fabrizio ottolenghi clinica psichiatrica csm san giovanni n.
Download
Skip this Video
Loading SlideShow in 5 Seconds..
FABRIZIO OTTOLENGHI Clinica Psichiatrica CSM San Giovanni PowerPoint Presentation
Download Presentation
FABRIZIO OTTOLENGHI Clinica Psichiatrica CSM San Giovanni

Loading in 2 Seconds...

play fullscreen
1 / 62

FABRIZIO OTTOLENGHI Clinica Psichiatrica CSM San Giovanni - PowerPoint PPT Presentation


  • 551 Views
  • Uploaded on

Master universitario di 1° livello: Salute Mentale e Servizi Comunitari Organizzazione, Gestione e Lavoro terapeutico nei Servizi di salute Mentale EFFICACIA E LIMITI, CONOSCENZA ED IDEOLOGIA NELL’USO DEGLI PSICOFARMACI. FABRIZIO OTTOLENGHI Clinica Psichiatrica CSM San Giovanni.

loader
I am the owner, or an agent authorized to act on behalf of the owner, of the copyrighted work described.
capcha
Download Presentation

PowerPoint Slideshow about 'FABRIZIO OTTOLENGHI Clinica Psichiatrica CSM San Giovanni' - henrik


An Image/Link below is provided (as is) to download presentation

Download Policy: Content on the Website is provided to you AS IS for your information and personal use and may not be sold / licensed / shared on other websites without getting consent from its author.While downloading, if for some reason you are not able to download a presentation, the publisher may have deleted the file from their server.


- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - E N D - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Presentation Transcript
fabrizio ottolenghi clinica psichiatrica csm san giovanni

Master universitario di 1° livello:Salute Mentale e Servizi ComunitariOrganizzazione, Gestione e Lavoro terapeutico nei Servizi di salute MentaleEFFICACIA E LIMITI,CONOSCENZA ED IDEOLOGIA NELL’USO DEGLI PSICOFARMACI

FABRIZIO OTTOLENGHI

Clinica Psichiatrica

CSM San Giovanni

psicofarmaci e ideologie
Psicofarmaci e ideologie

Esiste una vera e propria ideologia del farmaco; essa è molto semplice: bisogna "sedare", "rendere tranquille le persone agitate"; questo peraltro risponde a due esigenze della nostra struttura sociale: il controllo ed il mercato. Entrambi hanno interesse a ridurre il disagio psichico a malattia organica.

Questa semplificazione ideologica del dolore psichico rende ragione dell'ampia diffusione degli psicofarmaci, spesso prescritti con poca attenzione, talvolta addirittura autoprescritti con medico connivente.

P. Cogorno - http://www.geagea.com/36indi/36_10.htm

psicofarmaci e relazione
Psicofarmaci e relazione

Pensiamo che l’uso dei farmaci psicotropi sia giustificato solo in una dimensione relazionale improntata al massimo rispetto, che accetti il rischio della libertà dell’Altro, anche la libertà di opporre un rifiuto.

Rocco Canosa, Emilio Lupo

Convegno Internazionale “Farmaci e salute mentale”,

Roma 14 maggio 2004

Psicofarmaci: le ragioni del piu’ forte

psicofarmaci e organizzazione dei servizi
Psicofarmaci e organizzazione dei Servizi

La qualità dell’organizzazione dei servizi incide profondamente sull’utilizzo degli psicofarmaci. Il nostro impegno di sempre è di costruire luoghi che siano catalizzatori di legami sociali: dove è possibile connettere, scambiare, progettare, dove sia possibile il riconoscimento dell'Altro e, dunque, l'ascolto e l'incontro scevro da pregiudizi, in cui l’Altro sia visto come persona e non come malato, dentro la sua condizione umana e non dentro la sua malattia. In tale contesto l’imperativo categorico di natura etica è informare gli utenti, le loro famiglie sulla natura del farmaco, sugli effetti terapeutici, sugli effetti collaterali, su quelli tossici a breve e a lungo termine.

