vari atti normativi:

la L. 53/2003 e il successivo D.Lgs 77/2006 prevedevano e disciplinavano percorsi di alternanza scuola-lavoro a partire dai 15 anni di età per tutti gli indirizzi di studio (compresi quelli liceali).

Con il recente riordino degli istituti superiori (DPR 87/2010 per gli istituti professionali, DPR 88 per gli istituti tecnici, DPR 89/2010 per i licei) l’alternanza scuola-lavoro è riproposta come possibilità di condurre esperienze significative nel mondo produttivo per tutti gli indirizzi.

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Per gli studenti con DSA

STESSI OBIETTIVI … MODALITÀ DIVERSE

DPR N° 122del 22 giugno 2009 - art.10

“Nel diploma finale rilasciato al termine degli esami non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.”

la legge 170 2010
La Legge 170/2010

… parlando di valutazione degli apprendimenti, assicura che …

“agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di

istruzione e di formazione scolastica e universitaria,

adeguate forme di verifica e di valutazione,

anche per quanto concerne gli esami di Stato …”.

d m 12 luglio 2011 sui dsa
D.M.12 luglio 2011 sui Dsa

Articolo 6 Forme di verifica e di valutazione

  • “La valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA deve essere coerente con gli interventi pedagogico - didattici di cui ai precedenti articoli.
  • Le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.”
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Il tema delle “VERIFICHE E VALUTAZIONI”

nei confronti degli alunni con D.S.A. è fonte

di profonde riflessioni.

Le norme ministeriali dichiarano che

la “valutazione” dello studente con DSA

dovrà essere “adeguata”, per

sviluppare una valutazione centrata

sull’alunno specifico

e sui suoi progressi.

“Forme adeguate di verifica e di valutazione.” (L G, pag 28)

linee guida
LINEE GUIDA

“La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le

modalità di differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito,

discriminando fra ciò che è espressione diretta del disturbo e ciò che

esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente acquisite”.

(Linee Guida, p. 28)

verifiche e modalit da mettere in atto
VERIFICHE e MODALITÀ da mettere in atto:
  • le verifiche devono avere come oggetto obiettivi e contenuti ben specificati
  • ciascuna competenza dell’alunno richiede una verifica specifica (definizione di obiettivi e contenuti specifici)
  • è opportuno compensare/integrare i compiti scritti ritenuti non adeguati con prove orali
  • all’alunno deve essere concesso l’uso dei mediatori didattici a lui necessari ) durante le prove sia scritte , sia orali (calcolatrice, vari ausili, tavole compensative, schemi e mappe concettuali)
  • per le materie in cui non sono obbligatorie prove scritte, è opportuno utilizzare verifiche orali programmate
  • si devono prevedere tempi più lunghi o/e verifiche più brevi

Sarebbe preferibile che i tempi e le modalità delle verifiche fossero pianificati dal coordinatore di classe: possibilmente non più di una al giorno e non più di tre alla settimana!

modalita di valutazione nelle linee guida allegate al decreto attuativo del 12 luglio 2011
MODALITA’ DI VALUTAZIONEnelle LINEE GUIDA allegate al Decreto attuativo del 12 luglio 2011

“In fase di verifica e di valutazione, lo studente con dislessia può usufruire di tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove o, in alternativa e comunque nell’ambito degli obiettivi disciplinari

previsti per la classe, di verifiche con minori richieste.

Nella valutazione delle prove orali e in ordine alle modalità di interrogazione si dovrà tenere conto delle capacità lessicali ed espressive proprie dello studente.” ( LINEE GUIDA - pag 18)

“Forme adeguate di verifica e di valutazione. La valutazione deve concretizzarsi in una prassi che espliciti concretamente le modalità di differenziazione a seconda della disciplina e del tipo di compito, discriminando fra ciò che è espressione diretta del disturbo e ciò che esprime l’impegno dell’allievo e le conoscenze effettivamente acquisite.”( LINEE GUIDA - pag 28)

valutazione come dispensa
Valutazione come … dispensa!

“Per quanto concerne le misure dispensative, oltre a tempi più lunghi per le verifiche scritte o a

una quantità minore di esercizi,

gli alunni con disgrafia e disortografia sono

dispensati dalla valutazione della correttezza della scrittura

e, anche sulla base della gravità del disturbo, possono accompagnare o integrare la prova scritta con una prova orale attinente ai medesimi contenuti.”

(LINEE GUIDA, pag 19)

valutazione
VALUTAZIONE

Deve essere personalizzata, cioè deve tener conto sia delle caratteristiche personali del disturbo del ragazzo (Regolamento valutazione D.P.R. 122 /2009), sia del punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando i progressi e gli sforzi.

