1 / 39

Università degli Studi di Verona Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2007-2008

Università degli Studi di Verona Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2007-2008. Master 1° livello in Management per funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie Insegnamento: Sociologia della famiglia e della reti assistenziali dott. ssa Francesca Gennai. Programma.

Download Presentation

Università degli Studi di Verona Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2007-2008

An Image/Link below is provided (as is) to download presentation Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author. Content is provided to you AS IS for your information and personal use only. Download presentation by click this link. While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server. During download, if you can't get a presentation, the file might be deleted by the publisher.

E N D

Presentation Transcript


  1. Università degli Studi di Verona Facoltà di Medicina e Chirurgia A.A. 2007-2008 Master 1° livello in Management per funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie Insegnamento: Sociologia della famiglia e della reti assistenziali dott. ssa Francesca Gennai

  2. Programma • La famiglia e le sue trasformazioni: strutture familiari nel passato e nella società contemporanea (22 aprile). • Famiglia e politiche sociali: modelli di politiche familiari e politiche di cura per gli anziani (5 maggio 9:00 – 13:00). • Il lavoro di cura della e nella famiglia: come cambia il concetto di cura familiare nel ciclo di vita della famiglia (9 giugno 14:00 – 17:15). • Le risorse familiari: la figura del care giving e l'impatto sulla famiglia (10 giugno 9:00 – 13:00).

  3. Categorie interpretative 1. simmetria nei ruoli di cura 2. simmetria contrattata nei ruoli di cura 3. asimmetria contrattata nei ruoli di cura 4. asimmetria con problematicità manifesta 5. asimmetria con problematicità latentetria

  4. Retoriche discorsive a sostegno delle asimmetrie Diciamo che... effettivamente se ho ridotto io i tempi di lavoro lui li ha aumentati, perché le esigenze poi economiche ci sono in una famiglia numerosa. Noi... è vero che abitiamo fuori, però... voglio dire... La scuola c'è per tutti, l'esigenza... noi spendiamo tantissimo per l'alimentazione, io non riesco a capire come mai, comunque proprio tanto (ride). A37 (retorica della necessità familiare)

  5. Retoriche discorsive a sostegno delle asimmetrie Mia mamma invece lavorava al tempo e quindi non avrei potuto chiederle niente. Adesso se ho bisogno qualche volta mia mamma viene, però io so che lei siccome è andata in pensione da poco ha piacere a fare altre cose. Quindi le chiedo se proprio ho strettamente bisogno. (...) Sì, a me piacerebbe che lei fosse più disponibile però so che non è la classica nonna che non vede l'ora di accudire un nipotino. Quindi rispetto questa cosa e mi organizzo in altro modo se posso. L32 (chiedere aiuto fuori)

  6. Retoriche discorsive a sostegno delle asimmetrie (...) effettivamente la seconda gravidanza è stata un po' difficile per me e in più, appunto, con due bambine piccole, il lavoro, la casa da sistemare... questa casa l'ha sistemata mio marito nel tempo libero, quindi... anni veramente un po' difficili... per la famiglia, poco tempo da dedicarci e quindi... il tempo era dedicato a questa casa e... io ero a casa con le bambine piccole... (...) quello è stato il periodo peggiore, nel senso che... quando c'era la M., la seconda figlia piccola e avevamo da sistemare questa casa. Sono stati tre anni veramente duri, perché non c'era il tempo, o meglio, il tempo lo si dedicava a questa casa pensando che questo fosse il bene della nostra famiglia ....naturalmente, perché venivamo ad abitare qui, ci ingrandivamo, era il nostro sogno.. Però poi effettivamente non c'era il tempo materiale per coltivarci, ecco. Però poi le cose sono cambiate radicalmente... (...) Siamo andati a fare questa esperienza e poi abbiamo fatto un cammino insieme a queste coppie ed è stato davvero molto, molto bello... riscoprire il valore del matrimonio e il suo significato, e lì abbiamo poi scoperto quello che ci mancava, insomma, no? A parte la fatica che tutti possono capire... Se fai tre anni senza vacanze, senza... cioè, tirare proprio sempre la corda così è logico che anche le persone più equilibrate, più... soffrono. Era una sofferenza più che un malessere, diciamo così. E... però poi effettivamente il nostro... la nostra relazione ha richiesto del tempo e poi si è ricostruita molto bene. A37