slide7

Quelli che s’innamoran di pratica sanza scienzia son come ’l nocchier ch’entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha certezza

dove si vada

Leonardo da Vinci

classificazione psicofarmaci
Classificazione psicofarmaci
  • ANSIOLITICI
  • ANTIDEPRESSIVI
  • ANTIPSICOTICI
  • REGOLATORI DELL’UMORE
benzodiazepine
BENZODIAZEPINE
  • Gli ansiolitici benzodiazepinici possono essere efficaci nell’alleviare gli stati d’ansia. Sebbene si tenda a prescrivere questi farmaci quasi a chiunque presenti sintomi legati a stress, infelicità o malattie fisiche minori, il loro uso è ingiustificato in molte situazioni. In particolare, non sono appropriati per il trattamento di depressione o psicosi croniche. In caso di lutto, l’adattamento psicologico può essere inibito dalle benzodiazepine.
slide15

Molecola

Picco plasmatico (h)

Emivita plasmatica (h)

Durata d’azione

Note

Alprazolam (Frontal,Mialin, Valeans, Xanax)

1-2

10-15

Breve

Alta lipofilia, veloce assorbimento

Bromazepam (lexotan, Compendium, Lexil)

1-8

10-20

Media

Clobazam (Frisium)

1-5

10-38

Lunga

Rischio di accumulo

Clordemetil diazepam (En)

1-4

18-56

Lunga

Clorazepato (Transene)

1-1.5 (cpr)

0.45 (gtt)

80-100

Lunga

Clordiazepossido (Librium, Relibran)

1

50-120

Lunga

Rischio di accumulo

Clotiazepam (Rizen, Tienor)

0.5-6

5-30

Lunga

Rischio di accumulo

Diazepam (Aliseum, Ansiolin, Diazemuls, Eridan, Noan, Tranquirit, Valium, Vatran)

1.5

4-6

Breve

slide16

Molecola

Picco plasmatico (h)

Emivita plasmatica (h)

Durata d’azione

Note

Etizolam (Depas, Pasaden)

1.5-4

6

Breve

Ketazolam (Anseren)

3

2

Lunga

Rischio di accumulo

Lorazepam (Control, Lorans, Tavor, Expidet, Lorazepam)

2-6

10-20

Breve glucuronico

Coniugato con acido assorbibile anche im

Oxazepam (Limbial, Serpax)

3

5-12

Breve

Coniugato con acido glucuronico

Pinazepam (Domar)

1

10-15

Lunga

Prazepam (Prazene)

2.5-75

30-120

Lunga

Rischio di accumulo

Il rischio è inteso sempre per somministrazioni ripetute e prolungate o brevi ma ravvicinate nel tempo

slide17

I disturbi secondari da trattamento con BDZ sono in funzione del dosaggio utilizzato e della sensibilità individuale. Nei casi di iperdosaggio relativo i disturbi secondari si manifestano con una progressione più o meno rapida in funzione del dosaggio utilizzato

dosaggio

Atassia

Amnesia anterograda

Ipersonnia

Sonnolenza diurna

Riduzione della prestazione psicomotoria

Ansiolisi

Sedazione

Ipnoinduzione

tempo

antidepressivi aspetti generali
ANTIDEPRESSIVIASPETTI GENERALI
  • Gli antidepressivi sono efficaci nel trattamento della depressione maggiore di grado moderato o grave, inclusa quella associata a malattie fisiche; sono efficaci anche nella distimia (depressione cronica di minore gravità). Non sono utili in genere nelle forme lievi di depressione acuta, ma si può tentare un ciclo di trattamento nei casi refrattari agli approcci psicologici.
ipotesi aminergica della depressione meccanismo d azione degli antidepressivi ad
Ipotesi aminergica della depressione: meccanismo d’azione degli antidepressivi (AD)
  • La depressione sarebbe causata da una carenza di neurotrasmettitori monoaminergici – seratonina e/o noradrenalina (e/o dopamina?)
  • Una deplezione chimica di neurotrasmettitori induce nell’animale una condizione assimilabile alla depressione
  • Gli AD incrementano in acuto le concentrazioni di monoamine e determinano in cronico una modificazione a livello dei recettori postsinaptici ed il ripristino della neurotrasmissione della seratonina e/o noradrenalina. Determinano in tal modo l’effetto terapeutico.

