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L’ORTICOLTURA BIOLOGICA

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L’ORTICOLTURA BIOLOGICA. L’orticoltura biologica non risulta ancora molto diffusa: occupa soltanto l’1,5% della superficie totale destinata all’agricoltura biologica (contro il 37% delle foraggere, il 27% dei cereali, il 9% della frutticoltura, l’8% dell’olivicoltura).

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L’orticoltura biologica non risulta ancora molto diffusa: occupa soltanto l’1,5% della superficie totale destinata all’agricoltura biologica (contro il 37% delle foraggere, il 27% dei cereali, il 9% della frutticoltura, l’8% dell’olivicoltura).

Tra le difficoltà incontrate in orticoltura biologica vi è quella di reperire le ingenti quantità di sostanza organica richieste per soddisfare le elevatissime esigenze delle specie ortive (soprattutto negli ambienti meridionali).

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In orticoltura, caratterizzata da cicli colturali brevi ed intensivi, è fondamentale individuare il sistema colturale più appropriato, allo scopo di ridurre l’impiego di input ed ottenere prodotti di elevata qualità

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Aspetto fondamentale e prioritario da considerare per impostare la coltivazione biologica di ortaggi è la valutazione della vocazionalità pedoclimatica

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In orticoltura il terreno ideale deve essere profondo, fresco, permeabile, a struttura glomerulare, ricco di sostanza organica (minimo 3%), con pH neutro (6,5-7,5) ed elevata C.S.C.

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Il vento può rappresentare un fattore limitante, soprattutto per colture fragili, quali peperone e melanzana.
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Nella coltivazione in serra, per assicurare le migliori condizioni ambientali, è necessario che le strutture abbiano un volume di almeno 3 m3 per ogni m2 di superficie e preferibilmente aperture laterali ed al colmo.

3 m

Ventilatore

1 m

8 m

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Nella coltura in serra delle ortive da frutto (pomodoro, zucchino, melone) può rendersi necessario introdurre i bombi (1 arnia/1000 m2) per favorire l’impollinazione

Zucchino

Pomodoro

ai fini della corretta gestione agronomica bisogna considerare
Ai fini della corretta gestione agronomica, bisogna considerare:
  • Lavorazioni del terreno
  • Avvicendamenti
  • Consociazioni
  • Scelta delle cultivar
  • Tecniche d’impianto
  • Caratteristiche del materiale propagativo
  • Controllo della flora infestante
  • Gestione della concimazione
  • Gestione delle risorse idriche
  • Difesa dalle avversità biotiche ed abiotiche
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Nell’orticoltura biologica le lavorazioni rappresentano uno strumento fondamentale per migliorare l’agro-ecosistema e creare le condizioni ottimali per la crescita delle piante.

Le lavorazioni hanno influenza sulle proprietà chimiche, fisiche, microbiologiche ed idrologiche del terreno e condizionano la dotazione di sostanza organica

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Particolare importanza rivestono le lavorazioni nel caso di colture di cui si utilizzano organi ipogei, come la carota, la patata, la cipolla.

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In orticoltura, a causa della brevità dei cicli colturali, le lavorazioni sono spesso numerose e, se effettuate in modo inappropriato, possono provocare destrutturazione del suolo, riduzione del contenuto di sostanza organica, aumento dell’erosione.

in generale le lavorazioni devono essere le pi superficiali possibili e in numero limitato
In generale, le lavorazioni devono essere le più superficiali possibili e in numero limitato.

La profondità di lavorazione è maggiore per le specie con apparato radicale profondo e per le colture destinate a produrre organi ipogei.

Gli avvicendamenti vanno programmati in modo da alternare colture che richiedono lavorazioni profonde (pomodoro, patata, carota, melone) con altre che necessitano di lavorazioni superficiali (es. lattuga, cavolo broccolo)

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Le lavorazioni ripetute e profonde favoriscono il compattamento del terreno a causa dell’impoverimento di sostanza organica e del numero di eccessivo di passaggi delle macchine.

In generale, le specie orticole sono molto sensibili alla scarsa aerazione del terreno (in particolare, il peperone)

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Nei terreni non lavorati, rispetto a quelli lavorati, vi sono minori escursioni termiche e le temperature minime sono più elevate: ciò risulta molto utile per specie esigenti dal punto di vista termico, quali melone e cocomero.