Ad es. , in fase di correzione degli elaborati, tener conto dell’influenza del tipo di disturbo su specifiche tipologie di errore (calcolo, trascrizione, ortografia, sintassi e grafismo) e orientare la valutazione su competenze più ampie e generali come da normativa (L. 170 /2010- Art. 5).

Ad es. puntare al contenuto dei “temi” più che agli errori ortografici, o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline.

quindi quali verifiche per gli studenti con dsa
QUINDI … QUALI VERIFICHE per gli studenti con DSA?
  • Verifiche orali, programmate (tempi – contenuti – procedura)
  • Verifiche con minori richieste
  • Verifiche scritte, proposte con carattere e dimensione idonei, con scelte multiple e, se necessario, lette da un lettore
  • Verifiche scritte ed orali con l’uso di mediatori didattici (mappe mentali, mappe cognitive, ……)
valorizzare oltre che valutare
“VALORIZZARE” OLTRE CHE VALUTARE

RICORDATE CHE:

  • La verifica non dovrebbe essere l'unica fonte di valutazione
  • Alcuni studenti sono molto emotivi
  • Valutare anche le domande fatte dagli allievi
  • Valutare gli interventi in classe

COME VALUTARE?

  • Valutare considerando i DSA
  • Valutazione, nelle prove scritte, del contenuto e non della forma
  • Escludere dalla valutazione gli errori di calcolo e di trascrizione
  • Valutazione dei progressi in itinere e degli sforzi, non delle carenze
s pesso gli insegnanti credono che
Spesso gli insegnanti credono che …

QUESTA

NON

è

GIUSTIZIA!

Infatti …”Non c’è peggiore ingiustizia del dare coseuguali a persone che uguali non sono”.

Don Lorenzo Milani

la mia giustizia
La mia giustizia

“Non intendo trattare neppure due di voi allo stesso modo.

E niente proteste al riguardo.

Alcuni dovranno scrivere lunghe relazioni,

altri avranno il permesso di farle più corte; alcuni dovranno leggere articoli chilometrici, altri articoli brevi.

Così stanno le cose.

Ognuno apprende in modo diverso

e se qualcuno ha esigenze particolare,

me lo faccia sapere

e io penserò a studiare qualcosa

di più adatto a lui.

Ma non voglio sentire lamentele

su quello che faccio per gli altri”.

M. Levine

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Solo in questo modo si attua la

PERSONALIZZAZIONE EDUCATIVA,

che risolve definitivamente il problema dell’integrazione degli alunni cosiddetti diversamente abili,

perché solo così si potrà avere una

scuola su misura

per

una società complessa qual è quella attuale.

imboccare la via dell
IMBOCCARE LA VIA DELL’ …

'APPRENDIMENTO PERSONALIZZATO',

significa che

“l'organizzazione della scuola dovrà articolarsi attorno ai bisogni, agli interessi e alle attitudini di ogni allievo”che,

attraverso l'impegno consapevole a fianco dei docenti, diventerà così

“coproduttore” della propria educazione.

esame di stato om n 41 del 11 05 12 art 17 bis esame dei candidati in situazione di dsa
ESAME di STATO OM n 41 del 11/05/12 - art.17 BIS Esame dei candidati in situazione di DSA

1. La Commissione d’esame – (….) - considerati eventuali elementi forniti dal Consiglio di classe, terrà in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, adeguatamente certificate,relative ai candidati affetti da disturbi specifici di apprendimento (DSA), in particolare, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati. A tal fine il Consiglio di classe inserisce nel documento del 15 maggio di cui al DPR n.323/1998 il Piano Didattico Personalizzato o altra documentazione predisposta ai sensi dell’art.5 del DM n. 5669 del 12 luglio 2011.

Sulla base di tale documentazione e di tutti gli elementi forniti dal Consiglio di classe, le Commissioni predispongono adeguate modalità di svolgimento delle prove scritte e orali. Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano DidatticoPersonalizzatoo da altra documentazione redatta ai sensi dell’art.5 del D.M. 12 luglio 2011.

Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio. I candidati possono usufruire di dispositivi per l’ascolto dei testi della prova registrati in formati “mp3”. Per la piena comprensione del testo delle prove scritte, la Commissione può prevedere, in conformità con quanto indicato dal capitolo 4.3.1 delle Linee guida citate, di individuare un proprio componente che possa leggere i testi delle prove scritte.

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./…

Per i candidati che utilizzano la sintesi vocale, la Commissione può provvedere alla trascrizione del testo su supporto informatico.

In particolare, si segnala l’opportunità di prevedere tempi più lunghidi quelli ordinari per lo svolgimento della prove scritte, di curare con particolare attenzione la predisposizione della terza prova scritta, con particolare riferimento all’accertamento delle competenze nella lingua straniera, di adottare criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.