Vampini, 2002

slide21

Effetti degli antidepressivi dopo

somministrazione cronica

Regolazione espressione

dei recettori

Recettore

Regolazione dei meccanismi di trasduzione a livello citoplasmatico

effettore

Protein chinasi

Controllo dell’espressione genica

nucleo

effetto del trattamento cronico con farmaci antidepressivi
Effetto del trattamento cronico con farmaci antidepressivi
  • Tra i geni che sarebbero coinvolti nella risposta clinica al trattamento antidepressivo sembrano giocare un ruolo importante quelli che codificano per il fattore trofico BDNF (Brain Derived Neurotrophic Factor) e per il suo recettore tirosino-chinasico trkB. La somministrazione cronica di diversi tipi di farmaci antidepressivi aumenta l'espressione di BDNF e TrkB a livello dell’ippocampo.
ipotesi neurotrofica della depressione
Ipotesi neurotrofica della depressione
  • E’ stato osservato che una situazione di stress produce una drammatica riduzione dei livelli di BDNF e conseguente atrofia o addirittura morte di neuroni in particolari aree cerebrali come l’ippocampo; inoltre è stato osservato che in alcuni pazienti depressi si verifica una piccola diminuzione nel volume dell’area ippocampale. Una ridotta espressione del BDNF potrebbe contribuire all’atrofia dei neuroni ippocampali in risposta allo stress.
slide24

Normale

Stress

Antidepressivi

Glucocorticoidi

Serotonina e NA

BDNF

BDNF

Glucocorticoidi

Atrofia/morteneuronale

Normale sopravvivenzae crescita

Aumentata sopravvivenzae crescita

  • Altri danni neuronali:
    • Ipossia - Ischemia
    • Ipoglicemia
    • Neurotossine
    • Virus

Fattori Genetici

dinamica temporale degli effetti degli antidepressivi

8

6

4

2

0

Effetti terapeutici4 - 6 settimane

Effetti sinaptici

ore - giorni

Effetti collaterali ore - giorni

Dinamica temporale degli effetti degli antidepressivi

Settimane di

trattamento con

antidepressivi

slide26

NUMERO DI EPISODI E RISCHIO DI RECIDIVA

Rischio di ricaduta dopo 36 mesi

1° episodio

50%

2° episodio

70%

3° episodio

80%

4° episodio

90%

Linee guida al trattamento antidepressivo

P. Pancheri – R. Brugnoli; Vol. “La malattia depressiva”; 1999

IL MANTENIMENTO

disturbi depressivi sono ricorrenti

in molti casi il trattamento va proseguito per anni a dosi ridotte

eventualmente in associazione con stabilizzatori

fasi del trattamento
Fasi del trattamento

Inizio

Remissione

sintomatologica

Trattamento di stabilizzazione

Sospensione

graduale

2 mesi

4 mesi

1 mese

2 settimane

effetti collaterali degli ad triciclici
Effetti collaterali degli AD TRICICLICI

Anticolinergica:

stipsi, ritenzione urinaria, stati confusionali, ecc.

ipotensione ortostatica, tachicardia, vertigini,

disturbi della sfera sessuale, ecc.

Adrenolitica:

sonnolenza, aumento ponderale, riduzione della performance cognitiva anche a basse dosi.

Antiistaminica:

alterazioni all’ECG, rischio di aritmie, ecc.

Chinidinosimile:

La possibilità di insorgenza di aritmie ventricolari in un miocardio ischemico, rende ad alto rischio l’ impiego degli AD triciclici nei pazienti con disturbi cardiaci. Questi farmaci sono inoltre a rischio nei pazienti anziani, ipotesi, prostatici, epilettici, ed in quelli con problemi di stitichezza, glaucoma e ritenzione urinaria.

slide29

INIBITORI SELETTIVI DEL REUPTAKE DELLA SEROTONINA E/O DELLA NORADRENALINA (SSRI e SNRI)

SRI

SSRI

SRI

SNRI

  • PRINCIPALI EFFETTI COLLATERALI
  • Legati all’attività dei recettori serotoninergici:
  • - disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, perdita di peso);
  • - cefalea;
  • - disfunzione sessuale (anorgasmia, riduzione della libido);
  • - ansia, tremore, nervosismo, agitazione
  • - dipendenza fisica discontinuation syndrome
  • Legati all’attività dei recettori noradrenergici:
  • - ipertensione (ad alte dosi)

NRI

esistono differenze nell efficacia terapeutica tra i diversi antidepressivi
Esistono differenze nell’efficacia terapeutica tra i diversi antidepressivi?

