1 / 49

La riforma della scuola secondaria superiore nei suoi aspetti generali

ASSOCIAZIONE NAZIONALE «CNOS/Scuola» Centro Nazionale Opere Salesiane - Scuola Seminario di studio - Roma, 6.3.2010. La riforma della scuola secondaria superiore nei suoi aspetti generali. Arduino Salatin (SISF-ISRE, Venezia). Sommario. Il nuovo sistema formativo nazionale

lev
Download Presentation

La riforma della scuola secondaria superiore nei suoi aspetti generali

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. ASSOCIAZIONE NAZIONALE «CNOS/Scuola» Centro Nazionale Opere Salesiane - Scuola Seminario di studio - Roma, 6.3.2010 La riforma della scuola secondaria superiore nei suoi aspetti generali Arduino Salatin (SISF-ISRE, Venezia)

  2. Sommario • Il nuovo sistema formativo nazionale • I nuovi Regolamenti dei Licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali

  3. 1. Il nuovo sistema formativo nazionale

  4. La “riforma” della scuola finora prospettata in Italia riguarda sia il primo che il secondo ciclo di istruzione, ma non sembra seguire un disegno organico (come nel caso della “riforma Moratti” del 2003)… Essa risulta piuttosto un “mosaico” di provvedimenti di revisione del sistema formativo nazionale, di tipo “incrementale”, in cui si intrecciano aspetti di tipo ordinamentale, curricolare, organizzativo, finanziario, …

  5. Regolamento IFTS ITS Regolamento Istruzione degli adulti Atto di indirizzo per il primo ciclo revisione classi di concorso Valutazione degli alunni Regolamento Istruzione tecnica Regolamento Istruzione professionale Regolamento Licei Riforma organi collegiali Formazione iniziale degli insegnanti Regolamento Organici ATA Rete scolastica Provvedimenti in attesa di approvazione Provvedimenti approvati

  6. Per il secondo ciclo, il risultato che si profila: • conferma sostanzialmente l’ordinamento tradizionale italiano, basato su 5 “canali” di offerta formativa, 3 statali (licei, istituti tecnici, istituti professionali), 2 gestiti dalle Regioni (istruzione e formazione professionale e apprendistato in obbligo formativo) • si apre ad una prospettiva “federalista” soprattutto a livello organizzativo, dagli esiti non del tutto prevedibili. • Il cambiamento (potenzialmente) più profondo è a livello curriculare e didattico.

  7. Il nuovo sistema formativo italiano Livello EQF 24 22 19 18 16 14 Età UNIVERSITA’ 7 6 ITS IFTS 5 Esame di Stato APPRENDISTATO 6 LICEI 11 Ist.Tec. 6 Ist.Pr. 4 MERCATO DEL LAVORO 21 qualifiche IFP 3 SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE Diritto – dovere all’istruzione e alla formazione offerta coordinata 2 PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE Età

  8. 2. I nuovi Regolamenti dei Licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali

  9. Il processo di riformadel secondo ciclo, culminato nell’approvazione dei 3 regolamenti governativi dei licei, degli istituti tecnici e professionali • - ha come basi di riferimento generaliil Dlgs 226/2005 e la legge 53/2003 (riforma Moratti) di cui modifica radicalmente l’impianto, in particolare verso il superamento della prospettiva di “licealizzazione” del sistema, • ha come basi di riferimento specifiche il “riordino” previsto ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

  10. Principali orientamenti del MIUR per il riordino del secondo ciclo • Riduzione e semplificazione degli indirizzi di studio, per superare la frammentazione delle sperimentazioni • Rilancio dell’istruzione tecnica e professionale • Adozione di un approccio curriculare “per competenze”, in coerenza con il Quadro europeo delle qualificazioni per l’apprendimento permanente (EQF) • Allineamento del tempo-scuola degli studenti a quello medio europeo

  11. Gli aspetti comuni dei nuovi percorsi • L’impianto curricolare 2+2+1, con il primo biennio comune, il secondo biennio di indirizzo e il quinto anno orientativo alla scelta dell’università o del mondo del lavoro • Una quota di autonomia (oraria) e di flessibilità (disciplinare) da gestire d’intesa con le Regioni, le Province e/o con le scuole