Al candidato potrà essere consentita la utilizzazione di apparecchiature e strumenti informaticinel caso in cui siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti giovevoli nello svolgimento dell’esame, senza che venga pregiudicata la validità delle prove.

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PERCORSO DIDATTICO DIFFERENZIATO, CON ESONERO DALL’INSEGNAMENTO DELLA/E LINGUA/E STRANIERA/E

2. I candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’art.6, comma 6, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico differenziato, con esonero dall’insegnamento della/e lingua/e straniera/e, e che sono stati valutati dal consiglio di classe con l’attribuzione di voti e di un credito scolastico relativi unicamente allo svolgimento di tale piano possono sostenere prove differenziate, coerenti con il percorso svolto finalizzate solo al rilascio dell'attestazione di cui all'art. 13 del D.P.R. n. 323/1998.

Per detti candidati, il riferimento all’effettuazione delle prove differenziate va indicato solo nella ATTESTAZIONE e

non nei tabelloni affissi all’albo dell’istituto.

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PERCORSO ORDINARIO CON SOLA DISPENSA DALLE PROVE SCRITTE DI LINGUA STRANIERA

3. Per quanto riguarda i candidati con diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento (DSA), che, ai sensi dell’art.6, comma 5, del DM n.5669 del 12 luglio 2011, hanno seguito un percorso didattico ordinario, con la sola dispensa dalle prove scritte ordinarie di lingua/e straniera/e, la Commissione, nel caso in cui la lingua straniera sia oggetto di seconda prova scritta, dovrà sottoporre i candidati medesimi aprova oralesostitutiva della prova scritta.

La Commissione, sulla base della documentazione fornita dal consiglio di classe, stabilisce modalità e contenuti della prova orale, che avrà luogo nel giorno destinato allo svolgimento della seconda prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’art. 15, comma 8. Il punteggio, in quindicesimi, viene attribuito dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, secondo i criteri di conduzione e valutazione previamente stabiliti in apposita o apposite riunioni e con l'osservanza della procedura di cui all'art. 15, comma 7.

per le lingue straniere sono contemplate tre possibilit
PER LE LINGUE STRANIERE SONO CONTEMPLATE TRE POSSIBILITÀ :

 1) In caso di esonero e di conseguente percorso didattico differenziato, lo studente svolgerà delle prove differenziate e avrà un attestato e non un diploma

 2) In caso di dispensa dalla prova scritta in lingua straniera , lo studente effettuerà la prova orale sostitutiva di quella scritta nella stessa mattina in cui è prevista la prova scritta in lingua straniera, come seconda prova di esame .

 3) Per gli studenti che hanno seguito un percorso didattico ordinario senza esonero , né dispensa dalle prove scritte in lingua straniera, l’attenzione da parte della commissione, per la predisposizione della prova scritta potrebbe consistere in:

 MISURE COMPENSATIVE 

  • Esplicitazione o/esemplificazione della consegna (se necessario).
  • Lunghezza del testo da produrre: potrà variare da un minimo di 5 righe al max richiesto Consegna con incluse Key-words (parole chiave) come guida alla composizione del testo
  • Uso di schemi, mappe concettuali, … sui contenuti studiati (La prova di colloquio avrà carattere compensativo nel caso in cui l'esito delle prove scritte non sia ritenuto soddisfacente )

MISURE DISPENSATIVE

 • Non valutare gli errori di spelling e non dare eccessivo peso agli errori morfo-sintattici

terza prova scritta con lingue straniere
TERZA PROVA SCRITTA CON LINGUE STRANIERE

Qualora la lingua o le lingue straniere siano coinvolte nella terza prova scritta, gli accertamenti relativi alla lingua o alle lingue straniere sono effettuati dalla commissione per mezzo di prova orale sostitutiva nel giorno destinato allo svolgimento della terza prova scritta, al termine della stessa, o in un giorno successivo, purché compatibile con la pubblicazione del punteggio complessivo delle prove scritte e delle prove orali sostitutive delle prove scritte nelle forme e nei tempi previsti nell’art. 15, comma 8. I risultati della prova orale relativa alla lingua o alle lingue straniere coinvolte nella terza prova scritta sono utilizzati per la definizione del punteggio da attribuire alla terza prova scritta.

in sintesi all esame
IN SINTESI all’esame:

Gli studenti con diagnosi di DSA possono utilizzare tutti gli strumenti compensativi indicati nel proprio PDP.