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Interesse rivestono le tecniche di lavorazione minima (discatura + erpicatura), effettuabili in modo da interessare l’intero appezzamento o soltanto le file su cui impiantare la coltura: ottimi risultati sono stati ottenuti su cavolo broccolo in successione a cereali tipo frumento

Cavolo broccolo (Brassica oleracea var. italica)

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In alternativa all’aratura tradizionale, risulta interessante anche l’aratura a doppio strato (aratura superficiale + scarificatura profonda, in unico o doppio passaggio).

E’ adatta soprattutto per specie con apparato radicale profondo e che traggono vantaggio da lavorazioni profonde del terreno (es. melone, cocomero, pomodoro)

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La vangatura rappresenta un tipo di lavorazione molto adatta a preparare il terreno per l’impianto di colture ad apparato radicale superficiale (es. lattuga) e/o di specie che non tollerano anche brevi ritardi nell’epoca di impianto (es. il cavolo broccolo, molto sensibile alla pre-fioritura).

La vangatura può essere eseguita anche con terreno non perfettamente in tempera

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L’erpicatura può diventare una lavorazione principale per le specie che richiedono lavorazione superficiale, soprattutto se succedono a colture che hanno fruito di lavori di aratura.

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Tra i lavori colturali, in orticoltura assume particolare rilievo, oltre alla sarchiatura, la rincalzatura, eseguita su numerose colture con differenti scopi.

Per esempio, in patata previene l’inverdimento dei tuberi, gli attacchi peronosporici e quelli di alcuni insetti (es. tignola della patata, Phthorimaea operculella).

In asparago, sedano, finocchio, cardo, radicchio la rincalzatura viene attuata per ottenere l’imbianchimento del prodotto.

La pacciamatura può sostituire la rincalzatura

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Il principio di non ripetere la medesima coltura è fondamentale nell’orticoltura biologica, poichè è tra gli strumenti più efficaci per equilibrare l’agro-ecosistema.

L’avvicendamento consente di:

  • conservare e migliorare la fertilità del terreno
  • prevenire le malattie e gli attacchi parassitari
  • limitare la crescita delle infestanti
  • evitare fenomeni di allelopatia
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Per conseguire tali obiettivi si rende generalmente necessario includere negli avvicendamenti anche colture non orticole (es. foraggere e/o cereali)

il tenore in sostanza organica pu essere migliorato mediante
Il tenore in sostanza organica può essere migliorato mediante:
  • inserimento nell’avvicendamento di piante da sovescio
  • concimazione organica per le colture che se ne avvantaggiano direttamente (es. peperone)
  • sfruttamento dell’effetto residuo per quelle che mal sopportano la somministrazione diretta di concimi organici (es. cipolla)
  • alternando colture che richiedono lavorazioni profonde, favorevoli all’eremacausi della S.O.(es. melone), con altre che prevedono lavorazioni superficiali (es. insalate)
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Colture da sovescio (graminacee, leguminose, brassicacee): migliorano le proprietà fisiche e chimiche del terreno, riducono la lisciviazione dei nitrati, limitano l’erosione, contengono la crescita delle infestanti, possono presentare attività biocida nei confronti di patogeni e parassiti.

I sovesci di leguminose possono rendere disponibili fino a 70-80 kg N/ha.

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In orticoltura le specie più utilizzate per sovescio sono Trifolium incarnatum, T. alexandrinum, T. resupinatum, Lupinus luteus, L. angustifolius, Vicia faba, Vicia sativa, Vicia villosa, Sinapis alba, Brassica napus oleifera, Raphanus sativus, Secale cereale, Hordeum vulgare, Lolium spp., Phacelia tanacetifolia (fam. Hydrophillaceae).

Sovesci di Calendula officinalis e Tagetes spp., per le particolari secrezioni radicali, risultano molto utili nel caso di infestazioni da nematodi.

Il sovescio di Melilotus albus, per l’elevato contenuto in cumarina della pianta, può essere utile per controllare le infestazioni da arvicole.