Non esistono al momento

evidenze forti che permettano

di stabilire la superiorità

di un AD rispetto ad un altro.

Depression Guideline Panel, 1993; Anderson, 2000

principali farmaci antidepressivi
Principali farmaci antidepressivi

Inibitori MAO:

iproniazide, isocarbossazide, fenelzina

RIMA:

moclobemide, toloxatone

Antidepressivi triciclici:

imipramina, amitriptilina,

clomipramina, desipramina, nortriptilina

SSRI:

citalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina

SNRI:

venlafaxina, milnacipran, duloxetina

NRI:

reboxetina

NASSA:

mianserina, mirtazapina

Farmaci serotoninergici: trazodone, nefazodone

Farmaci dopaminergici: amisulpride, bupropione

fattori da valutare per la scelta del farmaco antidepressivo
Fattori da valutare per la scelta del farmaco antidepressivo
  • Efficacia antidepressiva
  • Profilo effetti collaterali
  • Tossicità da sovradosaggio
  • Interazioni farmacologiche
  • Caratteristiche cinetiche
  • Comorbidità organica e psichiatrica
effetti collaterali degli ad triciclici1
Effetti collaterali degli AD triciclici
  • Anticolinergica: stipsi, ritenzione urinaria, stati confusionali, ecc.
  • Adrenolitica: ipotensione ortostatica, tachicardia, vertigini, disturbi della sfera sessuale, ecc.
  • Antistaminica: sonnolenza, aumento ponderale, riduzione della performance cognitiva anche a basse dosi
  • Chinidinosimile: alterazioni dell’ECG, rischio di aritmie, ecc.

Farmaci a rischio nei pazienti anziani con malattia organiche

Vampini, 2002

effetti collaterali degli ssri
Effetti collaterali degli SSRI

5-HT2: Insonnia, irritabilità, ansia, disturbi sessuali, perdita dell’appetito

5-HT3: Nausea, vomito, cefalea, diarrea, gastralgia

Altri: Sindrome da inappropriata secrezione di ADH, alterazioni dell’aggregazione piastrinica

Differenze tra i diversi SSRI:Disturbi sessuali > paroxetina, sertralina (+)Nausea e vomito > fluvoxamina (+)Ansia, insonnia, anoressia > fluoxetina (+)Diarrea o feci poco solide > sertralina (+)

Vampini, 2002

effetti collaterali degli altri ad
Effetti collaterali degli altri AD

Venlafaxina: nausea, vomito, vertigini, cefalea, insonnia, modici rialzi pressori

Reboxetina: attività NAergica – insonnia, irritabilità, disturbi anticolinergici, tachicardia, sudorazione

Mirtazapina: attività antistaminica – sedazione, sonnolenza, ipotensione, aumento dell’appetito, incremento ponderale

Amisulpride: disturbi da iperprolattinemia – galattorrea, ginecomastia, alterazioni sessuali, extrapiramidali

ad e alterazioni delle performance psicomotoria e cognitiva
AD che peggioranola performance anche a basse dosi:

Amitriptilina (25 mg)

Mianserina (30 mg)

Trazodone (50 mg)

AD che non alteranoin modo rilevantela performance anche ad alte dosi:

SSRI

Reboxetina

AD e alterazioni delle performance psicomotoria e cognitiva
tossicit da sovradosaggio degli ad
Tossicità da sovradosaggio degli AD

Indice tossicità letale

Triciclici + + + +

IMAO + + +

Mianserina + +

Trazodone + +

Venlafaxina + +

Mirtazapina + +

SSRI +

Dati dal 1987-1991 in Gran Bretagna, Henry et al., 1995

farmaci antipsicotici aspetti generali
Farmaci antipsicoticiAspetti generali
  • Farmaci antipsicotici sono conosciuti anche come «neurolettici» e (in modo improprio) come «tranquillanti maggiori». Di solito tranquillizzano senza alterare la coscienza e senza causare eccitamento paradosso, ma non devono essere considerati alla stregua di tranquillanti.
  • Nel breve termine, essi sono impiegati per calmare i pazienti disturbati qualsiasi sia la psicopatologia che ha scatenato l’attacco e che può essere la schizofrenia, un danno cerebrale, la mania, un delirium su base tossica o una depressione agitata.
slide40