  7. Retoriche discorsive a sostegno delle asimmetrie Risp: Mio marito, sì, ha potuto continuare come prima, anche più di prima, chiaramente. (...) E... chiaramente lui ha potuto farlo sempre anche perché io ero a c asa. Ma per un uomo è diverso... il lavoro per un uomo è al primo posto, non prima della famiglia, viene al primo posto...cioè sostenta la famiglia e in più deve piacere. Dom: Cioè sostenta la famiglia ed è un mezzo di realizzazione, più che per la donna? Risp: Sì, sì, loro possono, possono veramente realizzarsi nel lavoro secondo me. Perché non ha il problema di pensare agli orari, di pensare se il bambino è malato "Adesso come faccio ad andare al lavoro". Loro crollasse il mondo alla mattina prendono

  8. Conciliazione Concetto nato negli anni 60 tornato in auge recentemente per evidenziare la necessità di conciliare il lavoro di cura (la sfera familiare) e il lavoro remunerato (la sfera pubblica). Concetto che si sviluppa accanto a quello di “doppia presenza”

  9. Permane l’asimmetria dei ruoli nella coppia DONNE: sovraccariche di lavoro familiare: il 77% del tempo dedicato dalla coppia al lavoro familiare è assorbito dalle donne. Per le donne lavoratrici il tempo libero è residuale (2h28’) e il lavoro familiare centrale (5h01’) UOMINI: è il tempo per il lavoro familiare ad essere residuale (2h07’) ed il lavoro extradomestico centrale (8h15’) Conciliazione dei tempi di lavoro e vita privata (Istat, 2006)

  10. L’assimetria dei ruoli diminuisce , ma per le nuove strategie adottate dalle donne Nell’arco di 14 anni si passa dall’84,6% al 77,7% di ore di lavoro familiare delle coppie assorbite dalle donne PIU’ PERCHE’ le donne scelgono di diminuire il tempo dedicato al lavoro familiare (- 33 minuti) CHE PERCHE’ gli uomini sono più coinvolto come numero (dal 71,6% al 77,3%) e come minuti (+ 16 minuti)

  11. Le donne contraggono il lavoro familiare eoperano una redistribuzione interna • Più tempo al lavoro di cura dei/lle figli/e (+28 minuti) e meno tempo al lavoro domestico (-51 minuti) anche per le occupate • Solo per le donne di status sociale più elevato il lavoro familiare cresce (+39 minuti) ma sempre per il lavoro di cura (+44 minuti) • Si rompe lo stereotipo della donna che lavora e si dedica poco ai figli

  12. L’asimmetria dei ruoli varia in base allaposizione nella professione e alle zone • Minore asimmetria per gli strati sociali medio-alti Dirigente, imprenditrice, libera professionista 69,5% Impiegata direttiva, quadro 72,5% Operaia 74,5% Lavoratrice in proprio, coadiuvante 77,7% • Minore asimmetria nel Nord Est Nord Ovest 72,2% Nord Est 70,8% Centro 73,4% Sud 79,5% Isole 75,1%

  13. L’asimmetria dei ruoli nel lavoro domestico • Le donne cucinano e puliscono la casa in misura molto maggiore rispetto agli uomini. • Gli uomini: raramente apparecchiano o riordinano la cucina (17,6%) o fanno le pulizie, lavano, stirano (90% del tempo assorbito dalle donne). • La condivisione dei ruoli è in crescita più al Nord e nelle coppie giovani. • Tra le coppie con donne occupata il 73% del tempo dedicato al lavoro familiare è assorbito da donne, contro l’84% delle coppie con donna casalinga. • Generale tendenza all’aumento del tempo impegnato nel lavoro extradomestico (+20’ D; +33’ U) e negli spostamenti (+29’ D; +19’ U).

