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Gruppo classe: Metodologie didattiche per stili di apprendimento diversi

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  1. Gruppo classe:Metodologie didattiche per stili di apprendimento diversi Luciana Ventriglia Formatore AID

  2. DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO (D.A.)…… DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO(D.S.A.)……. Ma qual è la differenza?

  3. DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO • Deficit del sistema cognitivo • Menomazione neurologica e/o sensoriale • Disturbi comportamentali-relazionali di tipo primario • Fattori ambientali (svantaggio socio-culturale) • Frequenza scolastica inadeguata (assenza per malattia…)

  4. DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO …èuna disabilità che non interessa il sistema cognitivo nella sua globalità, ma è circoscritta ad una porzione piùlimitata ed identificabiledel suo funzionamento (leggere, scrivere, fare i conti,…) (E. Savelli)

  5. DISTURBO SPECIFICO DI APPRENDIMENTO Il principale criterio necessario per stabilire la diagnosi di DSA è quello della esistenza di discrepanza tra abilità nel dominio specifico interessato (che risultano deficitarie in rapporto alle attese per età e/o classe frequentata) e intelligenza generale(che invece risulta adeguata all’età cronologica) (Consensus Conference 2006)

  6. Leggere e scrivere • Nella scuola primaria il 10-15% (2-3 per classe; 50-75 mila in tutta Italia) degli alunni ha difficoltà a svolgere le normali attività: leggere, scrivere, contare. • Nella scuola secondaria di primo grado 20-25% degli alunni ha difficoltà a svolgere le normali attività: leggere, scrivere, contare. • Circa il 5% della popolazione scolastica presenta DSA (fonte A.I.D.)

  7. Screening scuole secondarie di primo grado • 3% dei ragazzi ha difficoltà gravi di decodifica • 30% ha qualche difficoltà • 13% ha difficoltà di comprensione • 15% ha difficoltà di comprensione con gravi difficoltà di decodifica (Ricerca-azione anno 2004-2006. 576 alunni. Convegno Assisi 2006)

  8. Ma… che cosa è l’apprendimento?

  9. Concezioni sull’apprendimento e rendimento scolastico Ricerche sugli studenti universitari hanno messo in evidenza che concezioni riproduttive : (imparare èmemorizzare e acquisireconoscenza) sono sostenute da studenti con minore rendimento che hanno un approccio superficiale caratterizzato da strategie di evitamento del fallimento attraverso la memorizzazione, senza l’organizzazione dei dati . Concezioni trasformative (imparare èvedere le cose in modo diverso o cambiare come persona) invece sono espresse da studenti con migliori prestazioni accademiche, che utilizzano strategie per integrare le parti in una totalità. “Che cosa è l’apprendimento? Le concezioni degli studenti” Tello, Antonietti e altri- Carocci

  10. Apprendimento e relazionalitàRuolo essenziale delle relazioni interpersonali nel processo di apprendimento. Risultati questionario somministrato ad alunni nel passaggio dalla classe V° alla I° media: stati d’animo di paura 36,5% - verso i nuovi insegnanti27,2% - per le nuove relazioni con i compagni 9,7% paure legate ai nuovi impegni di lavoro: - più compiti: 23,1% - molte materie di studio 18,5% - paura di avere difficoltà nell’apprendimento:12,8%

  11. A proposito di strategie…. Promuovere una relazione positiva con l’alunno Io nella mente di…” “Per mia sorella io leggo male, il mio babbo dice che faccio male le “o”; la mamma che guardo sempre la tv. Per la maestra di matematica, io sono disordinato. Per la maestra di italiano, ha capito che mi piace scrivere.” (da registrazione)

  12. Apprendimento Si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione nuove informazioni con le conoscenze che già possiede, rielaborando da sé il materiale di studio, organizzando reti concettuali che collegano i concetti chiave in una struttura unitaria e significativa (J.D. Novak)

  13. Apprendimento È come un attaccapanni: se non si trova il gancio a cui appendere il cappotto, questo cade a terra… (J.Bruner)

  14. Didattica per l’apprendimento • Conflitto cognitivo • Co-costruzione della conoscenza • Dimensione operativa • Monitoraggio • Motivazione, autostima • Senso di autoefficacia / stile di attribuzione • Sfida ottimale • Metacognizione • Autoconsapevolezza