  12. 2.1 I nuovi percorsi dei licei

  13. È il settore scolastico che in generale viene meno toccato dalla riforma, anche se sono previsti nuovi indirizzi (es. linguistico, coreutico-musicale) e nuove opzioni, soprattutto nel liceo artistico e scientifico. • Si prevede una modernizzazione di questi istituti con il potenziamento delle discipline scientifiche e le lingue straniere

  14. Il sistema dei licei comprende i licei: • artistico, • Con 6 indirizzi • arti figurative; • architettura e ambiente; • design; • audiovisivo e multimediale; • grafica; • scenografia. • classico, • linguistico, • musicale e coreutico, • scientifico(con l’opzione “scienze applicate”) • delle scienze umane(con l’opzione economico-sociale).

  15. Le 8 discipline comuni • Lingua e letteratura italiana • Lingua e cultura straniera • Storia e geografia • Matematica • Scienze naturali • Storia dell’arte • Scienze motorie e sportive • Religione cattolica o attività alternative * Il latino non è più una disciplina caratterizzante

  16. Carico orario settimanale per gli studenti • Liceo artistico • 34 orenel biennio, 35 orenel triennio • Liceomusicale e coreutico(dalla prima alla quinta classe) • 32 ore Liceo classico27 ore nel biennio, 31 ore nel triennio Licei scientifico, linguistico, delle scienze umane 27 ore nel biennio, 30 ore nel triennio 16

  17. 2.2 I nuovi percorsi degli istituti tecnici

  18. È il settore scolastico che ha avuto le più rilevanti modifiche con la riforma, in termini di accorpamento di indirizzi e introduzione di nuovi indirizzi • Sono fortemente orientati alla preparazione dei giovani alle nuove tecnologie e metodologie (“le scuole dell’innovazione”), che richiedono un stretta collaborazione con il mondo delle imprese e una didattica laboratoriale. • Il rilancio di questi istituti è fortemente sostenuto dalle associazioni degli imprenditori data l’importanza fondamentale di diplomati tecnici per il futuro dell’Italia nell’economia mondiale

  19. Gli indirizzi del settore “economico” • B1 “Amministrazione, finanza e marketing” Articolazioni: • “Relazioni internazionali per il Marketing” • “Sistemi informativi aziendali” • B2 “Turismo”

  20. Gli indirizzi del settore “tecnologico” • C1 “Meccanica, meccatronica ed energia” • Articolazioni: “Meccanica e meccatronica” ed “Energia” • C2 “Trasporti e logistica” • Articolazioni: “Costruzione del mezzo”, “Conduzione del mezzo” e “Logistica” • C3 “Elettronica ed elettrotecnica” • Articolazioni: “Elettronica”, “Elettrotecnica” e “Automazione” • C4 “Informatica e telecomunicazioni” • Articolazioni: “Informatica” e “Telecomunicazioni”

  21. C5 “Grafica e comunicazione” • C6 “Chimica, materiali e biotecnologie” • Articolazioni: “Chimica e materiali”, “Biotecnologie ambientali” e “Biotecnologie sanitarie” • C7 “Sistema moda” • Articolazioni: “Tessile, abbigliamento e moda” e “Calzature e moda” • C8 “Agraria, agroalimentare e agroindustria” • Articolazioni: “Produzioni e trasformazioni”, “Gestione dell’ambiente e del territorio” e “Viticoltura ed enologia” • C9 “Costruzioni, ambiente e territorio” • Articolazione: “Geotecnico”

  22. Le 8 discipline comuni (ore settimanali medie) • Lingua e letteratura italiana (4 ore) • Lingua inglese (3 ore) • Storia (2 ore) • Matematica (3 ore) • Diritto ed economia (2 ore) • Scienze integrate (Scienze della Terra e Biologia) (2 ore) • Scienze motorie e sportive (2 ore) • Religione cattolica o attività alternative(1 ora)

  23. 2.3 I nuovi percorsi degli istituti professionali

  24. La revisione di questi percorsi ha portato ad un superamento del modello 3+2 a favore di un unico percorso quinquennale che pone non pochi problemi di identità rispetto agli IT e alla IFP, anche se intende caratterizzarsi come risposta alla nuova domanda professionale emergente a livello settoriale e territoriale, soprattutto nell’ambito dei servizi. • È il settore scolastico che più dipende dalle scelte politiche del nuovo “federalismo scolastico e formativo”, in particolare per “l’offerta coordinata” con i corsi di formazione professionale triennale eventualmente autorizzati dalle Regioni