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In recenti prove sperimentali condotte in serre-tunnel in Basilicata sono stati ottenuti buoni risultati sovesciando una coltura intercalare di broccoletto di rapa (= cima di rapa, Brassica rapa L.), con ciclo di 90 giorni, prima dell’impianto del melone (trapianto a fine marzo, dopo circa un mese dall’interramento del sovescio).

il tenore in azoto viene mantenuto su livelli ottimali mediante inserimento nell avvicendamento di
Il tenore in azoto viene mantenuto su livelli ottimali mediante inserimento nell’avvicendamento di:
  • leguminose, che arricchiscono il terreno in N
  • cover crops, che impediscono il dilavamento
la prevenzione delle malattie mediante l avvicendamento si attua attraverso
La prevenzione delle malattie mediante l’avvicendamento si attua attraverso:
  • lunghi avvicendamenti
  • scelta di specie non interessate dai medesimi patogeni
  • scelta di cultivar resistenti o tolleranti
  • inclusione nell’avvicendamento di sovesci con specie biocide (Brassica juncea ed altre brassicacee)
  • impiego di materiale propagativo sano
  • isolamento dell’appezzamento con siepi, filari alberati
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Le concimazioni organiche, favorendo lo sviluppo di microrganismi antagonisti, riducono la vitalità delle forme di conservazione dei patogeni e potenziano l’efficacia degli avvicendamenti.

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Con parassiti molto mobili (es. dorifora della patata) bisogna che la distanza tra due appezzamenti coltivati con la medesima specie sia maggiore della distanza percorribile dal parassita.

Utile è la recinzione degli appezzamenti con siepi o frangivento.

l avvicendamento consente di controllare le infestanti attraverso
L’avvicendamento consente di controllare le infestanti attraverso:
  • l’instaurarsi di una ricca associazione floristica in equilibrio
  • la diminuzione dell’infestazione potenziale
  • l’inserimento di colture rinettanti (es. sarchiate, crucifere, foraggere quali Vicia villosa, Trifolium incarnatum, T. subterraneum)
  • l’ottenimento di una coltura più competitiva (perchè più sana)
in orticoltura l avvicendamento deve essere attuato in modo da alternare
In orticoltura l’avvicendamento deve essere attuato in modo da alternare:
  • specie a radici profonde (pomodoro) con quelle a radici superficiali (lattuga)
  • colture la cui parte edule è data da organi ipogei (carota, patata) con quelle di cui si usa la parte aerea (peperone, cavoli)
  • specie ad apparato radicale molto espanso (cereali) con altre a modesto sviluppo dell’apparato radicale (lattuga)
  • specie con ampio sviluppo della parte aerea (melanzana) con quelle a scarso sviluppo (aglio, cipolla)
  • colture che richiedono lavori preparatori profondi ed accurati (carciofo, pomodoro) con altre meno esigenti (zucchino, cereali)
  • specie azotofissatrici (fagiolo, pisello) con quelle avide di N (patata)
  • specie a diversa sensibilità a patogeni e fitofagi
criteri generali per la consociazione in orticoltura
Criteri generali per la consociazione in orticoltura:
  • consociare specie a diverso sviluppo radicale
  • consociare specie appartenenti a famiglie diverse
  • consociare specie con differente ciclo colturale
  • privilegiare le leguminose (non per aglio, cipolla e porro)

L’impianto va fatto a file alternate; eventualmente si può porre la coltura a ciclo più lungo nella parte centrale dell’aiuola e l’altra ai bordi

i benefici della consociazione possono derivare da
I benefici della consociazione possono derivare da:
  • emissione di essudati radicali stimolanti: es. tra sedano e pomodoro
  • fissazione dell’ N (da parte di leguminose)
  • produzione di sostanze repellenti per certi parassiti (es. la carota allontana la mosca della cipolla, Hylemia antiqua, mentre la cipolla tiene lontana la mosca della carota, Psilla rosea)
  • protezione da avversità climatiche esercitata da una coltura su un’altra (es. il cetriolo in verticale può ombreggiare il pomodoro, proteggendolo dalle scottature dei frutti)
esempi di consociazioni che sfruttano l azione repellente
Esempi di consociazioni che sfruttano l’azione repellente