L’accesso alla decodifica delle consegne delle prove scritte può avvenire in due modi :

- Sintesi vocale

- Lettore umano, cioè un componente della commissione che legge i testi delle prove

Hanno diritto a tempi aggiuntivi per l’espletamento delle prove

Hanno diritto a una particolare attenzione nella predisposizione della terza prova scritta (si ricorda che i quesiti per la 3^ prova devono essere di numero uguale a quelli dati alla classe, ma possono essere ridotti in termini di complessità, come prevede il dm 429/2000: ad es. Con quesiti a risposta multipla, oppure con parole chiave o schemi/guida prodotti nel corso dell'anno e debitamente indicati nel PDP . Inoltre gli studenti con DSA non dovrebbero essere tenuti a rispettare il numero di righe previsto per gli altri studenti, ma possono fornire risposte più brevi.)

Nella fase del colloquio, la commissione terrà conto, in ordine alle modalità di interrogazione usate anche in corso d’anno, delle capacità lessicali ed espressive del candidato con DSA , adeguando le richieste alle complessive capacità del candidato e adottando criteri valutativi attenti soprattutto al contenuto piuttosto che alla forma.

Sul diploma nessun riferimento alla differenziazione delle prove

documento del 15 maggio o m 44 2010
Documento del 15 maggioO.M. 44/2010“
  • Grande importanza riveste il Documento del 15 maggio, che ogni Consiglio di classe deve elaborare indicando“….i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati, gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che i consigli di classe ritengano significativo ai fini dello svolgimento degli esami” (Art.6 c.2 )
  • “Prima della elaborazione del testo definitivo del documento, i consigli di classe possono consultare, per eventuali proposte e osservazioni, la componente studentesca e quella dei genitori”. (Art.6 c.6 )
  • “Il documento è immediatamente affisso all’ albo dell’istituto e consegnato in copia a ciascun candidato.” (Art.6 c.7 )
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ALLEGATI al Documento del 15 maggio

  • DESCRIZIONE DEL DSA –
  • DIAGNOSI: Q.I., LINGUAGGIO, MEMORIA

• AUSILI

• AIUTI A CASA

• PERCORSO SCOLASTICO

• PROGETTI MIRATI

• CONOSCENZE, COMPETENZE E CAPACITÀ RAGGIUNTE

  • DISCIPLINE CON PARTICOLARI CRITERI DIDATTICI
  • PROVE E VALUTAZIONI

RELAZIONE ALUNNO H (allegato al documento del 15 maggio) l’allegato può non essere affisso all’albo dell’istituto e non essere consegnato a ciascun candidato… su richiesta va fornita copia.

Se il Presidente di Commissione decide in senso contrario o comunque diverso da quanto previsto nel documento del 15 maggio dal Consiglio di classe/commissione e nella relazione allegataDEVE MOTIVARE LE PROPRIE DECISIONI

cosa succede se la diagnosi viene fatta in ritardo o non viene fatta
Cosa succede se la diagnosi viene fatta in ritardo o non viene fatta

NOTA BENE!!!!

La "costruzione"

delle PROVE di VERIFICA

e, quindi,

d’ESAME

dipende SEMPRE dalle

SPECIFICITÀ

dell'allievo.

es di indicazioni operative per l espletamento delle prove degli esami di stato
ES. di INDICAZIONI OPERATIVE PER L’ESPLETAMENTO DELLE PROVE DEGLI ESAMI DI STATO.

Nel documento del Consiglio di Classe del 15 maggio il coordinatore si farà carico di controllare che ogni singolo docente abbia specificato:

• tutte le informazioni sugli strumenti compensativi e dispensativi, con riferimento alle verifiche, ai tempi e al sistema valutativo utilizzati in corso d’anno;

• le modalità, i tempi e i sistemi valutativi per le prove d’esame;

• le simulazioni delle prove d’esame.

La Commissione d’esame per la predisposizione della terza prova scritta e per le altre due prove prenderà in considerazione:

• tempi più lunghi;

• utilizzo di strumenti informatici, se utilizzati in corso d’anno;

• possibilità di avvalersi di un insegnante membro della commissione per la lettura dei testi delle prove scritte.

Per quanto riguarda la lingua straniera, siamo in attesa di ulteriori indicazioni dalla circolare ministeriale; le difficoltà dovranno essere compensate mediante l’assegnazione di tempi più estesi, l’utilizzo di alcune tecnologie informatiche, valutazioni più attente al contenuto che alla forma, l’integrazione orale della prova scritta.