  25. Il mancato accordo Stato-Regioni • Il confronto istituzionale, a livello tecnico, con il Ministero del Lavoro e il Coordinamento delle Regioni deve assumere ancora in via definitiva il repertorio nazionale : • delle qualifiche professionali nell’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione (cfr. decreto interministeriale MIUR – MLSPS 29/05/09 pubblicato sulla G.U. n. 140 del 19/06/09) e quello • dei diplomi professionali quadriennali.

  26. “Nel quadro di intese tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero dell’economia e delle finanze e le singole Regioni, per i giovani tra i 14 e i 18 anni, gli istituti professionali possono svolgere - in regime di sussidiarietà- un ruolo integrativo e complementare rispetto ai sistemi regionali di istruzione e formazione professionale per il rilascio di qualifiche triennali e diplomi professionali quadriennali indicati negli Accordi di cui all’art.27, comma 2, del Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n.226...” L’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni del 5 febbraio 2009 per la definizione delle condizioni e delle fasi relative della messa a regime del sistema del secondo ciclo di Istruzione e Formazione Professionale

  27. Gli indirizzi del settore “servizi” • B1 - “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale” • B2 - “Servizi socio-sanitari” , Articolazioni : - “Arti ausiliarie delle professioni sanitarie,Odontotecnico” - “Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, Ottico”. • B3 - “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”, Articolazioni: “Enogastronomia”, “Servizi di sala e di vendita”, “Accoglienza turistica” • B4 - “Servizi commerciali”.

  28. Gliindirizzi del settore “industria e artigianato” • C1- “Produzioni industriali e artigianali” Articolazioni: “Industria” “Artigianato” • C2 - “Manutenzione e assistenza tecnica”

  29. 3. Che cosa resta da fare e le questioni aperte

  30. Restano da completare: • Le “linee guida” indicanti i risultati di apprendimento espressi in termini di competenze, abilità, conoscenze (cioè le indicazioni nazionali sugli obiettivi didattici e sui contenuti di insegnamento) • - l’articolazione delle cattedre per ciascuno dei percorsi, in relazione alle classi di concorso del personale docente; • - gli indicatori per la valutazione e l’autovalutazione dei percorsi, anche con riferimento al quadro europeo per la garanzia della qualità dei sistemi di istruzione e formazione.

  31. Il MIUR sta predisponendo intanto … L indicazioni nazionali con la descrizione analitica dei risultati diapprendimento(competenze, abilità e conoscenze), in relazione agli insegnamenti previsti negli Allegati B e C del Regolamento (profili professionali e quadri orari); attraverso: • un decretoministeriale per i Licei (bozza disponibile entro marzo) • delle Linee guidaper gli istituti tecnici e professionali (bozza disponibile entro aprile)

  32. Processo di elaborazione delle Linee Guida (istituti tecnici e professionali) Profilo finale in uscita Risultati di apprendimento in uscita al quinto anno SETTORE/INDIRIZZO/OPZIONI Conoscenze, abilità, competenze relative all’area generale, all’area di indirizzo e alle discipline Profilo del secondo biennio Risultati di apprendimento intermedi Assi culturali dell’ Obbligo di istruzione Competenze di Cittadinanza Profilo del primo biennio 33

  33. Schema delle indicazioni nazionali(es. per gli istituti tecnici) a) Descrizione risultati di apprendimento in esito (competenze, abilità, conoscenze) per indirizzo, con indicazioni relative a: • discipline dell’Area generale • discipline dell’Area di indirizzo + Competenze chiave di cittadinanza (non disciplinari) b) Indicazioni metodologiche e didattiche (interdisciplinarietà, laboratorialità, orientatività, …) c) Indicazione per la valutazione periodica, finale e degli apprendimenti

  34. Questioni aperte: alcuni esempi • a) Sul piano ordinamentale • Le confluenze • La quota di autonomia/flessibilità e lo sviluppo dell’offerta formativa di istituto; • b) Sul piano curricolare • Gli insegnamenti scientifici, • Gli insegnamenti linguistici (CLIL) • L’insegnamento di “cittadinanza e costituzione”;

