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  1. La pena di morte

  2. La pena di morte Origini e definizione La pena di morte, chiamata anche pena capitale, è l'uccisione di un individuo ordinata da un'autorità in seguito alla condanna di un tribunale. Ci sono paesi dove è prevista la pena di morte per reati considerati gravi, come omicidio ed altotradimento; altri, invece, dove ritengono possibile la pena capitale non solo per gli omicidi, ma anche per l'esecuzione di altri crimini violenti, come la rapina o lo stupro, o legati al traffico di droga; in alcuni paesi è prevista perfino per reati di opinione .

  3. La pena di morte Nel mondo La pena di morte è applicata da molto tempo. Affonda le sue origini nell’impero romano,e continua ancora oggi in molti stati dell’ Oriente, come il Giappone, ma anche dell’occidente come l’America. Amnesty International riporta che circa 60 stati continuano ad applicare la pena di morte nei loro ordinamenti, mentre circa 140 non la applicano. Tra questi ultimi, 97 l'hanno abolita per tutti i tipi di reati e 8 l'hanno abolita per reati comuni .

  4. La pena di morte in America Gli Stati Uniti sono l'unico paese industrializzato, completamente libero e democratico, assieme al Giappone, che applica ancora la pena di morte. La pena capitale è legale a livello federale per 42 reati, come l’alto tradimento, lo spionaggio che metta in pericolo la sicurezza nazionale … Nei singoli stati è in vigore contro l'omicidio di primo grado, ma anche, in alcune giurisdizioni, come nel Texas, per traffico di droga, e altri reati. Dei 50 Stati effettivi degli USA, solo 16 non prevedono la pena di morte nel loro statuto: Alaska, Connecticut, Hawaii, Massachusetts, Michigan, Minnesota… In altri 3 stati la pena di morte non è più applicata dal 1976: Kansas, New York… Lo stato più attivo nelle esecuzioni è da sempre il Texas.

  5. La pena di morte Amnesty International AmnestyInternational è un'organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani. Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifici abusi. Fondata il 28 maggio 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, l'organizzazione conta oggi oltre due milioni di sostenitori, che risiedono in più di 150 nazioni. Il suo simbolo è una candela nel filo spinato. Ha ricevuto il Premio Nobel per la pace nel 1977 per l'attività di "difesa della dignità umana contro la tortura, la violenza e la degradazione". L'anno seguente è stata insignita del Premio delle Nazioni Unite per i diritti umani.

  6. La pena di morte in Italia Un contributo nel mondo “italiano” è stato quello di Cesare Beccaria, che nel “Trattato di diritti e delle pene” scrisse di quanto la pena di morte era inutile dicendo che se un cittadino si macchia di un crimine, lo stato che lo uccide ne compie un altro, un omicidio premeditato, anch’esso punibile. La pena di morte in Italia, tranne che per l'alto tradimento e delitti commessi in tempo di guerra, fu abolita la prima volta durante il Regno d'Italia, nel 1889, nel codice penale opera del ministro liberale Giuseppe Zanardelli. Fu reintrodotta dal regime fascista con il codice Rocco, poi abolita nel 1944 e ripristinata l'anno seguente; con l'avvento della Repubblica è stata espressamente vietata dalla costituzione del 1948, tranne i casi previsti da leggi di guerra. Solo nel 1994  è stata abolita completamente anche nel codice penale militare di guerra e sostituita dalla pena massima prevista dall'ordinamento, ovvero l'ergastolo.

  7. Presentazione a cura di Gabriele Giarrusso, Giuseppe Scarantino, Alessio Mauro e Michele Di forti