  15. Scuola e DSA Scuola Scuola Scuola dell’infanzia primaria secondaria I° grado Interventi di Interventi di prevenzione primaria prevenzione secondaria

  16. LA SFIDA PER LA SCUOLA • La identificazione dei ragazzi con DSA è una forma di prevenzione per i disturbi secondari (depressione, ansia, disistima…) • Procedere ad una modificazione della didattica e prevenire possibili abbandoni scolastici • Cambiare idea “Si può imparare anche senza saper usare bene il codice scritto” • La identificazione DSA significa poter attivare misure compensative e dispensative

  17. Normativa di riferimento • DPR 275/99 • Circ. M.I.U.R.n.4099/A4 del 5/10/2004 – Iniziative relative alla dislessia – • nota del 5/01/2005 circ. M.I.U.R.n.4099/P4 – Iniziative relative alla dislessia – • nota M.I.U.R. del 1/03/2005 circ. M.I.U.R. n.4099/P4 – Esami di Stato 2004/05 – Alunni affetti da dislessia • Circolare n.28, del 15/03/2007-Esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione nelle scuole statali e paritarie Altre tutele: • Università e DSA(www.unibo.it) “Progetto di rilevamento dei disturbi di lettura e dell’apprendimento-Questionario di autovalutazione”: 9% supera la soglia critica • Patentini e patente guida per DSA www.dislessia.it

  18. Circ. M.I.U.R. Ministero Istruzione Università e Ricerca n.4099/A/4 del 5/10/04 “Iniziative relative alla dislessia”: La dislessia è un disturbo specifico di apprendimento che può verificarsi in ragazzi per il resto normali, cioè senza handicap neurologici o sensoriali o condizioni di svantaggio sociale. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave spesso si accompagna a problemi nella scrittura e/o nel calcolo. Lo sviluppo delle conoscenze scientifiche ha permesso di stabilire che si tratta di una caratteristica costituzionale,determinata biologicamente e non dovuta a problemi psicologici o di disagio socio-culturale. Queste difficoltà permangonodopo la prima fase di acquisizione Molti di questi ragazzi non sono riconosciuticome dislessici e non ottengono alcuna facilitazione o adattamento della didattica che permetta loro di avere pari opportunità di apprendimento

  19. Circ. M.I.U.R. Ministero Istruzione Università e Ricerca n.4099/A/4 del 5/10/04 “Iniziative relative alla dislessia”: Il mancato riconoscimento ha importanti conseguenze psicologiche, determina spesso l’abbandono della scuola e talvolta un futuro professionale di basso livello nonostante le potenzialità Dato che tali difficoltà si manifestano in persone dotate di quoziente intellettivo nella norma, spesso vengono attribuite ad altri fattori: negligenza, scarso impegno o interesse. Questo può comportare ricadute a livello personale, quali abbassamento dell’autostima, depressione o comportamenti oppositivi, che possono determinare un abbandono scolastico o una scelta di basso profilo rispetto alle potenzialità. Per ovviare a queste conseguenze, esistono strumenti compensativi e dispensativiche si ritiene opportuno possano essere utilizzati dalle scuole in questi casi.

  20. Circ. M.I.U.R. Ministero Istruzione Università e Ricerca n.4099/A/4 del 5/10/04 “Iniziative relative alla dislessia”: Per gli strumenti dispensativi, valutando l’entità e il profilo della difficoltà, in ogni singolo caso, si ritiene essenziale tener conto dei seguenti punti: • Dispensa dalla lettura ad alta voce, scrittura veloce sotto dettatura, uso del vocabolario, studio mnemonico delle tabelline. • Dispensa, ove necessario, dallo studio della lingua straniera in forma scritta. • Programmazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa. • Organizzazione di interrogazioni programmate. • Valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma. Il MPI quindi auspica formazione al riguardo.

  21. Circ. M.I.U.R. Ministero Istruzione Università e Ricerca n.4099/A/4 del 5/10/04 “Iniziative relative alla dislessia”: Ulteriori strumenti di supportoalla didattica per gli studenti con D.S.A.: • evitare sempre l’uso del corsivo. • evitare di far leggere a voce alta. • incentivare a casa e in classe l’utilizzo di computer con sintesi vocale, di cassette con testi registrati, di dizionari digitalizzati; • sintetizzare i concetti con l’uso di mappe concettuali, eventualmente anche favorendo l’uso di software specifici dotati di sintesi vocale (es. KM ) in grado di leggere anche le lingue straniere. • leggere le consegne degli esercizi e/o fornire durante le verifiche prove su supporto digitalizzato • nelle verifiche ridurre il numero degli esercizi senza modificare gli obiettivi.