LA TRASFORMAZIONE DELLA REALTA’ (sintomi positivi) DELIRI ALLUCINAZIONE

LA DISORGANIZZAZIONE

ALTERAZIONI COGNITIVE – DESTRUTTURAZIONE IDEATIVA

E COMPORTAMENTALE

L’IMPOVERIMENTO

APATIA – ABULIA - ALOGIA

LA PERDITA DI INSIGHT

DECADIMENTO DELLA CRITICA – MANCANZA DELLA

COSCIENZA DI MALATTIA

IL SIGNIFICATO DI « PSICOSI »

meta analisi di 820 studi sugli esiti della schizofrenia
META-ANALISI DI 820 STUDI SUGLI ESITI DELLA SCHIZOFRENIA

60

50

40

Miglioramento percentuale al follow-up

30

20

10

<1910

1920

1930

1940

1950

1960

1970

1980

1990

Coma insulinico

E C T

Hegarty et al., 1994

Farmacoterapia

“Kraepelin”

“Bleuler”

DSM-III

antipsicotici tipici neurolettici
Clorpromazina ( Largactil)

Levomepromazina,( Nozinan)

Promazina, (Talofen)

Flufenazina (Moditen)

Perfenazina,(Trilafon)

Periciazina (Neuleptil)

Tioridazina, (Melleril)

Aloperidolo, (Serenase, Haldol)

Bromperidolo,(Impromen)

Clopentixolo, (Sordinol)

Zuclopentixolo, (Clopixol)

Pimozide, (Orap)

Levosulpiride, (Levopraid)

Tiapride, (Sereprile)

Amisulpiride,(Solian)

Clotiapina (Entumin)

ANTIPSICOTICI TIPICINeurolettici
effetti indesiderati dei farmaci neurolettici
EFFETTI INDESIDERATIDEI FARMACI NEUROLETTICI
  • • sintomi parkinsoniani (che includono il tremore), più comuni in adulti e anziani, che possono insorgere gradualmente;• distonia(movimenti anomali del viso e del corpo) e discinesia, più comuni nei bambini e nei giovani adulti, possono comparire già dopo poche dosi;• acatisia(irrequietezza motoria) che di norma compare dopo una dose iniziale alta e che può somigliare all’esacerbazione della malattia che si sta trattando;• discinesia tardiva (movimenti ritmici involontari della lingua, della faccia e della mandibola) che di solito si sviluppa con terapie a lungo termine o con alte dosi, ma che può comparire con dosi basse a breve termine - una discinesia tardiva di breve durata può comparire dopo la sospensione del trattamento.
antipsicotici atipici definizione
ANTIPSICOTICI ATIPICI Definizione
  • Tendenza diminita o assetne a produrre effetti EPS a dosaggi antipsicotici
  • Nessun aumento della prolattina o molto limitato
  • Riduzione significativa dei sintomi positivi e negativi della schizofrenia
antipsicotici atipici definizione farmacologica
ANTIPSICOTICI ATIPICIDefinizione farmacologica
  • Bloccano i recettori dopaminergici ( D2)nel sistema meso-limbico>>che in quello nigro-striatale
  • Bloccano i recettori della serotonina (5-HT2)
antipsicotici atipici
ANTIPSICOTICI ATIPICI
  • L’utilizzo degli antipsicotici atipici ha ridiretto gli obiettivi del trattamento antipsicotico rispetto all’era dei neurolettici: alcuni bisogni non corrisposti possono infatti, almeno in parte, essere soddisfatti (come maggiori possibilità di riabilitazione, la prevenzione del deterioramento cognitivo, una migliore adesione al trattamento grazie a ridotti effetti collaterali) e alcuni sintomi bersaglio, come ad esempio i sintomi negativi, quali il ritiro sociale, l’anergia, o l’ostilità (compresa l’ideazione suicidaria che spesso rende infausto l’esito) possono essere trattati piùadeguatamente che in passato.