  14. Il tempo dedicato al lavoro di cura deibambini è in crescita • L’asimmetria dei ruoli è più contenuta (72,6%) e in diminuzione rispetto a 14 anni fa (79,8%) anche nel lavoro di cura. • Cresce per tutti (D e U) la partecipazione al lavoro di cura e il tempo dedicato. • I padri che svolgono lavoro di cura sono aumentati di 16 punti, le madri di 5,8 punti • +26 minuti madri (2h07’ 86,8%) • +11 minuti padri (1h16’ 56,1%)

  15. Il lavoro di cura di madri e padri Al crescere del titolo di studio aumentano padri e madri che si dedicano al lavoro di cura e aumenta il tempo dedicato I padri più coinvolti: con moglie occupata, del Nord, con figli più piccoli

  16. L’aiuto delle rete informali • Aumentano i care giver: dal 20,8% (1983) al 22,9% (2003) • Diminuiscono le famiglie aiutate dal 23,3% (1983) al 16,7% (2003) • Diminuiscono le ore dedicate agli aiuti informali: da 331 milioni (1998) a 292 milioni (2003) in un mese Ma nonostante ciò.. • Aumentano le famiglie con donne che lavorano e bimbi piccoli aiutate: dal 30,9% (1983) al 33% (2003) • Aumentano le ore dedicate all’assistenza dei bambini: da 83 milioni (1998) a 101 milioni (2003) inun mese

  17. Gli aiuti alle famiglie con genitori occupati • 1/3 delle famiglie con genitori entrambi occupati sono aiutate dalla rete informale • 83,1% per assistenza bambini, i nonni sono al primo posto nella cura dei bimbi • Ma al crescere del titolo di studio sempre meno nonni “sitter” • Il 13,9% delle famiglie con genitori entrambi occupati ricorrono a servizi a pagamento, ma sono in diminuizione rispetto al 1998 • Pochi aiuti pubblici, anche se leggermente in aumento

  18. Aumentano i bimbi che vanno al nido

  19. La mancanza di servizi sociali condiziona il rapporto con il lavoro delle donne • In presenza di servizi sociali adeguati: - 160mila donne passerebbero da part time a full time - 564mila inattive sarebbero disponibili a lavorare e a cercare lavoro

  20. Servizi per famiglie con bambini • In Italia i servizi per la prima infanzia sono carenti e costosi (soprattutto sotto i 3 anni): 7% famiglie utilizza servizi; sopra i 3 anni il 95%. • I problemi si riducono all’aumentare dell’età del/la bambino/a. • Gioca un ruolo fondamentale la figura dei nonni nella cura dei/lle bambini/e

  21. Condizione occupazionale della madre prima edopo la nascita del/la figlio/a e strumenti diconciliazione

  22. Tasso occupazione madre prima e dopo nascita del/lafiglio/a e strumenti di conciliazione per regione

  23. Motivi per l’abbandono del lavoro da parte delle donne

  24. Prendersi cura di…la normativa di riferimento Legge 53 del 2000 confluita nel “Testo Unico sulla tutela ed il sostegno della maternità e della paternità” (d.lgs n 151 del 2001) Totale equiparazione della madre e del padre nelle attività di cura, assistenza ed educazione dei figli.

