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La valutazione sociosanitaria

La valutazione sociosanitaria. Anna Banchero. Le regole per il sociosanitario. Il DPCM del 14 febbraio 2001 fissa alcune regole per definire l’intervento sociosanitario: Complessità del caso: bisogni di salute collegati a problemi assistenziali Valutazione multidimensionale

jeroen
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Presentation Transcript


  1. La valutazione sociosanitaria Anna Banchero

  2. Le regole per il sociosanitario Il DPCM del 14 febbraio 2001 fissa alcune regole per definire l’intervento sociosanitario: Complessità del caso: bisogni di salute collegati a problemi assistenziali Valutazione multidimensionale Piano di assistenza personalizzato Individuazione di un “case manager” Fissazione degli obiettivi da raggiungere Verifica ex ante ed ex post sul PAI

  3. Significato di valutazione sociosanitaria • E’ valutazione delle condizioni di salute e di vita: quindi multidimensionale • Viene effettuata da un “team” di cui l’assistente sociale è componente • Si procede alla valutazione per analizzare i problemi, elaborare un piano e proporre soluzioni

  4. La complessità nella valutazione Una valutazione “ a più mani” richiede: conoscenza della situazione rispetto professionale chiarezza delle competenze Condivisione delle risorse Condivisione degli outcomes

  5. Gli strumenti di valutazione Non è oggi possibile valutare senza “misurare” Si misura con strumenti standardizzati, validati e riproducibili (anche informatizzati) Obiettivo della misurazione è la complessiva situazione della persona non i singoli segmenti che la compongono

  6. Le criticità alla valutazione contestuale Esistono oggettive difficoltà ad elaborare una valutazione contestuale da parte di più professionisti L’istituzione delle UVM risolve “in parte” il problema Anche la valutazione attraverso “scale” aiuta una valutazione congiunta

  7. Quali “rimedi” La comunicazione tra i professionisti L’utilizzo dei sistemi informatizzati di compilazione delle scale sul Web (con accessi a più persone) La fissazione standardizzata di sedute dell’UVM

  8. Un caso “emblematico”: la non autosufficienza Come “comparare” grandezze differenti: gradi di autonomia con reddito Si misura attribuendo “un valore” La mancanza di autonomia richiede assistenza, dai tempi assistenziali misurati ne deriva la gravità Il possesso di reddito o la fruizione di servizi sono invece leggibili in “valori” che possono incidere sulla rimozione del bisogno

  9. Dalla valutazione al Piano di Assistenza La pluralità di Enti che intervengono su un problema, può creare difficoltà nella “sinergia” delle azioni Esistono difficoltà sulla disponibilità di fondi comuni dove si possa attingere per azioni differenti a favore di uno stesso progetto (il budget può essere una opportunità di coesione) La semplificazione delle procedure con protocolli predefiniti

  10. Le prospettive per una miglior operatività sociosanitaria Il funzionamento a regime del Distretto La pianificazione delle attività in modo da non essere sempre “in emergenza” L’analisi e la “gestione” dei processi, delle procedure e delle forme di collaborazione, con regole che non lascino all’improvvisa-zione

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