A.C.Altamura, 2006

antipsicotici atipici1
ANTIPSICOTICI ATIPICI
  • Aripiprazolo (Abilify)
  • Clozapina, (Leponex)
  • Olanzapina, (Zyprexa)
  • Quetiapina (Seroquel)
  • Risperidone, (Risperdal, Belivon)
slide51

Vantaggi degli antipsicotici atipici

  • Clozapina: non induce EPS, utile nella schizofrenia resistente, può dare leucopenia/agranulocitosi
  • Risperidone: può indurre EPS a dosaggi medio-alti (6-12mg/die), azione relativamente “attivante” (componente depressiva)
  • Quetiapina: utile nelle forme “negative”, non induce EPS
  • Olanzapina: azione sedativa inferiore alla clozapina, azione timostenica, buona efficacia nelle forme resistenti ed in quelle a prevalente sintomatologia negativa
  • Aripiprazolo: efficace nelle forme “positive” e “negative “ delle psicosi, agonista parziale sui recettori D2 e 5HT1A ( DSS: dopamine system stabilizer)
slide52

Effetti collaterali associati all’uso degli antipsicotici atipici

Neurologici

Disturbi del movimento

Metabolici

Obesità

Dislipidemia

Iperglicemia/diabete

Endocrini

Diabete

Iperprolattinemia

Cardiovascolari

Prolungamento del tratto Q-T

Ipotensione ortostatica

Altri

Ematologici

Anticolinergici

Sedazione

Oculari

Epatici

slide53

MANTENIMENTO

Remissione di un primo episodio

senza sintomi negativi residui

con sintomi negativi residui

Protrarre il trattamento per

3-6 mesi prima di ridurre

gradualmente le dosi

(20% ogni 6 mesi) fino a portarle

a zero dopo un minimo di

2 anni di trattamento

Valutare la possibilità di

un cambiamento di farmaco

dopo la stabilizzazione del

quadro clinico protratta per

6 mesi

  • L’eventuale dose fissa di mantenimento va continuata per un periodo di 2-5 anni o, in alcuni casi, per un tempo indefinito
  • Nel caso di riacutizzazioni i tempi della terapia di mantenimento vanno prolungati
  • Se la remissione è stata ottenuta con un tipico bloccante D2 e se la dose minima di mantenimento risulta elevata o tale da indurre una SNN, il mantenimento va effettuato con un atipico bloccante 5HT2/D2

Linee guida SOPSI

la scarsa compliance
LA SCARSA COMPLIANCE

Assunzione irregolare

della terapia

Scarso o assente

insight

(David, 1990)

Comparsa di EPS

(Van putten, 1974)

  • Solo il 40-50% dei pazienti che potrebbero ricevere beneficio da una terapia di profilassi delle ricadute segue effettivamente il trattamento
  • Per i pazienti al primo episodio la mancata compliance sale fino al 75%

(Gaebel e Pietzcker, 1985; Kane et al., 1985)

stabilizzatori dell umore
Stabilizzatori dell’umore

· Si tratta di una categoria di farmaci impiegati nel trattamento a lungo termine di pazienti affetti da disturbi ricorrenti dell’umore, in particolare nel disturbo bipolare. Trovano ulteriore impiego nelle forme schizoaffettive.

· Accanto al Litio, farmaco di riferimento, utilizzato nella pratica terapeutica da più decenni, trovano collocazione ufficiale in questo gruppo il valproato di sodio e la carbamazepina.

· Successivamente si è proposto l’uso della oxcarbazepina, meno gravata di effetti collaterali della molecola originaria.

· Più di recente è stato suggerito l’uso della lamotrigina, specie per il trattamento della fase depressiva del disturbo bipolare.