Specie repellenteSpecie protettaInsetto

Rosmarino, issopo, timo, menta, assenzio, salviacavolo cavolaia

Santoreggia, pomodoro fagiolo mosca

Lino, fagiolo, petunia patata dorifora

Tagete fava tonchio

Avena, pomodoro, frumento asparago mosca

Spinacio, lattuga bietola altica

Porro, cipolla, aglio carota mosca

Pomodoro, trifoglio cavolo mosca

Sedano, carota cipolla mosca

Canapa patata grillotalpa

Porro, cipolla, aglio sedano mosca

consociazioni favorevoli
Consociazioni favorevoli
  • Aglio con: carota, cavolo rapa, cetriolo, fragola, lattuga, sedano
  • Asparago con: cavolo rapa, lattuga, ravanello
  • Bietola da coste con: carota, cavolo, cavolo rapa, fagiolino nano, rapa, ravanello
  • Carota con: aglio, bietola da coste, cipolla, menta, pisello, pomodoro, porro, ravanello
  • Cavolo con: bietola da coste, cetriolo, fagiolino nano, fragola, indivia, lattuga, pisello, pomodoro, porro, ravanello, sedano, spinacio
  • Cetriolo con: aglio, cavolo, cipolla, fagiolino nano, finocchio, lattuga, sedano, zucchino
  • Cipolla con: camomilla, carota, cetriolo, fagiolino nano, fragola, lattuga, pisello, zucchino
  • Fagiolino nano con: bietola da coste, cavolo, cavolo rapa, cetriolo, cipolla, lattuga, patata, pomodoro, porro, rapa, ravanello, sedano
  • Finocchio con: cavolo rapa, cetriolo, indivia, lattuga, pisello, salvia
  • Fragola con: aglio, cavolo, cavolo rapa, cipolla, lattuga, porro, prezzemolo, ravanello, spinacio

continua...

segue
…segue
  • Lattuga con: aglio, asparago, cavolo, cavolo rapa, cetriolo, cipolla, fagiolino nano, finocchio, fragola, menta, pisello, pomodoro, porro, rapa, ravanello, sedano, spinacio
  • Patata con: fagiolino nano, menta, prezzemolo, spinacio
  • Pisello con: carota, cavolo, cavolo rapa, cipolla, finocchio, lattuga, pomodoro, rapa, ravanello
  • Pomodoro con: carota, cavolo, cavolo rapa, fagiolino nano, lattuga, menta, pisello, porro, prezzemolo, rapa, ravanello, sedano, spinacio
  • Porro con: carota, cavolo, cavolo rapa, fagiolino nano, fragola, indivia, lattuga, pomodoro, sedano
  • Sedano con: aglio, cavolo, cavolo rapa, cetriolo, fagiolino nano, lattuga, pomodoro, porro, spinacio
  • Spinacio con: cavolo, cavolo rapa, fragola, lattuga, patata, pomodoro, rapa, ravanello, sedano
  • Zucchino con: cetriolo, cipolla
consociazioni sfavorevoli
Consociazioni sfavorevoli:
  • Aglio con: cavolo, fagiolino, pisello
  • Carota con sedano
  • Cavolo con: aglio, cipolla, patata
  • Cetriolo con ravanello
  • Cipolla con cavolo
  • Fagiolino nano con: aglio, finocchio
  • Finocchio con: fagiolino, pomodoro
  • Lattuga con prezzemolo
  • Patata con: cavolo, pisello, sedano
  • Pisello con: aglio, patata, porro
  • Pomodoro con finocchio
  • Sedano con: camomilla, patata
esempi di consociazioni di facile realizzazione
ESEMPI DI CONSOCIAZIONI DI FACILE REALIZZAZIONE
  • Cipolla e carota: reciproco vantaggio nella difesa dagli insetti nocivi. Le due specie si seminano a file alterne, distanti 20 cm, oppure la cipolla si semina ai bordi e la carota al centro.
  • Porro e carota: come sopra.
  • Patata e spinacio: gli essudati radicali dello spinacio stimolano la crescita della patata. Lo spinacio va seminato al centro del campo e sui bordi esterni.
  • Fagiolo rampicante/pisello e lattuga: consociazione vantaggiosa per l’N dato dalla leguminosa, che va piantata al centro del campo.
  • Cipolla e lattuga invernale: escreti radicali stimolanti. Impianto a file alterne
  • Ravanello e carota: si ha il vantaggio di utilizzare il terreno a diverse profondità. File alterne distanti 30-35 cm.
gestione degli spazi naturali
GESTIONE DEGLI SPAZI NATURALI

La presenza di spazi naturali (alberature, siepi, fasce di terreno e fossi inerbiti, aree boscate) ha un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità e l’incremento delle potenzialità della lotta naturale ai patogeni e parassiti.