  25. Congedo di maternità e paternità Congedo di maternità 2 mesi precedenti la data presunta del parto e 3 mesi successivi al parto + Eventuale periodo fra la data presunta e la data effettiva del parto In caso di parto prematuro: ulteriore periodo pari ai giorni non goduto prima del parto 1 mese prima della data del parto 4 dopo il parto Flessibilizzazione Previa attestazioni del medo specialista che non esistono pericoli per la salute della mamma e del bambino/a

  26. Congedo di maternità e paternità 3 mesi successivi al parto o periodo minore non usufruito dalla madre • Per morte o grave infermità della madre; • Per abbandono del figlio da parte della madre; • In caso di affidamento esclusivo al padre Congedo di paternità • Per minori fino a 6 anni ; • Per minori fino al compimento di 18 anni in caso di adozioni e affidamenti preadottivi internaizonali Adozioni e affidamenti 3 mesi dall’ingresso del minore nella famiglia

  27. Congedi parentali Complessivamente max 10 mesi, elevabili a 11 Padre lavoratore 6 mesi elevabili a 7 Madre lavoratrice 6 mesi Entro 8 anni di età del bambino/a Unico genitore 10 mesi Prolungamento fino a 3 anni, in alternativa per figli con handicap grave Trattamento economico Entro i 3 anni di età del bambino/a Dopo i 3 anni del bambino/a Primi 6 mesi complessivi: 30% retribuzione Mesi ulteriori: 30% se ricorrono requisiti di reddito 30% di retribuzione su ricorrono i requisiti di reddito

  28. Riposi e permessi Rimborsi durante il 1° anno di età del bambino/a • Un periodo di 1 ora, con orario di lavoro fino a 6 ore ; • Dure periodi di ½ , in presenza di asilo nido; • Due periodi di 1 ora, se maggiore di 6 ore Parto gemellare, ore raddoppiate La madre lavoratrice dipendente non se ne avvalga Madre lavoratrice Titolarità La madre sia morta o malata Padre lavoratore La madre non sia lavoratrice dipendente Il figlio sia affidato in esclusiva al padre

  29. Congedi per malattia del figlio Fino a 3 anni di età del figlio naturale Diritto di astensione per il periodo di malattia, senza limiti temporali Fino a 6 anni di età, nel caso di adozione o affidamento Da 3 agli 8 anni di età del figlio naturale Diritto all’estensione per 5 giorni all’anno Da 6 a 8 anni di età, nel caso di adozione o affidamento

  30. Utilizzatori dei congedi parentali

  31. La cultura della cura Le reti informali (amicizia, parentela e vicinato) sono state studiate da due punti di vista: Community care (assenza vs presenza nelle società moderne e industrializzate); Network analysis (misurazione dei legami informali). Problemi riscontrati: Comunità come concetto ideologizzato e prescrittivo in contrapposizione con il concetto di società; Superare letture che assegnano ruoli funzionali alle tre diverse reti (amicizia, parentela e vicinato); Correggere l’assunto che i legami comunitari sono comunque di sostegno e che i nuovi soggetti di care siano disponibili a collaborare con i servizi pubblici; Introdurre elementi di distinzione non solo nelle reti, ma anche dentro le diverse reti.

  32. La cultura della cura 1983: l’Istat inizia a studiare le reti informali. Reti informali in Italia caratterizzate da: • Alto volume degli scambi come famiglie coinvolte; • Alto ammontare di tempo dedicato; • Presenza di un asse genitori – figli non coabitanti Il volume delle h che circola nelle reti informali nel libro Bianco sul welfare del 2003 è stato indicato come determinante per la funzione di ammortizzatore sociale svolto dalle famiglie.

  33. La cultura della cura È la disponibilità, possibilità , capacità dell’attore sociale di contrarre debiti (di legami) e di aprire crediti relazionali che aiutano a ricostruire l’articolato mondo della socievolezza, della cultura e della cura

  34. Persone di 14 anni e più su cui contare

  35. Persone di 14 anni e più su cui contare

  36. Persone di 14 anni e più su cui contare

  37. Soggetto con cui si confida

  38. Per chi vorrebbe più tempo

  39. Persone di 14 anni e più che hanno dato un aiuto

More Related