  35. c) Sul piano organizzativo • la gestione dell’alternanza scuola – lavoro; • La gestione degli orari settimanali (es. unità di insegnamento di 50 minuti, rientri pomeridiani, …)

  36. L’identità e la specificità dei nuovi percorsi: quale orientamento? • Quale unitarietà e quale differenziazione dell’offerta formativa secondaria, a partire dal primo biennio? • Quale rapporto tra le competenze culturali, le competenze tecnico- professionali, le competenze di cittadinanza? • Quale continuità del curricolo dal primo al secondo ciclo e dal secondo ciclo al post-secondario (nella prospettiva del lifelong learning)?

  37. Altri aspetti critici emersi: • Assumere gli assi culturali dell’obbligo di istruzione come riferimento di massima anche per i traguardi di competenza al termine del quinquennio • Garantire uno zoccolo curriculare comune almeno per le discipline di base o caratterizzanti (es. italiano, matematica, …) • Criteri per l’equivalenza formativa tra licei, istituti tecnici, professionali e FP • Valenza orientativa del primo biennio e gestione dei passaggi e delle transizioni (rischio di fare una quarta e quinta media?) Che fare?

  38. Ordinamento e organizzazione, tra federalismo e autonomia scolastica Gli ordinamenti dei percorsi di studio dei diversi ordini di scuola (percorsi liceali, di istruzione tecnica e professionale) sono definiti dallo Stato con regolamenti governativi. L’organizzazione delle scuole secondarie superiorisul territorio è stabilita, invece, dalle singoleRegioni nell’esercizio delle loro esclusive competenze in materia di programmazione dell’offerta formativa * Ciò potrà scaricare sulle Regioni, le Province e gli altri enti locali numerosi problemi correlati alla nuova rete scolastica e alle confluenze tra i vecchi e nuovi istituti

  39. Indicazioni nazionali e autonomia delle scuole a) Autonomia Le istituzioni scolastiche possono modificare il monte ore annuale delle discipline di insegnamento di ciascun anno scolastico per una quota non superiore al 20% per realizzare attività e insegnamenti facoltativi, coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale dello studente in relazione al percorso scelto. L’orario di ciascuna disciplina non può essere ridotto oltre il 20%. Gli studenti sono tenuti alla frequenza delle attività e degli insegnamenti facoltativi prescelti. Le richieste sono formulate all’atto delle iscrizioni alle classi.

  40. b) Flessibilità Gli spazi di flessibilità previsti dai Regolamenti consentono di articolare le aree di indirizzo in opzioni non previste dal regolamento governativo. Gli studenti scelgono le opzioni a conclusione del primo biennio. Le opzioni (es. IT) possono essere previste solo se sono: - coerenti con il profilo professionale dell’indirizzo di studi; - comprese entro le quote di flessibilità del 30% (168 ore) e del 35% (196 ore); - contenute in un apposito elenco nazionale, aggiornato ogni 3 anni, che indica anche le classi di concorso dei docenti che possono essere utilizzati.

  41. Progettazione e valutazione per competenze L’adozione del Quadro europeo delle qualificazioni e dei titoli (EQF) come riferimento per i percorsi e l’assunzione dell’ Obbligo di istruzione con i riferimenti europei alle competenze chiave di cittadinanza richiede una profonda trasformazione della cultura degli insegnanti in materia di programmazione didattica e di valutazione oltre il tradizionale modello basato sulla trasmissione di conoscenze e sull’insegnamento disciplinare…

  42. Esempio di format per le discipline

  43. Competenza N.° 1 Leggere, riconoscere e interpretare: le tendenze dei mercati locali, nazionali e globali cogliendone le ripercussioni in un dato contesto; i macrofenomeni economici nazionali e internazionali connettendoli alla specificità di un’azienda i cambiamenti dei sistemi economici nella dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e nella dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e cultura

  44. Valutazione e esami di stato Viene previsto un rafforzamento del sistema di valutazione, attraverso una valutazione intermedia e finale degli studenti, basata su: • prove di competenza finalizzate all’accertamento delle competenze in contesti applicativi; • prove di conoscenza articolate a livello nazionale (a cominciare dal secondo anno), regionale e di istituto.

More Related