Gli sfalci delle specie erbacee spontanee o appositamente seminate devono essere fatti tenendo conto del ciclo biologico degli insetti utili.

In generale, vanno evitati i tagli in primavera-inizio estate e in autunno, allorchè si registra la massima presenza di entomofagi e, in ogni caso, sarebbe opportuno adottare la tecnica dello “sfalcio alternato”

in orticoltura biologica fondamentale scegliere cultivar caratterizzate da
In orticoltura biologica è fondamentale scegliere cultivar caratterizzate da:
  • adattamento alle condizioni pedoclimatiche di coltivazione
  • resistenza alle principali avversità biotiche ed abiotiche
  • elevata efficienza nell’assorbimento e utilizzo dei nutrienti
  • buono sviluppo dell’apparato radicale
  • ciclo breve
  • frutti resistenti alle spaccature ed alle sollecitazioni meccaniche
  • resistenza alla sovrammaturazione
  • idoneità all’eventuale trasformazione del prodotto
  • adeguate caratteristiche morfologiche ed organolettiche
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L’adozione di cultivar ben adattate alle peculiari condizioni pedoclimatiche di coltivazione consente la massima valorizzazione delle risorse naturali.

Vanno privilegiate le cultivar locali e quelle “antiche”

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Spesso i fattori di resistenza alle avversità si ritrovano in cultivar nuove, ottenute da lavori di miglioramento genetico: esse vanno attentamente valutate per almeno due anni, per osservarne l’adattamento alle condizioni pedoclimatiche specifiche.

Si possono coltivare anche due o più cultivar, in modo da diminuire i rischi derivanti da avversità biotiche ed abiotiche

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Volendo attuare la semiforzatura delle colture, con anticipo o ritardo della produzione, bisogna ricorrere a cultivar adatte, scelte anche in funzione della tolleranza alle basse o alle alte temperature ed alle escursioni termiche.

Per esempio, il trapianto ritardato delle brassicacee (cavoli) predispone le piante alla pre-fioritura, con risposta variabile a seconda delle cultivar

le cultivar a breve ciclo colturale consentono
Le cultivar a breve ciclo colturale consentono:
  • l’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche
  • l’utilizzo razionale degli elementi nutritivi
  • minore rischio di attacchi da patogeni e parassiti
  • la pronta esecuzione delle lavorazioni del terreno
  • l’inserimento nell’avvicendamento di una coltura da sovescio o rinettante (es. colza)
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Le varietà per la coltivazione biologica non possono essere prodotte con sistemi transgenici, per fusione di protoplasti, mediante mutazioni artificiali (soprattutto attraverso radiazioni) e neppure ricorrendo alla sterilità maschile citoplasmatica senza geni ristoratori.

Le cultivar per il biologico devono essere fertili ed adatte ad essere riprodotte in condizioni di agricoltura biologica.

E’ consentita la selezione assistita da marcatori molecolari, così come la coltura ‘in vitro’ prima della produzione del seme “pre-base” (molto importante, per es., per la moltiplicazione in sanità della patata e per il risanamento da virus di vecchie varietà).

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In orticoltura biologica si preferisce il trapianto alla semina diretta, perchè consente di meglio gestire le risorse idriche, la fertilità del suolo, lo sviluppo dei parassiti e la flora infestante.

La semina diretta viene praticata per le specie che non sopportano il trapianto, per quelle il cui organo edule è rappresentato dalla radice fittonante (carota, rapa), per quelle a rapido accrescimento.