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Direttiva del 3/10/2011 n. 88 Obiettivi delle rilevazioni nazionali INVALSI sugli apprendimenti degli studenti -a. s. 2011/2012

Oggetto della valutazione esterna degli apprendimenti

Saranno oggetto delle rilevazioni nazionali sui livelli di apprendimento degli studenti le conoscenze e le abilità acquisite in italiano e matematica dagli allievi delle classi seconda e quinta della scuola primaria, prima e terza della scuola secondaria di primo grado, seconda e quinta della scuola secondaria di secondo grado.

prove invalsi per scuola secondaria di 1 grado
PROVE INVALSI perSCUOLA SECONDARIA di 1° GRADO
  • Per gli alunni delle classi prime e terze della scuola secondaria di I grado costituiranno riferimento le Indicazioni nazionali di cui agli d.lgs.19 febbraio 2004, n.59, aggiornate dalle Indicazioni per il curricolo di cui al D.M. 31 luglio 2007
  • In particolare per le classi terze si terrà conto degli obiettivi di apprendimento stabiliti dalle Indicazioni per il curricolo relativamente alle due discipline considerate e la rilevazione avrà luogo mediante la prova scritta, a carattere nazionale, compresa nell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo d’istruzione
  • Gli esiti delle rilevazioni, unitamente a tutti gli elementi di conoscenza acquisiti dalla scuola mediante le fonti e gli strumenti previsti dalla programmazione d’istituto, potranno concorrere a costituire la base informativa per la descrizione e la certificazione delle COMPETENZE al termine del primo ciclo di istruzione.
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COMPETENZA =

capacità di un soggetto di

“attivare e coordinare conoscenze, abilità e

disposizioni interne”

(come atteggiamenti, valori, motivazioni, ecc.)

per affrontare, valorizzando se necessario anche opportune risorse esterne, una tipologia di compiti o problemi da inquadrare e risolvere.

È a questo concetto di competenza che dovrebbero riferirsi tutti i piani di studio!!!

p perrenoud costruire competenze a partire dalla scuola roma anicia 2003
P. Perrenoud, Costruire competenze a partire dalla scuola Roma, Anicia 2003

“Se si cambiano solo i programmi che figurano nei documenti,

senza scalfire quelli che sono nelle teste, l’approccio per competenze

non ha nessun futuro”

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Contenziosi

Contenziosi

Contenziosi

Contenziosi

Contenziosi

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La Repubblica del 06-02-2010

Dislessica bocciata, maturità da rifare

Il Tar riammette una studentessa: "Dovevano garantirle una prova differenziata"

GENOVA.

I professori del liceo classico Bernini dovranno far rifare l'esame di maturità, mettendo a disposizione di una studentessa dislessica gli strumenti "compensativi" e "dispensativi", in modo che possa sostenere le prove, adattandole alle sue capacità di apprendimento, di scrittura e di espressione. La sentenza del Tar-Liguria è arrivata ieri, dopo 6 mesi dalla bocciatura della ragazza, avvenuta nel giugno scorso. Al Tribunale Amministrativo Regionale si sono rivolti i genitori, sostenuti dall'avvocato Raffaella Rubino.

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Dove dimostriamo

di applicare la legge?

nel pof
NEL POF …

… indichiamo le

LINEE GUIDA (azioni)

per ogni alunno

COMPILIAMO il PDP

AID Torino

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Tutti gli alunni avrebbero DIRITTO alla personalizzazione degli interventi, in base ai propri bisogni, per raggiungere il successo formativo

Gli alunni con DSA hanno DIRITTO ad una esplicita definizione di questi interventi

ogni istituzione scolastica
OGNI ISTITUZIONE SCOLASTICA

Inserisce il modello del PDP nel Piano dell’Offerta Formativa (POF)

Riceve la diagnosi dalla famiglia

La protocolla

La inserisce nel fascicolo riservato

Informa il Consiglio di classe della presenza di un DSA e dà copia della diagnosi

Procede alla stesura del PDP

Aggiorna il fascicolo personale riservato inserendo il PDP

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P D P

  • PIANO:studio mirante a predisporre un'azione in tutti i suoi sviluppi”; programma, progetto, strategia, …
  • DIDATTICO: scopo della didattica è …
  • - il miglioramento dell’ efficacia e dell’efficienza dell’ insegnamento del docente
  • il miglioramento dell'efficacia e soprattutto dell'efficienza (diminuzione dei tempi e delle energie) dell'apprendimentodell‘allievo
  • PERSONALIZZATO: indica la diversificazione delle metodologie, dei tempi, degli strumenti nella progettazione del lavoro della classe
percorso didattico personalizzato
Percorso Didattico Personalizzato

Avvalendosi della diagnosi specialistica,

la scuola redige

il PERCORSO PERSONALIZZATO,

dove vengono indicate

le strategie da mettere in atto

per rispondere alle esigenze specifiche dell’allievo.

non si tratta di una scoperta rivoluzionaria
Non si tratta di una scoperta rivoluzionaria

Da Rousseau in poila pedagogia ha imparato a riconoscere l'importanza del soggetto in formazione, così come l'intensità della relazione interpersonale e la qualità dei contesti educativi in cui si svolge.

Eppure l'impianto personalizzante assume oggi un significato nuovo.

