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Valutazione di Impatto Ambientale

Valutazione di Impatto Ambientale. DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI SITA IN LOCALITA’ PORTA – PROGETTO DI VARIANTE MODIFICATO COME DA INTEGRAZIONI VERBALE CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 14.11.2008. Sintesi impatti. Programma Ambiente Apuane S.p.A. Impatti sui fattori climatici.

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Valutazione di Impatto Ambientale

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  1. Valutazione di Impatto Ambientale DISCARICA PER RIFIUTI NON PERICOLOSI SITA IN LOCALITA’ PORTA – PROGETTO DI VARIANTE MODIFICATO COME DA INTEGRAZIONI VERBALE CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 14.11.2008 Sintesi impatti Programma Ambiente Apuane S.p.A.

  2. Impatti sui fattori climatici. Durante il conferimento in discarica dei materiali è si possono verificare modificazione dei livelli di presenza in zona dei principali ossidi (NOx, SOx, CO2 ) solamente in relazione al traffico veicolare. In riferimento alle polveri sottili, fenomeno attualmente studiato dall’ ARPAT sede di Massa Carrara, non si dovrebbe verificare innalzamenti anomali e non legati al traffico veicolare in quanto per i camion che conferiscono il materiale è previsto un lavaggio all’uscita del sito di carico ed il lavaggio all’uscita dalla discarica. Aspetto fondamentale invece è legato al recupero ambientale. La presenza della biomassa introdotta svolge le seguenti azione: -aumento dell’evapotraspirazione -intercettazione, trattenimento delle acque meteoriche -aumento della produzione di ossigeno -riduzione della motilità delle polveri sospese. La risagomatura del versante e la sua scabrezza dovuta alla presenza della vegetazione limiterà effetti di turbolenza locale dei venti.

  3. Impatti sull’acqua. Le operazioni di stoccaggio del materiale e la stratificazione dell’impermeabilizzazione del sito escludono impatti sulle acque sottosuperficiali. I vari studi idraulici e ideologici condotti in zona su commissione di Pubbliche Amministrazioni, Associazioni, Enti e privati escludono interferenze del sito con le sorgenti. Per questo, particolare attenzione, è posta nel recupero del sito sia in relazioni all’intercettazione delle acque meteoriche sia in relazione ai consumi delle piante messe a dimora nel recupero stesso. Per limitare la penetrazione dell’acqua meteorica in strati profondi (>30 cm rispetto al piano finale) è previsto un rapido inverdimento dei versanti modellati (praticamente contemporaneo all’attività della discarica) con specie prevalentemente erbacee; è prevista inoltre la rinaturalizzazione con messa a dimora di piante idonee alla fascia climatica per la ricostruzione, o meglio per innescare il dinamismo della macchia mediterranea affinché siinneschi rapidamente una condizione climatogena. Le fitte chiome e l’architetture degli arbusti e degli alberi utilizzati rallentano lo stillicidio delle acque piovane al suolo e quindi permettono una lenta imbibizione dei suoli favorendone il bilancio idrico e limitando fenomeni di ruscellamento. I grandi canali, prevalentemente di origine artificiale, che costituiscono il reticolo idrico superficiale della fascia fortemente antropizzata (cfr aspetti ecologici e paesaggistici) ricevono acque e reflui degli insediamenti produttivi e delle residenze. Questo fenomeno è addirittura presente nella zona lacustre dell’A.N.P.I.L. Lago di Porta (cfr aspetti ecologici e paesaggistici)

  4. Impatti su vegetazione e flora - impatti sulla fauna - impatti sugli ecosistemi L’attività della discarica non incide sullo stato degli ecosistemi. Nel sito non sono stati individuate alberi che verranno abbattuti. Sul versante roccioso originato dalla precedente attività di discarica si è insediata rara vegetazione pioniera che oggi stenta ad affermarsi. Estremamente favorevole sarà invece l’intervento di rinaturalizzazione. Le caratteristiche fisico-chimiche dei rifiuti che saranno conferiti in discarica non permettono fenomeni di fermentazione e quindi di riscaldamento del substrato su cui saranno seminate e messe a dimora le piante. Gli interventi di recupero programmati saranno eseguiti con tutte quelle tecniche di ingegneria naturalistica necessarie ad innescare il processo di rinaturalizzazione. La composizione floristica della zona studiata presenta molte specie utilizzabili per il recupero ambientale ed idonee per altitudine e fascia climatica. L’obiettivo di questo intervento sarà quello di favorire al primo ordine l’insediamento della prateria mediterranea diffusa in quanto unico elemento ecologico in grado di innescare compiutamente il lento processo di affermazione (stabile) delle specie potenzialmente presenti e di quelle che saranno introdotte. La rinaturalizzazione permetterà una maggiore permeabilità tra il sistema dell’agroecosistema di collina e dell’ecosistema della vegetazione forestale. Questo favorirà la circolazione della fauna terrestre e la possibilità di nutrizione e permanenza dell’avifauna.(cfr carta delle unità ecosistemiche). Come si vede in questa carta tra le varie zone boscate la continuità è proprio interrotta dal sito di discarica. La rinaturalizzazione è quindi garanzia di circolo della biomassa (intesa in senso lato) all’interno dell’ecomosaico studiato.

  5. Impatti sul paesaggio e sul patrimonio culturale (riflessi sull’assetto socio-economico) L’attività della discarica non produce impatti sulla componente percettiva del paesaggio. L’area visibile dai principali coni visivi è il versante già della cava. La conca è invece visibile solo se specificatamente raggiunta o da mezzi volanti. La rinaturalizzazione produrrà aspetti positivi non solo a livello percettivo ma soprattutto a livello dell’Ecologia del Paesaggio per la ricostruzione di un ecomosaico a spiccata valenza naturalistica. La zona invece continuerà ad avere problemi circa l’inserimento ambientale delle attività presenti lungo quel tratto di Aurelia. Le principali emergenze storico-culturali non subiscono impatti negativi. In particolare la Dogana di Porta sarà calata in un contesto più consono all’epoca di realizzazione. Il sito estrattivo non incide in modo significativo sul sistema della viabilità in quanto, l’accesso alla strada statale avviene in una zona che consente sosta, scambi e dispone di ampia visibilità. Come evidenziato nelle disamine precedenti dal punto di vista economico questo tipo di discarica rientra nell’indotto del comparto lapideo. La vicinanza ai siti di cava e agli stabilimenti di lavorazioni produce impatti positivi a livello generale.

  6. ANALISI DELLE ALTERNATIVE. Non sono presenti alternative. Il sito allo stato attuale costituisce un problema per il territorio sia dal punto di vista ambientale sia dal punto di vista paesaggistico. Il ripristino ambientale della discarica costituisce la strada per la ricostruzione dei due aspetti sopra citati

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