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In semenzaio i patogeni più diffusi sono Pythium, Rhizoctonia, Phythophthora, Botrytis.Il terreno o substrato (sono ammessi anche quelli artificiali, come argilla espansa, perlite, vermiculite) può essere pastorizzato mediante solarizzazione o, limitatamente alle colture protette, con vapore aerato .I semi possono essere disinfettati per immersione in soluzione di ipoclorito di calcio o di sodio al 5-10% per 5-30 minuti o in acqua calda (49-57°C) per 15-30 minuti.

in orticoltura biologica si tende ad adottare basse densit colturali che consentono
In orticoltura biologica si tende ad adottare basse densità colturali, che consentono:
  • migliore controllo delle infestanti con mezzi meccanici
  • > arieggiamento della coltura (con < attacchi da patogeni)
  • > vigore delle piante (con < attacchi da patogeni e parassiti)
  • migliore utilizzo delle risorse nutritive del terreno
  • maggiore pezzatura dei frutti
  • migliore contemporaneità di maturazione dei frutti
  • anticipo della produzione
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Nello spinacio la semina più rada (25 cm tra le file, invece di 20 cm) costringe poi alla raccolta manuale, poiché per quella meccanica è richiesto un portamento eretto delle piante, conseguibile solo con le file strette.

E’ necessario mettere a punto sistemi di controllo fisico-meccanico delle infestanti efficaci ed utilizzabili anche in colture fitte (es., sarchiatrici di precisione).

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Il materiale di propagazione (gamica o agamica) deve provenire da colture condotte in biologico da vivaisti certificati.
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Nelle cucurbitacee e solanacee si fa ricorso a piantine innestate per superare problemi fitosanitari.

Per es., contro la fusariosi il melone viene innestato su Benincasa cerifera ed il cetriolo su Cucurbita ficifolia; il pomodoro viene innestato sull’ibrido Lycopersicon hirsutum x L. esculentum per conferire resistenza alla suberosità radicale (Pyrenochaeta lycopersici), a Verticillium e Fusarium; la melanzana su varietà di pomodoro resistenti a Verticillium e Fusarium

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Innesto a spacco in testa

Innesto per approssimazione

Innesto a spacco laterale: prima (a sinistra) e dopo (a destra)

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Il periodo critico della competizione con le infestanti è più o meno lungo nelle varie specie.Nelle colture seminate e in quelle che non coprono bene l’interfila (aglio, cipolla, carota, valerianella, spinacio) tale periodo è piuttosto lungo. Nelle colture a rapida crescita ed ampia parte aerea (pomodoro, peperone, melanzana, zucchino) il periodo di massima sensibilità alle infestanti è relativamente breve.

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E’ necessario che non ci sia competizione con le infestanti soprattutto durante le fasi giovanili. Generalmente l’infestazione deve essere contenuta fino alla metà del ciclo colturale.Con le specie a competitività media o scarsa (cipolla, sedano, finocchio, bietola da coste, porro) l’infestazione non è tollerata per ulteriori 2-4 settimane dopo la metà coltura.

Negli ortaggi da taglio (spinacio, valerianella, bietola da erbette, prezzemolo) l’infestazione non è mai tollerata fino alla raccolta.

tra le tecniche di controllo preventive si ricorda
Tra le tecniche di controllo preventive si ricorda:
  • Opportuna modalità d’impianto
  • Giusta epoca d’impianto
  • Corretta scelta della cultivar
  • Adeguati avvicendamenti
  • Idonee lavorazioni del terreno
  • Razionale pratica dell’irrigazione
tra le tecniche di controllo dirette vi sono
Tra le tecniche di controllo dirette vi sono:
  • Falsa semina
  • Interventi meccanici (erpicatura, sarchiatura, rincalzatura)
  • Diserbo termico (pirodiserbo, criodiserbo, microonde, scariche elettriche)
  • Pacciamatura
  • Solarizzazione
  • Sfalcio(nelle colture poliennali quali asparago e carciofo)
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Il pirodiserbo ha un buon effetto contro le infestanti giovani allo stadio cotiledonare fino alle 4 foglie al massimo.

Non è molto efficace contro le graminacee (apice vegetativo protetto) e contro le infestanti pelose e coriacee.

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OBIETTIVO: restituire il quantitativo di sostanza organica mineralizzata e gli elementi nutritivi asportati nel breve periodo ed aumentare la dotazione di humus stabile nel lungo periodo.E’ necessario fare il bilancio umico e quello in elementi nutritivi considerando tutte le specie programmate nell’avvicendamento.