La PERSONALIZZAZIONE sembra aprire possibili strade per vincere la sfida educativa contro la dispersione scolastica e per sostenere l'educazione del XXI secolo

reuven feuerstein botosani romania 21 08 1921
Reuven Feuerstein (Botosani, Romania, 21-08-1921

Altri apporti rilevanti sono venuti dalle pedagogie della mediazione.

Feuerstein , per esempio, ha posto l'accento sulla necessità di organizzare PIANI DI APPRENDIMENTO PERSONALIZZATI

dimensionati sulle capacità e necessità di ciascuno.

howard gardner scranton pennsylvania 11 07 1943
Howard Gardner (Scranton, Pennsylvania, 11-07-1943)

Anche secondo Gardner , padre della teoria delle intelligenze multiple, è rischioso continuare a pensare alla scuola come semplice erogatrice di formazione linguistica e matematica, perché così si rischia di “dimenticare” quei soggetti che manifestano forme cognitive differenti (di tipo espressivo,musicale o corporeo ….)e che spesso sono “nascosti” nell'uniformità delle classi scolastiche tradizionali e “sotto stimati” sul piano dello sviluppo delle loro potenzialità.

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CONCETTO DI PERSONALIZZAZIONE

  • legge 53/2003 (riforma Moratti)
  • Indicazioni per il Curriculo, 2007
  • “la scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno”
la personalizzazione in europa
La PERSONALIZZAZIONE in Europa

Un forte interesse verso LA PERSONALIZZAZIONE

si trova nei documenti

che accompagnano i processi di riforma in atto

nel Regno Unito, dai quali emerge che

la personalizzazione non riguarda soltanto

gli stili di apprendimento,

ma anche

le modalità d'insegnamento e la capacità della scuola

di funzionare come una comunità

di insegnanti-genitori-studenti.

legge n 53 2003 e d lgs 59 2004
Legge n. 53/2003eD.Lgs. 59/2004

Centralità della PERSONA che apprende anche attraverso

percorsi personalizzati e flessibili

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“L’apprendimento personalizzato rappresenta oggi uno degli snodi più significativi dell’attuale dibattito educativo e scolastico.

Esso offre una via d’uscita per la questione dello svantaggio e per porre ogni allievo nella condizione di realizzare tutto il suo potenziale”

(D. Hopkins).

con la personalizzazione
Con la PERSONALIZZAZIONE …

“… si vogliono raggiungere

i medesimi obiettivi

attraverso itinerari diversi” …

Ciò …. implica la messa a punto di nuove forme di organizzazione didattica e la trasmissione dei processi del “sapere” e del“ saper fare” in modo da predisporre piani di apprendimento coerenti

con le capacità,

i ritmi e i tempi di sviluppo degli alunni

”.(G. Chiosso,La personalizzazione dell’apprendimento)

generalmente
GENERALMENTE …

… quando si parla di PERSONALIZZAZIONE

si pensa spesso ad una scuola dove si moltiplicano semplicemente le offerte didattiche in modo che ciascuno si avvalga di quella che gli è più congeniale e gli consenta di apprendere in modo più efficace.

Ma essa può essere qualcosa di molto più significativo.

la personalizzazione forte
La “personalizzazione forte"

La personalizzazione nel suo significato autentico prende la forma di una partecipazione e di una “co-creazione di valore”, in cui coloro che apprendono sono continuamente aiutati a definire i propri obiettivi, a elaborare i propri piani e scopi di apprendimento, a scegliere le strategie

cognitive più efficaci.

Il coinvolgimento personale degli alunni nelle decisioni che li riguardano, nelle scelte di ciò che apprendono, del modo di apprendere e degli obiettivi che si prefiggono costituiscono le vie maestre per farne dei soggetti capaci di apprendere per tutta la vita.

l importanza della scuola nella societ
L’importanza della scuola nella società

La scuola e le attività educative sono strategiche per il futuro delle società nella doppia dimensione del

SAPERE e del SAPER FARE.

Senza sapere il fare diventa un puro esercizio addestrativo,

senza saper fare il sapere rischia di essere erudizione fine a se stessa.

dalle scienze cognitive sappiamo che
Dalle scienze cognitive sappiamo che…

lo sviluppo delle IDEE

e delle COMPETENZE

IN TUTTE LE DISCIPLINE

sono radicate nell’esperienza corporea e nella realtà fisica.

IMMAGINARE E FARE

hanno uno stesso substrato neuronale condiviso

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Bisogna mettere gli studenti in condizione di poter comprendere.

APPROCCIO “SPERIMENTALE”

indispensabile per i ragazzi con DSA che quindi devono

“vedere”,“fare” e ”provare”

per poter capireeimparare.

il luogo pi adatto alla loro integrazione il laboratorio
Il luogo più adatto alla loro INTEGRAZIONE è il LABORATORIO

Il LABORATORIOidentifica la situazione di apprendimento che realizza,

in una dimensione operativa e progettuale,

l’intreccio tra più mediatori didattici:

l’esperienza diretta, il ricorso a modelli e immagini, la simulazione, l’uso di codici simbolici.