· Va infine tenuta presente la possibilità di utilizzare alcuni antipsicotici atipici da soli o in aggiunta ad uno stabilizzatore tradizionale.

il carbonato di litio
Il carbonato di Litio
  • E’ il farmaco più usato nel trattamento del disturbo bipolare. E’ utile nella fase maniacale e nella prevenzione delle ricadute depressive.
  • E’ necessario eseguire una serie di esami del sangue per valutare la funzionalità renale (dosaggio della creatinina) e tiroidea (dosaggio degli ormoni tiroidei: TSH, FT3, FT4) prima di cominciare la terapia con il carbonato di litio e ripeterli inizialmente ogni 2-3 mesi, poi ogni 6 mesi durante un trattamento di lunga durata. Va monitorata inoltre la funzionalità cardiaca (con l’elettrocardiogramma) nelle persone sopra i 65 anni ed in particolari situazioni.
  • Il carbonato di litio è controindicato in gravidanza ed allattamento, nell’insufficienza renale, nell’ipotiroidismo, in patologie cardiache.
  • Può essere utile associare il litio ad altri farmaci (farmaci antipsicotici, BDZ) nella mania acuta mentre è preferibile usarlo da solo nella terapia di mantenimento. Non deve essere associato a particolari farmaci diuretici, antinfiammatori, antibiotici.
  • Gli effetti indesiderati che si possono presentare in corso di terapia con litio sono: nausea, vomito, diarrea, tremori alle mani, aumento di peso, alterazioni della funzionalità tiroidea (ipotiroidismo) e renale, polidipsia e poliuria (aumento della sete e bisogno frequente di urinare).
il carbonato di litio1
Il Carbonato di Litio

LA LITIEMIA, CIOÈ IL DOSAGGIO DEL LITIO NEL SANGUE, VA ESEGUITA ALMENO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA NEL PRIMO MESE DI TRATTAMENTO E SUCCESSIVAMENTE ALMENO UNA VOLTA OGNI TRE MESI PERCHÉ:

  • L’efficacia del litio è in relazione alla sua concentrazione nel sangue che dovrebbe essere: in fase acuta 0,8-1,2 mEq/l; in fase di mantenimento (nella prevenzione delle ricadute): 0,5-0,8 mEq/l. 
  • Se la concentrazione del litio raggiunge valori di 1,5-2 mEq/l oppure valori ancora più alti possono manifestarsi effetti tossici.
l acido valproico depakin
L’Acido Valproico (DEPAKIN)
  • Molto utilizzato nel disturbo bipolare, si è dimostrato utile soprattutto negli stati misti (in cui sono presenti contemporaneamente sintomi depressivi e maniacali) e nelle situazioni in cui c’è un rapido passaggio dalla depressione alla mania.
  • Spesso è associato ad altri farmaci: il litio, gli antipsicotici e le BDZ.
  • E’ importante, prima di cominciare la terapia con questo farmaco, fare gli esami del sangue generali e monitorare in particolare la funzionalità epatica e ripetere tali esami ogni 6-12 mesi durante il trattamento. I possibili effetti indesiderati sono: nausea, vomito, perdita dell’appetito, sedazione, tremore, alterazioni della funzionalità epatica e delle cellule del sangue (riduzione delle piastrine, riduzione dei globuli bianchi).
la carbamazepina tegretol
La Carbamazepina (TEGRETOL)

E’ utilizzata meno frequentemente del litio e dell’acido valproico perché interagisce con tanti farmaci modificandone le concentrazioni nel sangue e quindi l’efficacia ed a causa dei suoi possibili effetti indesiderati che comprendono: sedazione, visione offuscata, nausea, vertigini, cefalea, alterazioni ematologiche, della funzionalità epatica e pancreatica ed effetti cutanei compresa una reazione cutanea rara e potenzialmente grave. Per tali motivi in corso di terapia con la carbamazepina è importante eseguire gli esami del sangue ed il dosaggio del farmaco nel sangue ogni settimana nei primi mesi di trattamento, poi ogni 3 mesi

la lamotrigina lamictal
La Lamotrigina (LAMICTAL)
  • Ha dimostrato di essere efficace come stabilizzatore del tono dell’umore e di prevenire le ricadute degli episodi depressivi del disturbo bipolare.
  • Il trattamento con la lamotrigina va iniziato a dosi molto basse ed aumentato lentamente fino a raggiungere la dose terapeutica, al fine di ridurre al minimo il rischio di comparsa di effetti indesiderati che possono essere: eruzioni cutanee, sonnolenza, cefalea, disturbi gastrointestinali