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jessie
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FEDRO

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  1. FEDRO • Nacque durante il principato di Augusto, ma fu attivo sotto Tiberio, Caligola e Claudio; • Era uno schiavo di origine macedone; • Nei manoscritti delle sue opere è citato come liberto di Augusto; • Sarebbe stato perseguitato da Seiano, rimasto offeso da allusioni in alcuni scritti; • Ignorato da Seneca.

  2. LE FAVOLE • Ci sono tramandate poco più di 90 "Favole" divise in 5 libri, tutte in senari giambici. • Sono sicuramente sue anche le circa 30 favole raccolte nella cosiddetta "Appendix Perottina" Modello: Esopo (VI sec. A. C.): brevi racconti con significato pedagogico e morale. Proponevano modelli di comportamento; esemplificavano massime e proverbi; esprimevano una saggezza tipicamente popolare, non senza spunti di critica sociale e protesta degli umili. Avevano per protagonisti generalmente degli animali. La raccolta pervenutaci (circa 500 favole) è di epoca imperiale, posteriore a Fedro

  3. Precedenti greci e latini Per le favole in poesia: spunti in Archiloco ed Esiodo Satira romana: Ennio, Lucilio e sopr. Orazio(sat.VI del II L.: topo di campagna e topo di città) Punti di contatto con la commedia: intento di divertire (risum movere) carattere realistico ed umile andamento drammatico (dialoghi in forma diretta)

  4. Caratteri della favola di Fedro • Non vuole solo divertire ma anche ammaestrare: monere • Criterio della brevitas: non solo per la limitata mole dei suoi libri, ma anche per la concisione e la stringatezza del racconto e dei dialoghi • Criterio della varietas: non solo animali, spesso altri personaggi • Intento emulativo del modello • La morale: ora nella premessa (promitio) ora nella conclusione (epimitio): è sempre esplicita

  5. Quale visione di vita? • Esprime il punto di vista dei ceti subalterni, dei poveri, degli esclusi dal potere. • Ci sono anche spunti di protesta sociale • Il tono però non è aggressivo e satirico ma moralistico: contro i difetti e gli errori umani, non contro specifici personaggi • Visione della vita: amara e pessimistica, rassegnata perché conscia della legge del più forte • Mette in ridicolo non solo l’arroganza ma anche l’ingenuità e la stoltezza di chi non sa adeguarsi a queste spietate leggi • Morale piuttosto angusta e rinunciataria (quella dell’asino): deplora il male ma lo ritiene inevitabile. • Importante lo spunto sul valore incalcolabile della libertà: bene più prezioso di ogni vantaggio materiale