  22. Circ. M.I.U.R. Ministero Istruzione Università e Ricerca n.4099/A/4 del 5/10/04 “Iniziative relative alla dislessia”: • privilegiare le verifiche orali in tutte le materie tradizionalmente orali consentendo l’uso di mappe durante l’interrogazione. • evitare di far prendere appunti, ricopiare testi o espressioni matematiche, ecc. ,favorire l’uso di schemi • in caso di necessità di integrazione dei libri di testo, fornire appunti su supporto digitalizzato o cartaceo stampato preferibilmente arial 12-14 • consentire l’uso del registratore • evitare la scrittura sotto dettatura. • modificare opportunamente le “prove di ascolto” delle lingue straniere. • privilegiare l’utilizzo corretto delle forme grammaticali sulle acquisizioni teoriche delle stesse. • utilizzare per le verifiche domande a scelta multipla

  23. DPR 275\99 art.1 c.2 L’autonomia delle Istituzioni Scolastiche si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche deisoggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successoformativo coerente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”

  24. Segni precoci: Indicatori di rischio Difficoltà • nelle competenze comunicativo-linguistiche, • nelle competenze motorio –prassiche, • nelle competenze uditive • nelle competenze visuospaziali in età prescolare e nel primo anno di scuola primaria.

  25. Scuola e DSA Interventi di prevenzione primaria Identificazione precoce • Prove di valutazione: - questionario osservativo IPDA - prove di scrittura spontanea - prove di consapevolezza metafonologica • Continuità (passaggio di informazioni tra ordini diversi di scuola) • Screening • Monitoraggio competenze lettura –scrittura

  26. Interventi di prevenzione primaria • Sfruttare le potenzialità offerte dagli strumenti standardizzati • Utilizzare strumenti per riconoscere con accuratezza il livello di apprendimento di ogni alunno • Capire meglio i punti di forza e le difficoltà specifiche dello studente.

  27. Prove MT :velocità, correttezza, comprensione Il punteggio di rapidità esprime il tempo medio impiegato dal bambino per leggere una sillaba. Si ottiene con il rapporto: numero sec. numero impiegati sillabe per la lettura del brano

  28. Prova di comprensione (testi narrativi; informativi) Tipologia della prova: • Collettiva • Domande a scelta multipla • Lettura silenziosa • Possibilità di continua “navigazione nel testo”,senza sovraccaricare la memoria Prova di rapidità e correttezza Tipologia della prova : • Individuale • Lettura ad alta voce • Utilizzo di registratore ecronometro

  29. Dettato di un brano • Dettato di frasi con parole omofone non omografe • Prova di narrazione • Prova di descrizione • Prova di velocità di scrittura • Scheda costituita da 35 voci per l’analisi di alcuni comportamenti di scrittura

  30. Valutazione delle abilità di calcolo Parte collettiva • Operazioni scritte( addizioni e sottrazioni per tutte le classi, moltiplicazioni e divisioni per la terza, quarta e quinta) • Giudizio di numerosità • Trasformazione in cifre • Ordinamento di numerosità dal minore al maggiore e viceversa Parteindividuale • Calcolo a mente • Calcolo scritto • Enumerazione • Dettato di numeri • Recupero di fatti numerici

  31. Parte collettiva • Operazioni scritte • Espressioni aritmetiche • Giudizio di numerosità • Trasformazione in cifre scritte • Trascrizione in cifre di parole/numero • Calcolo approssimativo • Fatti, procedure, principi Parte individuale • Calcolo a mente • Calcolo scritto • Dettato di numeri • Recupero di fatti aritmetici Problemi aritmetici