Includere le specie da sovescio nell’avvicendamento, come fonte di N e sostanza organica.

esempio di bilancio dell n in un avvicendamento
Esempio di bilancio dell’N in un avvicendamento

N fissato N consumato N perso

kg/ha kg/ha kg/ha

Trifoglio 300 200 30

Patata 0 100 0

Cavolo 0 100 0

Favino 300 150 30

Carota 0 100 0

Lupino 300 150 30

Totale 900 800 90

In questo caso, poiché il bilancio è positivo, non è necessario concimare con N

in relazione alle esigenze nutritive le specie ortive possono essere suddivise in
In relazione alle esigenze nutritive, le specie ortive possono essere suddivise in:
  • forti consumatrici (cavolo, cetriolo, pomodoro, sedano, zucca, zucchino)
  • medie consumatrici (aglio, carota, cipolla, lattuga, melone, patata, spinacio)
  • deboli consumatrici (fagiolo, pisello, fava, erbe aromatiche ed officinali)
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La valorizzazione di ogni tipo di sostanza organica è il principale metodo per reintegrare ed aumentare la fertilità del suolo in orticoltura.

Ciò è possibile mediante:

  • interramento di residui vegetali (residui colturali, sovescio)
  • compostaggio
quantit media di humus ottenuta dai residui colturali di alcune ortive
Quantità media di humus ottenuta dai residui colturali di alcune ortive

Resa in humus (kg/ha)

Carota 430

Sedano 620

Cavolo cappuccio 65

Cavolfiore 300

Cetriolo 230

Fagiolo 530

Lattuga 30

Cipolla 100

Pisello 255

Pomodoro 255

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La gestione dell’apporto della sostanza organica va seguita con attenzione in orticoltura, poichè la sua mineralizzazione può determinare una più o meno elevata disponibilità di azoto nitrico, non in sintonia con le esigenze di crescita della coltura, con fenomeni di lisciviazione o di accumulo di nitrati nelle parti eduli delle piante.

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In relazione alla brevità del ciclo colturale delle ortive, l’elemento nutritivo limitante può essere in certi momenti l’azoto. Si può rendere necessario l’apporto frazionato di N mediante fertirrigazione con prodotti a base di N organico fluido di origine animale e/o vegetale, e/o l’apporto in copertura di concimi organici azotati ad azione rapida (es. sangue secco, pollina, colaticcio diluito)

prodotti ammessi per la concimazione e l ammendamento del terreno
PRODOTTI AMMESSI PER LA CONCIMAZIONE E L’AMMENDAMENTO DEL TERRENO

Letame, letame essiccato e deiezioni avicole disidratate, deiezioni animali, escrementi liquidi di animali:devono provenire da allevamenti estensivi, non industriali

Rifiuti domestici compostati o fermentati; compost vegetali

Torba: impiego limitato alle colture orticole, floricole, arboree, vivai

Argille(perlite, vermiculite, ecc.)

Residui di fungaie; vermicompost; guano

Prodotti o sottoprodotti d’origine animale: farina di sangue, polvere di zoccoli, polvere di corna, polvere di ossa (anche degelatinata), farina di pesce, farina di carne, pennone, lana, pellami, pelli e crini, prodotti lattiero-caseari

Prodotti o sottoprodotti d’origine vegetale: farina di panelli di semi oleosi, guscio di cacao, radichette di malto, ecc.

continua….

segue88
… segue

Alghe e prodotti a base di alghe

Segatura e trucioli di legno(legname non trattato chimicamente);cortecce compostate; cenere di legno

Fosfato naturale, fosfato allumino-calcico, scorie di defosforazione

Sale grezzo di potassio, solfato di K (può contenere anche Mg)

Borlande ed estratti di borlande

Carbonato di Ca naturale (creta, marna, calcare macinato, litotamnio…); carbonato di Ca e Mg di origine naturale (es. calcare magnesiaco)

Solfato di Mg; solfato di Ca (gesso); zolfo; oligoelementi

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Concimi naturali ricchi di N: letame di ovini, bovini ed equini, farina di sangue, cornunghia, borlanda, panello di ricino; (sovescio di leguminose)Concimi naturali ricchi di P: guano, pollina, farina di ossa, letame suino, fosfati grezzi, scorie ThomasConcimi naturali ricchi di K: farina d’ossa, ceneri di legno, pollina, letame bovino e suino, borlanda, prodotti a base di alghe

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Rispetto all’orticoltura tradizionale, in quella biologica si ricorre all’irrigazione solo dopo aver utilizzato al massimo le risorse idriche naturali ed in modo da non provocare eccessiva rigogliosità della coltura.