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A scuola (dati OCSE-PISA 2007)

a casa e con gli amici(dati AIE 2007) il perimetro dell’identità comprende anche la loro identità on-line

modalita attraverso cui avvengono gli apprendimenti da le aquile sono nate per volare di r grenci
MODALITA’ ATTRAVERSO CUI AVVENGONO GLI APPRENDIMENTIDA “LE AQUILE SONO NATE PER VOLARE” di R. Grenci –
  • ESPERIENZA DIRETTA (FARE) 90%
  • PARLARE E SCRIVERE 70%
  • ASCOLTARE E VEDERE (INSIEME) 50%
  • VISTA 30%
  • UDITO 20%
  • LETTURA 10%

DOBBIAMO TENERE CONTO DEI DIVERSI STILI

DI APPRENDIMENTO

pdp pei
PDP PEI

Piano Didattico Personalizzato

diversifica

modalità,tempi, strumenti, quantità

nell’attuazione della programmazione

comune della classe

C.M. n 4099 del 05/10/2004 - n. 4674 del 10 maggio 2007 per studenti dislessici

DPR122 giugno 09. art 10 – Circ. MIUR 28.5.2009

Piano Educativo Individualizzato

differenzia…

contenuti e competenze specifiche

(Legge 104\92)

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PDP

Il Dirigente deve sostenere llPDP come un contratto fra Docenti, Istituzione Scolastiche, Istituzioni Socio-Sanitarie e Famigliaper individuare e organizzare un percorso personalizzato …

... nel quale devono essere definiti i supporti compensativi e dispensativi che possono portare alla realizzazione del successo scolastico degli alunni DSA.

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QUANDO?

  • All’inizio di ogni anno scolastico entro i primi 3 mesi … per gli studenti già segnalati
  • Appena la famiglia consegna la diagnosi … per i nuovi

Il PDP prodotto va dato in copia alla famiglia con lettera protocollata a mano o raccomandata, inserito nel fascicolo personale riservato e una copia nel registro di classe

nel pdp che la scuola
È NEL PDP CHE LA SCUOLA…

definisce in modo formale, cioè registra, tutto ciò che fa per lo studente con DSA:

  • quali strumenti e strategie compensative vengono usate
  • quali misure dispensative vengono accordate
  • come si tiene conto della sua specifica situazione nella valutazione.
slide141
Istituzione scolastica………………….…

Modello di

PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

Anno Scolastico ………………

SCUOLA SECONDARIA………… classe……

Referente DSA o coordinatore di classe……………

AID Torino

struttura del p iano d idattico p ersonalizzato
Struttura delPiano Didattico Personalizzato
  • Dati relativi all’alunno
  • Descrizione del funzionamento delle abilità strumentali
  • Caratteristiche del processo di apprendimento
  • Strategie dell’alunno per lo studio e strumenti utilizzati
  • Individuazione di eventuali modifiche all’interno degli obiettivi disciplinari per il conseguimento delle competenze fondamentali
  • Strategie metodologiche e didattiche adottate
  • Strumenti compensativi e misure dispensative
  • Criteri e modalità di verifica e valutazione
  • Patto con la famiglia
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PERCHÉ compilare il PDP?

Perché permette di:

  • Ripensare alla didattica
  • Riflettere sull’importanza dell’osservazionesistematica dei processi di apprendimento dell’alunno
  • Condividere la responsabilità educativa con la famiglia
  • Favorire la comunicazione efficace tra diversi ordini di scuola
  • Documentare per decidere e/o modificare strategie didattiche
  • Inoltre è un atto dovuto!
art 5 misure educative e didattiche di supporto
Art. 5 - Misure educative e didattiche di supporto

Afferma il diritto degli alunni con DSA a

"fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica

nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari …"

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Il Consiglio di classe,

acquisita la diagnosi specialistica di DSA,

dopo avere analizzato

l’ entità del disturbo, le difficoltà,

i punti di forza dell’allievo con DSA,

definisce quali strategie didattiche mettere in atto e quali strumenti utilizzare

… confrontandosi con la famiglia ,

lo studente e, dove è possibile,

con i tecnici.

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ES. PDP

DESCRIZIONE DEL FUNZIONAMENTO DELLE ABILITÀ STRUMENTALI (lettura, scrittura, calcolo) E CARATTERISTICHE DEL

PROCESSO DI APPRENDIMENTO

Matteo presenta un quoziente intellettivomedio-alto, con discrepanza tra il quoziente intellettivo verbale e quello di performance. Questo significa che Matteo ha una difficoltà maggiore nel recuperare le informazioni di tipo verbale rispetto ad informazioni di tipo visivo.