  32. Lettura - Scrittura

  33. Scrittura • Aspetti esecutivi: Disgrafia Disortografia • Produzione del testo: Ideazione Stesura Revisione

  34. Disortografia TIPOLOGIA DEGLI ERRORI ORTOGRAFICI: • Fonologici: - scambio di grafemi (faso per vaso) - inversioni (al per la) - grafema inesatto (scare /siare per sciare; magi per maghi) - omissione o aggiunta di lettere e sillabe (seda per sedia; limonemo per limone) • Non fonologici: - separazioni e fusioni illegali (ele fante per elefante; in contro per incontro; lanatra per l’anatra; vieneconte per viene con te) - scambi di grafemi omofoni (quore per cuore; qulla per culla) - omissione o aggiunta dell’h (ha scuola per a scuola; ai giocato per hai giocato) • Altre tipologie di errori: - accenti - doppie

  35. Esempio di Scrittura Disortografica

  36. Evoluzione della Disortografia • Diminuzione significativa degli errori fonologici dalla classe II° alla III°, dalla III° alla IV°, ed un assestamento tra le classi IV° e V° • Gli errori non fonologici hanno una significativa diminuzione tra la classe IV° e la V° • Gli errori della categoria “altri” non diminuiscono in modo significativo dalla II° alla III°, mentre le differenze diventano significative a partire dalla II° fino alla V° classe (Tressoldi- Cornoldi)

  37. Disgrafia • prescinde dalle variabili linguistiche come il lessico, la grammatica, la sintassi, l’ortografia • dovuta a difficoltà prevalentemente posturali e motorie • conseguente a difficoltà di controllo motorio durante la esecuzione dei movimenti di iscrizione e progressione • peggiora con apprendimento e automatizzazione di strategie inappropriate • Non rende autonomo l’alunno nella scrittura dei compiti sul diario, nel copiare dalla lavagna, nel prendere appunti. • Non permettel’attivazione delprocesso di revisione durante e al termine della stesura del testo

  38. Disgrafia Presenza di difficoltà visuo-spaziali • mancato rispetto dei margini del foglio • spazio non adeguato tra le lettere/parole (collassamenti, sovrapposizioni, spazi esagerati,..) • spazio non adeguato tra le lettere/parole (collassamenti, sovrapposizioni, spazi esagerati,..) • macro o micrografie, grandezze irregolari delle lettere • incoerenza nell’inclinazione • lettere fluttuanti rispetto al rigo

  39. Un esempio di disgrafia (V° anno scuola primaria)

  40. DSA: costruzione testo scritto • difficoltà a controllare i processi di trascrizione: l’uso delle maiuscole e della punteggiatura interferiscono con il processo di composizione del testo. • scarsa automatizzazione dei processi di codifica e fragilità linguistica e metalinguistica portano riduzione del contenuto, semplificazione della sintassi e lessico povero.

  41. Didattica e scrittura • Aggirare gli ostacoli posti dalle difficoltà nei processi bassi della disortografia e disgrafia • Utilizzare programmi di videoscrittura per la produzione dei testi in modo che l’alunno possa correggersi mentre scrive (correttore ortografico) • Riflettere sulle differenze tra oralità e scrittura • Utilizzare la sintesi vocale per rileggere i propri elaborati • Valutare gli elaborati per il contenuto senza considerare gli errori ortografici

  42. Abilità di scrittura • La produzione di un testo scritto è un processo che avviene in assenza di “feedback” • È un processo comunicativo senza la presenza del destinatario • Richiede una pianificazione anticipata del messaggio

  43. Ideazione Ricerca metamnemonica( selezionare informazioni dalla MLT e organizzarle) Attivazione di informazioni che si hanno sull’argomento oggetto di scrittura brainstorming

  44. Costruzione del testo scritto

  45. Pianificazione anticipata del testo scritto

  46. Lettura Velocità Decodifica(Riconoscere e nominare correttamente parole ) Correttezza Comprensione (Capacità di cogliere il significato del testo) “Attività costruttiva, interattiva e attiva che richiede l’integrazione delle informazioni nuove contenute nel testo, all’interno delle strutture di conoscenza possedute dal lettore o dall’ascoltatore.” De Beni , Cisotto, Carretti “Psicologia della lettura e della scrittura”

  47. Lettura “a cloze”(strategia di completamento della lettura basata su indizi contestuali e non sulla decifrazione) “La lettura di un brano, a differenza della lettura di singole parole, poggia sui processi di anticipazionecontestuale che consentono di saltare (skipping) la lettura di alcune parole la cui presenza può essere inferita sulla base della comprensione on-line della struttura sintattico-semantica della frase che si sta leggendo.” (Dislessia, vol.3,n.3,ottobre 2006.E.Savelli-S.Pulga)