Si tende a mantenere l’umidità del terreno pressochè costante, eventualmente irrigando con turni brevi e ridotti volumi.

l ottimizzazione delle risorse idriche naturali si consegue
L’ottimizzazione delle risorse idriche naturali si consegue:
  • aumentandone la disponibilità (con lavorazioni, apporto di sostanza organica, sovesci, avvicendamenti, pacciamatura organica, sistemazione del terreno)
  • riducendone le perdite (pacciamatura, ombreggiamento, frangiventi, controllo delle infestanti, sarchiatura)
  • valorizzandole mediante opportune tecniche agronomiche (cultivar, epoca d’impianto, densità colturale, “indurimento” delle piantine, metodi irrigui idonei)
prodotti fitosanitari ammessi
PRODOTTI FITOSANITARI AMMESSI

Azadiractina estratta da Azadirachta indica (albero del Neem)

Piretrine estratte da Chrysanthemum cinerariaefolium

Quassia estratta da Quassia amara

Rotenone estratto da Derris spp., Lonchocarpus spp. e Therphrosia spp.

Oli vegetali (di menta, di pino, di carvi): insetticidi, acaricidi, fungicidi

Feromoni, piretroidi, metaldeide: da usare solo in trappole

Rame(idrossido, ossicloruro, solfato); zolfo; oli minerali; olio di paraffina

Microrganismi (Bacillus thuringiensis, Granulosus virus, ecc.): non OGM

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Tra i pochi mezzi biologici disponibili o di prossima registrazione per la lotta contro i patogeni tellurici si citano:
  • forme saprofite di Fusarium, isolate da terreni repressivi e utilizzabili nella lotta alla fusariosi del pomodoro, del melone, del basilico;
  • ceppi di Trichoderma harzianum e Gliocladium virens attivi contro Pythium, Phytophthora e Rhizoctonia solani;
  • un ceppo di Streptomyces griseoviride isolato da torba di sfagno ed efficace contro agenti di marciumi radicali;
  • un ceppo di Conyothirium minitans efficace contro Sclerotinia sclerotiorum;
  • substrati e compost repressivi nei confronti di diversi patogeni
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Recentemente ha suscitato interesse, nell’orticoltura protetta, la possibilità di controllare certi afidi (in particolare, Aphis gossypii, che rappresenta un grave problema soprattutto per le cucurbitacee e le solanacee), con la tecnica delle banker plants.

Banker plant (pianta banca): pianta allevata in vaso, introdotta precocemente in serra quale ospite per un afide innocuo alla coltura da difendere (“afide di sostituzione”), sulla quale viene poi fatto sviluppare l’entomofago prescelto per il controllo di Aphis gossypii.

Nelle sperimentazioni effettuate sono state impiegate graminacee, infestate con afidi delle graminacee ed imenotteri parassitoidi della famiglia degli afidiidi.

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Interessante è lo sfruttamento delle caratteristiche fungitossiche dei prodotti di idrolisi dei glucosinolati presenti nelle brassicacee (in particolare, Brassica juncea [Brassica nigra x B. campestris, anfidiploide],B. nigra, Iberis amara) ai fini del controllo di patogeni quali Rhizoctonia spp., Pythium spp., Sclerotium rolfsii (biofumigazione).

La liberazione di sostanze tossiche in terreni ammendati con residui di coltivazione di cavolo e sottoposti a riscaldamento mediante solarizzazione determina una riduzione della gravità di malattie provocate da funghi terricoli.

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L’utilizzo del rafano (Nasturtium armoracia) ha consentito buoni risultati nel controllo dell’infestazione di nematodi in colture di carota.

La semina del rafano è stata provata sia in settembre, sia in giugno, con sfalcio alla fioritura, dopo 2-4 mesi, e successivo interramento. La semina della carota è avvenuta, rispettivamente, in gennaio o in agosto, 1-2 mesi dopo il sovescio (prove effettuate in Sardegna).