PUNTI DI FORZA:

A) La buona memoria visiva permette a M. di compensare alcune sue difficoltà.

B) Ottime sono le capacità logiche.

C) Buone le capacità attentive e di concentrazione.

D) M. è consapevole delle proprie difficoltà.

PUNTI DI DEBOLEZZA:

E) M. presenta una forte componente emozionale che interferisce nelle sue capacità prestazionali.

F) Basso livello di autostima

G) LETTURA (decodifica) La lettura risulta essere lenta e scorretta (la sua capacità di lettura corrisponde a quella di un bambino che frequenta il terzo anno della scuola primaria, risulta anche difficile la lettura di parole nuove, che devono essere lette per via Fonologica (cioè assemblando lettera per lettera) risulta quindi difficoltosa la lettura di termini tecnici e scientifici.

H) LETTURA (comprensione) Difficile da stabilire

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I)SCRITTURA: Matteo non ha automatizzato la scrittura, per cui commette molti errori specialmente nel caso dei gruppi consonantici complessi (gli, ghi, gn), nelle doppie e in alcune parole omofone (hanno-anno, e - è, … )

La difficoltà di scrittura impedisce a Matteo di prendere appunti in modo efficiente in quanto la comprensione della lezione verrebbe ridotta dallo sforzo che dovrebbe attuare per scrivere. Matteo se prende appunti non riesce a seguire la lezione

L) CALCOLO:

- Difficoltà a livello sintattico e semantico delle cifre (Matteo trova molta difficoltà a trascrivere un numero detto a voce ) e nell’enumerare all’indietro. I tempi esecutivi per i calcoli risultano molto superiori alla media per l’età.

- Difficoltà nel recupero dei fatti aritmetici acquisiti (tabelline).

- Difficoltà nel calcolo mentale.

la scuola l istituzione pi conservata che esista
La scuola è l’istituzione più “conservata” che esista

D. Parisi -Da Socrate a Google Come si apprende nel nuovo millennio,2009

ascolto passivo

attenzione

Classe come scolaresca: memorizzazione

riproduzione

esecuzione

ora la legge c
ORA LA LEGGE c’è …

si spera in una

piena e corretta

APPLICAZIONE!!!!

si sa non basta una legge per modificare la scuola infatti
Si sa, non basta una legge per modificare la scuola.Infatti ….

“Il nemico per i dislessici non è la scuola in sé (in cui spesso non c’è preparazione sufficiente), né i servizi sanitari (che talora non danno adeguate risposte diagnostiche e riabilitative), né la società in generale: il nemico è l’ignoranza sul problema e la mancanza di collaborazione e di alleanza per

uno scopo preciso”

( Prof. Enrico Ghidoni, Responsabile Clinico C. Esp. Inter.  Disturbi Cognitivi

Reggio Emilia – Albinea)

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“La nostra scuola, dice Berlinguer, modellata su un impianto che risale al primo Novecento (aula, cattedra, banchi ) è oggi totalmente estranea ai bisogni culturali dei giovani”.

"Non sviluppa le capacità di apprendimento una scuola incapace di sfruttare le nuove tecnologie, non compete con il boom dell'audio-visual, con gli sms, con tutti quegli stimoli che bombardano i giovani … … non accresce la capacità di studio e di comprensione e non raggiungerà mai gli obiettivi di Lisbona".

Occorre che la scuola italiana abbandoni definitivamente la "trasmissività" del sapere dalla cattedra ai banchi.

quali proposte per il futuro
Quali proposte per il futuro?

"I sistemi educativi devono combinare lo sviluppo delle conoscenze e delle abilità specifiche, insieme alla creatività, alla curiosità, all'intuizione, al pensiero critico, al problemsolving, alla sperimentazione, all'assunzione dei rischi, all'abilità di apprendere dai fallimenti, ...fino al senso di imprenditorialità.

In una parola: bisogna passare dall'insegnamento strutturato cattedra-alunno-compiti a forme nuove, utilizzando pratiche di lavoro

in piccoli gruppi, di autovalutazione degli studenti e loro partecipazione alla pianificazione".

E. Berlinguer

albert einstein
Albert Einstein“Ci serve un nuovo modo di pensare per risolvere i problemi causati dal vecchio modo di pensare”
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GRAZIE

dell’attenzione

Viviana Rossi

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Tutti i grafici sono tratti da:“Alunni speciali ”, una guida rivolta in particolare ai docenti di materie umanistiche della scuola secondaria di primo grado, disponibile anche on-line, in formato PDF , scaricabile e stampabile, sul sito della casa editrice: (http://www.scuola.com/